The First Time

Mia moglie dice sempre che sono troppo vecchio per questo genere di film e che devo smetterla di vedere i teen-movie. Al che io le ribatto, isterico come uno schizofrenico bipolare, che non sono teen-movie: sono romanticoni-sentimentaloni-moccoloni!E lei, con quell’aria di scoramento misto a pazienza che sanno assumere solo le mogli e le maestre d’asilo, mi ricorda che ho 36 anni, che ho una figlia e che invece di immedesimarmi nel protagonista sedicenne dovrei riflettere sul fatto che – a rigor di logica e biologia – potrei esserne il padre.

Ovviamente mia moglie ha ragione. D’altronde le mogli hanno SEMPRE ragione. La mia poi – e ci tengo a sottolinearlo nel caso passi di qui a leggere – la ragione non solo la possiede, ma addirittura sa crearla dal nulla impastando acqua ed argilla, plasmandola a sua immagine e somiglianza, per poi concludere che è cosa buona e riposarsi il settimo giorno.

Tuttavia, se le mogli hanno la RAGIONE i mariti hanno sempre un MOTIVO sufficientemente valido per fare il cavolo che gli pare. Ed è per questo che ho visto con sommo godimento The First Time.

The first time britt robertson

Non provate a definirlo teen-movie perchè, semplicemente, non lo è: The First Time è il tipico romanticone-sentimentalone-moccolone che adoro. D’altronde non manca nessuno degli ingredienti tipici: il lui-sfigatello-imbranatello, la lei-troppo-carina, gli ostacoli alla storia d’amore (terzo incomodo, amiche stronze, etc). C’è pure lo scontato lieto fine: perchè l’ammmore vince sempre. Non avrei potuto chiedere di meglio.

Perchè quando vedo film come The First Time mi sembra di stare disteso sul lettino per massaggi, avvolto dall’odore di incensi profumati, stuzzicato dalle note delicate della musica d’ambiente, accarezzato dalla temperatura della saletta: nè troppo calda nè troppo fredda, semplicemente perfetta. Immobile, attendo il piacere del massaggio che sta per iniziare: il piacere che ci viene offerto è molto più bello di quello che ci procuriamo da soli, perchè cela in esso i crismi del DONO e da questi sa trarre linfa per rinnovarsi e migliorarsi tanto nei ricordi quanto nelle emozioni. Che poi questa è anche la lezione che i protagonisti del film – Britt Robertson e Dylan O’Brien – hanno imparato dalle loro prime impacciate e poco gratificanti esperienze sessuali cui fa riferimento il titolo.

The First Time Dylan-O-Brien-Britt-Robertson

In fondo sono convinto che non sia io a cercare i film romanticoni bensì che siano loro a trovare me, offrendomi in dono quel bagno di dolcezza in cui ogni tanto ho il bisogno di immergermi, trattenendo il respiro finchè non riesco di nuovo a mettere a fuoco il mondo, diradando la nebbia e l’incertezza. Quando poi tiro fuori la testa e respiro a pieni polmoni, l’aria mi sembra più fresca, più leggera, più piacevole. Ma forse sono solo più felice.

Non vi sembra un buon motivo per guardare questi film? Ora provo a spiegarlo pure a mia moglie…

Voto: 7

PS: voglio ringraziare la blogamica mchan per avermi consigliato questo film. Qui trovate la sua imperdibile recensione:  https://mylovelytrips.wordpress.com/2015/02/16/my-lovely-movie-parte-2/

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45 pensieri su “The First Time

  1. Uhhh! Io non posso vederli questi film! Però guardo ancora i cartoni animati con la scusa dei figli…..Non ci sono età per i film.Ma noi mogli abbiamo sempre ragione,ricordalo 😊

  2. Ma grazie!!!!! Comunque la tua non si batte 😉
    Tua moglie la faranno santa, per cui non prenderla troppo in giro e se ogni tanto si lamenta tu dalle sempre ragione. Ma poi perché non l’avete visto insieme???
    Mchan
    Ps: il protagonista ha 18anni, per la tua difesa.. 😛

    1. Io e mia moglie abbiamo gusti cinematorafici molto distanti che solo per pochi film si trovano in sintonia. Lei non ama molto i film romantici a meno che non ci sia di mezzo qualcuno dramma stratosferico strappalacrime. E’ più per il genere “storie-vere” et similia…
      E poi, nello specifico, questo l’ho visto con i sub (in italiano ancora non si trova) e lei i film con i sub non li vuol mai vedere 😦

      Sul fatto che sia una santa donna, lungi da me obiettarlo!!!! Anche perchè sennò stasera poi mi insegue col mattarello 😀

      1. Capisco…
        Anche a me i film con i sottotitoli non è che facciano impazzire, ma o era così o nada, dato che non penso lo doppieranno mai, sono passati già più di un paio d’anni… Meno male che esistono delle persone pazienti ed appassionate che fanno questo “lavoro” (mettere i sottotitoli ai film stranieri)
        Mchan

      2. Si, per fare una cosa del genere bisogna essere o suonati o innamorati. Preferisco pensare che lo facciano tutti pèer il secondo motivo 🙂

  3. Come sai, anch’io sono un grande fan dei teen movie. Un po’ perché leniscono la mia nostalgia di Beverly Hills 90210 (che in pratica è un teen movie lungo 10 stagioni), un po’ perché solleticano la mia parte romanticona.
    Da quando sono diventato un professore poi è come se io stesso vivessi in un teen movie: i miei alunni del liceo appartengono proprio a quella fascia d’età, ed è bellissimo vedere che attraversano tutte le esperienze e le emozioni (sentimentali e non) tipiche dell’adolescenza.
    Tra l’altro quest’anno non ne ho ancora visti nessuno di teen movie: in questo 2015 ho visto soprattutto titoli stravecchi, action movies e film criminal – mafiosi. Anche le mie prossime visioni seguiranno questo canovaccio: per i prossimi viaggi in treno ho in programma di vedere un film degli anni 40, “La furia umana”, e un crime movie, “American Gun” (con l’immancabile Forest Whitaker, un habitué di questo genere). A proposito di crime movies, di recente ne ho visto uno che ti consiglio caldamente: Bulletproof Man. Non preoccuparti per la presenza di Val Kilmer: la sua presenza è limitata al minimo. 🙂

    1. American Gun mi mana: gran cast, devo recuperarlo, grazie per la dritta.
      Stesso dicasi per Bulletproof man: ormai i tuoi consigli per me son come i biblici comandamenti e li seguo sempre 🙂

      Io quest’anno ho visto la mia solita valanga spropositata di titoli (ancora non ho fatto il conto del totale sulla ranking list di imdb perchè ho il terrore del risultato…) e come al solito ho spaziato tantissimo.
      Ho appena recuperato alcuni titoli che desideravo da tempo vedere
      – Youth
      – Città di carta (altro teen movie tra l’altro, dello stesso autore di Noi siamo infinito
      – Giovani si diventa

      Ho anche visto Suburra restandone un po’ deluso. Intendiamoci: il film non è brutto (gli ho dato un bel 7) ma mi aspettavo di più e,in tutta onesta, mi sembra una brutta copia di Romanzo Criminale (De Cataldo, tra l’altro, è lo sceneggiatore di entrambi e ha scritto entrambi i romanzi da cui i film son tratti).

      PS: di Beverly Hills, anche se di striscio, ho parlato nel mio post precedente (MONSTER), mi sa che ti è sfuggito 😉

      1. Città di carta non l’ho visto per 2 motivi:
        1) Ho adorato alla follia sia questo che tutti gli altri libri di John Green, e quindi evito i film perché so che non saranno mai belli come i libri;
        2) Il film trasgredisce una regola d’oro dei teen movie. In questi film la protagonista deve essere una ragazza della porta accanto, carina ma non troppo: loro invece mi sono andati a prendere una strafiga, che per di più ha sempre in faccia un’espressione da Miss Ce l’ho solo io.
        Riguardo a Suburra, voglio assolutamente vederlo, e il fatto di essere totalmente ignorante di Romanzo criminale magari mi aiuterà a gustarmelo un po’ di più.
        Hai ragione sul tuo post precedente: mi era sfuggito. Ultimamente capita spesso, perché il lavoro non mi dà tregua. Questa settimana poi sarà ancora peggio, perché ci saranno i pagellini: dovrò dare dei 4, e quindi mi aspetto di ritrovarmi dei genitori col forcone in mano e la bava alla bocca. Credo che li affronterò serenamente: faccio il lavoro dei miei sogni, e quindi accetto volentieri questi effetti collaterali. 🙂

      2. Il discorso su Cara Delevigne è complesso.
        Dicono sia strafiga (e se è finita tra gli angeli di Victoria Secrets un motivo ci sarà) tuttavia la sua è una bellezza molto particolare: magra ai limiti dell’anoressico, tratti androgini (soprattutto gli occhi, gli zigomi e le sopracciglia), azzeramento delle curve più tipicamente femminili (seno, sedere, cosce).
        Onestamente, vedendo anche altre modelle sue pari, lei ha un modello di bellezza lontano anni luce.
        Di qui la mia difficoltàa classificarla “strafiga”.
        Che poi abbia quell’espressione lì non si discute. E’ propria di molte “nuove dive”: la stessa Emily Watson la sfoggia spesso, ma anche altre giovani attrici come Taylor Swift o Amanda Seyfried. Credo sia una scelta di “marketing personale”. Finchè gli dura, ben per loro!

        Mi spiace che ti sei perso il post Monster ma capisco che gli impegni lavorativi finiscono spesso per mortificare tutto il resto, specie gli hobby come questo. Comunque, se ti capita di leggerlo, mi farà al solito piacere leggere il tuo parere!!

        Buon lavoro e quando affibbierai le prime insufficienze, ricordati sempre che ci siam passati tutti e che i 4 non fanno mai morire e che spesso fanno addirittura crescere 🙂

  4. Con il tempo, Lapinsù, ti sei davvero ritagliato un angolo critico tutto particolare, diventando una sorta di maître à penser dei teen-movie di taglio romantico, ma più in generale una guida intellettuale e critica per i drammi e le commedie sentimentali con protagonisti di tutte le età.
    Tra l’altro è questo un genere cinematografico molto statunitense, perché già in Europa il discorso si tinge e si sposta o più sul lato comico e grottesco o direttamente su altri generi più plumbei.
    Leggo la tua bella e creativa recensione, tale è senza dubbio, e trovo addirittura un pezzo sul secondo film di Jon Kasdan, autore (in tutti i sensi!) del primo ed unico film che ho visto “Il bacio che aspettavo” , film che già mi aveva lasciato indifferente quanto posso esserlo vedendo il camion della raccolta differenziata fermarsi nel suo giro sul lato della strada o vedendo scattare il rosso dopo un breve intervallo di giallo ed uno più lungo di rosso.
    Nulla.
    Questa tua pervicacia di elevare un genere che io pensavo utile all’umanità quanto i bonsai, sta lentamente facendo breccia, soprattutto perché hai una particolare abilità (demoniaca, già detto) a presentare quelle che per me sono negatività come pregi, un rivoltamento della frittata che mi trova entusiasta stimatore e che, pertanto, sta provocando nelle mie certezze diegetiche delle crepe non di assestamento ma di smottamento.
    Vuoi vedere che mi convinci?

    1. Il bacio che aspettavo è un film che mi manca. E dire che l’avevo pure scaricato e dovrei averlo in qualche cartella del mio pc. Prima o poi lo recupererò, anche perchè ignoravo bellamente che fosse opera di Kasdan che, se mi è piaciuto qui, con ogni probabilità mi piacerà anche lì.

      Tieni conto che i romanticoni-sentimentaloni-moccoloni sono, a conti fatti, il mio guilty pleasure più grave di tutti benchè avessi messo al primo posto (nella specifica classifica) i film di Adams Sandler.
      Lungi da me persuadre chicchessia, diciamo che il mio più che altro è uno sfogo e una confessione. Bisogna essere un po’ Lapinsù per apprezzare questi filmacci e francamente non è un’esperienza che mi sento di consigliare ad un amico 😀

  5. Dai! È um po un gioco delle parti la durezza macha ( si dirà? ) di certe mogli, donne. Io che per anni ho visto solo film definiti pallosi, incomprensibili, trovo improvvisa insofferenza per ogni elucubrazione e dunque. .. teenager o non evviva la lacrima facile! In tal senso ti suggerirei un delizioso film drammaticamente leggero Tutta colpa delle stelle.
    Sherabientot

    1. ce l’ho!!!
      Tutta colpa delle stelle l’ho visto su coercizione della moglie che, benchè non ami i film sentimentali, adora struggersi con i film strappalacrime. Effettivamente la mia signora ha gusti un po’ schizofrenici… ma d’altronde se ha sposato ME, è abbastanza logico che non tutte le rotelle girino nel verso giusto 😀

      Tornando a tutta colpa delle stelle, devo riconoscere che, nel caso specifico, il film è migliore di quanto temessi: strappa le lacrime, ma lo fa senza eccedere sui tasti drammatici, esaperando i toni o il linguaggio.
      Alla fine l’ossimoro che hai usato tu – drammaticamente leggero – è deliziosamente perfetto ed inoltre sintetico, virtù che ammiro sempre massimamente.

      1. Assolutamente quello che intendevo. Come serie sull’argomento trasmesso da Showtime ma assai più caustico ti ricordo The Big C.
        Quando la quotidianità con il dolore diventa rappresentazione corale con momenti esilaranti a indicare che la commiserazione nn porta da nessuna parte.
        Sheradessobuon..giorno

      2. The Big C mi manca, scelta voluta e ponderata, poichè tendo ad evitare come la peste rappresentazioni della malattia. Posso fare qualche rarissima eccezione su un film (specie se cooptato dalla moglie) ma vedere una serie tv con protagonista una malata di cancro sarebbe una tortura inenarrabile. Il cinema e la fiction in genere per me è innanzitutto svago e magari pure leggerezza. Na roba così mi manderebbe in paranoia dopo 3 puntate ehehehehehehe

      3. Convivere con “la” malattia è. L unico modo per addomesticata e te lo dice una che il fratello stava x andarsene a 20 anni e sono serviti ogni tipo di trucco, di volontà corale x superare almeno quel momento. Ora va tutto bene!
        Sheraconunabbraccio

      4. Il problema mio è che nessuno dei miei cari che ha sbattuto il muso con LA malattia è riuscito a conviverci più del tempo sterttamente necessario ALLA malattia di fare il suo sporco lavoro e lasciarmi indietro un corpo freddo e senza più vita.
        Non conosco nessuno guarito di cancro.
        Hai ragione quando dici che bisogna essere positivi, combattere, lottare, etc etc etc ma nella mia esperienza diretta LA malattia equivale a una condanna a morte. Ed è per questo che ho evitato la serie in questione. Ciò non vuol dire che non sia fatta bene, anche perchè non ho elementi per criticarla non avendola mai vista. Semplicemente non è adatta a me.
        Ricambio l’abbraccio 🙂

  6. Se tua moglie passa di qua e legge quello che hai scritto le viene una crisi 😀

    Io i film di tutta la fascia infantile-adolescenziale (fino ai venti anni e poco più) non riesco mai a guardarli con serenità. A differenza di te mi turbano e mi stimolano solo tristezza, rabbia, angoscia.
    Li evito come la peste.
    Poi qualcuno capita di guardarlo (a mio avviso se ne ho visti tre, sono comunque troppi!), e alcuni di questi si sono dimostrati anche abbastanza gradevoli.
    Ma non sono le storie coccolone ecc come le chiami tu a farmi angosciare, sono proprio i personaggi e le loro età, e quel periodo così drammatico delle nostre vite (quanto meno della mia) che ho voluto cancellare dalla mia mente e che a guardare certi film mi viene tirato fuori a forza insieme a tutte le turbe annesse e connesse.
    Quindi stavolta lapi, seppure la recensione ispiri il contrario, non mi convinci.
    Ma non è colpa tua.

    1. L’adolescenza è un periodo particolare, complicato, personale. Ognuno la vive a suo modo e ne serba un ricordo più o meno piacevole. E’ un’età di cambiamenti traumatici e la potenza di quei traumi ci fa spesso distorcere l’effettiva portata degli eventi.
      Mi dispiace sempre quando sento qualcuno ricordare quegli anni come “drammatici”, un po’ perchè mi ci rivedo (ci rivediamo tutti nel dramma adolescenziale) un po’ perchè mi piace sperare (credere) che col tempo si riesca sempre a trovare la forza di affogare i brutti ricordi nel mare di quelli belli. Ma talvolta non è possibile (spero non sia il tuo caso) e quando capita è proprio una brutta cosa.
      Pertanto, stando così le cose, hai la mia autorizzazione a non guardare questo film 😀

      1. Anche io speravo col tempo di affogarli nel mare dei bei ricordi, invece li ho solo affogati, e tanto i profondità, in modo da non vederli più riaffiorare 😀
        Qualcosa di buono si ricorda sempre, non tutto è nero nella vita di una persona, ma dai 18 anni in giù preferisco dimenticare. Già dai 20 ai 30 qualcosa si è salvato, ma diciamo che preferisco la mia vita dopo i 30 anni. Forse comincio a vivere adesso 😀

      2. in fondo non importa l’età, ciò che conta è trovare sempre la forza di andare avanti e vivere la propria vita nel miglior modo possibile e senza rimpianti.
        20-30-40 no fa differenza: l’importante è cominciare 🙂

  7. OFF TOPIC
    Ma lapi, scusami secondo te sta qui ha “azzeramento delle curve più tipicamente femminili (seno, sedere, cosce)”???
    Sono andata a cercarla per curiosità, cerco sempre di capire gli uomini come giudicano una donna e se questa la consideri “azzerata” è preoccupante.
    Cosa deve avere una donna per essere femminile, tette e culo enormi??? Scusa la parolaccia ma a volte sembra veramente che a voi maschietti non vada bene nulla: se siamo magre ci volete in carne, se siamo in carne ci volete magre.
    Mah…

    1. Giusto per essere chiari: il discorso sulla bellezza femminile e come viene declinata nell’immaginario maschile è forse uno degli argomenti più complessi di questo mondo, ancor prima della ragion pura kantiana o della tesi-antitesi-sintesi hegeliana.

      Essendo sintetici e chiari per quanto mi è possibile ti dico: l’ideale di bellezza per ciascun maschietto dipende strettamente da quando siano distanti due fattori:
      – modelli sociali
      – gusto personale
      e da come questi sappiano trovare una sintesi.
      La signorina oggetto del contendere (Cara Delenvigne) è sicuramente un archetipo perfetto della bellezza femminile oggi in auge: magra-magrissima, sguardo fatale, forme poco pronunciate. Non badare troppo alla foto che hai trovato, trattasi di una sfilata di VS e tra trucchi,parrucchie e photoshoppi il risultato finale è molto molto lontano dalla realtà.
      Basta guardare il trailer di città di carta per capire che la ragazza del film non c’entra niente con quella della foto. Se non ti va di googlaer il trailer, ti metto queste due foto:
      foto1:http://uk.eonline.com/eol_images/Entire_Site/2014713/rs_634x1024-140813190402-634.Cara-Delevingne-Smoking-Yacht-Ibiza.ms.081314.jpg
      foto2:http://static.nanopress.it/nano2013/fotogallery/625X0/83893/cara-delevingne-al-mare.jpg
      Converrai con me che è una ragazza invero carina ma parimenti troppo piatta (in tutti i sensi).
      Non ho il feticcio delle obese, nè amo solo le tettone smisurate.
      Questo mio vecchissimo post https://lapinsu.wordpress.com/2013/10/10/top-20-attrici/ ti potrà chiarire quali sono i miei gusti in fatto di bellezza femminile e perchè trovi poco attraente la pur carina Cara Delenvigne.

      PS: che poi noi maschietti siamo incontentabili è un dato di fatto. Non ci potete far niente voi femminucce, ma neppure noi 😀

      1. Per me quelle sono tette, poi vedi tu… se per te è poco…
        Ribadisco che voi maschietti non avete il senso né critico, né di misura 😀
        Ma i gusti sò gusti, che ti devo dire.
        Poi ci credo che molte ragazze nell’età adolescenziale vanno in crisi, non dico che siano giustificate perché non dovrebbero dare troppo peso all’aspetto, ma viene da comprenderle considerato che si trovano davanti a un mondo fatto di perfezione estetica in cui comandano gli uomini (anche se voi dite di no) che vogliono solo la donna fatta come dicono loro (e non solo esteticamente) altrimenti non è donna.
        Ovviamente, grazie a dio, non siete tutti fissati ma comunque sia sempre voi dettate legge e la televisione, il cinema e tutto il mondo dei media gioca su questo.
        E le donne (quelle stupide che sono, ahimé, tante) si adattano a questo gioco credendo di avere loro le redini in mano quando in realtà non hanno un bel niente.
        Non so cosa sia peggio…
        Comunque, scusa, ti sto spammando il post, non è questo il luogo per sti discorsi 😉

      2. Oh, non spammi nulla, mi fa piacere confrontarmi e non esiste OT che tenga se il confronto è interessante come questo.

        Ovviamente l’essere io uomo e tu donna condiziona la prospettiva da cui guardiamo la questione. Credo di poter capire la tua prospettiva (anche se non completamente) ed hai ragionissima quando dici che è l’ideale di bellezza femminile imperante è quello più condizionante (e quindi più pericoloso per) la massa. Frotte di ragazzine che soccombono all’anoressia per modelli come quello della Cara oggetto di questo nostro contendere: su questo penso che possiamo essere d’accordo.
        E questo è un vero peccato…
        Boh, o forse il problema è solo mio che preferisco forme un po’ più rotondette…

      3. Io invece ho proprio il feticcio delle donne in carne e pettorute. La Delevingne infatti l’ho classificata come strafiga soltanto perché così la definisce la vox populi, ma non ci andrei neanche a cena. E non tanto per il fisico (comunque opposto ai miei canoni di bellezza), quanto per quell’aria insopportabilmente snob che la caratterizza. Può darsi (come mi hai fatto notare tu) che sia una strategia di marketing, ma non la sopporto comunque, perché io in una donna cerco tutt’altro: il sorriso, la solarità, il saper socializzare senza fare minimamente la preziosa. Ho una classe in cui le mie alunne sono quasi tutte così, e infatti è una di quelle in cui mi trovo meglio. Ovviamente non mi passa nemmeno per l’anticamera di provarci con una di loro; in compenso, dico spesso ai loro compagni maschi che, se fossi nei loro panni, starei fisso ad abbordarle come se non ci fosse un domani. 🙂

      4. c’è da dire che l’atteggiamento da “ce l’ho solo io” di solito paga.
        Siamo tendenzialmente attratti da ciò che è più difficile raggiungere ed è per questo che ho il sospetto che tante dive forzino un po’ questo atteggiamento snob per trarne vantaggio mediatico e (in)popolarità.
        Son comunque curioso di vederla all’opera come attrice questa Delenvigne, anche perchè se non ricorcdo male figura nel cast di Gangster Squad, cinecomic che entrambi aspettiamo con fervore.

      5. Puoi dirlo forte! David Ayer è un regista pataccone al massimo (vedere Sabotage per credere), e quindi qualsiasi cosa venga prodotta dalla sua mente tamarra io me lo godo con lo stesso piacere di una granita in pieno Agosto. O, come diresti tu, con lo stesso piacere di un caffé che ti tira su dopo aver visto un film di merda. 🙂

      6. In realtà non l’ho mai classificato pataccone, quantomeno nell’accezzione di “pataccone” che siamo soliti usare per gli action movie che amiamo.
        In realtà mi ha sempre dato più l’idea di un regista iperrealista e che connota di crudezza e iperrealismo tutti i segmenti action dei suoi film, come nel Sabotage da te citato, ma anche in Fury (sua ultima opera) o nel più vecchio “Harsh Times – I giorni dell’odio”. Non dimentichiamo poi che è lo sceneggiatore di Training Day…
        Son proprio curioso di vedere cosa verrà fuori con Suicide Squad, anche perchè il soggetto mi sembra assolutamente ideale per una trasposizione cinematografica.

  8. Idolo Wwayne quando dice “Io invece ho proprio il feticcio delle donne in carne e pettorute” ed a scanso di equivoci insiste con “se fossi nei loro panni, starei fisso ad abbordarle come se non ci fosse un domani.

  9. E poi ci si chiede perché le donne si rifanno il seno… difficile rimanere se stessi in questo mondo fatto di stereotipi. Credo che sia la quest della vita.
    Mi piacerebbe vedervi alle prese con le vostre figlie femmine, magari quando verranno a chiedervi di pagarle il chirurgo estetico perché prese in giro da uomini che guardavano solo donne tettute. Sarebbe veramente interessante ascoltare le vostre risposte.

  10. Perdonatemi, non è che non capisca perché un uomo sia attratto dal seno di una donna eh, ci mancherebbe! È normale che sia così ed è normale che la dimensione (nei limiti delle proporzioni, si spera) giochi un ruolo notevole nell’attrazione (anche se non sempre come principale, altrimenti stavo fresca!). Quello che mi fa girare le balls che non ho, è che spesso si identifica la donna solo con questo attributo (o quello b, su cui almeno faccio la mia porca figura, ecchecavolo!!! XD) come se fossimo solo un oggetto estetico. Sarà anche colpa del mio periodo di lavoro a Mosca in cui si ha ancora un concetto di maschio e femmina arretrato, per cui gli uomini devono essere grezzi e rozzi per essere “uomini”, e le donne sempre strafighe altrimenti non lo sono. Sarà colpa dei media che si fanno sempre più global e che ti arrivano addosso vuoi o non vuoi. Sarà che sono stressata e che perdo le speranze di vedere un essere umano evoluto giorno dopo giorno, nonostante l’anno 2016 ormai prossimo!
    Non lo so…
    Però vi assicuro che è frustrante.
    In parte mi consolo (per modo di dire) vedendo che sta accadendo anche al mondo maschile (“se non hai la barba non sei uomo!” e minchiate simili) ma gli uomini (beati loro, quanto li invidio!) riescono a viverla decisamente meglio delle donne, per tanti motivi che non sto a tirare fuori se no famo notte.
    E, infine, mi rattrista (e mi fa incavolare) vedere che spesso sono le donne stesse che stanno a questo gioco (nel caso specifico, ad esempio, rifacendosi il seno) solo per essere accettate dal mondo. Un mondo che però non ti sta accettando per come sei ma per come ti presenti, e che comunque prima o poi ti rigetterà nel dimenticatoio quando non sarai più appetibile e/o un’altra avrà preso il tuo posto.
    Mi chiedo spesso come potrà crescere sana mia figlia (ma anche mio figlio) in un mondo così, suppongo che sarà una causa persa e anche lei si farà irretire dall’Unico Anello e soccombere al suo potere.
    Scusate ancora la divagazione.
    Ogni tanto mi faccio prendere dai miei foschi pensieri.
    Prometto che non rompo più 😀

    1. Rompi rompi che è sempre costruttivo confrontarsi, specie se il pulpito stavolta è femminile in una platea di altrimenti solo maschiacci.

      Capisco il tuo sfogo, lo comprendo ed in parte lo faccio anche mio.

      E’ impossibile ignorare gli stereotipi di bellezza che ci propongono i media, è quindi fondamentale sapersi armare di validi argomenti e riflessioni per metabolizzare questi modelli, farli propri e, soprattutto, non farsi travolgere da essi sia come gusto personale che come desiderio di apparire “belli” o “alla moda”.

      Per lo meno questo, in quanto padre di una bambina, che ripropongo di fare quando lei sarà più grande per capire certe cose.

  11. Sei un maestro Lap, troppo avanti per una semplice recensione!
    Come al solito mi sembrava di leggere qualche riga di un tuo romanzo … “familiare”, BRAVO!
    Tra l’altro ho capito benissimo il tuo godere dei cosiddetti film romanticoni-sentimentaloni-moccoloni; non esiste un film giusto o sbagliato, esistono semplicemente quelli che incontrano perfettamente i gusti e le necessità emotive dello spettatore in un determinato momento, e tu amico mio sei un sentimentalone come io probabilmente sono un vendicatore-guerriero a metà tra “Man on fire” e “300”!
    Evviva il cinemaaa! Evviva le emozioni!!!! 😀

  12. No dai davvero ti aspetti il mio parere sul genere?!?!? No eh? Ehehehe che invece i moccoloni mi piacciono anche a me, solo ogni tanto in fasi depressive post sbornia…pero’ mi piacciono…indi me lo segno. Che l altra sera mi hai fatto guardare quello con mark ruffalo che fa il produttore musicale…azz…che non mi ricrdo il titolo…ma era tardi ed ero ubriaco 😀

    1. Begin Again!!!! Tutto può cambiare.
      In Ita l’han distribuito con entrambi i titoli mi pare.
      Che il film ti sia piaciuto è inevitabile (fa parte della schiera dei filmoni che non possono non piacere), quindi resta solo un dubbio: dimmi un po’, che t’eri bevuto????? Birra? Rum? Limoncello?

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