Avengers: Age of Ultron

Avengers: Age of Ultron è un bel film. Fa tutto quello che un cinecomic dovrebbe fare: affoga i sensi dello spettatore nell’azione e negli effetti speciali, strappa più di un sorriso, diverte, allieta e garantisce oltre dure ore di spensieratezza. Bravi! Bravi! Bravi!, come direbbe mia figlia di 20 mesi. Tuttavia è da quando sono uscito dal cinema che non riesco a togliermi di dosso l’impressione che si tratti della copia sbiadita del primo The Avengers.

Avengers-Age-Of-Ultron-PosterC’è Tony Stark / Iron Man che fa incazzare tutti; c’è Steve Rogers / Capitan America sempre tutto d’un pezzo; c’è Thor con martello e mantello; c’è Bruce Banner / HULK perennemente combattuto tra le sue due conflittuali personalità; c’è Scarlett Johansson / Vedova Nera con la tutina sempre più stretta e sempre più sexy. Pensate che tornano pure l’insulso Jeremy Monofaccia Renner con l’ancor più inutile Occhio di Falco (nonostante gli autori gli abbiano dato connotati bucolici e pastorali) e pure Samuel Nick Fury Jackson (anche se solo per 3 battute in croce). Ovviamente gli Avengers litigano di continuo, ma state tranquilli, tutto sotto controllo, chè tanto poi fanno la pace stringendosi il mignolino. Infine c’è il cattivo – l’ULTRON del titolo – con gli occhi rossi e la voce roca che pianifica l’annientamento del genere umano e similari amenità. Insomma Joss Whedon, da bravo professore qual è, fa l’appello dei suoi scolaretti e una volta certo che non manchi nessuno rimette in piedi uno show che ricalca fedelmente il canovaccio del primo senza però sapere (volere?) introdurre niente di nuovo.

Certo, lo stilema del Marvel Cinematic Univers (MCU) si è evoluto rispetto al primo film sui Vendicatori e la sterzata segnata da Captain America: The Winter Soldier si riverbera anche su Avengers: Age of Ultron, ma lo fa in tono minore e senza avere la stessa efficacia narrativa, perchè qui il racconto scivola senza sussulti mentre i personaggi rimasticano battute e comportamenti troppo prevedibili.

Quel che resta alla fine è un prodotto di entertainment facile e godibile, una narrazione semplice ed efficace, uno spettacolo immaginifico e imponente come solo i Marvel Studios sanno fare. Un bel film, insomma. Tuttavia, alla luce degli ultimi film Marvel, la sensazione che si potesse fare se non meglio sicuramente di più resta netta ed indelebile.

Voto: 7

L'Avenger che preferisco, chissà perchè....
L’Avenger che preferisco, chissà perchè….

 

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26 pensieri su “Avengers: Age of Ultron

  1. A me hanno dato l’impressione di essere due film identici con una cornice diversa.

    Il primo aveva un contesto più leggero, anche perché il villain era pesantemente ironico e si prestava molto ad una sua trasformazione in un Wile E. Coyote sfortunato e che prende botte un po’ da chiunque.
    Il numero due, a parte la mia recensione sarcastica, l’ho trovato identico ma in un’ambiente più serioso che stonava molto con la levità dei personaggi, che si ritrovano a fare battute stupidotte in mezzo a morte e distruzione.

    Penso che Whedon qui abbia voluto salvare capra e cavoli ma non riuscendoci granché…

    1. Sono d’accordo.
      L’evoluzione del MCU vista con il secondo film sul Capitano qui è stata declinata male perchè mal si addice alla goliardia tipica del team Avengers e che tanto aveva fatto bene nel primo film.

      1. Esattamente. Temo che ciò sia dovuto anche al successo delle atmosfere cosiddette “dark” (vedendo il trailer del prossimo “Fantastic Four” mi sembra anche lì emerga questo aspetto).
        Il problema è che non ovunque possono figurare bene, dipende dalla tipologia di storia e personaggi.

    2. Non credo che i Marvel Studios abbiano seguito la moda delle atmosfere dark consacrate da Nolan col Cavaliere Oscuro. Han fatto un sacco di film ignorando questo stile e questo ritmo, quindi credo ne siano assolutamente (e aggiungo io: per fortuna) vaccinati.
      Temo si tratti proprio di una normale evoluzione imposta a storie e personaggi per evitare che si adagiassero su canovacci abusati e stra abusati. Tuttavia la nuova formula non è del tutto convincente e funziona solo in alcuni contesti.
      Poi possiam discutere per ore su ste cose, che tanto lo sa solo Whedon cosa caspita c’ha in mente di fare e di sicuro non lo viene a dire a noi eheheheheheh

  2. Bella Lapi! Anche tu a vedere i Vendicatoroni!
    E’ il film del momento, il blockbuster di stagione, si sa ed è normale (“normale” è una parola forte…) che io stia cominciando a fare collezione di recensioni, davvero in quantità delirante solo sulla piattaforma Word Press, figurarsi nel resto del web!
    Praticamente nessuna di quelle che ho letto è entusiastica, anzi direi che più o meno tutte salvano il film (come hai fatto anche tu), ma lo trovano, per svariati motivi, più deludente delle aspettative createsi ed un po’ questo è fisiologico, perché come ha detto anche Zack nella sua rece, un secondo capitolo risente sempre di non essere come il primo, ma ciò che è affascinante è la gamma delle osservazioni: la tua recensione è certamente una delle più misurate, pacate, piacevoli ed equilibrate che io abbia letto, che tiene conto di ciò che il film è (un cinecomic) e cosa ha comportato (praticamente la fine della cosiddetta “prima stagione” del Marvel Cinematic Universe… bell’acronimo, non lo conoscevo), ma in generale tutti si dividono su due questioni: il cattivo (per la maggioranza dei recensori non altezza) e le figure più umane dell’umano di Vedova Nera e Occhio di Falco (chi li osanna proprio per la forte presenza dei dettagli personali, chi invece li critica per lo stesso identico motivo).
    Personalmente, non essendomi strappato i capelli dall’entusiasmo al primo Avengers (mentre i miei vicini di poltrona impazzivano per la gioia) e non avendolo mitizzato pur essendomi divertito moltissimo, non avevo delle aspettative così forti per il secondo capitolo, inoltro conosco il bisogno di Whedon di usare i film come capitoli di una mega-storia nel suo universo (ti ricordi che lo dissi dentro la mia storia del procedural in momento non sospetto?), pertanto ho trovato questo secondo capitolo forse anche più bello del primo: i personaggi non dovevano essere presentati di nuovo al pubblico e si poteva partire subito col botto!
    Per quel che riguarda il Cattivissimo Me della situazione, U-U-Ultron, il suo non essere un alieno venuto dallo spazio o un fratello ingannatore con ansie da despota o un meteorite che sta precipitando, ma essendo una diretta emanazione degli stessi Avengers (meglio, di una parte di loro!) lo rende simbolicamente manifesto del vero nemico degli Avengers ed ossia la loro stessa conflittualità interna, cosa che Whedon ha preso davvero dai comics, molto più di quello che il pubblico possa pensare o sapere.
    Sarà che stanno tutti prendendo la rincorsa per Civil War, sarà che in casa Marvel sono rimasti spaventati dalla sterzata inferta dalla Disney (lo sanno anche i sassi che in “Iron Man 2” il personaggio del bambino non ci sta a dire niente, se non come richiesta del Topo!), sarà che in Fox si stanno muovendo in direzione “nolancrepuscolare” (vedi il reboot dei “Fantastic Four” affidato a Josh “Chronicle” Trank), sarà anche il “Daredevil” della Netflix, sarà quel che sarà ma secondo me Whedon più di così non riesce a dare ed io sono uscito dal cinema appagato.

    1. Ah, le aspettative, sono sempre quelle che ci fregano. In un senso o nell’altro.
      Stesso film, stesso sostanziale giudizio, eppure prospettiva totalmente opposta. E perchè: perchè tu avevi aspettative diverse dalle mie. Non fa una piega, giusto così.

      Sottolineando che cmq al film ho dato un bel 7 (chè sennò a laggere i miei commenti lamentosi sembra che non mi sia piaciuto per niente), le mie perplessità non nascono da quel che il film E’, bensì da quello che il film NON HA SAPUTO ESSERE.

      Gli ingredienti sono collaudati, la ricetta funziona e il piatto è sempre gustoso, tuttavia non è stato sostanzialmente offerto nessun nuovo gusto da assaporare e il palato dello spettatore si è trovato a rimasticare cibi e sapori già noti, ancorchè piacevoli.

      EVOLVERE è fondamentale in saghe cinematografiche così lunghe e complesse. L’evoluzione di altri personaggi e film (sarò ripetitivo, ma ancora una volta cito il Capitano 2) funzionano alla grande, altre funzionano ma un po’ meno (avengers 2).

      Tra l’altro ieri ho visto il trailer di FF4 e, se già il film non mi entusiasmava prima, dopo il trailer le possibillità che lo veda sono rasenti lo 0. Le atmosfere dark di cui giustamente parli mi son parse stucchevoli, inutili e prestestuose. Poi magari sarà il capolavoro del millennio, poco ma sicuro eh…. però il trailer a me ha deluso. Ma come dissi in un post di qualche tempo, io mi nutro di pane e pregiudizi, quindi diffidate delle mie intemerate hehehehehe

      1. Hai chiosato in modo impeccabile!
        Si sappia, per evitare equivoci, che la mia personale classifica di gradimento dei cinecomic Marvel vede in testa saldamente “Winter Soldier” senza se e sensa ma e su questo quindi siamo più che daccordo, mentre all’ultimissimo posto “Iron Man 2”, quasi inguardabile, specie se paragonato al primo ed al terzo!
        Il discorso Fox è diverso… non sono mai stati parte del MCU e si sono sempre mossi senza un vero piano… fanno fare due film a Singer sugli X-Men e poi gli fanno produrre tutti gli altri, compreso l’ultimo, connotandoli sempre in modo molto dark, ancor prima del “nolan style”; fanno un passo falso con i primu due “Fantastic Four“, caciaroni e troppo stupidi (e questo perché, malgrado la presenza della nostra Albona preferita, non ho mai perdonato a nessuno degli autori di aver praticamente buttato nel cesso un character come il Doctor Doom!), quindi sterazbno bruscamente e reboottano tutto, tornqando alle atmosfere dark di Singer (se poi il regista copi più da Nolan o da Snyder, mah, chi può dirlo!).
        Dimenticavo la Sony, anche lei abbastanza a culo con il mondo, parte con Sam Raimi, gli fa fare tre film (in palese declino dal primo al terzo), poi rebootta tutto anche lei.
        Mah!
        La Marvel assueme dittator Whedon che fa fare le cose coime dice lui, tutti in riga, un po’ si ride, un po’ si ansima, un po’ si concupisce, un po’ si strizza l’occhio a Disneyworld e a Maleficent, un po’ a Buffy e così via.
        La sintesi? Sono cinecomic, poche pippe, se non “spaccano” non funzionano!

      2. Il Nolan Style ha fatto più danni ai cinecomic di quanto sia disposto ad ammettere.
        Il fatto è che Nolan è un maestro ed è riuscito a creare un topos narrativo (le atmosfere dark sul cinecomic) utilizzando un altro topos (il super eroe batman). Il problema, però, è che questo “meta-topos” (passami il neologismo) lo sa usare solo lui, gli altri cercano di imitarlo senza averne le capacità e il rischio di fare la vaccata è sempre dietro l’angolo.
        Lo stesso Man Of Steel viaggia sul filo del rasoio per tutto il primo tempo, salvo poi riscattarsi con gli interessi nella seconda parte.

        Come se ciò non bastasse, l’immensità della trilogia sul cavaliere oscuro è riuscita a trascendere il concetto stesso di cinecomic, creando un unicum nell’universo supereroistico difficilmente eguagliabile. Tuttavia quel film è diventato il metro di paragone, l’unica di misura con cui declinare e classificare tutti i cinecomic: un’autentica sciagura perchè toccare quelle vette è quasi impossibile.

        Tutto questo per arrivare dove sei arrivato tu: Sono cinecomic, poche pippe, se non “spaccano” non funzionano!
        Questo comandamento, come recitavano anche i manoscritti del Mar Morto, fu dato da Dio a Mosè ed è (dovrebbe essere) il pilastro su cui si poggia tutta la narrativa supereroistica. Tuttavia, dopo Nolan in molti l’hanno messo da parte. Sbagliando.

      1. Hai aperto il vaso di Pandora ed ora ne subirai le conseguenze… ci vorrà ben più dell’Idraulico Liquido per sturare il sifone di questo spazio commenti…

        Probabilmente non sono in grado io, ma non riesco a replicare direttamente sotto al tuo commento precedente (quello lungo, in risposta al mio) e quindi lo faccio qui.

        Ancora una volta sono daccordissimo con te, al 1000 %!!!

        “Il Nolan Style ha fatto più danni ai cinecomic di quanto sia disposto ad ammettere”, è giusto, giustissimo, perché non è Nolan che ha fatto danno (siamo tutti concordi che la trilogia del Dark Knight è un unicum meraviglioso, pieno di cose, di scene madri ed osannato da tutti), ma il solito trend con cui i produttori esecutivi impongono uno stile non suo ad un regista e cercano di replicare un successo, stiracchiare una moda, trattando (discorso vecchio) l’opera artistica come una merendina (più latte, più pan di spagna, più cereali, etc. etc.) ma la magia muore subito, la copia si sgretola, così accadde per i film di Batman dopo le due regie di Tim Burton, solo brutte copie da lui prodotte e dirette sulla falsa riga… appunto, “falsa”, senza anima, senza cervello, senza cuore, solo fotocopie sbiadite, piatte, stupide e così rischia di accadere con il “nolan style”.
        Sai già che mi piace Whedon ma so che ha dei limiti ed il limite è lui, un despota che tutto controlla e svilisce ciò che non è suo: gioca con i film degli altri dentro MCU come fossero pedine e questo rende tutto sempre “propedeutico” ad una cosa “sua” ed il capolavoro (“Winter Soldier”) ci scappa solo quado arrivano due registi (Anthony e Joe Russo) che se ne sbattono bellamente dei dettami di Whedon e che, pur nel rispetto della continuity, creano un loro stile e gli sceneggiatori vanno a prendere dai fumetti la versione di cap probabilmente meno solare e più intricata che esista, quella creata nei comic da Ed Brubaker, che ha contrinuito pesantemente nei dialoghi del film, anche senormalmente non è citata la sua partecipazione al film nei vari siti informativi (WikiPedia ed IMDB).
        Il cinecomic deve “spaccare”: Hulk spacca, ma non solo lui.
        Mi sono piaciuti i primi due X-Men, mi ha fatto cagare il terzo (copia “synger style”), ho provato fastidio a vedere gli assolo di Wolverine (copie, copie, in cui il sostantivo assolo ha una non strana coincidenza con il suono di un termine americano molto calzante “asshole”), ho adorato “X-Men: first class” (perché era Vaughn allo stato puro) e mi è piaciuto tantissimo “X-Men: Days of Future Past”, perché le sentinelle spaccano di brutto, perché è multicolore, perché non è stupido, non è copiato ed è fumettosissimo e non è banalmente whedoniano (ripeto, le cose che fa Whedon sono belle, come quelle che fa Nolan, ma le copie di entrambi fanno schifo).
        Quindi, alla fine, il problema è sempre lo stesso: un grande regista ed un grande sceneggiatore hanno una loro autonomia ed hanno la possibilità (capacità) di creare un bel film (cinecomic o meno che sia), un regista minore no: è succube della produzione e deve seguire una “moda”, che come tale, è superficiale.
        Nel caso di un blockbuster, poi, dove tutto è deciso a tavolino, con le inquadrature già studiate con il goniometro sul layout, per passare il tutto agli effetti speciali e lasciare i giusti spazi alla post-produzione d’immagine, con gli image-manager dei divi che contano i decimi di secondo di ogni primo piano e lottano per ottenere più spazio, la personalità del regista deve essere davvero titanica per imporsi.
        Pensa alla carriera di uno come Snyder: 5 film in tutto più un lungometraggio di animazione, in un crescendo di stile, con una capacità visionaria che ha determinato un canone (oggi è praticamente impossibile negli USA dirigere un combattimento tra uomini mezzi nudi senza farlo e montarlo come se fosse una scena di “300” e questo da “Pompei” a “Spartacus”), con la forza di fare opere meticolose come “Watchmen”, regalandosi il delirio psicadelico e fantastico di “Sucker Punch”, frenando la sua esuberanza e modificando la sua tendenza (che rischiava di diventare un marchio superficiale di fabbrica) all’abuso dei rallenty in “Man of Steel”, dove ha aggiunto alla sua tavolozza le atmosfere livide, il grigiore, la polvere dei grattacieli abbattuti, i flashlight, le zoommate, rinnovandosi sempre: è chiaro che da uno così ci si può aspettare un film “suo” e non solo una moda, ma altri?
        Purtroppo le mode nel cinema industriale ci saranno sempre: oggi Nolan, ma anche Whedon, poi un altro ed un altro ancora, perché per la produzione è più facile fare previsione di budget d’incasso costringendo gli autori a fare una copia di un successo che una cosa nuova.

        Gurgle! Il sifone è pieno…

      2. Amico, in fondo si sta banalmente discettando su @l’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica” e credo – con un pizzico di superbia – che Walter Benjamin apprezzerebbe.
        Secondo me il problema di fondo non è il fatto che si copi qualcosa. In fondo tutta la serialità (cinematografica e televisiva) si fonda sul copiare e sul replicare. Il problema vero è COME si copia.
        Se per copiare si intendere replicare una matrice stilistica o narrativa, cambiarne qualche elemento di contorno e poi spacciare il tutto per qualcosa di nuovo, allora la copia è un fallimento.
        Se per copiare, viceversa, si intende studiare attentamente uno stilema (è un po’ di giorni che sta parola mi tortura, mannaggia a me), comprenderlo e, soprattutto, FARLO PROPRIO per poi utilizzare le competenze acquisite per creare qualcosa di simile all’originale ma, a suo modo, nostro, allora ci troviamo innanzi a qualcosa di concettualmente diverso e, per me, anche nobile.
        E’ un po’ la stessa differenza che passa tra il fare una foto alla Monnalisa ritoccando un po’ l’immagine coi filtri di Instagram e il prendere tavolozza e pennelli ed esercitarsi finchè non si sarà in grado di realizzare un disegno che rimandi in qualche modo al capolavoro di Leonardo.

        Tornando ad Avengers 2, l’impressione che ho avuto io è che Whedon abbia copiato se stesso (quello di Avengers 1), dando una mano di colore qua e là, spostando qualcosa da sotto a sopra, ma senza apportare modifiche sostanziali. Il risultato, benchè godibile, è quindi un po’ appassito.
        Per altro, ci sono fulgidi esempi di “copie” che rinnovano l’originale. Penso a quel Guardiani della Galassia così semplicemente carino da far venir voglia di prendersi per mano per giocare a girotondo…

        Vabbè, la chiudo qui, che la fame potrebbe farmi scrivere chissà quali fesserie.

  3. Che bello, mi son divertito tantissimo a leggere i commenti lap, sulla rece non discuto, sul film, ahime, nemmeno perche non l ho ancora visto…ma ti faro sapere appena esce il blu ray 😀 intanto un salutissimo

    1. Lupo, riuscirò mai a convincerti una volta a vedere un film AL CINEMA??????
      Dai, un film così visto a casa perde la metà!!!!!!
      Non mi costringere a venir su da e portarti da peso in sala, ok???????

      1. Hai ragionissima….ma sono pigro…. Il divano mi da soddisfazione…e’ parte di me….faro’ un eccezzione enorem per episodio 7 di star wars

  4. Infatti, si poteva fare di più. Un film tutto botte ed effetti speciale, non può essere un vero film. Un po’ di trama fatta meglio ci vuole…e qui non è che ci siano riusciti molto bene.

    1. ma guarda… alla fine potrei pure farmi bastare gli effettazzi da paura e le scene d’azione purchè (e sottolineo il PURCHE’) siano un po’ innovative rispetto al primo.
      E’ qui secondo me che Avengers 2 è piuttosto mancante.

      1. Son curioso di leggerti! A me Avengers 2 è piaciuto, pur non convincendomi pienamente: ormai la Marvel ci ha abituato bene e in tutta franchezza mi aspettavo qualcosa di più.

    1. si, effettivamente il senso di incompiutezza serpeggia in tutti i commenti su questo film,.
      Ho appena letto la tua rece, al solito ben scritta e accattivante, con quel non so che di aulica letterarietà che mi fa apprezzare il tuo blog.
      La pensi come me, è vero, solo che tu l’hai spiegata meglio e con più precisione. D’altronde io – e non mi stancherò mai di ripetero – i film li guardo con la pancia e li recensisco coni piedi 😀

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