Rigorinho per il Brasile!

BrasileCroaziaTifosiSe qualcuno aveva dubbi sul tipo di mondiale che sarà quello in Brasile, ieri sono stati tutti fugati.

I verdeoro, autori di una prova abbastanza incolore, hanno avuto la meglio sui baldi croati solo grazie ad un rigore gener… no macchè generoso, un rigore proprio REGALATO dall’arbitro giapponese. L’allenatore della Croazia non l’ha presa molto bene: “Non è calcio, diamoci al basket. Non siamo stati rispettati: se questo è il Mondiale, meglio andare a casa“, mentre i tifosi l’hanno presa con più filosofia ed hanno subito trovato di che consolarsi all’uscita dello stadio (vedi foto).

Si gioca per il secondo posto, facciamocene una ragione. E non perchè c’è una squadra nettamente più forte di tutte le altre, sia chiaro. Il Brasile visto ieri è una squadra modesta che in un mondiale normale e giocato in Europa avrebbe stentato a superare i quarti, ma siamo a casa loro e di riffa o di raffa arriveranno (li faranno arrivare…) in finale e la vinceranno, sempre di riffa o di (ar)raffa.

In fondo a noi italiani ci va pure bene così: ci presentiamo con la squadra più scarsa degli ultimi 40 anni, se passiamo il girone è già un miracolo e per la prima volta a mia memoria nessuno nutre ambizioni di vittoria finale. Noi ci siamo messi già il cuore in pace per i nostri limiti, ma pensate un po’ quanto gireranno i coglioni di tifosi spagnoli, argentini e tedeschi che dovranno lasciare il passo al Brasile di Neymar e degli arbitri?

Buon mondiale a tutti!

 

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19 pensieri su “Rigorinho per il Brasile!

  1. Hai ragione, il Brasile è di una pochezza impressionante. In attacco ha schierato titolari 3 giocatori (Hulk, Neymar e Fred) che 4 anni fa non sarebbero stati nemmeno convocati.
    Neymar, al di là della doppietta di ieri, è uno dei giocatori più sopravvalutati della storia del calcio. Un attaccante per essere considerato un fuoriclasse deve fare le classiche 20 reti a stagione: lui è riuscito a non farne nemmeno 10, perché si è fermato a 9. Se consideriamo anche le coppe il discorso non cambia di molto: 15 gol in 41 partite sono uno score superato perfino da Berardi del Sassuolo.
    Per quanto riguarda la rosa italiana, non so decifrarla. I lati positivi sono:
    – In difesa abbiamo il blocco Juve, che è il meno perforato di tutto il campionato;
    – A centrocampo abbiamo due playmaker come Pirlo e Verratti;
    – In attacco abbiamo il capocannoniere Immobile, un talento come Balotelli e ben 3 giocatori di fantasia (Cassano, Cerci e Insigne).
    I lati negativi sono:
    – I terzini: De Sciglio acerbo e acciaccato, Darmian senza esperienza internazionale, Abate pippone, Chiellini troppo irruento.
    – L’assenza di un uomo che faccia legna a centrocampo: avrei rinunciato ad un piede fino tra Aquilani e Candreva per portare un giocatore alla Gattuso.
    – Troppe teste calde. E’ inevitabile che almeno uno tra Balotelli, Cassano e Cerci faccia qualche mattana, dentro il campo o nello spogliatoio. Io punto su Super Mario: Immobile è più in forma, ma Balo non accetterà mai di fargli da riserva, e quindi prevedo che il dualismo tra i due avrà conseguenze esplosive.

    1. Capitolo Brasile:
      Il Brasile aveva bisogno di un giocatore simbolo per questo mondiale, ragioni di marketing hanno pilotato la la scelta su Neymar che ora viene portato in pompa magna come fenomeno, ma non lo è e non lo sarà mai. Il suo anno al Barcellona è stato molto negativo: ha segnato pochissimo e inciso ancora meno (nello spareggio finale con l’Atletico parti addirittura dalla panca). Ma il Brasile deve vincere e vincerà. Io ho già applicato una molletta al naso, almeno vedrò le partite ignorando la puzza nauseabonda che verrà sprigionata dagli arbitraggi (aspetto solo di vedere con ansia cosa faranno all’Argentina per buttarla subito fuori).

      Capitolo Italia.
      siamo scarsi, inutile girarci intorno. Il blocco juventino di cui parli è lo stesso che in UCL è uscito col Galatasaray e in EL col Benfica, pertanto io non riesco a fidarmi più di tanto. Il centrocampo è il nostro miglior reparto, ma purtroppo l’assenza di un terminale affidabile davanti è una lacuna grave: Balotelli è pazzo e scostante, Immobile troppo acerbo per un palcoscenico così grande e i restanti attaccanti segnano poco di natura.
      E’ vero che arriviamo da vicecampioni d’Europa, ma quel risultato secondo me è mendace: ai quarti battemmo una povera Inghilterra che è più scarsa di noi, poi affrontammo la Germania che pur avendo una squadra due volte più forte con noi perde SEMPRE. Il nostro valore reale si vide in finale, dove la Spagna ci rifilò 4 pere senza farci fiatare.
      O giochiamo sempre contro i tedeschi, oppure sarà un successo già arrivare ai quarti di finale.

      1. Hai ragione, ci manca un terminale affidabile. Immobile è il capocannoniere, ma come sai lo reputo una sega; Balotelli poi non ha bisogno di spiegazioni.
        Per questo ritengo che fosse meglio rinunciare ad uno dei 3 uomini di fantasia Cassano – Cerci – Insigne per portare uno tra Toni e Gilardino.
        Possiamo solo sperare che le tifose italiane sappiano consolarci come quelle croate… : )

      2. Io avrei portato Destro: è meno talentuoso ma più affidabile e poi più fresco di tutti perchè ha iniziato a giocare con continuità solo dopo Natale. Gilardino è una pippa senza palle, Toni è bravo ma troppo vecchio e col caldo umido del Brasile avrebbe rischiato di lasciarci le penne.

        Sulle proprietà consolatorie delle tifose italiane non costa nulla sperare, ma temo non saranno così efficaci come le croate: notoriamente le ragazze slave sanno essere molto più disinibite e disponibili delle loro bigotte sorelle italiche 😀

  2. Vi dirò…
    a me Neymar è parso molto in palla ieri sera. Per carità, novanta minuti son pochi per le verità assolute, ma sembra reggere bene la pressione interna (veniva a prendere palla sulla linea del centrocampo, dritto davanti a Telespalla Bob e Thiago (sempre sia lodato!), senza nascondersi) ed esterna, in quanto salvatore designato della Patria.
    Lo schema tipo era ”Diamogli il pallone appena possibile, lui salterà il suo marcatore e poi vediamo…” – e se lui non ci riusciva, ci provava Oscar o qualche altro trottoloso.
    Schema povero, e squadra insolitamente fragile dietro – i terzini soprattutto – che probabilmente incontrerà la dura realtà contro un qualsiasi attacco un minimo organizzato nel corso del torneo, ma non per colpa di neymar, ecco.

    Sulla stagione a barcellona stendiamo un velo pietoso, ma diciamo che ha l’alibi dell’ambientamento difficoltoso (…) (googlate Neymar anemia Barcellona) ma vedrete che con la giusta cura tutto si aggiusta…

    1. Ciao fre è sempre un piacere leggerti qui 🙂
      E nel caso specifico il tuo commento mi ha fatto pensare che forse Neymar è più bravo con la testa (legassi MENTALITA’) che con i piedi, il che in un giocatore è quasi sempre garanzia di ottima carriera. Tuttavia non mi entusiasma: con i piedi è bravino, questo si, ma per gli standard de “giocatore più forte del brasile” siamo molto al di sotto degli ultimi mondiali. Sarà comunque la stella del Mondiale, probabilmente capocannoniere, e ci camperà di rendita finchè giocherà al calcio.

      Il problema vero del Brasile, imho, è a centrocampo dove, tolto Oscar, non hanno giocatori di grande personalità e che sappiano fare bene le due fasi. Comunque il volpone Scolari saprà come ovviare a questo limite e quando lui sarà in difetto ci penserà l’arbitro a sistemare la cose: la partita di ieri può essere assunta a paradigma del mondiale fin da subito.

      1. Il calcio è bello perchè è vario e perchè si offre a valutazioni multiple dello stesso risultato…ovvero ognuno ci vede quello che vuole…
        infatti io penso che abbia uno dei centrocampi migliori della rassegna – tra i due centrali che salgono, neymar e oscar che scendono, Luiz Gustavo che randella (dovrebbe randellarsi da solo per i baffetti alla Constant che sfoggia con sprezzo del ridicolo…) ed Hernanes, Ramires pronti a subentrare, la palla è in una botte di ferro sia che ci sia da giocarla, sia che si debba recuperarla. Purtroppo per loro giocano con un carneade qualsiasi come prima punta (Fred lo si è visto solo quando è caduto da solo. non credo abbia toccato il pallone una volta in tutta la partita), un incompiuto osteggiato dal pubblico come Hulk (Kakà, questo triste Kakà, avrebbe avuto maggior impatto sulla partita), un disperato già ampiamente pensionato in porta.

        Vedremo…

        Ne approfitto per lasciarti un commento ANCHE sulle serie tv…se non ricordo male, avevi scritto che non riuscivi ad ingranare con Person of Interest…Ti consiglio di recuperare la terza stagione (appena conclusa)…abbandona la struttura di ”casi della settimana” più o meno slegati degli inizi, e diventa una discreta bomba…il finale di stagione è un cliffangher da paura…
        e più o meno si può seguire tranquillamente anche salendo in corsa (io ho fatto così senza problemi…)

      2. CENTROCAMPO BRASILE:
        vedere ieri che l’ingresso di Hernanes (che nella modesta serie A non è tra i primi 10 centrocampisti) fosse sufficiente per rivitalizzare i brasiliani mi ha fatto un po’ tristezza, sono sincero. Delle 3 punte vere, Hulk e Fred sono pietosi mentre di Neymar abbiamo parlato sopra. Dei 3 centrocampisti, Oscar è sicuramente il migliore (e vista l’età credo farà sfracelli in futuro), ma gli altri 2 non mi sembrano all’altezza degli interpreti del passato.
        Poi, giustamente, hai ragione quando fai riferimento alla varietà delle opinioni scaturibili da una partita di calcio o sui singoli giocatori. Non fosse così non staremmo a discutere e fare 4 risate qui o su screwdrivers 😉

        CAPITOLO POI:
        uhmmmm non ricordo di aver scritto qualcosa del genere. La prima stagione mi aveva entusiasmato (da 8, direi) mentre nella seconda avevo notato un calo preoccupante (da 6). La terza ancora non l’ho vista (mi piace vedere le serie quando ho recuperato tutti gli episodi e berli d’un fiato) ma a brevissimo lo farò. Le tue anticipazioni mi fanno ben sperare perchè effettivamente alla fine della seconda stagione m’ero detto: o danno una svolta significativa per rilanciare lo show, oppure chiudono in meno di 10 episodi… Con due assi come Nolan e JJ Abrams alla produzione le possibilità che POI riprendesse quota c’erano tutte. Ti farò sapere non appena vedrò le nuove puntate!!!!

  3. Mah…
    ricordo un commento dove se ne criticava la lentezza nello sviluppo di un episodio…con effetto tipo ”brodo allungato”…

    1. ho cercato nei vecchi post ma questo commento non l’ho trovato, ma forse mi è semplicemente sfuggito.
      Effettivamente nella seconda serie gli ultimi episodi sono un po’ più lenti ma poi si riscattano bene con l’ultima puntata, che chiude una serie di punti lasciati in sospeso e prepara alla terza stagione.
      Il brodo allungato vero è quello di Blacklist: partita al fulmicotone e poi persasi clamorosamente per strada. Se trovo tempo ci scrivo su un breve post.

  4. Che il Brasile fosse una squadra tecnicamente scarsa lo sapevamo. Che fosse fragile anche sotto il profilo mentale lo avevamo capito quando i giocatori scoppiarono in lacrime dopo aver VINTO la lotteria dei rigori contro il Cile (figurati se la perdevano). Per questa squadra così inerme sotto tutti gli aspetti l’infortunio di Neymar è stato il colpo di grazia, ha ucciso psicologicamente la squadra.
    Anche tenendo conto di tutti questi fattori, era impossibile prevedere un tracollo di queste dimensioni. Detto questo, ritengo che aver toccato il fondo possa essere un bene per la Seleçao: se avessero perso 1 – 0 avrebbero potuto continuare a nascondersi dietro a un dito e a far finta di essere ancora tra i migliori al mondo; con questo 7 – 1, invece, sono costretti ad ammettere di essere dei nobili decaduti, e quindi ad avviare un progetto di ricostruzione che possa riportarli ai fasti di un tempo. Io me lo auguro sinceramente: da amante del calcio e da tifoso che ha visto la propria squadra passare direttamente dalla A alla C2, mi fa sempre dispiacere quando vedo uno squadrone diventare squadretta.

    1. Disfatta epocale. Partita memorabile, di cui racconteremo ai nostri nipoti.
      La sfiga del Brasile è stata quella di giocare i mondiali in casa con la squadra più scarsa della loro storia. A ciò si sono aggiunti i limiti psicologici da te ben evidenziati.
      A differenza di noi, loro non avranno problemi a ripartire: hanno una fucina di talenti senza pari e questo momento è solo transitorio.
      Per l’Italia, invece, sarà molto più dura risalire la china: ormai c’è un corto circuito tra calcio giocato, calcio governato e calcio chiacchierato tale per cui lo sfascio continuerà ancora a lungo.

      1. Ieri sera ho guardato un programma di calcio su una rete locale, e anche gli ospiti di quel programma paragonavano la nostra situazione a quella brasiliana.
        Uno degli ospiti ha detto una cosa molto giusta: prima ancora che una ricostruzione tecnica, il nostro calcio deve pensare ad una ricostruzione morale. Giocatori come Del Piero, Totti e Gattuso hanno vinto il mondiale perché erano uomini veri, prima ancora che grandi campioni: nel mondiale 2014 al loro posto c’era gente come Cassano e Balotelli e la differenza si è vista. Ad alti livelli la testa è tutto.
        Certo, si può costruire un gruppo vincente anche in presenza di giocatori un po’ irrequieti (John Terry e Ryan Giggs, solo per citare gli esempi più recenti), ma non sono situazioni paragonabili: i due che ho citato sono giocatori che comunque sanno stare in uno spogliatoio, che magari nella vita privata corrono dietro a una gonnella ma sul lavoro sanno come comportarsi, anzi sanno essere addirittura un esempio per i compagni. Ecco, la Nazionale ha bisogno di giocatori come questi, che non c’é bisogno di dargli delle regole perché le regole le rispettano in automatico, senza bisogno di dirglielo.
        Una cosa che nessuno ha detto nel programma di ieri sera: tra i 2 fallimenti di Italia e Brasile sono molto diverse le colpe di Scolari e Prandelli. Il primo può essere accusato al limite di non aver trasmesso grinta, ma non è colpa sua se i suoi giocatori erano senza palle e per di più pippe; Prandelli invece è molto più colpevole, perché lo sapeva in anticipo che Cassano e Balotelli avrebbero fatto casino, che cambiando 20 moduli avrebbe mandato la squadra in confusione, che escludendo Rossi si tirava la zappa sui piedi eccetera. Insomma, assolvo Scolari e condanno Prandelli, ma ammetto che il mio giudizio vale 0 perché con il secondo c’ho il dente avvelenato da anni. Tu che sei più imparziale che ne pensi?

      2. Prandelli ha sicuramente tutte le colpe che gli attribuisci. Lui è stato bravissimo fino agli Europei, poi da lì ha completamente perso la bussola, probabilmente galvanizzato immotivatamente da un secondo posto immeritato. Dopo la finale con la Spagna ha sbagliato tutto lo sbagliabile, fino al disastro Brasiliano.
        Poco male, comunque, perchè con la generazione di calciatori che ci ritroviamo si poteva fare veramente poco.

        Il calcio italiano vive una crisi profonda e strutturale. Prima o poi ci farò un post.
        Qui voglio puntare il dito solo su un aspetto: le società di serie A – tranne rarissime eccezioni – non puntano più sui giovani italiani. Non è un discorso retorico e bigotto il mio, ma una semplice constatazione di fatto: se la juve vende per due lire metà del cartellino del capocanniere della serie A per inseguire fuochi fatui come Iturbe o Morata, allora significa che non c’è speranza per l’immediata. Se il Milan anzichè far maturare il bravo Cristante regala milioni a Essien, di cosa ci vogliamo lamentare poi?
        Se anche la Roma del bravo Sabatini inizia a ingaggiare pippe come Emanuelson o parametri zero sciancati come Bastos, Maicon e Cole, poi ci ritroviamo con Abate in nazionale…

        Il problema è che, a mio parere, le società di serie a non scelgono più i giocatori in base a criteri meramente sportivi, bensì politici ed economici: si coltivano intrallazzi coi procuratori, si fanno creste sugli ingaggi, si taroccano bilanci con le comproprietà, si antepone l’opportunità al merito sportivo.

      3. A proposito di intrallazzi, nei giorni scorsi Galliani ne ha fatto uno più palese del solito: ha rinnovato il contratto al quarto portiere Coppola, e subito dopo l’ha ceduto in prestito al Bologna. Che senso aveva quest’operazione? Non era molto più logico lasciargli scadere il contratto? E’ chiaro che anche qui devono esserci delle verità inconfessabili, altrimenti non si spiega.
        Riguardo alle grandi squadre che inseguono le pippe invece dei campioni, ai giorni scorso ho letto un articolo che mi ha fatto spanciare dalle risate. Il titolo era “M’Vila più Dodò, Mazzarri può dirsi soddisfatto.” CHE COSA??? Gli hanno comprato due pipponi, e Mazzarri deve pure far finta di esser contento e di avere la squadra al completo? Ecco, quando leggo questi titoli non so se ridere o piangere. Per il momento rido. : )

      4. Che Galliani faccia le creste sugli ingaggi ormai è il segreto di Pulcinella. Resta solo da capire se queste creste se le intasca, se ci crea fondi neri per il suo datore di lavoro o – cosa più probabile – entrambe le cose.

        Sulle pippe che infestano la serie a ormai ci rido e basta. Se penso che un giocatore ritardato come Emanuelson continuerà a giocare in Italia però mi intristisco. Dopo 4 anni di prestazioni indecorose questo continua ancora a raccattare contratti. La longa manu di Raiola sa sempre quale pelo spazzolare…

  5. @Wwayne

    secondo me mitizzi un pò troppo i bei tempi andati e gli uomini veri di una volta.

    Per dire, Totti all’età di Balotelli abbandonava nottetempo il ritiro della Nazionale pre-competizione per andare a spupazzarsi Ilary (mica scemo…) e sputava agli avversari…
    Cannavaro era quello che si riprendeva con la flebo di integratori al braccio, ridendo. Che fingeva infortuni all’Inter per passare alla Juve.
    Buffon, c’è solo l’imbarazzo della scelta…diploma comprato, boia chi molla, tabaccherie e rolex…

    Hanno vinto perchè erano alla loro ultima occasione come generazione – cosa che, se compresa, ti sprona a dare tutto – perchè avevano un talento ben diverso dai loro sostituti di oggi – perchè il loro allenatore era un ”manico” molto, molto diverso dal finto prete. Ed hanno avuto un culo che la metà basta!

    1. Per i 3 che hai citato vale il discorso che facevo per John Terry e Ryan Giggs: ci sono alcuni guasconi che sul lavoro si sanno dare una regolata (o quantomeno sgarrano poco) e altri che invece sono troppo indisciplinati e trasformano in merda tutto ciò che toccano, come dei Re Mida al contrario. Questo vale per tutti i lavori: anche nelle fabbriche c’è chi riga dritto come un monaco buddista, chi si ubriaca il Sabato sera e basta e chi invece arriva al lavoro sbronzo tutte le mattine. Grazie per la risposta! : )

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