Sulla serialità televisiva

Sono un discreto consumatore di prodotti seriali. I telefilm mi affascinano fin da quando ero bambino: all’epoca i miei preferiti erano Supercar ed A-Team: aspettavo sempre trepidante la sera in cui venivano trasmessi e mi piacevano così tanto che ero riuscito a convincere mia madre perchè mi lasciasse rimanere alzato più a lungo per vederli fino alla fine. All’epoca (sto parlando degli anni 80) le serie tv erano considerate prodotti di serie b e gli attori che vi partecipavano poco più che mestieranti della telecamera. Ma, sopratutto, nessun telefilm violava l’intoccabile dogma della serialità.

La signora in giallo Ogni puntata del telefilm era costruita attorno ad un canovaccio ben consolidato all’interno del quale si dipanavano trame diverse ma con intrecci sempre uguali. Pensate, ad esempio, ad un episodio della Signora in giallo (chi di noi non l’ha mai visto almeno una volta?????): Jessica Fletcher va a trovare qualcuno di sua conoscenza e come al solito ci scappa il morto, l’incapace poliziotto locale arresta la persona sbagliata finché la vegliarda portatrice sana di sfiga non incastra il vero colpevole con argute deduzioni. Potete guardare 100 puntate ma tutte sono costruite intorno a questo schema. Tutte. E diversamente da quanto si potrebbe pensare, l’ossessiva ripetitività, ovvero la serialità, era il punto di forza dei telefilm: il ripetersi di un determinato evento e prima ancora l’attesa dello stesso sono elementi rassicuranti per lo spettatore, paletti che lo guidano in un percorso poco pretenzioso ma sicuro ed appagante, perchè in sostanza esaudiscono il bisogno tipicamente umano di conforto e stabilità.

Si potrebbe discutere per ore sulle diverse declinazioni della serialità, su come sia rintracciabile in molte altre espressioni artistiche (dal teatro al cinema, dal cabaret alla letteratura) e su come non possa (e non debba) essere considerata un minus o un handicap. Certo, difficilmente un prodotto seriale può assurgere a livelli di eccellenza, ma non per questo deve essere catalogato come spazzatura.

Tuttavia, per tanto tempo i prodotti seriali (e quindi i telefilm) sono stati considerati proprio spazzatura. E solo quando il dogma della serialità fu infranto, si crearono i presupposti perchè le serie-tv fossero sdoganate.

I Segreti di Twin Peaks Iniziò tutto nel 1990 con la serie I segreti di Twin Peaks, realizzata dal genio (spesso incomprensibile) di David Lynch. I segreti di Twin Peaks ha tanti elementi innovativi rispetto ai classici telefilm degli anni 80, ma ce n’è uno che sicuramente spicca su tutti gli altri: l’assenza di serialità in senso stretto. Infatti, pur avendo alcuni elementi ripetitivi, le puntate de I segreti di Twin Peaks non sono costruite secondo un canovaccio consolidato e ripetitivo. La trama della serie invece di ripetersi con uno schema fisso evolve di puntata in puntata, come se fosse un lungo film diviso in tanti episodi.

Durante gli anni 90 questa tecnica narrativa si arricchì e si consolidò ma ci vollero quasi 10 anni perchè fosse canonizzata e diventasse un must da cui nessun telefilm con la pretesa di essere buono potesse allontanarsi. Ciò avvenne grazie alla serie-tv I Soprano. SopranoLa creatura da David Chase, infatti, esasperò l’innovazione introdotta da Lynch creando una trama con numerosi intrecci e tanti personaggi diversi i quali a loro volta creano sotto-trame e sotto-intrecci, complicando e dilatando i ritmi narrativi. Uno spettacolo, quanto meno nel caso specifico de I Soprano.

La rottura del dogma della serialità introdotta da I segreti di Twin Peaks e codificata da I Soprano ha quindi creato un nuovo canone narrativo, che ha pesantemente influenzato tutti i telefilm realizzati nel nuovo millennio. E questa innovazione ha prodotto tanti splendori ma anche tanti disastri.

Molte opere hanno utilizzato il nuovo canone in maniera totale, creando dei telefilm assolutamente privi di serialità ma costruiti come un lungo film diviso in puntate. Dal mio punto di vista questa è la struttura narrativa perfetta (lo si intuisce anche dalla mia classifica dei Top 20 Telefilm), perchè si può raccontare una storia lunga e complicata, presentare personaggi eterogenei e costruire un vero e proprio universo parallelo senza restare imprigionati nel vincolo delle 2-3 ore cui ci obbliga un film. Poi, come in tutte le cose, il valore del telefilm sarà determinato dalla bontà del soggetto e dalla bravura di attori e sceneggiatori. Vedono quindi la luce delle gemme assolute come LostLost (firmato da J. J. Abrams) o come Dexter o come l’italianissima Romanzo Criminale, ma anche delle vere e proprie nefandezze come la recente The Following o le più datate Harper’s Island e Flashforward.

Questo nuovo canone narrativo ha influenzato anche gli altri telefilm, seppur in maniera indiretta. Infatti, quasi tutti i telefilm degli ultimi 10 anni che hanno mantenuto una struttura narrativa tradizionale (e quindi seriale in senso stretto) si sono sentiti in obbligo di affiancare una narrazione trasversale che tenesse (col)legati i singoli episodi. Sono quindi nati i concetti di trama verticale, ossia la trama strettamente seriale che si esaurisce in una puntata, e di trama orizzontale, ossia gli eventi che compongono una trama più complessa che si dipana lungo tutto l’arco della serie tv.

Dietro questa moda ci sono ovviamente ragioni commerciali: la trama orizzontale fidelizza lo spettatore e ci assicura che continuerà a vedere tutte le puntate per scoprire come si concluderà la storia trasversale. Ma ci sono anche ragioni stilistiche, narrative e comunicative: lo spettatore del XXI secolo è più evoluto rispetto al passato, mediamente ha una istruzione superiore ed ha gusti più complicati ed esigenti. E’ quindi necessario stuzzicarlo ed affascinarlo su molteplici livelli se si vuole attirare e catturare la sua attenzione.

x files Tuttavia faccio fatica ad esprimere un giudizio positivo su questa doppia struttura. In termini assoluti potrebbe essere un’ottima tecnica narrativa, ma i risultati pratici mi fanno sorgere qualche dubbio. A fronte di alcune serie che hanno sfruttato magistralmente la tecnica della doppia trama (basta pensare a X-Files), la maggioranza dei telefilm ne sono rimasti vittima, avvitandosi su sè stessi e scadendo di qualità. Ci sono infatti tanti (troppi) telefilm dotati di una avvincente trama verticale che poi però si perdono dietro a trame orizzontali che col passare del tempo diventano solo stucchevoli. Tra quelli che ho visto di recente mi vengono in mente The Mentalist, Person Of Interest e Castle – Detective tra le righe: tutti ottimi telefilm (sopratutto The Mentalist) che però si perdono dietro a trame orizzontali che anziché affascinare, annoiano. Ad esempio, la caccia che il mentalista Patrick Jane dà al serial killer Red John diventata sempre più inverosimile di puntata in puntata. Il sospetto che la trama orizzontale sia solo un fardello e che questi telefilm sarebbero più belli se ne facessero a meno è quindi più che legittimo.

Vi confesso perciò che spesso mi rimpiango i telefilm totalmente seriali degli anni ’80: erano semplici e prevedibili, ma se ti perdevi una puntata non succedeva niente. Guardare una puntata di Magnum P.I. o MacGiver, di Ralph supermaxi eroe o i Chips, di L’uomo da sei milioni di dollari o Hazzard, forniva un divertimento gratificante e poco impegnativo, semplice e anche costruttivo. Ma forse è solo colpa mia, che sto invecchiando e fatico a comprendere le nuove mode…

E voi?
Visto che siete stati così coraggiosi da leggervi tutto questo noiosissimo pippone, mi sento in diritto di avere un vostro parere!!!!

Telefilm anni 80

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44 pensieri su “Sulla serialità televisiva

  1. Anch’ io preferisco le serie tv i cui episodi sono indipendenti l’ uno dall’ altro. Vale lo stesso discorso per i libri: mi sta bene che uno scrittore utilizzi in più romanzi uno stesso personaggio, ma non deve costringermi a leggere tutta la serie dal primo libro per capirci qualcosa, ogni romanzo deve essere una storia a sé.
    Non mi piace invece il concetto di canovaccio. Mi sta bene che le azioni di un personaggio siano prevedibili (il bravo ragazzo farà sempre la cosa giusta, il bad boy farà sempre la cosa sbagliata eccetera), ma la vicenda nel suo complesso non deve essere prevedibile, anzi deve sorprendermi, deve catturarmi con dei colpi di scena che non mi sarei mai aspettato.
    Ad esempio, in Beverly Hills 90210 (lo so, cito sempre la stessa serie…) ogni personaggio incarnava un diverso stereotipo, e quindi potevi facilmente prevedere cosa ciascuno di loro avrebbe fatto; tuttavia, le vicende che questi personaggi si ritrovavano a vivere prendevano una piega positiva o negativa indipendentemente dalle loro azioni, e quindi non potevi mai sapere se le cose sarebbero andate bene o male. Certo, potevi presupporre che il buono avrebbe vinto e il cattivo sarebbe stato punito, ma non ne avevi la certezza, e soprattutto non potevi prevedere in che modo le cose si sarebbero aggiustate.
    A proposito di Magnum P.I., ho una storia da raccontare in merito al suo protagonista, Tom Selleck. Tra Luglio e Agosto ho letto “The Dome” di Stephen King. Mentre lo leggevo, pagina dopo pagina provavo sempre più odio nei confronti dell’ antagonista principale, Big Jim Rennie. Quell’ uomo é veramente il male in persona.
    Ebbene, io Big Jim Rennie me l’ ero immaginato con il volto di Tom Selleck. E tuttora non capisco perché: quest’ attore non interpreta abitualmente dei ruoli da cattivo, non mi sta antipatico e non mi dà l’ idea di essere una cattiva persona, quindi in base a quale strano viaggio mentale la mia immaginazione ha assegnato a lui una parte così negativa? Non era più logico Jack Nicholson, per dire? Misteri dell’ inconscio…

    1. Citi Beverly Hills, su cui si potrebbe scrivere moltissimo.
      E’ stata la capostipite dei teen-drama, anzi direi che per molti aspetti ha creato questo genere, che poi ha prodotto tanti altri telefilm e ne ha influenzati molti di più.
      Su Beverly Hills è difficilmente applicabile il concetto di serialità in senso stretto, pur essendo visibili anche lì tracce evidenti di un canovaccio ripetitivo.
      Io, per conto mio, non disdegno le serie tv che rispettano un canovaccio ripetitivo in ogni puntata. Dipende tutto dalla qualità del prodotto: una puntata di Supercar resta cmq godibilissima anche se sai benissimo come andrà a finire…
      Tanti attori degli anni 70/80 famosi per le serie tv furono penalizzati: all’epoca c’era netta distinzione tra cinema e telefilm e un attore di hollywood mai si sarebbe prestato per una telefilm, mentre un attore di serie tv non aveva la minima chance di entrare nel cinema che conta. Tom Selleck (al pari di altri validi attori) restò escluso da un certo tipo di cinema, purtroppo.
      PS: io di solito non abbino facce degli attori ai personaggi dei libri, bensì le facce di persone che conosco nella vita reale. Ad esempio quando lessi Christine (sempre di King) affibbiai a Dennis la faccia di un mio carissimo amico che giocava a calcio, a Leigh il viso della ragazza più carina del liceo e ad Arnie quella di un mio compagno delle elementari sfigatissimo…
      Ciao wwayne e grazie per il tuo solito interessante contributo!!!!!

  2. non sono un grande fan delle serie tv, pero’ qualcosina la guardo anche io. Spartacus, l ho torvata geniale, tre stagioni perfette, aspetto la quarta. ho adorato spazio 1999 ma ero piccino piccio’. Mi piace doctor who, mi piace anche battlestar galactica. Ho adorato Garo…ma è veramente supernicchia.
    ciao lap!

    1. madonna… di queste non ne ho vista nemmeno una ahahhahaha
      mi ha sempre intrigato doctor who, ma è molto impegnativa e non ho mai avuto la pazienza di approcciarla…

      1. il dottore è sempre il dottore. sicuramente non è impegnativo..sono tutti episodi a se stanti, inizia quando vuoi serenamente…il problema poi è smettere 🙂

        o.t. : e io che volevo nominarti per il versatile blogger..ma ti hanno già nominato..non si puo.

      2. mi ero avvicinato al dottore per via degli autori (gatiss e moffat, gli stessi di sherlock) ma poi non ho mai iniziato perchè avevo letto molte recensioni da cui si intuiva una certa “complessità” di fondo della storia. Cmq ci farò un pensierino, anche se ultimamente sono un po’ ingolfato: le ultime due serie di ALIAS, Breacking Bad e l’ultima stagione di DEXTER… e la piccola Chiara mi lascia poco tempo per la visione eheheheh

        PS: cos’è sta storia del “versatile blogger”?

      1. Spartacus l’ho sempre evitato.
        I pochi spezzoni che ho beccato ogni tanto su sky mi hanno sempre dissuaso perchè, essendo un grande appassionato di storia romana, ho avuto l’impressione che sarei inorridito in più punti.
        Se mi dici che in realtà gli sceneggiatori non hanno esagerato con la fantasia, allora potrei pure fare un recupero a tempo di record…

  3. La mitica signora Fletcher!!! Io ancora la guardo (in questo preciso istante sta iniziando l’ennesima replica). Sicuramente avrò visto ogni puntata anche svariate volte, ma è ottima come sottofondo quando si fa altro, tipo scrivere al computer, cucinare, etc…
    A me non dispiacciono le trame orizzontali, però devono avere una logica e non essere campate in aria o noiose. The mentalist è diventato troppo pesante, la storia di John il Rosso è stata portata avanti per troppo tempo. Castle idem, anche se non è presente in ogni puntata come nel precedente. Person of interest era partito bene in questa seconda stagione ma il finale non l’ho davvero capito (anche se mi manca ancora da vedere l’ultimo episodio). Le serie che mi piacciono di più sono quelle poliziesche con una trama orizzontale più umana o che al massimo si protrae per un paio di episodi, tipo i vari CSI e Criminal Minds. Oppure Alias la cui trama orizzontale era alquanto dinamica (nelle varie serie) ed intrigante.
    Riguardo ai telefilm prima del nuovo secolo erano godibilissimi, e lo sono ancora, anche se prevedibili e la cosa migliore è che potevi benissimo perderti una puntata e non perdevi anche dei punti importanti nella trama generale.
    Invece per quanto concerne i telefilm per adolescenti, Beverly Hills e Dawson’s Creek (ma anche The O.C.) li trovo di gran lunga migliori a quelli moderni. Con situazioni più vicine alla vita normale. O sarà che la nuova generazione è davvero così? Spero vivamente di no.
    Mchan

    1. PERSON OF INTEREST: l’ultima puntata è essenziale, e ti dirò che mi ha rivalutato molto anche le precedenti
      ALIAS: non è a trama esclusivamente orizzontale (tipo LOST o i SOPRANO) ma ci si avvicina molto
      Per quanto concerne i teen-drama anni 90 hanno segnato un’epoca, ma ormai mi sembrano un po’ in fase calante.
      Grazie per il tuo commento e i tuoi interessanti spunti di riflessione!!!!!

      1. Person of interest: allora la devo guardare al più presto!!! 😉
        Grazie a te per la tua risposta ed i tuoi post sempre molto interessanti e fautori di amabili discussioni. Mamma mia quanto so’ antica…
        Mchan

      2. Finalmente visto l’ultimo episodio della seconda serie. E ti devo dire che in effetti un suo perché ce l’ha. Anche se ancora non ho capito un tubo su tutta la faccenda del virus, ma sicuramente sarò io che sono una capra in informatica… -.-”
        Bellissima l’ultima scena con gli squilli dei telefoni. Alta suspance. Degno finale di serie.
        Mchan

      3. A corti discorsi, la Macchina per sventare la minaccia del Virus ha elaborato un piano complesso al solo scopo di essere spostata in un nuovo luogo e di essere nuovamente al sicuro.
        Il finale mi è piaciuto, anche se ho poco gradito l’eccessiva centralità data al personaggio di Root (troppo stereotipato, secondo me). Io avrei dato più spazio all’altra agente morettina, e non solo perchè è più carina eh….

  4. Io ho amato “Lost” e lo reputo la mia consacrazione al mondo delle serie tv nonostante non sia la prima che abbia visto. Da qualche settimana sto recuperando Twin Peaks, mia madre l’ha talmente amato e me l’ha talmente consigliato che ho deciso di recuperarlo e fino ad adesso mi sta piacendo molto. In tema telefilm a trama orizzontale ti consiglio Broadchurch, Rectify e Orphan Black che sono tutti molto recenti. Tra quelli che hai citato a trama verticale apprezzo molto The Mentalist e Person of Interest. Adesso oltre a Twin Peaks sto seguendo Breaking Bad che è davvero un bel telefilm. Buona serata 🙂

    1. Breaking Bad l’ho scoperto di recente, mi sembra ottima, ma sono ancora alle primissime puntate…
      Su LOST niente da dire: insieme ai SOPRANO e a DEXTER è la miglior serie-tv a trama orizzontale mai realizzata

    1. Grazie Masticone!!!
      Sai,per me ha un sapore doppiamente speciale questa sensazione…. La ferita dell’anno scorso non si rimarginerà mai, ma almeno ora la piccola Chiara mi ha ridato la voglia di guardare al futuro. Il mio e soprattutto il suo.
      Un abbraccio anche a te, so che ne hai bisogno!

  5. LOST vince su tutte..è una serie pazzesca..
    poi guardo le serie di dottori (grey’s e spinoff, house) ma mi piacciono meno rispetto al solito..
    altre sit-com, più che serie, che mi fanno morire sono HOW I MET YOUR MOTHER, fantastica per le prime stagioni, poi stucchevole verso la 6-7, con l’ottava si sono un po’ ripresi, ma la nona che comincia ora è giusto che sia l’ultima. non possono tirarla in avanti troppo; e meglio ancora, ma da vedere assolutamente con le voci americane, BIG BANG THEORY..in italiano ridevo si, ma in inglese questi mi fanno pisciare addosso..i doppiatori non rendono nemmeno il 20% del valore originale..

    un’altra serie che mi aveva appassionato è stata PRISON BREAK, mentre ce ne sono un paio, sconosciute o quasi, e interrotte alla 2° serie, che meritano secondo me: DIRTY SEXY MONEY e BOSS

    alcune di quelle “nuove” vorrei cominciare a vederle dall’inizio, tipo CHUCK, THE MENTALIST, DEXTER, CALIFORNICATION, mentre ho visto MISFITS, non male nemmeno quella…

    poi, da piccolino, i miei preferiti erano HAZZARD e CHIPS..mitico arthur poncharello!! *_*

    1. Quanti spunti rickydevil!!!
      Molte delle serie che citi sono anche nella mia top20: qui trovi l’elenco completo!
      https://lapinsu.wordpress.com/2013/04/12/top-20-telefilm-2/

      TI confesso che non ho mai amato i medical-drama, probabilmente perchè mia moglie è un’infermiera e di storie ospedaliere ne ho veramente piene le tasche eheheheh
      Se non hai mai visto Chuck, The Mentalist e Dexter, corri subito a vederle. Soprattutto DEXTER: una pietra miliare secondo me.
      I chips caspita me l’ero scordati… mitico Poncharello…. ricordo da bambino quando andavo in bici con mio cugino giocavamo sempre ai CHIPS e canticchiavamo la famosa sigla!!!!
      Grazie per il tuo prezioso contributo e a presto!!!
      PS: complimenti per il nick ; )

  6. allora, a parte the wire già citata nel post precedente (è un must), un’altra serie che ho molto amato è stata Mad Men. Ben fatta, ben recitata. Però come dici tu, la trama orizzontale se tirata troppo per le lunghe uccide; è il caso di The Mentalist, che insegue Red John per SEI DICASI SEI SERIE, è il caso di Mad Men, è il caso di Castle (ma Castle poi si ripiglia. The Mentalist in mia umilissima opinione NO) E’ il caso di Fringe che è defunta per cercare di far quagliare l’accozzaglia di roba detta prima, e secondo me anche quello di Lost dalla 2 in avanti. Serie che invece gestiscono perfettamente l’orizzontale secondo me sono Person of interest, Blue Bloods (con un Tom Selleck SPETTACOLARE, e l’intelligenza di opporre trama verticale – poliziesca vs. trama orizzontale personal-familiare), ma soprattutto Bones. Io le guardo solo in originale e non so se bones sia mai passata in italia, ma l’abilità degli sceneggiatori (3° e 4° serie da applausi, in generale altissime tutte tranne la nona, e siamo alla decima serie ora) e la caratterizzazione dei personaggi IMHO è strepitosa. Ridi, piangi, ti appassioni, il tutto chiedendoti chi è l’assassino. E soprattutto a livello di storia hanno il coraggio di optare per scelte piuttosto coraggiose, contro molti che per mantenere lo status quo ondeggiano avanti e indietro senza mai scegliere una strada piuttosto che l’altra.
    Per finire altra serie imperdibile è Downton Abbey. Personalmente la trovo una delle più belle di sempre.

    1. Caspita quanti spunti!
      Mentalist in caduta libera dalla 4* in poi
      Mad men regge bene (sono alla terza)
      Frigo l’ho mollato dopo pochi episodi (paccottiglia wenza capo né coda)
      Bones e Downton abbey mai viste (meaculpa)
      Grazie per il tuo comm

      1. per me il tuo blog è tipo il paradiso. sono drogata sia di milan che di serie tv 😀
        Fringe parte male, poi regala una buona prima serie, un’ottima seconda, una buona terza… una quarta da uccidere gli autori. Un finale del cacchio.
        Downton è una meraviglia, posto di sapere che alla fine di ogni serie c’è una puntata natalizia speciale senza la quale non si capisce un corno della serie dopo!

    2. X nn ripetermi quoto assolutamente Madonna men e Downton Abbey?
      La trama orizzontale regge bene soprattutto nelle mini serie e allora ci metterei, imperdibile The bridge la versione americana con una magnifica Diane Kruger e un sanguigno Demian Bichir, poi Orange Is tHe New black targato usa, e per finire il brevissimo The night manager con una doppietta niente male Tom Hiddleston Hugh Laurie…già finito!
      Buona notte
      Sherachiacchieronaprontathegamesofthrone

      1. madonna men 😀 poi l’ho recuperato: lui è magnifico e la storia meravigliosa anche se, lo confesso, le ultime 2 stagioni non son riuscito a vederle perchè è montata in me l’impressione che il disco degli autori si fosse incantato sullo stesso solco per troppo tempo…

        The Bridge non pensavo fosse tosta (di solito i remake delle serie europee non lo sono, tranne HoC, che però mi sembrava la classica eccezione che conferma la regola…)

        Ultimamente ho visto con piacere Mr. Robot: a tratti si perde, la tarma non è sto granchè, però i personaggi sono veramente veramente cazzuti e dal momento che molti dei più moderni show si basano più sull’efficacia empatica dei personaggi che sulle trame, allora questa serie merita.

      2. Nonono the Bridge è ottimo la team a perfetta nn è cruenta come Escobar.
        Prediligo serie brevi x la ragione che hai detto cioè alla fine siliquefano
        Buon lavoro. Ah Orange Is the New Black da vedere mi pare ne parlai sul blog.
        Bye

      3. Orange bla bla bla l’ho sempre evitata, non so perchè onestamente.
        Forse mi spaventa un po’ il cast tutto femminile…

  7. Ottima analisi,Lapi!Il fatto che io abbia visto almeno un paio di episodi di tutte le serie che hai citato quasi mi spaventa!Vogliamo parlare della mia voglia di essere una piccola MacGyver?O della mia passione per la A-Team?La presentazione dei personaggi e la sigla sono memorabili!

    1. Ralphsupermaxieroe che butta giu le antenne delle case perchè ancora non sa volare bene?
      Mister T drogato col panino perchè ha paura di volare?
      Michael Night che chiama la macchina (KITT) parlando nell’orologio?
      La genialata dell’ideatore dell’Uomo da sei milioni di dollari che per simulare la supervelocità lo faceva andare più piano?
      Ripenso a queste cose mi sento fortunato per essere abbastanza vecchio da poterle ricordare 😀

  8. Uhm, uhm, uhm… sono andato a leggere questo tuo intervento sulla serialità televisiva, mentre riflettevo sui concetti di trama “verticale” ed “orizzontale” da te proposti in un tuo commento sul mio blog legato alle Serie TV in giro per il mondo.
    Premetto che ho gradito moltissimo quello che tu hai scherzosamente chiamato “pippone” e dai commenti noto che non sono certo l’unico che gradisce queste tue produzioni di carattere più critico e dal respiro più ampio: si, perchè dagli spunti di riflessione, oltre a comunicare i tuoi gusti (condivisibili o meno) fai notazioni che rendono merito allo spettatore divertito ma non passivo.
    Tanto per capirci, io posso scrivere un post/recensione in cui mi limito a dire perchè quella specifica serie fa schifo (e questo stimolerà una sorta di chat sui commenti, del tipo ” si anch’io”, “io invece la trovo bellissima” e blà, blà, blà) oppure posso dire, oltre ai miei personalissimi giudizi (“Ho amato Buffy ma poi con il tempo mi ha rotto le palle”), anche notazioni di carattere generale che fanno riflettere: tu questo lo fai sempre, anche se sembra che scrivi di getto e stimoli sempre la discussione e le analisi.
    Sto preparando anch’io un mio intervento sul concetto di trama verticale e trama orizzontale dentro la serialità forte (anche perchè in quella debole sarebbe pleonastico), che spero leggerai quando mai lo produrrò!
    Leggerti è comunque sempre un piacere.

    1. Non vedo di leggere questo tuo nuovo post sulla serialità: se il tuo blog ha un difetto è che passa troppo tempo tra un post e l’altro!
      Ma forse è meglio così: la cura che dedichi ai tuoi lavori è la garanzia che la qualità delle analisi non scada mai di livello.
      Io raramente trovo il tempo di fare post del genere e ancor più raramente ne trovo la voglia… Con gli anni mi sto impigrendo. E’ forse giunta l’ora che trovi una leva con cui risollevare il mio spirito critico-analitico!!

  9. Per me la mia leva sei stato tu, perchè, come scrivevo prima, i tuoi post suscitano discussione e voglia di scrivere sullo stesso argomento: effettivamente per alcuni aspetti abbiamo gusti simili, con tutti i distinguo, ovvio e questo mi porta a leggere sul tuo blog cose che ho pensato anch’io e non ho mai scritto e viceversa la voglia di aggiungere elementi nuovi!
    In fondo, come ti raccontavo in un altro commento, è sempre lo stesso spirito che mi fece creare il negozio a suo tempo e la voglia di condividere con altri appassionato ciò che a mia volta mi appassionava e mi appasiona ancora… ma le giornate sono davvero solo di 24 ore ed oltre il lavoro in senso stretto in famiglia c’è tant’altro, spesso complesso anche più del lavoro stesso!
    Quando facevo l’università sembrava esattamente l’opposto: ogni film visto al cinema diventava praticamente un cineforum, con discussione accese e belle subito dopo la proiezione, senza limiti di tempo, tanto a casa non ci aspettava nessuno, se non lo studio che comunque si alternava al resto…
    Ora è chiaramente tutto molto complicato (a proposito, hai notato quanto spesso la frase “è complicato…” viene ultimamente usata come risposta in tantissimi dialoghi tra un lui ed una lei sia al cinema sia in tv?).
    Comunque un pò di tempo per le cose che fanno piacere si trova sempre.
    See you later!

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