Top 20 Registi

Dopo le fortunate classifiche Top 20 Attori e Top 20 Attrici, vi propongo la mia ultima fatica nella quale elenco i miei 20 registi preferiti.

E’ stato arduo compilarla, perchè tanti sono i registi che avrebbero meritato di farne parte e soprattutto perchè è sempre difficile stabilire chi sia più bravo tra quelli che ti piacciono. Però ci sono riuscito. Non vi resta che leggerla e poi indicarmi le vostre preferenze: sono curioso!!!!

 

 

Gavin O'Connor20.Gavin O’ConnorScheda
Probabilmente Gavin è il regista meno famoso di tutta la classifica e vi confesso che inserirlo è stato un azzardo calcolato. Ha al suo attivo soltanto due film importanti: Pride and glory e Warrior, ma sono entrambi due filmoni assoluti, soprattutto il secondo (qui la mia recensione). E’ visionario al punto giusto, ha tempi narrativi straordinari e sa cogliere sempre la prospettiva perfetta da cui raccontare la storia. Sono pronto a scommettere su una carriera radiosa per il buon Gavin, quindi lo inserisco anche qui!!!
Guy Ritchie19.Guy RitchieScheda
Per lungo tempo è stato conosciuto più perchè era il marito di Madonna che non per i suoi film. Eppure ne ha fatti di veramente belli: Lock and stock, Snatch e soprattutto il piccolo capolavoro che risponde al nome di Rock’n’rolla, dove mescola noir e ironia con un tocco veramente magistrale e racconta la Londra malavitosa in maniera sublime. Ecco, forse il suo rimanere ancorato sulle rive del Tamigi potrebbe diventare un limite, ma per ora i suoi film mi sono sempre piaciuti, anche quando si è permesso di rivisitare pesantemente il personaggio idolo della mia infanzia, Sherlock Holmes.
Ben Affleck18.Ben AffleckScheda
Quando uscì Pearl Harbor nessuno avrebbe scommesso che Ben Affleck sarebbe diventato un regista bravo tanto da vincere un Oscar, eppure così è stato grazie ad Argo (qui la mia recensione). Dietro il mascellone da belloccio americano, si nascondono un tatto e una sensibilità artistica insospettabili, che lo hanno catapultato giustamente nel gotha dei registi. Comunque io considero nettamente migliori i suoi precedenti film: sia Gone baby gone che, soprattutto, il bellissimo The town di cui stra-consiglio la visione a tutti.
Michael Mann17.Michael MannScheda
Inspiegabilmente il nome di Michael Mann è poco famoso in proporzione a quanto sono belli e noti i suoi film. L’ultimo dei Mohicani, Heat – la sfida (capolavoro), Insider e il bellissimo Collateral (primo film che mi ha fatto apprezzare il talento di Tom Cruise). Mann ha dato vita a una delle scene più belle che abbia mai visto in un film: il confronto tra De Niro (ladro) e Al Pacino (poliziotto) in Heat – La Sfida. In fondo basterebbero questi 6 minuti per meritare un posto nella mia top 20 (link alla scena DeNiro-AlPacino).
Michael Bay16.Michael BayScheda
Michael Bay è indiscutibilmente il maestro dell’action-movie. Ne ha fatti così tanti e tutti così belli che questa palma se la merita di diritto: da Bad Boys a Pearl Harbor, da Armageddon a Transformers. Ma il suo film che preferisco sarà sempre The Rock, con uno Sean Connery SONTUOSO!!!!!
Spike Lee15.Spike LeeScheda
Spike Lee è l’unico regista afro-americano nella mia classifica. Ha firmato tanti fimoni, osannati da critica e pubblico (Malcolm X e Fa la cosa giusta per citare i due più famosi), ma di lui ho sempre apprezzato la narrazione asciutta, essenziale ed efficacie, che emerge meglio in altre due pellicole, le sue che preferisco: La 25° ora e Inside Man. Vedeteli appena potete, datemi retta!
Sam Mendes14.Sam MendesScheda
Per essere alla soglia dei 50 anni, Sam Mendes ha all’attivo pochi film: appena nove. Ma evidentemente lui è la traduzione cinematografica del concetto tutto americano del LESS IS MORE. E’ partito subito col botto, vincendo l’Oscar con American Beauty, autentico capolavoro che affresca l’attuale realtà USA (e non solo) in maniera perfetta. Si è poi replicato alla grande con una gangster-story di rara efficacia e secondo me troppo sottovalutata: Era mio padre. Sembrava si fosse un po’ perso per strada ma poi si è ripreso alla grande con l’ultimo film di Bond, Skyfall (la cui recensione è una delle prime del mio blog, la trovate qui).
Ron Howard13.Ron HowardScheda
L’essenzialità e la semplicità dello stile narrativo sono due caratteristiche dei registi per me fondamentali. Ron Howard non ha grande talento (come ad esempio Tim Burton) però racconta le storie in maniera diretta, senza troppi fronzoli ed evitando esasperazioni barocche che il più delle volte vengono inserite dai registi solo per dimostrare quanto siano bravi. Figura quindi nella mia top 20 con pieno merito. E poi, ammettiamolo pure, Ron Howard non è più l’ingenuo Richie Cunningham di Happy Days e di film belli ne ha sfornati davvero. Tra i miei preferiti ci sono Cocoon e A beautiful mind.
David Fincher12.David FincherScheda
La noia assoluta e pervasiva che ancora mi desta il pensiero de Il curioso caso di Benjamin Button (che non a caso figura nella mia classifica dei 10 film più brutti) mi aveva quasi convinto ad escludere Fincher da questa top 20. Ma poi, scorrendo la sua filmografia mi sono dovuto trattenere: Seven e Fight Club sono due purissimi capolavori, talmente belli da riscattare il nulla assoluto di Benjamin Button. Tra l’altro Fincher ha firmato pure The Social Network, dove racconta la nascita di Facebook e soprattutto un film a me molto caro che però è poco apprezzato: The Game, nessuna regola. In fondo questo dodicesimo posto se l’è meritato…
Ridley Scott11.Ridley ScottScheda
Con Scott entriamo tra i mostri sacri per davvero. Scorrendo la sua filmografia su IMDb mi viene la pelle d’oca: Blade Runner, Alien, Thelma & Louise, Black Hawk Down – Black Hawk abbattuto. Impressionante. Poi c’è Il Gladiatore, che gli ha fruttato anche l’Oscar come miglior film. Tuttavia il suo capolavoro resta per me il recentissimo American Gangster.
PS: alla fine gli ho perdonato quell’obbrobrio intitolato Prometheus….
Sergio Leone10.Sergio LeoneScheda
Faccio fatica a scrivere qualcosa su Sergio Leone… è un regista talmente epico e leggendario che le parole potrebbero solo sminuirne la grandezza. Il buono il brutto e il cattivo e C’era una volta in America sono i suoi film più belli ed entrambi mi hanno convinto che talvolta la storia degli americani sappiamo raccontarla meglio noi italiani che loro…
Francis Ford Coppola9.Francis Ford CoppolaScheda
Volendo essere cattivi si potrebbe ridurre la sua carriera di regista a due soli film: Il padrino e Apocalipse Now. Tuttavia basterebbero queste due meraviglie a garantirgli un posto nella mia top20… ma per fortuna il buon Coppola di bei filim ne ha fatti tanti. Come dimenticare, d’altronde, il bellissimo La conservazione?
James Cameron8.James CameronScheda
Paradossalmente i suoi film più acclamati (Titanic e Avatar) sono quelli che ho apprezzato meno. Il Cameron migliore, per me, è quello più semplice diretto e didascalico che ho ammirato in The Abyss (autentico capolavoro di genere) e True Lies: se è riuscito a far ballare il tango a Schwarzy merita di sicuro un posto in classifica!!!
Quentin Tarantino7.Quentin TarantinoScheda
Di solito i film con troppi dialoghi non mi piacciono: le parole devono essere bilanciate dai fatti. I film di Tarantino invece rappresentano l’eccezione: le sue scene dialogate hanno un fascino quasi mistico, che ti rapisce e non ti molla più.
Inoltre Tarantino è visionario e geniale eppure i suoi film restano sempre semplici e lineari. Credo che alla fine il suo merito più grande sia quello di aver creato un nuovo genere cinematografico senza in realtà inventare niente di nuovo bensì sfruttando quanto era stato fatto prima. Meriterebbe un monumento, secondo me. Sicuramente lo ricorderete per Kill Bill, Pulp Fiction o Le iene, ma il Quentin che preferisco io è quello irriverente e fantasioso di Bastardi senza gloria!
Martin Scorsese6.Martin ScorseseScheda
Dal suo primo capolavoro (Taxi Driver) sono passati quasi 40 anni nei quali Scorsese non ha mai smesso di incantare con il suo stile asciutto ed essenziale, molto poco italoamericano in effetti. E’ bizzarro che abbia vinto l’Oscar con un film bello ma sicuramente al di sotto delle sue opere migliori: The departed. L’avrebbe sicuramente meritato di più per Quei bravi ragazzi o Toro Scatenato, ma soprattutto per Gangs of New York, capolavoro inspiegabilmente sottovalutato.
Robert Zemeckis5.Robert ZemeckisScheda
Probabilmente non esiste regista al mondo che sappia raccontare le favole meglio di Robert Zemeckis. La delicatezza toccante ma divertente di Forrest Gump (mio film preferito in assoluto) vale da solo un posto nella top five. Ma a consolidare questa posizione contribuiscono anche i film della saga Ritorno al futuro e Contact.. Tuttavia lo Zemeckis che mi sento di consigliare è quello insolito e alternativo del thriller Le verità nascoste, film veramente notevole.
Stanley Kubrick4.Stanley KubrickScheda
Full Metal Jacket
Shining
2001 Odissea nello spazio
Arancia meccanica
Il dottor Stranamore
Barry Lyndon
Non ha senso spiegare Kubrick. I suoi film vanno solo visti. Punto. E se non vi piacciano meritate di vedere i film di Federico Moccia fino alla fine dei giorni.
Christopher Nolan3.Christopher NolanScheda
Nolan è lo Spielberg del nuovo millennio. Punto. Ora ad Hollywood fanno i finti-tonti e lo ignorano, danno l’Oscar ad Argo senza nemmeno considerare il Cavaliere Oscuro. Ma arriverà un giorno in cui dovranno fare i conti con il talento smisurato del regista britannico: il suo stile narrativo, la sua capacità – unica – di portarti dentro il suo universo coinvolgendo ogni senso ed ogni parte del corpo, la sua abilità nel rendere grandiosa anche la situazione più banale, la sua maniacale attenzione per tutti i dettagli che compongono i film, ebbene tutte queste caratteristiche lo rendono inarrivabile. Oggi occupa il gradino più basso del podio, ma so già con certezza che entro pochi anni avrà scalato la classifica fino al primo posto. Sarebbe facile incensarlo per la trilogia sul Cavaliere Oscuro, quindi non lo faccio: vi consiglio un’altra sua opera di grande spessore e inspiegabilmente sottovalutata, The Prestige.
Steven Spielberg2.Steven SpielbergScheda
La filmografia di Spielberg è impressionante. Probabilmente non esiste nessun regista così eclettico, in grado di spaziare tra tanti generi molto diversi tra loro mantenendo un livello narrativo mostruoso : thriller (Lo squalo), fantascienza (Incontri ravvicinati, ET, Minority Report, La guerra dei mondi), azione (la trilogia su Indiana Jones, Jurassyk Park), drammatico-storico (Schindler’s List, Salvate il soldato Ryan, Il colore viola). Sicuramente ho pure lasciato per strada qualche suo capolavoro visti quanti ne ha fatti… Negli ultimi tempi non ha più sfornato capolavori, tuttavia Spielberg resta comunque il miglior regista di cinema popolare di fine 900, e questo titolo non glielo può togliere nessuno.
Clint Eastwood1.Clint EastwoodScheda
Se negli anni 60/70 (quando spopolava nelle vesti del pistolero con il sigaro in bocca o con la magnun dell’ispettore Callahan) vi avessero detto che Clint sarebbe divenuto il regista con più sensibilità narrativa sareste scoppiati a ridere. Se vi avessero riproposto la stessa domanda dopo il suo primo Oscar (per gli Spietati) avreste considerato matto il vostro interlocutore. Poi sono venuti Mystic River, Million Dollar Baby, Mezzanotte nel giardino del bene e del male, I ponti di Madison County, Debito di sangue, Gran Torino, Changeling, Un mondo perfetto. Ripenso ad ognuno di questi film e resto irrimediabilmente senza parole, quasi frastornato dalla loro bellezza, dalla loro morbidezza narrativa. Clint Eastwood arriva sempre al cuore, e lo fa in maniera dolce, senza che tu te ne accorga, iniettandoti poi un’overdose di emozioni che restano in circolo per giorni e giorni e giorni, lasciando quell’ebbrezza malinconica perchè sai che prima o poi quella goduria finirà… Nient’altro da dire se non questo: Clint Eastwood è il mio regista preferito, per distacco.
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34 pensieri su “Top 20 Registi

  1. WOW, quanti bei registi che hai inserito nella tua classifica! Apprezzo praticamente tutti i registi da te citati ma il mio preferito in assoluto è Kubrick, nonostante abbia visto un bel po’ dei suoi film non ne ho ancora trovato nessuno che non mi sia piaciuto! Clint Eastwood è un regista ECCEZIONALE comunque, Mystic River e Gran Torino sono tra i miei film preferiti in assoluto! Buona serata 🙂

    1. I 2 film di Clint che citi sono fenomenali, anche per me sono i suoi migliori.
      Su Kubrik inutile girarci intorno, è un geno. Avrò visto 20 volte 2001 eppure ho sempre trovato nuovi spunti, nuovi elementi, nuovi indizi, nuove interpretazioni.
      COme diceva Calvino, i classici sono quelle opere che non smettono mai di dire qualcosa di nuovo!!!

    2. Sono d’accordo solo che non inserire Alfred Hitchcock lo trovò un po’ un insulto😂Comunque Kubrick è il migliore

      1. Ciao Edward e grazie per il commento!!!
        Effettivamente è difficile darti torto: Hitchcock è uno dei più grandi di sempre e può apparir delittuoso averlo escluso dalla classifica. Tuttavia, a mia discolpa, tengo a precisare che ho inserito solo registi di cui ho visto un cospicuo numero di film e purtroppo Hithcock non è tra essi.
        Quindi, se di colpa mi sono macchiato, è quella di non aver avuto mai la voglia di recuperare i grandi capolavori del maestro Hitchcock!
        Un gionro rimedierò, però, è un punto d’onore!!!!!

  2. Ce ne hai messo di tempo eh???? 😀 maledetti pannolini!!!!! Ottime scelte, non le condivido tutte ma sicuramente se invece di una top five avessi stilato una top 20, tanti li avremmo avuti in comune. A cosa la dedichiamo la prossima classifica? Na cosa strana dai…si accettano idee!! Ciao lap! Un salutone 😉

    1. la prox classifica… fammi pensare… un paio di idee ci sarebbero… ma ci vorrà un po’ di tempo mi sa (i pannolini si accatastano…)
      PS: cosi, per curiosità, quali dei miei 20 avresti escluso?

      1. ti diro’ che non è una valutazione riferita ai registi quanto piu’ che altro ai generi… ;), sul cinema come ben sai non sono onnivoro ma abbastanza chiuso nella mia solita cerchia….tutto cio’ che è drammatico o comunque troppo realistico non lo guardo, so di sbagliare, rimediero’ col tempo…crescendo 😉

  3. Bel post! Soprattutto perché hai dato un volto, ed a volte anche un nome, ai registi dei film che ho visto ed apprezzato. A parte i soliti noti (Spielberg, Affleck, Kubrick, Eastwood, Howard, ma solo perché era Richie, Tarantino e Ritchie) ammetto di essere ignorante in materia. 😉
    Mchan

    1. Per me è fondamentale sapere chi è il regista di un film, sapere quali film ha fatto. DI solito mi “fido” dei registi che ho apprezzato in film già visti, mentre tendo a snobbare i film di registi che in precedenza non mi sono piaciuti. Per farti un esempio: vedrei un nuovo film di Tarantino senza nemmeno sapere il titolo, mentre non vedrei mai e poi mai un nuovo film di Peter Jackson….

  4. Mi trovano perfettamente d’ accordo i seguenti nomi:

    Ben Affleck
    Spike Lee
    Francis Ford Coppola
    Quentin Tarantino
    Martin Scorsese
    Robert Zemeckis
    Stanley Kubrick
    Christopher Nolan
    Steven Spielberg
    Clint Eastwood

    Mi piacciono, ma trovo esagerato metterli in una Top 20 i seguenti nomi:

    Gavin O’ Connor
    Guy Ritchie
    Michael Mann

    E allora come la completo la mia Top 20? Beh, i nomi non mancano. Al solito li elenco nell’ ordine con cui mi vengono in mente.
    Jim Sheridan: “Il mio piede sinistro” é il mio film preferito in assoluto, poi c’é “Nel nome del padre” a fargli da degno compare. Sono andato a vedere la sua pagina Wikipedia e ho visto che si é ridotto a fare un film con 50 Cent protagonista… no comment. Era meglio ritirarsi con il pubblico ancora in piedi ad applaudire.
    Dario Argento: anche lui si é perso, ma come scordare tutti i capolavori che ha fatto in oltre 30 anni di carriera, da “L’ uccello con le piume di cristallo” a “Profondo Rosso”, da “Suspiria” a “Phenomena”… mai titolo fu più azzeccato, tra l’ altro: un film fenomenale, con un’ attrice futura fenomena e un regista che più fenomeno non si può.
    Peter Weir: “L’ attimo fuggente” e “The Truman Show”: direi che basta, no? Ho sentito parlare benissimo anche di Master and Commander, ma i film di quel genere per me sono la narcosi fatta cinema e quindi ho lasciato perdere.
    Alejandro Gonzalez Inarritu: “Amores Perros” e “Babel” sono tra i film più belli che abbia visto negli ultimi anni. Il merito però era più dello sceneggiatore Guillermo De Arriaga che del regista: infatti, da quando i due si sono mandati a quel paese Inarritu ha fatto un solo film in 7 anni. I collaboratori validi é meglio tenerseli buoni: possono sembrare delle rotelline insignificanti e sostituibili, e invece sono il cuore di tutto l’ ingranaggio.
    Nadine Labaki: Ammetto che, la prima volta che l’ ho vista, il mio unico pensiero é stato: “Ammazza che bona!” Poi mi sono visto i suoi 2 film, e ho scoperto che dietro ad un fisico strabiliante c’é una testa pensante e un talento registico assolutamente fuori dal comune.
    Gus Van Sant: “Will Hunting” basta e avanza per fargli avere un posto in prima fila nella mia Top 20. Ma poi c’é anche quel gioiellino di perfido cinismo chiamato “Da morire” che me lo fa piacere ancora di più. Dicono che sia bellissimo anche “Scoprendo Forrester”, ma non l’ ho visto.
    Giuseppe Tornatore: E’ il classico regista troppo intelligente per sbagliare un film. E’ l’ affidabilità fatta persona. Anche nel suo peggior film troverai sempre qualcosa di utile e di profondo.
    James L. Brooks: Vedi sopra. Anzi, James L. Brooks é meglio, perché fa anche ridere.
    Robert Redford: “In mezzo scorre il fiume” é un capolavoro assoluto. Splendido esteticamente, profondo nei contenuti, perfetto tecnicamente. Poi c’é “Gente comune”, “Quiz show”, “L’ uomo che sussurrava ai cavalli”… ma come ha fatto a venirmi in mente solo ora?
    James Gray: Ho già espresso in un mio post (http://wwayne.wordpress.com/2013/06/27/guardatelo/) tutto il mio amore per il suo “Two Lovers.” E’ quasi altrettanto bello (anche se di tutt’ altro genere) “I padroni della notte.”

    Non é entrato per un soffio Jonathan Demme.
    Non ho messo i registi di cui ho visto un solo film splendido, perché un capolavoro da solo non fa testo e non basta per una Top 20. Posso però fare delle menzioni speciali:
    Martin Brest (Profumo di donna)
    Kirk Jones (Stanno tutti bene)
    Scott Hicks (Shine)
    Richard Curtis (I love Radio Rock)
    Jonathan Dayton e Valerie Faris (Little Miss Sunshine)
    Terry George (Hotel Ruanda)
    Emilio Estevez (Bobby)
    A proposito, “Bobby” c’é domani sera alle 21,15 su RaiMovie: ti prego, se non hai impegni guardalo, perché é davvero imperdibile.

    1. Caspita quanta carne al fuoco wayne!!! Ti rispondo per gradi:

      Gavin O’ Connor: l’ho inserito come scommessa; ora forse non merita di stare in una top 20, ma sono certo che lo meriterà in capo ad un altro paio di film
      Peter Weir: mai apprezzato veramente. A parte Truman Show nessun suo film mi ha mai entusiasmato.
      Gus Van Sant: a parte Scoprendo Forrester (bel film, niente di sensazionale, un po’ lento ma carino) i suoi film mi hanno sempre fatto abbastanza schifo…
      Giuseppe Tornatore: effettivamente è il migliore tra gli italiani in attività. Forse avrei dovuto inserirlo… Tra l’altro ho visto di recente “La migliore offerta”: bel film, con un Rush strepitoso
      Robert Redford: bravo (Bagger Vance è un vero filmone) ma se vedi “La regola del silenzio lo toglierai subito dalla tua top 20!!!!
      James Gray: non sapevo avesse firmato lo splendido We own the night. D’ora in avanti lo terrò d’occhio 🙂

      PS: non vedo raimovie… purtroppo ho solo segnale satellitare e su sky questo canale non c’è :(. Vedo se lo trovo in rete!!!
      PPS: anche se è morto, Kubrik non si può omettere in una classifica dei migliori registi… è peccato di lesa maestà aahahhahaha

      1. Se riesci a vederlo, poi fammi sapere che ne pensi.
        E a proposito di consigli cinematografici, proprio Rai Movie ieri sera ha proiettato un film che mi avevi raccomandato mesi fa: “Questione di cuore.” Mi sono bastati pochi minuti per capire che era un “dramedy” come lo chiamano gli americani, ovvero un film in bilico tra dramma e commedia. Il guaio é che lì c’era troppo dramma e troppo poca commedia. Di quel film é comunque apprezzabile l’ efficacia con cui riesce a cogliere la bellezza dell’ amicizia maschile: infatti ci sono rimasto di stucco quando ho scoperto che la regista e sceneggiatrice era una donna.

      2. Ne hai colto appieno il senso allora.
        Io lo vidi perché ho un debole per Albanese ma poi ci ho trovato tanti spunti interessanti, sia sul versante dell’amicizia che su quello (più delicato) di come si affronta la malattia.
        Non mi piacciono molto le dramedy ma Questioni di cuore fa eccezione

  5. P.S.: Mi ero imposto di non considerare i registi defunti o inattivi, e per questo ho escluso Benigni e Hithcock. Kubrick é morto, quindi Jonathan Demme gli subentra nella classifica.
    E tra i registi di cui ho visto un solo capolavoro metto anche John Patrick Shanley (Il dubbio). Sicuramente me ne verranno in mente altri ancora.

  6. Condivido per il 90% le tue scelte. Direi eccezionalmente attente e competenti. Io avrei incluso anche Anthony Minghella (1954-2008), per “Il talento di Mr. Ripley”, “Ritorno a Cold Mountain”, “Il paziente inglese” e il film per il quale ha ricevuto una nomination postuma agli oscar: “The Reader – Ad alta voce”. Ovvio, si tratta di gusti. Molto ben fatto, il tuo blog, complimenti.

    1. Ciao pp56,
      innanzitutto ti ringrazio per il commento e per i complimenti!!!!
      Su Minghella, però, non mi trovi molto d’accordo… è un regista che non ho mai amato molto a parte ne “il talento di mr ripley”. Tant’è che il suo “Ritorno a Cold Mountain” figura nella lista dei miei 10 film più brutti 🙂
      L’ultimo film che citi, invece, mi ha sempre intrigato molto ma non l’ho mai visto. Devo recuperarlo al più presto.

  7. Visto che ho appena fatto una Top 10 dei tuoi film, non posso esimarmi dal fare la stessa cosa coi registi 😉
    Stavolta è più facile fare una top 20, magari con due righe di spiegazione per ogniuno:
    20) Tim Burton:
    Un regista che sono dieci anni che non ne azzecca una ormai, ma che negli anni ’90 ha contribuito alla creazione dell’estetica “gotica”. non eccellente tecnicamente, ma ha sempre e onestamente portato avanti le sue tematiche, a volte bene (Ed Wood) altre volte male (Dark Shadows) altre volte malissimo (l’inguardabile Alice in Wonderland!).
    19) George Romero:
    L’inventore del genere zombi come noi oggi lo concepiamo. All’attivo ha pochi film, ma in ogniuno possiamo trovare la critica al razzismo (night of the living dead), alla società consumistica (dawn of the living dead), alla società militarizzata (day of the living dead), alla società che porta al terrorismo (land of the living dead), alla società dell’immagine (diary of the living dead) e alla società dell’ignoranza (survival ov the dead). Insomma, un regista di genere vero, che usa l’horror per parlare della società.
    18) Takashi Miike:
    Mai definizione di “regista” fu più azzeccata. Il buon Miike lavora solo su sceneggiature a commissione e non scrive mai una parola, tuttavia è innegabile che ogni suo film sia “suo”. estetizzazzione della violenza, eleganza rappresentativa, composizione artistica dell’immagine, lo rendono il vero erede di Woo in giappone.
    17) Jean-Luc Goddard:
    L’uomo senza cui la Nouvelle Vague non sarebbe mai nata. E con essa, un buon filone sull’approfondimento psicologico dei personaggi. Un pò eclettico ma da studiare.
    16) Lucio Fulci:
    Quando Michael Bay disse “io sono d’avanguarda perchè giro con la telecamera sullo skateboard”, Fulci si dev’essere fatto grasse risate nell’Aldilà. Il suo Aldilà ovviamente. Quello popolato di mostri di Lovecraftiana memoria. Giusto accanto ai preti assassini che ha contribuito a creare dal nulla, con il suo Non si Sevizia un paperino, fondatore del “giallo all’italiana” che poi Argento avrebbe ampliato.
    15) Nicolas Winding Refn:
    Forse il più Kubrikiano nella costruzione dell’immagine e della potenza che viene data allo sguardo, Refn viene conosciuto soprattutto per il suo Drive e porbabilmente questo sarà l’ultimo film a raggiungere un grande pubblico. La poetica di Refn di violenza, morte e redenzione poco si abbina con le grandi platee… ma a lui sembra non importare, quindi va bene così.
    14) David Cronemberg
    Quando la scienza si spinge troppo oltre, cosa succede? che si fonde all’uomo, diventando “nuova carne”. E in quest’ottica, cosa diventa reale, cosa artificiale, cosa virtuale? Sono i punti di partenza per comprendere Cronemberg, regista che pone il connubio uomo-macchina da sempre come “sistema di perfezionamento/cancellazione dell’uomo”. da vedere, soprattutto Videodrome, Existenz e Crash.
    13) Hayao Miazaki
    Il rinnovatore dell’animazione, non sono giapponese. Fonte di divertimento per tutti, non solo bambini. I suoi Totoro e Kiki intrattengono i bambini, mentre Nausicaa, Porco Rosso e il Castello Errante di Howl fanno riflettere gli adulti.
    12) Clint Eastwood:
    Raramente grandi attori diventano grandi registi. Le uniche eccezioni che mi vengono in mente, sono Clooney (non entrato per un soffio) e Eastwood. Quest’ultimo forse avrebbe dovuto girare fin da subito invece di fare 6 seguiti dell’ispettore callagan, ma vabbè… basta citare Million Dollar Baby o Gran Torino, entrati nell’immaginario comune nel giro di 10 anni, per rendersi conto della bravura del regista, in grado di parlare dell’America di oggi senza cadere in inutili clichè.
    11) James Cameron:
    Non quello degli inutili e detestabili Avatar e Titanic, ma quello vigoroso, potente e visionario di Terminator, Alien 2 e Abyss, che gli amanti della fantascienza amano e ricordano con nostalgia. Peccato che da quando ha visto i soldi con Titanic abbia deciso di seguire quelli invece di una più compessa via verso il vero cinema.
    10) Brian De Palma:
    Forse il più tecnico insieme a Kubrick, De palma ha fatto tanta immondizia, ma come regista puro, ha insegnato molto a tutti, con i suoi Carrie, Scarface e Carlito’s Way. Nolan, così esaltato da tanti, non esisterebbe senza quello che De Palma ha sperimentato.
    9) John Woo:
    Una plasticità, una ricerca di bellezza visiva pervadono i film di John Woo. Molti dicono che sono assurdamente violenti, ma la violenza non è mai dura, cruda o anche solo “reale”: è solo una dichiarazione d’amore che Woo ha per il movimento in sè, che raggiunge il suo culmine nella tensione di una sparatoria. Imitatissimo da pezzenti del calibro di Snyder e Bay, soprattutto nel suo periodo di Hong Kong.
    8) John Carpenter:
    Maestro dell’horror e della tensione come non ce ne sono più, Carpenter è un punto fisso imprescindibile del genere, che con i suoi Halloween, la Cosa, Il Signore del Male ed Essi Vivono, ridefinisce il cinema del brivido e fonda una sttocategoria (lo Slasher). Famoso per i temi sociali socialisti che metteva nei suoi film, non lavora più ad holliwood da quasi 15 anni ed è purtroppo finito nel dimenticatoio.
    7) Mario Monicelli:
    All’estero il cinema italiano è conosciuto soprattutto per il Neorealismo e la sua commedia. Per quanto importante nella storia del cinema, il Neorealismo lo trovo estremamente sopravvalutato, mentre la Commedia all’Italiana estremamente sottovalutata. E del filone commedia, il maestro era senza dubbio Monicelli, che diede i natali a tanti capolavori, come I soliti ignoti (anello di congiunzione tra Neorealismo e Commedia all’italiana), L’Armata Brancaleone, La Grande Guerra e Amici Miei. Purtroppo il grande regista non è più tra noi e adesso ci tocca sorbire i Soliti Idioti (anello di congiunzione tra la Commedia ll’Italiana e la merda) e Fuga di cervelli (merda e basta).
    6) Quentin Tarantino:
    Tarantino genera mostri, lo sappiamo bene. Però è innegabile la spinta vitale che ha dato al cinema mondiale nel 1995 con Pulp Fiction. Da allora è sempre stato un crescendo: Jackie Brown, Kill Bill 1 e 2, Bastardi senza Gloria e Django Unchained. Il regista che più ha influenzato dagli anni ’90 in poi.
    5) Akira Kurosawa:
    Che il cinema orientale sia diverso da quello occidentale è risaputo: per tutto un insieme di fattori che ora non starò qui ad elencare, il cinema assolve funzioni diverse che quelle del puro intrattenimeno o poco più che c’è qua da noi. Kurosawa è il punto di incontro (e di scontro) di queste due correnti di pensiero, dagli anni ’50 in poi. Lavori come Rashomon, Yojimbo, Ran e Seven Samurai riprendono stilemi occidentali e li rilegge in chiave orientale, generando vere e proprie opere d’arte cinematografiche. Alcuni film saranno d’ispirazione diretta per altri film, come John Sturges con I Magnifici sette, o…
    4) Sergio Leone
    Ormai è famoso il plagio di Leone nei confronti di Yojimbo. Non che ci sia nulla di male di per sè, la storia del cinema è ricca di plagi più o meno evidenti: se il prodotto finale è buono, ci si può passare sopra. Se il risultato finale è Per un Pugno di Dollari, si ha il curioso caso che molti pensano che Kurosawa abbia copiato Leone. Perchè il maestro/inventore dello Spaghetti Western ha cambiato in modo definitivo l’approccio verso il cinema da parte di una intera generazione ed ha introdotto innovazioni, come i tempi o le inquadrature che oggi vengono usate anche per film non western.
    3) Orson Welles
    Se non esistesse Quarto potere, non esisterebbe il cinema per come lo intendiamo dagli anni ’40 in poi. Con wellles è cambiato tutto: regia, montaggio, sonoro, recitazione, sceneggiatura… il genio eclettico, sregolato e sornione, che venne cacciato da Hollywood perchè non aveva intenzione di cedere ad alcun ricatto, ha lasciato un segno nel cinema ed è considerato il più grande regista della storia, sicuramente il più grande della metà del ‘900.
    2) Martin Scorsese:
    Con le sue epopee dei sobborghi newyorkesi, i suoi eroi mancati, le ossessioni di vita e morte, Martin Scorsese è un punto di riferimento per tutti quelli che vogliono girare storie di piccole persone con le loro storie comuni, così come di grandi personaggi nell’ombra, degli sconfitti e dei vincitori, del sangue, della violenza e dell’amore vero, della passione e della religione, della vita e della morte. La sua poetica si può ricondurre ad un solido intreccio tra la disperazione, l’ottimismo ed il peso delle responsabilità, immediatamente percepite, visto che tutti abbiamo avuto a che fare con queste entità. Forse il più grande regista della seconda metà del ‘900. (nota: i temi di Scorsese rendono i suoi film vicini alle canzoni e alle tematiche di Springsteen ed è forse per questo che i due sono molto amici).
    1) Stanley Kubrick:
    IL regista per definizione. Il più grande di sempre. Colui che piuttosto di fare un film non all’altezza delle sue aspettative aspettava 13 anni per girarlo. Che mai teneva in considerazione il pubblico che affluiva in sala, quanto piuttosto della bellezza artistica del cinema. Il cinema come metafora della vita, il cinema come vita, la vita come il cinema. E’ impossibile parlare di Kubrick in poche righe, quindi preferisco chiudere qui, piuttosto che fare un discorso tronco. Che mi pare di averne già detto troppo e mai abbastanza dell’imenso Stanley.

    1. CASPITA CHE SUPER CONTRIBUTO!!!!!
      Ti confesso che di alcuni dei registi che citi (quelli orientali) non ho mai visto manco un film… mea culpa.
      Per il resto dici tante cose giuste: su Leone, su Tarantino, su Scorsese e il Boss, su Monicelli e De Palma.
      Tra i nomi che citi e che non inserirei mai in una mia classifica c’è sicuramente Tim Burton (non ho mai digerito il suo barocchismo gotico) e Cronemberg (bravo, si, ma poco coinvolgente).
      Da alcuni tuoi commenti trapela un certo fastidio per Nolan (e anche Spielberg) e visto che stanno entrambi nel mio podio sarei curioso di sapere perchè non ti piacciono!!!!

      1. Sai, mi piace discutere anche molto ed approfonditamente di cose che mi piacciono 🙂
        Allora, intanto ti dico subito che capisco bene se hai riserve su Burton e Cronemberg – sul primo avevo dei dubbi se metterlo anche io, sul secondo capisco che lavori troppo complessi possano dare un’impressione di inutile ingarbugliamento.
        Per quanto riguarda la seconda parte… oltre alle inevitabili divergenze artistiche e personali (noterai che per me Eastwood è parecchio dietro a Kubrick, ma queste sono visioni personali) “de gustibus” diciamo che ci sono stati almeno 3 punti che mi hanno fatto parecchio storcere il naso.

        Al n°16 Michael Bay: Che dire, secondo me Bay è uno che ha fatto i danni, ma veramente, quasi quanto Tarantino, ma senza apportare al mondo del cinema quello che ha apportato Tarantino. Ha inventato l’estetica del videoclip applicata ai film. Perché questo suo dinamismo estremo, queste sue infinite carrellate, questo girare con la telecamera sopra, sotto, intorno, dentro, a 360° per rendere tutto ipercinetico… questo abuso degli effetti speciali in CG… nasconde una spaventosa carenza di idee. Nulla di quello che mette Bay è originale, nemmeno lontanamente. Perché se avessi da spendere 30 milioni di dollari per girare un film d’azione con 50 telecamere a scena, qualunque imbecille riuscirebbe a girare Bad Boys o Transformers (teniamo anche conto che i Transformers sono realizzati in CG, che Bay non dirige, quindi metà film non è nemmeno fatto da lui). I suoi film vanno evitati come la peste, perché per uno che ha studiato regia e come si compone una scena, vedere insensati scavalcamenti di campo e inquadrature che non tornano con la precedente porterebbe causare crisi di rabbia o di pianto.

        Al n 3°Nolan: Se Bay era un inutile finto virtuoso, Nolan è un contabile. Perché a differenza di Bay, lui sa girare, e pure bene; che nei suoi film, non c’è mai qualcosa che non torna a livello di regia, o un’inquadratura sprecata. Di Nolan non si butta via una scena. E allora dove sta il problema? Sta nel fatto che Nolan dopo aver fatto i soldi col primo Batman Begins, ne è rimasto abbagliato e ha deciso di limitarsi a fare il cameramen e montatore. Non mette più idee, volontà, sentimento, contenuti in quello che fa; da semplicemente al pubblico quello che vuole vedere. Con effetti devastanti. Inception era una mezza presa in giro e il Ritorno del Cavaliere Oscuro è qualcosa di aberrante che con la scusa di far vedere Batman umano mette in scena la sceneggiatura più scassata che io abbia visto dai tempi de Il Cartaio. Tutto questo solo per battere cassa. E si che io ho amato Memento e The Prestige, credendo di aver trovato un nuovo De Palma (per una ricerca tecnica e costruttiva)… invece mi sono trovato solo il solito regista che si limita a fare sempre lo stesso film buttandoci due o tre elementi diversi. In definitiva, quello che mi fa arrabbiare di Nolan è che ha deciso di vendersi alle major per fare soldi, piuttosto che portare avanti una carriera solida e autentica, come fece Kubrick a suo tempo. Un talento sprecato insomma.

        Al n°2 Spielberg: Su di lui non ci sono dubbi, Spielberg è il male puro. Perché, arrivato in un periodo (seconda metà dei ’70) i registi erano VERI registi e non bambole nelle mani delle major (Coppola, De Palma, Polansky, Kubrick, Altman, Pollack e Scorsese) dopo un esordio incredibile, Duel, decise di semplificare il messaggio della new hollywood, di riportare il cinema a degli stilemi da film anni ’50 e di rendere tutto sempre fruibile dal maggior numero di persone, con i fottuti bambini sempre protagonisti. Le major capirono che in questo modo si guadagnava un sacco di più e così assunsero registi incapaci per fare film di stampo Spielbergiano: il risultato fu un cinema di puro intrattenimento, in cui l’effetto speciale puro e non mediato da contenuti (“che sappiamo, fanno tanto film sovietico e a noi i comunisti non ci piacciono” cit. produttore di film medio americano), condito con tanti buoni sentimenti e l’immancabile American Dream che si avvera (“che questa new hollywood con tutti i protagonisti sfigati, oh, ma dove andremo a finire?!” cit. lo stesso produttore). Spielberg ha demolito quello che è stato uno dei migliori movimenti cinematografici al mondo. E la beffa è che ora che è diventato praticamente la persona più potente di Hollywood, o fai quello che dice lui, oppure ti scordi di lavorare negli USA: gente come Carpenter, Cronemberg, Landis, Joe Dante, hanno dovuto venire in Europa, con budget limitatissimi a girare i loro film, perché non avevano problemi a dire che Spielberg era (è) un venduto alle major che ha distrutto un modo di fare cinema per rimpiazzarlo con l’effettone speciale… e lui li ha tagliati fuori dalla produzione di Hollywood. Se adesso il cinema americano è pieno di gente che crede che per fare un film basti riempirlo di effetti speciali con una sceneggiatura scritta coi piedi (il cane J.J.Abrams ha colto in pieno la filosofia del suo maestro e si vede…) è solo colpa di Spielberg. Che non basta fare un film sul nazismo se non fai vedere l’orrore ma solo qualche bambino. Che non basta fare un film di guerra, se la riempi di inutile retorica americana del “tanto i buoni, belli e bravi siamo solo noi”. Che A.I., da film di magnificenza Kubickiana, l’ha trasformato in Pinocchio col complesso di Edipo (e si spiega perché Kubick non ce lo voleva Spielberg come collaboratore e ce l’hanno inviato le major solo dopo la sua morte). Che un film sul cavallo che va alla guerra è inguardabile. Che Lincoln è quanto di più retorico e falso storico che a confronto Il Gladiatore sembra preso pari pari da Plinio il Giovane. E soprattutto, che non può continuare a dire che ET sia un bel film. La carriera di Spielberg è un insulto a tutti quelli che credono ancora che il cinema sia contenuti e impegno, non (solo) facili buoni sentimenti.

        Scusa lo sfogo, ma questi registi proprio non li sopporto. Mi spiace che siano tra i tuoi preferiti, ma per me loro tre sono proprio il peggio del peggio… spero tu non te la prenda! 🙂

      2. Hai messo sul piatto tanti spunti interessanti, grazie 🙂 :-):-) :-):-) :-):-) 🙂
        Il tuo punto di vista è molto tecnico e si nota che hai competenze professionali ben precise.
        Il mio, invece, è molto più dilettantistico: se un regista ha saputo trasmettermi qualcosa coi suoi film (emozioni, informazioni, insegnamenti, moniti, etc) e quel qualcosa mi colpisce e mi resta dentro, allora di riflesso quel regista mi piace.
        E’ stato principalmente questo il criterio con cui ho redatto la mia classifica, e difatti l’ho corredata di tanti titoli, tutti film che in qualche modo mi hanno segnato.
        Però mi fa piacere leggere il punto di vista più tecnico, mi aiuta a capire e migliorare il mio giudizio. Fermo restando che per me Nolan e Spielberg restano sempre due giganti… perchè i loro film mi piacciono troppo 😀 😀 😀 😀
        Grazie mille per il tuo contributo e per aver dato un tocco di professionalità a questa ludica top 20!!!!!

  8. ehila! Gran bel articolo!
    allora sono molto d’accordo su tante tue scelte, ma Steven Spielberg lo trovo abbastanza piatto ( so che mi attirerò le critiche di molti ma è la mia opinione ) e manca Snyder ahahahah

    No a parte gli scherzi grandi scelte!!

    Ciaoo

    1. Snyder non mi entusiasma (per ora) ma tra gli emergenti di sicuro è uno dei più interessanti e potrebbe presto finire in questa classifica (magari se riesce a dare un tocco di meraviglia a Superman V. Batman).
      Su Spielberg, ho notato che a molti puristi non piace, tuttavia ha raccontate favole così belle e coinvolgenti che non potevo proprio escluderlo dalla classifica 😀

    1. Ciao Silvio,
      innanzitutto ti ringrazio per il tuo prezioso contributo.
      Effettivamente l’assenza di Fellini è (può apparire) sacrilega agli occhi di chi – come te o anti altri – amano il cinema e lo conoscono a 360°.
      Al contrario tuo, però, io ho una conoscenza parziale del cinema, lo vivo in maniera superficiale (non ho competenze di tipo “tecnico”) e pur se parlo spesso di cinema nel mio blog, i film sono quasi sempre uno spunto per arrivare altrove.
      Tuttavia, la tua osservazione è senz’altro giusta e pertinente: in una ipotetica classifica dei migliori registi non può mancare Fellini come per altro mostri sacri che io invece ho estromesso. Il motivo è semplicemente uno: non ho inserito in classifica registi dei quali non ho visto almeno un film.
      Quindi la mia colpa non è aver escluso Fellini, bensì non aver mai visto un suo film. Il che è forse addirittura peggio…
      Spero saprai perdonare la mia mancanza 🙂

  9. la mancanza di Fellini come gia detto si fa sentire, ma ovviamente hai fatto bene a non metterlo se non hai visto un suo film, cosa che ti consiglio caldamente di andare a guardare, basta pensare che I vitelloni è stato il film più amato da un tal Stanley Kubrick.
    io ho un amore morboso per i fratelli Coen, e in una mia personale classifica glieli avrei sicuramente messi, te cosa ne pensi?

    1. Ciao Fabio, benvenuto nel mio modestissimo blog.
      Dopo aver fatto gli onori di casa e ringraziarti per i consigli (sempre bene accetti), entro nel merito della tua osservazione.
      Innanzitutto ignoravo che Kubrick amasse Fellini in generale e I Vitelloni in particolare: spero che questo sia un motivo in più per colmare la mia grave mancanza felliniana…

      Sui fratelli Coen: sono bravi, inutile dirlo, forse più bravi come sceneggiatori che registi. Ho visto molti loro film (da Fratello dove sei fino a Burn after reading, passando ovviamente per Non è un paese per vecchi e il recentissimo Ave Cesare). Dei loro classici credo mi manchi solo Fargo (sia film che serie) e il Grande Lebowsky. Comunque non considero brutto nessuno dei loro film che abbia visto, tuttavia nessuno di questi riesco ad amarlo particolarmente. Ben fatti, ben raccontati, ben proposti, tuttavia per me restano poco empatici.
      Io considero l’aspetto emotivo fondamentale quando guardo un film: non essendo un “tenico” o un “esperto” io (come ripete sempre) guardo i film con la pancia e ne parlo o scrivo coi piedi. Va da sè che un cinema troppo sofisticato (penso a Lynch o Malich) o troppo poco empatico (come quello dei Coen, per l’appunto) fatico ad apprezzarlo pienamente.
      Ed è per questo che mi rifugio su autori più “semplici” e lineari, come Spielberg o Eastwood, che fanno del ritmo e dell’emozione i cardini della loro sintassi narrativa.
      Cosa ne pensi?

      1. Parto col dire che i due film che non hai visto rappresentano il livello massimo, mai più raggiunto almeno fino ad ora dei coen.
        ognuno di noi ha i propri gusti ma ti consiglio di andare a recuperare quei film.
        questo nulla toglie al grande Spielberg e Eastwood, come dimenticare gli spietati, million dollar baby e gran torino o l’immensità di film di spielberg, se è in loro che fai rifugio stai pur tranquillo che non sei il solo

      2. mannaggia a te… in soli 2 commenti sei riuscito ad instillarmi la voglia di vedere 3 film (I vitelloni + questi due dei Coen…). E ho pure una watchlist pienissima…
        Vabbè, piano piano recupererò e ti farò sapere!!!!

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