C.d.A. Milan: cronaca di una morte annunciata

GallianiIeri il CdA del Milan ha approvato il bilancio 2013: la perdita complessiva è superiore ai 15 milioni di €.
Visto che in qualunque società del mondo il diretto responsabile per un bilancio negativo è l’amministratore delegato, mi sarebbe piaciuto sentire qualche giornalista chiedere a Galliani come sia stato possibile accumulare un tale passivo per allestire una squadra di media classifica. Ma, com’era prevedibile, tutti sono stati zitti e a capo chino.

Per altro, chi di noi aveva riposto le speranze di una rinascita nelle mani di Barbara Berlusconi sarà rimasto profondamente deluso: non solo la bella ereditiera non è riuscita a fare le scarpe al vecchio e pelato volpone, ma ieri nemmeno si è presentata. Vorrei sapere in quale altra società al mondo l’amministratore delegato diserta all’assemblea che deve approvare il bilancio.
Ovviamente non si è visto nemmeno Papy, ma lui è giustificato: doveva ripassare le barzellette da raccontare lunedi prossimo ai vecchietti della Casa Famiglia di Cesano Boscone.

Così, dopo sei mesi tra i più travagliati della storia rossonera ci ritroviamo con:

  • Bilancio in rosso, quindi nessuna probabilità di rinforzare la rosa. Anzi, c’è il rischio concreto che qualcuno parta per coprire le perdite per la mancata qualificazione in UCL.
  • Galliani di nuovo saldamente in sella, pronto a tornare da Giannino per i suoi traffici di parametri 0 e pippe
  • Squadra mediocre
  • Allenatore in bilico (preso a spallate dall’AD sportivo per sostituirlo con un uomo di sua fiducia che gli permetta di fare il cazzo che gli pare sul mercato)

Quindi, oggi più che mai, si devono levare al cielo i nostri osanna:

#gallianiredelmercato
#siamoapostocosì
#siamultracompetitivi
#graziegallianigrazie

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7 pensieri su “C.d.A. Milan: cronaca di una morte annunciata

  1. Proprio stamani ho letto un articolo in cui si diceva che Seedorf passerà la mano ad Inzaghi a prescindere dal piazzamento finale, perché i giocatori (Abate e Montolivo in primis) hanno avuto una crisi di rigetto nei suoi confronti. Sono lontani i tempi in cui Clarenzio dettava legge nello spogliatoio con mano così ferma da venire soprannominato Obama (dai suoi compagni, i tifosi preferivano Capitan Fancazzo).
    Sono consapevole che in tutte le squadre (e al Milan in modo ancora più forte) i senatori hanno il loro peso, ma ritengo sbagliato che abbiano il potere di rovesciare un allenatore e di dettare le decisioni alla società. Soprattutto se si chiamano Abate e Montolivo, non Dani Alves e Xavi.
    Comunque, mi ha fatto piacere leggere le dichiarazioni di Galliani, per cui l’ obiettivo del Milan é sempre la Champions’ League. Conoscendolo, mi sarei aspettato qualcosa del tipo “L’ Europa League sarebbe un traguardo STRAORDINARIO (!!!) per come é andata la stagione.”
    Peraltro, fossi in voi mi augurerei di mancarla, questa Europa League. E’ solo una perdita di tempo e soprattutto di energie preziose: te lo dice uno che se l’é dovuta sorbire più di una volta, e che più di una volta ha visto sfumare traguardi importanti in campionato proprio a causa di questa maledettissima e inutilissima competizione.
    Secondo te chi é la talpa nello spogliatoio cui ha fatto riferimento Seedorf?

    1. Secondo me non c’è nessuna TALPA. In tutta questa manfrina ci vedo la longa manus di Galliani stesso: a lui non va a genio Clarence perchè in quel posto vuole un allenatore che avalli qualunque porcheria di mercato lui faccia (come era Allegri e come sarà Inzaghi), pertanto gli ha scatenato contro la cavalleria (i giornalisti). E’ lui il primo a foraggiare la stampa con queste chiacchiere su spogliatoio diviso e giocatori scontenti.
      Purtroppo la stampa che ruota attorno all’universo milan è da sempre prona e serva del padrone, in maniera sfacciata. Ti invito a leggere qualche articolo di milannews: roba che nemmeno nella Yugoslavia di Tito guarda.
      Prendi ad esempio la lista di giocatori scontenti: tra questi figurerebbero De Sciglio e Poli. Ora, non c’è alcuna ragione logica perchè questi due dovrebbero avercela con Seedorf, nessuna.
      De Sciglio non solo è stato SEMPRE titolare con Seedorf (è rimasto fuori spesso, ma solo perchè ha subito due infortuni), ma per di più Seedorf in una delle prime conferenze stampa disse che De Sciglio doveva giocare a dx (e non sx) perchè quello è il suo ruolo naturale e durante il suo percorso di crescita deve restare nel ruolo che gli è più consono, senza sprecare energie per adattarsi.
      Poli, analogamente, dopo essere stato utilizzato col contagocce da Allegri, è diventato titolare fisso nelle partite più importanti dell’anno (ottavi di UCL con l’Atletico, sfida con la Juve), fornendo anche ottime prestazioni.
      Ora, se la stampa dice che questi 2 sono arrabbiati con Seedorf per me dice il falso, e lo dice solo perchè imbeccata da qualcuno: per far arrabbiare i tifosi gli devo far credere che Seedorf mi sta facendo fuori i giocatori che loro apprezzano di più 😉

      Uno schifo wwayne, uno schifo assoluto.
      Sto seriamente meditando di risparmiarmi il sangue amaro e di dedicare il mio tempo ad altro, perchè l’unica cosa da vedere peggiore delle partite del Milan è il teatrino vergognoso che Zio Fester mette in piede tutti i giorni…

      1. Ricordo ancora quando tu, amareggiato per il 3 – 3 col Bologna, meditasti di sostituire la partita successiva del Milan con il documentario sui sigari di Winston Churchill: se tu avessi fatto così tutto l’ anno, adesso il tuo sangue sarebbe più dolce dello zucchero! : )
        Rimanendo in tema di nobili decadute, dopo la sconfitta di ieri é quasi certo che il Barcellona chiuderà l’ anno con un solo “titulo” (peraltro la Supercoppa Spagnola, sai che roba…). Una situazione inaccettabile per quella che solo pochi anni fa era la squadra più forte del mondo.
        A mio giudizio la crisi del Barcellona ha 2 spiegazioni.
        In primo luogo, i dirigenti si sono illusi che Guardiola avesse creato una macchina così perfetta da essere in grado di vincere anche se guidata da piloti inadeguati come Villanova e Martino.
        Purtroppo hanno fatto male i loro conti. Non é vero, come pensano in tanti, che nelle grandi l’ allenatore dev’ essere un semplice distributore di maglie: una squadra di campionissimi può tranquillamente restare a bocca asciutta, se a guidarli é un tecnico non all’ altezza. Se il Barcellona avesse scelto un allenatore vero per il dopo – Guardiola, il ciclo sarebbe continuato anche dopo l’ addio di Pep.
        Un’ altra motivazione é la mancanza di fame. L’ attuale rosa del Barcellona ha già vinto tutto e più di una volta, in molti sono a fine carriera, e quindi per tanti motivi i giocatori non hanno più gli stimoli necessari per raggiungere grandi traguardi. I dirigenti hanno provato ad infondere nuova linfa alla squadra ingaggiando dei campioni più giovani e più affamati di vittorie (Fabregas, Sanchez, Neymar eccetera), ma l’ ossatura é ancora quella dell’ era Guardiola, e quindi il problema non é stato risolto.
        Le mie motivazioni ti convincono?

      2. Caspita che memoria wwayne… come diavolo hai fatto a ricordare quel post del settembre scorso??? Per curiosità sono andato a rileggerlo: l’amarezza di allora è la stessa di oggi, con l’aggiunta di una rassegnazione galoppante…. Se continua così, mi sa proprio che toglierò il pacchetto calcio da sky: quei 15 € li spenderò per qualcosa che mi dà più soddisfazione.

        Per quanto riguarda il Barcellona hai colto perfettamente nel segno: le motivazioni che tu adduci sono le stesse che addurrei anche io, tuttavia ne considererei pure un’altra. Il gioco del barcellona è lo stesso da 6 anni – il tikitaka – e si perpetua sempre uguale a se stesso: ormai gli avversari l’hanno capito quindi è necessario svecchiare l’atteggiamento in campo.
        Ricordo che un problema analogo capitò al Milan di Sacchi e quando arrivò Capello furono introdotte delle modifiche che permisero alla squadra di rimanere al vertice per un altro quinquennio.
        A pensarci bene questa motivazione è più che altro un corollario della tua prima: con un nuovo allenatore capace che sappia innovare un po’ il sistema di gioco (e non i 2 fantocci villanova-tata martino) il Barcellona potrebbe tornare a primeggiare perchè nonostante tutto ha ancora una delle rose più forti d’Europa (tra le prime 5 sicuramente).

  2. Hai ragione: il tiki – taka non funziona più. Anche perché per tenere la palla 60 minuti su 90 devi avere una condizione fisica pazzesca, e i vecchietti del Barcellona non ce la fanno più.
    Il fallimento del tiki – taka ha coinvolto anche noi viola. L’ anno scorso Montella ha copiato il gioco di Guardiola, e gli é andata bene perché la rosa aveva la forza fisica per reggere questo tipo di gioco un’ intera stagione; quest’ anno invece dopo 20 partite avevamo già finito la benzina.
    La nostra stagione é andata male anche per un altro motivo: quest’ Estate Pradé ha sostituito delle riserve di sicuro rendimento con delle pippe immonde, e quindi, quando i titolari si sono infortunati o hanno avuto un calo fisico, non c’era nessuno che potesse sostituirli degnamente. Io l’ho sempre detto: i trofei te li fanno vincere le riserve, non i titolari. A presto! : )

    1. Secondo me invece i guai della Viola sono stati gli infortuni di Gomez e Rossi: vorrei vedere Conte cosa avrebbe combinato se Tevez fosse stato per 6 mesi e Llorente per 4…

      1. A Firenze la pensano tutti come te: il ragionamento é “Abbiamo giocato tutto l’ anno senza attaccanti, e quindi ci é andata fin troppo bene.” Io sono d’accordo con voi, questo é il motivo principale della mancata Champions. Tuttavia, ritengo che anche Montella e Pradé abbiano delle colpe: spero che entrambi abbiano l’ umiltà di riconoscerle e di agire di conseguenza.
        Ah, ho finito Distruggi Cartagine. Confermo quello che ti avevo già detto: troppe digressioni e troppo sangue. Nella seconda parte l’ autore si scatena: scene di battaglia una più cruenta dell’ altra, donne che si cavano gli occhi, bambini gettati vivi nelle fiamme per fare i sacrifici umani… in quel libro non trovi la violenza soft dei film d’ azione tipo 300 o Il Gladiatore, ma la violenza estrema degli horror tipo Saw – L’ enigmista.
        Distruggi Cartagine non é un romanzo storico: é un trattato sul sadismo nel mondo antico, con un po’ di trama qua e là a fare da pretesto. Forse, se ti immagini ogni vittima con le fattezze di Galliani, potrebbe piacerti un sacco! : ) A presto! : )

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