Passioni e Desideri (360)

Se sei sposato con questa donna

Rachel Weisz sexy 360

per quale mai motivo dovresti pagare per andare a letto con quest’altra?

Lucia Siposová 360 Passioni e desideri

Percaritàdiddio, i gusti son gusti ma tra Rachel WeiszLucia Siposova c’è la stessa differenza che passa tra una Maserati ed una Panda. E se è vero che ognuno ha diritto di preferire quel che gli pare, è altrettanto vero che se vedo qualcuno preferire una Panda alla Maserati allora io sono libero di affermare che è un coglione. Il coglione in questione è Jude Law, che tra l’altro c’ha preso gusto a fare la parte del coglionazzo (ricordate Dom Hemingway?).

E’ quindi abbastanza naturale che un film con queste irreali premesse non incontri il mio favore. Non aiuta a recuperare punti nemmeno la sceneggiatura costruita con tante piccole storie che si intrecciano tra di loro: questa formula, benchè sia affascinante per il potenziamento esponenziale del flusso narrativo, di solito produce cagate pazzesche oscillanti tra l’oscenità e la mediocrità.

Passioni e desideri (conosciuto anche col titolo originale 360) si salva dall’abisso delle oscenità tuttavia non riesce ad emergere dal mare di mediocrità e banalità di cui è intriso. Non lo aiuta neppure il cast di star hollywoodiane: gli già citati Jude Law e Rachel Weisz, ma anche Ben Foster e soprattutto sir Anthony Hopkins, i quali danno corpo (ma non per loro colpe) a personaggi banali e descritti con troppa superficialità.

Per tutti i 110 minuti del film ho immaginato sempre e solo lo stesso suono: il rumore sordo e gracchiante di una macchina che non riesce a mettersi in moto. Puoi star lì armeggiare con la chiave nel cruscotto, a dare gas, a prendere a pugni il volante e magari tirar giù qualche santo, chè tanto il motore non partirà. Chi ha una macchina vecchia – magari una Panda – sa benissimo cosa intendo.

Ecco, ve lo dicevo io che è meglio la Maserati…

Voto: 6*
(*) come ricorderete la presenza di Rachel Weisz accresce il voto di 1 punto

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24 pensieri su “Passioni e Desideri (360)

  1. Non potrò mai scordare i tuoi fantastici ed azzeccatissimi “Percaritàdiddio”!
    Una esclamazione che porta ormai il tuo marchio e che ogni volta fa da introduzione a tantissime risate: grazie LAP! 😀

  2. Sull’attrazione per le donne bruttine, e in particolare sul fascino che alcune di esse riescono ad esercitare, si potrebbe scrivere un libro. Ricordo che accennasti all’argomento anche in un tuo vecchio post (https://lapinsu.wordpress.com/2014/09/11/strike-back/).
    Forse l’esempio più clamoroso di donna non bellissima dal fascino immenso (nel suo caso per l’abilità nel ballo) è questo:

    La scena è tratta dal film Cous cous: so che non digerisci i film francesi, ma secondo me potrebbe piacerti. Tra l’altro il regista è lo stesso de La vita di Adele: evidentemente è un artista alquanto sporcaccione. 🙂
    Riguardo a Passioni e desideri, fa parte di una serie di film corali che ho in watchlist da tempo immemore, ma che non guardo mai per un motivo molto semplice: per seguire un film corale ci vuole molta concentrazione, e io quando alla sera mi metto a guardare un film raramente sono abbastanza sveglio e lucido per starci dietro, se ha una trama troppo complicata.
    Alla mia lista di film da vedere in data da destinarsi purtroppo si è aggiunto anche Mad Max: Fury Road. Avevo in programma di vederlo questo fine settimana, ma l’unico multisala che ancora lo teneva l’ha sostituito con un film di Vanzina. No comment.
    In compenso, la prossima settimana andrò sicuramente a vedere Contagious: un post – apocalittico con Schwarzy nel cast, come posso perderlo? 🙂

    1. Hai ragionissima sulle bruttine che però tirano. Ed hai pure una memoria migliore della mia, perchè nemmeno ricordavo la metafora della commessa bruttina che utilizzai in quel post dell’anno scorso.
      Sicuramente il bello o, più precisamente l’attrazione, sa nascondersi anche dietro fattezze poco eleganti o brutte. Tuttavia, quando ci si pone davanti a una scelta tra la Weisz e la siposova non si può scegliere la seconda. E’ contro natura. Perdonami l’azzardato paragone calcistico, ma sarebbe come preferire Morfeo a Baggio. Non esiste. In nessun luogo, in nessun universo, in nessuna dimensione.

      Passando alla struttura narrativa: le storie intrecciate in questo caso non generano una trama complicata, anzi. Le diverse storie corrono su binari separati, sfiorandosi di tanto in tanto, ma poca roba. Il loro problema non è la complessità, bensì la superficialità e la banalità (oltre che l’irrealtà di cui sopra).

      Chiuso con le watchlist: è un vero peccato che ti sia perso Mad Max. Il film è capolavoro che va visto assolutamente al cinema, l’home video non può rendergli giustizia.
      Il post apocalittico con swarzy è ovviamente pure nella mia watchlist (mi devo ancora rifare di questa beffa, tra l’altro: https://lapinsu.wordpress.com/2015/02/26/lone-survivor-la-grande-beffa/) . Tuttavia dubito che lo vedrò al cinema. Ci sono alcuni film di prossima uscita che meritano maggiormente il jolly-cinema:
      Terminator Genisys (sempre con swarzy) e il da me attesissimo Mr. Holmes (anche se purtroppo ad oggi si sa solo la data di uscita in UK (19 luglio) e voglio baloccarmi ancora con la speranza che esca in Italia nella stessa data, anche se ne dubito.

      1. Ho l’impressione che Contagious sarà un flop clamoroso: non solo perché Schwarzy non tira più come un tempo, ma anche per la scelta idiota di farlo uscire in contemporanea ad un colosso come Ted 2. Sì, lo so che i due film hanno pubblici diversi, ma chi deve scegliere se andare a vedere l’uno o l’altro chiaramente prende Ted 2.
        Mr. Holmes potrei andare a vederlo anch’io, ma dipenderà dalla data di uscita: Luglio sarà un mese di fuoco per me, quindi il rinvio a Settembre, che per te sarebbe uno sgarbo, per me invece sarebbe una manna dal cielo. Ti farò sapere per Contagious! 🙂

      2. No, non posso credere che un film con Swarzy sia un flop. Significherebbe che sono vecchio 😀
        Secondo me terrà duro e darà filo da torcere a Ted 2 (che invece prevedo sarà una sòla come non se ne vedevano da anni).
        Aspetto comunque la tua opinione che su Contagious che, comunque, già so che sarà generosa a priori: i film con swarzy noi li amiamo comunque 😀

  3. Recensione di “360”: per farla il nostro Lapinsù ha usato 326 parole, compresi articoli, preposizioni e congiunzioni.
    Poche?
    Dipende dai punti di vista: nel suo primo commento sotto al post (quello di 326 vocaboli per recensire il film “360”) ne ha usato 259, quindi non è persona avara di parole.
    Dunque?
    A cosa ci conduce questo?
    La risposta è ancora una volta nei numeri: 1 articolo, 1 foto grande, 2 foto piccole ed 1 obiettivo centrato, quello di affascinare.
    A volte dire troppo per film che non meritano è solo esercizio di stile, una giaculatoria noiosa per elevare ciò che non è elevabile, quando la soluzione giusta (la misura giusta) è invece in LEVARE, come un regista che non muove quasi mai la macchina da presa e quando lo fa tutti restano ipnotizzati, la silhouette dietro l’attore principale, che se si china mostra il prestigio nascosto, l’arcano che viene rivelato in due parole ed allora ti ricordi dell’orecchio destro (quella a sinistra dello schermo per lo spettatore) del capitano Germani (Giuliano Gemma) che nella scena finale di “Tenebre” di Dario Argento tremolava stranamente, come per uno sfarfallio dell’immagine e poi il capitano si china a terra e l’inquadratura, che resta fissa, mostra che l’orecchio era in realtà dell’assassino, occultato dietro di lui dalla prospettiva della ripresa e che ora lo coglie di sorpresa.
    Lapinsù lo fa ogni volta: parte di nascosto, non solo lontano, ma altrove, poi di colpo sterza e ti porta in un altro “altrove”, quello che vuole lui e che spesso non ha niente a che fare con il titolo ed allora lo segui, come un bambino fa dietro all’animatore della festa e cominci a sorridere lentamente e resti così.
    Ed alla fine del suo post, ti viene voglia di dire, come uno dei bimbi sperduti della versione spielberghiana di Peter Pan, alla fine di “Hook”… “È stato un gran bel gioco… Veramente!”

    1. Quando ho letto il tuo commento mi è venuta in mente l’ultima scena de L’avvocato del Diavolo, quando Al Pacino / Satana con un ghigno dei suoi sentenzia “La vanità… è il mio peccato preferito“.
      Perchè i complimenti fanno piacere e se vengono da qualcuno che si stima inorgogliscono anche. Però non è giusto indulgere su di essi e crogiolarsi, soprattutto se li si ritiene eccessivi. Perchè, ti assicuro, benchè la tua chiosa sui miei post è sempre corretta ed esemplare, molte delle sfaccettature che tu rilevi io nemmeno c’avevo pensato.
      I film li guardo con la pancia e li recensisco coi piedi, ripeto spesso, perchè è questa l’amara verità. E tu sai che, come ci insegna il nostro mentore Sherlock, considero l’umiltà un difetto al pari della superbia.

      Passando nello specifico del tuo commento, mi ha molto divertito il conteggio delle parole che hai fatto. In effetti sono stato molto conciso in questo post (anche se ne ho scritti di più brevi, tipo Brothers, che arriva si e no a 200 parole) ma ti confesso che la sintesi è per me una violenza assoluta. Di natura sono logorroico e prolisso (e dai commenti che posto lo si evince tranquillamente) ma sono altrettanto consapevole che l’attenzione di un lettore sul web è poca e fugace quindi, per catturarla, bisogna essere stringati ed immediati. Ovviamente se sapessi scrivere meglio, o se fossi in grado di recensire con cognizione di causa, o se avessi considerazioni più profonde da offrire, allora non mi curerei di essere sintetico. Ma siccome non è così, violento il mio stile narrativo per adattarlo al medium che lo racchiude. E’ stata dura abituarsi: all’inizio guardavo con odio il contatore di parole in fondo all’articolo (così come odiavo il contatore nel software per scrivere gli articoli del Resto del Carlino, come ti raccontai tempo fa), ma ora ho imparato a sopportarlo, un po’ come il diabetico si abitua alla puntura di insulina: è fastidiosa ma se vuoi stare bene devi farla 🙂

      1. Adoro questo scambio di commenti… in cui si scoprono dell’altro molte più cose di quelle che trapelano dai miei e dai tuoi post “ufficiali”… sfaccettature di personalità e brandelli di vita vissuta, che ricordano i racconti personali fatti davanti ad una pinta di birra… Ci scambiamo citazioni filmiche, considerazioni sui massimi sistemi e tanto altro… ma, dico io, sarà una bella cosa o no?
        Secondo me, è la parte più bella di WP…

      2. Vale la stessa cosa per me.
        Su wp ho trovato un gruppo di persone con cui è veramente piacevole scambiare opinioni e confrontarsi.
        Mi piacerebbe riuscire a partecipare di più anche negli altri blog, ma il tempo è sempre tiranno 😀

        Sollevo l’immaginaria pinta (è troppo presto per iniziare a bere…) e ti dico: “Alla tua, Kasa”
        E giù tutta d’un fiato!

  4. Bhè, ma voi maschietti siete abbastanza co….ni anche nella vita reale. 😛
    Ad iniziare da Jude Law che ha tradito più volte le sue compagne ufficiali (tutte abbastanza bonazze) con babysitter ed affini, che magari saranno state anche carine ma non credo mai come una modella di professione (categoria delle sue ex).
    Per quanto riguarda il film, che non ho visto e nemmeno mai sentito nominare, magari potevano invertire i ruoli delle due attrici così da risultare un pochino più credibili.
    Della serie: basta poco che ce vò? 😉
    Mchan

    1. Eh, l’ho sempre detto che la saggezza è femmina.

      magari potevano invertire i ruoli delle due attrici così da risultare un pochino più credibili

      Ci voleva così poco… Sarebbe stata tutta un’altra storia. Anche se vedere Rachel fare la squillo mi avrebbe fatto soffrire un po :-D.

      Non sapevo che Jude Law avesse avuto una vita sentimentale così libertina. Alla luce del tuo commento, l’epiteto coglionazzo con cui lo apostrofo da tempo è ancora più azzeccato!!!!

  5. Oh Lap, hai però omesso un particolare non da poco. Jude alla fine non la tradisce! E invece la cara Rachel ha una storia con un altro da un bel po’…

    XD XD XD

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