Il Milan non c’è più

Il Milan non c’è più. La squadra ardimentosa che insegnava calcio in tutto il mondo sfoggiando i suoi campioni ormai è svanita nel nulla. La società punto di riferimento e modello assoluto per chiunque volesse fare calcio ad alti livelli ormai è solo un pallido ricordo. Di quell’antica grandezza resta qualche sbiadita traccia nei vecchi filmati di youtube, nei ricordi dei tifosi over 30, nella galleria fotografica nei corridoi di Milanello.

Al posto di quel Milan c’è una copia sbiadita, un sorta di AVATAR, che usurpa i colori rossoneri e giorno dopo giorno infanga l’essenza del cacciavitismo milanista. Quando e come il Milan originale sia stato sostituito dall’impostore è motivo di dibattito: alcuni credono che iniziò tutto nel 2009 con la cessione di Kakà, mentre altri indicano l’estate del 2012 – quella del “Thiago resta” anzi no “lo vendiamo insieme ad Ibra” – come il principio del tracollo. Non che faccia molta differenza, perchè ciò che conta alla fine è solo l’attuale miseria.

MilanAtalantaGallianiLa partita di ieri pomeriggio è il paradigma perfetto dello scempio con cui il Milan è stato scientemente annichilito: 1 SQUADRA in divisa bianca ha umiliato 11 GIOCATORI vestiti di rossonero giocando una partita onesta e vogliosa, ponendo l’ORGANIZZAZIONE davanti alle giocate individuali e sputando sangue su ogni pallone. E tutto questo costando la metà della metà dei damerini e dei pagliacci allenati dal profeta della bresaola.

Inzaghi è un incapace. Ormai è passato tutto il girone di andata e lo posso affermare senza tema di smentita: Inzaghi è un incapace. Non mi aspettavo da lui chissà quali innovazioni, ma un minimo di ordine e disciplina tattica, almeno questo, si. E parimenti mi aspettavo che i giocatori fossero arsi da quel sacro fuoco che lui ha sempre avuto, quella furia agonistica che l’ha aiutato ad arrivare oltre i suoi effettivi limiti tecnici. E invece niente. Sarebbe ingiusto addossargli colpe che non ha, d’altronde ho sempre sostenuto che il Milan gioca male perchè la società lavora male: la rosa è lacunosa ed i giocatori da Milan sono solo un paio, al massimo tre. Però tra il poco che mi aspettavo e questo niente c’è una bella differenza.

Dopo gli osanna ingiustificati cantati per mesi è già iniziato il processo di liquidazione e così Inzaghi sarà scaricato rapidamente come una merda mentre un nuovo agnello sacrificale verrà issato sull’altare della panchina rossonera. Il mantra è sempre lo stesso: quando si vince è merito di Berlusconi e di Galliani, quando si perde è colpa dell’allenatore. Mi chiedo però quanto potrà durare questo giochino e, soprattutto, quando chi di dovere sarà costretto ad affrontare le proprie responsabilità.

Io, nel frattempo, aspetto. E mentre aspetto continuo a tifare il Milan. Quello vero però, non questa vomitevole imitazione.

Berlusconi HipHipUrrà
Per questo Milan di merda HIP HIP URRA’

 

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23 pensieri su “Il Milan non c’è più

  1. Qualche giorno prima della partita con l’Atalanta, ho guardato i minuti finali di Milan – Sassuolo di Coppa Italia. Ero rimasto piacevolmente sorpreso, perché finalmente cominciavo ad intravedere uno schema di gioco, anche se molto banale: palla dalla difesa a Montolivo, lancio di Montolivo per Bonaventura, poi quest’ultimo cercava il tiro o l’assist. In pratica con il Sassuolo Inzaghi ha rispolverato lo schema del suo maestro Ancelotti: palla dalla difesa a Pirlo, lancio di Pirlo per Kakà, e invenzione di quest’ultimo che portava al gol.
    Con l’Atalanta l’ennesimo stravolgimento: Bonaventura è stato arretrato a centrocampo, e quindi quando Montolivo lanciava in avanti non c’era nessuno in mezzo pronto a raccogliere, perché Cerci ed El Shaarawy giocavano troppo esterni e Menez era troppo avanti.
    Altrettanto folle la scelta di sostituire lo stesso Montolivo: ma come, devi buttare la palla in area per il forcing finale e togli l’unico giocatore che ti può azzeccare un lancio? Per mettere Niang poi, uno che non farebbe gol nemmeno nei Pulcini.
    Lo dico senza ironia: in questo momento qualsiasi tifoso milanista farebbe scelte più sensate di Inzaghi. Perché lo capirebbe anche un bambino che Bonaventura deve stare sulla trequarti, che Montolivo deve giocare sempre e che giocatori come Niang non vanno portati nemmeno in panchina.
    E soprattutto, un qualsiasi tifoso milanista non sarebbe così rassegnato di fronte all’immobilismo di Berlusconi e Galliani. Al contrario: si incazzerebbe, punterebbe i piedi, pretenderebbe di cacciare le pippe e sostituirli con giocatori, se non forti, quantomeno bravi.
    Tra l’altro continuando a tenere Inzaghi si rischia di deprezzare ulteriormente i pochi giocatori forti ancora presenti in rosa. De Sciglio, per esempio, in questo momento di crescita avrebbe bisogno di un maestro di calcio che lo faccia maturare, non di un incapace che gli faccia fare 20 passi indietro come Inzaghi.
    Insomma: va cacciato a tutti i costi. Lo dissi dopo Milan – Palermo 0 – 2, continuai a pensarlo anche dopo gli illusori 4 punti con Napoli e Roma e lo penso a maggior ragione adesso.

    1. L’esonero ci sta, ma non risolverebbe la situazione.
      Se la società avesse voluto un allenatore vero l’avrebbe preso a giugno, invece preferiscono dei manichini tant’è che 3 degli ultimi 4 allenatori fino al giorno prima non avevano mai allenato una squadra di professionisti.
      Le colpe di Inzaghi sono essenzialmente 2:
      1. rendere meno di quel minimo che è doveroso aspettarsi da un tecnico
      2. essere totalmente asservito alla società, uno zerbino totale. Non si lamenterà mai delle pippe nè chiederà giocatori migliori. E’ stato messo lì proprio per questa sua capacità e i fatti dimostrano che chi si comporta diversamente (Seedorf) ha vita breve.

      Come scrissi lo scorso aprile:
      il Milan è ostaggio di un proprietario che non fa più il presidente, di un Amministratore Delegato che cura solo i propri interessi, di una giovane ereditiera che non sa che cazzo vuole.
      Lo schifo che il Milan esprime oggi sul campo è figlio della merda che la società produce a tonnellate da almeno 5 anni, è questa la verità e finché non cambierà l’andazzo nella stanza dei bottoni noi continueremo ad ingoiare rospi su rospi.

  2. Posso dire una cosa (provocazione)?
    Forse dovresti chiedere scusa a Seedorf Clarence, perchè lui era sul serio uno da cui ripartire. Uno che aveva ben chiaro cosa fare per tornare (o provare a farlo) ad essere il Milan! Si poteva discutere il modo, legittimo, ma c’era voglia e competenza, mentre ora Inzaghi Pippo il lecchino (quello che andava a trattare Menez quando ancora Seedorf era allenatore in carica) si prenda tutto ciò che si merita….nulla di buono.

    1. Guarda, feci outing sull’argomento in tempi non sospetti: https://lapinsu.wordpress.com/2014/04/30/io-sto-con-seedorf/

      Benchè inesperto come Inzaghi, Seedorf possiede due qualità fondamentali in un tecnico: carisma e intelligenza. Ritengo inadeuagato affidare ad un esordiente una squadra del livello del Milan, tuttavia Seedorf ha raccolto buoni risultati, sicuramente migliori del lecchino Inzaghi, che ha tramato e ordito almeno due anni per far fuori prima Allegri e poi Clarenzio. Un allenatore bravo non avrebbe avuto bisogno di ricorrere a quei trucchetti, ma lui bravo non è quindi…

  3. @Wwayne
    sai che forse sei l’unico nell’Internet a pensare che Monto debba giocare sempre?
    Io sarei della tua stessa idea…me ne sono calcisticamente innamorato quando ha fatto fuoco e fiamme per tutta la sua prima stagione al Milan. Teneva in piedi da solo la baracca, si faceva il mazzo per unire i reparti (soprattutto all’inizio, quando dalla stagione precedente erano rimaste solo macerie). Si vedeva una fame di rivalsa pazzesca.

    E’ però innegabile che ormai da un anno e mezzo si limiti solo al compitino. (Quest’anno diamogli anche la scusante dell’infortunio.)
    Credo si sia reso conto di essere finito in una società allo sfascio. Adattandosi di conseguenza.

    (E mica solo lui, eh. Come è, come non è, anche De Jong sono due mesi ormai che fa ridere i polli in quanto a vis agonistica. Galeotto fu il rinnovo mancato. E meno male che a furor di popolo lo si voleva Capitano.)

    1. La povertà umana della rosa è ancora più grave dei limiti tecnici.
      Se questi cialtroni avessero la metà della fame di un Gattuso qualunque avremmo almeno 10 punti di più.

    2. Montolivo lo conosco bene: è stato il nostro capitano quando giocava nella Fiorentina. Ricopriva il ruolo che oggi è di Pizarro.
      Capisco benissimo la tua irritazione nel vedere i giocatori che non si impegnano. Anche noi viola raramente fischiamo un giocatore scarso (in tal caso preferiamo prenderlo per il culo), ma ci incazziamo come delle bestie con i giocatori svogliati. È per questo che Montella fa giocare Ilicic solo in trasferta: a Firenze cominciamo a fischiarlo se anche solo si alza dalla panchina per cominciare il riscaldamento. Vi consiglio di adottare la stessa tattica: ogni giocatore a cui abbiamo riservato questo trattamento ha tolto le tende nel giro di 6 mesi al massimo. 🙂

  4. Inzaghi è un incapace e questo non si discute. Ma di certo il problema non è lui. Certo alcuni suoi atteggiamenti e fisse (vedi l’ossessione di fare giocare gente come Bonera e Niang) non aiutano. Il vero problema del Milan è la totale incapacità nel sapersi progettare. Campagne acquisti dettate dal caso e la voglia di non spendere, direzione tecnica casuale che va dalle giovanili alla prima squadra, mancanza di competenza sportiva. A me Galliani non è mai piaciuto, è vero quando avevamo i danari sonanti ha portato campioni. Non dico che sia facile, ma non ci vogliono grandi competenze calcistiche, quanto economiche e di contrattazione che Galliani aveva e, forse, ha tutt’ora. In mancanza di budget si vede se uno sa intuire i potenziali campioni e il Milan non ne è in grado. Mancano uomini di calcio con le palle, perché l’unico che un po’ di calcio ne mastica, Inzaghi, e asservito ai padroni. Seedorf aveva le palle, uomini come Sabatini, Pradè, Sogliano, hanno le palle e la competenza per comporre delle squadre. Il resto è tutta una conseguenza. L’indifferenza alla maglia dei giocatori è inevitabile, quando la società è la prima ad avere questo atteggiamento. Mancano uomini carismatici e attaccati, alla Gattuso, sia in campo che fuori, che possano trasmettere quella grinta e l’amore per la maglia, grinta che naturalmente i giocatori non possono sentire pienamente viste le provenienze variegate. Giocatori arrivati dalla primavera già lo potrebbero sentire di più visto il loro percorso di crescita dentro il Milan, ma anche lì manca chi li stimoli.

    1. Sono d’accordissimo con te: il pesce puzza sempre dalla testa.
      Il problema numero uno del Milan è la società e la mala gestio degl ultimi anni.
      Come scrissi all’indomani della nomina di Inzaghi, L’allenatore è l’ultimo dei problemi nel Milan, è questa la verità Mi chido: “siste ancora una Società? Ci sono ancora persone appassionate dietro la sigla A.C. Milan? O siamo diventati solo un nome, una pagina Facebook e un account twitter da vendere agli sponsor? In tutta onestà mi sento di rispondere: no, che il Milan non è più una società sportiva dove passione, orgoglio, professionalità e serietà animano il lavoro dei tesserati e l’amore dei tifosi. Ormai siamo solo un triste baraccone teatro dei giochini perversi di vecchi rimbambiti, giovani rampanti e sordidi intrallazzatori.

      Ciao farne, grazie per il tuo commento: è sempre un piacere trovare milanisti appassionati con cui condividere le attuali sofferenze 🙂

      1. Quello che non capiscono è che limitarsi a vendere il proprio marchio in giro per il mondo è controproducente per i loro stessi fini. Ridicolizzarsi sempre di più come sta accadendo favorisce la svalutazione del nome…se poi il loro scopo è racimolare bricioline allora oltre che incompetenti e disafezionati al lato sportivo, non capiscono nulla nemmeno di economia…

        Sono tempi duri e l’unica medicina è la condivisione della propria sofferenza 😉

      2. Sul perchè SB avalli questo scadimento di una proprietà si favoleggia tanto ma temo che la verità non salterà mai fuori.
        Di sicuro ancora non vuole vendere veramente, perchè il Milan gli fa troppo comodo per il discorso dei diritti TV. Galliani in lega comanda e sicuramente favorisce Mediaset Premium.
        Ma avallare la mala gestio degli ultimi anni è per me inspiegabile.

  5. Il mio parere, da esterno, è che il Milan sia entrato in una fase di declino con la cessione di Kakà, primo campione in pieno vigore a essere venduto dal Milan.
    Un declino economico dovuto alla scelta di Berlusconi di non mettere più soldi direttamente e la conseguente incapacità di Galliani di lavorare con un badget ridotto.
    Di conseguenza, il limite (evidente) tecnico della squadra è il frutto di un limite societario.

    1. Hai ragionissima.
      Il punto è che, comunque, il Milan in questi anni ha sempre avuto il primo o il secondo fatturato in Italia ma i soldi sono stati sistematicamente spesi male da Galliani con il tacito benestare di Berlusconi, entrambi parimenti colpevoli dello sfacelo attuale.

  6. L’accettare di non essere (per ora) una grande squadra a livello europeo non è avvenuto nella testa di Galliani e Berlusconi che per questo ingaggiano ancora “grandi” nomi (Essien, Mexes, De Jong) a scapito di giovani interessanti.
    Sembra che la dirigenza Milan non guardi avanti ma solo al suo glorioso passato che cerca di ripristinare con giovani allenatori sperando di imitare il miracolo Guardiola.

    1. Quel che scrivi é sicuramente vero.
      Tuttavia credo anche che questa mala gestio sia assolutamente voluta e finalizzata a scopi altri (temo anche di dubbia legalità)

  7. http://www.tuttomercatoweb.com/serie-a/milan-destro-ancora-perplesso-non-vuole-perdere-bonus-con-la-roma-639931
    Dopo Cerci, anche Destro “riflette” se venire o meno al Milan… un tempo accettavano ad occhi chiusi i titolari dei top club, adesso “riflettono” le riserve di Roma e Atletico…
    E poi, che pena vedere Galliani che va in pellegrinaggio fin sotto casa di Destro, manco stesse corteggiando il Pallone d’oro in carica… ci mancava solo Apicella a fargli la serenata sotto la finestra, e il quadro era completo…
    Comunque, se chiudiamo un occhio sul modo grottesco in cui questa trattativa si sta sviluppando, Destro non è malaccio come acquisto. Sono pochissimi i giocatori in grado di incidere anche partendo dalla panchina, e lui è uno di questi. Certo, se l’obiettivo è rifondare il Milan Destro poteva starsene dov’era, ma se l’obiettivo è strappare qualche punticino in più nei quarti d’ora finali allora è un acquisto perfetto.

    1. Posto che hai ragione quando sottolinei la penosità della scena di Galliani che citofona sotto casa di Destro (avessi detto Ronaldo…), e posto che a me Destro piace fin dai tempi di Siena, purtroppo temo che non sia l’attaccante adatto per QUESTO Milan.
      La squadra di Inzaghi gioca (si fa per dire) un calcio totalmente disorganizzato, fondato esclusivamente sull’estro delle mezzepunte, che poi non sono manco sti fenomeni. Va da sè che attaccanti con caratteristiche da finalizzatori come Destro facciano enorme fatica nella misura in cui avrebbero pochi palloni giocabili e soprattutto di difficile realizzazione.
      In questo momento l’unica tipologia di attaccanti che possono far bene son quelli estrosi, quelli che il gol “se lo inventano”, non certo i finalizzatori.
      Uno come Inzaghi, per capirci, in questo Milan farebbe 0 gol.
      Pur con tutti i suoi difetti, quindi, un giocatore come Balotelli – seppur scontinuo e umorale – avrebbe inciso molto più di un qualunque Destro.
      E poi, detto inter nos, il problema principale del Milan resta il centrocampo e la difesa, non certo l’attacco, tuttavia la società continua a guardare solo atttaccanti sperando così di soddisfare i pruriti presidenziali e prolungare chissà per quanto questa triste agonia.

      PS: come valuti invece il ritornod i Gilardino? Sti ripescaggi in terra d’Asia (è tornato anche diamanti) mi fanno pensare che Pradè non sappia più che pesci pigliare…

      1. Per spiegarti la ragione di questi ripescaggi dalla Cina devo fare un passo indietro.
        Quest’Estate Pradé ha comprato diversi giocatori nuovi, tutti senza interpellare Montella: quest’ultimo se l’è legata al dito, e per ripicca fa giocare soltanto quelli che c’erano già, ignorando completamente quelli arrivati senza il suo consenso.
        Montella ha potuto fare così perché quasi tutti gli acquisti estivi erano dei perfetti sconosciuti, e quindi nessuno si è scandalizzato più di tanto nel vederli ammuffire in panchina.
        Pradé, capita l’antifona, a Gennaio invece di puntare sulle solite scommesse ha comprato due giocatori “di grido” come Gilardino e Diamanti. L’ha fatto per mettere Montella con le spalle al muro: è facile inchiodare alla panchina sconosciuti come Brillante e Badelj, un po’ più complicato farlo con degli ex campioni come Diamanti e Gilardino. Giocatori di questo calibro Montella deve farli giocare per forza, e Pradé lo sa bene.
        Poi certo, può anche darsi che Pradé e Montella abbiano fatto pace e abbiano concertato queste due operazioni in perfetta armonia, ma purtroppo credo che il conflitto tra i due sia insanabile, e che Vincenzino continuerà con le sue vendette trasversali finché uno dei due non lascerà la Viola.
        E’ per questo che a mio giudizio Montella non verrà mai al Milan: è troppo esigente e permaloso per una società come la vostra, dove gli unici allenatori che riescono a piantare radici sono quelli disposti ad ingoiare merda. Sei d’accordo?

      2. Non sapevo di questi fatti: effettivamente il cattivo rapporto tra DS e Coach spiegherebbe anche il rendimento altalenante della squadra.
        Hai ragione anche sul fatto che Montella non può assolutamente venire in questo Milan: AG e SB vogliono solo yesman che avallino la politica di param-0 e pippe a poco costo, per poi scaricare eventuali responsabilità sul tecnico di turno, che dovrà quindi fungere da parafulmine e ingoiare merda senza fiatare.
        E’ per questo che trovo ridicolo chi ipotizza un futuro con Conte o Spalletti, allenatore capaci nonchè esigenti.
        Finchè l’andazzo societario sarà questo, continueremo ad “ammirare” ex giocatori che per tornaconto o smodata ambizione assecondano le esigenze del dinamico duo dirigente. Se posso fare un pronostico, ti dico che il prossimo allenatore del Milan sarà Gattuso o, nella migliore delle ipotesi, Donadoni (che di sicuro non allenerà il Parma retrocesso in serie B).
        Spero di non essere così facile profeta…

      3. Gattuso accetterebbe ad occhi chiusi, ma anche se venisse non durerebbe molto: non ce lo vedo Ringhio ad ingoiare merda senza fiatare, lui è troppo sanguigno per sopportare una situazione simile. E poi, la sua incapacità come allenatore è sotto gli occhi di tutti.
        Ovviamente più rosea la prospettiva Donadoni: è riuscito a portare a ridosso dell’Europa squadre come Livorno e Parma, quindi la sua capacità di far le nozze con i fichi secchi potrebbe tornare molto comoda a questo Milan. E soprattutto è un allenatore vero, non l’ennesimo dilettante allo sbaraglio che viene al Milan a fare il praticantato.
        Io invece non so farti un pronostico su chi sarà il prossimo allenatore della Fiorentina. Che Montella andrà via è chiaro come il giorno, ma ho l’impressione che la società non abbia ancora deciso il successore. Le voci sono indirizzate su Di Francesco: a me piace molto, ma dubito che il Sassuolo lascerà andare facilmente l’artefice del doppio miracolo promozione – salvezza. Speriamo bene…

      4. Fossi in Della Valle puterei su Mihajlovic: so che sarebbe un cavallo di ritorno, ma a Genova è migliorato molto ed ormai ha sufficiente pelo sullo stomaco per far bene anche a Firenze, a patto che gli comprino 2-3 giocatori per fare il saldo di qualità.
        Di Francesco è bravo, ma secondo me è ancora troppo acerbo.
        Sul genere mi piace molto di più Sarri: il suo Empoli gioca un calcio fantastico. Però lui è ancora più inesperto di Di Francesco, e questo è un limite abbastanza grande.

      5. Mihajlovic si è lasciato bene con la società ma malissimo con i tifosi, che non tolleravano la bruttezza avvilente del suo gioco: in pratica fummo noi a decretare il suo esonero, con una contestazione simile a quella subita da Mazzarri all’Inter. Di conseguenza, Sinisa non tornerà mai a Firenze.
        Hai ragione sul fatto che Sarri e Di Francesco hanno un profilo simile: entrambi bravi ma acerbi. Tuttavia, se uno dei due venisse alla Fiorentina sarei molto contento: sarebbe un rischio, ma un rischio calcolato. Tifo per loro. A presto! 🙂

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