Il profondo mare azzurro

L’amore fa compiere follie. Ogni innamorato lo sa ma se ne infischia, consapevole di non poter opporre alcuna resistenza. D’altronde una candela quando brucia non può mica spegnersi da sola: aspetta impotente che la fiamma la consumi del tutto.

E tutti, prima o poi, siamo stati colti da un raptus di follia amorosa. Anche io nel mio piccolo ne ho combinate: ricordo che una volta mi feci la bellezza di 5 km a piedi sotto il sole di giugno per portare a Romy un saluto ed un bacio mentre lavorava nell’edicola del padre; in un’altra occasione – no vabbè, sarò sincero fino in fondo: le occasioni sono state più d’una… – mi sono accoccolato con lei a guardare una puntata di Amici di Maria De Filippi; un’altra volta la rincorsi in auto lungo tutta la città solo per darle un portachiavi di peluche che le avevo trovato in una bancarella vicino casa.

Tuttavia l’ultima follia d’amore non l’ho compiuta per mia moglie, bensì per l’altro grande amore della mia vita, Rachel Weisz.

Ho visto Il profondo mare azzurro.

Sapevo che era una palla colossale ancora prima di vederlo, ma non potevo deludere Rachel: lei ci resta male se non guardo un suo film, lo so. Me la immagino come nella foto qui sotto – malinconica ed afflitta – tormentata da un unico pensiero: “perchè non guarda il mio film? Perchè? PERCHE’? Forse non mi ama più? Forse non gli piaccio più? Oh povera me…”

the deep blue sea - rachel weisz

Tranquilla Rachel, i miei pensieri sono solo per te, ora e sempre. E perdonami se non ho visto subito Il profondo mare azzurro, ma in Italia non lo distribuivano mai: vabbè che sono innamorato, ma addirittura vederlo coi sottotitoli…

Comunque voglio confessarti che durante la visione de Il profondo mare azzurro non c’è stato un solo secondo in cui non abbia pensato di prendere bene la mira per dare una testata al tavolino di vetro del salotto, quello dove appoggiamo sempre il vino che sorseggiamo dopo aver fatto l’amore, perchè mettermi otto punti di sutura sulla fronte sarebbe stato senz’altro più piacevole che proseguire la visione del film. Non me ne volere, ma tra innamorati bisogna essere sinceri e Il profondo mare azzurro è proprio brutto, un classico sentimentalone-femministone che annoierebbe pure una sedicenne in crisi esistenziale. E poi mi spieghi cosa caspita ci trovi in Tom Hiddleston? Ma lo sai che conduce una doppia vita? Che ogni tanto si fa crescere i capelli, si fa chiamare Loki e cerca di uccidere tutti gli esseri umani, distruggere la Terra e altre similari amenità? Non te lo diceva tua madre di star lontana dai tipi così? E poi dimmi, quand’è che ti decidi a confessare di noi due a Daniel Craig? Sono mesi che dici che lo farai, ma poi non lo fai mai. Io sono stufo di questa clandestinità, di doverti dividere con lui, di vederci quando capita. Non ne posso più! E lo sai che non mi frega niente se lui è un agente segreto con licenza di uccidere: so come trattare gentaglia del genere. Quindi vediamo di metterci un punto, perchè così non si può andare più avanti, ok?

the deep blue sea rachel weisz

Vi sembra che abbia esagerato? Che sia stato delirante? Si, forse avete ragione, ma purtroppo non so dirvi se a farmi sragionare sia stato lo strazio del film, la botta in testa, il cazziatone di mia moglie per il tavolino rotto o il dolore per i punti di sutura in fronte…

Voto: 4*
(*): e pensate che c’è pure il canonico +1 del “Fattore Rachel Weisz”…

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66 pensieri su “Il profondo mare azzurro

      1. Molto! Quando un film non va, non va… indipendentemente da chi lo interpreti. Mi vengono i mente gli scivoloni di Eva Green che ho molto ammirato in “The Dreamers”, “Le crociate”, “Casino Royale”… ma poi… che pena. Ciao! 🙂

      2. Si, Eva si è un po’ perduta per strada, anche se in Sin City 2 non mi è dispiaciuta.

        Il cast poi è spesso menzoniero e ahimè questo è uno di quei casi.

      1. Il Tommaso nazionale sarà pure carino e coccoloso abbestia, però non può pensare di spupazzarsi la Rachel senza finire nel mirino del mio fucile.
        Quindi, per dirla alla Guccini,
        infilerò la penna ben dentro al vostro orgolio
        perchè con questa spada vi uccido quando voglio

        Mi spiace per voi femminucce, ovviamente 😀

        PS: ssshhhh, non ti far sentire da Fassy però…. altrimenti si ingelosisce 😀

      1. Vi sfido a singolar tenzone allora 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀

        Comunque vi capisco… se qualcuno “toccasse” la mia Rachel mi comporterei allo stesso modo.

  1. AHAHAHAH!!!! Mi fai morire quando scrivi questi post. Per amore si fa veramente di tutto. Beh, lascerò Rachel Weisz tutta a te, e farò volentieri a meno di andarla a sbirciare in questo film 😀

    1. Altra grande patata.
      Ma te la lascio volentieri!!!
      Manco la inserii nella mia top20… sarà che le francesi hanno sempre un non so che di altezzoso. Se proprio devo fare un peccato, allora lo farei per Eva Green 😀

      1. oh un bel ricordo di Eva, siamo usciti per un po’ ma poi non ha funzionato, mi ero appena lasciato con Penelope Cruz e non volevo sentirmi troppo legato era un momento un po’ così…Sia com’è, putroppo capita! ahahahahah 😀

    2. Marion Cotillard l’ho vista di recente in Blood Ties – La legge del sangue. Era l’unico titolo che mi mancava di un regista che adoro (James Gray), che però di quel film ha solo scritto la sceneggiatura. Ne sono rimasto molto soddisfatto: se non l’avete visto, ve lo consiglio caldamente.

      1. In Blood Ties tra la Cotillard, la Kunis e la Saldana la patata non mancava di certo.
        Il film è gradevole, seppur troppo affettato in un alcuni punti. Di sicuro migiore di C’era una volta a NY, film sempre di Gray ma veramente pessimo

      2. Non ci avevo pensato, ma hai ragione: il regista di quel film aveva messo su un vero e proprio All Stars Team di topolone. Onestamente, però, nessuna delle 3 mi attira particolarmente: la Cotillard ha uno sguardo troppo triste, la Saldana un viso troppo smunto, e la Kunis poi non ne parliamo. La ritengo una delle attrici esteticamente più sopravvalutate di Hollywood, insieme alla sua controparte bionda Blake Lively.
        Riguardo a Blood Ties, lo ritengo una summa di tutto il cinema di Gray: per tutta la carriera si è alternato tra il genere criminal – mafioso e quello sentimental – familiare, e qua ha unito le due tematiche, intrecciandole in modo al solito magistrale.
        C’era una volta a New York è stato effettivamente un mezzo passo falso, forse proprio perché non appartiene a nessuno dei 2 generi tipici di Gray. Forse dovrebbe ricordarsi della lezione di Michael Jordan: se sei nato per giocare a basket, perché ti metti a giocare a baseball? 🙂

      3. La saldana e la kunis ti dirò che invece a me tirano parecchio.
        Per non parlare della Lively: di viso non è proprio bellissima, ma c’ha due gambe che farebbero invidia divere modelle di Victoria Secrets.
        Ovviamente non sono tette e cosce gli elementi portanti del film di Gray, che ha il suo perchè ma che è distante mille miglia dal suo capolavoro Two Lovers. Ecco: quando un regista sa toccare tali vette d’eccellenza è giusto e doveroso aspettarsi che sappia replicare cotanta beltà. Purtroppo però Gray non ci è mai riuscito, anche quando ha realizzato validi prodotti come I padroni della notte. Anche in questo film, per altro, intrecciava criminalità e famiglia, i leit motif della sua narrazione (come hai giustamente evidenziato tu). E anche li c’era una superpatatona: Eva Mendes al culmine del suo splendore.

      4. James Gray è valido sia come regista che come sceneggiatore.
        Ha realizzato un grandissimo film (Two Lovers) ma anche uno veramente pessimo (C’era una volta NY).
        Blood Ties e il precedente I padroni della notte stanno un po’ nel mezzo: film discreti, con ambientazioni criminali e fumose oltre che familiari, e si lasciano vedere con tranquillità pur senza generare particolare trasporto.
        Al momento, non fosse per Two Lovers credo se lo filerebbero in pochi…
        Non ho visto il suo primo lungometraggio (Little Odessa).

  2. Whaoo, che stroncatura!!…

    Se escludiamo i cortometraggi (ed è giusto escluderli), Terence Davies è un regista di culto che ha fatto solo 6 film in 35 anni di attività, malgrado sia sempre stato acclamato dalla critica.
    Questo lo mette molto vicino, sia come stile registico, sia come modalità di approcciare il cinema stesso come media, a Terence Malick, regista che so essere in cima alla classifica dei registi che non sopporti…
    Personalmente penso che tutto il “male” che hai visto nel film sia molto dato dalle aspettative, perché nemmeno la Weisz si aspettava di essere contattata da Terence Davies, il quale, figurati, prima di averla vista in un serial Tv, nemmeno la conosceva come attrice!
    Insomma, siamo in zona snob che più snob si muore!
    La piece tetrale da cui lo steso Davies ha tratto la sceneggiatura di questo “The Deep Blue Sea” è di un commediografo, anch’esso britannico, famoso per i suoi ritratti femminili anticonvezionali per l’epoca in cui vennero scritti.
    Insomma, un regista di culto (da giovane osteggiato per le sue scelte sessuali personali) per un film tratto da un lavoro teatrale di culto di un autore altrettanto osteggiato per gli stessi motivi, con soggetto l’emancipazione femminile… onestamente quanto di più lontano dai miei gusti cinematografici e pensavo anche dai tuoi…
    Ti sei messo in un bosco di ortiche e ti lamenti delle bolle che ti ricoprono la pelle!
    Eh, eh, eh!

    Aldilà del film (che non è nelle mie corde e che non vedrò), ho adorato il pezzo del tavolino, ma soprattutto questo rivolgersi direttamente all’attrice come fosse una tua amante e sembravi davvero l’Antoine Doinel di “ Domicile conjugal” di Truffaut, regista che forse non sai ma ha fatto film di cui potresti benissimo essere tu il protagonista, con questi suoi personaggi deliziosi e veri protagonisti di una commedia umana di cui ti ho sempre visto come fiero protagonista.
    Ovviamente tutti il lungo periodo scritto in italic vale l’intero pezzo.

    P.S. Tom Hiddleston non è male, dai… e te lo dice uno che non lo apprezza come uomo, ma come attore… Sai come la penso!

    1. kasabake, ieri sera ho visto un western che non puoi assolutamente perderti: La principessa di Moak (ignorantissima traduzione del titolo originale “Mohawk”). La trama ricalca quella del film L’amante indiana, e ovviamente nel confronto sfigura, ma preso da solo è davvero un ottimo film. E te lo dice uno che giudica con occhio ipercritico i western senza il Duca nel cast. 🙂
      P.S.: Il film lo trovi in streaming su arcoiris.

    2. Chi è causa del suo mal pianga se stesso. Hai ragione, Kasa. Me l’ho cercata e me l’ha merito.
      Ma, come ti ho spiegato, io i filmdi Rachel li devo vedere per forza e per ben due ragioni.
      Da un lato, come sai, quando vedo nel cast un’attrice che mi tira io il filim lo devo vedere, pena la scomparsa del genere umano.
      In seconda battuta, se mi perdo un film di Rachel lei mi si incazza, mi tiene il broncio e non mi fa certe cosette che non è carino spiegare qui su un blog 😀

      Su Hiddleston c’hai pure ragione: è bravo bravo bravo. Però ha toccato la Rachel.
      NON SI FA.

  3. Deliziosa la tua prosa e la tua ironia.
    Mi viene in mente che un tavolino di cristallo lo ruppi anche io quasi in testa all ex marito…
    Certi film xdono molto nel doppiaggio.
    Sheramentrefuorimperversancorapioggia

  4. Caro amico mio, tu non hai proprio capito niente !!!
    Tom Hiddleston non esiste !!!
    È Loki in sembianze midgardiane, per confondersi tra gli esseri umani.
    E te lo dice una che Tom Hiddleston lo apprezza sia come uomo che come attore 😉

    1. Praticamente è un alieno infiltrato come in Men In Black. Quasi quasi gli scateno contro l’agente K 😀

      Comunque, se posso essere sincero fino in fondo, Hiddleston è un attore che apprezzo pure io: i suoi personaggi non sono mai banali e lui sa renderli benissimo. Sul discorso estetico ovviamente non mi permetto di sindacare: voi femminucce ne capite senz’altro più di me.

      1. Non è il classico bellone, no!!! Ma a noi piace così 🙂 … cmq ribadisco quello che ti ho scritto in calce al tuo commento sul mio blog, devi farti perdonare da Rachel….

  5. Ti sto spammando il blog di commenti 😉 Cmq avrei scommesso che non sarebbe stato di tuo gradimento, per me è un film estremamente femminile e British. Molti maschietti non lo hanno apprezzato e lo posso capire. Poi è volutamente lento, come se fosse davvero stato girato nelgli anni ’50. Io mi sono letta pure il libretto in inglese della piece teatrale, vedi tu come sto messa!
    Io ne ho scritto qui, per chi volesse leggere anche la visione femminile e seriosa (non ho la verve di lapinsù, lui scrive pezzi di grande ironia, e questo è Talento, signore e signori):

    https://paroleinfinite.wordpress.com/2014/01/25/the-deep-blue-sea-terence-davies/#comment-1096

    1. Grazie per l’apprezzamente, Elena!!!
      E granzie ancora di più per questo interessante confronto con chi il film l’ha visto e – a differenza mia – non solo l’ha capito ma l’ha addirittura apprezzato.
      Effettivamente è una pellicola di difficile digestione per un maschietto cresciuto a action-movie come me quindi non ho problemi ad ammettere che sicuramente sono in difetto io nel non averlo saputo apprezzare.

      Ovviamente consiglio a tutti di leggere il tuo post, perchè è ben scritto e offre una prospettiva sicuramente più corretta della mia, che al solito quando il film non mi piace “sbraco” e la butto in caciara e goliardia 😀

  6. Che recensione infantile. Innanzitutto non è da guardare in italiano, ovviamente seguire col doppiaggio italiano è sempre cosa gradita ma questo film è davvero inguardabile in quel modo, io lo vidi per la prima volta su Rai 4 ed è stato davvero una palla per non parlare del penoso doppiaggio, rimasi scioccata dalla voce data a Hiddlestone. Mi avevano però colpita la sceneggiatura e le inquadrature così lo cercai con i sottotitoli per dargli una seconda possibilità, lo guardai e così capii che non c’entrava nulla con quello italiano, nulla proprio, le voci sia della Weisz che di Hiddleston rendono in maniera diametralmente opposta a quelle italiane, trasportano nella storia e ne fanno sentire la malinconia, la recitazione in se fa respirare gli anni 50, la fotografia è a parer mio bellissima e con essa anche la colonna sonora, il film è davvero lento ma proprio per questo fa sentire un’altra epoca sulla pelle.

    1. Ciao Laura , grazie per il tuo contributo.
      Mi spiace che tu non abbia saputo cogliere l’ironia del mio post (non recensione). Sarà pure infantile, ma talvolta vedere il mondo cogli occhi di un bambino permette di capire meglio tante cose 🙂 .
      Sul resto, ovviamente, non ho motivi per mettere in discussione le tue osservazioni come anche quelle di Elena qui sopra: il pessimo doppiaggio ha snaturato il film. Probabilmente è comunque troppo lontano dalle mie corde per saperlo\poterlo apprezzare anche in lingua originale!

  7. E’ incredibile come riesci a raggiungere sempre un livello di epicità incredibile post dopo post.
    Il film non l’ho visto e penso che a questo punto sia un mio dovere continuare la mia esistenza senza vederlo (non che avessi mai avuto intenzione di farlo).
    Epico.

  8. Ha ha ha ha ha … tra vedere una puntata di “Amici” di Maria De Filippi e guardare “Il profondo mare azzurro” forse la prova d’amore più grande l’hai offerta a tua moglie! 😀 Ha ah ah ….
    Certo che il tavolino di cristallo tsk .. tsk ….
    HA ha ha 😀 Ottimo antidepressivo come sempre Lap! 😉
    Grazie

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