Berlusconi Bersani Monti

Pensierini sulle #Elezioni2013

#pensierino1
Pare che il Governo del Guatemala abbia fatto un esposto alla Procura della Repubblica di Roma perchè annulli le elezioni e ne indica di nuove. Sperano in questo modo di scongiurare il ritorno di Ingroia.

#pensierino2
Ma per vincere le elezioni non era indispensabile controllare le televisioni? E allora Grillo come ha fatto a raccogliere tutti questi consensi senza mai essere andato in TV? #misteridellasinistra

Berlusconi Bersani Monti#pensierino3
Berlusconi e i suoi accoliti di PDL e Lega sostengono di aver vinto. Strano concetto di vittoria che hanno… Sono passati dal  47% del 2008 al 30% del 2013.

#pensierino4
Leggo e sento tante persone di sinistra lamentarsi degli italiani pecoroni che votano ancora Berlusconi. Tutto giusto, se non fosse che rispetto al 2008 Berlusconi ha preso 5 milioni di voti in meno. Forse, da Bersani in giù, dovrebbero essere meno supponenti e chiedersi perchè gli Italiani, nonostante non abbiano più votato Berlusconi, abbiano preferito dare il voto a qualcun altro invece che al PD.

#pensierino5
Bersani parteciperà al prossimo concorso di poesia ermetica promosso dalla Feltrinelli con il brano “Ossimori”, il cui testo recita: “Abbiamo vinto| ma non siamo primi”. Sembra il grande favorito.

#pensierino6
Fortuna che Berlusconi non ha preso la maggioranza altrimenti si rivendeva Balotelli e pure El Sharaawi per rimborsare l’IMU. I tifosi del Milan tirano un respiro di sollievo.

#pensierino7
Nei primi 3 mesi del governo tecnico, PD PDL e Monti si impegnarono come matti per far approvare la riforma dell’articolo 18, la riforma delle pensioni, l’istituzione dell’IMU. Nei successivi 9 mesi sono stati invece incapaci di modificare alcuni di quei privilegi ormai intollerabili agli occhi dei cittadini, come il numero esorbitante di parlamentari, i rimborsi elettorali, il cumulo di vitalizi, etc. Eppoi vi stupite che Grillo abbia preso il 25% Io mi stupisco che non abbia preso il 40…

#pensierino8
Strategie in campagna elettorale: Berlusconi come suo solito ha parlato con successo alla pancia del paese; Bersani ha provato con scarsi risultati a comunicare con il cervello dell’elettorato; ma la strategia vincente è stata quella di Grillo che invece si è concentrato sulle palle  – sempre più vicine al punto di esplosione – degli Italiani.

#pensierino9
Per la prima volta nella storia, l’Italia è contemporaneamente senza Papa e senza Governo. Che sia la volta buona che le cose funzionino davvero?

#pensierino10
Preoccupazione per le sorti di Gianfranco Fini: da oltre 3 giorni non si hanno suo notizie. Tuttavia secondo alcune indiscrezioni sembra siano state riscontrate delle sue tracce nelle polpette dell’Ikea.

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4 pensieri su “Pensierini sulle #Elezioni2013

  1. Per queste elezioni il PD aveva un candidato forte (Renzi) e uno debole (Bersani). Il candidato debole ha fatto di tutto per mettere i bastoni tra le ruote a quello forte (coinvolgendo Vendola nelle primarie, burocratizzando il più possibile le primarie stesse, eccetera), e gli uomini del partito l’ hanno lasciato fare: in parte perché molti di loro avevano una paura folle di venire “rottamati” da Renzi, in parte perché avevano sottovalutato Berlusconi e Grillo, ed erano convinti che con qualsiasi candidato avrebbero vinto con largo margine. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.
    Adesso, a frittata fatta, molti si sono resi conto dell’ errore, e invocano a gran voce una nuova discesa in campo di Renzi. Il problema é che la sua candidatura a premier avrebbe dato i suoi frutti a Febbraio, ma non é affatto detto che sia una mossa efficace tra 6 mesi o un anno: infatti, se si tornasse a votare così presto, l’ esasperazione dell’ elettorato sarebbe tale da portarlo a ricoprire Grillo di voti anche in presenza di un’ ottima alternativa come Renzi. In buona sostanza, tra 6 mesi il nostro sindaco sarebbe l’ uomo giusto al momento sbagliato. Se vuole davvero diventare premier, non deve farsi prendere dalla frenesia, e aspettare l’ occasione giusta.
    Per quanto riguarda Berlusconi, molti dei miei amici e conoscenti erano convinti che il caso Ruby fosse uno scandalo troppo grave perché Silvio potesse di nuovo riconquistare gli italiani. Io invece ero sicuro che anche questa gli sarebbe stata perdonata, perché lui incarna il sogno dell’ italiano medio che dal nulla arriva a costruire un impero, e per questo gode di un’ ammirazione del tutto incondizionata da parte degli italiani. Anche se Ruby fosse stata una bambina in fasce, anche se Silvio l’ avesse uccisa, il leader del PDL avrebbe comunque mantenuto la sua fetta di elettori con gli occhi a cuoricino.
    Per quanto riguarda Grillo, confesso di provare grande paura nei confronti del Movimento 5 Stelle. Ragionamenti del tipo “I miei son tutti duri e puri, gli altri son tutti da buttar via”, l’ alone messianico che si é costruito intorno, e soprattutto la violenza con cui lui e i suoi uomini reagiscono ad ogni forma di dissenso (soprattutto quando esso é interno al movimento), mi ricordano una delle pagine più nere della storia italiana, in modo così evidente che non c’é nemmeno bisogno di specificare quale. Grillo cerca di dissimulare quest’ analogia con delle mosse molto astute (come quella di non candidarsi né in Parlamento né al Senato), ma questo decisamente non basta a rassicurarmi. Al contrario, aumenta la mia inquietudine, perché più Grillo intorbida le acque, più sarà difficile che emerga il suo vero volto.
    Come vedi, non ho risparmiato stoccate a nessuno dei 3 partiti più votati, e quindi può venire spontaneo chiedersi “Ma da che parte sta?” Molto semplicemente, da nessuna parte. Io non ragiono in termini di parte, di partito o di ideologia, ma di persona: voto la persona a cui affiderei la mia casa, i miei cari e la mia vita, perché in un certo senso é proprio ciò che faccio, quando gli assegno il mio voto. Se nessun candidato mi ispira così tanta fiducia, allora sono costretto ad individuare il meno peggio. Se non salta fuori un nome nemmeno in questo modo, a quel punto mi astengo, ma finora non mi é mai capitato.
    Per quanto riguarda gli scenari futuri, innanzitutto Grillo ha fatto benissimo a rifiutare l’ alleanza con Bersani. Quest’ ultimo, come fanno tutti i potenti quando sentono vicina la morte politica, si lascia andare a gesti disperati, come quello di inginocchiarsi davanti a un uomo che aveva insultato per mesi: Grillo, giustamente, l’ ha mandato a quel paese. A questo punto Bersani potrebbe raccogliere l’ invito di Berlusconi ad un governo di larghe intese, ma c’é un problema: tutti si ricordano di quel “Berlusconi si deve dimettere” che Bersani pronunciò per mesi come un mantra, e quindi, se lui si riappacificasse con Silvio, inevitabilmente passerebbe per uno che pur di non mollare la poltrona venderebbe anche la mamma. A lui la scelta: governare con Silvio al prezzo della propria dignità, o lasciare da (finto) vincitore. Io non avrei dubbi.

  2. CAPITOLO PD: ho sempre creduto che il PD non avesse sta gran voglia di vincere le elezioni e governare da soli per 5 anni durante i quali con ogni probabilità dovranno chiedere lacrime e sangue al popolo. Credo che il progetto fosse quellod i raggiungere la maggioranza relativa e fare l’accordo con la neo-formazione montiana: un nuovo governo tecnico che ci mettesse la faccia, permettendo così al partito di detenere comunque il poter senza rimetterci in termini di popolarità. Purtroppo non hanno fatto i conti con il malcontento popolare e la conseguente impennata di Grillo.
    Sicuramente con Renzi sarebbe stato tutto diverso, ma il tuo sindaco (che ammiro molto) è un homo novus, e per questo inviso a tutto l’establishment del partito che di fatti gli ha messo i bastoni tra le ruote a più non posso, salvo poi, oggi, pentirsene…

    CAPITOLO GRILLO: il suo movimento è radicale nelle proposte, estremista nei toni, fondamentalista nelle ideologie. Ho sempre schifato tutte queste cose, eppure l’ho votato. Dopo 12 anni di schede annullate (l’ultima volta che diedi il mio voto fu nel 2001, ad AN, salvo poi pentirmene in capo a pochi mesi) ho ritenuto opportuno individuare qualcuno comunque, anche se non mi sentivo pienamente rappresentato da loro. E l’unico movimento che tracciava un segno di discontinuità con la classe politica attuale era proprio il M5S. Credo che molti, come me, abbiano votato Grillo più per quello che rappresenta che per quello che dice. Forse è un errore (come dice il grande Vittorio Zucconi: “Mai sposarsi arrapati o votare arrabbiati”), tuttavia in questo frangente mi è parsa una scelta doverosa.
    Il M5S non sarà mai un partito di governo, almeno non in questa legislatura, però spero possa dare quella scossa alla morente 2 repubblica per arrivare alla 3. Il passaggio dalla 1 alla 2 fu tutto sommato indolare, ma i risultati sono stati pessimi: forse per ottenere qualcosa di positivo questo passaggio dovrà essere un po’ più burrascoso e sopportare per un po’ l’uragano Grillo…

    1. Hai ragione: il PD aveva pensato che l’ appoggio di Monti sarebbe stato sufficiente per governare, e quindi non ha curato minimamente i rapporti con Grillo, perché pensava 1) di non averne bisogno, 2) che sarebbe rimasto un partito di nicchia. Alla fine la nicchia l’ ha occupata Monti, e questo ha gettato Bersani nella disperazione più nera. Ben gli sta, visti i giochetti sporchi con cui ha tarpato le ali a Renzi.
      Per quanto riguarda il nostro sindaco, qui in città abbiamo capito fin dal primo giorno che si tratta di un uomo che ha davanti un grande destino, e non solo per la sua intelligenza, il suo carisma o le sue qualità politiche, ma anche e soprattutto perché é una grande persona, un gigante in un mondo di nani.
      Il guaio é che ha scelto di rinnovare un partito storicamente conservatore, e per questo i suoi compagni, invece di sostenerlo, hanno cercato sistematicamente di ostacolarlo ed isolarlo. Quando parlo di rinnovare, non intendo soltanto il concetto della rottamazione, ma anche il concetto di avvicinarsi al centrodestra, dialogando con i suoi esponenti e cercando di attrarre parte del suo elettorato: questa strategia é improponibile in un paese come l’ Italia, dove gli uomini di sinistra e di destra devono per forza guardarsi in cagnesco, e se qualcuno dei due schieramenti cerca di avvicinarli allora subito lo si accusa di essere un traditore, di snaturare la filosofia del partito e altre amenità del genere. Renzi é semplicemente “troppo avanti”. Se un giorno il suo partito si metterà al passo con lui e comincerà a sostenerlo, a quel punto sono convinto che parole come antipolitica, ingovernabilità, disaffezione e sfiducia scompariranno dal nostro vocabolario politico.

  3. Renzi piace molto anche a me: con il suo entusiasmo e il suo carisma ha risvegliato in Italia la voglia di fare politica e, seppur ostacolato da tutti i vertici del suo partito ha raccolto il 40% dei consensi alle primarie, un risultato che per me resta straordinario e che avrebbe dovuto far riflettere i capocci di Botteghe Oscure.
    Ora mi auguro solo che non sia tirato dentro il governicchio che Bersani sta cercando di assemblare: lo sanno tutti che è un’avventura disastrosa.Meglio per Renzi (e credo anche per noi) che resti in disparte durante questa fase convulsa aspettando il momento giusto e ricandidandosi alle prossime elezioni, sia che esse siano quest’anno, che il prossimo o tra 5.

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