Hitchcock

Visioni malaticce

Complice un brutto mal di gola con febbre annessa, sono stato costretto a trascorrere una settimana di forzata clausura domestica. Inutile dirvi che l’unico palliativo alla noia – oltre ovviamente a mia moglie – è stata l’indigestione cinematografica…
Dei numerosi film di recente uscita che ho visto in questi ultimi giorni, voglio quindi fornirvi delle mini recensioni.
Buona lettura!!!!!

Di Nuovo In GiocoDi nuovo in gioco
I maligni penseranno che forse Clint Easwood avrebbe fatto meglio a tener fede alla promessa che “Gran Torino” sarebbe stata la sua ultima interpretazione, evitando quindi di prendere parte a questo film dell’amico Robert Lorenz. Di sicuro, infatti, le grandi aspettative intorno a questo film sono state disattese: esso non è niente di epocale, nè di entusiasmante come si era pensato. È solo l’ennesima storia sul baseball, qui visto dalla prospettiva di un vecchio talent scout che ci vede male ed è costretto a farsi aiutare dalla figlia per capire se un giovane battitore è veramente bravo. Tutto lascerebbe pensare al polpettone melenso – e difatti questa impressione l’ho avuta fino a metà del film – tuttavia a un certo punto le cose cambiano: i personaggi prendono quota e la storia – pur senza decollare – assume una sua precisa identità e conduce lo spettatore  a destinazione in maniera limpida e netta. Clint ci mette del suo, coadiuvato da una coppia niente male, formata dalla spesso brava Amy Adams e dall’insospettabile talento di Justin Timberlake.
Voto 7

Libera UscitaLibera Uscita
Owen Wilson è buon attore comico, ma per sua sfortuna non ha un talento folgorante per la risata nè una di quelle facce che buchino lo schermo. Vive di luce riflessa, insomma: ottimo quando fa la spalla di Ben Stiller, appena sufficiente quando è lui ad essere il protagonista. In questa commedia poco pretenziosa e ricca di topos sulla vita (sessuale) matrimoniale, ci mette del suo per non essere banale, riuscendo nell’intento con risultati alterni. Così alcune gag veramente divertenti si alternano con scene che non fanno ridere, ma solo pena. Alla fine il risultato è comunque sufficiente, seppur in maniera stiracchiata: qualche sorriso lo strappa e l’obiettivo finale – trascorrere 90 minuti senza troppi pensieri – è tutto sommato raggiunto.
Voto 6

7 psicopaticiSette Psicopatici
Film pietoso, poco altro da aggiungere. Ma la colpa è solo mia, che ancora mi ostino a vedere film dove Colin Farrell è protagonista… il Pessimo Colin, infatti, sta rapidamente diventando uno degli attori a me più invisi e mi riprometto di non vedere mai più un film dove sia protagonista. Qui, mio malgrado, mi son fatto abbindolare dal cast interessante (Sam Rockwell, Christopher Walken, Olga Kurilenko, Woody Harrelson) e dal regista precedentemente apprezzato in “In Bruges“, ovvero Martin McDonagh, ma purtroppo il risultato è stato pessimo: scimmiottando e tentando (malamente) di mescolare Tarantino e i fratelli Cohen, viene fuori un polpettone senza capo nè coda. Ne sconsiglio caldamente la visione a tutti.
Voto 4

La Regola Del SilenzioLa regola del silenzio
Le premesse per un buon thrillerone psicologico ci sono tutte: inchiesta giudiziaria\giornalistica sul misterioso passato di un gruppo di estremisti di sinistra che hanno cancellato le loro tracce. E poi c’è un sempre in formissima Robert Redford (quasi 80 anni e dimostrarne 20 di meno… dovrebbe spiegare come fa…) ed i camei (purtroppo poco sfruttati) di Susan Sarandon, Stanley Tucci e Nick Nolte. Peccato solo per il protagonista, l’insulso Shia Labeouf che non sa staccarsi di dosso l’etichetta da teenager mezzo nerd e mezzo sfigato che l’ha resto famoso con Transformers; e peccato anche per una storia che mano a mano che si dipana perde fascino ed appeal tant’è che il prevedibile lieto fine è vissuto più come una liberazione – alleluja il film è finito!!! – che come un atteso e trepidante finale.
Voto 5

Il peggior natale della mia vitaIl peggior Natale della mia vita
Il seguito di “La peggior settimana della mia vita” è divertente al punto giusto, tuttavia non riesce ad essere brillante come l’originale. Si può racchiudere in queste poche parole il giudizio spendibile su questa pellicola che vede di nuovo protagonisti Fabio de Luigi (sempre bravo) e Cristiana Capotondi, qui coadiuvati da Diego Abatantuono e Laura Chiatti. Il film merita una menzione se non altro perchè esce dal tristissimo clichè dei cinepattoni all’italiana (che il Dio del Cinema incenerisca tutte le pellicole di Boldi e De Sica!!!!) cercando di offrire qualcosa di diverso, innovativo e decente.
Voto 6

Jack Reacher - La prova decisivaJack Reacher – La prova decisiva
Bel film
: intrigante, intenso, affascinante. Mi aspettavo qualche scena d’azione in più (di solito con Tom Cruise….) tuttavia il taglio più psicologico del previsto non nuoce affatto alla godibilità del film, anzi, conferisce una struttura più solida alla trama, che dopo una partenza in sordina coinvolge sempre più. Nulla toglie anche il prevedibile finale, ma d’altronde si sa: un film con Tom Cruise non può che avere un lieto fine…. Tra l’altro, come già scrissi nella recensione di Oblivion, negli ultimi anni ho rivalutato molto Tom Cruise che, pur restando ancorato al genere action\thriller, interpreta sempre pellicole godibili. Come in questo caso, per l’appunto.
Voto 7

Come non dettoCome non detto
Commedia degli equivoci made in Italy, sullo sfondo dell’universo omosessuale e delle difficoltà che un ragazzo ha nel confessare alla famiglia le proprie diverse tendenze sessuali. Il film, che corre spesso sul sottile filo della prevedibilità e dello scontato luogo comune, riesce però a ritagliarsi una sua precisa identità: non già nell’amico travestito che ostenta la propria diversità, e nemmeno nell’amica del cuore intimamente innamorata del protagonista e, ovviamente, non corrisposta; bensì “Come non detto” trova la sua dimensione più piena proprio nella famiglia del protagonista, con le sue contraddizioni, i suoi problemi, le sue fragilità, la sua umanità.
Voto 6

Colpi da MaestroColpi da maestro
Kevin James ha un faccia simpatica, e riesce a trasferire la sua coinvolgente simpatia anche al personaggio che interpreta qui, un professore dalla doppia vita che di giorno insegna a scuola mentre di notte diventa wrestler per raccogliere i fondi per un suo amico insegnante interpretato addirittura da Henry Winkler (alias Fonzie).
Certo, i suoi film sono banali e questo lo è più di altri, tuttavia hanno tutti un pregio straordinario: strappano più di un sorriso. Pertanto, se non siete troppo snob e avete voglia di trascorrere una serata spensierata condita da qualche risata, Colpi da Maestro fa al caso vostro.
Voto 6

Il Matrimonio che VorreiIl Matrimonio che vorrei
Onestamente faccio fatica a digerire un film dove Tommy “faccia di cuoio” Lee Jones non interpreti un poliziotto perennemente incazzato o un agente segreto dedito alla caccia di alieni. Se poi la sua faccia viene usata per interpretare il marito in una coppia alle prese con una crisi di mezza età, bè è veramente troppo. Per un film del genere può andar bene Michael Douglas, Roger Moore, Morgan Freeman; tutti, ma non Tommy Lee Jones. Comunque, al di là del casting a mio avviso toppato alla grande nonostante la brava Meryl Streep nei panni della moglie, la storia ha molto poco da dire: non fa ridere, nè riflettere; non emoziona nè intriga. Probabilmente il “Matrimonio che vorrei” piacerà a qualche over 60 in cerca di rivalsa sui propri mariti, ma resta comunque un film mediocre.
Voto 5

HitchcockHitchcock
Se vi aspettate un biopic rimarrete delusi, infatti quest’opera di Sacha Gervasi non è altro che il racconto di come fu realizzato Psycho, probabilmente l’opera di maggior successo nella cinematografia di Htichcock. Tuttavia non ci troviamo di fronte ad un mero “making of”, perchè grazie ad un favoloso Anthony Hopkins e ad una deliziosa Helen Mirren ci sembra veramente di tornare indietro nel tempo agli anni 60 e di riscoprire la genialità semplice e disarmante di Alfred Hitchcock. La conturbante Scarlett Johansson e una trama lineare ma non priva di fascino e robustezza fanno il resto: realizzare un bel film il cui non ultimo pregio sarà proprio quello di mettervi una voglia di vedere Psycho…
Voto 8

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6 pensieri su “Visioni malaticce

  1. Volevo andare a vedere “Hitchcock”, ma poi ho rinunciato perché l’ unico posto dove lo proiettavano era il cinema “maledetto” di cui ti parlai in un altro post, quello dove su 10 film che vado a vedere 9 si rivelano dei bidoni clamorosi.
    E questo in effetti era un film ad alto rischio bidone, come tutti i film di “cinema nel cinema”. Ti confesso tuttavia di amare molto questo genere, e a questo proposito ti raccomando “Il bruto e la bella”, forse il miglior film di cinema nel cinema che abbia mai visto.
    In realtà il più bello in assoluto é “Un volto nella folla”, che però é ambientato nel mondo della televisione e quindi non si può propriamente inserire nello stesso filone di “Hitchcock” e “Il bruto e la bella.”
    Nel precedente post di cinema parlasti di Jeremy Renner: confesso di provare una certa simpatia per lui, perché era uno dei protagonisti della fantastica serie poliziesca “The Unusuals.”
    Durò solo 10 puntate, ma io la adorai perché rispettava i canoni tradizionali del genere poliziesco (l’ indagine, la complicità tra i poliziotti, le possibili strategie per incastrare il colpevole eccetera) ma allo stesso tempo introduceva qualcosa di nuovo, ovvero l’ esilarante ironia che permeava praticamente ogni scena. Non ho mai visto Coliandro, ma direi che “The Unusuals” sembra fondarsi sugli stessi presupposti, quindi sono convinto che piacerebbe molto anche a te.
    Al solito una digressione libraria. Il genere “poliziesco comico” in ambito letterario ha come massimo esponente (anzi, che io sappia come unico esponente) il grandissimo Joseph Wambaugh. Di lui ti consiglio “Hollywood Station” e “Hollywood Crows”: mi hanno fatto ridere così tanto che a distanza di anni ne ricordo ancora molte battute. “Hollywood Crows” poi oltre alle battute ha anche una trama finissima, é davvero un libro che ti resta dentro.

    1. Come al solito mi tocca innanzitutto ringraziarti per i consigli: sia quelli filmici (mi incuriosisce queste The Unusuals, devo procurarmele assolutamente) sia quelli letterari (non conosce Wambaugh, ora corro a cercare i suoi libri su amazon così magari faccio un ordine unico con Winslow!!!)
      Per quanto riguarda il “cinema del cinema” è sicuramente un filone complicato, sicuramente di nicchia, probabilmente difficile da gestire e vedere. Più o meno su questo genere ti consiglio “Happy Family” di Salvatores e soprattutto “Sesso & Potere” con Deniro e Hoffmann (il titolo è fuorviante, meglio l’originale “Wag the dog”).

      Proprio ieri ho recuperato 2 film che aspettavo:
      – The Master, ma dopo la tua critica poco positiva sono indeciso se vederlo o meno. Mentre sono curioso d
      – Cloud Atlas, di cui ho letto e sentito critiche molto differenti (da capolavoro a schifezza…)

      Alla fine credo che li vedrò entrambi, ma non prima di essermi gustato Django Unchained, da poco uscito in DVD!!!!

      1. Pronostico che mollerai The Master dopo mezz’ ora e adorerai alla follia Django Unchained.
        Per quanto riguarda Cloud Atlas, non l’ ho visto ma so che é un film complicato: ho letto che ci sono ben SEI trame che s’ intrecciano (tra l’ altro su piani temporali diversi), e francamente credo che siano troppe. Il limite massimo é 4, te lo dice uno che di film corali ne ha visti a dozzine. Mi piacciono perché li trovo più stimolanti e dinamici di quelli in cui la storia é interamente caricata sulle spalle di un unico protagonista.
        Questa moda del film corale e su piani temporali sfasati l’ ha inventata Tarantino con Pulp Fiction. Il guaio é che lì c’era dietro un genio e quindi tutto filava alla perfezione, mentre in molti altri casi chi imposta la sceneggiatura in questo modo finisce per produrre una trama farraginosa, in cui peraltro la scelta di andare avanti e indietro nel tempo suona come un vezzo gratuito che non aggiunge niente al film, anzi lo rende soltanto fastidioso.
        E a proposito di cloni di Tarantino, ho in mente di andare a vedere “L’ uomo con i pugni di ferro.” Mi ispira anche “No – I giorni dell’ arcobaleno”, quindi a breve dovrò decidere a quale film dare la precedenza.

      2. Caspita, son 2 film abbastanza impegnativi (soprattutto il secondo!!). Onestamente in questo periodo della mia vita non ho lo spirito e il morale per affrontare visioni troppo impegnative; cerco qualcosa di più leggero, di poco sofisticato, godibile senza troppe elucubrazioni. Tant’è che i prossimi 2 film che ho deciso di vedere al cinema saranno Iron Man 3 (a breve) e Man Of Steel (il mese prossimo).
        Sui film corali, invece, non posso che darti ragione: se fatti bene sono tutti potenziali capolavori; il problema – per l’appunto – è farli bene: cosa difficilissima. Tra l’altro mi è capitato di rivedere Pulp Fiction proprio di recente e ho avuto l’opportunità di apprezzarne tante sfumature che nelle prime visioni mi erano sfuggite.
        Sempre a proposito di ri-visioni: la scorsa settimana ho rivisto “Inception” e (come tutti i film di Nolan) la seconda visione mi è piaciuta ancor più della prima. Stavo anche meditando di scriverci un post, ma la vedo dura. Tu l’hai visto? Sono curioso di sapere il tuo parere in merito a questo (discusso) film.
        ciaooo

      3. Non l’ ho visto perché un mio amico mi ha detto che non ci si capisce niente. Essendo un Nolaniano accanito (é lo stesso che mi ha prestato “Memento”) ha poi specificato che rimane comunque un film godibile, ma quella frase iniziale é bastata per “bruciare” il film ai miei occhi. E il fatto che anche tu non sapresti da che parte iniziare per sintetizzarne la trama in un post mi conferma che non fa per me. Non mi spaventano le trame complicate (altrimenti non guarderei mai film corali), ma a tutto c’é un limite.
        Ah, ho deciso di vedere anche “Fire with fire”. Dei 3 più famosi attori di film d’ azione anni ’90 (Schwarzenegger, Stallone e Willis) quest’ ultimo é sempre stato quello che apprezzavo di meno: era il meno carismatico dei 3, e i suoi film erano quelli fatti peggio. Adesso però Arnold si é praticamente ritirato (e quando ha provato a rientrare in pista é stato un flop), Stallone fa solo “I mercenari” una volta ogni morte di papa, e quindi se vuoi goderti un film d’ azione sei costretto a bussare alla porta di Bruce Willis. Come farò io andando a vedere “Fire with fire.”

      4. In realtà il problema di Inception non è sintetizzare la trama. Per carità, la sceneggiatura è intricata ma francamente lo è meno di Memento. Non mi spaventa riassumerlo, quindi, bensì interpretarlo. E’ un’opera molto stratificata e nasconde al suo interno molteplici chiavi di lettura. Francamente mi è piaciuto molto proprio per questo. Però questo lo rende un film complesso e scriverci su un pezzo mi spaventa perchè il rischio di dire cretinate o di ignorare aspetti cruciali rendendo quindi la mia interpretazione spuria e parziale è troppo grosso.

        Per quanto riguarda il trittico Scharzy-Stallone-Willis sono solo parzialmente d’accordo con te. Dei 3, Scharzy è quello che ho sempre amato meno, mentre Stallone è quello più iconografico di tutti ed è stato geniale nel creare personaggi che sono diventati epocali (Rocky e Rambo).
        Bruce Willis, invece, l’ho sempre considerato il più “attore” dei 3, tant’è che ha partecipato a film di un certo spessore da me molto amati (Pulp Fiction, L’esercito delle 12 scimmie, Il quinto elemento, Il sesto senso, Unbreackable, Sotto corte marziale, Slevin).

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