The Master (ovvero il capolavoro al contrario)

Immaginate di essere l’insegnante di una prestigiosa scuola di cinema e di dover spiegare ai vostri alunni che cosa un film non dovrebbe MAI fare: potreste snocciolare un elenco di accorgimenti, enunciare delle regole, fornire degli esempi, indicare dei capisaldi. Oppure, più semplicemente, potreste far veder loro The Master.

The MasterNon c’è cosa peggiore di attori che esasperano l’interpretazione rendendo il personaggio artefatto e inverosimile. Joaquin Phoenix di solito non sbaglia un film, ma qui si dimentica che sta interpretando un reduce di guerra affetto da crisi nervose post traumatiche e finisce per impersonare solo uno scimmione ritardato che cammina come un orango tango e  si esprime come uno scimpanzé. Lo guardi e la domanda nasce spontanea: ci è o ci fa?
Lo stesso discorso vale per Philip Seymour Hoffman, che dà corpo e voce a un capo spirituale con ambizioni da santone, peccato però che questo fantomatico guru non trasmetta mai l’unica qualità che ci si aspetta da lui: il carisma.
Il risultato finale è che entrambi i protagonisti diventano caricature di se stessi: dapprima annoiano, infine disgustano. E il fatto che gli attori in questione siano di solito bravissimi rende ancora meno accettabile l’errore.

Stendo un velo pietoso pure sul regista, Paul Thomas Anderson. Già non lo avevo sopportato con il pallosissimo “Il Petroliere”, ma qui si supera addirittura tant’è che ormai, ne sono certo, deve aver stretto un patto d’acciaio con la NOIA. Ha tempi narrativi lentissimi e la trama, laddove vorrebbe instillare curiosità, finisce solo per generare confusione.

Insomma, The Master è stato una delusione assoluta. Di più: è proprio una puttanata senza arte nè parte. Paul Thomas Anderson probabilmente voleva fare cinema d’autore, ma alla fine ha firmato solo una cagata.

Voto: 2

The Master

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6 pensieri su “The Master (ovvero il capolavoro al contrario)

  1. Non ho mai visto The Master ma dopo aver appreso la notizia della scomparsa di Philip Seymour Hoffman ho deciso di recuperare i film che ancora non avevo visto con questo attore e ovviamente The Master era incluso.. dopo aver letto la tua recensione non sono sicura di recuperarlo però chissà..se lo guardo ti faccio sapere!

    1. Anche io sono stato investito dal tuo stesso desiderio di recuperare i film con Hoffman.
      Ho visto anche “Il Dubbio” (questo si un gran bel filmone) e prossimamente ci farò un post.
      Su The Master, che dire, mi ha fatto così tanto schifo che potrebbe essere un problema mio il no averlo saputo apprezzare. Mi conforta solo aver letto tante tante critiche negative… Sono curioso di sapere che ne pensi, quando lo vedrai!
      Ciao e a presto!!!!!

  2. Mi fa piacere che tu abbia visto Il dubbio, te lo raccomandavo quasi tutte le volte che commentavo una tua recensione!
    Qualche giorno fa ho visto un film che, pur non essendo brutto quanto The Master, si merita anch’ esso l’ appellativo di cagata: I segreti di Osage County.
    SPOILER WARNING
    I film a tematica familiare hanno un canovaccio ben preciso: un gruppo di parenti più o meno stretti si riunisce attorno ad un tavolo dopo tanto tempo, si aggiornano sulle rispettive vite e si mettono a rivangare il passato. A quel punto emergono vecchie ruggini e i parenti cominciano a litigare più o meno furiosamente.
    Il bello di questi film, però, é che alla fine tutti si riappacificano. Questi film trasmettono il messaggio che all’ interno di una famiglia possono esserci dei problemi, delle discussioni, dei litigi anche fortissimi, ma alla fine tutti devono abbracciarsi e volersi bene come prima.
    I segreti di Osage County offre litigi in quantità industriale, ma commette un errore imperdonabile: li lascia irrisolti. Alla fine del film i parenti tornano a casa loro più incazzati di quando sono partiti. Quale sarebbe il messaggio di questo film? Viva le famiglie sfasciate? Abbasso il perdono? Più si litiga e meglio é?
    Come l’ anno scorso, anche quest’ anno ogni volta che vado al cinema la quantità di spettatori é sempre inversamente proporzionale alla qualità del film: per I segreti di Osage County eravamo 70 circa, per C’era una volta a New York una ventina e per Il procuratore addirittura 6!
    Ecco, C’era una volta a New York é un altro film che devi recuperare. Non é bello come le precedenti opere del regista (I padroni della notte e Two Lovers), ma a me é piaciuto molto.

    1. C’era una volta a NY l’avevo messo da tempo nella mia watchlist e sentirti parlarne bene mi conferma ulteriormente la bontà della mia scelta. Appena esce il dvd me lo vedo subito.
      I segreti di Osage County, invece, non l’ho filato per niente: la presenza della a me invisissima Julia Roberts me ne impedisce la visione. Comunque, dello stesso regista, ti consiglio caldamente il suo precedente (e unico) film: The Company Men: è un analisi della crisi economica che ha investito gli USA negli ultimi anni fatta con grande realismo e freddezza. Tra l’altro c’è anche una bella interpretazione di Ben Affleck, protagonista, e un sontuoso Tommy Lee Jones.
      Chiudo con un cenno a “Il Dubbio”: film veramente bello e interpretato MAGNIFICAMENTE da tutti gli attori. Mi ha folgorato così tanto che vorrei farne un post, ma non riesco a tradurre in parole le sensazioni che mi ha lasciato…
      PICCOLA DIGRESSIONE DI JOAQUIN PHOENIX: ti consiglio di vedere Walk The Line, biopic sulla vita di Johnny Cash. Il film, come tutti i biopic, è un po’ lento e a tratti noioso pure. Però è ben fatto e Phoenix è veramente sublime, così sublime che non riesco a capacitarmi della sua brutta interpretazione in The master…

      1. C’era una volta a New York ha un’ atmosfera molto triste per gran parte della sua durata, quindi sicuramente non é un film per tutti, ma ha comunque tanti pregi: un’ impeccabile ricostruzione della Grande Mela negli anni 20, delle interpretazioni maiuscole, una sceneggiatura intelligente e (com’é tipico di Gray) piena di valori e di messaggi positivi… sono proprio contento di averlo visto.
        Ti capisco benissimo quando dici che Il dubbio é un film indescrivibile. Anch’ io non proverei mai a scriverci un post, perché so che non riuscirei mai a renderne la bellezza.
        Per quanto riguarda Walk the Line, lo vidi al cinema. Di quel film sono tante le cose che mi sono rimaste impresse: le magnifiche campagne statunitensi, l’ amore immenso che legava i due cantanti, la difficile scalata al successo di Johnny Cash… davvero un film notevole. Joaquin Phoenix a neanche 40 anni ha già una filmografia da sogno. A presto! : )

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