Adam raised a Cain

Se mi guardo indietro e penso alla mia vita, oppure se volgo lo sguardo intorno a me e rifletto sulle vite di chi conosco e amo, mi rendo conto che poche persone sanno fare male come i propri genitori.

Non infliggono mai pugnalate assassine, no, i genitori hanno a disposizione il fattore TEMPO e lavorano piano piano, ti consumano come le onde con gli scogli e goccia dopo goccia e mareggiata dopo mareggiata finchè la pietra si fa liscia, gli angoli si smussano, di spigoloso resta solo il ricordo.

Impongono obblighi morali, alimentano l’insicurezza, accrescono l’inadeguatezza, ignorano i reali bisogni e, quando invecchiano, antepongono pure i loro capricci. E’ per il troppo amore, si giustificano con poca convinzione perchè nemmeno loro ci credono sul serio.

Non credo sia cattiveria, almeno lo spero, bensì semplice umana e irrecuperabile incapacità. Essere genitori porta alla luce i limiti, i difetti, le paure, le incostanze, gli egoismi che fanno di un essere vivente un essere umano in tutta la sua manchevole imperfezione.

Non c’è cura, non c’è rimedio: sono il tuo stesso sangue e puoi solo sopportare. Sopportare loro ma pure te stesso, perchè quello che sei, quello che fai, quello che pensi, quello che dici è frutto del loro lavorio sedimentato fin dal momento del tuo primo vagito quando, ancora inconsapevoli, ti presero in braccio certi che sarebbero stati i genitori migliori del mondo.

Ecco cosa siamo: il frutto imperfetto di esseri imperfetti che hanno impartito insegnamenti imperfetti con esempi imperfetti. Siamo un cumulo di errori che si affastellano gli uni sugli altri e spingono e sgomitano e lottano per poter arrivare alla luce, a una qualche luce. Ma la realtà è solo una: è stato sbagliato tutto fin dall’Inizio, perchè anche Adamo ha allevato un Caino.

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