Io e Bruce #9: stay hard, stay hungry, stay alive

Io e Bruce” doveva essere un breve racconto della musica di Springsteen vista dai miei occhi di appassionato, invece è finito col diventare una lunga storia sulla mia vita e sul mio rapporto con le canzoni del Boss. Ma in fondo credo che sia giusto così: la musica di Springsteen è la colonna sonora della mia vita: ne ha scandito il ritmo e i tempi, ne ha definito le passioni e le emozioni e ne ha permeato ogni ricordo e ogni sensazione. C’è stato un momento in cui la mia esistenza e le sue canzoni sono diventate una cosa sola e sono convinto che questa fusione abbia prodotto un uomo migliore.

Quando mi innamorai della musica di Bruce Springsteen avevo 15 anni, ero poco più di un bambino: pensavo solo a giocare a pallone e divertirmi con gli amici, mi curavo poco delle ragazze e le preoccupazioni della vita erano lontane da venire. Cantavo il ritornello di Backstreets e fischiettavo l’assolo di Thunder Road senza capire appieno il significato delle canzoni: il mio amore per la musica di Bruce era primitivo, inconsapevole, immacolato e per questo incommensurabilmente bello.

Tuttavia la musica di Bruce Springsteen mi ha aiutato a crescere: il ragazzo che ascoltava a occhi sgranati Growin’up è diventato un uomo maturo che però ha saputo mantenere un pizzico di quell’innocente follia infantile che salta fuori ogni volta che dalle casse del mio stereo escono le note familiari di Darkness o Born to run.

La voce roca del Boss mi ha accompagnato lungo il tragitto della vita e giorno dopo giorno mi ha aiutato ad andare avanti. Le sue canzoni mi hanno insegnato che è naturale cadere faccia a terra ma che bisogna trovare la forza di rialzarsi, mi hanno spiegato che è importante avere fiducia in se stessi, mi hanno convinto che a forza di cercare qualcosa di positivo nelle cose si finisce per trovarlo davvero. Le sue canzoni mi hanno fatto cantare e ballare, ma mi hanno pure fatto ridere e piangere, riflettere e divertire, crescere restando bambino.

In tutti questi anni il Boss è stato un amico cui potevo appoggiarmi nei momenti di difficoltà, con cui potevo condividere le gioie delle vita, che mi spronava ad andare avanti senza mai dimenticare da dove ero venuto, che mi schiaffeggiava quando mi piangevo addosso e mi incitava quando ne avevo il bisogno. Bruce è stato anche un fratello, un blood brother, di quelli che ti conoscono meglio di quanto tu conosca te stesso, di quelli che anche se non li vedi sai benissimo che ci sono. Sempre.  Bruce è stato anche un padre, quel padre che purtroppo mi è stato strappato via quando ero ancora neonato.

Bruce è stato tante cose e tante altre ne sarà ancora. Non so cosa mi riserverà il futuro: spero che ci saranno momenti felici ma so che dovrò fare i conti anche con le difficoltà. Solo una cosa è certa: le note delle sue canzoni continueranno ad accompagnarmi tutti i giorni della mia vita e grazie a Springsteen quelli bui saranno giorni un po’ meno oscuri mentre quelli luminosi saranno giorni ancora più radiosi!

Ora vi saluto, che devo ascoltare una canzone. Del Boss, naturalmente. Si intitola This Hard Land. Fu scritta per Born in the USA e inspiegabilmente scartata per poi finire come inedito nel Greatest Hits 75-95, il mio primo CD originale di Springsteen. Lo ascoltavo sempre prima di mettermi a fare i compiti e quando arrivava This Hard Land mi distendevo sul letto e chiudevo gli occhi cercando di immaginarmi in un luogo sconfinato, accarezzato dal vento e riscaldato dal sole, dove la luce non finisce mai e la serenità è un morbido mantello che ti coccola. Un posto dove il tutto è niente e il niente è tutto, dove il sole non tramonta e la fiducia nella speranza non ha limiti. Un luogo dove ogni cosa è al posto giusto. E quando arrivavano gli ultimi versi di This Hard Land, allora come oggi, puntuali arrivavano anche i brividi lungo la schiena.

Stay hard, stay hungry, stay alive if you can
And meet me in a dream of this hard land

Allora non conoscevo l’inglese quindi non sapevo cosa significassero. Eppure comprendevo benissimo quel messaggio di speranza, quell’esortazione a restare in piedi senza mai abbattersi, quell’invito a cercare qualcosa di più, qualcosa di meglio. Perché le belle canzoni non si si comprendono con il cervello o con l’udito: le belle canzoni si assimilano direttamente dalla pelle. 

Resta forte ed affamato, resta vivo se puoi
E raggiungimi nel sogno di questa dura terra

Springsteen amicizia

 

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Io e Bruce: a love story

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10 pensieri su “Io e Bruce #9: stay hard, stay hungry, stay alive

    1. Ciao fedepiana, se ti piace Nebraska allora hai ottimi gusti musicali!!! Se non l’hai ancora fatto, ti consiglio di ascoltare anche The Ghost of Tom Joad, l’altro album interamente acustico di Bruce.
      Ciao e grazie per il commento!!!!!!

  1. Grande autore e Maestro solo un poco nella mia scala dopo Bob Dylan di cui ha seguito le prime tracce!
    Ti ringrazio x avermi scovata.
    Sherazadethequeenofthesupermarket

    1. Ah bruce come Maestro non avevo mai pensato, però effettivamente ci sta proprio! Almeno per me un maestro lo è stato: per tante cose, per tante emozioni, per tante situazioni. Mi ha spiegato molto e mi ha fatto capire anche di più.
      Una specie di sensei, ecco!!!!!!!!

  2. Il legame di Bruce Springsteen con il nostro paese è risaputo. Partendo dalle chiare origini italiane della mamma Adele Zirilli (presente ieri sera tra il pubblico), fino ad arrivare ai concerti, sempre ‘speciali’, che da trent’anni a questa parte il Boss tiene in Italia.

    Ieri sera nel secondo dei suoi concerti al MetLife Stadium di East Rutherford (New Jersey) Springsteen ha dedicato una versione particolarmente sentita di “My city of ruins” alla gente che ha subito il terremoto in Italia questa settimana.

    Shera comune passione ☺☺☺

    1. Mi sarei stupito del contrario, sai? Se non avesse dedicato un pezzo ai terremotati.
      Bruce è sempre stato così attento all’attualità, la sua musica è sempre stata strettamente connessa al mondo che gira intorno all’arena dove suona. E questo è una delle tante ragioni perchè le sue canzoni sanno parlare (almeno a me) nel profondo dell’anima 🙂

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