L’Italia torna a casa

L’Italia torna a casa. E subito scatta la caccia al colpevole: l’allenatore, i giocatori, le mele marce, i giovani ribelli, i vecchi che “non je ‘a fanno più“, Balotelli, il caldo o l’immancabile arbitro?

PrandelliPrandelli ha sbagliato molto, questo è indubbio: non solo nel mondiale (5 moduli in 3 partite sono un abominio) ma in tutto il biennio di preparazione (32 partite giocate e solo 8 vittorie). Inoltre non ha saputo tenere in mano il gruppo: se nel post partita il capitano Buffon e il senatore De Rossi arrivano a dire queste cose, sacrosante, per carità, ma fuori luogo perchè certe questioni andrebbero discusse e risolte nell’intimità dello spogliatoio, allora significa che lo spogliatoio è una autentica polveriera. E la storia insegna che un gruppo compatto ed in sintonia è ancora più importante di piedi e polmoni. Hanno sbagliato molto anche i giocatori, che non hanno saputo aiutare il CT: alcuni hanno deluso e altri hanno fatto troppo poco, l’atteggiamento complessivo è parso troppo rilassato e poco cattivo, come se non ci fosse veramente la voglia di vincere. D’altronde, scorrendo con occhio disincantato la rosa dell’Italia, bisogna ammettere che ci sono pochissimi campioni, i quali per altro hanno lasciato alle spalle già da un pezzo i loro anni migliori: se il tuo giocatore più rappresentativo è un 35enne bisognoso di 2 mediani che corrono per lui, forse qualche domandina bisognerebbe farsela…

Il calcio italiano negli ultimi 5 anni non ha saputo esprimere nessun nuovo calciatore di caratura internazionale: è una realtà amara che dobbiamo imparare ad accettare. Il problema è tecnico, perchè tra le nuove generazioni ci sono pochi giocatori di qualità, ma soprattutto strutturale, perchè la serie A non concede più ai giovani calciatori gli spazi per mettersi in mostra e crescere.

PirloSe tutte le maggiori squadre di A si lasciano fregare un talento come Verratti dal PSG; se la Juventus tri-campione d’Italia (e quindi con poche pressioni) non ha il coraggio di riscattare e puntare sul capocannoniere del campionato ma lo lascia andare al Borussia; se le società di medio alta classifica come il Milan preferiscono sostituire i campioni con vecchie glorie che portano qualche sponsor in più anzichè con giovani ragazzi da valorizzare; allora significa solo una cosa: che gli errori di Prandelli, le mattate di Balotelli, gli oriundi scarponi, la mediocrità di tanti giocatori e le figuracce col Costarica sono soltanto la conseguenza e non la causa del problema.

Il sistema calcio italiano è avvitato su stesso, in un vortice di autoreferenzialità ed incapacità tali da non avere eguali negli ultimi 50 anni, perchè ha perso di vista il suo centro di gravità, ossia il calcio inteso come GIOCO e come PASSIONE. Se entrate in un qualunque bar sport non sentirete più parlare soltanto di giocatori, allenatori, arbitri cornuti, gol mangiati, sogni di mercato. No, sentirete parlare prevalentemente di altri argomenti: bilanci, ingaggi, spalmature, punti di penalità, debiti IRPEF, curve chiuse, tifosi ammazzati, diritti televisivi, comproprietà, prestiti onerosi, fidejussioni bancarie. Ecco, ogni volta che un tifoso pronuncia la parola FIDEJUSSIONE BANCARIA il calcio muore.

Se non sapremo recuperare la dimensione ludica e passionale del calcio, figuracce come quella di ieri diventeranno la regola, ammesso che già non lo sia. Ora i vertici politici e tecnici del calcio italiano sono stati azzerati dalle dimissioni di Prandelli e Abete: non sono così sicuro che sia un bene perchè ho il fondato timore che si possa finire dalla padella alla brace. Il mio augurio è uno soltanto: che al loro posto siano messe due persone che conoscano il calcio, che lo abbiano vissuto e giocato, che riconoscano l’odore di un prato appena annaffiato, che ricordino bene la viscosità del vapore quando 20 persone si fanno la doccia in 4 metri quadrati, che abbiano pulito i propri scarpini incrostati dal fango, che sappiano cos’è la vittoria ma pure cos’è la sconfitta. E’ dalle radici della passione che possiamo ricostruire il sistema, solo da quelle.

Il capro espiatorio designato
Il capro espiatorio designato
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11 pensieri su “L’Italia torna a casa

  1. Non amo attaccarmi all’arbitro: tuttavia, in questo caso gli episodi sono stati così tanti e così gravi che è impossibile non attribuirgli una colpa parziale della nostra eliminazione.
    Nota bene l’aggettivo parziale: sì, perché l’arbitro ha remato contro, ma a sbagliare per primi siamo stati noi, che abbiamo trasformato questa gara in uno spareggio. Avevamo i mezzi per liquidare la pratica Costa Rica, non l’abbiamo fatto e quindi la colpa più grande ricade su di noi.
    Non mi sono piaciute le dichiarazioni contro Balotelli. A mio giudizio potrebbero avere 2 cause:
    1) Fa parte della natura umana cercare un capro espiatorio, e lui, essendo di gran lunga il più antipatico dei 23, si prestava perfettamente per questo ruolo;
    2) Balotelli era detestato dal gruppo: finora questa antipatia era rimasta latente, ma al primo momento di difficoltà i suoi compagni hanno smesso di mordersi la lingua e hanno detto ciò che pensavano di lui.
    Quale che sia la causa, ritengo che gettare la croce su Balotelli sia ingeneroso: come hai scritto nel tuo post, i responsabili di questo fallimento sono altri. Detto questo, è chiaro che Super Mario è stato emarginato dallo spogliatoio azzurro, e quindi se fossi il prossimo ct ci penserei bene prima di convocarlo a dispetto dei santi: forse rinunciare a lui e alle teste calde in generale è il modo migliore per avviare una ricostruzione che parta dall’armonia nello spogliatoio, per costruire un progetto che anteponga i valori morali a quelli tecnici. Del resto, il tuo Milan è un esempio perfetto di quanto sia importante questo aspetto: quando c’erano persone come Baresi e Maldini vincevate, quando hanno preso piede i Boateng e i Robinho è stato l’inizio della fine.
    Ah, le dimissioni di Prandelli non mi stupiscono affatto. Fin dai tempi della Fiorentina lui ha sempre tenuto a costruirsi un’immagine di finto santarellino, e quindi anche nel momento di massima impopolarità ha voluto cascare in piedi, ha voluto salvare parzialmente la faccia mollando la panchina prima che gliela facessero mollare altri. E’ il solito furbone, ma dubito che stavolta le sue astute mosse basteranno a parargli il culo dalla prevedibile gogna mediatica dei prossimi giorni.

    1. Dell’arbitro non parlo mai, non mi interessa. Certo, ha sbagliato coi cartellini, ma non dimentichiamo il solare rigore negato a Cavani…
      In linea di massima, condivido le cose dette da Buffon e De Rossi, il problema è che non andrebbero dette in sala stampa, ma nel chiuso dello spogliatoio, magari accompagnate da qualche ceffone. Il fatto che abbiano sbottato così mi fa capire che lo spogliatoio fosse una polverierera allucinante e di questa la colpa è tanto dell’allenatore quanto dei senatori. Troppo facile dire che è tutta colpa dei giovani, oltre che semplicistico.
      Balotelli ha fatto cagare, è vero, ma come tutti gli altri, o quasi. Chiellini è stato pietoso in tutte e 3 le partite, eppure nessuno lo critica. Idem Bonucci ieri. Darmian ha giocato bene solo la prima, poi sembrava la brutta copia di Zaccardo, eppure non odo una parola nei suoi confronti. Thiago motta ha passeggiato sempre, Cassano ha fatto cagare, Immobile non ha tirato mai in porta. Però è sempre e solo colpa di Balotelli.
      Balo non è un campione, nè il trascinatore alla Ibra di cui avrebbe bisogno questa nazionale, quindi è inutile chiedergli cose che non può dare. Ed esporlo ora alla gogna nazional-popolare è una vergogna.
      Fossi in lui abbandonerei la nazionale, sempre che verrà convocato dal prossimo ct.

      1. Sicuramente cerca di spostare il tiro, ignaro del fatto che tanti italiani ce l’hanno con lui non per il colore della pelle ma per i suoi atteggiamenti.
        In linea di principio, però, la mole e l’entità delle critiche che sta ricevendo sia dai media che da compagni e CT sono spropositate: non ricordo questo fuoco di fila contro Baggio quando sbagliò il rigore in finale, nè crociate contro Del Piero per i 2 gol mangiati davanti a Barthez prima che la Francia rimontasse la finale di Euro 2000.
        L’accanimento contro di lui è sicuramente figlio dei suoi atteggiamenti spesso sopra le righe ma purtroppo è anche figlio dell’italica tendenza a semplificare e banalizzare, riducendo tutte le colpe ad un solo capro espiatorio. Di solito è il CT, ma in questo caso è più semplice prendersela con Balotelli…

  2. P.S.: Proprio perché c’é bisogno di ricostruire il gruppo, Allegri sarebbe la scelta più sbagliata possibile per il dopo – Prandelli: le dichiarazioni di Zambrotta di qualche mese fa (http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Milan/22-05-2014/milan-zambrotta-allegri-ruppe-lo-spogliatoio-che-lite-ibrahimovic-80733955433.shtml) hanno messo in chiaro che Acciuga non sa assolutamente come si fa a gestire uno spogliatoio. Il che è strano, considerato che è un ex giocatore.

    1. La nomina di Allegri sarebbe una autentica iattura. Non tanto per questioni tecniche (Allegri imho è ben più bravo di quello dimostrato negli ultimi tempi al Milan) quando proprio di personalità: non ha minimamente il carisma per gestire uno spogliatoio complicato come quello di una nazionale e, soprattutto, gestire l’enorme pressione che tifosi e media gli tirerarnno dietro. In nazionale non avrà un Galliani con cui è pappa-e-ciccia e che gli coprirà il culo per ogni sua cappella.
      Francamente non mi piace nemmeno l’ipotesi Mancini, per ragioni identiche a quelle di Allegri.
      Io, stante la povertà tecnica della nostra rosa, punterei su un allenatore-santone, tipo Hiddink: “io capisco di calcio, voi non capite un cazzo, fate quello che dico io, correte come matti e non rompete i coglioni”.

      1. Sono d’accordo. Nei momenti difficili si tende ad affidarsi o all’uomo forte o all’uomo saggio: la prima tipologia è da scartare, perché i dittatori finiscono sempre per peggiorare la situazione anziché migliorarla; la seconda invece può portare a dei buoni risultati, se il saggio è vero e non presunto. A presto! : )

  3. Non voglio ripetere ciò che in tanti già ripetono, ma i calciatori sono soltanto dei mercenari che si vendono al miglior acquirente. Loro giocano solo per i soldi e non per l’amore a questo sport…e di episodi che lo dimostrano sono tanti.

    Se tutti questi campioni, fossero andati in Brasile con la consapevolezza che sarebbero stati pagati solo se il loro dovere lo facevano veramente…altro che litigi e musi lunghi.

    Il calcio, specialmente quello italiano, è un vero porcile, fuori e dentro lo stadio.

    1. Sicuramente quello che dici ha una radice di verità, ma non farei di tutt’erba un fascio.
      Chiunque di noi fa il suo lavoro anche (a volte anche solo) per i soldi, quindi non ci vedo niente di male. Il problema è quando viene meno la professionalità o la passione.
      Il problema della nazionale italiana è stata la completa mancanza di umiltà: nessuno ha voluto ammettere (nè Prandelli, nè i giocatori, nè i tifosi) che l’Italia ha una formazione mediocre figlia di un campionato mediocre. E tutti si sono illusi che con qualche assist di Pirlo e le giocate di Balotelli potessimo fare sfracelli. Ma il primo ha 35 anni suonati e il secondo non è il campione che tutti si illudono sia (o possa diventare).

  4. Premesso che non sono un esperto e del calcio seguo solo i mondiali, posso solo dire che ho visto una squadra che non aveva voglia di correre e atleticamente scadente!
    Oltre alla preparazione fisica Ai nostri giocatori mancano inoltre gli “occhi di tigre” che ogni persona fortemente motivata dovrebe avere … troppo viziati!
    Ma avete visto le palle ed il carattere che la Germania ha mostrato con il Ghana? A me i crucchi stanno sulle palle ma tanto di cappello per professionalità e preaparazione fisica.

    1. Verissimo!
      I metodi di allenamento italiani sono ormai superati: sia i club che la nazionale vanno a 2 all’ora e prendono sonore batoste ogni volta che valicano gli italici confini
      Hai ragione anche quando parli degli occhi della tigre, ma purtroppo la nostra nazionale gioca col coltello tra i denti solo quando è messa con le spalle dal muro da scandali vari (calcioscommese, calciopoli, etc)

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