Cronaca di un entusiasmante pareggio

Perdere con la Juve ci sta. Ma farsi prendere a pallonate dall’Empoli no, è inaccettabile.

Non illudano la rimonta, l’eurogol di Torres, la traversa di Menez o il gol di Honda, perchè se al 60° il risultato fosse stato di 4-0 per i toscani non avremmo avuto di che lamentarci. Molli, slegati, senza grinta e svogliati. E per fortuna che Mister Inzaghi aveva tenuto a precisare già dopo la prima partita che non avremmo mai perso con squadre più vogliose di noi.

Pippo, ma chi te l'ha fatto fare????
Pippo, ma chi te l’ha fatto fare????

Per lunghi tratti dell’incontro mi è parso di rivedere il Milan dello scorso anno, quello che non riusciva a battere il Livorno o prendeva imbarcate storiche contro il Sassuolo. Cambiano gli allenatori, cambiano i giocatori, cambiano i parametri 0 eppure il risultato finale è sempre lo stesso: la squadra gioca di merda.

Non viene anche a voi il sospetto che i problemi del Milan inizino fuori dal rettangolo di gioco? D’altronde, se il proprietario si ricorda della squadra solo in prossimità degli appuntamenti elettorali (quanto scommettiamo che in primavera si vota?), se l’amministratore pensa a gozzovigliare e pavoneggiarsi coi media dietro la sua cravatta gialla, se gli allenatori vengono cacciati in base ai capricci e ai ricatti tra i due reggenti; se l’amministratrice si gingilla con l’arredamento di CasaMilan, perchè mai dovremmo aspettarci che i giocatori non siano altrettanto superficiali e sprovveduti? Il pesce puzza sempre dalla testa…

Ma ovviamente la colpa dell’allenatore, è SEMPRE dell’allenatore. Già debitamente pungolato da Berlusconi, basteranno altri due risultati negativi e poi Inzaghi verrà dato lentamente ma inesorabilmente in pasto a media e tifosi, ennesimo capro espiatorio di una società ormai priva di dignità o semplice buon senso.

E mentre si consuma questa commedia degli orrori, il Milan va in malora, con buona pace della stampa asservita e dei tifosi evoluti. Per quelli pensanti come noi, invece, resta soltanto il disgusto e la incrollabile speranza che questo strazio, prima o poi, finirà.

 

 

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13 pensieri su “Cronaca di un entusiasmante pareggio

  1. Ho visto parte della partita: mi sono sintonizzato quando l’Empoli era già sul 2 – 0, e sono rimasto sul divano fino all’intervallo. Questa premessa per far capire che ho visto solo uno spezzone di partita.
    Da quello spezzone ho tratto le tue stesse conclusioni. L’Empoli arrivava sempre prima sul pallone, non c’era né la necessaria grinta da parte del Milan né alcun timore reverenziale da parte dell’Empoli.
    Ecco, forse questa è la cosa più grave: il Milan non viene più percepito come una grande, e quindi non può più contare su quella soggezione da parte degli avversari che nell’arco di una stagione qualche punto in più te lo garantisce.
    Comunque, è sempre più evidente che tra Inzaghi e Rami non corre buon sangue. Prima Super Pippo ha tentato di farlo cedere al Monaco, senza successo perché il mercato era agli sgoccioli; poi l’ha panchinato 3 volte su 4, arrivando a preferirgli perfino Bonera. I risultati si sono visti: entrambi i gol dell’Empoli sono arrivati per colpa di quest’ultimo.
    Nelle scelte tecniche un allenatore non deve mai essere influenzato da simpatie o antipatie: tra un bravo ragazzo pippa e uno stronzo che ci sa fare deve scegliere sempre e comunque il secondo, per quanto gli possa stare sulle palle. Il suo compito è mettere in campo la formazione migliore possibile, non mettere gli alunni cattivi dietro la lavagna come una maestra elementare. Finché Inzaghi non capisce questo, non potrà mai diventare un bravo allenatore.

    1. Caro wwayne temo che tu stia considerando il parere e il volere dell’allenatore del Milan più grandi di quanto siano in realtà.
      Gli allenatori del Milan, neppure i più vincenti, non ha mai influenzato minimamente il mercato del Milan. In quasi 30 anni di presidenza SB si è registrato un solo caso, quando Sacchi si impuntò per Rijkaard in luogo di Borghi, la classica eccezione che conferma la regola: la società compra e vende mentre l’allenatore subisce le scelte. Anche quando vogliono far credere il contrario (ad esempio l’acquisto di Matri) si tratta di una messa in scena con la quale l’allenatore è costretto ad accollarsi scelte non sue. Con SB è sempre stato così e sempre così sarà.

      Pertanto Rami non è stato messo sul mercato da Inzaghi per motivi disciplinari (ad esempio Muntari e Menez non mi sembrano molto migliori di Rami), bensì dalla società che aveva visto l’opportunità di monetizzare subito con la sua cessione, ma poi il giocatore si è messo di traverso e ora lo costringono in panchina per punizione, esattamente come 2 anni fa (in piena lotta scudetto) Aquilani e Maxi Lopez non giocavano mai perchè sennò poi scattava l’obbligo di riscattarli, ma si cercava di far passare quelle scelte come dell’allenatore.

      Ti confesso che Inzaghi mi fa un po’ pena: si trova catapultato in una realtà più grande di lui, con una squadra di pippe, senza la dovuta esperienza e con la consapevolezza che al primo segno di tempesta la proprietà lo scaricherà, seguito a ruota dalla dirigenza.
      Chi o cosa lo abbia convinto ad accettare questa scommessa persa in partenza resteranno un arcarno mistero, temo per sempre.

      1. Io invece credo di sapere benissimo perché Inzaghi ha accettato: perché allenare il Milan era il suo sogno da anni (ricordiamoci degli screzi in merito tra lui e Allegri), e quindi quando gli si è presentata quest’opportunità lui ci si è gettato a capofitto, senza stare tanto a pensare ai pro e ai contro.
        E comunque, anche se lui non fosse stato così legato all’ambiente rossonero, allenare il Milan è comunque un’occasione che 9 allenatori su 10 accetterebbero ad occhi chiusi. Per esempio, qualche mese fa si parlava di un passaggio di Montella al Milan, e io dissi a mio padre: “Sarebbe una scelta folle: la Fiorentina è una società in ascesa, il Milan è una nobile decaduta.” Mio padre mi rispose: “Anche in queste condizioni, il Milan è sempre il Milan, e sarà sempre mille volte più attraente della Fiorentina.” E aveva perfettamente ragione.
        Il mancato riscatto di Aquilani fu una sciagura (avreste risolto il problema del vice – Montolivo per almeno 5 anni), ma quello di Maxi Lopez fu una fortuna: il Milan è già abbastanza un puttanaio così com’è, senza bisogno che si infili dentro anche la Wanda… : )

      2. Credo che tu abbia ragione sia su Inzaghi che su Maxi Lopez.
        Quel che non capisco su inzaghi, però, è che essendo un novizio l’esperienza negativa al Milan rischia di bruciarlo e precludergli un percorso di successo in futuro. Stessa discorso varrebbe per Montella. L’assurdità dell’allenatore del Milan è che a lui spettano solo le colpe, mentre i meriti se li pigliano sempre SB e AG.
        E’ da pazzi sottostare a una logica di questo tipo.

        Su Maxi Lopez, nello specifico, hai certamente ragione tu. Però è assurdo prendere un giocatore a gennaio e poi non farlo mai giocare per non doverlo riscattare: tanto valeva non prenderlo neppure….

        PS: certo che ora senza Rossi e Gomez davanti siete proprio messi male. Pradè è bravo, mi piace, ma l’idea di avere contemporaneamente due punto brave ma molto (troppo) fragili non è stata proprio un’intuizione vincente, soprattutto perchè poi i sostituti non sono minimamente all’altezza (anche se ho sentito parlare molto bene di questo Bernardeschi).

      3. Pradé sa benissimo che un giocatore integro e forte non verrebbe mai alla Fiorentina. Di conseguenza, i casi sono due: o prende delle pippe integre (vedi Iakovenko), o prende dei fuoriclasse sempre rotti. Quest’ultima è di gran lunga la soluzione che adotta più spesso: pensa che nella nostra squadra quasi tutti si sono infortunati gravemente almeno una volta. Rossi, Gomez, Aquilani, Gonzalo Rodriguez, Micah Richards… ciascuno di loro ha come minimo un crociato ricostruito.
        Per quanto riguarda Bernardeschi, adesso si ritrova con l’ingrato compito di dover tirare avanti la carretta da solo, dato che gli unici attaccanti sani (Iakovenko e Babacar) non farebbero gol nemmeno nei Pulcini. Anche lui, come Inzaghi, rischia di bruciarsi. Noi speriamo che invece succeda la cosa opposta, e che sfrutti questa occasione per dimostrare di essere un giocatore già pronto per fare il titolare. La difesa di burro del Sassuolo è un ottimo banco di prova per verificarlo. Speriamo bene! : )

      4. E’ un vero peccato però.
        Sarebbe bastato avere una riserva tipo Pazzini per tirare avanti aspettando il ritorno di Gomez senza costringerlo a un recupero frettoloso.

    1. Bonera son 10 anni che lecca il culo a Tassotti, l’eminenza grigia di questa squadra di pippe.
      E’ così che si è garantito il posto da titolare. E guarda caso quando c’era Seedorf (che del Tasso se ne sbatteva altamente) non ha quasi mai giocato.

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