Lone Survivor (la grande beffa)

Sono un caffeinomane. Ne prendo almeno 5 al giorno, ma spesso mi capita di arrivare a 6 o 7. Il caffè lo prendo sempre amaro, perchè lo preferisco così e perchè almeno ne gusto il sapore in bocca più a lungo. Non bevo più e non fumo più, il caffè è l’unico vizio che mi sono lasciato, l’unico cui non riesco a rinunciare. D’altronde non potrebbe essere diversamente: la buon anima di mio zio mi inzuppava il ciuccio nella tazzina tutte le sere. Ancora non sapevo camminare eppure riconoscevo benissimo il sapore del caffè.

Sta di fatto che tutte le mattine intorno alle 10.30 vado in un bar a due passi dal mio ufficio per prendere il secondo (talvolta terzo) caffè della giornata. Per raggiungerlo devo passare davanti un negozio che noleggia dvd e spesso mi capita di sbirciare la vetrina alla ricerca di un film interessante. Qualche tempo fa la mia attenzione fu attirata da questa locandina:

LoneSurvivorPoster

Non so se sia ciecato io o se sia una foto troppo photoshoppata. O forse, più semplicemente, già manifesto precoci sintomi di Alzheimer, chi lo può sapere. Comunque, io in questa foto io ci ho visto Arnold Schwarzenegger. E mi pare chiaro che un film con Arnold Schwarzenegger e che si intitola Lone Survivor (= unico superstite) io non me lo possa proprio perdere.

La sera stessa, appena rincasato l’ho subito recuperato online e iniziato la visione con l’acquolina in bocca. Già pregustavo sparatorie, inseguimenti, scazzottate, cattivi trucidati dal buon vecchio Swarzy e patacconate a go-go.

Inizia il film e mi viene il primo dubbio. I titoli di testa  dicono che è una storia vera, tratta dal romanzo autobiografico di un ex Navy Seal statunitense. Vabbè dai, penso, a Swarzy la tuta mimetica da soldato incazzato sta da Dio. Mi metto più comodo sul divano, accavallo le gambe e pregusto le gesta dello Swarzy-Soldato. Tuttavia le scene si susseguono, ma di Swarzy non c’è traccia: solo Afghanistan, accampamenti e soldati. Riconosco qualche attore: Mark Wahlberg, Taylor Kitsch, Emile Hirsch, Ben Foster, Eric Bana. Niente Swarzy, però.

Inizia la missione e mi viene il secondo dubbio: i soldati buoni ormai li hanno presentati tutti, ma Swarzy dove diavolo sta?. Poi mi viene l’illuminazione: vuoi vedere che gli fanno fare il cattivo. FIGATA! Ma l’attesa dello Swarzy-Cattivo sarà solo un’illusione.

Non voglio tediarvi oltre quindi la faccio breve. Swarzy non arriverà, non c’è proprio. Arrivato al minuto 45 e incapace di rassegnarmi ad aver preso un abbaglio colossale, sono andato a controllare la scheda imdb che mi ha confermato la triste e beffarda verità. A quel punto però mi pareva brutto interrompere la visione: ho visto quasi metà film, tanto vale arrivare fino in fondo. Non l’avessi mai fatto…

La beffa è stata doppia: non solo non c’era il mio amico Arnold, ma soprattutto il film non è il mena-spara-ammazza che avevo pregustato bensì un classicissimo film di guerra, una roba a metà strada tra Salvate il soldato RyanBlack hawk down (ma molto più brutto di entrambi). Che poi, tra l’altro, il genere guerresco non lo gradisco molto e di solito lo evito con molta attenzione.

Storia Vera + Guerra – Swarzy = Film Pallosissimo

Morale della favola: a causa di una locandina guardata con poca attenzione mi sono sciroppato un film che non avrei mai visto, per giunta pure bruttino e noiosetto. Se non altro mi ha fornito un valido pretesto per bere l’ottavo caffè della giornata. In qualche modo dovevo pur consolarmi…

Voto: 5

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27 pensieri su “Lone Survivor (la grande beffa)

  1. Mi hai fatto venire una nostalgia pazzesca… quand’ero bambino anch’io passavo spesso davanti ad un videonoleggio, perché era a metà strada tra casa mia e casa di mia nonna.
    Non era un negozio, era una sorta di distributore automatico: a destra c’era una vetrina che esponeva le ultime videocassette arrivate, a sinistra un display con una tastiera. Tu digitavi sulla tastiera il titolo scelto, e se era disponibile il display ti diceva di inserire i soldi (ovviamente non dava resto, negli anni 90 le macchine non erano così intelligenti). Appena inserivi la banconota, una breve attesa e poi un tonfo: la videocassetta era arrivata, dovevi chinarti sotto il display e prenderla.
    Dei film che ho visto grazie a quel videonoleggio, il migliore è senza dubbio “L’isola perduta.” L’avevo preso credendo di vedermi un qualsiasi film di fantascienza, invece mi ritrovai di fronte ad un’opera che, pur appartenendo a quel genere, era infinitamente più bella e profonda di quanto mi aspettassi. Non ero assolutamente preparato a tanta bellezza. Ha segnato la mia infanzia, ed è tuttora uno dei miei film preferiti.
    Comunque, credo che l’equivoco Schwarzy sia nato perché quella locandina è simile a quella di un film di Arnold, Giorni contati: in entrambe c’è un uomo con un po’ di barba e la parte destra del volto in ombra.

    1. Confesso di non aver mai noleggiato un dvd o una vhs in tutta la vita.
      Quand’ero ragazzino mi piaceva registrare i film che davano sulle rete RAI o Mediaset e spesso li riguardavo: le vhs con L’ultima Crociata e Rocky 2 le consumai per quante volte le rividi.
      Invece ricordo che molti film li vidi grazie alla mia ragazza: suo padre aveva un’edicola, noi prendevamo in prestito Panorama o L’Espresso con inclusa la cassetta di un film, lo vedevamo e poi rimpacchettavamo tutto (mia moglie è una maga con i pacchetti) così suo padre poteva rivenderla normalmente.
      Tra i film più belli visti in questo modo c’è sicuramente La nona porta, mentre tra i più brutti figura per distacco Black Hawk Down, ma come ho spiegato nel post il bellico è un genere che apprezzo poco.

      PS: forse hai ragione sulla locandina anche se, ad onor del vero, nemmeno la ricordo quella di Giorni Contati. Ma forse è sedimentata nel mio subconscio. Chissà.

      1. Queste sono tutte cose che chi non ha vissuto gli anni 90 non può capire: oggi basta digitare il titolo su Google e hai fatto, prima invece dovevi arrangiarti con videonoleggi, edicole, Blockbuster e simili.
        E poi l’immagine sgranata della videocassetta, il fatto di doverla riavvolgere quando finiva il film… tutte cose che oggi sembrano preistoria, e che a me mancano tanto. A presto! : )

    2. Ricordo i sabato pomeriggio a 15 anni con le amiche…..a volte non sapevamo cosa fare e allora salivano sui nostri scooter e andavamo in videoteca a cercare qualche nuovo arrivo tra le commedie americane…..generalmente finivamo sempre sui soliti 4/5 titoli (tra cui “giovani streghe” ed “empire record”) ma, ogni tanto, ci facevamo tentare da qualche horror che poi non avevamo mai il coraggio di guardare…….aaah (sospiro tra il malinconico e i.vrassegnato di chi sa di essere cresciuto)

      1. Anch’io, dopo aver preso una serie di pacchi clamorosi (Double Team su tutti), cominciai a noleggiare sempre i soliti 4 – 5 film. A meno ovviamente che non ci fosse una novità stuzzicante in vetrina: in tal caso mi fiondavo a noleggiarla, nel timore che qualcun altro mi precedesse e si tenesse la videocassetta in casa per una settimana! 🙂 (sospirone gonfio di nostalgia anche da parte mia)

  2. Mi spiace che il film non ti abbia convinto, a me invece è piaciuto moltissimo!
    Credo che la doppia delusione niente Swarzy/niente guerra abbiano compromesso la tua visione 🙂
    Effettivamente la locandina è fuorviante (forse un po anche il trailer) mi vengono in mente le varie recensioni negative a JARHEAD di chi si aspettava un film di guerra dove invece la guerra non c’era.
    Ovviamente però se proprio non ti è piaciuto non ti consiglio una doppia visione, mi sembra di capire che già la prima sia stata abbastanza agonizante XD

    1. Effettivamente la doppia delusione non può non aver influito sul mio giudizio. Tieni anche presente che il genere bellico mi piace poco, quando posso lo evito. Anche questo ha influito sicuramente.
      Comunque convengo che per chi apprezza il genere questo film possa essere veramente bello

  3. Ahahah io sinceramente non ci avrei visto Arnold, però qualche volta mi è successo di scambiare un attore per un altro 😉 Comunque su questo provocatorio film di Peter Berg ci sono pareri molto discordanti, ma posso capire la delusione!

  4. Ma poi chi cavolo è quello in copertina ?
    Io non ci ho visto Swarzy ma Brad Pitt…. è proprio vero che si vede solo quello che si vuol vedere 😉 … cmq c’è Mark Wahlberg, ergo, non lo guarderò …..

      1. Mi spiace ma ci sono due attori che proprio non reggo… uno di questi è Mark Wahlberg. Ma non c’è un vero motivo, mi sta antipatico !

      2. ah, non sai quanto ti capisca… sapessi quanti ne ho io di attori\attrici che non sopporto e i cui film evito come la peste… ci sto addirittura preparando un post….

        PS: chi è l’altro che non sopporti oltre a Wahlberg?

      3. Ahahaha…. Un attore che detesto pur avendo preso parte ad un film che ho amato. Quando ho saputo che Nolan aveva scelto MATTHEW MCCONAUGHEY volevo piangere…

  5. Sarò anch’io cieco o magari,nonostante i miei 17 anni, comincio ad avere problemi di Alzheimer come te…ma ho visto esattamente quello che hai visto tu in copertina. Continuo a non capire chi sia l’attore nell’immagine.

  6. Consolati con una re-visione di the running man 😀 cia lappp caffeinomane, l ho visto anch io e da adoratore dei film di guerra non mi e’ dispiaciuto…certo che i bei film sono un altra cosa, ma non lo boccerei al 100%, qualche spunto c era…. Certo ci fosse stato arnold…sarebbe stato tutt un altro discorso 😀

    1. The Running man non l’ho mai visto, nè ho intenzione di vederlo…. Il motivo è un po’ romantico, lo confesso…
      Il fatto è che sono un adoratore dei libri di Stephen King e questo film è tratto da uno dei suoi romanzi che preferisco, La lunga marcia (edito tra l’altro con lo pseudonimo Richard Bachman o qualcosa del genere). Purtroppo lo sceneggiatore trattò molto liberamente la storia originale, quasi stravolgendola (basta leggere l’incipit di trama o anche solo il titolo italiano, L’Implacabile).
      E così l’amore per un libro mi ha tenuto lontano da un film probabilmente bello ma che avrebbe insozzato il ricordo bello di un libro che amo tanto, soprattutto perchè è il primo di King che io abbia mai letto…

  7. Ciao Lap, il tuo stile è sempre fresco e gradevole, ma questa volta sono dalla parte opposta della barricata come Pizza Dog! A me invece è piaciuto moltissimo proprio per le motivazioni contrarie: perchè una storia vera, perchè molto realistico e perchè adoro i war movie! eh eh eh 😉
    Alla prossima Lap 🙂

    1. capisciammme… m’aspettavo lo sparatutto con Swarzy e mi son ritrovato il guerresco true story…
      Un po’ come pensare di andare a cena con Irina Shayk e poi ritrovarsi in pizzeria con Milena Gabbanelli che sarà pure brava e colta, per carità, però io preferisco la Shayk 😀

  8. Perdonami il commento off topic, ma negli ultimi giorni ho visto 4 film di cui vorrei discutere con te.

    VIZIO DI FORMA: L’autore di questa pellicola è incappato in un errore molto comune: si è illuso che bastasse mettere qualche scena azzeccata all’inizio e alla fine per tirare fuori un bel film. Peccato che nel mezzo ci sia una parte centrale fatta malissimo, in cui si accumulano a dismisura personaggi su personaggi, dialoghi su dialoghi, situazioni su situazioni, senza che ci sia un filo logico a tenere unito il tutto.
    Dato che anche il film precedente di Anderson (The Master) non mi è piaciuto affatto, ho deciso di non guardare mai più un suo film.
    L’unica idea veramente carina di Vizio di forma è stata la trovata citazionistica per cui ogni attore del cast interpreta un personaggio praticamente identico ad un suo precedente ruolo. Infatti:

    – Benicio Del Toro è un avvocato politicamente scorretto come in Paura e delirio a Las Vegas;
    – Josh Brolin è un poliziotto duro e puro come in Gangster Squad;
    – Joaquin Phoenix e Reese Witherspoon sono una coppia di amanti come nel biopic su Johnny Cash.

    Tutti film ai quali Vizio di forma non è degno nemmeno di allacciare le scarpe.

    UN MONDO PERFETTO: Finalmente ho seguito la tua dritta e l’ho visto. Come sai, amo sia i road movies che le storie basate su un inseguimento: Un mondo perfetto è entrambe le cose, quindi ovviamente mi è piaciuto. Tra l’altro è un film tipicamente Clintiano: la storia raccontata da più punti di vista, l’ambiguità morale per cui i buoni non sono mai del tutto buoni e i cattivi mai completamente cattivi, i personaggi che all’inizio sono ostili e poi diventano amici per la pelle (l’evaso e il ragazzino, certo, ma anche lo sceriffo e la criminologa)… sono mille i dettagli che rendono unici i film Clintiani, ma forse quelli che ho appena elencato sono i più riconoscibili, i suoi veri marchi di fabbrica.

    KILLING ME SOFTLY: Altro film che mi consigliasti, non per il suo valore artistico, bensì per il valore estetico delle tette di Heather Graham. E in effetti le sue floride poppe sono senza dubbio il pregio principale del film. Tuttavia, penso che mi sarebbe piaciuto anche senza di lei: questo film è Hitchcock in versione soft – core, e non potevo chiedere di meglio, dato che apprezzo entrambi i generi.

    BOYHOOD: Il film dura 2 ore e 40 minuti. Le prime 2 ore sono appena decenti, gli ultimi 40 minuti sono belli. Di conseguenza, non è stata una visione del tutto deludente. Questo è il mio giudizio dal punto di vista cinematografico: dal punto di vista morale invece questo film mi ha disgustato, perché mostra:

    – famiglie sfasciate;
    – una madre single che cambia più uomini che calzini;
    – un padre quasi sempre assente, che ammette davanti ai propri figli che potendo tornare indietro si sarebbe messo il preservativo;
    – dei nonni che per il compleanno del nipote gli regalano un fucile.

    Tutte cose che ovviamente aborro. Di conseguenza, Boyhood è un film che riesci ad apprezzare soltanto se, come me, riesci a non farti influenzare dalla tua morale. Dato che l’America è notoriamente terra di puritani, i giurati dell’Oscar dalla morale si son fatti influenzare eccome, e hanno dato a questo film un sonoro calcio in culo.

    1. VIZIO DI FORMA: io su Anderson ci ho messo una pietra sopra già da tempo e non guerderò nè questo nè ogni suo prossimo film. Mi son bastate le noiosissime visioni de Il Petroliere e di The Master per arrivare a questa insindacabile decisione.

      UN MONDO PERFETTO: sapevo che ti sarebbe piaciuto. Può non entusiasmare come ha fatto con me, ma resta un film della madonna

      KILLING ME SOFTLY: Heather non delude mai. E debbo dire che, a quarant’anni suonati resta ancora di una bellezza sconvolgente anche perchè, per lo meno ai miei occhi poco esperti, non sembra essere ricorsa al chirurgo plastico.

      BOYHOOD: l’ho bollato da subito come ruffiano e paraculo, uno di quei film che pretendono di essere belli forza solo perchè hanno avuto il coraggio di portare in scena uno stile e una narrazione fuori dagli schemi (in questo caso gli attori che invecchiano realmente, le riprese durate 10 anni, etc). Non lo guardo nè lo guarderò e le tue parole (sommate tra l’altro a tante altre critiche negative) non fanno che confermarmi la bontà della mia decisione.

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