Colleen McCullough: Nostra Signora del Romanzo Storico

Il paese è piccolo la gente mormora

Solo se abitate in provincia sapete bene cosa significhi. Tutti sanno tutto di tutti. E’ un’equazione simmetrica, è una forma evoluta di osmosi multicellulare, è un flusso collettivo che si condensa e prende forma. Tuttavia, per quanto il paese sia piccolo, per quanto tutti sappiano e tutti conoscano, per quanto le maglie della rete siano strette, ci sarà sempre quella notizia che scivolerà via, invisibile a tutti.

Ma lo sapevi che Tizio ha lasciato la moglie? DA TRE MESI, e nessuno lo sapeva!

Sono fulmini a ciel sereno che per un istante adombrano il sole che imperturbabile splende sul piccolo paese. Sono piccole increspature sulle acque di un placido lago. Sono impercettibili macchie sulla tovaglia nascoste da un piatto strategicamente posizionato.

Ebbene, quando oggi sono capitato sulla pagina wikipedia Colleen McCullough e ho scoperto che si è spenta ad inizio anno, ho provato lo stesso identico sentimento di stupore misto a dispiacere.

Ma come, io stavo aspettando un nuovo romanzo e tu te ne vai così, senza dire niente?

Probabilmente questo nome – Colleen McCullough – non dice niente a nessuno di voi tranne a me, che ho letto i suoi libri, ho amato i suoi libri e li custodisco gelosamente. Perchè questa signora australiana dall’aspetto pacioccoso e con troppe poche vocali nel cognome è, molto semplicemente, Nostra Signora del Romanzo Storico.

Colleen_McCullough

Colleen McCullough era un medico (e, a quanto dicono, pure bravo) con la passione per la scrittura che deve la fama principalmente ad un romanzo: Uccelli di Rovo, da cui fu tratto uno sceneggiato televisivo che a metà degli anni 80 sconvolse il bigotto perbenismo nazionalpopolare. Uccelli di Rovo, a mia memoria, fu la prima occasione in cui un telefilm divenne fenomeno di massa: tutti ne parlavano, tutti si infervoravano, tutti giudicavano, tutti bacchettavano. Tutti, nascostamente, approvavano. Tuttavia io questo sceneggiato non l’ho mai visto, nè ho mai letto il libro: la storia d’amore tra un prete e una ragazza è quanto di più distante dai miei interessi possa esistere.

Uccelli_di_rovo

Perchè cavolo ci ammorbi con questa Colleen McCullough, starete pensando. Portate pazienza, ora ci arrivo.

Io Colleen la conobbi solo nell’inverno del 2003. All’epoca stavo iniziando a preparare la mia tesi di laurea (Iperscrivendo: la lingua nel computer, sarebbe poi stato il titolo) e passavo molto tempo in biblioteca alla ricerca di libri ed idee. Alla fine di ogni pomeriggio di studio, prima di tornare a casa mi baloccavo un po’ nella stanza dedicata alla narrativa e pescavo un romanzo che avrei divorato nei 2-3 giorni successivi (all’epoca il digital download era agli albori e dedicavo il tanto libero alla lettura anzichè alla visione di film e serie-tv).

Un giorno il mio occhio fu attratto da una copertina colorata di celeste e rosso, dove si riconosceva l’elmo di un centurione romano. Essendo io un grande amante del romanzo storico in generale e di quello ambientato nell’antica Roma in particolare, la mia mano saettò fulminea ed estrasse il libro dal mazzo.

i giorni del potere

Era un edizione rilegata, non di quelle economiche, la stampa era vecchia e le pagine avevano quella particolare granulosità che sanno avere solo i libri nei quali si è accumulata polvere per anni. Non lessi nemmeno l’introduzione sul risvolto di copertina: filai all’ingresso, esibii il mio tesserino e registrai il prestito. L’avrei restituito il pomeriggio successivo, dopo una notte insonne totalmente immersa nella lettura.

I giorni del potere è un romanzo storico perfetto: c’è accuratezza della rappresentazione, c’è fedeltà nella ricostruzione, c’è quel pizzico di fantasia inevitabile ma dosato con gusto e giudizio, c’è addirittura una bibliografia. E poi c’è uno stile di scrittura divino, così bello da rendere piacevole la lettura indipendentemente dal contenuto.

I giorni del potere narra le gesta di Caio Mario che, a cavallo tra la fine del II e l’inizio del I secolo a.C., ascese al potere nella Repubblica diventando Console. Essendo un homo novus e quindi sprovvisto delle nobili origini familiari che l’aristocrazia romana pretendeva nei suoi massimi esponenti politici, il suo sdoganamento avvenne attraverso il matrimonio con Giulia, figlia di Caio Giulio Cesare (il nonno del Giulio Cesare che tutti conoscono). Abilissimo generale e astuto uomo politico, Caio Mario fu un personaggio chiave nella storia della tarda Repubblica, pur essendo sempre liquidato con poche righe nei libri storia. A lui, che fu console 7 volte, si debbono importanti riforme tra cui l’estensione del servizio di leva a tutti i cittadini romani (prima solo i figli dei patrizi potevano far parte dell’esercito): ciò fu una vera rivoluzione perchè rappresentò il prodromo della nascita di eserciti personali, nei quali cioè i soldati erano fedeli al loro generale prima che allo Stato (tutta la storia romana del I a.C. si basa su questa novità militare e politica).

Caio Mario Busto

Solo qualche tempo dopo scoprii che la penna di Colleen McCullough aveva partorito altri 5 libri (il settimo e ultimo sarebbe arrivato più avanti) e che tutti facevano capo a una serie denominata I signori di RomaI Giorni del potere quindi funge da introduzione a un ambiziosissimo progetto narrativo: ricostruire le vicende politiche, sociali e militari del I secolo a.C. che condussero Roma dalla Repubblica all’Impero.

Una volta appurato che nessuna delle biblioteche della mia città possedeva gli altri libri della saga, come una formichina risparmiai per settimane e quando ebbi raggranellato l’importo necessario mi recai in libreria per comprare i volumi mancanti. Guardai con profondo disprezzo la commessa quando mi disse che quei libri non li aveva in magazzino e avrebbe dovuto ordinarli. Mi rassegnai all’attesa e pazientai finchè non furono tutti allineati in rigoroso ordine cronologico nella mia libreria.

Li divorai in poche settimane e quando, nel 2007, fu edito il settimo romanzo della serie, Cleopatra, li rilessi tutti daccapo prima di gustarmi l’ultima fatica di Nostra Signora del Romanzo Storico.

I signori di Roma sono splendidi romanzi e il fatto che siano un modo piacevole per imparare la Storia è solo merito dell’autrice. Il lungo arco narrativo – praticamene un secolo: dall’ascesa di Caio Mario alla conquista del potere di Ottaviano Augusto, passando per le gesta del divo Giulio – viene riproposto in maniera dettagliata, senza però mai scadere nella pedanteria: il tono del racconto è sempre brillante, il ritmo è gestito con eleganza e mai si avverte un’impronta didascalica o scolastica. La Storia, ancorchè inevitabilmente romanzata, è raccontata in modo fedele e con rispetto quasi religioso. Gli usi e costumi sono ricostruiti con certosina precisione: dal cibo ai vestiti, dai riti religiosi alle superstizioni, dalle case alle strade di Roma. I personaggi, nonostante qualche intervento di maquillage qua e là, sono gli stessi che abbiamo studiato a scuola, solo che qui parlano in prima persona, amano, si arrabbiano, mangiano, pensano, piangono, muoiono.

Nella nota conclusiva a uno dei libri, Colleen McCullough spiegava che la decisione di cimentarsi in un progetto così ambizioso e impegnativo era dettata dalla consapevolezza che mai nella storia dell’umanità e in un così breve lasso di tempo una città era stata solcata dai passi di personaggi altrettanto illustri come Roma nel I secolo a.C.. Come dargli torto? Andando a memoria:

  • Caio Mario
  • Lucio Cornelio Silla
  • Lucio Apuleio Saturnino
  • Marco Livio Druso
  • Catone il Censore
  • Mitridate
  • Publio Clodio
  • Gneo Pompeo Magno
  • Marco Tullio Cicerone
  • Marco Licinio Crasso
  • Giulio Cesare
  • Marco Antonio
  • Cleopatra
  • Ottaviano Augusto
  • Mecenate
  • Vipsanio Agrippa

Va da sè che è difficile individuare un unico protagonista nella serie. Lo spazio dedicato a Caio Mario, Silla, Marco Antonio, Cleopatra, Augusto è tale che si fa fatica a definirli personaggi secondari. Tuttavia un personaggio centrale c’è e risponde al nome di Giulio Cesare.

Caio Giulio Cesare

Nobile squattrinato, si garantì l’accesso in Senato giovanissimo, grazie alla Corona Civica ottenuta per meriti militari durante l’assedio di Mitilene. Fu Pontifex Maximus ed effettuò tutto il cursus honorum per di più raggiungendo ogni carica in suo anno. Ebbe amanti di ogni genere (e sesso) e accumulò debiti che nessun uomo avrebbe potuto pagare, fu spregiudicato quanto abile pianificatore sia in politica che in guerra, alternò con pari fermezza la clemenza alla spietatezza, fu abile stratega e valente generale, fu uomo di lettere e cultura, fu fortunato ma anche astuto e seppe sfruttare con mirabile sagacia la qualità umana che più lo contraddistingueva: il carisma. Morì assassinato il giorno delle idi di marzo del 44 a.C. senza aver potuto portare a termine il suo progetto, quello di ripristinare la Monarchia. Ci avrebbe pensato il suo nipote ed erede Ottaviano a concludere l’opera, svuotando la Repubblica di ogni potere e diventandone l’indiscusso princeps.

Nell’ultimo libro della serie – Cleopatra – si intravedono le prime mosse in questa direzione del giovane Ottaviano. Chissà se Colleen McCullough avesse in cantiere un’altra storia, un’ultima appendice nella quale raccontare la fine della Repubblica e l’instaurazione dell’Impero, la trasformazione di Ottaviano in Augusto, la fine di un’Epoca e l’inizio di un’altra.

Avrei tanto voluto leggerlo e già so che sarebbe stato un libro meraviglioso.


 

Ho letto decine di romanzi storici sull’antica Roma, forse addirittura centinaia: dal rigorosissimo Guido Cervo allo spregiudicato Conn Iggulden, passando per l’immancabile Valerio Massimo Manfredi. Ma nessuno tra questa miriade di libri possiede metà del fascino di un romanzo di Colleen McCullough: un pagina è come un bicchier d’acqua, un capitolo è come un tuffo nell’acqua fresca del mare, ogni singolo romanzo è un fiume che riversa la sua ricchezza nel mare di piacere e conoscenza che dovrebbe sostenere il nostro bagaglio culturale.

Grazie, Colleen, e riposa in pace ovunque tu sia. E sappi che quaggiù sarai sempre ricordata come NOSTRA SIGNORA DEL ROMANZO STORICO.


Serie I signori di Roma

1-i-giorni-del-potereI giorni del potere
(The First Man in Rome, 1990) (Rizzoli, 1990)

 

 

 


2-i-giorni-della-gloria

I giorni della gloria
(The Grass Crown, 1991) (Rizzoli, 1991)

 

 

 


3-i-favoriti-della-fortuna

I favoriti della fortuna
(Fortune’s Favorites, 1993) (Rizzoli, 1994)

 

 

 


4-le-donne-di-cesareLe donne di Cesare
(Caesar’s Women, 1995) (Rizzoli, 1996)

 

 

 


5-cesare-il-genio-e-la-passione

Cesare: il genio e la passione
(Caesar, 1997) (Rizzoli, 1998)

 

 

 


6-le-idi-di-marzo

Le idi di marzo
(The October Horse: A Novel of Caesar and Cleopatra, 2002) (Rizzoli, 2003)

 

 

 


7-cleopatraCleopatra
(Antony and Cleopatra, 2007) (Rizzoli, 2007)

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37 pensieri su “Colleen McCullough: Nostra Signora del Romanzo Storico

  1. Confesso di non aver mai letto un romanzo della McCullough. A frenarmi è proprio il fatto che lei abbia scritto una saga: salvo rare eccezioni, evito i libri che fanno parte di un ciclo, anche quando sono soltanto blandamente collegati tra di loro.
    In compenso, ho letto tanti romanzi di Storia Romana. Tra i migliori ricordo:

    Wallace Breem, “Aquila nella neve”
    Michele Gazo, “Il flagello di Roma”
    Paolo Viotto, “Il delegato del principe”

    Apprezzabile anche, per la qualità e il coraggio di scrivere un romanzo totalmente fuori di testa, “De bello alieno” di Davide Del Popolo Riolo, che immagina un’invasione aliena al tempo di Giulio cesare. Il tipo di libri che piacerebbero a kasabake. 🙂
    I miei romanzi storici preferiti sono comunque i western. Ne ho trovati moltissimi in lingua italiana su ebay, e sono quasi tutti delle perle.
    Per quanto riguarda i personaggi da te elencati, è stupefacente vedere come ciascuno di loro incarni un tipo di personalità che poi è diventata iconica, sia in letteratura che nella Storia:
    – Gaio Mario è il self made man;
    – Silla è il dittatore sanguinario;
    – Catone è il conservatore a oltranza;
    – Clodio è il terrorista che cerca di raggiungere con le azioni sovversive quel che non può ottenere con le armi della politica;
    – Pompeo è l’uomo di talento che ha avuto la sfortuna di vivere nello stesso periodo di uno con più talento di lui (è successo a lui con Cesare, ad Antonio Salieri con Mozart, a Mourinho con Guardiola eccetera);
    – Cicerone è il politico opportunista e voltagabbana, che si schiera ora con un partito ora con l’altro a seconda di come cambia il vento;
    – Crasso è l’imprenditore diventato politico per tutelare i propri interessi economici;
    – Giulio Cesare è l’uomo dall’ambizione sconfinata, che vuole tutto, vuole troppo e quindi finisce per nulla stringere;
    – Marco Antonio è il politico che si rovina la carriera per aver corso dietro alla donna sbagliata;
    – Augusto è il dittatore astuto, che gestisce il potere con morbidezza e quindi non viene percepito come tale;
    – Mecenate è il protettore delle arti;
    – Agrippa è l’uomo dal talento così fulgido da suscitare invidia, un’invidia che lo condanna a venire prima boicottato e poi emarginato dagli altri uomini di potere.

    1. Ricordo che mi consigliasti De Bello Alieno tanto tempo fa, ma purtroppo confesso di non aver mai trovato il tempo di leggerlo.
      Mi segno invece Breem, Gazo e Viotto perchè non conosco i loro i libri.

      Interessantissima poi la tua disamina su come le figure da me presentate siano diventate perfetti paradigmi nei due millenni successivi. Il che, tra l’altro, avvalora l’assunto dell’autrice: che mai nella storia umana così tanti personaggi illustri abbiano vissuto nello stesso periodo e nella stessa città.

      Concludo con una riflessione sulla tua ritrosia a leggere le saghe: I signori di Roma è una saga, questo si, ma i singoli romanzi funzionano alla perfezione anche se letti singolarmente. Ognuno di essi affresca un determinato periodo della storia tarda repubblicana e quindi ne potresti gustare anche solo uno senza avere il benchè minimo senso di “incompiutezza”, anche perchè tanto la Storia la conosciamo già tutti 😉

    2. Wwayne!
      Sei uomo di cultura davvero sorprendente… l’amico Lapinsù mi aveva a suo tempo avvisato di questo, riferendosi a te come ad una persona che senza farlo minimamente pesare ha cultura ed intelligenza da vendere ed a leggere il tuo commento lo si vede in modo evidente.
      Per altro il tuo gustoso elenco di caratteristiche definenti un personaggio a tutto tondo, che hai snocciolato a fianco dei nomi elencati da Lapi è un gioiello mirabile di sintesi e comunicazione.
      Che dire, whaoo! mi hai lasciato basito…

      1. Grazie mille kasabake! Il nostro comune amico Lapinsù, con il quale abbiamo ormai fondato un triumvirato 2.0, mi ha descritto in un modo che mi commuove profondamente, così come i tuoi complimenti.
        Proprio stamani ho letto una recensione che definiva un film orrendo (Contagious) come struggente: ecco, le vostre parole struggono il cuore, quel film, al massimo, l’intestino. 🙂

      1. Allora è uno della saga de I signori di Roma. Tra l’altro il libro “Cesare, il genio e la passione” è il mio preferito dell’intera saga.

    1. Che poi, si, Cleopatra è la Femme Fatale per eccellenza, però proprio leggendo questi libri ho scoperto che lei in realtà era brutta.
      Siamo abituati a ricordarla con gli occhioni blu di Elizabeth Taylor, ma non c’entrava niente con il personaggio.

      L’unica rappresentazione video che ha (un po’) tenuto fede alle sue effettive fattezze è quella firmata da Bruno Heller: Rome, dove l’attrice non è sicuramente un cesso, però non è una gran bellezza.

      D’altronde essendo generata da incroci multipli tra consanguinei (usava così nella dinastia dei Faraoni) Cleopatra non poteva essere bella….
      Eppure il fascino e il potere hanno mietuto vittime in tre continenti. Roba da non credersi.

      1. Allora Cleopatra incarna ben due figure tipiche: la femme fatale e la bruttina che tira! 🙂
        Per me la bruttina che tira per eccellenza, però, rimarrà sempre Hafsia Herzi. Guardare per credere:
        Foto 1: http://www.abusdecine.com/galerie/la-source-des-femmes
        Foto 2: http://www.zimbio.com/photos/Hafsia+Herzi/Burberry+Celebrates+Paris+Boutique+Opening/k1nS-f2Bnoi
        Foto 3: http://www.zimbio.com/photos/Hafsia+Herzi/La+Source+Des+Femmes+Premiere+64th+Annual/xYUWHRQCrug

      2. Se mi tiri in ballo il mondo delle “bruttine che tirano” non so perchè ma a me viene sempre in mente Debora Compagnoni 😦

      3. Le atlete difficilmente attirano il mio interesse: a me piacciono i fisici rotondi e morbidi, non quelli solitamente mascolini delle sportive. Comunque, riconosco che la Compagnoni ha davvero un bel sorriso. 🙂

  2. Ebbene, caro Lapi, chapeau!
    Pensa che ho cominciato a leggere il tuo post, aspettandomi che la partenza relativa alla scomparsa della scrittrice portasse poi altrove, ad altre considerazioni, come mi è capitato altre volte di venire condotte dai tuoi deliziosi elzeviri… ed invece, ohibò, uno schiaffo alla mi ignoranza, perché non ho mai letto nulla di Colleen McCullough ed anzi nemmeno probabilmente preso in mano un suo libro!
    Ho letto con ancor più curiosità del suo lavoro, con la conferma di quello che hai sempre raccontato di te stesso ed ossia la passione che hai per il mondo della Roma antica.
    Quando ho visto la foto della signora McCullough, poi, la mia mente è andata al faccione rotondo della June Squibb, che ha interpretato il personaggio di Kate, la moglie del vecchio Woody Grant, protagonista della gradevolissima pellicola in bianco e nero “Nebraska”, la quale, davvero, come dice anche il critico di Sky Gianni Canova, ricorda tanto una delle ballate del tuo Springsteen…

    Un Lapinsù moderato, storico, molto universitario e decisamente divulgativo: una parentesi seria nei tanti calembour, che non stona affatto in un blog potentemente strutturato come è il tuo.

    1. Ho scritto questo post qualche settimane fa e, lo ammetto, sono stato incerto fino a pochi giorni fa sulla sua pubblicazione. Non già perchè non mi piacesse (per certi aspetti lo considero il miglior post che abbia mai scritto qui su WP) ma semplicemente perchè non è (sarebbe) in sintonia con il resto del blog nè per i temi affrontati (non ho mai parlato di letteratura o storia) nè per lo stile (effettivamente un po’ accademico, lontano dal registro goliardico e colloquiale che uso di solito).

      Poi alla fine mi son detto: “Ho scritto 1700 parole e l’ho scritte col cuore, non posso non pubblicarlo”.

      Non mi stupisce che nè tu nè wayne (avidi lettori) conosciate la McCullough. La sua sventura è quella di aver fatto il botto con uno dei primissimi romanzi (Uccelli di Rovo) e quindi le fu appiccicata addosso un’etichetta che non si è più staccata e con la quale la serie I signori di Roma non c’entra assolutamente nulla. E ovviamente, essendo più “commerciale” la McCullough di uccelli di rovo, è solo quella che è conosciuta nella nicchia di competenza. Un po’ come – e perdonami l’azzardato paragone – Springsteen, famoso in tutto il mondo per il roboante BITUSA senza che nessuno sia a conoscenza che ha pubbilcato due tra i più belli album folk mai realizzati (Nebraska, per l’appunto, e The Ghost of Tom Joad,in onore all’opera di Steinbeck).

      Comunque non posso che consigliartene la lettura. La McCullough ha uno stile di scrittura raro, di più: unico. Riesce ad essere informale al contempo erudita. Non so come faccia. E non è merito del traduttore, visto che non è sempre lo stesso a tradurre il suo inglese.

      Vabbè, mi fermo qui, sennò sto commento diventa un pippone peggio del post…

  3. Hallo! Innanzitutto bellissimo ed interessantissimo post!
    Non la conoscevo, ma data la trama dei romanzi se dovesse capitarmene uno sottomano lo prenderò sicuramente. Purtroppo, conoscendomi, è meglio che eviti di cercarli in rete perché finirei per comprarli tutti e tutti di un botto…
    Comunque è valsa la pena aspettare un po’ per leggere questo post. Hai una scrittura talmente appassionata che è un piacere leggerti, anche dovessi scrivere la lista della spesa mi sa… 😛
    Mchan
    Ps: in quanto alla “bellezza” di Cleopatra: all’epoca i canoni erano alquanto differenti. Ho visto ritratti di donne ed uomini di quel periodo ed erano tutti alquanto bruttini, per non parlare di quelle parrucche… E comunque l’attinenza storica degli americani lascia alquanto a desiderare… Liz non era nemmeno lontanamente somigliante ad una donna egiziana di oggi, figuriamoci di 2mila anni fa. Dovremmo fare causa (tanto gli americani sono abili in questo) a chi ci ha fatto invaghire di un mito che in realtà non era così. 😛

    1. Ti appoggio la class-action con gli USA e i loro stravolgimenti della storia (anche nostra).
      Anche se va loro riconosciuto il merito di apprezzare più di noi le nostre origini latine: l’attenzione che dedicano alla storia Romana nei film e nei telefilm è mille volte superiore a quella italica. Un peccato vero.

      PS: su internet i libri li trovi tutti a meno di 10€, alla fine con una spesa di 50/60 te li porti tutti a casa…

      PPS: l’ostacolo più grande della mia lista della spesa sarebbe l’interpretazione: ho una pessima pessima grafia 😀

  4. Molto interessante questo post, e veramente ben dettagliato. Io non amo i romanzi storici, e quindi non penso che li leggerò. Però mio fratello adora tutta la storia, e penso proprio che gli proporrò questa serie.

    1. Tuo fratello non ne resterà deluso, ne sono certo.
      E secondo me lo stile di Colleen è talmente soave che appassionerebbe anche te, nonostante il soggetto non sia di tuo gradimento 🙂

  5. Si si … lo so sono monotono. Ma lo sai che cerco di servire (indegnamente) la verità quindi dico quello che penso: perché non metti il tuo talento al servizio della letteratura e ci regali una tua opera? … Bravissimo Lap, ottima recensione in un settore, quello librario, molto difficile 😉

    1. Grazie Alessandro! Recensire un libro è difficile, vero, ma ti confesso che questo post mi è venuto giù facile facile, molto più di tanti altri sui film o sul MIlan. Sarà che amo particolarmente questa autrice e la sua saga sui Signori di Roma… !

      1. Vero, quando le cose le senti dentro le parole vengono fuori come un fiume in piena!
        Il problema sono le acque del fiume … le mie non sono limpide e belle come le tue! 😉

  6. Ma che bello questo post, e’ un atto d’amore x una scrittrice! Ho appena iniziato Cleopatra e sono rimasta sorpresa che la McCullogh abbia scritto anche uccelli di rovo, un libro così diverso. Di Cleopatra mi meraviglia soprattutto la conoscenza profondissima della storia, dei personaggi e dei dettagli delle famiglie romane: mica facile!

    1. Ciao Librini e benvenuta nel blog!

      Mi fa sempre piacere scoprire qualcun altro che si appassiona ai romanzi di Colleen, autrice brava quanto sconosciuta.

      Cleopatra è l’ultimo libro della saga sui Signori di Roma ed è sicuramente uno dei più affascinanti visto che narra a lungo le gesta della famosa regina d’Egitto. Se sei interessata a questo personaggio storico è presentato in maniera ancora più dettagliata ed efficace nel libro precedente (Le idi di marzo) e comunque io non posso che consigliarti la lettura di tutti i 7 volumi perchè sono veramente una pietra miliare del romanzo storico e della narrativa sul crepuscolo dell’era Repubblicana a Roma.

      Ciao e grazie ancora per il tuo commento!!!

  7. Com’è bello veder nascere, crescere ed evolvere personaggi come Catone uticense, Cesare, Livio Druso. È questo a mio avviso, oltre ovviamente le innegabili capacità della mc cullough, che rende speciale “i signori di Roma”. Il lettore scorrendo i romanzi incontra man mano i personaggi che si formano pagina dopo pagina, dalla nascita alla morte, nell’intricata Roma repubblicana. L’attenzione storica poi è innegabile, tutto ciò che viene raccontato ha un fondo di verità e rimane nei limiti dei personaggi e della credibilità. La prima volta che ebbi la fortuna di leggere la saga avevo forse dodici anni. Adesso dopo altrettanti anni sono tornato a leggere questo capolavoro e fortunatamente ricordo ben poco. Purtroppo leggendo oltre 200 pagine al giorno mi avvicino rapidamente alla fine; cosa leggerò dopo?
    Non credo ci sia un libro altrettanto soddisfacente. Mi trovo pienamente d’accordo con la recensione, e avendo letto molti altri romanzi storici, soprattutto di epoca romana non ho mai trovato un libro a questo livello.

    1. Ciao Tonino
      grazie per il commento.
      Mi fa sempre piacere incontrare altre persone che amano i romanzi storici ambientati nella Roma Antica e, più specificatamente, quelli scritti dalla McCollough che resta, a mio parere, una spanna sopra tutte gli altri autori del genere.

      Ed hai terribilmente ragione quando sottolinei il modo in cui l’autrice sa far nascere, crescere ed evolvere tutti i personaggi, sia quelli più importanti e famosi (come Catone o Cesare o Cicerone) ma anche quelli minori (come Aurelia Cotta oppure Publio Clodio).

      Sai qual’è il mio unico cruccio? Che Colleen non abbia potuto scrivere l’ottavo romanzo della saga, quello dedicato ad Augusto e alla fine delle Repubblica. Personaggi meravigliosi come Mecenate o Agrippa sono appena accennati nell’ultimo CLEOPATRA e sarebbe stato bello vederli in altro libro.

      Pazienza.

      Grazie ancora per il commento.

  8. Ciao e Grazie a te per la risposta!
    Siamo decisamente d’accordo, anche sul personaggio di Aurelia che ha una parte di prim’ordine! Purtroppo la saga non ha avuto il successo meritato e ben pochi la conoscono, un vero dispiacere per me. Devo dire la verità credo che sia superiore agli altri romanzi perché in fondo data l’attenzione ai particolari e la verosimiglianza non lo fanno percepire come tale. Credo che anche l’autrice l’abbia concepito più per istruire che per divertire, in “i giorni del potere” quasi si scusa per non aver inserito una bibliografia e si offre di rispondere a chi fosse interessato a riguardo.

    Che dire, un fiore raro la Mccullough, spero vivamente che in futuro altri capaci artisti si cimentino in opere del genere!

    Ps. E grazie anche per questa recensione, sarò lieto se qualcuno leggendola si interesserà ai “signori di Roma”

    1. Credo che tu abbia detto una cosa giustissima quando sottolinei le finalità istruttive anteponendole a quelle ludiche e dilettevoli: questa è un’opera talmente rigorosa dal punto di vista storico (certo, ci sono delle licenze, ma mai sui fatti storici) da essere uno strumento di apprendimento meraviglioso.
      Se penso alle pagine dove è descritta la Battaglia di Alesia e la costruzione della doppia fortificazione ancora ho i brividi.

      Tu ricordi la nota dove l’autrice si scusa per non aver inserito una bibliografia. Ebbene, io ricordo (non so se fosse sulla stessa nota) che l’autrice confessa di aver letto 128 libri per scriverne uno soltanto. Ecco, quest’ammissione di appassionata erudizione aiuta a capire il significato storico e la profondità narrativa della saga I signori di Roma.
      Io l’ho recuperata pure per il mio Kindle e aspetto con ansia le ferie estive per immergermi in una terza rilettura!!!!!

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