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#BarçaMilan: tra speranze e scaramanzie

Visto che all’andata ha portato bene, pubblico un nuovo post alla vigilia di Barcellona-Milan

Le premesse sono più fauste rispetto a 3 settimane fa, quando boia e becchino già affilavano i loro strumenti di lavoro pregustando l’inumazione della salma del Milan dopo il trattamento Barcellona. Ora abbiamo addirittura i favori del pronostico  Il prodigioso risultato dell’andata (2 a 0 per noi, ricordarlo non fa mai male) e il pessimo periodo di forma e risultati che attraversano i blaugrana determinano che l’apparentemente impossibile sia improvvisamente diventato più probabile dell’ovvio e dell’inevitabile. Per quel che mi riguarda cerco di razionalizzare la situazione: se prima della partita dell’andata avevamo il 10% di possibilità di passare il turno, ora abbiamo il 50%. Si, perchè i due gol di vantaggio sono tanti ma non sufficienti se ricordiamo che al Camp Nou vengono rifilate manite  a destra e manca.

Per quanto mi riguarda, l’unica cosa che conta sarà gestire bene il dopo partita.

Se accadesse l’indicibile, infatti, per il Milan si schiuderebbero orizzonti impensabili e l’onda d’urto dell’entusiasmo potrebbe invogliare i giovani virgulti rossoneri a volare troppo in alto, dimentichi che la il calore del sole potrebbe bruciare in men che non si dica le loro fragili ali. Se il risultato sarà positivo, quindi, la parola d’ordine dovrà essere: piedi per terra. Perchè se è vero che poi con un po’ di culo nei sorteggi – che non fa mai male – potremmo addirittura ritrovarci a giocare una semifinale di Champions League che nemmeno nel mondo del Signore degli Anelli sarebbe stata concepibile, è altresì molto più vero che l’obiettivo più realistico per questa squadra è il terzo o preferibilmente secondo posto in campionato.

Nel caso in cui invece la remuntada del Barcellona si concretizzasse, ci troveremo nella grottesca situazione di dover assorbire senza traumi una eliminazione che fino a poco fa sembrava scontata. Già me le immagino le orde di giornalisti soloni a pontificare sugli errori di Allegri e dei giocatori, sulla gravita dell’eliminazione alla luce del risultato d’andata, etc. Magari sono gli stessi che prima della partita dell’andata sostenevano che il Barça ce ne avrebbe fatti 4 e che la partita per loro sarebbe stata impegnativa quanto un allenamento. Non farsi risucchiare dalle sabbie mobili dovrà quindi essere il leit motiv di società e allenatore, perchè qualificarsi alla prossima Champions è un risultato troppo importante per farselo sfuggire.

corno-di-buona-fortunaDal canto mio luciderò gli strumenti del mestiere necessari domani sera (non fate pensieri sconci… lo strumento è quello della foto a lato) e riproporrò tutti i fondamentali rituali scaramantici affinati in anni e anni di proselitismo rossonero per cui tutto dovrà essere identico a quanto fatto nella partita d’andata: stessi vestiti, stesso tragitto in macchina, stesso menù per la cena, stessa posizione sul divano. E se proprio le cose si mettessero male, potrei pure giocarmi la carta “lite con mia moglie” visto che il giorno della partita d’andata ci fu una bella scaramuccia coniugale….
Perchè qualificarsi ai quarti di Champions è favoloso, ma farlo con il gol di quel rifiuto calcistico chiamato Muntari non ha prezzo!

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4 pensieri su “#BarçaMilan: tra speranze e scaramanzie

  1. Subito dopo l’ annuncio delle formazioni, avevo scritto:

    “Nella formazione iniziale di Allegri, 3 scelte non mi convincono.
    La prima é Abate. Lui mi ricorda un nostro ex giocatore, Vargas: devastante da ala, disastroso da terzino. Nel caso di Vargas, Prandelli si accorse dell’ errore e ricominciò presto a schierarlo a centrocampo; Allegri invece da anni insiste a mettere Abate fuori ruolo, esponendolo di continuo a brutte figure. Mi si può dire “L’ alternativa era De Sciglio: ti saresti fidato a mettere un Primavera titolare al Camp Nou?” Non saprei rispondere a questa domanda: per saperlo dovrei conoscere il ragazzo, capire se ha il carattere giusto per partite di questo tipo. E il carattere non dipende dall’ età, ci si nasce.
    La seconda é Flamini. Nocerino sta facendo una stagione scandalosa, ma anche al suo peggio sarà sempre meglio di Flamini, un giocatore che in 5 anni di Milan non é mai andato oltre il compitino.
    La terza é Niang al posto di Bojan. Quest’ ultimo é un giocatore completo, dotato di tecnica, dribbling, altruismo e fiuto del gol: cosa gli manca per essere titolare? Nulla, eppure Allegri, dopo averne caldeggiato l’ acquisto, non ci ha mai puntato realmente, nemmeno a seguito di ottime prestazioni. E poi questa era la sua partita, un’ occasione unica per dimostrare ai catalani che si sono lasciati sfuggire un top player.”

    Adesso che la partita é finita, posso dire che alcune considerazioni si sono rivelate giuste: ad esempio, ha fatto più Bojan in 15 minuti che Niang in 60.
    Tuttavia, quando si perde per 4 – 0 non può essere un problema di scelte tecniche: semplicemente, il Barcellona si é ricordato di essere il Barcellona, ha ritrovato se stesso, e a quel punto il Milan non ha potuto farci granché.
    Non so dire se in questa disfatta c’entri anche un atteggiamento di eccessiva sicurezza da parte del Milan, perché per saperlo bisognerebbe essere nella testa dei giocatori. Comunque, non ho visto atteggiamenti di sufficienza, anche perché non c’é stato tempo e modo di fare i gradassi, la partita si é messa male fin da subito.
    Questa gara ha messo a nudo un difetto del Milan che tu hai sottolineato in tempi non sospetti, la fragilità difensiva. Al di là delle scarse qualità tecniche dei singoli (Mexes e Zapata su tutti), impressionava soprattutto vedere che, quando attaccavano, gli spagnoli avevano spesso di fronte delle praterie immense: tattiche come il pressing e la marcatura a uomo contro il Barcellona le devi adottare, altrimenti ti infilzano a ogni pié sospinto. Comunque, ripeto, quando il Barcellona gioca come sa non ce n’é per nessuno.
    Mi fa piacere che in questa partita decisiva si sia ritagliato un ruolo da protagonista David Villa, un fuoriclasse che non gioca mai per un motivo tanto semplice quanto ingiusto: é un centravanti vecchia maniera, in una squadra che quel tipo di giocatore lo vede come il fumo negli occhi.
    Adesso gli scenari futuri sono imprevedibili. Può darsi che il Milan si asciughi in fretta le lacrime, e riprenda la sua marcia spedita verso la Champions League; come può darsi che la rabbia e la tristezza per aver visto sfumare la qualificazione dopo un 2 – 0 non passino in un battito di ciglia, e rimangano sottotraccia per tutto il resto della stagione. In tal caso si cercherebbero dei capri espiatori (Allegri e Robinho), ogni malumore sfocerebbe in zuffa, ogni spacconata di Balotelli provocherebbe reazioni smodate… io comunque penso che tutto questo non succederà: come tutte le squadre ai vertici del calcio mondiale, il Milan é abituato a vincere ma anche a perdere, e sa perfettamente come rialzarsi dopo una caduta, anche quando é inaspettata e fragorosa come in questo caso. Ne avete passate di peggio, passerete anche questa.

  2. Su Abate non sono molto d’accordo: ha grandi doti fisiche ma tecnicamente è una chiavica, pertanto farlo giocare più avanti è rischioso. Meglio come terzino, dove ormai si disimpegna bene (tranno quando deve marcare Milito :D).
    Su Flamini mi trovi stra-daccordo: è uno dei peggiori centrocampisti che abbia mai visto al Milan. La sua fortuna è che in questo momento è l’unico mediano di fatica e corsa che c’è (l’altro sarebbe DeJong che è infortunato, mentre il Noce ormai è più incursore che incontrista).
    Bojan, secondo me, è un grande equivoco. Il giocare ha discrete doti tecniche, ma fisicamente è una caccola e regge si e no 30 minuti. La sua fortuna è quella di esser cresciuto a Barcellona. Mi ricorda Portillo (che voi fiorentini conoscete bene).

    Tornando alla partita: per compiere l’impresa occorreva che:
    a. i nostri non facessero errori
    b. Messi restasse in uno stato di torpore
    Purtroppo così non è stato: la Pulce ha fatto faville (il primo gol è di rara bellezza) e i nostri poi han compiuto vaccate in serie (Ambro sul 2-0, Constant sul 3-0 e Robinho sul 4-0).
    Inutile rimpiangere il palo o l’altra occasione di El92: loro sono uno squadrone, noi una squadretta. La partita normale è stata quella di stasera, non quella dell’andata.

    Ora, spero solo che non ci siano contraccolpi in campionato come l’anno scorso, che dopo l’eliminazione dalla UCL perdemmo pure lo scudetto. Ora la possibilità di arrivare secondi è concreta e dobbiamo restare concentrati. Sarebbe un delitto che lo splendido lavoro fatto da Allegri e dai ragazzi negli ultimi mesi sia vanificato dal contraccolpo psicologico per una eliminazione che era comunque ampiamente prevista.

    1. Sono d’ accordo. Rettifico parzialmente il mio giudizio su Nocerino: non sta facendo una stagione scandalosa, é semplicemente tornato ai suoi livelli, dopo un anno in cui ha fatto 10 gol solo perché c’era Ibrahimovic che lo mandava in porta con un assist sulla riga o portandosi a spasso tutta la difesa. E’ questo che rende unico Zlatan: per ogni gol che fa personalmente, ce ne sono 5 procurati tra assist, spizzate e spazi creati. Non c’é nessuno che abbia un impatto così decisivo con la sua sola presenza, al di fuori dei soliti Messi e CR7.

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