Questi sono i 40

Paul Rudd è un attore che non concepisco. Che poi, per chiamarlo attore, bisogna essere anche molto laaaarghi nell’accezione di “attore”. Fosse stato per lui, quindi, non avrei mai e poi mai visto “Questi sono i 40“, commedia di cui è protagonista. Tuttavia mi sono lasciato irretire dal regista, quel Judd Apatow già autore di alcune pellicole interessanti (Funny People , Zohan , 40 anni vergine).
Errore fatale.

Questi sono i 40 La storia è molto semplice: Debbie (Leslie Mann) e Pete (Paul Rudd, per l’appunto) sono una coppia di 40 enni. Hanno due figlie, conducono una vita agiata in perfetto american-style e sembrano felici. In realtà, dietro la patina di famigliola perfetta si celano alcune crepe: il loro matrimonio scricchiola, le figlie danno di matto, anche al lavoro hanno problemi. Ma soprattutto stanno entrambi vivendo una crisi di mezza età.

In realtà Questi sono i 40 ha un solo difetto, ma purtroppo è il peggior difetto che può colpire una commedia: non fa ridere.

Le scene divertenti diventano il più delle volte malinconiche mentre quelle comiche scadono sempre nel surreale. Nemmeno i ruoli affidati a Jason Segel (il personal trainer) e Megan Fox (che interpreta la commessa) riescono a dare un pizzico di brio e quel po’ di vivacità che latitano tristemente per tutti i (troppi) 130 minuti del film.

Alla fine credo che la posa assunta da Paul Rudd nella locandina sia la miglior metafora possibile per descrivere il film: fa cagare.

L’unica cosa veramente degna di nota di Questi sono i 40 è la colonna sonora: molte canzoni sono brani di Ryan Adams, giovane e promettentissimo rocker americano (da non confondersi col quasi omonimo cantante canadese). Tra l’altro Ryan compare e canta nell’ultima scena del film, l’unica veramente bella: perchè c’era lui e perchè, appunto, era l’ultima.

Voto: 4

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5 pensieri su “Questi sono i 40

  1. In America molti produttori, prima di far uscire un film, lo fanno vedere in anteprima ad un pubblico selezionato, e sulla base delle indicazioni ricevute da questi pochi spettatori fanno delle eventuali modifiche. Ad esempio, ricordo che in Spider Man 3 furono aggiunte in un secondo momento molte scene d’ azione, perché chi lo aveva visto in anticipo lo aveva giudicato troppo statico.
    Per questo rimango sempre stupito nel vedere uscire una commedia americana che non fa ridere: quando i produttori hanno fatto vedere il film in anteprima, non si sono accorti che le battute non funzionavano? Che il film non stava piacendo?
    E se invece se ne sono accorti, perché non hanno tolto le scene più insipide? Perché non le hanno fatte rigirare?
    Penso che la risposta sia semplice: la crisi. Adesso i budget sono ridotti all’ osso, e quindi non ci sono i soldi per rifare da capo un film o anche solo poche scene. Per fare questo dovresti richiamare tutta la troupe, affittare di nuovo il set, chiedere un’ altra volta tutte le autorizzazioni per le scene in esterna… di conseguenza, l’ unica é far uscire il film così com’é e sperare che funzioni.
    Può darsi che le stesse proiezioni in anteprima non esistano più, proprio perché tanto le scene non verranno rigirate in ogni caso.
    Dalla tua recensione é evidente che é “Questi sono i 40” é l’ ennesimo film in bilico tra dramma e commedia. Fare film di quel tipo é difficilissimo: il regista non solo deve esprimersi su 2 registri molto differenti, ma deve anche saperli miscelare e alternare nella giusta dose. Deve anche stare attento che i passaggi da un registro all’ altro non risultino forzati né sgradevoli per lo spettatore. E’ un genere che va di moda, ma che in pochi sono in grado di gestire.
    Al solito il tuo post é esilarante. Non hai sprecato 2 ore della tua esistenza a vedere quel film, perché ti ha ispirato delle battute, come quella sulla locandina e sull’ ultima scena, che da sole valgono il prezzo del biglietto che hai pagato.

    1. Caspita wwayne no sapevo fossi così esperto di produzione cinematografica!!!
      Ed inoltre mi trovo perfettamente d’accordo sulla tua riflessione circa crisi\cinema: tristissima realtà.
      Sulle commedie drammatiche, purtroppo tanto in voga, si potrebbe scrivere un libro…
      Personalmente non amo molto questo genere perchè trovo la commistione poco utile, soprattutto se mescola ingredienti troppo eterogenei. Questo genere di film mi danno sempre una impressione:
      a. sono commedie riuscite male, allora gli si vuole dare un po’ di tono con aspetti più drammatici
      b. sono drammi talmente pallosi che si cerca di innestare un po’ di brio con contenuti divertenti
      In entrambi i casi trattasi comunque di film merdosi…
      Poi, per carità, ci possono anche essere valide eccezioni, ma nel complesso la regola vale sempre: o fai una valida commedia, o fai un bel dramma strizza-emozioni.

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