Top Film 2013: i film più belli dell’anno

Adoro stilare classifiche sui film più belli visti durante l’anno, perchè mi aiuta ricordare ed ordinare le emozioni e le suggestioni provate durante le visioni. Tuttavia classificare i film del 2013 mi ha solo confermato un timore sopito: non ho visto nessun film memorabile. Qualche film carino, qualche altro divertente, magari qualcuno pure ben fatto, ma niente di epico o spettacolare. Nemmeno un filmone, insomma. Solo così posso spiegare la presenza di ben 5 film fracassoni e\o con supereroi fumettistici. Alla fine, a tenere viva la fiamma del cinema di buona qualità restano pochi titoli, nessuno dei quali però ha saputo strapparmi un applauso scrosciante.
Prima di proseguire voglio però precisare che ho preso in considerazione solo i film usciti in Italia nel 2013 (alcuni sono usciti prima negli USA) e che io ho potuto vedere. Ovviamente potrebbero esistere pellicole portentose che ancora non ho visto e meritevoli di finire qui dentro. Magari in futuro aggiornerò l’elenco.

 
 
 

Kick-Ass 210. Kick-Ass 2Scheda
Il secondo film con protagonista Kick-Ass non è genialmente irriverente come il primo capitolo e strappa anche qualche sorriso in meno, tuttavia è carino e non scade nelle classiche banalità in cui incappano tutti i sequel. I nuovi personaggi sono tutti molto azzeccati (soprattutto il Colonnello Stars and Stripes di Jim Carrey) e l’evoluzione di Hit Girl è talmente convincente che quasi quasi sembra lei la vera protagonista del film…
Consiglio di accompagnarne la visione con una pizza maxi farcita di ogni schifezza immmaginabile e innaffiare il tutto con un litro di birra bella gasata, di quelle che ti fanno ruttare pure quando soffi il naso.

 

Pacific Rim9. Pacific RimScheda
Sicuramente Guillermo del Toro ha realizzato il film più fracassone del 2013. Di più: Pacific Rim è assolutamente imperdibile per chi, come me, è cresciuto negli anni 80, cioè quando i cartoni animati coi robottoni non erano semplici passatempo, ma vere e proprie ragioni di vita: ho visto bambini picchiarsi per stabilire se fosse più forte Mazinga o Goldrake!! Pacific Rim traspone senza troppi fronzoli quella realtà infantile eppure così mirabilmente umana, dove non esistono aree grigie, dove il bene e il male solo due mondi chiari e distinti. Un po’ di semplicità, a volte, aiuta a vivere meglio!
Consiglio di accompagnarne la visione con un bel sacchetto di gommose dall’odore dolciastro, di quelle che ti viene il diabete solo il guardarle. E se avete il coraggio di berci qualcosa sopra, andate giù di frullato alla fragola.

 

Il lato positivo - Silver Linings Playbook8. Il lato positivoSchedaRecensione
Nella mia recensione di qualche settimana fa ho già spiegato ampiamente l’elemento che più mi è piaciuto di questo film: i personaggi sono più interessanti della trama e gli attori più affascinanti del regista. Il film è prevedibile ma scorre bene; non insegna niente, trasmette poco, però affascina. E poi un film con De Niro sontuoso come non si vedeva da tempo merita di essere visto.
Consiglio di accompagnarne la visione con uno spumantino leggero e qualche tartina: la leggerezza ben si abbina alla leggiadria.

 

Iron Man 37. Iron Man 3SchedaRecensione
Anche per Iron Man 3 mi sono espresso diffusamente nella recensione della scorsa primavera. Il personaggio di Tony Stark funziona sempre, ovunque lo mettiate, e tutto quel che gli ruota intorno serve solo a stabilire il grado di scorrevolezza della pellicola. A differenza dei primi due Iron Man qui funzionano pure i cattivi, soprattutto Ben Kingsley, che meriterebbe un premio solo per l’ironia con cui ha accettato e dato volto al personaggio del Mandarino!!!
Consiglio di accompagnarne la visione con birra (rigorosamente in lattina), wurstel e salsicce, in perfetto american style!

 

Thor: The Dark World6. Thor: The Dark WorldSchedaRecensione
Questo film l’ho recensito poche settimane fa, quindi non mi dilungo troppo: è carino ed è meglio del primo, anche se Thor resta sempre il personaggio più moscio di tutto l’universo Marvel. Però il film scorre bene, è divertente il giusto e le scene d’azione sono davvero notevoli. Anche qui la parte dal leone è quella del villain – Loki – con un sempre più sorprendente Tom Hiddlestone.
Consiglio di accompagnarne la visione con un digestivo bello forte, così da poter assorbire senza traumi i viaggi interdimensionali e le fratture spazio-temporali in cui si muovono i protagonisti.

 

Hitchcock5. HitchcockSchedaRecensione
I film che parlano di cinema – i metafilm – rararamente mi intrigano, ed Hitchcock è probabilmente l’eccezione che conferma la regola, perchè è così bello che nemmeno sembra un metafilm… E poi Anthony Hopkins interpreta DIVINAMENTE Alfred Hitchcock e ci racconta come fu realizzato il suo film più famoso, Psyco. E’ accompagnato da una incantevole Ellen Mirren e mette in piedi uno spettacolo così raffinanto ed elegante da lasciarmi a bocca aperta in più di una scena.
Consiglio di accompgnarne la visione con caviale e champagne: il perchè mi pare ovvio…

 

4. L’uomo d’acciaio – Man Of SteelSchedaRecensione
Ho atteso il Superman di Zack Snyder per mesi e le mie aspettative erano così alte che temevo fortemente di rimanerne deluso. Invece il film mi è piaciuto, nonostante qualche trovata poco felice ed un finale che sicuramente avrà lasciato interdetti i fanatici del fumetto. Ho apprezzato enormemente la plasticità delle immagini, il suo essere smaccatamente e dichiaratamente fracossone, senza espedienti e camuffamenti. Man of Steel non farà la storia del cinema, però diverte alla grande per oltre due ore.
Consiglio di accompagnarne la visione sgranocchiendo pannocchie arrostite alla griglia e sorseggiando birra fresca da un boccale di almeno un litro: d’altronde Clark Kent resta sempre un contadino del Kansas!!!

 

La migliore offerta3. La migliore offertaScheda
Ormai con Tornatore ho un problema: ogni volta che vedo un suo film mi aspetto qualcosa sul livello de “La leggenda del pianista sull’oceano”, ma capolavori così sono irripetibili. Con La migliore Offerta, però, ha realizzato un bel film: raffinato, elegante, con qualche venatura di humour tipicamente britannico, grazie soprattutto ad un favoloso Geoffrey Rush nel ruolo del protagonista. Si parla di amore solitudine e vecchiaia, in altre parole della paura di morire soli. E Tornatore lo fa con grazie e delicatezza.
Consiglio di accompagnarne la visione sorseggiando tè nero e bollente, rigorsamente corretto con un goccio di latte. E se riuscite a fare a meno dei biscottini, meglio ancora.

 

Zero Dark Thirty2. Zero Dark ThirtyScheda
Temevo che l’ultimo film della Bigelow fosse il solito polpettone americano sulla guerra, il terrorismo, il mediooriente. Invece è una semplice cronistoria, nella quale vengono narrati i fatti e descritti i personaggi che portarono alla cattura di Bin Laden. Il racconto è asciutto ed essenziale e diventa piacevole grazie ad una insospettabile scorrevolezza. Inoltre, la totale assenza di morali mi ha fatto apprezzare la pellicola ancora di più.
Consiglio di accompagnarne la visione con un bel cartone di Fish & Chips e tanta tanta tanta Coca Cola

 

Django Unchained1. Django UnchainedScheda
Non è il miglior film di Tarantino, sia chiaro, però il buon Quentin non si è dovuto spremere molto per guadagnarsi il primo posto della mia top film 2013. Django è essenzialmente un grandissimo tributo agli spaghetti western, al cinema italiano degli anni 60/70, alle icone del selvaggio west. E Tarantino celebra questo omaggio venandolo dell’ironia pulp che l’ha reso leggendario. Forse con un attore protagonista più convincente di Jamie Foxx avrebbe potuto fare il salto di qualità per diventare capolavoro, ma questo purtroppo non lo sapremo mai. Di sicuro però Waltz e Di Caprio tengono alto il livello interpretativo e conducono in porto quello che per me è il miglior film dell’anno.
Consiglio di accompagnarne la visione mangiando, e non potrebbe essere altrimenti, spaghetti al pomodoro e trangugiando corposo vino rosso da un bicchiere opaco per i troppi lavaggi. Se volete, potete abbinare anche un bel piatto di fagioli cucinati in padella (come Bud Spencer in Trinità), ma assicuratevi di restare da soli a casa il giorno successivo…

 
 

POST SCRIPTUM
Ci sono due film del 2011 che quindi in questa classifica non c’entrerebbero per niente. Tuttavia li ho visti da poco e sono stati di gran lunga i film più belli che abbia visto quest’anno. Mi sembra quindi giusto omaggiarli qui, rimandandovi alle rispettive recensioni.
 

One DayOne DaySchedaRecensione
WarriorWarriorSchedaRecensione
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16 pensieri su “Top Film 2013: i film più belli dell’anno

  1. Questi sono i film che ho visto nel 2013, elencati nell’ ordine in cui li ho visti:

    The Master
    Django Unchained
    Nuovo Cinema Paradiso
    Gangster Squad
    Il lato positivo
    Nella rete del serial killer
    Il primo uomo
    L’ uomo con i pugni di ferro
    Fire with fire
    No – I giorni dell’ arcobaleno
    Quasi amici
    Iron Man 3
    Casanova
    Geronimo
    Il grande Gatsby
    La migliore offerta
    Commando
    L’ uomo delle stelle
    L’ assoluzione
    Il conte Tacchia
    Cose nostre – Malavita
    Escape Plan – Fuga dall’ inferno
    Machete
    Killer elite
    L’ arte di vincere
    Terapia d’ urto
    Questione di cuore
    Detective’s Story
    Machete Kills
    La dolce ala della giovinezza
    Il cammino dei ricordi
    L’ ultima ruota del carro
    Argo
    Rancho Notorius
    Gli spietati
    La mafia uccide solo d’ Estate

    Vince il titolo di miglior visione dell’ anno L’ ultima ruota del carro (con La dolce ala della giovinezza poco distante).
    Ottiene a mani basse il “premio” di peggior visione dell’ anno The Master, al quale tengo in caldo un posticino anche nella classifica dei peggiori film che abbia mai visto.
    Spero che nel 2014 aumenterà il numero di spettatori al cinema, perché ho l’ impressione che da questo punto di vista il 2013 sia stato molto deludente.
    Fino al 2012 mi era capitato soltanto 2 volte di vedere un film al cinema con meno di 10 persone in sala: la prima fu con Ipotesi di reato (come ti avevo già scritto, eravamo io e mio padre), la seconda con Sin City (eravamo in 4).
    Poi é arrivato il 2013, e una situazione del genere mi é capitata ben 3 volte: a vedere Gangster Squad eravamo in 6, a guardare Fire with fire in 5 e per Escape Plan eravamo addirittura in 3. Segno che i cinema si stanno sempre più spopolando, ed é un vero peccato.
    Io nel mio piccolo cerco di invertire la tendenza. Soltanto questo mese mi guarderò 3 film: The Butler, American Hustle e soprattutto C’era una volta a New York, l’ ultima fatica del regista di Two Lovers e I padroni della notte. Per quest’ ultimo titolo sto facendo addirittura il conto alla rovescia: per fortuna mancano solo 12 giorni.

    1. Ho visto the master: cagata colossale. Prossimamente ci farò un post ma cmq finirà dritto dentro l’imminente classifica dei film peggiori del 2013.

      La crisi dei cinema é evidente e i motivi sono molti. Sicuramente la crisi si fa sentire tanto… Poi lo streaming download fa il resto. Ma credo che ultimamente ci siano due fenomeni pericolosi:
      1. Ci sono TROPPI film che escono di continuo. Anni fa nella mia città con 3 sale venivano trasmessi tutti i film, oggi con una multisala da 9 cinema ogni film resta in cartellone 2sett o poco più… Troppa roba.
      2. Il livello dei film é sempre più basso. La difficoltà a trovare film decenti per completare questa classifica ne é per me la ritrova…..

      1. Hai tristemente ragione per quanto riguarda la qualità: purtroppo il livello si è abbassato tantissimo. Oggi anche i film che vincono gli Oscar non sono una garanzia. E anche i titoli senza troppe pretese (come le commedie) sono peggiori: per gli spettatori che vanno al cinema solo per svagarsi un po’ 20 anni fa c’erano i Flinstones, 10 anni fa c’erano Le ragazze del Coyote Ugly, oggi ci sono soltanto i film demenziali con Adam Sandler.
        Non avevo mai riflettuto sul fatto che la crisi del cinema potesse dipendere anche da un eccesso di film, ma ora che me l’ hai fatto notare ti dò perfettamente ragione.
        Ad esempio, la scorsa settimana si sono sovrapposte le date di uscita di 4 film importanti: The Butler, American Hustle, Capitan Harlock e Un boss in salotto. Se questi film fossero usciti in un arco di tempo più lungo, lo spettatore medio ne avrebbe visti almeno 2 o 3; se invece la distribuzione li fa uscire tutti lo stesso giorno, è chiaro che gli spettatori ne scelgono uno soltanto e agli altri 3 restano le briciole. Infatti a Capodanno gli incassi sono stati:

        – 1 milione e mezzo per Un boss in salotto;
        – 660.000 euro per Capitan Harlock ;
        – 360.000 euro per American Hustle;
        – 270.000 euro per The Butler.

        Tradotto: Un boss in salotto si è mangiato tutta la torta. Gli altri 3 film se fatti uscire al momento opportuno potevano incassare 5 milioni ciascuno, e invece sarà grassa se arriveranno a 2.
        Ovviamente le cifre le ho arrotondate, i numeri precisi li trovi qui: http://www.adnkronos.com/IGN/News/Spettacolo/Cinema-Un-boss-in-salotto-campione-dincassi-a-Capodanno_321055628604.html.
        Tu vedrai nessuno di questi 4 titoli?

      2. Mi intrigano Capitan Harlock e American Hustle, ma dubito di riuscire a vederli al cinema… E due che la multisala É a meno di 500mt da casa mia,.. Mi sa che aspetterò il DVD. E tu invece che fin andrai a vedere?

        PS. Adam Sandler é l’unico attore demenziale che apprezzo e mi fa ridere, lo confesso. Ha recitato in un solo film drammatico, reign over me, che considero un autentico capolavoro e dove lui é insospettabilmente meraviglioso

      3. Domani vado a vedere The Butler, e Mercoledì American Hustle. Poi aspetterò a gloria il 16 Gennaio per potermi godere C’era una volta a New York.
        Su The Butler tuttavia potrei cambiare idea e restare a casa, perché mi ha impressionato in negativo un breve speciale che ho visto su Rai1. Quel servizio diceva che il film ha un’ atmosfera molto fredda per 3/4 della sua durata, e soltanto alla fine assume un registro più emotivo e commovente. Il guaio è che io quando pago 8 euro per un film voglio che mi coinvolga dall’ inizio alla fine, non solo per l’ ultimo quarto. Vedremo.
        Tra l’ altro in questo periodo ne sto beccando a iosa di ciofeche cinematografiche: mi stanno deludendo anche i registi più affidabili. Per dirti, ieri ho provato a vedere Lincoln, ma dopo un’ ora e passa mi sono arreso e l’ ho mollato. In 75 minuti che l’ ho guardato non è successo assolutamente nulla. Quasi quasi compro il dvd e lo metto su quando non riesco ad addormentarmi. : )

      4. Di Lincoln ho scritto tempo fa: é noioso come tutti i biopic. Ha qualche pregio, soprattutto grazie a DDLewis ma non decolla mai. Grande Delusione

      5. E il bello è che Lincoln doveva essere il pigliatutto agli Oscar dell’ anno scorso. Neanche il film che l’ ha battuto mi ha entusiasmato più di tanto, ma tra Argo e Lincoln ci corre come tra mangiare e stare a vedere. A presto! : )

  2. Oh lap bellissimi….a parte thor che odio, senza aver neppure visto il film, mi sta su a pelle il biondone… Buon anno vecio!!! E buon natale (io arrivo dopo…..come i dvd 🙂 )

    1. Infatti anche a me ne mancano alcuni che probabilmente sarebbero finiti in classifica. Penso principalmente a Prisiners e Gravity… Recupereró presto! Buon anno Lupo!

  3. Dei tuoi 10+2 ne ho visti solamente 2 (1+1). Come sai io non riesco a fare delle liste, però ti do piena ragione quando affermi che di film veramente belli in quest’anno ce ne sono stati davvero pochi. E non penso arriveranno nell’anno venturo. Molti film escono quasi in contemporanea con gli USA e quelli che non lo fanno di solito hanno vita molto difficile, perché o sono davvero belli ed apprezzati in patria oppure i nostri distributori non li comprano. Purtroppo c’è crisi.
    Condivido appieno anche il fatto che ne escano davvero troppi. Nella mia città di multisale ce ne sono parecchie, vivo a Roma, però alcuni film rimangono solamente per una settimana. Se non fanno soldi il primo weekend li tolgono. E fare soldi il primo weekend per un film non da Blockbuster è molto difficile. Che poi alcuni gestori di sale non li capisco proprio. Tengono un film noto in 4sale per poi averle mezze piene anche al sabato. Ridurle almeno nei weekend successivi per tenere più a lungo dei film meno noti ma magari più interessanti no? Come con i cartoni giapponesi non dello studio Ghibli, li fanno uscire in visione unica in mezzo alla settimana e poi comunque incassano. Evangelion 3.0 è stato in top 5 quella settimana…
    Ultimo ma non ultimo: il biglietto ha un prezzo eccessivo. E nella multisala che frequento io il ridotto non esiste prima delle h18. Per cui una normale famiglia di 3-4 persone arriva a sborsare anche più di 25€.
    E con questo concludo che ho scritto un papiro… 😉
    Mchan

    1. Certi film sono trattati proprio male dalle sale. Pensa te che nella mia città (Macerata) quando è uscito Il Lato Positivo, è stato proiettato solo in una saletta di cinema d’essai perchè il multisala vicino casa mia si è rifiutato di prenderlo. Robe allucinanti…
      Il problema di fondo è che spesso le multisala non appartengono più a persone competenti in ambito cinematografico, ma a grigi amministratori che guardano solo il lato economico\finanziario.

  4. Ed eccomi con la seconda parte, Top ten dei migliori film dell’anno. Ma prima d’iniziare, una rapida introduzione. Condivido in parte quanto detto da Lapis, ma con una specifica: non ci sono film AD ALTO BUDGET davvero memorabili quest’anno (eccetto una significativa eccezione), più in generale americani, che quest’anno sono meno della metà della top 10. Se la mia opinione contasse qualcosa, probabilmente certi produttori potrebbero pensare di fare film più incentrati nel narrare una storia interessante o in un modo interessante, piuttosto che abusare di CG: sfortunatamente non è così quindi nel 2014 ci pupperemo di nuovo i vari Transformers 4 e cagate del genere. Ma adesso, iniziamo:

    10. This is the end (Seth Rogen):
    Ideato a partire da un cortometraggio di parecchi anni fa in cui Seth Rogen e Jay Baruchel (amici di vecchia data anche nella vita reale) sono sopravvissuti alla fine del mondo, il film diretto dallo stesso Rogen con il sodale Goldberg è una delle più originali varianti dell’ossessione apocalittica che ha investito la cultura pop negli ultimi anni. Gli attori del cast, ricchi attori di Hollywood, interpretano loro stessi – o meglio, si sono inventati una versione di loro stessi che si mescola con la percezione degli spettatori, attivando un corto circuito inaudito tra finzione e realtà, metacinematografico ma senza esagerare. Ammirevole la loro capacità di ridicolizzarsi e di non fare un film in cui sono tutti buoni, ma al contrario in cui ognuno è imperfetto e più o meno stronzo. Il talento del cast per l’improvvisazione e la bravura di Goldberg e Rogen come dialoghisti (i discorsi sono spesso allucinanti e allucinati, ma stranamente molto convincenti) ne fanno uno dei film più citabili dell’anno, e senza dubbio uno dei più divertenti. Menzione d’onore a Michael Cera, che se nei suoi film è sempre il timido perfettino qui è uno stronzo cocainomane che vuole solo far sesso, e ad Emma Watson, che nonostante sia la tipa più tosta di tutti e uccida i mostri ad accettate tutti continuino a chiamarla “Hermione”. Un film consigliato per la visione con gli amici.
    PS: so che a Lapis invece non è piaciuto, ma sinceramente non ne capisco bene il motivo…
    9. The World’s End (Edgar Wright):
    Ogni film di Wright vive di rilettura: avrò visto 7/8 volte sia Hot Fuzz che Shawn of the Dead, ed ogni volta vi si trova un riferimento diverso, che porta a nuove e migliore risate. Sono film pensati per il futuro. Ed è proprio lì che vive, per la terza volta, un film di Edgar Wright: nella visione ripetuta che diventa un culto, un tipo di esperienza a cui The world’s end si presta alla perfezione. Dopo il cinema horror con gli zombi di Romero (Shaun of the dead) e gli action movie americani di Bigelow e Michael Bay (Hot fuzz), dopo il mezzo passo falso di Scott Pilgrim VS The World, Wright è tornato accanto ai vecchi amici Simon Pegg e Nick Frost, per chiudere un conto aperto e rendere omaggio al terzo polo della sua passione per il cinema, la fantascienza. Quindi parte una giostra luminosa e citazionista, divertente ma amarissima, in cui un gruppo di amici ritrovati, adulti chi più chi meno mediocri, sono da metafora di una lotta feroce per superare la nostra inesorabile mediocrità ed ottenere la sopravvivenza. Attori ottimamente diretti, effetti speciali ed esplosioni presenti ma mai il fine, solo il mezzo: un film di fantascienza derivato da Spielberg e JJ Abrams, che dovrebbero capire come si fa davvero la fantascienza. Filmone. Wright è uno dei migliori registi in circolazione, sfortunatamente sottovalutato e mai preso sul serio.
    8. La Grande Bellezza (Paolo Sorrentino):
    Un uomo ormai quasi anziano, diventato un giornalista di costume apprezzato grazie alle amicizie nella Roma bene, si accorge della vacuità e del vuoto che lo circonda, cercando un nuovo senso. Trama banale e senza particolari risvolti: dove sta allora la Grande Bellezza? Di certo non sta nei personaggi, freddi, distaccati, incapaci di decidere per se stessi, ma solo di percorrere ogni notte le stesse strade, vedere le stesse persone e fare le sesse azioni. Sta piuttosto nella stessa Roma, città tanto immersa nella bellezza degli antichi fasti, che nello squallore delle moderne feste. Mettendo in pratica quanto imparato da “This Mus be The Place”, Sorrentino pone un viaggio on the road non tanto visivamente (nessuno viaggia davvero) quanto negli intenti: con continue digressioni, deviazioni, ripensamenti, il film è definitivamente antinarrativo e questo l’ha spesso reso un incompreso. Certamente la rappresentazione più vera di Roma, a differenza dell’insostenibile vuotezza di To Rome With Love di Allen.
    7. Blue Jasmine (Woody Allen):
    E a proposito di To Rome With Love… quella disastrosa cartolina, qualunque critico aveva perso le speranze su Woody Allen: si pensava che ormai fosse diventato uno di quei vecchietti che credono di vivere nel passato, in una specie di mondo idilliaco. Nulla di tutto questo è Blue Jasmine.
    Allen fa quello in cui meglio riesce, ovvero torna a New York per mostrarci l’alienazione e i seri problemi psicotici che questa città provoca nella mente dei suoi abitanti. E lo fa in gran forma, con una commedia nera che più nera diventerebbe grottesca, che denuncia esplicitamente i borghesi arricchitesi con le disgrazie finanziarie degli altri, la mancanza di comprensione e di comunicazione anche tra persone della stessa famiglia o che si amano, del potere di autodistruzione della rabbia. Di una sistematica incapacità ad abbandonare i modi e la follia di New York, anche quando la città stessa ti ha abbandonato. Così Jasmin (una magnifica Cate Blanchett) persa nel suo mondo idilliaco e dorato, pieno di Vuitton e 5th Avenue, diventa un relitto, destinata all’incapacità di adattarsi ad un mondo che lei stessa ha voluto. Colpo di grazia, Allen lascia a noi il compito di tirare le somme di questo racconto, con un finale aperto ma in cui paradossalmente non c’è più nulla da raccontare. Consigliatissimo.
    6. Miele (Valeria Golino):
    Secondo film italiano nel listone, Miele è la storia di una ragazza che dietro compenso da l’eutanasia ai malati terminali. Un film duro, sporco ma delicato e dolce allo stesso tempo, in cui la morte (dei pazienti) non si vede mai, ma la Morte (il concetto stesso) è ben visibile in ogni fotogramma, impregna il film. Giusto il finale diventa un po’ troppo poetico, stridendo un pelino con il resto, ma tutto sommato è accettabile. Non un capolavoro, ma un film che tratta con maturità un tema scottante e tabù in Italia come quello dell’eutanasia. Complimenti all’esordiente Golino.
    5. Cloud Atlas (Lana & Andy Wachowski e Tom Tykwer):
    Posto che è impossibile parlare di un film del genere, a costo di risultare banale o poco chiaro, ci proverò. Cloud Atlas è un film epocale. Nel senso sia che segna un periodo cinematografico, sia nel senso che attraversa varie epoche: sei storie ambientate in posti e tempi diversi, con stili narrativi diversi, tutte aventi in comune un filo rosso, un conduttore tematico. Una nave negriera ad inizio ‘800, un melò di inizio ‘900, una storia noir negli anni ’70, una commedia degli equivoci nei nostri giorni, un racconto sci-fi ambientato in un futuro prossimo, ed un post-apocalittico ambientato secoli (millenni?) nel futuro remoto: si passa da un periodo all’altro senza soluzione di continuità, trasportati da una parola, un posto, un pensiero o una musica (L’Atlante delle Nuvole del titolo) tramite il quale tutto è connesso per un istante. Gli attori che interpretano i personaggi di queste storie sono sempre gli stessi (a partire da Tom Hanks, Halle Berry e Hugh Grant), ma truccati adeguatamente al ruolo ricoperto nel periodo storico. Questa scelta che può apparire grottesca e semplicistica, in realtà nasconde il tema fondamentale del film: non è la storia a ripetersi, ma l’umanità. L’umanità intrappolata in un ciclo di morte e resurrezione dovuto dall’odio e dall’incompletezza, che si può risvegliare ed uscire da questo limbo infinito solo trovando la parte di sé dentro un’altra persona. Cloud Atlas ci vuole dire che le persone sono legate da vincoli più forti di quelli visibili dai viventi e che due persone destinate a stare assieme troveranno il modo di stare assieme. Un film sull’amore con al massimo tre scene romantiche, in salsa sci-fi/sperimentale. Adoro questo film, anche può risultare un pò “polpettone”, e se non tutti lo apprezzano quanto me, non li biasimo certo per questo…
    4. Confessions (Tetsuya Nakashima)
    Il cinema asiatico non fa presa in Italia, è un dato. Vuoi per una trattazione di certi temi molto diversa da quella occidentale (basti pensare al sesso o alla violenza, spesso giudicati troppo spinti da certi censori americani e – di riflesso – europei), non escono tanti film giapponesi nelle sale. Confessions narra la storia di una professoressa che interroga i propri allievi per scoprire chi ha ucciso la sua unica figlia: non dico altro, perché il film vive di spoiler. Qui si cerca di mostrare come la società giapponese, così avanti in tanti campi, sia incredibilmente arretrata su moltissimi fronti, specialmente quelli sociali relativi ai giovani. E anche (soprattutto) di far vedere come anche persone apparentemente ingenue e docili siano in realtà dei mostri, persino la vittima/protagonista, l’insegnante. Un film che non dirà niente a chi non capisce il cinema asiatico o l’asia in genere, mentre dirà tutto agli altri (pochi) che hanno le giuste coordinate storiche/sociali.
    3. Holy Motors (Leos Carax):
    Cominciamo col dire che questo è un film assurdo. Non cercate di trovargli un senso logico, nel senso materiale del termine, perché non ne ha. E’ metacinema allo stato grezzo. E’ semplicemente una dichiarazione d’amore del regista al cinema… e non credo di poter aggiungere altro. Perché la trama è di un tizio che viaggia in limousine travestendosi da vari personaggi durante tutto il giorno (metafora molto esplicita del lavoro di un attore)… e basta. Un film che vive del non detto, su cui si può scrivere tutto e niente: va solo visto (emblematica la frase “Poche parole. La bellezza sta solo nell’occhio di chi guarda”). Guardatelo e cercate di non restare troppo spiazzati.
    PS: alla prima visione nemmeno a me è piaciuto, ma ripensandoci in un secondo momento e riguardandolo l’ho trovato meraviglioso.
    2. Solo Dio Perdona (Nicholas Winding Refn):
    A chi è uscito disgustato dalla sala dopo la visione di Solo Dio Perdona – per una volta il titolo italiano è più forte di quello inglese – sperando di vedere un nuovo Drive, Refn alza il dito medio. O forse semplicemente volta le spalle, che a lui gliene importa poco di essere applaudito, lo dimostrano i fischi ricevuti a Cannes. Eppure non ci vedo nulla di strano in questo film: che la botta di successo assoluto che ha avuto Drive, non ha minimamente intaccato il discorso sulla violenza che Refn porta avanti dalla trilogia del Pusher. Per tutta una serie di fattori, Solo Dio Perdona prosegue la strada di Bronson e Valhalla Rising: trama scarna, ridotta all’osso e LA protagonista incontrastata, la violenza in ogni suo aspetto, che permea ogni attimo, ogni fotogramma del film. Nessun personaggio può sfuggire alla violenza e nessun personaggio può sfuggire alla propria incapacità di fare i conti col mondo. Non ci riesce il biondo Ryan Gosling, incapacitato dalla madre e da se stesso a prendere vere decisioni, non ci riesce Kristin Scott Thomas, donna autorevole ma vigliacca e cieca a qualsiasi necessità o desiderio degli altri, inseguiti da un angelo vendicatore di Bangcock. Devastante come se venissimo pestati noi al posto di Gosling, malato come se fossimo noi a tagliare braccia alla gente, liberatorio come se fossimo noi a cantare al karaoke. Film ancora più incompreso de La Grande Bellezza, è un pilastro fondamentale dell’estetizzazione della violenza, come Tarantino se lo sognerebbe soltanto.
    1. Django Unchained (Quentin Tarantino):
    Ciò non toglie che il film dell’anno sia proprio di Tarantino. Che Django probabilmente non è il suo film migliore (che resterà Pulp Fiction seguito da Bastardi Senza Gloria) ma che risplende come un faro tra i film ad alto budget di quest’anno. Non mi dilungherò molto sul film, che già Lapis ha fatto un buon sunto, vorrei aggiungere solo un paio di cose: il tema del razzismo (trattato in modo solo apparentemente semplicistico e superficiale, in realtà frutto di un’adeguata riflessione. Sembra semplice ed infantile perché gli schiavisti nel film, sono infantili, capricciosi e stupidi come un bambino di 8 anni stupido: il razzismo, in definitiva, è solo per idioti decerebrati) e quello delle influenze western (posto che uno ci vede quello che vuole, per me sono molto più marcate le ispirazioni al western classico, alla John Wayne. Dagli Spaghetti western di Leone e Corbucci coglie soprattutto il concetto di piani larghi, dei paesaggi e di alcuni dialoghi).

    1. Ciao Tofone e grazie per questo tuo prezioso contributo: ero curioso di sapere quali fossero i tuoi film preferiti dell’anno passato!

      Andiamo per gradi:
      THIS IS THE END: io l’ho messo tra i peggiori dell’anno… qui siamo in disaccordo totale ehehehe
      THE WORLD’S END: l’ho appena recuperato e lo vedrò a giorni. Mi incuriosisce molto, soprattutto perchè il protagonista (Simon Pegg) mi sembra un attore di grande talento
      LA GRANDE BELLEZZA: questo l’ho inserito tra i più deludenti dell’anno, invece. L’ho trovato barocco e vanesio, sicuramente molto poetico, ma non mi ha trasmesso niente.
      BLUE JASMINE: visto il trailer l’avevo bollato come stronzata. Mi hai fatto ricredere: lo vedrò appena esce in dvd
      MIELE: non l’ho visto
      CLOUD ATLAS: l’ho visto, mi è piaciuto ma non mi ha entusiasmato. Probabilmente è che tra tutti quei salti temporali, quei personaggi e quelle storie parallele, mi sono un po’ perso. Ho l’impressione che ai fratelli Wachovswky non farebbe male seguire un corso serale sulla “Semplicità Narrativa”…
      CONFESSIONS: non l’ho visto
      HOLY MOTORS: non l’ho visto
      SOLO DIO PERDONA: sono uno di quelli che non ha apprezzato Drive e quindi, per coerenza, ho deciso di non vedere nemmeno SOLO DIO PERDONA. Leggendoti mi è quasi venuta voglia di farci un pensierino… chissà…
      DJANGO: ecco, vedi, abbiamo fatto due classifiche TOTALMENTE diverse tranne che per il primo posto. Ehehehehe, Tarantino mette d’accordo tutti.

      1. Guarda, Blue Jasmine sono andato a vederlo che nemmeno sapevo di che parlava e mi ha proprio soddisfatto; Miele me lo ha fatto vedere la mia ragazza, che questi temi la toccano sempre molto; The World’s End una sera con gli amici, che è sempre la cosa migliore.
        Magari Confessions, Holy Motors e Solo Dio perdona li devi vedere una sera che hai proprio voglia di roba seria, che bisogna stare parecchio attenti con questi film, in special modo con l’ultimo.
        A me personalmente Drive mi piace da impazzire (non lo vidi al cinema perchè il trailer sembrava un clone di Fast&Fuious!), ma è un film molto “commerciale” nella filmografia di Refn: prima di Solo Dio Perdona, guarda Bronson: è strano, ma se lo apprezzerai sarà più facile comprendere il regista e il suo discorso – quasi tutti i suoi film sono molto strani e pesanti, tranne Bronson.
        Tarantino, come ho già detto, è un genio: non facesse tutti questi danni, potrebbe quasi sedere alla destra di Kubrik…

  5. Se per i peggiori ero in gran parte d’accordo, qui non proprio ahahahahah
    Iron Man 3 l’ho trovato bruttino, soprattutto confrontandolo con il primo e il secondo ( Ben kingsley e il caro Robert secondo me un po’ sotto tono…)
    Thor 2 Non l’ho proprio digerito, mi sembrava un grosso polpettone, ma aspetta stai parlando con uno che preferisce l’universo DC a quello della Marvel.
    Su L’uomo d’acciaio possiamo parlarne per ore. Premetto di essere un fan stratosferico di Zack Snyder ( lo considero quasi divino figurati ) e ho adorato qualunque sua pellicola, ma questa l’ho trovata deludente ( non sai quanto mi costi scriverlo 😉 ), anche se personalmente do più la colpa a Nolan e Goyer per la sceneggiatura e il soggetto che a Snyder per la regia, che mi è parsa ottima. D’altronde però il capitano affonda con la nave e quindi…
    Zero dark thirty bello, ma speravo nettamente meglio.

    Mi complimento con te per La migliore offerta, senza alcun dubbio uno dei migliori film dell’anno scorso ( se non il migliore! )

    Fammi sapere cosa ne pensi!
    Ciao!

    1. Tieni conto che il mio Io Bambino gode come un riccio di fronte alla quasi totalità de cinecomic, di qui la massiccia presenza.
      Su Man of steel si potrebbe discutere per ore (ti rimando alla rece che scrissi dopo averlo visto: https://lapinsu.wordpress.com/2013/11/04/man-of-steel-luomo-dacciaio/ ), io però l’ho trovato gradevolissimo, ma qui è doveroso precisare che adoro talmente tanto Superman da non riuscire a bocciare un suo film (figurati che ho apprezzato addirittura Superman Returns).
      La migliore offerta è un film sottovalutatissimo secondo me, e a ripensarci ora forse avrebbe addirittura meritato il secondo posto 🙂

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