Ne ho le palle piene

Scusate il turpiloquio, ma proprio non trovo altre parole per esprimere i pensieri e i sentimenti che popolano la mia anima milanista.

Non sono stufo per i risultati negativi, per le figure di merda, per il (non) gioco pietoso, per i parametri zero, per le cessioni illustri, per i bimbominkia che indossano la maglia con le sacre strisce, per la curva asservita, per la stampa manipolata, per le prese per il culo, per i passivi di bilancio, per le barzellette sulla fiscalità spagnola e lo stadio di proprietà, per le classifiche avulse, per i #siamoapostocosì e i #siamoultracompetitivi, per i “io ci rimetto 50 milioni l’anno”. Queste cose le posso sopportare: sono sopravvissuto a Istambul, figuriamoci!

Io sono stufo perchè non posso più nemmeno sognare.

Non posso sognare di vedere ancora il grande Milan che ho conosciuto, con cui sono nato e sono cresciuto, il Milan che era immenso nelle vittorie (tante) e dignitoso nelle sconfitte (poche, ma sempre cocentissime), il Milan che ti forgiava l’anima e ti faceva sentire orgoglioso del tuo amore.

Quel Milan non c’è più: è stato stuprato ucciso e sepolto dalle stesse persone che l’avevano creato.

Galliani. Ora tutti puntano l’indica accusatore contro di lui: parametri zero, pippe invereconde, ex campioni imbolsiti, ingaggi gonfiati, creste coi procuratori amici, cene luculliane da Giannino, linciaggio mediatico dei suoi oppositori, ricatti e mala gestio. A leggere i commenti dei tifosi sul web sembra si sia stia parlando di Pinochet o Kim Jong-un anzichè di un volgarissimo dirigente sportivo. Tutti in lui vedono il Male, l’antropomorfizzazione dell’Occhio di Mordor, la declinazione calcistica del Lato Oscuro della Forza. E, sia chiaro, è tutto vero e sacrosanto.

Berlusconi. Il presidente onorario da anni se ne strafrega del Milan, tranne quando può sfruttarlo per trarne vantaggi politici o di immagine. Forse questo suo scarso interesse ha permesso a Galliani di sbracare, coltivare intrallazzi e curare i propri personalissimi interessi. O, più probabilmente, è lui stesso il mandante di questo sfacelo e usa il fido Galliani come esecutore materiale, capro espiatorio e specchietto per le allodole al contempo.

Una stagione di merda sta finendo e una ancora peggiore si profila all’orizzonte. Allo stato attuale niente può scongiurare questo inferno tranne forse solo la morte dei dell’erotomane e dell’antennista. Ma in famiglia sono stato educato secondo sani principi e mi hanno spiegato che la morte non si augura mai a nessuno quindi non lo farò certo ora: sopporterò tutta la merda che verrà con l’impassibilità di un operatore ecologico, aspettando paziente che lo scempio abbia fine.

PS: Ripensandoci bene però mia madre non mi ha mai detto di non augurare la cacarella a fischio, quella così dolorosa che devi sederti sui cuscini a ciambella per quanto ti fa male il buco del culo…

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7 pensieri su “Ne ho le palle piene

  1. per il blog che scrivo dovrei essere super partes, ma (lo dico in segreto) 😀 capisco perfettamente quello che scrivi… e non vedo all’orizzonte speranze concrete per il Milan 😦 😦

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