Arma Letale

Figlio di puttana.
Stronzo.
Frocio.
Cazzo.
Cesso.
Battona.
Fottuto.
Culo.

Se credete che queste siano parolacce vi sbagliate: in realtà sono le note che compongono una soave melodia, le cui armonie coccolano la luna, sfiorano il sole, si impennano nel cielo, attraversano le nuvole, fluttuano nell’aria e infine, ricolme di grazia, scivolano tra le corde vocali di Martin Riggs e Roger Murtaugh.

Arma Letale - Lethal Weapon - Mel Gibson - Danny Glover

Arma letale non è solo un film e nemmeno una saga: Arma letale è un’opera lirica ma per gustarla non basta lo smoking e il libretto, no, ci vuole il pelo sullo stomaco. Perchè oggi gli anni 80 sembrano volgari ma se li avete vissuti sapete benissimo che in verità sono solo grezzi, spolverati da un’ingenuità maliziosa mai maligna. Era un mondo più crudele ma anche meno ipocrita: non esistevano i diversamente abili ma solo gli handicappati e se dovevi mandare affanculo qualcuno ce lo mandavi senza ricorrere a tremila perifrasi per timore di una querela. Negli anni 80 non eravamo stati invasi dal politically correct bigotto che infesta la società d’oggi e non si sentiva il bisogno di camuffare pregiudizi o diversità dietro espressioni edulcorate. Oggi crediamo di essere migliori ma in realtà ci limitiamo a nascondere la polvere sotto al tappeto mentre allora si lasciava lo sporco in bella vista ed anche se faceva un po’ male almeno si viveva un mondo un po’ più genuino.

Rivedere oggi la saga di Arma Letale mi suggerisce questi strani pensieri perchè nel 2015 le meravigliose gag tra Mel Gibson e Danny Glover, che trapuntano come luccicanti diamanti incastonati nell’oro i 4 episodi della saga, possono sembrare fuori tempo, distopiche e quindi incomprensibili, ma a guardar bene sono il cuore pulsante del film, della saga e di tutto un cinema – quello degli action-movie – che proprio in quegli anni canonizzava stile, ritmo, linguaggio.

Non importa la trama, il cattivo è trascurabile, non c’è neppure bisogno di una memorabile stratopassera che stuzzichi gli ormoni dei maschietti: ciò che conta è l’atmosfera goliardica di cui è intrisa ogni scena. Arma letale è la trasposizione cinematografica della gioiosa volgarità che trasuda negli spogliatoi dopo una partita di calcetto tra amici, è un parossismo autosussistente che eleva il lato scimmiesco nascosto in ogni uomo di questo mondo che trovi il coraggio di battersi i pugni al petto e gridare aahahahahahahha, è la dimostrazione che Darwin non c’aveva capito niente perchè talvolta le specie animali anzichè evolvere, tornano indietro.

Ed io, sentitamente, ringrazio, perchè se fosse un giorno qualunque avrei già rivisto Arma Letale, e sapete che giorno è oggi?

E’ un giorno qualunque.

Voto: 8

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69 pensieri su “Arma Letale

  1. E’ una delle saghe d’azione, se non l’unica, no, aspetta c’è pure Bourne, che mia madre ed io rivediamo sempre con piacere. 🙂
    E chissene frega delle parolacce, a me non piacciono molto, ma qui non sono mai fuori luogo.
    Mchan

      1. Ma veramente! Secondo me c’è troppo buonismo adesso.
        Figurati te trovare un film in cui sparano un “vaffanculo” al capo e poi un paio di: frocio, negro, cazzo, culo.
        E tette.
        Senza troppi drammi.
        Scusa la volgarità, non è intesa come tale.

      2. Parole santissime, zeus.
        Il politically correct bigotto cui mi riferivo nel post sta uccidendo la spontaneità: è tutto calcolato e soppesato, che manco al banco della macelleria.
        Che tristezza.
        Penso che oggi film come Arma Letale sarebbe vietati ai minori…
        Ancora più tristezza.

      3. Già. Adesso sembra tutto calcolato e i dialoghi sono poco spontanei (per quanto quelli di Arma Letale fossero sopra le righe e fuori da qualsiasi plausibilità).
        Come hai detto giustamente, utilizzare 20000 parole per evitare di dire “vaffanculo” non rende il film più godibile, lo rende solo più noioso e artificioso.

  2. Lapi,tu così mi rendi felice… Se poi mi scrivi un post anche su Die Hard,allora potrei amarti davvero! Sai che io ho una passione insana per John McClane,vero? Per non parlare di Joe Hallenbeck…

    1. Ah, Die Hard…
      Ah, L’ultimo boy-scout…
      Ah, quel Bruce Willis con le canottiere sdrucite, il volto tumefatto e una miriade di parolacce che gli scivolavano tra le labbra

      E’ un peccato che quel cinema (e quel Bruce) non ci sia più.

      1. superultrameravigliosa!!!!
        che poi ci manca ancora poco per cominciare a dire frasi del tipo “ahhh, i giovani d’oggi…” oppure “ai miei tempi….”

        😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀

      2. SONDAGGIONE: se devi riferirti alla te stessa ventenne, come inizi il discorso?

        – quand’ero giovane…
        – quand’ero ragazza…
        – pochi anni fa…
        – c’era una volta…

      3. ah, il genio femminile… dietro quel “quando vivevo a milano” c’è tutto tutto il genio femminile, quell’arte sottile di dissimulare, spostare l’attenzione altrove catalizzandola a un livello superiore.
        INIMITABILE.

      4. FEMMINA STRONZA è chiaramente una tautologia 😀 😀
        (perdonami la battutaccia di bassa lega, ma me l’hai servita su un piatto d’argento e fino a prova contraria si sta sempre discettando circa la scurrilità di Arma Letale 😀 )

  3. Sante parole lapino, sante parole!!!!! E miticissimo film, miticissimo mel, miticissimi tutti, compresi i biscotti per cane…non ricordo se nel primo o nel secondo…e miticissima la scena del bagno….con la bomba sotto la tazza (questa si’ direi nel 2) …gran film

    1. I biscotti per cane sono sul secondo, confermo, come anche la scena della tazza (MITICA).
      Le scene che invece io amo di più sono:
      – La battuta che ho ripreso nel finale del post (terzo episodio)
      – palazzo crollato ad inizio film (sempre terzo episodio)
      – Danny Glover che corre in mutande durante la sparatorio (mi pare quarto)

      Con arma letale siamo in zona capolavoro, pochi cazzi.

      1. io propendo sempre per il “pochi anni fa” e puntualmente mi prendo gli insulti come te, perchè mi dicono “ma che pochi anni fa… ne son passati almeno 10…”.
        Comunque dai, non lamentiamoci, che c’è chi sta messo peggio di noi trentenniogiùdilì!!!!!

  4. Grande lapi, concordo in toto 😀
    Io il politically correct non lo sopporto proprio, preferisco di gran lunga queste “volgarità” sincere!
    E poi Arma Letale è MITICO!

    1. Ma sai, di base, il politically correct sarebbe anche una figata, il problema è che viene estremizzato, stirato e snaturato dalla realtà profondamente bigotta nella quale siamo immersi.

      Ed io a questi biggoti, facendo il verso a Clint Eastwood in un suo vecchissimo ma bellissimo film (GUNNY) gli vorrei dire solo una cosa: “piantatevela, oppure vi stacco la testa e vi cago giù per il collo”
      POESIAAAAAAAA

  5. Meravigliosa recensione Lap! Ho tanto da imparare in quanto a pancia e capacità nell’esprimere le emozioni che da li spontaneamente scaturiscono! Bravo 🙂
    Per quanto riguarda la serie di arma letale mi trovi d’accordo su tutti i fronti: ottima analisi e bei film d’azione 😉

    1. La fine degli 80 e l’inizio dei 90 è l’età dell’oro degli Action-Movie con la A e la M maiuscola.
      La santissima trinità resta e resterà per sempre quella composta da Bruce Willis, Swarzy e Sly, tuttavia questo arma letale non ha nulla da invidiare ad altre swaghe parimenti meravigliose come quella di Rambo o Die Hard.

      Va detto che è un genere molto ancorato al periodo storico in cui è nato e esploso e che que linguaggio (non solo verbale, ma anche cinematografico) oggi sarebbe difficile da riproporre e ne è la riprova che i moderni action-movie (con la a e la m minuscole) distano anni luce da quegli stilemi, tuttavia per me che sono un nostalgico di quel genere perchè ci sono cresciuto e perchè lo adoro, rivedere saghe come questa mi fa quasi commuovere dal piacere!!!!!!!

      1. e sapessi quanto piango io quanto conto tutte le primavere che ci separano…
        (mai quanto kasabake, ovviamente, che per fare il conto deve prendere pure la calcolatrice :-D)

  6. Quando ho letto il tuo ultimo commento a Zack, ho prima sorriso, poi mi sono sentito come Gandalf quando arriva nella Contea per preparare lo spettacolo con i giochi pirotecnici, ma in realtà fa visita a Bilbo Baggins per rievocare vecchie avventure…
    … e là, incontra Lapinsù Beggins, un hobbit astuto, scaltro, anche un po’ sciupafemmine, che non riesce mai a concludere il suo lungo racconto sulle avventure della Terra di Mezzo perché si distrae sempre…

    Penso che ti colpirò con un sortilegio, proprio là, in mezzo alla fronte…

    Tu sai quanto io ami i film di “Lethal Weapon” di Donner, quella che io nel post dedicato ai Wachowski avevo definito la serie action più famosa di quel decennio… quella che gergalmente ed affettuosamente chiamavamo tutti “arma rettale”, con il Mel Gibson ancora non talebano ma semplicemente adorabilmente pazzo, con il character interpretato da Joe Pesci (presenza fissa ed adorabile nei tre sequel) ed in generale con quello stile un po’ fracassone che tutti i film americani avevano in quegli anni, tanto che riuscivano a mettere inseguimenti e sparatorie anche nei film comedy!

    Non sono decisamente un fan degli anni ’80 e provo ribrezzo ogni volta che sento quelle sonorità da tastiera elettronica vecchio stile di tutte le soundtrack dei film action statunitensi di quegli anni o quando osservo la inutile ed imbarazzante lentezza di tutti i dialoghi romantici presenti in quei film, esageratamente tali, sia quando sono la trita parentesi sentimentale dentro l’action, sia quando invece sono proprio la colonna narrativa di un polpettone melenso ed irreale), tuttavia, malgrado questo, ogni volta che passano in Tv gli “Arma Letale” io li guardo sempre, fisso davanti allo schermo, neanche fosse un dettame medico ed ogni volta mi fanno sempre lo stesso effetto rassicurante che è anche dei film con Cervi e Fernadel (che citerò anche nel futuro post su “Bones”).

    Quattro film per una delle serie più coese di tutti i tempi, merito certamente della produzione di Joel Silver, un armadio d’uomo (che mi ricorda sempre Sallah, il contatto di Indiana Jones in Egitto, interpretato da quel caratterista tanto amato di John Rhys-Davies) a cui si deve l’altro franchise di quel periodo “Die Hard”, a cui purtroppo nessuno ha staccato la corrente della macchina che lo tiene in vita, negandogli una morte dignitosa, invece dell’agonia umiliante a cui viene sottoposto dal 4° film in poi, in un crescendo di indegnità senza pari.

    Come tali, ho una sequela di scene cult a cui sono affezionato: quella della bomba sotto il cesso (citata da LupoKattivo), la sequenza sensuale e comica con cui a turno Martin Riggs e Lorna Cole si mostrano le cicatrici a vicenda ed ovviamente il top del top, quando Martin, con il furgone ed una buona catena, tira giù la villa di quegli stronzi di tedeschi che gli avevano fatta secca Patsy Kensit (quello si, all’epoca, un mio mito!).

    Questo post è quasi un amarcord… la versione lapinsuica dell’AmarcorDave… e come tale è necessariamente molto bello!

    P.S. Sui CAZZO e sui VAFFANCULO (che spesso nel doppiaggio si perdono, visto che normalmente e giustamente anche, viene tradotto con “cazzo!” ogni “fuck!” originale, penso (anzi, sono certo) che l’apice della poesia sia stato raggiunto da Guy Ritchie (un genio) quando, per l’edizione in DVD (anche quella italiana), del suo capolavoro non ancora raggiunto “Snatch” introdusse come contenuto extra nascosto (una delle vere prime easter egg), una clip da lui stesso realizzata, montando assieme, una dietro l’altra, tutte le scene in cui viene nel film pronunciato “fuck!”… alla fine si puoi vedere in pochi minuti il film intero, dall’inizio alla fine, in cui tutti gli attori, nessuno escluso, dicono solo “fuck” ed allora hai queste immagini adrenaliniche, montate in modo sincopato, che diventano come la camminata di un gansta che attraversa una sala da ballo illuminato solo da stroboscopiche e come colonna sonora senti solo “fuck! fuck! fuck! fuck! fuck! fuck! fuck! fuck! fuck! fuck!”.
    Dopo aver letto il tuo post e letto quello che dicevi nei commenti, ho ritirato fuori il vecchio dvd della Sony del film di Ritchie. ho cercato l’easter egg e me lo sono rivisto ed ancora ed ancora ed ancora…
    Fuck!

    1. MI tocca bacchettarti: il paragone con Gandalf è alquanto generoso!
      Non tanto per le virtù magiche nelle quali forse sei abile in misura ancora maggiore, quanto per l’età: Gandalf è moooolto ma mooolto più giovane di te. Però lo capisco: superata una certa età, i vecchi oggetti hanno la predisposizione ad animarsi e a prendersi gioco delle persone e, parimenti, tu senti il bisogno di toglierti qualche decennio 😀

      Sugli anni 80 si potrebbero scrivere enciclopedie. Io non li amo, ma neppure li odio: sono gli anni della mia infanzia e in quanto tali emanano un’aura magica alla quale difficilmente so resistere. Anche quell becere tastiere che tu citi e che sono invero fastidiose, io mi fermo sempre ad ascoltarle un secondo in più del tempo che il buon senso suggerirebbe
      Ti dico di più: la saga action che preferisco non è Lethal Weapon bensì Die Hard (ovviamente al netto dei 2 pessimi sequel degli ultimi anni): io John McClane lo vorrei come padre, come fratello, come professore, come mentore, come badante. Martin Riggs è figo, ma McClane è di un altro pianeta.
      Tuttavia Arma Letale ha qualcosa di diverso, un’ironia e una comicità latente e preziosa che esplode nelle gag tra Gibson e Glover e conquista in maniera disarmante. In certi frangenti sembrano quasi una trasposizione delle gag tra Bud Spencer e Terence Hill. E credo non sia un caso che il terzo Die Hard abbia proprio scopiazzato da Arma Letale stilema, ritmo e addirittura colore della partner del protagonista.
      Io questi film li potrei vedere in loop continuo: nemmeno mi alzerei per nutrirmi e mi accontenterei di una bella cannula infilata in vena con un po’ di nutrizione, quel tanto che basta per restare sveglio e alzare il volume della tv quando i protagonisti dicono le parolacce!!!

      PS: non sapevo sta cosa di Snatch. Se già Ritchie era tra i miei registi preferiti, ora fa un deciso balzo in avanti.

      PPS: per caso si trova su youtube????

      1. Lapinsù Baggins ha superato se stesso, perché l’ironia di tutto il preambolo al tuo commento è migliore del miglior Benni… stupendo!
        Quindi niente sortilegio su di te.
        Detto questo, passiamo al resto…

        La saga di “Lethal Weapon” è più compatta ed esteticamente più coerente e con maggiore continuità di qualitù tra i film, ma “Die Hard” ha due elementi su tutto che la fanno vincere non come saga ma come valore assoluto: il character di John McClane (con cui Bruce Willis campa di rendita anche quando si umilia negli spot dei templari della Vodafone.. perché lo sai che sono templari, vero, secondo i complottisti?) ed il regista John McTiernan, a cui si devono i più bei film della saga, ossia il primo ed il terzo (tra l’altro l’osservazione che hai fatto sul terzo film è oro colato… ma ora, grazie alla tua cultura e sensibilità, prova a d ampliare l’orizzonte e prendi coscienza di quante coppie poliziotto sono nate da quella particolare chimica… le vedi anche tu? Sono tutte davanti ai nostri occhi… impressionante, non trovi?…

        Il mervaiglioso easter egg non l’ho mai trovato su YouTube, dove però ci sono decine di “cloni” e più si chiamano tutti “Snaych – fucking long version” o ““Snaych – fucking short version” o “Snaych – f**** version”… qualcuno millanta anche la dicitura “Official DVD-extra” ma nessuno di questi è quello vero.
        Forse il più simile è il seguente:

        Ad 1 minuto e 40 c’è un esempio di pochi secondi di quello che era davvero il contenuto extra originale.
        Vicino alla “Snatch fucking version” si poteva scaricare anche la suoneria per cellulare che aveva il commerciante ebreo di diamanti, fatta ancora con il compositore polisonico in lettere e numeri… archeologia!

      2. uno dei prezzi da pagare per la mia amicizia è il dover sopportare le prese in giro… ovviamente affettuose.
        Non riesco a trattneremi, è più forte di me 😀

        Mi sa che a sto punto punto per rimediare il fuck-snatch mi toccherà trovare una versione dvd-full del film, almeno lì dovrebbe essere mantenuta.

      3. Io voglio esserti amico anche per ricevere con costanza le tue prese in giro… se queste cesseranno, significherà che l’amicizia si è andata lentamente sostituendosi con la grigia indifferenza…

        Shazam!! Baggins colpito…
        Un mucchietto di cenere giace vicino al computer e la bimba domanda alla mamma “Dov’è papà?“.
        La signora Lapinsù entra in stanza con la fronte aggrottata per la perplessità, si guarda intorno e poi borbotta qualcosa del tipo “… quel cretino ha iniziato a fumare di nascosto… mancava solo questa…“.

      4. Tutto perfetto, mi permetto solo di sostituire un verbo: “ripreso” in luogo di “iniziato”, giacché ho smesso di fumare 5 anni e mezzo fa!

      5. Sai che invece mi è venuto un dubbio? Le Marche sono non casualmente plurali anche lessicamente e tra le 4 province ci sono spesso differenze come tra regno e regno… Papà o Babbo?

      6. eh, non ti si può nascondere niente….
        effettivamente io mi faccio chiamare BABBO e, fino a qualche anno, nella provincia di Macerata questa era la regola. Quand’ero bambino io usavano il termine “papà” solo i figli di genitori non originari di qui o i figli di famiglie piuttosto abbienti (i figli di papà, per l’appunto), tuttavia negli ultimi anni PAPA’ sta prendendo molto più piede ed ormai i neobabbi si fanno chiamare quasi tutti papà. Un po’ mi spiace, sono sincero, e spero che mia figlia crescendo non si adegui al lessico dei suoi coetanei.

        Tra l’altro, con la tua precisazione sulla pluralità della Marche, mi hai fatto tornare in mente una vecchia cosa che appresi al corso di linguistica all’università.

        In sintesi: l’Italia è come divisa in due da una immaginaria linea Maginot che separa due universi fonetici diversi, il sud (che predilige consonanti sorde come la P, la T, la C) e il nord (che predilige consonanti sonore (B, G, D, …). La differenza si vede subito da come uno pronuncia la parola ca Sa e in particolare dalla S (sorda o sonora). Ebbene, la provincia di Macerata è attraversata in pieno da questa immaginaria linea Maginot così si spiega la totale diversità di pronuncia (e quindi dialettale) tra Recanati e Macerata, in realtà distanti solo pochi KM, differenza talmetne lapalissiana che io vengo immancabilmente scambiato per abruzzese mentre i tuoi conterranei di FIlotranno vengono irridiabilmente confusi come Toscani…
        Immagino che dopo cotanta dissertazione dormirai più tranquillo ahahhahahahah

  7. Bellissimo articolo su una saga storica e sui mitici anni ’80… che mi sono perso! Pensandoci, essendo nato nel ’97, mi sono perso anche gran parte degli anni ’90… fuck!

    1. Sai, tante volte penso a quel cinema gigione e caciarone anni 80, a come sia impresentabile a oggi, a come sia impossibile capirlo.
      Pensa ai film con Bud Spencer e Terence Hill: oggi verrebbero censurati dal MOIGE perchè troppo violenti… all’epoca facevano solo sganasciare dalle risate adulti e soprattutto bambini.
      E’ un peccato che quella semplicità si sia persa col tempo.

    1. Già una volta di dissi che eri la mia personale ed adoratissima Orsomanno, quindi non posso che ribadire il concetto corredandolo da foto!!!! 😀

      Grazie mille amica mia!!!

  8. Arma letale e il cinema degli anni Ottanta che mi hanno vista…ragazzina! Un brividino a uno ‘caxxo’ ma le gags erano strabilianti Mel e Danny un duettare all’unisono.
    Niente sarà più come prima neppure i ‘diversamente abili’ assai più dignitosamente trattati quando era semplicemente handicappati.

    Non amo le saghe alla fine mi mettono tristezza.

    sheraconuninchinosì

    1. “‘diversamente abili’ assai più dignitosamente trattati quando era semplicemente handicappati.”

      Questa tua frase andrebbe scolpita in qualche tipo di pietra.
      Oggi è tutta forma, niente sostanza (eredità degli anni 90, temo) per cui l’importante è usare terminologia inoffensiva, poi che importa se i parcheggi per disabili sono occupati da normodotati che sfruttano il passì della nonnina morta da 2 anni…
      A sta gente la chiuderei in una stanza con Mel e Danny, un bell’interrogatorio con poliziotto cattivo e poliziotto più cattivo ancora…
      Sai che spasso….

    1. Arma Letal e Die Hard sono patrimonio dell’umanità. Il primo poi ha anche il merito di non aver avuto due capitoli insulsi come gli ultimi Die HArd con Willis anziano…

      PS: Faranno il remake di Arma Letale, lo sapevi? In versione serie-tv.
      Alla fine lo guarderò perchè la curiosità è tanta… però so già che dovrò munirmi di una scorta di Biochetasi…

      1. Oddio davvero? Che palle, vedi come sono str***i dalle parti di Hollywood? Sanno benissimo che noi povera plebe sbaviamo per questi film e ce li ripropongono anni dopo sull’onda della nostalgia sapendo benissimo che non stanno sfornando un remake ma una cacca fumante…ma tutti siamo comunque costretti da una forza incomprensibile a vederceli fino alla fine…

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