Non dico altro (ovvero la carezza dell’elefante)

NonDicoAltroPuò un gigante barbuto di oltre 150 chili conosciuto dai più come un corpulento e spietato capofamiglia mafioso del New Jersey regalare un’interpretazione di impareggiabile delicatezza e dolcezza? Può farlo? Può riuscirci?

Può. James Gandolfini può.

Non dico altro non sarebbe un film memorabile: è una classica commedia romantica senza troppe pretese che strappa in egual misura sorrisi sinceri e sorrisi amari perchè, e la vita ce lo insegna tutti i giorni, talvolta vanno bevuti anche calici non graditi. L’unico aspetto veramente interessante è l’ambientazione del film: non le canoniche vite frizzanti e disordinate di 20enni/30enni affannati nella disperata ricerca di scoprire cosa sia l’amore e quali meraviglie possa offrire, bensì tra disillusi 40enni/50enni che dall’amore ormai si aspettano solo conforto, compagnia e serenità. La protagonista (la qui brillante Julia Louis-Dreyfus) è una fisioterapista divorziata, con una figlia che sta per andare al college e con il bisogno di riempire i troppi vuoti della sua vita: perchè far fronte alla solitudine è una delle imprese più ardue che ci para davanti l’inesorabile scorrere degli anni.

James Gandolfini irrompe nel film e lo trasforma: le pieghe amare del sorriso di lei assumeranno via via inclinazioni più dolci mentre lui avvolto nelle sue maglie oversize lascia trasparire una umanità dolce e sincera che ti stupisce ancora prima di notarla perchè ti arriva addosso delicata come il venticello primaverile che accarezza le margheritine appena spuntate. Perchè James Gandolfini non era solo grosso: era un grande.

Non dico altro è come una ragazza un po’ bruttina, che non ci penseresti mai di farle il filo ma poi per caso o per sbaglio ti ci ritrovi a parlare e in pochi istanti scopri che persona meravigliosa si celi dietro quelle sembianze lievemente sgraziate. E passano i giorni e ci ripensi: il ricordo delle sue parole stimola riflessioni sempre nuove e sempre più profonde, talvolta scomode ma il più delle volte illuminanti. Perchè le persone (e i film) veramente interessanti sono quelle che ci entrano dentro e ci stimolano a pensare, a migliorare, a crescere.

Ti ringrazio, James, per quest’ultima dolcissima lezione di vita. Mi mancherai!

Voto: 7+

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2 pensieri su “Non dico altro (ovvero la carezza dell’elefante)

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