Elizabethtown

Ci sono film così dolci che sembrano una pallina di crema pasticcera in cima ad un bignè: morbidi, delicati, gustosi, inebrianti. Li assaggi timidamente con la paura di rovinarne la magia: ne rubi un pezzetto con la punta della lingua, ne assaggi un altro con un movimento furtivo del cucchiaino. E soprattutto chiudi gli occhi custodendo quel gusto così speciale tra la lingua ed il palato mentre cerchi di convincere te stesso che a nessun altro è stato dato il privilegio di assaporare una tale prelibatezza.

Elizabethtown è è uno di questi film: dolcissimo senza però mai essere stomachevole.

Elizabethtown cover

Elizabethtown non è il classico sentimentalone-romanticone che locandina, trama e protagonisti potrebbero far intendere. O per lo meno non solo quello. Elizabethtown è soprattutto un viaggio, anzi molti viaggi: il ritorno a casa di Orlando Bloom per il funerale del padre, la riscoperta del sentiero che conduce all’amore (per se stessi o per gli altri), il riconoscimento delle proprie origini familiari, la morte e il fallimento intesi come un percorso metaforico per il ritorno alla vita. Il tutto è poi elettrizzato dalla bella interpretazione di Kirsten Dunst (per una volta la sua folgorante bellezza non riesce a nasconderne la bravura) che conferisce brillantezza alla storia e a tutti gli altri personaggi. Sarà lei a favorire la rinascita del protagonista, sarà lei a prenderlo per mano e condurlo attraverso il lungo viaggio alla riscoperta di se stesso e dei propri limiti, per poi arrivare alla banale ma verissima conclusione che solo l’amore può salvarci. Ecco, il potere salvifico dell’amore: è questo il messaggio più bello di Elizabethtown.

Cameron Crowe non avrà saputo replicare le meraviglie di Quasi famosi, tuttavia ci è andato molto vicino. Perché Elizabethtown scalda il cuore e i film che riescono a farlo sono sempre speciali.

Voto: 7

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21 pensieri su “Elizabethtown

  1. Bellissimo film! L’ho visto per puro caso [e per pura curiosità] in televisione e ne sono rimasto conquistato! Oltre alla storia ricordo anche la bellissima colonna sonora, perfetta per l’atmosfera e per il viaggio on the road di Orlando Bloom!
    Come film non è famosissimo ma è uno di quelli che vale la pena guardare 🙂

    1. Hai ragione: colonna sonora d’autore e splendida, sopratutto nel finale.
      Il viaggio in auto al ritmo del “rythm’n’blues’ del sud è delizioso!!!!

  2. Eizabethtown l’ho visto due volte; la prima in modo davvero distratto, infatti non mi era piaciuto. L’ho rivisto con calma e l’ho rivalutato, anche se comunque non è che mi abbia colpita particolarmente. M’è piaciuto molto il finale.

    1. Il mio problema è che i romanticoni con lo sfigato che conquista la bella mi mandano in brodo di giuggiole… potrei vederli a ciclo continuo fino a farmi scoppiare di diabete zuccheroso eheheheh
      Aggiungici poi che ai tempi la Dunst mi mandava fuori di matti, ed ecco spiegato il piacere estremo che mi suscitò questo film.

  3. Bellissima la tua recensione per un film che ho adorato. Lo avrò visto almeno tre o quattro volte. E per quanto sia più lungo del normale (almeno per i film del suo genere), sa come non annoiare. E’ veramente STUPENDO!!!!

  4. Ok, qui vado direttamente di fiducia, perché le cose da vedere sarebbero davvero tante (spesso ne salvo varie e finisco persino per cancellarle perché non faccio in tempo a vederle!) e come mi insegni, bisogna selezionare!
    Quando uscì il film, lo saltai di netto e per due motivi: non sopporto Orlando Bloom, a mio giudizio un non-attore, che ho mal digerito anche nella saga (da me adorata) dei “Pirates of the Carribean” (ma si perdeva nella magia di tutto il resto del cast, magnifico nessuno escluso) e la storia come veniva presentata dai trailer… Non amando alla follia nemmeno Cameron Crowe, per me fu facile escluderlo dalla lista.
    Ora, considerando che ho adorato “Upside Down“, “Marie Antoinette“, “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” ed “Il giardino delle vergini suicide” con la Dunst, che ho apprezzato (non adorato, ma gradito) “Mona Lisa Smile” sempre con la Dunst… come tipo di film, siamo più in zona “Noi siamo infinito” o “La mia vita a Garden State” o nessuno dei due e mi suggerisci tu un paragone?
    Illuminami ed io mi cercherò la pellicola, perché se dici che vale, provo.

    1. Non conosco La mia vita a garden state (per altro il fatto che tu lo nomini abbinato a Noi siamo infinito è condizione sufficiente perchè io lo metta in download, e infatti già l’ho scaricato…), quindi posso solo paragonarlo a Noi siamo infinito però il paragone finisce subito subito subito, perchè i due film – pur essendo entrambi di stampo sostanzialmente romantico – sono però enormemente distanti per due dei capisaldi più importanti su cui si regge il cinema: ritmo e tono.
      Laddove NSI è analitico e profondo, Elizabethtown è lieve e leggiadro; laddove NSI è drammatico Elizabethtown è ironico, quasi umoristico in alcuni tratti.
      Il risultato è un film leggero, dilettevole, pacioccoso.
      Pertanto, togli dal peso lordo la tara del mio debole per un certo tipo di romanticoni smoccoloni, togli l’altra tara chiamata Kirsten perchè lei la adoro dai tempi di Jumanjy, e quel che resta forse non è un granchè, ma se lo vedrai nella serata giusta ti strapperà un sorriso e ti manderà a letto più sereno.
      Nonostante Orlando Bloom.

      1. Non voglio essere frainteso Lapi: quando cito dei film per meglio inquadrarne un altro non significa che tutti i titoli citati siano da me apprezzati, anzi!
        E’ solo per chiarire i contorni o le somiglianze: “La mia vita a Garden State”, in un’ipotetico diagramma, è certo più riflessivo e strambo di NSI, ma questo non lo rende magari più piacevole (anzi, a tratti è irritante ed a tratti geniale), ma di certo completamente diverso da, che so, la “Rivincita delle Bionde“…
        Hai presente quel film con Amy Adams in cui con la sua amica ripuliscono, come loro lavoro, le scene del crimine? “Sunshine Cleaning” si chiamava… l’ho usato una volta come termine di paragone per inquadrare con un mio amico una pellicola e per fargli capire cosa intendessi io con “stile Sundance Film Festival”… beh, da allora non mi rivolge più la parola… “Un film di merda, dove sembra che tutto vada a posto e finisce peggio di come era partito”, le sue ultime parole rivolte a me con sguardo di disprezzo, nenache fossi stato io a far fallire i sogni economici della protagonista… sob!

      2. ahahahah, invece mi sa che ti avevo proprio frainteso… vedendolo affiancati pensavo considerassi i due film sullo stesso livello di bellezza…
        Poco male, comunque, perchè tanto di merdaccia ne guardo comunque a quintalate quindi perchè non dare la chance proprio a questo, visto che nemmeno c’è nessuno dei miei insopportabili????????

  5. Shapò!!!!
    Mamma quanto mi piace il tuo stile ….. penna rubata alla letteratura! 😉
    Lap quando ti decidi a buttar giù qualcosa oltre le recensioni?
    Ovviamente dopo una recensione così mi prenoto per vedere il film … 🙂

  6. Quando uscii il film andai subito a vederlo, proprio perché c’era Orlando Bloom (io, amante dell’Elfo Legolas, io che tiro con l’arco…. io che conosco il signore degli anelli a menadito non potevo perdermelo). A me il film era piaciuto, delicato, soave. Ma ricordo che all’epoca non fu accolto con grande entusiasmo dalla critica.
    Cmq lo devo ammettere Orlando Bloom non si distingue per essere il più grande attore al mondo, no proprio no, ha un certa fissità nelle espressioni, oppure fa le facce (come i bambini nella recita scolastica quando devono esprimere delle emozioni e non lo sanno fare) ma mi sta simpatico, sarà perché è del 1977 (come me), sarà, e solo, perché è Legolas 😉

    1. Nemmeno a me piace Orlando (ne discussi anche in un altro post di qualche settimana fa,The good doctor).
      Tuttavia la parte di questo film (il dolce fessacchiotto) gli calza come un guanto e quindi non riesce a far troppi danni. Mettigli poi di fianco una Dunst in stato di grazia e il risultato – almeno per me – è garantito.

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