Skyfall: 007 è meno Bond e più James

Tutti gli uomini invidiano James Bond; anche quelli che lo negano.
D’altronde come si può non invidiare neppure per un istante un uomo così sfacciatamente baciato dalla fortuna? Che non solo è bello e ma pure affascinante?

Skyfall Poster

Che gira il mondo a spese del governo? Che incontra solo donne bellissime le quali non vedono l’ora di finire a letto con lui? Che gira armato e può ammazzare chiunque gli sta sulle palle? Che guida solo macchine sportive il cui

valore non è mai inferiore a centomila  euro? Che si strafoga di Martini e superalcolici senza avere un filo di pancia e, per di più, mantenendo la forma fisica di un decatleta?

Tuttavia, dopo aver visto l’ultimo film della saga sull’agente segreto 007 – Skyfall – l’invidia di molti uomini potrebbe essere, non dico scemata,  ma almeno diminuita.  E questo perchè mentre nei primi due Bond intepretati da Daniel Craig il personaggio aveva in parte abbandonato il fascino posato – quasi glamour – da sempre iconicizzato da Sean Connery, sterzando verso un machismo d’azione molto più adatto al cinema del XXI secolo, il terzo Bond di Craig è meno superuomo  e più uomo, scopre debolezze e soprtutto limiti che lo rendono più vicino alla persona comune.

In Skyfall, insomma, Bond è travolto da un processo di umanizzazione che non riesce a capire e che subisce senza riuscire a contrapporvisi. E solo dopo aver digerito  la sua ritrovata umanità ritroverà se stesso, ma un  se stesso  nuovo che riescirà infine a sfruttare il proprio passato ed i propri limiti come armi per sconfiggere i nemici.

Le 2 bond girl più insipide di sempre?

E, alla fine, è proprio questa ritrovata umanità dell’agente segreto la chiave di lettura più interessante del film, nonchè l’architrave su cui si regge tutta la storia. Perchè le Bond-Girl  (Bérénice MarloheNaomie Harris) sono molto lontane dallo standard di bellezza o bravura cui ci avevano abituato le loro predecessori,  così incidono (e si vedono) pochissimo. Perchè il cattivo di turno (Javier Bardem) è un po’ artefatto, poco verosimile e finisce per bucare poco lo schermo e suggestionare ancora meno. Perchè il ruolo centrale dato a M (Judi Dench) è svolto e risolto in maniera banale e scontata. Perchè risulta difficile capire perchè Ralph Fiennes si è scomodato per una parte così evanescente come quella di Mallory.

Sicuramente Skyfall non è, tra le 23 pellicole della saga su James Bond, il film più bello e riuscito, tuttavia è un film godibile e ben costruito, che indagando prospettive emotive ed umane sconosciute nel più recente universo di 007, definisce intorno a Bond confini nuovi nei quali l’agente segreto può evolversi e rinnovarsi. E’ per questo che Skyfall è comunque il miglior Bond degli ultimi realizzati.

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