Le missionnaire

Le missionnaire potrebbe far pensare a un film erotico francese degli anni ’70, ma in realtà è una brillante commedia degli equivoci del 2009 diretta da Roger Delattre e ben interpretata da Jean-Marie Bigard.

Le MIssionnaire Tutta la storia ruota intorno a Mario, un ex galeotto che per sfuggire ai suoi vecchi compari di furfanterie si traveste da prete e si nasconde in un ameno paesino del sud della Francia. Mentre suo fratello (che è un prete vero) cerca di piazzare la refurtiva del colpo per cui era finito in galera, Mario viene scambiato per il nuovo parroco del paese e costretto ad officiare messa, confessare i paesani, mediare le diatribe cittadine e (cosa a lui più invisa) stringere amicizia con le forze dell’ordine. I suoi modi burberi ma efficaci conquistano subito i fedeli al punto che quando arriverà in paese il vero parroco, verrà considerato un impostore, malmenato e messo in prigione!

Trama scontata, penserete. E avete ragione. Di più: il finale è così prevedibile che già dopo 15 minuti sapevo come sarebbe andata a finire. Ma in film come questi non è la storia che fa la differenza: essa serve solo da sottofondo perchè è il ritmo delle scene esilaranti ad essere il vero indiscusso protagonista di Le missionnaire.

Quando vedo una commedia mi aspetto solo una cosa: DIVERTIMENTO. E Le missionnaire ne distribuisce a profusione. Niente morali, niente finale melodrammatico, niente riflessioni profonde. Solo gag, risate e battute divertenti. E senza mai scadere nel trash, dettaglio questo non trascurabile. Una lezione sullo stile della commedia, insomma, che credo farebbe bene a quei registi italiani che invece di sbattersi tanto nel vano tentativo di darsi un tono, dovrebbero ricordare che le commedie devono far ridere e che le venature melodrammatiche vanno bene giusto nei film con Nino D’Angelo e Mario Merola.

Voto: 7

 

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22 pensieri su “Le missionnaire

  1. L’ho visto al cinema, e il ricordo che mi è rimasto impresso è “pessimo!”. Sicuro che non scada mai nel thrash? Non ricordo bene ma mi pare ci fossero diverse scene al limite…

    1. L’unica scena veramente patetica che ricordi è quando lui ritrova la compagna di colore e ululano nella notte, ma nel complesso mi è sembrato un film per niente volgare, pur essendo leggero e prestandosi (per trama e personaggi) a scadimenti di tal genere.
      Poi, può piacere o non piacere. Tieni conto che io ho sempre sommamente disprezzato il cinema francese e magari, vedendo per la prima volta un film decente, posso essere stato spinto ad esaltarlo più del dovuto…
      De Gustibus 😀

      PS: se riesco a trovare il tempo nei prossimi gironi scriverò un post su 3 dischi nuovi che sto ascoltando a ripetizione (e che immagino avrai sentito pure tu almeno una volta):
      The Gaslight Anthem – Get Hurt
      Ryan Adams – Ryan Adams
      Tom Petty – Hypnotic Eye

      1. Quindi Giù al Nord fa parte della lista dei disprezzati? Io non l’ho mai visto, ma so che è molto apprezzato.

        P.S.
        Si, ascoltati tutti e tre. Adams è in ascolto da ieri, dei Gaslight ho apprezzato 3 pezzi e stop, di Tom e soci invece il nulla, ma forse dovrei approfondirlo.

      2. Già al nord non l’ho visto… mea culpa: vidi quello con Bisio (il remake italiano) e persi interesse a vedere l’originale. Però, il fatto che sia piaciuto a molti mi tange poco: il cinema francese è sempre molto lodato (non so perchè) ma io no l’ho mai digerito. Anche l’ultimo acclamatissimo “La vita di Adele” non fosse stato per i lesbo-show delle protagoniste non avrei mai potuto reggerlo fino alla fine….

        Sui 3 album:
        Get Hurt mi sta prendendo bene. Ci sono alcuni pezzi veramente notevoli, altri un po’ meno in effetti. Nel complesso ho l’impressione che la band non riesca a fare il salto di qualità, che continui a rimasticare gli stessi suoni di American Slang, incapace di cambiare ed andare avanti.
        Ryan Adams è un gran bel disco. I primi 2-3 ascolti quasi non piace, ma poi cresce esopnenzialmente. Certo, i tempi di Gold o Demolition o Rock’n’Roll sono lontanissimi, però Ryan sa sempre il fatto suo.
        Tom Petty merita sempre, questo in particolare. Ha una carica e una energia insospettabili per uno con la sua carriera alle spalle. Non mi spiegherò mai perchè (almeno in UE) sia così poco conosciuto ed apprezzato.

      3. Un’altra perla del cinema francese assolutamente da recuperare è Cous Cous. Nello stesso giorno vidi al cinema prima questo film e poi American Gangster: due titoli profondamente diversi, ma li amai moltissimo entrambi.

  2. Non parlarmi di Nino D’Angelo. E’ da diverso tempo che Rai Movie trasmette a ciclo continuo i suoi musicarelli. Ieri me lo son trovato tra le palle pure su Rai 3. Di tutti quelli a cui potevano dedicare una retrospettiva, proprio Nino D’Angelo dovevano prendere? Un bel Verdone d’annata pareva brutto?
    E a proposito di Verdone, ti consiglio di riguardare (perché sicuramente l’avrai già vista) un’altra commedia degli equivoci da lui diretta, Acqua e sapone. La trovi completa su Youtube. Questa è una delle mie scene preferite:

    1. I primi film di Verdone son tutti chicche. Acqua e sapone è uno dei migliori anche se secondo me il suo apice resta Bianco Rosso e Verdone e Troppo forte. Da lì in poi è stato uno scadimento continuo fino agli ultimi pessimi film (Io loro e Lara è un insulto all’intelligenza, secondo me).
      Paradossalmente lo preferisco come attore che come regista\autore

      PS: è curioso il fatto che tu citi verdone. Nella prima stesura del pezzo, anzichè menzionare Nino D’Angelo, citavo proprio Verdone come massimo esponente della commedia all’italiana che si svilisce acquisendo venature più drammatiche o melodrammatiche. Mi hai letto nel pensiero eheheheheh

      1. Il mio Verdone preferito invece è quello di Un sacco bello. In particolare la scena del contrasto tra il padre bacchettone e il figlio hippy la considero un capolavoro assoluto. Già che ci sono posto anche questa:

        A presto! : )

    1. Sta retorica del Sud Vs Nord mi ha veramente stufato…
      Mi piacerebbe che la commedia italica sapesse staccarsi dai 3-4 topoi che la animano da 10 anni a questa parte (Maschi Vs Femmine, Sud Vs Nord, dieletto romanaccio, dialetto toscano).

      Aggiungici poi che non digerisco la Cortellesi (prima o poi farò un post sugli attori che non sopporto) ed il gioco è fatto 🙂

      Cmq negli ultimi giorni ho visto altri film meritevoli, se trovo il tempo ci faccio un post 🙂

      PS: non avrei mai creduto che ti fosse piaciuto Un Boss in Salotto!!!

      1. Ma lo sai che io sono uno spettatore poco esigente, per schifarmi devi proprio impegnartici! : ) A proposito di titoli schifosi, stiamo ancora aspettando la tua lista de “I film che tutti odiano tranne me.” E quando stilerai la lista degli attori che non sopporti, attento a non citare Barbara D’Urso: sarebbe capace di querelarti! : )
        Comunque la Cortellesi non piace neanche a me. Fa parte di quella categoria di persone, semplicemente insopportabili, che si credono molto più simpatiche di quelle che in realtà sono. In quel film però la comicità si regge quasi tutta sulle spalle di Papaleo, e quindi la presenza della Cortellesi non rovina il film più di tanto.
        Hai ragione anche quando scrivi che la commedia all’italiana non sa uscire dai soliti 3 – 4 argomenti base, ma io non ho mai considerato la mancanza di originalità un difetto. Mi sta benissimo che un film scopiazzi a destra e a manca oppure rimastichi argomenti ormai triti e ritriti, a patto che sia comunque un prodotto riuscito. Per esempio, Sergio Rubini scopiazza di continuo (“Tutto l’amore che c’è” è un clone de “Il ciclone”, “L’anima gemella” ricalca palesemente le commedie degli equivoci di Shakespeare, “L’uomo nero” rubacchia una trovata narrativa da “Mr Bean l’ultima catastrofe” eccetera), ma i suoi film sono ottimi, e lo considero uno dei migliori registi italiani. Se non hai già visto “Tutto l’amore che c’è” e “L’uomo nero”, fallo: mi ringrazierai. : )

      2. Rubini mi manca, cercherò di vederli (anche se ultimamente la mia watchlist si sta pericolosamente intasando…).

        Hai perfettamente ragione quando dici che citare o “scopiazzare” o rimasticare i soliti clichè può anche essere positivo. Tarantino ci ha costruito quasi per intero la carriera in fondo. Ma lui lo fa con intelligenza e gusto, questi altri con penosa incapacità. Il problema è tutto qui.

        La lista dei miei guilty pleasure è pronta da tempo, tuttavia non ho ancora trovato il tempo di organizzarla e corredarla dei doverosi commenti.
        Stesso discorso vale per la lista degli attori a me invisi.
        Ma l’autunno sarà stagione di classifiche… d’altronde è un po’ che non ne faccio. Spero di ultimarne già una per la prox settimana. E a ruota anche le altre!!!!!!

        PS: la Cortellesi non solo si ritene – a torto – brava e simpatica ma addirittura si crede pure bella. Non che sia brutta, percaritàdiddio, però che una come lei si atteggi pure a strafica proprio no eh… 😀

  3. Ho visto il Missionario e confermo ogni tua parola!
    La commedia francese vive ormai da qualche tempo un buon momento! Vedi Quasi Amici e Giù al Nord… e poi questo

    Ciao 😉

    1. Ecco, ci sarebbe pure Quasi Amici, non ricordavo.
      Un altro bel film.
      Effettivamente i nostri cugini sfigati ultimamente le commedie le stanno facendo meglio di noi. E a sto punto mi toccherà pure vedere sto benedetto Giù Al Nord…
      Mannaggia a voi che mi fate crescere a dismisura la watchlist eheheheh 😀

    1. Ai tempi di mai dire gol mi piaceva ma poi, da quando ha iniziato a fare film, la sua comicità mi sembra diventata ingessata,i artefatta e poco credibile. E poi lei ha quell’aria perenne da maestrina bacchettona…. Almeno per me 😀

      1. Hai detto bene, ai tempi di Mai dire Gol era una comica davvero valida, alcuni personaggi erano alquanto spassosi. Per quanto riguarda il suo lato di attrice non mi cimento perché ho visto pochi film…

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