Transformers – la saga (ovvero come si torna bambini)

Non ho il minimo dubbio che in qualche remoto garage nordamericano un lucente TIR rosso e blu riposi in attesa di trasformarsi in Commander per salvare il mondo, nè tantomeno che una Camero gialla fiammante circoli inosservata nelle highway USA pronta a scattare rapidissima assumendo le sembianze di Maggiolino. Certo, negli ultimi anni abbiamo iniziato a chiamarli con nomi nuovi (Commander è diventato Optimus Prime, Maggiolino BumbleBee e via di questo passo) ma la sostanza non cambia:

i Transformers esistono, su questo non non si discute.

Ne ho l’assiomatica certezza da quando avevo all’incirca 7 anni ed oggi, quasi 30 anni dopo, la mia convinzione resta incrollabile. D’altronde chi, come me, è cresciuto negli anni 80 sa poche cose* con certezza e una di queste è proprio la realtà dei Transformers.

Transformers-OptimusPrime

Se la pensate diversamente è inutile che continuiate a leggere la recensione perchè sarebbe come parlare a dei sordi. Certe cose si possono comprendere ed apprezzare solo se sappiamo guardarle con gli occhi di un bambino, ignorando tutti i vincoli umani e sociali che si stratificano nel cervello mentre diventiamo grandi. Se non riuscite a guardare Transformers CREDENDO FERMAMENTE che questi robottoni antropomorfi esistano sul serio, allora guardate un altro film o per lo meno evitate di criticare.

Il primo Transformers (2007) fu una rivelazione ed un violento ma piacevolissimo tuffo nel passato. Ricordo ancora perfettamente la sensazione di stupore che mi attanagliava lo stomaco mentre, seduto in sala, scorrevano le immagini: effetti speciali sconvolgenti (sfido chiunque a rendersi conto che i robottoni sono realizzati in computer grafica), storia gradevolissima, finale epico, personaggi azzeccatissimi e la scollatura di Megan Fox a gridare vendetta per tutti noi comuni mortali. In quel primo fantastico film non c’è niente fuori posto, neppure un singolo fotogramma di troppo, ed ebbi la netta sensazione di non toccare coi piedi per terra.

Il secondo capitolo, Transfomers La Vendetta Del Caduto (2009), non perde nulla del fascino iniziale, tuttavia colpisce meno nel segno: un po’ perchè la meravigliosa nostalgia che mi aveva scatenato il primo non poteva essere ripetuta, un po’ perchè la storia – questo va riconosciuto – è abbastanza zoppicante e le scene sono unite formando un collage molto poco omogeno. Non che da film di questo tenore ci si aspetti trame mozzafiato o imprevedibili colpi di scena, ma che nemmeno ci sia un minimo di filo logico è un po’ eccessivo…

Il terzo film della serie, Transformers 3 (2011), evita gli inciampi del predecessore e regala una storia più solida e scorrevole, grazie soprattutto a un ritmo narrativo ancora più frenetico e toni sempre più cupi e cruenti (le immagini della Chicago devastata sono mozzafiato) che comunque non impediscono al film di mantenere la leggerezza tipica del puro e semplice entertainment. Il film… pardon, gli occhi nemmeno risentono della perdita di Megan Fox, che viene degnamente sostituita dalla stangona Rosie Huntington-Whiteley cui va tutto il mio rispetto!

Transformers-MeganFox

La mano del regista Michael Bay è inconfondibile in tutti e 3 i film: fracassonate come se piovesse, patacconate colossali, smaccata predilezione per gli attori in CGI (i robottoni) sugli attori umani, distruzioni su distruzioni, morti ammazzati su morti ammazzati, la retorica americana della bandieraastelleestrisce all’ennesima potenza, tempi narrativi così semplici da sembrare infantili. Queste caratteristiche sono additate dai detrattori della saga dei Transformers (e di Bay) come peccati capitali mentre per me rappresentano le migliori qualità di questi film, le ragioni per cui mi sono piaciuti così tanto.

Quando vedo un film dei Transformers io ritorno bambino. Anzi no, non è un ritorno, è più una trasformazione: esattamente come i robottoni del film perdo le mie sembianze attuali e divento qualcos’altro. Mentre sullo schermo della sala scorrono i primi fotogrammi di Transformers con l’inconfondibile musichetta, io smetto di essere il posato 35enne che fino a pochi minuti prima cambiava il pannolino alla figlia e mi trasformo in quel bambino con la pelle liscia e i capelli che restava a bocca aperta ogni volta che vedeva i cartoni dei Transformers, quel bambino che quando si sedeva sulla poltroncina del cinema nemmeno toccava coi piedi per terra.

Ora mi credete quando vi dico che i Transformers esistono sul serio? Anche io sono un Transformers e non vedo l’ora che venga domani sera, quando andrò al cinema a vedere il quarto film della saga e, per l’ennesima volta, mi trasformerò. E quando, seduto in sala, i miei piedi non arriveranno più al pavimento, allora tutto sarà perfetto.

Voto: 8

POST SCRIPTUM: 
(*) = Le altre certezze dei bambini cresciuti negli 80 sono, in ordine sparso:

  • la presenza, in Giappone, di campi di calcio così lunghi da superare la linea dell’orizzonte
  • la bontà dell’Uomo Tigre che dona agli orfanelli i proventi dei combattimenti
  • la presenza di un tizio pericolosissimo che toccandoti in 3-4 punti vitali ti fa scoppiare come un gavettone
  • che Candy Candy è un puttanone.

TransformersLocandine

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18 pensieri su “Transformers – la saga (ovvero come si torna bambini)

  1. Evidentemente, e nonostante le mie stoccate, il mio affrontare la saga ti ha fatto venire voglia di scriverne ancora 😉

    1. EH SI, non mi sono potuto trattenere… ed effettivamente lo spunto mi è venuto leggendo i tuoi post che, come al solito, sono cinematograficamente impeccabili ma che, purtroppo, sono distanti anni luce dalle emozioni che mi genera la visione di questi adorabili filmetti 😀

  2. AHAHAHAH!!! Beh, anche io ho le tue stesse certezze, e come te adoro questi tre film…e come te, non vedo l’ora di andare a vedere il quarto episodio!!! 🙂

      1. io dell’Uomo Tigre.
        E’ un personaggio oscuro, perfetto per il cinema di oggi, una sorta di Batman se mi passi il parallelo…
        Aspetto e spero 🙂

    1. se la vedo cogli occhi del 35enne non posso che criticarla anche io…
      ma siccome la vedo con gli occhi del mio io 8enne, allora vado in brodo di giuggole…
      e tu Lupo, li hai visti? ti sono piaciuti? Sono un po’ oltre i tuoi gusti mi sa, però credo che come me tu ci sia cresciuto con questi robottoni….

      1. Oh si che li ho visti lapps, pero’ io ho un cinque annetti in piu, e quando c erano i transformers giocattoli truccavo gia’ il cinquantino…. Quindi li ho vissuti con l occhio finto critico di chi e’ gia grandicello… E anche con un pi di invidia per quelli che ci pitevano giocare 🙂 🙂

  3. Ciao scusami se ti disturbo ancora ma volevo sapere se per te va bene se metto il mio articolo dove ci sei tu su google più,perchè oggi ho creato l’account su google più e ho messo tutti gli articoli del sito.

  4. Sono d’accordo sul giudizio generale sulla saga. Ricordo come ero titubante nel vedere il primo film e di come mi era infine piaciuto.
    Purtroppo si è notato un inclinarsi qualitativo, soprattutto con questo quarto film, ma è indiscutibile che i robottoni sono molto divertenti!

    Ciao

    1. Effettivamente il capitolo 4 é sciatto come il 2, nonostante il totale ricambio del cast. Comunque rimane un gradevole passatempo se si ha voglia di staccare la spina per un paio di ore

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