1992 – La serie

In linguistica, il significante identifica la sfera dell’espressione – sia essa grafica o fonetica – mentre il significato attiene al contenuto. Ad esempio, la parola CASA in quanto composta da quattro lettere (la C, la A, la S e la A) è significante, mentre il concetto di struttura muraria dove abitano le persone ne è il significato. Banalizzando i due concetti: il significante è la forma e il significato è la sostanza. I due piani sono paralleli e soprattutto sono complementari: l’uno senza l’altro è perfettamente inutile.

Ora, avete presente quel senso di disagio e frustrazione che vi piglia quando leggete una parola di cui ignorate il significato? Robe tipo sesquipedale oppure metempsicosi? Ecco, io ho provato la stessa cosa guardando 1992 – La serie.

Stefano Accorsi che si inventa Forza Italia mentre Miriam Leone la dà a tutti gli uomini residenti tra Milano e Roma.

La trama di 1992 si riduce sostanzialmente a questo.

1992 Stefano Accorsi Miriam Leone

In realtà c’è pure un deputato leghista tamarro (che poi “leghista tamarro” è chiaramente una tautologia, tanto per restare sul tema delle parole difficili) e c’è pure Di Pietro che fuma, beve e ogni tanto arresta qualche socialista. Il resto è fuffa: il poliziotto sieropositivo, il poliziotto corrotto, Tea Falco strafatta, Dell’Utri che pare Mister Higgins di Magnum PI e Berlusconi che sembra il signor Masters, sempre di Magnum PI. Tutto è cornice, il che di per sè non sarebbe un male a patto che ci fosse un quadro all’interno. Ma il quadro non c’è. Peccato.

Tanto significante, quindi, ma nessun significato. Tutti concentrati nel curare la forma, gli autori hanno sottovalutato l’importanza della storia e del messaggio. Pigri, timorosi e superficiali, si sono concentrati sugli aspetti più pruriginosi e di facile impatto, trascurando di creare una visione d’insieme coerente; hanno inserito le vicende di personaggi troppo semplici e lineari all’interno del contesto turbinoso del 1992 sperando che quelle vicende tumultuose (manipulite, gli attentati a Falcone e Borsellino, i prodromi della scesa in politica di Berlusconi) potessero per osmosi trasferire eccezionalità a storie banali e prevedibili. Ma si sbagliavano, e quel che resta è una brodo freddo, insipido e poco nutriente.

Non importa quello che dici, ma come lo dici.

Questa stronzata l’ho ascoltata in uno degli ultimi episodi di 1992 e, pur restando una stronzata, ci spiega perfettamente perchè 1992 – La serie non funziona.

Voto: 5

 

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8 pensieri su “1992 – La serie

  1. Essendo abbonato Sky da anni, la serie da te recensita me la trovavo praticamente scodellata su un piatto d’argento, senza nemmeno fare la fatica di registrarmela, perché le puntate stazionavano sull’on-demand per giorni.
    Eppure, sono riuscito a seguirla in modo frammentario, a pezzetti, quasi solo mentre facevo zapping ed era davvero troppo poco per scriverci sopra con dignità, con quell’autorevolezza che tu hai invece avuto e che ti ha permesso di fare un ritratto di questa fiction che io, personalmente, inserirei senza cambiare una virgola nella scheda di WikiPedia Italia, alla voce “1992 (serie televisiva)”.
    Non conosco gli autori che l’hanno scritta (a dire il vero, tranne Accorsi, conosco poco anche gli interpreti), ma per presunzione tendo a pensare che nelle prime intenzioni il prodotto finale fosse diverso, ma che poi sia mancato il coraggio di fare un’analisi approfondita e si sia evitato quel taglio da giornalismo d’inchiesta che in molti si aspettavano e forse (taluni) temevano.
    Più facile e meno “pericoloso”, quindi, restare sul vago e fare macchiette, dicendo il minimo indispensabile e trasportare il fattaccio sui personaggi di fantasia.
    Che non fossimo in zona Michael Moore si capiva già dai trailer, ma da ciò che ho visto e capito da te, non siamo nemmeno in zona “Gomorra”.
    Sei un grande, comunque, assolutamente un maestro.

    1. Sono due le parole che che mi sovvengono al pensiero di questa serie: VUOTO e CORAGGIO.
      VUOTO: perchè è un contenitore senza niente di interessante dentro.
      CORAGGIO: perchè, come giustamente hai sottolineato tu, è mancato.

      Siccome sono meno fiducioso sulle persone di quanto probabilmente lo sia tu, penso che questa serie sia stata concepita proprio con questo taglio, che non interessasse fare un’analisi più approfondita dei fatti e, soprattutto, dei personaggi reali rappresentati, quanto sfruttare la eco di un periodo così drammatico del paese per accalappiare spettatori. Non dimentichiamo che siamo in una fase di guerra aperta tra SKY e Mediaset e se avessero voluto assestare un bello schiaffo, non penso che si sarebbero trattenuti…

      Sugli autori: non li conosco manco io e sono troppo pigro per andar a cercare loro informazioni in rete.
      Ho solo dedotto dai titoli di coda che la serie è nata da un’idea di Stefano Accorsi, e questo la dice lunga sulla scarsa qualità dello show. Però non mi sento nemmeno di biasimarlo: ha ciullato per anni la Casta, ed ora fatica a ripigliarsi dal colpo che lei l’ha lasciato 😀

      PS: per altro il finale questo trafiletto di wikipedia potrebbe aiutare a capire la generosità di 1992 verso il mondo Fininvest…
      http://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Accorsi#Vita_privata

  2. Non ho visto la serie, ma qualche giorno fa un amico (appassionato di politica e conoscitore della vicenda narrata) mi disse parole molto simili a quello che hai scritto.
    Peccato, sarebbe stata una bella occasione…
    Ciao e alla prossima !

    1. Evita evita. Le uniche cose interessanti sono le scene sexy della Miriam, ma per quelle ti sarà sufficiente qualche clip su youtube, così ti risparmierai 10 puntate di nulla o poco più

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