Gioca-cinema: invita a cena sette personaggi

In qualche vita precedente ero un segugio, ne sono certo: dovevo essere una sorta di prodigio della natura in grado di percepire odori e fragranze a millemila chilometri di distanza. Poi, transustanziazione dopo transustanziazione, qualche cellula ha iniziato ad andare per i fatti suoi, il DNA si è messo a fare il cavolo che gli pare e la mitosi cellulare si è inceppata in qualche punto così ho mutato forma da canide a uomo, ho perso la coda, il muso, le zampe, il pelo e mi son spuntate gambe, braccia, barba e mani.

Ma il fiuto no, quello non l’ho perso del tutto.

Deve essere una sosta di sesto senso, o forse l’ottavo come scrissi tempo fa, comunque sia io c’ho una particolare virtù: quando su wordpress spuntano strani giochini per comporre classifiche e liste, io puntualmente li scopro, li stano e li faccio miei perchè, ovviamente, non so resistere alla tentazione di mettere in fila qualche stupidata.

E così ho trovato un post sul blog Thebookcaseofmymind (che ringrazio e omaggio con un virtuale inchino) con un simpaticissimo giochino sui personaggi letterari e, dopo averlo un po’ adattato al mio palato di becero cinefilo, ve lo propongo con sommo gaudio, anche perchè in prossimità delle feste natalizie e relative abbuffate, l’argomento è quanto mai appropriato!

Quindi, bando alla ciance e via di gran carriera!!!!


 

State organizzando una cena e potete invitare sette personaggi tratti dai film.

Chi invitate?
Perchè?
E cosa gli fate mangiare?

Per scegliere i miei sette commensali mi sono posto una semplice domanda: con quale personaggio cinematografico mi piacerebbe chiacchierare e trascorrere qualche ora in compagnia? Questi sono i primi sette nomi che mi sono venuti in mente:

Alan Garner

Alan-Garner

Chi non vorrebbe fare serata con un pazzoide-fulminato-psicopatico-dissociato-diverentissimo come l’Alan Garner di Una notte da leoni? Ve lo immaginate a cena con voi? Mentre infila una baggianata dietro l’altra e cerca di psicosomatizzarvi con chissà quale droga diluita nel vino? Per fare trascorrere belle serate basta poco, per renderle memorabili ci vuole la compagnia giusta!!!!


 

Roger ‘Verbal’ King (Kaiser Soze)

Roger-‘Verbal’-Kint

I cattivi sono i più affascinanti e se pensate che questa regola valga solo per le femminucce sappiate che vi sbagliate. Con il cattivo giusto avrete argomenti infiniti di discussione e se poi il cattivo in questione è un affabulatore naturale, un artista della dissimulazione, un creativo del crimine nonchè un sociopatico burlone, il confine tra chiacchiera e discettazione potrebbe essere agevolmente scavalcato in meno di 5 minuti.


Tenente Cobretti

Cobretti

Immaginatevi seduti attorno al fuoco di notte nel deserto con LUI che fissa lingue di fuoco – ovviamente attraverso gli occhiali da sole – e vi racconta di quanti cattivi ha ammazzato trucidato e sbeffeggiato mentre, con nonchalance, smonta e rimonta la sua pistola. Ah, che darei per fare serata con te, Tenente Cobretti: il più tamarro tra i tamarri, la CURA a tutti i mali del mondo, l’acqua che sazierà la nostra sete di action-movie.


 

Doc

Doc-Emmett-Brown

Siete liberi di non crederci, ma io sono trent’anni che muoio dalla voglia di sapere come cavolo funziona il FLUSSO CANALIZZATORE. OK, son due tubi a forma di “Y”, ma io voglio capire proprio il meccanismo pertanto, caro Doc, anche tu sei invitato!!


 

Jules Winnfield

Jules-Winnfield

I personaggi di Tarantino son tutti perfetti per una serata di baldoria: bevono, fumano, sparano cazzate, girano armati, conoscono un sacco di belle donne e, soprattutto, danno vita ai dialoghi più belli che il mio orecchio di cinefilo pervertito abbia mai ascoltato. La scelta, alla fine, è caduto su quello più iconico perchè sentire i versetti dalla Bibbia salmodiati da Jules Winnfield è qualcosa di memorabile!


 

Il Conte

Il-Conte

Una serata con la S maiuscola ha bisogno anche di buona musica e chi meglio del Conte può soddisfare le mie passioni sciorinando classici rock uno dietro l’altro? Chi meglio di lui può creare la colonna sonora perfetta per una serata perfetta?


 

Ipazia

Ipazia-Rachel-Weisz

OK: ci siamo sballati, ci siamo divertiti, abbiamo cazzeggiato e siamo pronti per tirare fino all’alba. Però, perchè c’è sempre un però, manca un ingrediente fondamentale: la STRATOPASSERA.
E siccome non sono così coatto come mi piace far credere, mi piacerebbe godere della compagnia di una donna non solo bella ma anche istruita e interessante. E chi meglio di Ipazia soddisfa queste due esigenze?
(il fatto che a darle il volto e il corpo sia Rachel Weisz NON HA MINIMAMENTE INFLUENZATO LA MIA SCELTA)

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La lista dei commensali è ora completa. Resta però da decidere il menù e visto che i 7 personaggi in circa di cibo dovranno venire a mangiare nella ridente provincia marchigiana, li farò abbuffare con piatti tipici delle mie parti:

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Antipasto a base di ciauscolo

1-Ciauscolo

Il ciauscolo è un salame spalmabile tipico ed esclusivo della mia regione. Potete trovarlo – forse – in altre parti d’Italia, ma sappiate che non ha niente a che spartire con quello originale. L’abbinamento con il pecorino, poi, è la morte sua.


 

Primo n° 1: Vincisgrassi

2-Vincisgrassi

I vincisgrassi sono un piatto tipico della mia città (Macerata) e solo le vergare maceratesi sanno rendere questo piatto indimenticabile. Di base sembrerebbero delle comunissime lasagne, ma il trucco c’è ed è nascosto nel sugo: il ragù dei vincisgrassi, infatti, è fatto bollire per ore e ore insieme a tutte le interiora del pollo, in special modo gli stomaci (in dialetto detti grisci’) che poi vengono macinate e lasciate rapprendere insieme alla salsa di pomodoro. Un’autentica leccornia.


 

Primo n° 2: Gnocchi alla papera

3-Gnocchi-Alla-Papera

Altro piatto tipico della mia città, caratteristica pietanza da consumare alla festa del patrono (San Giuliano) sono gli gnocchi alla papera. Anche in questo caso la particolarità è tutta nel sugo, un ragù a base di papera. A differenza dei vincisgrassi, però, la papera non viene macinata bensì servita in umido dopo gli gnocchi. La scarpetta finale è quanto di più vicino all’ambrosia l’essere umano abbia mai saputo cucinare.


 

Secondo n° 1: Lumache in porchetta

4-Lumache-In-Porchetta

Quand’ero bambino ricordo che nonno, subito dopo ogni temporale estivo, usciva con un sacco e mi salutava con un laconico vado a cucciòle. Tornava dopo qualche ora e consegnava il sacco pieno di lumache a mia nonna. Non ho la minima idea di cosa facesse, ma so che il giorno dopo trovavo in tavola questa prelibatezza. Pertanto ignorate l’iniziale disappunto, e gustatevi le cucciòle.


 

Secondo n° 2: Frittura a base di Crema e Olive all’ascolana

5-Crema-Fritta-Olive-All-Ascolana

Solo i più coraggiosi sanno unire il dolce con il salato. Ma il più coraggioso di tutti fu quel signore (o signora) dell’ascolano che, tanti anni fa, ebbe l’ardire di friggere la crema. E’ una cosa che non si può spiegare, solo mangiare. Stessa cosa vale per le olive.


 

Dolce: Frustingu (o Crustingu)

6-Frustingu

Lu Frustingu (o Crustingu, il nome varia a seconda della città) è un dolce natalizio esageratamente ricco. Cercando di semplificare è una sorta di ciambellone con al suo interno: fichi secchi, uvetta sultanina, cacao amaro, caffè, noci, mandorle, rum, arancia, marmellata, frutta candita a pezzetti, cioccolato fondente, pangrattato, vino cotto. Vi basta?!!!!!!!!!!


Vini: Lacrima Morro D’Alba (Rosso) e Verdicchio (Bianco)

7-Lacrima-Morro-D-Alba

La Lacrima di Morro d’Alba è un vino pastoso e fa salire la sbornia in men che non si dica.
Il Verdicchio, invece, è un vino bianco e ha il vizietto di fregarti, perchè bevi bevi bevi finchè tutt’a un tratto vedi il mondo sottosopra.


 

Digestivo Varnelli

8-Varnelli

Per digerire tutto questo bendidio ci vuole un bel digestivo, ovviamente della rinomatissima azienda locale Varnelli. Avete l’imbarazzo della scelta: Mistrà per correggere il caffè, amaro, liquore, caffè sport. L’importante è che poi facciate guidare a qualcun’altro…


 

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Ne avete abbastanza????????

Perfetto: ora tocca a voi e quindi sparate.

State organizzando una cena e potete invitare sette personaggi tratti dai film.

Chi invitate?
Perchè?
E cosa gli fate mangiare?

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51 pensieri su “Gioca-cinema: invita a cena sette personaggi

  1. Delle tue scelte confermo alla stragrande il Tenente Cobretti e il Conte. A questi 2 aggiungo:

    – Marv di Sin City: Se inviti un tamarro solo alla cena, finisce che socializza con quelli meno tamarri di lui e li scandalizza. Se invece inviti uno identico al Tenente Cobretti e hai anche la furbizia di metterli accanto, puoi star certo i due faranno comunella tra loro e filerà tutto liscio. L’unico rischio è che i due si isolino dalla conversazione, indisponendo gli altri ospiti: di conseguenza, il padrone di casa dovrà avere l’accortezza di coinvolgerli il più possibile.
    – Dan Mulligan di Tutto può cambiare: Ok, il dj della serata è il Conte, ma io Dan ce lo voglio a tutti i costi.
    – Arthur Kirkland di … e giustizia per tutti: In ogni cena che si rispetti ci vuole qualcuno che è più intelligente degli altri, e riesce a dare sostanza alla discussione con la sua parlantina, il suo carisma e i suoi valori. Perfetto anche per appianare eventuali piccole divergenze.
    – Bill Sanford di Le ragazze del Coyote Ugly: La verità è che volevo John Goodman, e non sapevo quale scegliere dei suoi personaggi. Alla fine ho scelto il tenerissimo papà che interpreta in questo film, per ovvie affinità con Lapinsù.
    – La nonna di Acqua e sapone: Perché nessuno cucina come le nonne. E soprattutto, perché nessuno saprebbe animare la serata come la Sora Lella.

    Passiamo al menù:

    Antipasto: crostini salsiccia e stracchino. Il gusto deciso della salsiccia ben arrostita, mitigato da quello più morbido e delicato dello stracchino. Un esordio coi fiocchi.
    Primo: spaghetti all’amatriciana. Se ben fatti, gli spaghetti al pomodoro sono già un capolavoro, ma la pancetta (o il guanciale, se il piatto è cucinato da un purista) è davvero la ciliegina sulla torta.
    Secondo: rosticciana. La carne di maiale croccante fuori e tenera dentro, che si stacca morbidamente dall’osso mentre la tiri con i denti… davvero una delizia.
    Dolce: Cheesecake al cioccolato bianco. E ovviamente il cioccolato va mescolato insieme al Philadelphia, non soltanto sparso sulla cima della torta.
    Vino: Moscato d’Asti. Sarebbe andato benissimo anche il Fragolino, ma poi ci ho ripensato: il Fragolino mi stende dopo un bicchiere, il Moscato d’Asti invece lo reggo anche se me ne scolo una bottiglia intera.

    1. Nulla da eccepire sulle tue scelte per la compagnia. Soprattutto Kirkland (gran pezzo d’uomo) e la Sora Lella (grandissima nonnaaaaa) possono essere accolti con magno gaudio.
      Mi permetto di fare solo un appunto: Marv e Cobretti potrebbero (come da te sperato) diventare subito amiconi e interdersela alla grande ma c’è il rischio che, viceversa, essendo troppo simili e troppo violenti, finiscano per andarsi sulle scatole dopo poche battute, che inizino una fragorosa gara a chi ce l’ha più lungo e che concludano la serata rovesciando qualche tavolo….

      Debbo inoltre fare una postilla: il gioco è circoscritto ai soli film ma se avessi potuto inserire anche personaggi tratti da Serie-TV allora avrei senz’altro Scott e Stonebridge di Strike Back, serie di cui ti parlai tempo fa e che proprio pochi giorni fa ho terminato di vedere (si è conclusa dopo 5 stagioni, ma scott e stonebridge ci stanno solo dalla 2 in poi). Una serie tv veramente tamarra e loro due sono cazzutissimi, due Cobretti post-litteram epperò efficaci.
      (la digressione ha il solo scopo di caldeggiarti la visione del telefilm eheheheheh)

      Passando invece all’aspetto culinario:
      con il tuo riferimento all’antipasto crostini-stracchino mi hai fatto sovvenire un piacevole ricordo.
      Anni fa (quasi 10, ormai), mi trovavo per lavoro nel comune di Impruneta, a pochi km da Firenze. Cenai in una piccola trattoria e la cameriera mi consigliò proprio questo antipasto. Restai talmente estasiato dai sapori delle pietanze (soprattutto lo stracchino: non ne ho più mangiato di così buono) che appena terminato il piatto annullai l’ordinazione fatta per secondo e mi feci portare altre due porzioni dell’antipasto.
      La ROSTICCIANA invece mi manca: ma cos’è una specie di porchetta? o cos’altro? Devo provarla quanto prima!!!!
      Dai vini che hai scelto, infine, deduco che sei un amante del dolce, al contrario di me che invece preferisco sempre bevande “dry”. Ad esempio il fragolino non lo bevo proprio e il moscato solo in casi eccezionali. Anni fa però mi capitò di bere a casa di amici un vino liquoroso a base di moscato, da servire insieme a dolci o frutta secca, e quello sì che era squisito. Solo che non ne ricordo il nome e non mi è più capitato di trovarne la bottiglia al supermercato o in enoteca. Un vero peccato.

      1. Mi consigli Strike Back al momento giusto: solo in un periodo libero da lezioni come questo posso permettermi di star dietro ad una serie tv. Se riesco a procurarmela in tempo, la vedrò volentieri.
        La rosticciana è un piatto toscano a base di costine di maiale. Vanno fatte al barbecue, e dopo un po’ che le tieni lì a cuocere diventano come ti ho descritto nel precedente commento: parte esterna croccante, parte interna morbidissima. In più, non devi neanche fare lo sforzo di separare la carne dall’osso come quando mangi il pollo arrosto: se lasciata cuocere per il tempo giusto, la carne della rosticciana si ammorbidisce così tanto che basta tirarla leggermente con i denti per sfilarla dall’osso. La mangerò tra 3 giorni per Natale, e me la sto già pregustando. 🙂

      2. Sono certo che non ne resterai deluso da Strike Back.
        L’unica un po’ sostenuta è la prima (dove non ci sono Scott e Stonebridge) ma dalla seconda in poi il tono non è più serioso e le tamarrate crescono come funghi. Imperdibile.
        E poi è corredato da tope a non finire, il che non guasta mai.

        Questa rosticciana mi intriga proprio: la prossima volta che capito in Toscana non mancherò di mangiarla!!!!

  2. Salvo la Sora Lella donne nooo? solo nonne?
    Perchè cosa avete contro Uma Thurman che son tanto di spadona si mette a grigliare rosticini, porceddu e quant’altro?

    e Forest Whitaker che potrebbe fornire qualche suo piccione da fare ripieno? (Gost dog la legge del Samurai)
    e Stephane Audran, Alias Babette per avere il suo magnifico pranzo assicurato?
    Gerard Depardieux che assicura ottimo vino e fa ‘tanto’ ma siccome ha preso la cittandinanza russa bisognerebbe affiancrlo a un suo pari Andrej Petrovič Zvjagincev n(Leviathan) e cmq io vorrei stare accanto a quell’intrigantissimo Jean Reno uomo da nuovelle cuisine…
    Non so se ci siamo ma cmq io ero passata SOLO per gli
    A U G U R I

    1. sherazade, per gli auguri si è sempre in tempo e non esiste anticipo o ritardo!!!
      e con gioia li ricambio!!!!

      Interessanti le tue nomination…. mi permetto solo di sollevare il sopracciglio per Depardieu: visto come è lievitato negli ultimi tempi c’è il concreto rischio che se magna tutto lui….

  3. -Jack torrance, per tenerci sempre svegli dalla paura
    -Nico giraldi, per ridere come degli alcolizzati
    -Doc di ritorno al futuro, per acculturarsi. La cultura non fa mai male. Nemmeno in queste occasioni
    -Alex de large, per finire in bellezza con qualche scazzottata ultraviolenza
    -Fantozzi, per prendere in giro qualcuno quando la noia inizia ad impadronirsi della serata.
    – John rambo, come buttafuori naturalmente dato che è principalmente fornito di una cosa sola
    -sara raider, la puledra giusta da farsi dopo festa

  4. Ma allora mi vuoi male!!! Posso io non cedere a questa tentazione?! Posso?! Giammai!
    Vado a stilare lista e menù… Anche se sui sette sono divisa tra cinefilia,ormone e minchiofilia… Tu quale mi consigli?

    1. La minchiofilia nn paga.
      I gusti cinefili possono essere scostanti.
      Pertanto io mi affiderei senza indugio all’ormone: farà fare enormi cazzate ma nn lascia mai delusi

      1. Adoro gli effetti speciali!

        E comunque l’unica carta che puoi giocare per stupirmi é tenere fuori Fassy (che poi potrebbe rientrare in tutte e 3 le categorie, il che renderebbe l’esclusione ancora più stupefacente!)

  5. Lapins ma cosa mi fai? In questi giorni non ho tempo neanche di fare regali e regalini e tu mi tiri fuori questo irresistibile giochino cinematografo? Va bene, va bene, ecco i miei sette nomi:
    – Jules: straconfermo quanto hai detto sui personaggi di Tarantino! Jules poi è uno dei migliori mai scritti e in sua compagnia non ci si annoierebbe mai sia che si parli di massaggi ai piedi, di segnali divini o del sistema metrico;
    – Marv di SIN CITY: non sarà un tipo da party, ma una bella chiacchierata con lui si riesce sempre a fare inoltre è un grandissimo bevitore e alla bisogna è sempre pronto per una bella scazzottata [si sa che in una serata del genere ci parte sempre la rissa];
    – Morpheus di MATRIX: un’altro grande interlocutore, in grado di aprirti la mente tra un brindisi e un altro…e poi in una serata del genere ci vuole una persona responsabile che riporti a casa tutti [e lui ha la classica faccia del guidatore designato];
    -Ace Ventura: perché va bene parlare e riflettere, ma bisogna pur divertirsi e Jim Curr-pardon Ace Ventura è un uragano dalla parlantina dilagante e dall’idiozia contagiosa;
    -Jessica Jones: perché una ragazza ci vuole, una che possa reggere l’alcol, il fumo e le battute di un branco di ragazzacci come questi qua [e poi è anche una discreta gnoccolona]. Nel caso di rissa poi si rivelerebbe utile anche lei, forse molto più degli uomini 😀 ;
    – Jake e Elwood Blues: a tavola non li batte nessuno e in una serata come questa ci vuole un po di musica, un po di BELLA musica!

    Sul cosa mangiare passo la palla perché non sono un esperto e con questi tipacci qua sarei molto a mio agio in un fast food o in un autogrill [di quelli dove vanno sempre i camionisti che si sa, li si mangia bene].

    Grazie Lap per questo piccolo momento di svago 🙂 nel caso non ci risentissimo di faccio gli auguroni di buon anno! 😀

    1. ACE VENTURA!!!! Ma come ho fatto a non prenderlo in considerazione!!!!
      Grazie per il suggerimento interessentassimo, come del resto tutto gli altri!!!!

      Nel caso non ci fosse occasione ne l frattempo, anche io ti faccio i più sinceri auguri di buone feste!

  6. Il gioco è delizioso… e prometto che ti scriverò appena possibile un pistolotto con le mie idee in proposito, magari anche un po’ articolato, perché il gioco, da come lo hai impostato, prevede due tempi: il primo tempo è dato dagli INVITI (scegliere dei personaggi con cui mi piacerebbe mangiare assieme e quindi ‘aspetto conviviale è essenziale), il secondo invece è il MENU’ e qui è già più un casino per me, perché sono amante della buona tavola a 360° e mi diletto persino di preparare alcuni piatti importanti insieme a mia moglie (il nostro canale Sky più gettonato è quello di Gambero Rosso, seguito a ruota da Cinema e TV, mentre per mio figlio, con decoder in multivision, tutti canali dei documentari e dei reality History ed Explora).
    Insomma, ho le idee chiare sui personaggi, ma non sul menù, perché ciò che mi piacerebbe avere in tavola è l’eccellenza e non è detto che sia adatto ai commensali che ho scelto… Ho però in mente uno strattagemma, che mi permetterà di risponderti adeguatamente in questi giorni di festa!

    Infine, vorrei, in questa sorta di “anteprima di commento”, farti i miei complimenti per il PERFETTO PRANZO MARCHIGIANO, assolutamente impeccabile nella scelta delle portate: ciò che non è presente, infatti, semplicemente non era adatto (come le spuntature, tipiche delle sagre paesane o la pizza di formaggio pasquale che non con un pranzo non c’entrava per nulla; infine, nel tuo menù manca il coniglio, onnipresente in genere nelle tavole del mie paese ma a me sempre assai inviso, specie con quella minchia di finocchio selvatico…

    Ci si sente in questi giorni con il commento vero (è una minaccia!) e per gli auguri di rito.
    Ciao amico!

    1. Nell’attesa febbrile del tuo commento e del tuo menù (stai attento, che potrei trarne spunto per la cena del 31…), mi permetto di chiosare un po’ sul tuo commento.

      Mi fa enorme piacere scoprire che anche tu ti diletti trai fornelli: è un’altra passione che condividiamo. Ho rifuggito la cucina per decenni finchè, quando mia moglie era incinta di Chiara, fui costretto a fare di necessità virtù giacchè per tutti i 9 mesi lei era assalita dai conati di vomito non appena sentiva odore di cucinato (per 9 mesi abbiam mangiato sempre sul divano… il sogno di ogni uomo :-D) . E fu così che nacque la passione. Passione che, va specificato, si è poi affinata soprattutto nella preparazione di dolci: crostate, torte, creme, etc. Figurati che m’ero messo in testa di fare il panettone…. ma poi ho dovuto desistere perchè purtroppo durante queste feste non avrò manco un giorno di ferie e la preparazione del panettone è laboriosa assai.
      E ti dirò di più: da un po’ di tempo penso di fare qualche post sul blog con le ricette e i miei grezzi consigli sulle mie 2-3 spacialità…. finora mi son trattenuto perchè nel blog c’è già tanta carne al fuoco e non vorrei eagerare… ma so già che prima o poi cederò.

      Per quanto concerne il menù tipico marchigiano, tieni presente che è quella da me proposta è la versione LIGHT: non so come funziona nell’anconetano ma nel maceratese il VERO PRANZO consta di “qualche” portata in più.
      IN BREVE: dopo l’antipasto si servono gli straccetti in brodo, successivamente si mette in tavolo la gallina bollita unita ad erbe cotte e galantina. I più arditi abbinano anche l’insalata russa. Solo a questo punto si comincia con i 2 primi e i 2 secondi.

      Questa è una vecchia tradizione e solo le famiglie con radici contadine ancora la seguono. Mia suocera, ad esempio, ad ogni festività ci propina ancora tutta questa roba. Tieni presente quindi che io domani mi siederò a tavola alle 13 e non mi alzerò prima delle 17…. fammi gli auguri!!!!!

      PS: io intanto li faccio a te e famiglia.
      BUON NATALE!!!!!

      1. Se fossi collegato ad una macchina della verità e tu, dall’altro lato del vetro, stessi assistendo al mio interrogatorio, controllando i tracciati che vengono via via stampati dagli aghi sul rotolo di carta, vedresti l’evidenza della mia sincerità quando, a domanda secca, risponderei con il cuore quando indicherei come mio forte e sentito desiderio che tu possa trascorrere un bellissimo Natale in famiglia.
        Una parentesi di serietà: senza ombra di dubbio, per chi è solo il Natale è solo il giorno 25 scritto in rosso sul calendario, ma per chi ha famiglia, sia come figlio di appartenenza o come genitore, questa festa è altresì quella del riunirsi e del ritrovarsi ed il buon cibo, senza voler minimamente essere blasfemo, assume, nella celebrazione tradizionale della natività, una valenza quasi sciamanica, che a me personalmente fa entrare in contatto con la gioia e la tradizione, così come il Grasso dei Principi (quel Princinsgrass creato dai maceratesi e non la fandonia leggendaria legata al generale austriaco Alfred von Windisch-Graetz) divengono Peyote…

      2. A stento ripresomi dal gargantuesco pranzo di ieri (ti dico solo che ho preso il caffè alle ore 17.14), giungo in ritardo a ricambiare gli auguri.
        E li ricambio non solo con affetto sincero e profondo, sentimento forse inappropriato ad una relazione esclusivamente virtuale e telematica che tuttavia viene superata da un ensemble di affinità al limite del grottesco e per questo piacevoli e stupefacenti, ma addirittura anche con la speranza che la tua (e, non lo nego, anche mia) giornata di festa familiare diventi non l’eccezionalità di un giorno ma l’abitudinarietà di tutta un’esistenza perchè non esiste alcun dubbio, alcun esperimento scientifico, nessuna verità rivelata, nessuna legge e neppure una ragione sensata che possano convincermi che ci sia qualcosa di più gioioso di una tavola imbandita con bambini che corrono e ridono tutt’intorno creando una sorta di girandola di emozioni senza fine e senza sosta.

        Buon Natale amico Kasabake. E che queste feste portino a te ai tuoi cari non già la felicità, sentimento questo spesso effimero e che comunque sempre subiamo in maniera passiva dagli agenti esterni, bensì la SERENITA’, che è invece sentimento pieno che conquistiamo giorno dopo giorno, sorriso dopo sorriso ma anche lacrima dopo lacrima e che quindi è più nostro, più profondo, più bello.

  7. Ti commento ora che sono al computer, che io ed il tablet con wordpress litighiamo parecchio…
    Allora, come ben sai non sono molto brava a fare le liste… infatti il primo nome che mi era venuto in mente è stata Lauren Grahm che adoro sia in Gilmore Girls che in Parenthood, ma naturalmente sono serie tv e non film… Comunque un Brad Pitt (qualunque personaggio abbia interpretato) ci sta tutto. Per gli altri sei devo spremermi meglio le meningi e con tutto questo daffare per le feste al momento non c’ho molto tempo…
    Per il menu approvo e sottoscrivo il tuo. Adoro ogni piatto che hai descritto, a parte le lumache e le lasagne vincisgrassi (le sostituirei con delle lasagne classiche, che facciamo spesso per le feste). Il sugo alla papera poi me lo sogno da un bel po’ di anni che dalle parti dove vado in vacanza ormai è vietato… 😦
    La zona dove ho casa geograficamente è in Abruzzo, ma per quanto riguarda le tradizioni culinarie sono molto più marchigiane.
    Buone feste!
    Mchan

      1. Una volta, una decina di anni fa, alle sagre c’erano gli stand con le pappardelle al sugo di papera, poi hanno messo una specie di divieto, od almeno così ci hanno detto. Fatto sta che non le fanno più, né alle sagre né nei ristoranti. 😦
        Mchan
        Ps: per i nomi appena passano le feste mi ci metto con calma e ti scrivo anche un menu 😉

      2. Immagino sia una sorta di diveto comunale o qualcosa del genere, perchè dalle mie parti non c’è sagra o agriturismo che non proponga un primo al sugo di papera.
        Comunque è un vero peccato: il sugo di papera è un’autentica leccornia.

        Buone feste anche a te e a presto!

      3. WordPress non mi ha avvisato della tua ultima risposta…
        Comunque sì, penso sia una questione della provincia di Teramo.
        Passando alla cena: niente, mi son venuti in mente solo personaggi di serie tv. Son 3 giorni che ci penso e l’unico personaggio che mi è venuto in mente di un film è Jack Sparrow, sarebbe divertente ritrovarselo a tavola con quel suo fare stralunato. Per il resto o sono personaggi di serie tv o sono attori, non personaggi che interpretano. Io seguo molto la personalità degli attori ed in base a questa posso dirti che mi piacerebbe cenare con Anna Kendrick, Dick Van Dyke, Kristen Bell, Eddie Redmayne e Channing Tatum oltre che Brad Pitt e Johnny Depp. Se poi devo scegliere un personaggio che hanno interpretano ti dico in ordine: Beca Mitchell (Pitch Perfect), Bert (Mary Poppins), Veronica Mars (Veronica Mars-the movie), Colin Clark (Marilyn) (anche se l’ho adorato nel ruolo di Jack Jackson ne I Pilastri della terra, che però è una serie tv…), dovrei dire Magic Mike dell’omonimo film, ma in realtà mi piace moltissimo quando interpreta ruoli più drammatici come in Dear John o The vow, è troppo coccoloso!!! 😉
        Infine per Brad Pitt va benissimo qualunque personaggio (forse eviterei quello di Ocean’s eleven che sta sempre a mangiare, finirebbe lui tutto il cibo 😛 ) e per Depp il sopra citato Capitan Jack Sparrow.
        Per quanto riguarda il menu non mi pronuncio che dopo questi giorni di festa ingrasso solamente a parlarne di cibo… 😛
        Mchan

      4. Ti sei circondata di maschietti eheheheheh, brava la mia mchan.
        Con una combriccola così mi sa che di tempo per mangiare ne troveresti ben poco 😀

      5. Però le due ragazze sono belle toste. E pensandoci bene i maschietti sono tutti felicemente sposati… Sono sempre i migliori quelli che se ne vanno per primi 😛
        Mchan

  8. Essendo capitato su questa “tavola” passando prima da Kasabake, e prima ancora su segnalazione di una cara amica, posso dire che il gioco intriga molto e non è detto che te lo “rubi” tanto per divertirsi un po’ in questi giorni di cene succulente.
    Però una sola donna !!! Cavoli almeno 4, così, contando il padrone di casa, le coppie erano perfette…
    (Ringrazio Shera per la dritra!!!!!)
    Auguri intanto!!!

  9. Vicino a dove lavoro c’è un ristorante molto particolare: ogni settimana ha un menù diverso, ispirato alla tradizione culinaria di una diversa regione d’Italia.
    Oggi ci sono passato davanti, e ho visto che è la settimana del menù marchigiano. Scorrendolo mi sono balzati agli occhi i vincisgrassi, che in questo tuo post avevi descritto come una vera delizia: di conseguenza, ho deciso di entrare e provarli.
    Ebbene, ti dirò che mi sono piaciuti non poco. Sono molto essenziali come lasagne, perché il pomodoro è assente e la besciamella è ridotta al minimo: tuttavia la cosa non mi ha smontato più di tanto, perché la besciamella la odio, e lo “spazio” tolto al pomodoro è riempito da una presenza di ragù ancora più massiccia. Insomma, una leccornia.
    Il menù proponeva come antipasto le olive all’ascolana, come primo i vincisgrassi e come secondo un piatto a scelta tra il petto d’anatra con lenticchie e il pollo in potacchio. Avrei voluto il pollo, ma purtroppo quando sono arrivato io era già finito: vorrà dire che tornerò domani, per gustarmi quello e un’altra porzione di vincisgrassi. 🙂

    1. ehehehehe i vincisgrassi non perdonano
      sono uno dei miei piatti preferiti in assoluto
      quelli originali originali esigono che il ragù sia a base di stomaci di pollo (in dialetto detti “griscì”), ma dato che è una pietanza difficile da trovare (anche nelle macellerie più scafate) spesso vengono sostituito dal normale macinato di carne.
      Ora non so se sia un fatto psicologico o se effettivamente ci siano differenze di sapore ed odore, tuttavia il ragù fatto con i griscì ha una marcia in più, almeno per me.
      Sono lieto che ti sia piaciuta la cucina marchigiana: se mai passerai da queste parti, sarò lieto di invitarti in un agriturismo vicino casa mia rinomato per la cucina casereccia.
      Dovrai venirci digiuno da 3 giorni però, perchè se la proprietaria vede che non mangi tutto, si arrabbia e si siede al tuo fianco finchè non hai spazzolato tutto il piatto
      (si tratta di un retaggio contadino, credo, marchigiano e non solo: non finire tutto il pasto è visto come un segno di poco gradimento delle pietanze).

      Buon pasto per domani allora!!!!!!

      1. Anche a me dà molta noia lasciare il piatto non finito. Non perché lo veda come un insulto al cuoco, ma perché mi dà noia lo spreco, sia di denaro che di cibo. E il fatto di aver vissuto un anno in Liguria (regione dagli abitanti notoriamente tirchissimi) ha ulteriormente accentuato questo mio odio per gli sprechi.
        Il mio piatto preferito invece sono gli spaghetti all’amatriciana. Tendenzialmente detesto la pasta lunga, ma con la pancetta (o il guanciale, se il piatto è cucinato da un purista) ci sta divinamente.
        Nota off topic: ultimamente ho visto 4 ottimi film. Sono stati nell’ordine:

        La famiglia Bélier
        A United Kingdom
        Woman in Gold
        Trumbo

        Gli ultimi 3 sono tratti da una storia vera, e quindi so già che le possibilità di farteli vedere sono ridotte al lumicino; il primo invece te lo consiglio con convinzione, perché è una sceneggiatura originale e soprattutto perché è un film da 5 stelle. 🙂

      2. Il mio piatto preferito in assoluto sono gli gnocchi con sugo di papera.
        Però è meglio che la smetta a parlare di cibo che già c’ho un certo languorino e prima di 2 ore già so di non poter cenare.

        Per quanto riguarda i tuoi consigli cinematografici:
        ho visto Trumbo e l’ho trovato (perdonami) di una noia mortale, nonostante adori l’attore protagonista (Bryan Cranston) per aver interpretato una delle serie tv più belle di sempre, Breaking Bad.
        Gli altri 3 mi mancano e conto comunque di vederli non appena sarà uscito il dvd. Soprattutto la famiglia Belier, di cui ti ho letto tessere le lodi anche nel blog di mchan, che mi ha incuriosito non poco. Ti farò sapere.

        La scorsa settimana, invece, ho recuperato I magnifici 7, sia la versione con Yul Brinner che quella dello scorso anno con Denzel Washington.
        Ebbene, li ho adorati entrambi: due film western veramente sopraffini.
        Ho anche provato a vedere il capostipite di questi film, i 7 samurai di Kurosawa, ma ti confesso che la lunghezza (oltre 3 ore) unita a un doppiaggio ridicolo mi hanno fatto desistere dopo pochi minuti. Prima o poi lo vedrò, comunque, ormai per me è un punto d’onore.
        Comunque volevo sapere se tu avevi visto le due versioni di I magnifici 7 e, vista la tua grande passione per i western, cosa ne pensavi!!!

      3. Non ho visto nessuno dei due: conto comunque di colmare la lacuna, perché adoro gli attori protagonisti di entrambi i film (Yul Brinner e Denzel Washington).
        Kurosawa invece non lo incrocerò mai più, perché sono rimasto scottato dall’esperienza di Rashomon: interruppi il film prima della fine, esasperato dal ritmo lentissimo con cui procedeva la trama.
        Riguardo a Trumbo, può darsi che sia veramente di una noia mortale, ma io non me ne sono accorto, perché c’erano davvero troppi dettagli che mi hanno fatto venire gli occhi a cuoricino: la presenza di John Goodman, l’ambientazione deliziosamente retrò, il fatto stesso che sia un film di cinema nel cinema (genere che adoro)… insomma, con queste premesse era davvero impossibile che io non apprezzassi il risultato finale. 🙂

      4. Su kurosawa hai senz’altro ragione: è un cinema d’altri tempi e di un altro mondo (quello nipponico) che segue stilemi e sintassi troppo distanti da quelle cui siamo abituati noi.
        Di qui, sia tu che io abbiamo faticato a seguire il film a causa proprio del ritmo troppo lento (o forse sarebbe meglio dire diverso).

        Su Trumbo non posso obiettare nulla alle tue lodi. E’ il classico esempio di film bello di per sè che però non riesco a gradire a causa di molteplici fattori, tra i quali però non annovero l’elemento metacinematografico: dopo aver visto Hitchcock con Anthony Hopkins ho iniziato ad adorare anche io questo sottogenere cinematografico.

      5. Andrò a vedere un film con Anthony Hopkins proprio domani: Autobahn – Fuori controllo. Sempre che lo proiettino, dato che ha la sfiga nera di uscire in contemporanea con due film super – candidati agli Oscar (Moonlight e Manchester by the sea).
        Insomma, credo proprio che, se anche troverò una sala sperduta che lo proietta, Autobahn entrerà dritto dritto nella classifica dei film che ho visto con 4 gatti.
        E a proposito di esperienze cinematografiche fuori dal comune, qua a Firenze di recente ho scoperto un cinema che non credevo nemmeno potesse esistere: in sala ha tavoli e sedie come al ristorante, ti portano le ordinazioni prima dell’inizio e così puoi cenare mentre guardi il film. Ecco qua una foto della sala: https://www.google.it/search?q=cinema+firenze+via+dell%27ulivo&biw=1366&bih=638&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwidto6iuJLSAhXCVxQKHTnfBdwQ_AUICSgE#tbm=isch&q=spazio+alfieri+firenze&imgrc=Kh5MOxfvEGhgoM:

      6. Io invece ci sono andato una volta sola, ma mi ha stregato: d’ora in poi ci andrò ogni volta che proiettano un film almeno decente. Se riesco a vederlo, ti farò sapere come ho trovato Autobahn! 🙂

      7. Autobahn ce l’ho in watchlist anche io ma francamente non mi è parso così interessante da meritarsi addiritura la visione in sala.
        Sono quindi curioso di sapere il tuo giudizio, quando l’avrai visto!

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