Sherlock serie 3

Ho atteso quasi due anni per gustare la terza serie di Sherlock, e non sono rimasto deluso.

Certo, la bellezza composta e raffinata del primo episodio in assoluto – A Study in pink – resta inarrivabile, come anche l’intrigante e coinvolgente crescendo che percorre trasversalmente tutta la seconda stagione. Eppure anche questi 3 nuovi episodi rinnovano lo standard di eccellenza cui Gatiss e Moffat ci hanno abituato in passato, pur introducendo alcune differenze.

Infatti, il canone narrativo affinato nelle prime due stagioni ha subito delle lievi modifiche.

Sherlock - Cumberbatch

I momenti ilari si moltiplicano, talvolta eccedono, comunque divertono. Vanesia debolezza dei produttori? Forse, anzi probabile. Lo show comunque non ne risente, al contrario acquista maggiore brillantezza e si completa in maniera definitiva. Qualche purista potrà storcere il naso, ma non io: variare un po’ il ritmo narrativo che aveva caratterizzato le prime stagioni non solo ci sta, è anche doveroso. Il grande pregio delle serie TV BBC è stato sempre quello di non adagiarsi su schemi ripetitivi e di cercare un costante rinnovamento. Sicuramente si poteva fare di meglio, comunque il risultato finale resta eccellente.

A differenza delle prime due stagioni, inoltre, il super-cattivo ha un ruolo marginale e compare solo nel terzo episodio. Questa scelta è stata quasi obbligata: nell’universo di Sherlock Holmes non esiste un antagonista in grado di reggere la scena e il confronto. Lo stesso Moriarty deve le sue fortune più agli sceneggiati degli anni 40 con Basil Rathbone che non alla penna di Sir Arthur Conan Doyle, che lo introduce in un solo racconto e lo fa subito morire. Di qui il ruolo tutto sommato marginale che è stato lasciato al ricattatore Magnussen.

Ecco, se proprio devo trovare dei difetti alla terza stagione di Sherlock, allora rilevo un eccessivo sherlocentrismo (perdonate il neologismo): in assenza di un antagonista degno di nota, la figura di Sherlock diventa ancora più dominante, monopolizza lo schermo e l’attenzione adombrando e surclassando tutto il resto. Non che questo renda meno belli gli episodi: la tensione narrativa, la qualità delle scene dialogate, la suspence, i colpi di scena e le interpretazioni di Cumberbatch (Holmes) e Freeman (Watson), tutto ciò porta lo show al livello di eccellenza.

I nuovi episodi , anche se più slegati tra loro rispetto a quelli delle prime due serie, funzionano sempre; quello che preferisco è il secondo (The sign of three), cosa bizzarra questa, perchè nelle prime due serie il secondo episodio era sempre stato il più moscio. Oddio, il terzo sarebbe stato pure più bello, se non fosse stato per il finale un po’ troppo brusco e poco fantasioso…

Tre puntate, circa quattro ore di goduria ed ora inizia di nuovo l’attesa. Si, perchè la quarta stagione probabilmente ci sarà: il finale lo suggerisce e numerose dichiarazioni dei protagonisti lo confermano. Però, chissà quando la faranno questa benedetta quarta serie… magari a Natale prossimo, o forse ci fanno aspettare altri 2 anni…

Il problema è che io altri 2 anni senza Sherlock non resisto…

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9 pensieri su “Sherlock serie 3

  1. Pure a me la terza serie è piaciuta, anche se Sherlock che diventa via via meno disadattato e più umano un po’ mi lascia perplesso – insomma, lo preferivo stronzo come all’inizio.

    La seconda puntata è iniziata in maniera moscia, poi a un certo punto ha subito un’accelerazione e mi è piaciuta davvero molto. La prima e la terza belle ma, come scrivi tu, quelle della prima e della seconda serie sono di un livello superiore.

    Dopo aver aspettato due anni per sapere come Sherlock è sopravvissuto al salto dal tetto di un palazzo, ora non vorrei aspettare altri due anni per sapere com’è che Moriarty si è fatto vivo dopo essersi sparato in bocca. 😛

    1. Ti confesso che sta cosa di Moriarty mi ha fatto un po’ girare le scatole: resuscitarlo ORA sarebbe una mossa da telenovelas stile beautiful, non di una serie di grande spessore come questo.
      Mi auguro si sia trattata di una trollata clamorosa dei produttori, me lo auguro proprio….
      Sull’umanizzazione di Sherlock hai ragione: da stronzo asociale funziona meglio. Se non altro nell’ultima puntata questo processo di umanizzazione si arresta. Difatti solo lui avrebbe potuto cercare di convincere l’amico a restare con la moglie bugiarda e assassina ahahahhahaha

  2. Dato che ti piace Sherlock mi permetto di segnalarti questo: http://leclicdelavie.wordpress.com/2014/01/14/70/ 🙂 Comunque ho letto volentieri il tuo articolo, perchè la tua opinione è una delle poche che si avvicinano alla mia. Concordo col fatto che siano state quasi quattro ore di goduria. E ti appoggio anche quando dici che la seconda puntata è stata quella che hai preferito. Io non riesco a decidermi, ma “The sign of three” mi ha colpito moltissimo per il montaggio, la fotografia e le tantissime scene che si sono alternate a ritmo veloce. E ora aspettiamo 🙂

    1. Ciao sottoilcappello, e grazie per il tuo contributo! E’ sempre un piacere trovare nuovi visitatori sul blog!!!
      eh si… bisogna aspettare… da un lato questa attesa mi piace, perchè alimenta l’entusiasmo ed è segnale che il livello della serie rimarrà sempre molto alto, dall’altro lato però mi snerva… perchè sono puntate così gustose che vorrei vederne 10 nuove ogni anno…

      1. E dieci sarebbe il minimo, tre sole puntate ci uccidono. Alla fine Sherlock è l’unica serie della BBC che soffre di questa cosa, per cui noi aspettiamo anni per la nuova stagione, che poi tende a finire alla velocità del fulmine.
        Comunque di niente, per me è un piacere trovare qualcuno appassionato di Sherlock che condivide le mie idee!

      2. ALla bbc sono unp o’ stitici da questo punto di vista. Ma ben venga, se comporta la garanzia di qualità.
        Ad esempio Luther ha tempistiche e durate simili a Sherlock. Sto aspettando la terza serie da quasi 2 anni figurati… Se non l’hai mai vista te la consiglio.
        ciaooo

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