3 days to kill (ovvero quando Amber straccia Kevin)

Kevin Costner nei panni dell’agente segreto CIA che mena-spara-ammazza nunsepòvedè.

3-days-to-kill-kevin-costnerNon ne ha il fisico, non ne ha (più) l’età, non ne ha il curriculum, non ne ha la faccia. Anche con la barbetta di 3 giorni, il buon Kevin c’ha sempre la faccetta piaciona del provolone over 60 che passa la giornata tra i bar del paese abbordando tutte le milf che gli capitino a tiro. Pashmina, polsini della camicia slacciati, sguardo intenso da viveur, mocassini senza calzino, ostentata nonchalance: gli manca solo uno stecchino agli angoli della bocca. Può coglionare le cinquantenni fresche di menopausa con la pubblicità del tonno (mai testimonial ha somigliato così tanto al prodotto), ma non può nulla per sembrare a suo agio in una storia di Luc Besson. Perchè sia stato scritturato come protagonista di 3 days to kill resta quindi un mistero su cui nemmeno la fantasia di Adam Kadmon potrebbe far luce.

Ed è un peccato, perchè al netto di Kevin pescefuordacqua Costner, 3 days to kill sarebbe un film carino. Merito di una narrazione dal ritmo serrato, di personaggi semplici ma convincenti, dell’ottima resa delle scene d’azione, della sempre fascinosa ambientazione parigina, del giusto dosaggio di momenti ilari e divertenti, di una sceneggiatura (firmata Luc Besson) che non si prende mai troppo sul serio. D’altronde il Luc Besson che nonsiprendetropposulserio è di solito adorabile, al contrario di quello serioso che ultimamente realizza solo delle cagate colossali come Colombiana (ve lo ricordate?).

Ma, sopra ogni altra cosa, 3 days to kill funziona perchè c’è Amber Heard.

La sua bellezza è paralizzante. E’ una di quelle donne che ho sempre pregato di non incontrare MAI. Perchè una femmina del genere può fare solo una cosa alla tua vita: rovinarla. E’ un patrimonio universale, non potrà mai essere di uno soltanto e nemmeno di tutti. Sarà sempre e solo proprietaria di se stessa e della vita di tutti coloro che avranno avuto la sfortuna (si fa per dire) di incrociare il suo sguardo di ghiaccio. In 3 days to kill ha un ruolo secondario e interpreta un personaggio a metà tra il grottesco e il fatale, eppure buca più lo schermo lei nelle poche scene in cui è presente che Kevin tonnofuordacqua Costner per tutta la durata del film. Irrompe, scalza, seduce, spara, sovverte, risolve, ammalia. Ecco, Amber Heard ammalia. Ammalia nel senso etimologico del termine. Fa star male. Dio come fa star male.

E’ così che Amber ammaliatrice Heard straccia Kevin tonnoinscatola Costner.

Voto al film: 6
Voto a Kevin Costner: 2
Voto ad Amber Heard: 9+

Sparami pure, Amber. Morirò felice!
Sparami pure, Amber. Morirò felice!
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17 pensieri su “3 days to kill (ovvero quando Amber straccia Kevin)

  1. Gionni e’ un grande, lo dicevo io!!! D altronde lappp se non se la spupazza lui chi altro? 🙂 che per l amber c ho un debole pure io…. Qui di sto tre deis tu chill mi sa che me lo guardo 😉

    1. Non ne resterai deluso!!!!!
      PS: gionni sarà pure un grande ma dopo aver visto Transcendence (che recensirò nei prossimi giorni) mi è scaduto proprio
      PPS: sono onesto e dico pure che lo invidio da paura…. beato lui 😀

  2. Scrivo questo commento in ritardissimo sulla data di pubblicazione del post, ma per caso hai visto l’ultima defecata, pardon film di Kevin Costner dove si ostina inutilmente ad essere un duro? E’ talmente caduto in basso che addirittura Alessandro Gassman l’ha spodestato dal trono di divo del tonno…

    1. Stai forse parlando di Criminal??????
      Mamma mia che film orrendo… io non capisco perchè ormai gli facciano sempre fare la parte del duro in film d’azione…. non è proprio tagliato per sto genere di roba…
      Ma perchè? Perchè?
      Ma fategli fare uno dei films di Nicholas Sparks: lì si che sarebbe perfetto (e io lo posso affermare con cognizione di causa)

      1. la cosa più sconvolgente non è che lui ACCETTI questi ruoli, ma che ci siano dei produttori che glieli PROPONGANO.
        Misteri di hollywood, meglio non entrarci.

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