Le Belve

Visioni Pasquali #1

Nelle ultime settimane ho visto parecchi film, nessuno dei quali eclatante o fenomenale. L’unico a meritarsi una recensione completa è stato Argo (Argo ma non troppo) più per i premi raccolti (Academy Awards e Golden Globes) che per la sua bellezza intrinseca. Tuttavia ci sono altri film – più o meno recenti – di cui voglio brevemente parlarvi.

CoganCogan – Killing Them Softly
Il giovane regista neozelandese Adrew Dominik torna a lavorare insieme a Brad Pitt dopo il western del 2007 “L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford” (la cui bellezza era inversamente proporzionale alla lunghezza del titolo) ed il risultato è di nuovo mediocre. Cogan non è un thriller, non è un film d’azione, non ha risvolti psicologici drammatici o comici, non è superbamente leggero come “Rock’n’rolla” nè divinamente psichedelico come “Slevin“. Cogan è solo un’accozzaglia di topos cinematografici messi insieme senza cura e senza un filo logico: una storia brutta raccontata male e interpretata peggio. Perchè una regola che troppi cineasti spesso dimenticano è: “un cast ricco di pesi massimi non rende di per sè bello un film”.  Non basta quindi la contemporanea presenza di Brad Pitt Ray Liotta e James Gandolfini (da me amatissimo per i Soprano) a nobilitare un film senza capo nè coda. In sintesi: delusione assoluta.
Voto 4

Le BelveLe Belve
Il film racconta le gesta e le vicissitudini di due spacciatori di marjuana di Los Angeles, che sembrano più hippies che delinquenti e che dovranno difendersi dall’attacco di una feroce banda di spacciatori messicani (Le Belve, appunto) che vuole accaparrarsi il loro cartello. I due protagonisti – interpretati da Taylor Kitsch (Battleship) e Aaron Taylor-Johnson (Kick-Ass) – sono convincenti, mentre lo è meno Blake Lively (Gossip Girl), anche se le perdoniamo tutto vista la sua ammaliante bellezza… Curioso che mentre le tre parti principali sono state date a volti nuovi di Hollywood, i tre ruoli da non protagonisti siano stati dati a vecchie volpi del cinema a stelle strisce: Benicio del Toro, Salma Hayek e soprattutto John Travolta. Comunque questo mix di attori vecchi e nuovi ha dato buon esito e Oliver Stone realizza sicuramente il suo miglior film dai tempi di “Ogni Maledetta Domenica”.
Voto 6.5

Il CastelloIl  Castello
In realtà questo film è un po’ datato (2001) ma ho avuto l’opportunità di vederlo per la prima volta solo di recente e ne sono rimasto piacevolmente stupito. Il protagonista è una garanzia (Robert Redford), l’antagonista è uno degli attori americani più sottovalutati in assoluto (James Gandolfini), il più importante dei non protagonisti è un attore di scarso appeal ma di grande verve (Mark Ruffalo). La storia in cui agiscono Redford è compagnia potrebbe sembrare un po’ stantia (detenuti in una prigione militare gestita con mano violenta dal direttore – Gandolfini appunto) ma non ci troviamo di fronte a una brutta copia di “Le Ali Della Libertà” o di “Nel Nome del Padre”: non c’è alcun elemento innocentista o compassionevole nel modo in cui vengono dipinti i carcerati, la loro colpevolezza non è mai in discussione. Il perno della vicenda è invece un altro: come il senso di appartenenza alle forze armate e il rispetto per l’autorità giusta e riconoscibile sia il giusto tramite per purificarsi e redimersi. Un film intenso, quindi, e mai banale, che mi sento di consigliare caldamente.
Voto 7

La fredda luce del giornoLa Fredda Luce Del Giorno
Ho visto questo film per la curiosità di vedere all’opera Henry Cavill, il futuro Clark Kent \ Superman de “L’Uomo d’Acciaiio” e infatti le riserve che nutrivo sono state ampiamente confermate: una spy-story d’azione ricca di inseguimenti scontati e sparatorie inverosimili, con pochi colpi di scena, dove la difficile distinzione dei buoni dai cattivi è più casuale che voluta. Un film dove si finisce per fare il tifo per il protagonista (Cavill, appunto) che all’inizio interpreta un broker fallito e alla fine si disimpegna in scene d’azione degne del miglior Jack Bauer… Insomma, qualcosa non quadra. Sarà che la parte di Bruce Willis sembra appiccicata su una sceneggiatura già zoppa di per sè, sarà che Sigourney Weaver sta alla cinematografia come Sgarbi sta alla simpatia, sarà che lo spettatore sa già come finirà ogni scena con 5 minuti d’anticipo, sarà che l’ambientazione ispanica è mal riuscita; sta di fatto che questo film non è niente di speciale: può andar bene solo se cercate una visione poca impegnativa, magari tra una pennichella e l’altra sul divano…
Voto 5

Iron SkyIron Sky – Saranno Nazi Vostri
Questo film di produzione tedesca a metà tra la parodia e commedia fantastica racconta di un fantasioso IV Reich nascosto nella parte buia della Luna prima della caduta di Hitler e che cerca di tornare sulla Terra per ripristinare la dittatura nazista. Il film è politicamente scorretto, a tratti idiota, ricco di elementi parodistici tremendamente scontati (la sfuriata della direttrice che scimmiotta la sfuriata di Hitler con i suoi generali nel bellissimo film “La Caduta – Gli ultimi giorni di Hitler” è banale ma comunque divertente) e dal finale prevedibile… eppure strappa più di un sorriso divertito e per tutti e 93 i minuti di proiezione non annoia mai lo spettatore. D’altronde i protagonisti – la bella  Julia Dietze e Gotz Otto nei panni del cattivo – mentre il regista Timo Vuorensola dimostra buona abilità nel tenere alta la tensione comica del film, che quindi risulta godibile ed aiuta a passare un’ora spensierata.
Voto 6

Total RecallTotal Recall – Atto di Forza
Capisci che stai invecchiando quando iniziano a fare i remake di film che vedesti da bambino… È quindi con un pizzico di vanesio pregiudizio che ho visto questo film, rifacimento del celebre (e per l’epoca direi carino) film del 1990 diretto da Paul Verhoeven e interpretato da uno Schwarzenegger all’apice della carriera (e della massa muscolare).  Va subito detto che Colin Farrel non regge il confronto con Schwarzy: la sua faccia non buca lo schermo, la sua presenza scenica è poco sgnificativa mentre sulle sue capacità attoriali stenderei proprio un velo pietoso.  La trama si discosta molto dal film originale ma non ne trae vantaggio, anzi, si arrotola su stessa senza accattivare, restando per lunghi tratti anche poco comprensibile. Le uniche due ragioni per cui ho visto il film fino alla fine sono Kate Beckinsale e Jessica Biel, attrici che compensano lo scarso talento con la loro abbagliante bellezza.
Voto 5

Il Signore Dello ZooIl Signore Dello Zoo
Kevin James ha un faccione simpatico che piace subito, Rosario Dawson oltre che bella è anche brava e benchè la trama – sfacciatamente scopiazzata da “Una notte al museo” e trasposta in chiave zoologica – sia ampiamente prevedibile e scontata, il film mantiene un suo certo fascino. La regola che un film comico deve sempre rispettare è semplice: le scene che DOVREBBERO far ridere, DEVONO essere divertenti. E in questo caso la regola è pianamente rispettata. Questo film non riceverà mai critiche generose, non sarà mai consigliato su nessuna rivista, nè riceverà premi prestigiosi: tuttavia sappiate che se volete trascorrere 2 ore spensierate e farvi 2 risate, con “Il signore dello zoo” andate a botta sicura.
Voto 6.5

L'arrivo di WangL’arrivo di Wang
I Manetti Bros stanno rapidamente entrando nella cerchia (ristretta) dei miei registi preferiti: mi hanno folgorato con l’intensissimo “Piano 17“, mi hanno conquistato con l’impareggiabile saga che vede protagonista “L’Ispettore Coliandro“, ed ora con questo film secondo me si sono definitivamente consacrati. Coadiuvati da un Ennio Fantaschini in forma  e dalla brava attrice emergente Francesca Cuttica, i Manetti Bros. realizzano un film a metà strada tra il thriller e la fantascienza, intrigando affascinando e conquistando lo spettatore. Certo, fare un film sugli alieni senza gli stellari budget hollywoodiani è difficile, eppure la grafica di Wang (l’alieno) è straordinaria e tutto sommato i (poveri) effetti speciali tengono il passo e lasciando la scena principale alle interpretazioni dei protagonisti. Insomma, un film ben diretto e bene interpretato. Tenete d’occhio questa coppia di fratelli, perchè secondo me di registi emergenti così bravi nel nostro paese non ce ne sono tanti.
Voto 7

E qui finisce la prima parte delle mie mini-recensioni sui film visti recentemente.  Nei prossimi giorni seguiranno altri 7 (s)consigli cinematografici.
Stay Tuned!!!!!

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6 pensieri su “Visioni Pasquali #1

  1. Non ho visto nessuno dei 7 film in questione, ma ho letto il romanzo sia di “Cogan” che de “Le belve.” I libri mi sono piaciuti moltissimo, ma non riuscii a vedere i film per mancanza di tempo.
    L’ autore de “Le belve”, Don Winslow, é semplicemente fantastico. Un altro dei suoi romanzi, “Il potere del cane”, é di gran lunga uno dei libri più belli che abbia mai letto.
    Molti scartano a prescindere i libri di Don Winslow per la lunghezza (“Le belve” sono più di 400 pagine, “Il potere del cane” addirittura supera le 700), ma é un falso problema, perché sono molto scorrevoli. E poi quando li cominci davvero non riesci a staccarti, te li porti anche fuori di casa per poterli leggere nei ritagli di tempo.
    Mi sono perso “Rock’n’Rolla”, ma di Guy Ritchie ho visto “Lock & Stock” e “Snatch”, e li ho adorati entrambi. Lo so che in fondo é solo un clone di Tarantino, ma dei duemila registi che hanno provato a copiarlo lui é uno dei pochi ad aver fatto qualcosa di buono. Un altro é il regista di “Smokin’ Aces”, che però dopo questo film “tarantiniano” ha cercato di trovare una strada più personale.
    Onestamente non credo che vedrò “Il castello”: odio i film depressi e senza speranza, e il genere carcerario per ovvi motivi é depressione allo stato puro. La cosa curiosa é che, le 2 volte in cui ho fatto uno strappo alla regola e ho dato una chance ad un film carcerario, sono stato ampiamente ripagato: i 2 film a cui sto alludendo sono “Nel nome del padre” e “Breaking Out.”
    Concordo pienamente sul fatto che Colin Farrell non ha l’ appeal necessario per fare l’ attore protagonista. Da appassionato del mondo greco romano, disapprovai enormemente la scelta di fargli interpretare Alessandro Magno: uno degli uomini più carismatici della storia, interpretato da un attore che più moscio e malinconico non si può. E questa é solo la colpa più grossa del film: potremmo citare anche Angelina Jolie chiamata ad interpretare sua madre (!), i rotoli di papiro con le scritte in inglese invece che in greco, un genio politico come Filippo ritratto come se non fosse altro che un vecchio ubriacone… non sono uno spettatore che cerca il pelo nell’ uovo, ma certe cose sono imperdonabili.
    Riguardo alla tua recensione su “Il signore dello zoo”, mi ha colpito la frase “le scene che DOVREBBERO far ridere, DEVONO essere divertenti.” A questo proposito, ricordo un’ intervista di Martin Scorsese: lui disse che i suoi film hanno sempre un tono generalmente serio, ma qua e là ci piazza qualche battuta. Poi, quando il film esce, si mette in una sala e osserva le reazioni degli spettatori a quelle battute: se il film sta piacendo, il pubblico scoppierà a ridere anche se la battuta non é particolarmente divertente; se invece il film non sta piacendo, il pubblico resterà impassibile anche di fronte alla battuta più spassosa.
    Lui disse che era da questo dettaglio, e non dalle recensioni dei giornali o dagli Oscar, che lui capiva se aveva fatto o meno un buon film.
    Aspetto con piacere le prossime 7 recensioni.

    1. Ciao wwayne, i tuoi commenti sono sempre graditissimi e interessanti! Vado per gradi:

      Don Winslow: non lo conoscevo, nè ho letto suoi libri. Non mi spaventa la lunghezza (a suo tempo divorai “L’ombra dello scoprione” di King in una settimana, figurati) e mi fido del tuo giudizio. Di sicuro il film “Le Belve” è ben fatto, ma sono certo che il libro (come sempre) è ancora più bello.
      Rock’n’Rolla: è sicuramente il film più bello di Guy Ritchie. Se ti sono piaciuti Snatch e Lock And Stock, questo ti manderà in visibilio. A supporto di questo, ti confesso che non è entrato nella mia top20 di qualche settimana fa per un soffio
      genere carcerario: capisco che possa non piacere per via del ritmo lento, delle atmosfere e dei toni cupi. Non ti biasimo se non vedrai il Castello, tuttavia di consiglio di fare uno strappo alla regola per due film veramente epocali, secondo me pietre miliari della cinmatografia: “Le ali della libertà” (tratto da un racconto proprio di King, ma non c’è niente di horror o pararonmale) e “Fuga da Alcatraz”, con l’immenso Clint.
      Colin Farrell : non potevo dubitare che un intenditore come te lo disprezzasse. Anche io, come te, sono appassionatissimo di storia antica (preferibilmente quella Romana) un po’ per via dei miei studi (ho fatto il liceo classico) un po’ per la mia passione per la storia in genere. E ti confesso che non ho visto Alexander principalmente perchè c’era lui come protagonista. Sul genere ho però viste alcune opere ben fatte: The Eagle (con Channing Tatum), la serie TV Roma (ha alcuni tratti sensazionalistici, ma nel complesso è ben strutturata e rispettosa). Aborro invece la serie Spartacus, per motivi ovvi che già so che hai intuito.
      Ora scappo al lavoro, e spero nel w-end di finire le ultime recensioni mancanti!

      1. Li conoscevo come registi di video musicali, infatti leggendo il tuo post mi sono accorto di essere rimasto indietrissimo. Avendo visto solo i loro prodotti più acerbi e leggeri, non sono ovviamente in grado di dare un giudizio.
        In compenso ho letto la pagina Wikipedia dell’ ispettore Coliandro, e sembra una serie che potrebbe piacermi. Atmosfere noir, trama da romanzo giallo, il protagonista invischiato in vicende più grandi di lui dalle quale esce indenne nemmeno lui sa come… decisamente interessante.

      2. Tieni conto che la serie Coliandro è innanzitutto comica… lui è veramente improponibile nella realtà… Però è divertentissima e fatta proprio bene.
        Se poi ti vedi Piano17, scoprirai un gran bel thrillerone all’italiana, cosa rara questa.

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