ted

Hai mai visto un orsacchiotto pisciare sul muro?

tedPrendere uno dei simboli più carismatici dell’infanzia, cancellare con un colpo di spugna tutte le sfumature di dolcezza ed emotività ad esso connesse, e infine farlo diventare un altoparlante di battute scurrili e politically incorrect, comportamenti diseducativi e volgari, è un esercizio narrativo tanto geniale quanto folle. E proprio l’equilibrio raggiunto, seppur sempre sul filo del rasoio, tra genialità e follia è il motivo per cui la comicità surreale di Ted mi ha stregato completamente.

La storia (tranquilli, niente spoiler) è molto banale: John (Mark Wahlberg) è un bambino sfigato; i genitori gli regalano un orsacchiotto di peluche, Ted, che la notte di Natale, magicamente, si anima diventando il suo miglior amico. Ted diventa una celebrità nazionale tuttavia continua ad essere amico di John e cresce con lui.

ted2Li ritroviamo 30 anni dopo, seduti sul divano a fumare le canne insieme. Ed è qui che comincia la storia vera e propria. Anche se, va sottolineato, la trama in sè è un semplice ammennicolo, il cui unico è scopo è permettere ai protagonisti di muoversi e parlare. Le vere star del film sono infatti le battute del pupazzo (caustiche, volgari, politicamente scorrette, razziste, omofobe, scurrili) e i suoi comportamenti (immaturi, criminali, laidi). Ha quindi poca rilevanza John, che cerca disperatamente di bilanciare il rapporto con Ted e quello con la sua fidanzata (la bella e anche brava Mila Kunis), o le losche mire di Donny (interpretato da uno smagratissimo Giovanni Ribisi). No, niente di tutto questo è importante. Il film è Ted, e non inteso come titolo, ma proprio come orsacchiotto\pilastro della pellicola stessa.

Ma perchè Ted è così affascinante? Per il suo musetto dolce? O forse perchè è così antitetico al simbolo stesso che raffigura? No, c’è qualcos’altro sotto. Ted rappresenta un nostro IO nascosto, quello più lascivo e immaturo; che se ne frega delle bollette o del caro vita, del rubinetto che si rompe o della gomma forata; che vive in un eterno qui e ora ; il cui unico progetto è spassarsela per i prossimi 5 minuti.

Non posso che consigliare la visione di questo film. Non vincerà un Oscar e nemmeno il Golden Globe, ma vi farà passare 2 ore in allegria.  E se vi sorge il dubbio che sia una commedia di serie B tipo “American Pie”, sappiate che tra Ted e American Pie c’è la stessa differenza che passa tra Antonio Albanese e quel tizio brizzolato che con la voce da deficiente dice sempre “Ti stiiimooo frateeeelloooooo”.

Scheda del film

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