San Andreas

No No No No e NO!

No.

Non lo posso accettare.

Non me lo dovevano fare.

Se aspettavo San Andreas con trepidazione tanto da inserirlo nella lista dei film più attesi dell’anno il motivo è solo uno: la certezza che ci sarebbe stata la scena in cui Dwayne “The Rock” Johnson riattacca la faglia di Sant’Andrea con la nuda forza delle braccia.

san andreas faglia

C’avevo già tutti i fotogrammi già stampati in mente: lui che si ingobbisce per lo sforzo, la goccia di sudore che gli cola dalla fronte per lo fatica, il rapido stacco sul viso terrorizzato della moglie che sta per essere schiacciata dalle rocce, le vene dei TheRockicipiti che si gonfiano fin quasi a scoppiare, il breve primo piano sugli occhioni terrorizzati della figlia che lo incita “Papàààààààà“, l’inquadratura delle mani cui sta scivolando la presa sulla faglia e infine l’urlo liberatore del nostro eroe che ha la meglio sulla forza dei migliaia di gigajoule sprigionati dal terremoto. Sarebbe diventata una cosa epica, leggendaria. Da tramandare di generazione in generazione, nei secoli dei secoli.

Come puoi non inserirla nel film? Come fai?

Sii tu maledetto, Brad Peyton, e torna nell’Universo dei Carneadi da cui sei venuto. E restaci. Non solo hai privato l’umanità di una scena memorabile ma per di più hai realizzato proprio un film di merda. Perchè nelle quasi 2 ore di San Andreas hai saputo mostrarci solo due cose: tanti palazzi che crollano in CGI e Dwayne Johnson che fa l’autista. Si, avete letto bene, autista, perchè per tutto il tempo il nostro eroe non fa altro che guidare qualcosa: un elicottero, un furgone, una macchina, un aereo, un motoscafo. Gli mancava solo il cappello e la camicia inamidata d’ordinanza.

autista

Se ci vuole coraggio per essere stupidi, Brad Peyton deve essere un leone.

Che senso ha scritturare Dwayne Johnson se poi non lo fai menare, sparare, ammazzare, frantumare, sradicare, spezzare, strappare, sollevare, distruggere, picchiare, mitragliare, lanciare, divellere, fracassare o demolire qualcosa? Tanto vale prendere un attore più scialbo e insignificante, come fecce il saggio Emmerich in 2012.

Per fortuna che c’è Paul Giamatti che ci spiega la tettonica a zolle.

alexandra daddario

No, non questa tettonica, quell’altra.

tettonica a zolle

Ecco! Questa è quel…

Ok ok, va bene, avete ragione.

E’ meglio l’altra tettonica.

alexandra daddario

Per fortuna che c’è anche Alexandra Daddario.

Voto: 5*
(*): il film è talmente piatto e le zolle tettoniche della Daddario si ergono a tal punto da valere un +1

 

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31 pensieri su “San Andreas

    1. Il film dice 2-3 cose, non di più, gira che ti gira se ne parla sempre allo stesso modo!!!!!

      Io con sta cosa che The Rock riattacca la faglia a mano ci stavo in fissa, l’avevo scritto anche nel post sui film più attesi dell’anno. ERO CERTO che ‘sta scena ci sarebbe stata.
      E poi che fanno? Infarciscono il film di cazzatone colossali (come la scena in cui cavalcano lo tsunami col motoscafo) e omettone la scena di cui sopra????
      MALEDETTIIIIIIII

    1. Pensare che The Rock abbia dei canoni può sembrare comico, però effettivamente hai ragione.
      Benchè negli ultimi tempi abbia sfornato anche alcune interpretazioni significative (penso al bel film “Snith, l’infiltrato”) The Rock è diventato un’icona del cinema action. Ma qui l’azione è veramente poca. Tolti gli effetti speciali, resta veramente poco.

  1. Se non ho ancora visto il film è anche perché avevo già sentito sto fatto che nel film non c’è LA SCENA e quindi non sono riuscito a trovare altre motivazioni valide per vedere il film. Finora. Il geologo che è in me si è improvvisamente svegliato e ho la sensazione che ci sia bisogno di approfondire il discorso su quel paio di grosse questioni che, stando a quello che dici tu, emergono dal film.

    1. Non emergono, però si stagliano.
      Per restare in ambito geologico, diciamo che sono come un vulcano quiescente: non ne vedi la potenza epperò la intuisci, la qualcosa è forse ancora più affascinante 😀

  2. Come disse anche arpio83 a suo tempo, il dolore più grande l’ebbi già quando scoprii che il film non aveva nulla a che fare con il gioco RockStar e da lì fu tutto un calando… non so nemmeno se lo avrei guardato distrattamente durante un’inevitabile passaggio televisivo su Sky, perché probabilmente gli avrei preferito un qualsiasi titolo Asylum (almeno là il trash c’è tutto… anche se oramai stanno diventando troppo prevedibili anche loro).
    Il tuo post lo avrei letto comunque, come la tua lista della spesa, che invito tutti, tra l’altro ad andare a leggersi nel blog di Dave…
    Ora, dopo averti letto, ho la certezza che questo film non merita il mio tempo e in fondo in fondo anche la Daddario (prima a me nota solo per essere Annabeth di Percy Jackson) si è messa in mostra (e per bene, anche!) già in True Detective… mah!
    Comuqnue, insisto, la lista della spesa ha più suspence di San Andreas… leggere per credere.

    1. Questo film è la riprova che, anche per fare i fracassoni-patacconi ci vuole stile. Quasi arte, direi.

      Il misero Peyton è un regista scolastico, del tutto privo di quel talento trash del mio idolo Emmerich. Ecco, se il buon Roland avesse diretto questo film, allora si che ne sarebbe venuto fuori qualcosa di epico. Probabilmente avrebbe anche inserito la SCENA. Allora si che sarei andato in brodo di giuggiole.

      Sulla lista della spesa… che dire… potrei fare un compendio di quelle che mi manda la signora per e-mail… oppure andare di fantasia… ma mi sa che sarebbe più divetente il compendio eheheheheh

      1. Ho il terrore che prima o poi mi arrivi la notifica di WP recitante:
        Carò Lapinsù,
        abbiamo bloccato il tuo account perchè scrivi troppe cazzate.
        Cordiali saluti.

      2. Eh!…
        Se poi mettono assieme anche i miei commenti, ci danno “associazione a delinquere”… aspetta, per questo reato, mi dicono dalla regia, bisogna essere in 3… sotto a tre non è “associazione”… chi possiamo coinvolgere per avere il massimo della pena?

      3. Wwayne è una enciclopedia ambulante… ha visto cose di cui noi umani non immaginavamo neppure l’esistenza… andremmo in carcere direttamente!
        Facciamolo…

  3. Il tuo articolo mette in luce un punto importante: quando un attore si fossilizza in un certo tipo di ruolo, poi il pubblico si aspetta che in ogni suo film reciti sempre più o meno lo stesso personaggio.
    Se sei un eroe action, gli spettatori vogliono che tu meni – spari – ammazzi; se sei una strappona, vogliono che tu ti spogli o quantomeno indossi una scollatura da urlo; se sei un attore comico, vogliono che tu faccia ridere.
    Quest’ultimo è senza dubbio il tipo di attore che deve attenersi più rigidamente al proprio ruolo: ricordiamoci di attori come Robin Williams e Jim Carrey, il cui declino fu dovuto proprio all’aver tentato di sfondare in ruoli drammatici. Non l’avessero mai fatto! Il loro pubblico si sentì tradito, e smise di seguirli.
    Certo, questa scelta portò anche a dei film positivi (ad esempio Insomnia per Williams e The Truman Show per Carrey), ma in ogni caso direi che il gioco non è valso la candela.
    Anche il magico trio Arnold – Sly – Bruce Willis ha tentato di battere strade diverse dall’action movie. Bruce Willis ci è riuscito alla grande, visto che ha lavorato con tanti grandi registi; anche Arnold ha avuto ottimi risultati, dato che le sue commedie per famiglie sono tuttora molto carine e godibili. Sly invece ha faticato molto di più: le sue commedie non sono all’altezza di quelle di Arnold, e anche nei suoi film drammatici non è riuscito ad evadere completamente dallo stereotipo dell’eroe action (ad esempio, D – Tox è un thriller, ma Sly mena, spara e ammazza esattamente come in un film dei Mercenari).
    Adesso anche i nuovi eroi action, come The Rock e Jason Statham, stanno cercando di variare il loro percorso professionale. Il primo ha fatto commedie a iosa e adesso San Andreas, il secondo ha fatto la parodia di se stesso in Spy. Insomma, stanno ricalcando in tutto e per tutto la carriera di chi li ha preceduti, anche se ovviamente non sfiorano neanche le vette raggiunte dal magico trio.
    Anche il mio amato John Wayne ha battuto strade diverse dal western, ma non mi addentro nell’argomento, perché quando attacco a parlare del Duca non la finisco più: dato che ho già scritto un sacco e che ne ho già parlato con kasabake in un precedente post, preferisco chiudere qui il mio commento. 🙂

    1. The Rock ha una carriera ancora sufficientemente breve per non essere fossilizzato in un ruolo. E’ però altrettanto vero che – benchè sia molto migliorato sotto il profilo artistico, a differenza di altri suoi compari del WWE come John Cena – non può certo sperare di riciclarsi in un ruoli drammatici o troppo impegnativi. In Snitch (film a metà strada tra il thriller e il drammatico) si disimpegna bene, questo glielo concedo.
      Tuttavia, se lo vedo protagonista di un disaster movie non mi aspetto che meni-spari-ammazzi: LO PRETENDO.
      Perchè, e mi ripeto, se scritturi The Rock per poi farlo pilotare aerei ed elicotteri, tanto valeva ingaggiare una caccola come John Cusack o Will Ferrell.

      Delle gesta di Swarzy-Sly-Willis abbiamo discusso centinaia di volte e di sicuro Sly è quello che è riuscito meno di altri ad uscire dal suo clichè di atttore d’azione. Tuttavia gli vanno riconosciuti alcuni meriti:
      – innanzitutto è un ottimo regista e un ottimo sceneggiatore e questa seconda qualità, per me che sono sempre molto attento all’aspetto narrativo, è molto importante
      – i suoi personaggi più famosi e riusciti (Rocky e Rambo) sono diventate icone action tuttavia, al loro esordio, erano personaggi fortemente drammatici. Un pugile fallito il primo, un reduce del Vietnam incapace di reintegrarsi il secondo. Poi le rispettive saghe hanno svaccato prendendo pieghe più commerciali, ma questo è un altro paio di maniche.
      – Nelle rare volte in cui si è cimentato in commedie, io l’ho sempre apprezzato. Ti cito 2 film, che probabilmente già conoscerai: Fermati o mamma spara e, soprattutto, Oscar, commedia degli equivoci che sembra quasi una piece teatrale, nella quale interpreta un Boss della malavita e sua moglie è l’allora ancora splendida splendente Ornella Muti. Tra l’altro il regista del film è John Landis, imho una garanzia.

  4. Non l’ho visto e non ho intenzione di vederlo. Però oggi è stata una giornata faticosa col tuo articolo sei riuscito a farmi rilassare all’istante, perció un “Mi Piace” te lo metto

    1. Tra tutti i complimenti che ho ricevuto ti assicuro che questo è il più lusinghiero di tutti.
      Sapere che sono riuscito a strapparti un sorriso dopo una giornata mi riempie il cuore.
      Sono io che ringrazio te, quindi 🙂

  5. Beh, che fosse una cagata di film, ne ero ben consapevole, ma almeno mi aspettavo qualcosa di epico dal punto di vista di disaster movie. Invece sembra che anche da quel punto di vista sia pessimo. Vabbè, un’occhiata ce la darò comunque…al massimo mi soffermo sulla falsa tettonica di Alexandra Daddario 😀

    1. Dal punto di vista grafico ci sono alcune scene epiche, ma niente di che è tutto un già visto insomma.
      La storia è latitante, i personggi poco empatici…
      Insomma, resta veramente poco.

      1. Allora siccome sei piu’ documentato di me ne approffitto perchiederti la differenza (nella tettonica di cui stiamo parlando) tra appunto tettonica a placche e tettonica a zolle…. :mrgreen:

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