Apologia di Acciuga

L’anno rossonero è cominciato con una notizia che ha fatto esultare milioni di tifosi rossoneri. Non mi riferisco all’arrivo di Honda, sia chiaro, bensì all’anticipazione fornita da Allegri nella prima conferenza stampa: andrà via a fine campionato. Orde di milanisti ululanti sono scese in piazza per festeggiare la notizia, anche se il buon Acciuga ha svelato il segreto di Pulcinella, perchè lo sapevano tutti che il Milan non gli avrebbe rinnovato il contratto… ma tant’è.

Che la sua esperienza rossonera non sarebbe stata facile si intuì già alla prima conferenza stampa, quando Berlusconi lo rimproverò per i capelli scarmigliati e poi lo ammutolì con un delirante monologo di quasi due ore. Ma francamente sarebbe stato impossibile prevedere che Allegri avrebbe guadagnato – per distacco – il titolo di allenatore del Milan più criticato di tutti i tempi. Lamentarsi di Allegri è diventato lo sport preferito del tifoso milanista, una sorta di mantra da ripetere prima durante e dopo ogni partita del Milan, come se accusando Allegri ci fosse la possibilità che Birsa si trasformasse in Donadoni e Mexes in Baresi.

Acciuga ha sbagliato molto da quando allena il Milan, è’ un dato di fatto incontestabile. E, cosa ancora più grave, molti errori sono stati reiterati nel tempo: false partenze in campionato, tardiva gestione dei cambi, giocatori schierati fuori ruolo, scarsa attenzione alla tattica offensiva. Eppure tutti questi errori non gli hanno impedito di ottenere la cosa più importante per un allenatore: i risultati.

Il primo anno arrivò Ibra e gli dissero di vincere il campionato. Lui portò a casa lo scudetto.

Il secondo anno si sarebbe ripetuto, bastava che il guardalinee Romagnoli fosse andato da un bravo ortottista prima del non gol di Muntari. O che Berlusconi si fosse fatto i cazzi suoi prima di far saltare lo scambio Pato\Tevez a gennaio.

Il terzo anno furono ceduti Ibra e Thiago Silva e gli dissero arrangiati. Lui, con una squadra costruita senza senso e tenuta in piedi con lo sputo, arrivò addirittura terzo.

In Champions League ha sempre centrato l’obiettivo minimo (gli ottavi) e si è tolto anche qualche soddisfazione non da poco: umiliare 4-0 l’Arsenal, imbrigliare più volte il Barcellona e addirittura sconfiggerlo nello scorso febbraio mostrando per primo le crepe del tiki-taka blaugrana.

E questi traguardi, è bene sottolinearlo, sono stati raggiunti con Berlusconi sempre assente e col portafoglio chiuso, Galliani al solito impegnato da Giannino in interminabili baccanali assieme a Preziosi ed ai suoi procuratori amici che gli rifilavano pippe come Traorè o Muntari, la Barbara che si trombava il centravanti e un numero sproporzionato di calciatori tamarri che guadagnavano facilmente solo le prime pagine dei rotocalchi rosa o dei cataloghi per parrucchieri. Ecco, il principale di errore di Allegri è probabilmente stato quello di essersi completamente inginocchiato ai voleri societari, ingoiando rospi ed assumendosi colpe chiaramente non sue.

In sintesi: con Allegri non avremo visto un calcio spumeggiante (ammesso e non concesso che con Muntari Nocerino e Constant sia possibile praticarlo), tuttavia sono stati sempre raggiunti gli obiettivi prefissati. Anzi, dopo le cessioni di Ibra e Thiagone, ha saputo costruire una squadra cazzuta ed in grado di andare ben oltre i propri limiti.

E’ per questo che non riesco a comprendere l’accanimento dei milanisti contro di lui: è normale che un tecnico attragga gli strali della critica tifosa, ma non in questi termini. Ma una spiegazione può esserci: il povero tifoso milanista sfoga su Allegri la frustrazione per il progressivo impoverimento tecnico della squadra, che ha condotto l’attuale Milan ad un livello di mediocrità che non ha eguali nella storia rossonera.

O forse è colpa di Allegri pure questo: Galliani aveva comprato Ribery ma lui ha preferito Birsa, Berlusconi voleva chiudere per Iniesta ma Allegri ha preteso Muntari. Allora è vero che…

… È SEMPRE COLPA DI ALLEGRI!!!

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9 pensieri su “Apologia di Acciuga

  1. Non ho mai creduto all’ alibi della squadra scarsa o rimaneggiata per giustificare un gioco deludente. Un bravo allenatore saprebbe far giocar bene la sua squadra anche se fosse composta interamente da Primavera e scarponi. Come esempio cito sempre Serse Cosmi, capace di far giocar bene per anni un Perugia dove puntualmente si cedevano i big per sostituirli con dei giocatori acerbi, brocchi e inesperti della serie A o addirittura del campionato italiano. Come faccia un allenatore come lui ad essere disoccupato é un assoluto mistero, oltre che una colossale ingiustizia.
    Tornando ad Allegri, tutto il resto dell’ articolo mi trova perfettamente d’ accordo. Il guaio di Allegri é che l’ etichetta di incapace che i tifosi gli hanno ingiustamente affibbiato ha oltrepassato i confini dell’ ambiente milanista: adesso l’ Italia intera guarda a lui come un simbolo del cattivo gioco, una sorta di Guardiola al contrario.
    Ho paura che Acciuga abbia davanti una carriera da nuovo Zaccheroni: continuerà a frequentare i salotti buoni del calcio, ma nessuno gli darà più una vera occasione, lo chiameranno soltanto in sostituzione di un collega esonerato e soltanto come traghettatore, come accadde a Zac con Lazio, Inter e Juve.
    Poi, quando in Italia nessuno lo vorrà più nemmeno come tappabuco, gli verrà un’ improvvisa voglia di fare un’ esperienza all’ estero, come il buon Zac quando si riciclò come ct del Giappone. Tra 10 anni lo ritroveremo ad insegnare il fuorigioco ai difensori di una nazionale africana.

    1. Il problema non é la squadra scarsa bensì la squadra costruita a cacchio di cane: troppi attaccanti, ruoli assolutamente scoperti, ruoli solo con pippe, giocatori comprati all’ultimo momento del mercato, etc. É difficile lavorare in questo modo sfido chiunque.
      É anche vero che quest’anno le cose sono precipitate: Allegri ha fatto i suoi errori ma la storia era già scritta. Un allenatore palesemente sfiduciato dal presidente, confermato solo per non dice pagare 2 stipendi e all’ultimo anno di contratto. Le premesse per lo sbraco c’erano tutte…

      Poi, per carità, Allegri non é un genio o un fenomeno, non sarà ricordato negli annali. Ma é un tecnico discreto, poco ma concreto. Di sicuro non é la capra che in molto dipingono….

      1. A proposito dei troppi attaccanti, leggo che vorreste sbolognarci Matri. Personalmente non ci credo: adesso che Pepito si é rotto secondo me Galliani ci spera eccome di soffiarci un posto in Europa, e quindi non ci aiuterebbe mai a tappare il buco.
        Se fosse vero, tuttavia, la riterrei una buona notizia: alla Juve Matri ha dimostrato di essere un’ ottima riserva, e quindi lo vedrei bene come vice – Rossi.
        Il fatto che abbia toppato al Milan non mi smonta più di tanto: prima di tutto perché, se una squadra non produce gioco, é normale che gli attaccanti non facciano gol; in secondo luogo perché Montella pratica un calcio così offensivo che riuscirebbe a mandare in doppia cifra anche un Meggiorini qualsiasi, figuriamoci Matri.
        E poi, anche il peggior Matri sarà sempre meglio di Iakovenko, un giocatore così brocco che noi fiorentini non riusciamo a odiarlo, perché ci fa troppo ridere. Allo stadio quando lo speaker pronuncia il suo nome cominciamo subito a sghignazzare. A presto! : )

      2. Matri voglio che vada via, non mi interessa dove. Ma a patto che qualcuno si assuma la responsabilità del suo accelerato acquisto ad agosto. (Io alla favoletta che l’abbia preteso Allegri non ci credo: non venivano accontentati i desiderata di allenatori vittoriosi in campionato o in UCL, perché mai allora dovrebbe essere stato accontentato un allenatore di fatto esautorato e tenuto solo per non pagare 2 stipendi?)

  2. Wwayne
    faccio mia una massima letta da qualche parte tempo fa.
    L’allenatore di una ”grande” deve essere un mero dispensatore di maglie, deve badare più allo spogliatoio che al campo.
    Allegri il ”belgiuoco” lo conosce ed è in grado di metterlo in atto. Il suo Sassuolo ha dominato la C, ed a detta di tutti i curvaioli, la mano del mister si capiva subito – ed anche il suo Cagliari giocava bene. Quel pippone di Acquafresca ha fatto 14 reti, con lui in panca – ma pure Jeda ne fece 11. Andò a vincere in casa della Juve, se ben ricordo.

    Ma nelle piccole realtà i margini di manovra sono maggiori, e l’occhio del tifoso occasionale e non, è più benevolo. Come quello della stampa. Le vittorie sono esaltate, le sconfitte e i pareggi, benchè più frequenti, passano quasi in secondo piano.

    Per dire, ero in curva a vedere Sassuolo-Fiorentina. Il bel gioco di montella è risultato, per quei 90′, un discreto giro palla a centrocampo, abbastanza sterile fino a che Rossi non ha tolto il coniglio dal cilindro sull’unico tiro pulito che gli è stato concesso. Però la caratura tecnica superiore di gran parte dei viola era palese, e la gradevolezza alla vista dei passaggi, o degli uno-contro-uno portano a sovrastimare ( a parer mio ) le doti taumaturgiche del mister.
    Perchè – sempre parere personale, eh – la tecnica individuale farà sempre la differenza.
    E più le squadre sono ”grandi”, più i giocatori in organico sono bravi di per sè, Da qui il discorso del distributore di maglie.

    Per dire, Milan-Siviglia di Supercoppa, una delle più belle partite di Ancelotti. Pirlo lancia Jankulovsky che imbrocca il tiro a volo della vita. bellissimo.
    Ieri sera, stessa azione, ma Nocerino per Emanuelson. Ovvero palla persa, perchè piede-fino- Emanuelson ha crossato in curva.

    In sintesi – Allegri non si è dimostrato un buon allenatore da ”grande”, o forse è rimasto schiacciato nel crollo di un Milan decadente da ormai 10 anni. Ma credo che tra gli addetti ai lavori rimarrà il merito del terzo posto dello scorso anno, piuttosto che il crollo di questa stagione.
    Dall’esterno vediamo i due Ad farsi la guerra a spese della squadra, nonostante la stampa che tenta di indorare la pillola per vendere il prodotto calcio – perciò non oso pensare cosa succeda dietro al sipario…Di cui sono consapevoli però i giocatori e gli altri allenatori.
    Tipo il plotone del Giro d’Italia, ecco…

    Diverso il discorso per i tifosi. Tutto bianco o nero. Bisogna solo vincere. E come i Papi, l’allenatore in carica è sempre peggio di quello precedente – il buon Gianni ti confermerà che esiste anche chi esalta il ricordo di Leonardo – e peggio di quello che verrà. Il giocatore noto come CapitanFancazzo, ex ormai da tre anni, a spese del Milan, tra l’altro, viene adesso esaltato come il Messia rossonero.
    Per non parlare dei giocatori.
    A furor di popolo, finalmente eamnuelson è stato messo terzino – Allegri capra perchè ci ha messo tre anni a capirlo. Si è visto ieri sera quanto è bravo, l’olandese. Allegri capra perchè l’ha schierato.

    1. Ciao Fre.,
      grazie per il tuo prezioso contributo. Hai scritto tante cose e che condivido. In sintesi: Allegri non è un genio della panca, ma ha delle qualità. Al Milan ha pagato una società assente nel migliore dei casi e incapace nel peggiore. E soprattutto ha pagato il risentimento di milioni di tifosi che pur di non ammettere a se stessi che il Milan d’oro degli anni passati non c’è più, punta il dito contro l’allenatore.
      Alla fine, come ho scritto su FB, vale solo una cosa: Bonera resta una pippa pure se lo allena Guardiola.

    2. Sono d’ accordo sul fatto che il bel gioco riesce meglio con una squadra di qualità. Il senso del mio intervento era che l’ assenza di questa qualità non implica per forza l’ assenza di gioco: 11 scarponi riusciranno a mettere in fila 3 passaggi, se l’ allenatore riesce ad insegnare loro uno schema di gioco.
      Viceversa, 11 campioni giocheranno male e andranno ognuno per conto suo, se il mister non ha trasmesso loro un’ identità di gioco, se non li ha fatti diventare squadra.
      Come hai scritto tu, Allegri ha fatto diventare squadra il Sassuolo e il Cagliari e non ci é riuscito con il Milan. Ci riuscirà Seedorf, Inzaghi o chi per loro? Io mi auguro di sì, perché considero il Milan un patrimonio del calcio italiano e mondiale, e non voglio che vada disperso. Ci perderemmo tutti. Un in bocca al lupo sincero.

      1. Spero che il prossimo allenatore faccia meglio, ci mancherebbe.

        Allegri ha fatto del Milan una squadra il primo anno, gli è sfuggita di mano nel finale della seconda stagione – l’affaire Pato-Tevez secondo me lasciò strascichi amari e macerie nello spogliatoio. Poi la faccenda Muntari. E la società che si è defilata quando ci sarebbe stato bisogno di ribaltare qualche tavolo e fare la voce grossa con qualcuno.

        L’anno scorso aveva di nuovo compattato il gruppo.
        Quest’anno invece è andato tutto in malora. Ma un allenatore con la valigia sin da prima che iniziasse la stagione, e una rivoluzione societaria in atto che non si sa cosa comporterà, immagino abbiano effetti devastanti sulle motivazioni di qualsiasi squadra NON TEDESCA.
        Lasciato sa solo a gestire il caos, Allegri ha fallito. Se ci fosse riuscito, si chiamerebbe Mourinho.

        Capitolo Gioco.
        Semplice ma pragmatico. Ovvero
        -recupero palla con due centrocampisti su 3 e con le ”finte” ali
        -pallone all’attaccante centrale che esce verso il centrocampo portandosi dietro uno o due marcatori
        -sponda per il terzo centrocampista o chi per lui, che si inserisce in area.

        Quando ha avuto due ali di corsa e resistenza, il Faraone e Niang nello specifico, erano questi due a buttarsi in area – e permettevano la difesa o il centrocampo a cinque, fino a che hanno avuto fiato.

        Un brutto gioco? Sì, per chi ha avuto davanti agli occhi Sacchi o Ancelotti. Che però guidavano campioni unici al massimo della loro vita sportiva. Condizioni difficilmente ripetibili, tanta grazia averne avuti due, di squadroni del genere, in 25 anni.
        Il tifoso – del Milan in particolare – non accetta meno che l’eccellenza, e soprattutto non accetta che il tempo passi.

      2. La tua analisi su Allegri la sposo in pieno, e aggiungo: mi avrebbe fatto piacere vederlo allenare il Milan con però dietro una società seria, che faceva mercato secondo le esigenze tecniche della squadra, senza lotte intestine tra dirigenti e con un presidente presente e partecipe.
        Non è un allenatore spettacolare, vero. Ma non lo sono nemmeno Mourinho e Capello. Con loro lo spettacolo lo fanno i singoli, non il gioco offensivo. Ecco, i calciatori: è questa la discriminante. Allegri, tolti Ibra e Thiago, ha allenato quasi esclusivamente mezze tacche o vecchie glorie. La differenza è tutta qui

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