Coraggio, fatti ammazzare

Ci sono tanti modi per morire: un infarto, un disastro aereo, un boccone che va di traverso, un incidente in barca a vela, un ruzzolone per le scale, la pistola di un’amante tradita, un’incidente d’auto, l’allergia alla puntura di un insetto, un episodio di mala sanità, un fungo velenoso, uno scivolone nella vasca da bagno, una bolla d’aria nel sangue, le percosse di uno squilibrato, il volo da un ponte sulla ferrovia, una tegola in testa.

Oppure potete fare del male a una persona che amo.

E, senza alcun dubbio, quest’ultimo è il modo più atroce attraverso cui potete conoscere la morte.

Provate ad immaginare il senso estetico dell’orrore e del sangue proprio di Hannibal Lecter, unitelo alla sadica e metodica pazienza maligna del Colonnello Hans Landa, fondetelo con la ferocia sanguinaria di Tony Montana, coniugatelo all’abilità temprata nel freddo di Nanda Parbat per mano di Ras Al Ghul, abbinatelo alla gelida e brillante malvagità di Kaiser Soze, fondetelo con l’agilità assassina di Beatrix Kiddo, stringetelo con la perfida ostinazione dell’Agente Smith. E infine appiccicateci sopra la faccia impazzita di Jack Nicholson in Shining.

jack-nicholson-shining

Ecco, ora avete un’idea di cosa dovrete fronteggiare se vi azzardate a fare del male a una persona che amo.

Se credete di potermi fronteggiare a singolar tenzone sappiate che la mia dotazione è varia, vasta e letale: la 44 magnum di Clint, il gancio sinistro di Rocky Balboa, i cannoni di Navarone, le arti marziali di Bruce Lee, la forza bruta di P.E. Baracus, i gadget fantascientifici di James Bond, le macchine tamarre di Toretto, il caccia bombardiere di Maverick e pure la versione 2.0 della Morte Nera (la comando via wi-fi con una app installata nel telefono).

Io vi ho avvisato.

E non c’è supereroe che tenga, nè spada, nè amuleto, nè corazza, nè sortilegio, nè macchina del tempo, né computer che possa salvarvi dalla mia ira funesta. Neppure l’elfico mantello vi nasconderà al mio sguardo assetato di sangue: io vi cercherò, io vi troverò, io vi stanerò e poi vi porrò davanti il triste destino cui vi siete condannati da soli arrecando dolore ai miei cari.

Non è una vendetta, è una conseguenza: se infilate la mano in un tritacarne poi vi stupireste di tirar fuori un moncherino sanguinolento? Pertanto io sono il tritacarne mentre voi siete le mie polpette. E ultimamente piovono polpette che pare di stare sotto un diluvio universale: ma stavolta niente arca a salvare il genere umano, stavolta l’ira di Lapinsù scatenerà l’Apocalisse.

Che fai sei ancora lì? Dai vieni, su! Coraggio, fatti ammazzare.

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24 pensieri su “Coraggio, fatti ammazzare

  1. Ha ha ha, quanto mi sei mancato Lap! 😀
    Ti rispondo solo perchè il tema da te sollevato mi assicura che tu capirai:
    la mia famiglia ha bisogno di me, periodo duro e doloroso.
    Come forse avrai notato sono assente dai blog da molto tempo, ma non trovo più nenche il tempo per aprire le mail ….

    A tempi migliori 😉

    Un abbraccio e continua a regalare risate e sorrisi !

    Ale

    1. Caro amico, mi duole non leggerti ultimamente, nè i tuoi commenti sempre carini nè i tuoi post sempre molto precisi e illuminanti.
      Tuttavia mi duole ancora di più saperti in un periodo duro e doloroso: la serenità familiare è la prima cosa, in assoluto, che auguro sempre agli altri e a me stesso. Ed è quindi questo l’augurio che ti faccio: che il giorno possa tornare ad essere un buongiorno e che il sorriso sia disegnato sulle tue labbra dalla vita che vivi anzichè dalle sciocchezze che ti capita di leggere (come le mie, per l’appunto).
      Un abbraccio.

  2. “Il post di Lapinsu terrorizza l’occidente” 😀
    Scherzi a parte, credo di non aver mai letto un poema di tale ironia e maestosa minacciosità! Divertentissimo ma allo stesso tempo ti scende un po la gocciolina di sudore freddo, un po come prendere un Happy Meal e trovarci dentro come sorpresina una granata innescata!

    Delizioso.

    Neanche Chuck Norris oserebbe farti un torto dopo aver letto questo cantico! 🙂

    1. Chuck Norris è il primo indiscusso attore dell’associazione ATTORI MONOFACCIA, ed in virtù di questo storico primato non potrei mai e poi mai torcergli neppure un capello. Al più, potrei limitarmi a dare una scoppolina al cappello da Walker Texas Ranger per farlo volare via (ammesso e non concesso che non sia direttamente incollato al cuoio capelluto o, diononvoglia, non sia esso stesso un’estensione organica del cranio).

  3. Gli antichi Spartani avevano un’intera popolazione di schiavi, gli Iloti, che mettevano a coltivare i campi.
    Periodicamente gli Spartani stessi organizzavano la “caccia all’Ilota”, consistente appunto nel cacciare e uccidere gli schiavi come facevano con le bestie. Lo facevano in parte per contenerne la crescita demografica (se fossero diventati troppi, c’era il rischio di una ribellione), in parte come rito di iniziazione: la caccia all’Ilota serviva ai bambini e ai ragazzini Spartani per fare pratica con le uccisioni. In questo modo, quando si sarebbero trovati per la prima volta sul campo di battaglia, ci sarebbero arrivati già con una lunga esperienza in fatto di omicidi, e quindi non avrebbero avuto esitazioni al momento di uccidere il nemico. Un attimo di esitazione, si sa, può essere fatale in un campo di battaglia.
    Era anche questo che rendeva gli Spartani dei guerrieri così formidabili: il fatto di essere stati trasformati in delle macchine per uccidere fin dalla più tenera età.
    Tu probabilmente hai ricevuto un’educazione ben diversa, ma con questo post hai dimostrato che, se si creano determinate condizioni, puoi dimostrare di avere lo spirito di un vero Spartano. 🙂

    1. Che dottissima e pertinentissima citazione wayne!!!
      Non posso che complimentarmi.
      Debbo però ammettere che quando, da ragazzino, approcciai per la prima volta la storia greca rimasi sempre più affascinato da Atene e dai suoi illustrissimi figli: Pericle, Tucidide e Demostene su tutti. E’ evidente che preferissi (e preferisco tuttora) la parola alla spada.
      Tuttavia l’amore il senso di protezione che mi ispirano la mia famiglia e gli affetti più cari ardono così prepotentemente che potrebbero incendiare tutto l’intorno.

      Dai, per tirare un ballo un nostro amatissimo attore, mi piace considerarmi come lo Swarzy di Commando 😀

  4. Ti leggevo e pensavo al Robert Redford di “Jeremiah Johnson” (Corvo Rosso non avari il mio scalpo…) o al Dustin Hoffman di “Straw Dogs” (Cane di paglia) e poi la memoria mi scivolava verso il Liam Neeson dei tre “Taken” ed ovviamente al Liam dello spot del superbowl dell’anno scorso (quello di Clash of Clans)… perché per tutti la parola d’ordine era lasciate stare la mia famiglia…
    Ma in fondo può anche essere lasciate stare ciò che amo ed allora il pensiero scivola di nuovo e questa volta verso il Bond di “Quantum of Solace” ed al suo finale, dove il nostro agente si sta prendere la sua vendetta contro l’uomo colpevole della morte di Vesper…
    Sempre grande, amico Lapinsù!

    1. Mentre scrivevo il pezzo, mi confesso, più che altro mi sentivo come Swarzy in Commando….. Cattivo si ma anche un po burlone, che é poi la mia indole!
      Quando vedrò The Revenant magari avuto anche un altro termine di paragone!

      1. 😀 😀
        Non ti metterò il link ad un mio piccolo omaggio sulle vendette, perché non mi piace fare pubblicità al mio blog in quello degli altri… ma TI CAPISCHISSIMO eccome! 😀

      2. Dal momento che
        a) sono un ossimoro vivente in quanto nel mio essere fondo due qualità altrimenti divergenti, ossia la PIGRIZIA e la CURIOSITA’
        b) adoro la brillantezza della tua prosa e la vivacità dei tuoi post
        c) mi hai messo una voglia di matta di leggere questo tuo tributo alla vendetta

        sentiti in diritto, anzi no, in DOVERE, di linkare immediatamente il tuo pezzo 🙂

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