Mad Max: Fury Road – L’apoteosi

Immaginate di avere un orgasmo lungo 120 minuti.

Immaginate di volare così in alto da non distinguere più le case e le persone.

Immaginate di poter reggere lo sguardo del sole abbagliante di mezzogiorno senza bisogno di lenti oscurate.

Immaginate di diventare onnipotenti per due ore.

Su su, dai, sforzatevi un po’.

Non ci riuscite? Bè, si vede che ancora non avete visto Mad Max: Fury Road.

mad max fury road tom hardy

Ma che fate? State ancora seduti in poltrona? Fooooorza, alzate le chiappe e correte al cinema più vicino.

Ancora siete lì? Pelandroni che non siete altro! Vediamo se riesco a smuovere la vostra pigrizia!

Mettiamo subito sul piatto un dato di fatto: Mad Max: Fury Road è un capolavoro.

C A P O L A V O R O

Non c’è un attimo di respiro e niente è fuori posto: tutto è dosato e calibrato alla perfezione per scatenare un irrefrenabile e lussurioso piacere visuale che avvolge e travolge al contempo, inchiodando alla poltrona e smuovendo le viscere su e giù, di qua e di là, in un trottolìo che spariglia i sensi e inibisce l’intelletto. Inseguimenti, combattimenti, inseguimenti, grida, inseguimenti, scontri, inseguimenti, motori truccati, inseguimenti, macchinoni camion e cingolati, ancora inseguimenti: l’alfabeto del road movie è completo, quasi totalizzante, e per di più potenziato da una carica di fantasia visionaria che abbaglia per la sua semplicità evocativa. Ogni singola scena racchiude una compiutezza visiva ed una potenza emotiva da destare netta l’impressione che si sia autogenerata, che sia fuoriuscita limpida e fresca dalla sorgente delle sequenze perfette.

Mad Max Fury Road guitar

I colori forti e di grande impatto cromatico. E poi i suoni stridenti e roboanti. E poi le musiche metalliche e coinvolgenti. E poi i personaggi cazzuti ed empatici quanto basta per strappare un sorriso. E poi gli attori azzeccati e straordinari, soprattutto Charlize Theron. E poi i macchinoni carenati e famelici come dinosauri. E infine lui, Max Rockatansky, il protagonista che qui ha lo sguardo duro del sempre eccelso Tom Hardy, eroe suo malgrado e senza tempo, che dalla polvere emerge e nella polvere torna come un novello Cincinnato. Tutto in Mad Max: Fury Road concorre all’esaltazione dei sensi, al parossismo dell’azione che fa vibrare e tendere le corde delle emozioni.

Poco importa che la sostanza perda valore a vantaggio della forma diventandone elemento subalterno, perchè qui l’aspetto visivo è riuscito a compiere una metamorfosi completa diventando esso stesso narrazione. Eccovi svelato, quindi, il cuore pulsante del capolavoro di George Miller.

Ma se ritenete che un film sostanzialmente privo di trama e imperniato su adrenaliniche scene d’azione non possa essere un capolavoro, fatemi un piacere: passate oltre, andate a leggere qualche affettatissima esegesi del cinema di Greenaway, chiosate sulla poetica delle inquadrature sbilenche di Malick, esaltatevi per qualche noiosissimo film di Peter Greenaway. Il cinema pane e salame non fa per voi.

Che peccato.

Per voi, naturalmente.

Voto: 9

Si, avete letto bene:  N O V E 

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28 pensieri su “Mad Max: Fury Road – L’apoteosi

  1. Dai e dai vieni anche tu dalla nostra parte, quella della setta degli ammiratori della Charlize…

    Scherzi a parte (non potevo non gongolare per l’evidente gradimento da parte dell’intero globo terracqueo sull’interpretazione della Theron nel film di Miller…), lieto che anche a te sia piaciuto questo capolavoro, apprezzatissimo anche da me (come forse avrai letto nei miei commenti in giro per le varie recensioni apparse su WP, per altro tutte unanimamente concordi nel definire questo film un capolavoro).
    Aggiungo che non trovo alcuna antitesi tra questo bellissimo film ed altri capolavori di generi diametralmente diversi e questo perché, alla fine, si tratta di cinema fatto bene e l’esplosione emozionale che prova lo spettatore è frutto in realtà di una lavoro lungo e meticoloso, come quello che altri registi fanno in altri versanti.
    Insomma, come dissi in momenti non sospetti, amare “Kagumusha” o “Solaris” non impedisce di amare “Fury Road“, anzi permette di capire, forse, perché questo film è così bello, mentre altri, sempre di azione, sempre adrenalinici, sempre con inseguimenti e sempre apocalittici, fatti da registi più giovani e con più soldi (Michael Bay, Tim Story, Neill Blomkamp, Martin Campbell, etc. ), non arrivano nemmeno alla metà dell’effetto di questo.
    Il cinema bello quando è bello, se è poi è cinema d’azione è un bel cinema d’azione, ma di certo che un “vecchietto” di settant’anni suonati potesse uscirsene con un reboot che non tradisce ma forse supera la vecchia trilogia (per me, di certo supera il terzo capitolo…), penso che non lo potesse prevedere davvero nessuno!

    1. La Charlize attrice ha sempre trovato il mio apprezzamento, pur non considerandola una delle migliori.
      La Charlize femmina, pur essendo esemplare di rara bellezza, non desta in me particolari fantasie, come per altro ho già abbondantemente argomentato in precedenza.
      Di sicuro qui, rasata e mutilata, non poteva sconvolgere i miei ormoni 😀

      Dopo la doverosa premessa, non posso che condividere in toto il tuo ragionamento: il bel cinema quando è bello è bello, punto. Poco importa il genere e il target di riferimento. Tuttavia la tua riflessione – che dovrebbe essere scontata per chiunque – in realtà spesso non trova corrispondenza nella realtà. Sono tanti (e non solo su WP) i cialtroni che si beffano del cinema popolare e si pavoneggiano perchè LORO sanno apprezzare i capolavori intellettualoidi mentre il popolino si deve accontentare del panem et circenses hollywoodiano o quasi. Un po’ come quelli che ti mettono su un pippone perchè LORO amano la musica classica, il jazz, le jam session mentre TU non sei nemmeno degno di avere un paio di orecchie ti piacciono i Metallica o i REM.

      La supponenza è uno dei peggiori vizi umani secondo me.

      La realtà è che la CULTURA non implica il saper apprezzare solo le forme artistiche auliche e intellettuali, al contrario implica il saper riconoscere il BELLO e la GRAZIA in qualunque pertugio sappiano nascondersi.

      1. Quanto hai ragione!
        Per dirti quanto siamo in sintonia, leggiti, se hai voglia, il mio co
        mmento sulla rece di Zack a proposito del film Youth… Anzi, come dice lui, “Yuf”!
        Un abbraccio.

      2. A proposito di sacro e profano, do registro alto e registro basso… trovare il bello in ogni pertugio… rifletti su quanto il mio lato pecoreccio si è dovuto signorilmente trattenere per non scadere in facili battute…

      3. nooooo non ti trattenere…. guai a chi si trattiene!!!!
        questo è il posto giusto per sbracarsi lo sai!!!!
        😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀

  2. Fantastica recensione per un FANTASTICO film!!!
    Dopo averlo visto sono rimasto letteralmente 2 ore con i postumi da sbornia come se avessi appena partecipato alla festa più grande e folle e rock di questo universo!
    Capolavori del genere sono perle rare di quelle che se ne vedono una uno 10 anni se sei fortunato e come ho detto nella mi recensione il merito va alla visione del grande George Miller che dopo anni di film “anonimato” è tornato ad Hollywood in grande stile per rimettere in riga i blockbuster più di successo e rimandare a scuola i registi più famosi. Il tutto in soli 120 minuti!

  3. Che gioia questo pezzo! Hai una capacità di descrivere queste sensazioni viscerali che si hanno nel guardare un film che è davvero grandiosa!

    Ho solo una cosa da ridire su quello che hai detto: non è vero che la sostanza perda di valore a vantaggio della forma, semmai la forma enfatizza e mitizza la sostanza, ovvero quello che è il mondo di Mad Max. Il film è pieno di simbologie tutto sommato semplici, ma che vengono mostrate nella maniera più efficace possibile grazie all’incredibile uso dei colori, come hai giustamente detto tu, ma anche grazie a un montaggio pazzesco sia delle scene che interno (ovvero di movimenti di cose e persone all’interno dell’inquadratura). Quello che però fa la differenza rispetto a tutti gli altri blockbuster moderni, è che l’azione sfrenata e senza sosta (che qui corrisponde praticamente a tutte le due ore di film) invece che esaltazione della gioia di vivere, è sinonimo di condanna, disperazione, annullamento umano. Il mondo di Mad Max è spietato e nichilista. Si muore e per chi muore non si fanno tante cerimonie, ma si continua a combattere per la propria sopravvivenza.

    Lo so che a te piace goderti il cinema con la pancia (e fai bene) e probabilmente ti sto solo rompendo le palle, ma per me è troppo un peccato fermarsi all’impatto visivo, per quanto sia sicuramente la dote principale del film!

    1. Innanzitutto ti ringrazio per il commento molto ricco di spunti interessanti.
      Entrando nel merito, faccio due considerazioni:

      1. quando parlavo di “sostanza” mi riferivo alla storia intesa come trama, che in questo film è assolutamente minimale e marginale, e tuttavia il film funziona alla grande proprio perchè la forma ridefinisce i termini di genere e tocca picchi di eccellenza in più di un’occasione.

      2. non rompi affatto le palle, anzi!!! Da profano del cinema, da incapace quale sono di riconoscere virtuosismi e tecnicismi, mi piace confrontarmi con chi invece parla con più cognizione di causa rispetto a me perchè confronti del genere mi arricchiscono!!!

  4. Secondo me la forza di questo 4° episodio sta proprio nell’avere una trama semplice, così come era nei primi due della serie, unita però alla forza visionaria del 3°, che era inferiore (a mio parere) per quanto riguarda la storia ma superiore dal punto di vista estetico. In pratica ha preso il meglio della produzione passata e l’ha condensata.
    Tra le altre cose io non mi ero accorto (e qui posso vergognarmi) che Immortan Joe e Toecutter (il cattivo del primo Interceptor) sono interpretati sempre da Hugh Keays-Byrne!

    1. Lupo sei troppo generoso.
      Ti dico solo che voler capire la bellezza di Fury Road dalla mia recensione equivale a voler capire la bontà di un gin tonic solo sorseggiando la goccia che resta attaccata sulla punta della cannuccia del bicchiere…
      Non c’è storia… capolavoro assoluto e irripetibile 🙂

  5. Io in origine ero perplessa non per il genere in sé ma per il fatto che fosse un reboot, oltretutto sempre dello stesso autore…per la serie, va a finire che questo se la canta e se la suona da solo. Invece sono uscita dal cinema esaltata. Miller spacca veramente il culo a tutti quelli che fanno film d’azione. Li ha scavalcati tutti ed è andato dritto all’essenza del genere. E lo ha fatto con stile impeccabile.
    Btw io mi affliggo sempre quando si ripropone la dicotomia film d’azione=robetta vs film d’autore=cosa figa. E basta. Un film può essere un capolavoro o una vaccata indipendentemente dal genere di appartenenza o dal tema trattato. Lo snobismo da quatto soldi di chi non riesce ad apprezzare qualcosa solo perché ritiene non sia abbastanza di “alto livello” è oltremodo irritante. Poi se una cosa non piace amen, è sacrosanto. Ma che non se ne faccia per questo una questione di valore.
    Ci sono film fatti bene e film fatti male. Punto.
    Questo è una figata. 😀

    1. “Un film può essere un capolavoro o una vaccata indipendentemente dal genere di appartenenza o dal tema trattato.”
      PAROLE SACROSANTE!!!!

      Lo stile di Miller in questo film, per altro, secondo me diverrà a breve paradigma di genere perchè è riuscito a rinnovare l’essenza dell’action movie e a riproporla ad un livello che, in questo millennio, non aveva mai saputo raggiungere.

  6. Ha ha ha … il cinema “pane e salame” è fantastico! 😀
    Anche se purtroppo il mio animo piuttosto pesante mi allontana da questo genere cinematografico, ammiro sempre il tuo stile efficacissimo e intrigante! Bravo Lap! 😉

    1. Guarda che qui però si trascende il genere in senso stretto: si sta nell’empireo del Cinema con la C maiuscola e tu, in quanto massimo cultore della materia, non potrai non ammirare quest’opera.
      Dagliela una chance: non te ne pentirai.

  7. Buongiorno Lap, so che probabilmente farò la figura del cretino saccente ma, come ho già detto in altri commenti, vado molto ad istinto… Questo “Mad Max” non mi ha fatto provare nessun orgasmo da cardiopalma, come è successo a molti di voi; non mi nemmeno entusiasmato più di tanto. Semplicemente, il genere western/azione post- apocalittico non è nelle mie corde ( a parte “Hokuto no Ken”, ma allora parliamo di un’altra cosa 🙂 ).
    Certo, ci sono scene d’azione grandiose, lontane dai soliti schemi hollywoodiani; si nota che la vicenda è ben caratterizzata e nulla è lasciato al caso; l’interpretazione di tutti gli attori e l’atmosfera sono ultra-convincenti e lontani dalle trame artificiose dei film degli ultimi anni.
    Tuttavia, questo susseguirsi frenetico di scene d’azione non dà spazio alla comprensione della trama che così appare caotica e superficiale; di questo ne soffrono pure i personaggi che appaiono spogli ed altrettanto superficiali.
    Ribadisco che pure la precedente trilogia non mi aveva fatto impazzire: probabilmente, questo quarto lavoro li supera.

    1. Caro Mauro non ti preoccupare, sei in ottima compagnia. Infatti questo film è stato schifato pure da wwayne, cinefilo onnivoro e poco esigente che apprezza di tutto eppure in questo caso neppure il suo palato poco esigente è riuscito ad apprezzare il film.
      Effettivamente è un’opera strana: dove la forma ha preso il sopravvento sulla sostanza, facenco si che l’action prevalesse sul movie.
      I primi 3 sono più canonici, all’epoca furono rivoluzionari ma questo quarto è sicuramente il più bello.

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