Io e Bruce: A love story [reloaded]

Io E Bruce è una breve storia della mia vita raccontata secondo i ritmi e le note della musica di Bruce Springsteen. Perchè la musica di Springsteen è la colonna sonora della mia vita: ne ha scandito il ritmo e i tempi, ne ha definito le passioni e le emozioni e ne ha permeato ogni ricordo e ogni sensazione. C’è stato un momento in cui la mia esistenza e le sue canzoni sono diventate una cosa sola e sono convinto che questa fusione abbia prodotto un uomo migliore.

Esattamente due anni fa pubblicai una serie di post cui sono molto affezionato sia perchè parlano di me i maniera diretta sia perchè a tutt’oggi rappresentano il progetto più ambizioso che abbia realizzato per il blog.

Purtroppo però all’epoca il mio blog non era seguito praticamente da nessuno a parte wayne e lupokattivo, i primi folli che ebbero l’altrettanto folle idea di leggermi; quindi a distanza di due anni ho deciso di riprendere in mano il progetto, rivederlo, sistemarlo e spero migliorarlo per poterlo infine ripresentare a tutti gli altri folli che nel tempo si sono uniti ai miei primi carissimi lettori.

Quindi eccovi i link della storia, la love-story tra me e il Boss.

Se ne avete voglia vi invito alla lettura, sperando con tutto il cuore che possa essere anche piacevole.


PS:
rispetto alla versione di due anni fa le differenze sono solo formali, mai strutturali. Non ci sono aggiunte nè nuovi capitoli, mi sono limitato a correggere errori e refusi (erano tantissimi, shame on me…), a spiegare meglio alcune cose e, soprattutto, a potare qualche ramo qua e là per rendere il racconto meno prolisso di quanto già non sia.

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27 pensieri su “Io e Bruce: A love story [reloaded]

  1. Incrociare in questa vita virtuale, un altro grande fan di Bruce, mi lascia estasiata.
    Sopratutto oggi che il Boss compie gli anni
    Buon Compleanno, Bruce e un salutone a te 🙂

    1. Io gli anni non lo misuro giorni e neppure in mesi, bensì nel numero di film-fetecchia che riesco a vedere…
      Quest’anno sto già in doppia cifra e se mi impegno arrivo alla terza:-D

  2. Una storia da vero “Tramp”! La mia è cominciata 13 anni prima della tua e l’intensità di quei momenti indimenticabili (le prime canzoni, gli otto concerti vissuti e l’attesa di ogni nuova uscita discografica) è indescrivibile. Anch’io senza Bruce quasi sicuramente sarei una persona diversa, la sua musica mi ha cambiato parecchio, oserei dire radicalmente. Poi sono arrivati gli altri (Willy DeVille per esempio, il quale ha quasi “usurpato” la posizione di privilegiato nelle mie preferenze) ma questa è un’ altra storia….. Ciao e complimenti !!!

    1. Ti confesso che mi sono sempre sentito più uno spirito tormentato come quello di Darkness che non quello smanioso di Born to run…

      L’importante però è che la nostra bussola punti sempre nella giusta direzione: stay hard stay hungry stay alife, if you can, and meet me in a dream of this hard land

      1. Allora la pensiamo alla stessa maniera …anche se per Born To Run penso che lo spirito “smanioso” nascondesse già un individuo tormentato (ovviamente in maniera diversa da quello di Darkness ) visto il periodo “allucinante” passato in studio da una band al limite dell’ esaurimento nervoso per un eccesso di perfezionismo (sintomatico di tormento interiore). Darkness rimane il disco da me più ascoltato e più vicino al mio modo di essere (tormentato pure io…) 😉

      2. Come scrissi qui https://lapinsu.wordpress.com/2012/10/12/la-poetica-di-bruce-springsteen-in-3-passi-darkness-on-the-edge-of-town/

        “Io considero “Darkness On The Edge Of Town” il miglior disco in assoluto di Springsteen: c’è la disperazione, ma mai la rassegnazione; c’è la speranza, ma mai l’illusione; c’è la fede, ma mai la cecità; c’è l’amore, ma sempre con un prezzo da pagare. Ogni nota e ogni verso trasudano vita come nessun altro disco che abbia ascoltato”.

        Tonight I’ll be on that hill ‘cause I can’t stop
        I’ll be on that hill with everything I got
        Lives on the line where dreams are found and lost
        I’ll be there on time and I’ll pay the cost
        For wanting things that can only be found
        In the darkness on the edge of town

  3. Come ti dissi in vari commenti, sto recuperando solo in parte l’opera di Bruce ed effettivamente, pur riconoscendone l’assoluta grandezza nello specifico genere musicale, le sue canzoni sono un tantino fuori delle mie corde musicali: questo ovviamente non mi impedisce di apprezzarlo e di capirlo, ma devo fare un’operazione culturale simile a quella che faccio quando ascolto un grande del Rhythm and Blues (come Wilson Picket , Same & Dave, Otis Reeding, Ray Charles,Percy Sledge, etc.) o del Country (come Johnny Cash, June Carter e la carter family, Waylon Jennings, Willie Nelson, Kris Kristofferson, Linda Ronstadt) o del jazz (come la Stanley Clarke Band, lo Steve Lehman Octet, Dave Douglas che ha la mia stessa età tra l’altro, il Marc Ribot Trio, etc. etc.).
    Questi che ho citato sono generi ed artisti che, insieme ai grandi rock songwriter come il “boss”, hanno fatto la storia dell musica e sono dei maestri, ma non mi appartengono: per gustarli debbo quindi cercare di scalvcarae le mie pulsioni e mediarle culturalmente, come potresti fare tu per gustarti un film di un regista che sai essere molto bravo ma che non ti appartiene come “mood” o un genere cinematografico di cui riconosci le valenze estetiche (coem l’horror) ma che non ti appassiona.

    Ovviamente leggerò i tuoi articoli nella loro forma “reload” soprattutto per gustarmi gli aspetti biografici e letterari, come quando scrivi “[…] Spesso piangevo. Talvolta per la gioia e le emozioni che mi trasmetteva la musica di Springsteen. Ma altre volte perché temevo che non avrei mai potuto partecipare ad un suo concerto. Ne ero convinto e la cosa mi struggeva talmente tanto che se ora potessi parlare con il mio “io adolescente” gli direi solo due cose: Stai tranquillo: <> […]“.

    Scavalcando la musica, leggendo alcuni dei tuoi pezzi di stampo musicale, mi sono ritrovato immerso in quello stile molto british che mi ricorda le cadenze poco parentetiche, asciutte, ma piene di colore del miglior Nick Hornby: a costo di rimangiarmi una promessa di silenzio fatta (sto scrivendo un pezzo sulla pirateria, tutto basato sull’infrangere le regole naturali e sovrannaturali), ti dico che messi assieme i tuoi 9 articoli sembrano 9 capitoli di un romanzo di educazione sentimentale, con una suo colonna sonora.

    Non penso che Bruce mi avrà mai come estimatore appassionato, ma di certo tu come scrittore mi hai già conquistato da un pezzo.

    1. Sei la prima (e probabilmente unica) persona che mi definisca “scrittore”. Non sto qui a dilungarmi su quanto e perchè sia un appellativo inappropriato: stavolta ti ringrazio, mi gusto il complimento, lo incarto con stoffa vellutata e lo ripongo con cura nel “cassetto dei bei ricordi”, quel piccolo scrigno di gentilezze che mi piace rovistare quando mi sento giù e ho il bisogno di una coccola.

      Dopo questo preludio, sappi che se ho deciso di fare questo “reload” è stato anche per merito tuo. Era un pezzo che ci rimuginavo su, ma non trovavo mai la voglia di rimetterci mano: rileggo fino alla sfinimento i post PRIMA di pubblicarli, ma una volta che sono pubblici non li guardo più. Ma poi, a forza di sentire te che ti divertivi per gli intermezzi biografici con cui sono solito condire (spesso a sproposito) i miei commenti, mi son detto: è ora di riprendere mano all’unica cosa veramente autobiografica che abbia mai scritto su questo blog 🙂
      Che poi, tra le altre cose, la genesi di questa storia è alquanto bizzarra.

      Tengo un file xls dove, negli anni, ho annotato tutti i concerti del Boss cui sono stato e relativa scaletta: 8 show, 216 brani totali eseguiti, 111 canzoni diverse. In principio Io e Bruce doveva essere una riflessione su questi dati e sulla sua straordinaria verve nei live: la sai la famosa frase ci sono 2i tipi di persone: chi ama Springsteen e chi non l’ha mai visto dal vivo? Ecco, il mio post doveva girare intorno a questo concetto.
      Ma poi ho parlato d’altro, come mi capita sempre. Recensisco Fast and Furious 7 e parlo del Libro dei Perchè, recensisco M:I5 e parlo della topa di turno, commento un post su Jake Gyllenhaal e finisco per parlare della lista della spesa. Come dicevamo l’altro giorno, se tu sei il supereroe degli incisi, io allora sono il villain degil Off Topic. Ma va bene così: d’altronde ogni tanto chi di noi non fa il tifo per i cattivi?

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