Scintille d’amore

C’è il fratello del cugino del cognato di un mio amico che ha visto tutti i film tratti dai romanzi di Nicholas Sparks. E se pensate che non possa esserci cosa più grave è perchè ancora non sapete che il poveretto ha addirittura GRADITO i suddetti film. Mentre voi siete ancora impegnati a declinare l’ipersuperlativo di gravissimo, io debbo trovare una soluzione a questo problema perchè voglio assolutamente aiutare il fratello del cugino del cognato del mio amico.

safeheaven3

Per prima cosa, armatomi di impermeabile alla Colombo, lecca-lecca alla Cojak e cappello alle 8:10 di Humphrey Bogart, svolgo qualche indagine al fine di stabilire l’effettiva gravità del problema. Inizio interrogando il poveretto: se le visioni fossero state imposte dalla moglie e se il gradimento fosse stato estorto, sempre dalla moglie, a suon di promesse culinarie o sessuali, allora il quadro clinico assumerebbe toni meno drammatici e il problema – benchè irrisolvibile salvo divorzio o uxoricidio – sarebbe circoscritto o comunque gestibile. Ma quando il fratello del cugino del cognato del mio amico confessa che la moglie non centra niente, che i film se li è visti da solo e che una volta addirittura si è COMMOSSO, allora e solo allora capisco che mi trovo di fronte a un caso disper….

– Amore????
– Cara, sto scrivendo sul blog, aspetta un secondo…

Scusate, era mia moglie; riprendiamo.

Dopo aver interrogato il poveretto passo in rassegna i suoi effetti personali e i luoghi che frequenta abitualmente. Inizio dallo smartphone: un po’ di musica, tante foto della figlia, qualche app per lo sport e l’informazione. Un’unica stranezza: l’assenza di WhatsApp. Sarà uno snob? Niente di utile nemmeno sul pc: archivia tutto con meticolosa precisione ma nessun file è in grado di aiutarmi a spiegare l’inspiegabile passione per i film di Nicholas Sparks. Neanche in casa trovo nient…

– Gianni????? Senti…
– Romy, per favore!!! Sto cercando di aiutare il fratello del cugino del cognato di un mio amico. 
– Il fratello di chi????
– Lascia perdere… un secondo e sono da te

Scusatemi ancora, ma lo sapete come sono le mogli….

Dicevamo? Ah, si, non c’è niente nemmeno in casa, quindi faccio qualche domanda in giro: vicini, colleghi, familiari, la moglie (donna – e ci tengo a precisarlo – di incommensurabile beltà e gentilezza). Tutti rimangono stupiti quando rivelo la sua passione per i film di Nicholas Sparks: non l’avremmo mai detto, sembrava un tipo a posto, ripetono tutti scuotendo il capo. La moglie addirittura impallidisce e con le mani tremanti cerca di coprire le orecchie della figlioletta che le siede in grembo: non vuole che scopra il terribile segreto paterno.

TheLongestRide

Brancolo nel buio, lo ammetto, e non sapendo più che pesci pigliare torno dal fratello del cugino del cognato del mio amico e, in totale franchezza, gli chiedo se sa spiegarmi perchè guarda i film tratti dai romanzi di Nicholas Sparks. Il poveretto fa spallucce, si guarda per un po’ le punte dei piedi e poi sospira:

Il primo lo vidi in tv, per caso… d’altronde si comincia sempre così, non è vero? Stavo seduto con le dita pronte sul telecomando per cambiare canale ma poi non lo facevo mai… finii di vedere il film che avevo ancora l’indice fermo sopra il tasto “+”. Il secondo lo vidi senza sapere che fosse di Sparks, lo scoprii solo alla fine con i titoli di coda. Il terzo invece l’ho visto di proposito, poi il quarto, il quinto, il sesto. Il fratello del cugino del cognato del mio amico si prende un attimo di pausa per riordinare le idee. E’ nervoso e continua a lisciarsi la barba con la mano sinistra, ha l’aria dell’ex fumatore e probabilmente non ha mai desiderato tanto una sigaretta come ora.

Quando vedo i film tratti dai romanzi di Nicholas Sparks mi immagino su una piccola barca a remi nel mezzo di un placido laghetto insieme alla mia amata mentre facciamo finta di pescare perchè in realtà l’unica cosa che ci interessa è stare insieme e sgranocchiare panini al prosciutto e sorseggiare la nostra birra preferita e ridere per ogni stupidata e poi giocare a guardare le nuvole e indovinarne le forme che in breve mutano e diventano qualcos’altro un po’ come la vita che ti scorre davanti mai uguale al giorno prima e tu la insegui la insegui la insegui e solo alla fine capisci che ciò che conta non è raggiungerla bensì continuare a starle dietro ad ogni costo perchè non è bello ciò che abbiamo già ma solo quello che desideriamo ancora raggiungere ed io credo che qualunque cosa io voglia raggiungere nella mia vita io la voglio ottenere insieme alla mia donna alla mia amata alla mia compagna alla mia amica alla mia amante. A mia moglie.

Ecco, le storie di Nicholas Sparks mi ricordano quanto sia bello amare qualcuno e averlo a fianco ogni giorno. Mi ricordano quanto io sia fortunato. 

Vorrei aggiungere qualcosa a questo sfogo ma non mi viene in mente nulla che potrebbe reggere il confronto. Per un secondo addirittura mi balena in mente l’idea di vedere un film tratto da un romanzo di Nicholas Sparks e così mi rendo conto di quanto sia pericoloso il fratello del cugino del cognato di quel mio amico. Devo andarmene subito, prima che contagi anche me. Gli stringo la mano e faccio un gesto di salut…

– Gianni, per favore, ascoltami un secondo!
– Ok Ok, va bene! Dimmi, Romy, che c’è?
– Amore, c’è il corriere di Amazon con un pacco per te, ma mi sa che si è sbagliato: dentro ci sono tutti i romanzi di Nicholas Sparks… 

Voto ai film di Nicholas Sparks: 7
Voto al fratello del cugino del cognato del mio amico: 2

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80 pensieri su “Scintille d’amore

    1. no
      cioè
      scusa
      ma perchè dallo scritto si evince che quei filmacci li guardo IO????

      ahò, macchè…

      è IL FRATELLO DEL CUGINO DEL COGNATO DEL MIO AMICO

      eddaiii!!!!!!

      1. ahahahhahaha

        dai non so che per avere l’arguzia di voi femminucce!!!

        PS: li hai trovati i biglietti per il boss a San Siro? O aspetti quelli di Roma?
        (io voglio fare doppietta, con i primi mi è andata bene e speriamo di riuscire a comprare anche quelli per Roma quando usciranno questo sabato)

  1. Sono digiuno di Sparks, ma come sai anch’io ho sempre avuto un ottimo rapporto con libri e film romanticoni. Anzi, ad essere precisi “sempre” non è l’avverbio esatto: ci sono stati dei periodi in cui ho sofferto molto per amore, e quindi l’ultima cosa che volevo era girare il dito nella piaga guardando o leggendo qualcosa sull’argomento.
    Il punto più basso lo raggiunsi una sera in cui stavo guardando Catwoman. Il film mi stava piacendo, ma cambiai canale appena Halle Berry cominciò a baciare un tizio: in quel periodo la sola visione di un gesto così intimo mi straziava terribilmente.
    In questo momento invece ce la faccio benissimo a “reggere” prodotti di questo tipo. Proprio pochi giorni fa ho finito di leggere un libro romanticone, “Noi due ai confini del mondo” di Morgan Matson, e l’ho trovato davvero incantevole.
    Resta travagliato invece il mio rapporto con l’amore nella vita reale. Ad esempio, due mesi fa avevo cominciato ad “avvicinarmi” ad una mia amica, e invece di essere contento della cosa avevo cominciato ad avere ogni notte degli incubi tremendi, in cui rivivevo i momenti più dolorosi delle mie precedenti esperienze sentimentali. Guarda caso, appena l’ “avvicinamento” si è risolto in un nulla di fatto ho ricominciato a dormire tranquillo.
    Insomma, per il momento sono ancora troppo traumatizzato per buttarmi nuovamente in un’esperienza amorosa, ma non così traumatizzato da evitare il romanticismo come la peste. E aggiungo per fortuna: mi sarei perso dei capolavori assoluti, uno su tutti Noi siamo infinito. 🙂

    1. Come non condividere??
      Ricordo che una volta (tanti anni fa) stavo ridotto talmente male che mi commossi pure vedendo un documentario sulla liberazione di un ghepardo cresciuto in cattività….

      Di film romantici ne ho visti a centinaia ma di romanzi, ahimè, sono sostanzialmente digiuno. Non so dirti una ragione precisa, semplicemente è così. Comunque sto prendendo nota di romanzi romantici da leggere, prima o poi io e il mio Kindle faremo una capatina anche da quelle parti 😀

      Per quanto riguarda le tue sofferenze morose e la tua difficoltà a buttarti di nuovo, allora torna utile il consiglio cinematografico che ti diedi nel tuo ultimo post: Paura D’Amare. Il film parla proprio di questo e sono certo che quando lo vedrai troverai gli spunti per uscire da queste fastidiose sabbie mobili 🙂

  2. Ma lo sai che ad un certo punto stavo pensando: “Bhé, dài, almeno non si legge anche i romanzi” ed invece… 😀
    Ora però vogliamo un outing completo: quale è stato il primo film che hai, ops, sorry, che il fratello del cugino del cognato del tuo amico ha visto??? Io, almeno, sono curiosa di sapere il titolo della pietra dello scandalo 😉
    Mchan
    Ps: sempre tanti cari saluti affettuosi a quella santa donna di tua moglie

    1. No no, i libri – almeno quelli – me li sono risparmia. Ho chiuso col riferiemnto ai romanzi giusto per dare un tono più leggero.

      Il primo film che vidi di Sparks fu quello da cui è tratta l’immagine di copertina, Le pagine della nostra vita. Al di là di tutto è un bel film, probabilmente il migliore di tutta la serie, con i personaggi più convincenti e la storia meglio orchestrata. Poi lui è molto bravo a gestire questa narrazione sfasata su due tempi (passato a presente) e poi la scena finale dei due vecchietti in ospizio che muoiono insieme abbraccia è così dolce struggente che mi strappò anche qualche lacrima (come per altro confessato nel post sui film che mi hanno fatto piangere).

      E tu quali hai visto di questi prodi film?????
      (perchè se nemmeno la romanticosissima mchan si vede i film di Sparks allora sono proprio spacciato….)

      1. No, no, tranquillo. Ho persino letto i libri io…
        Il primo penso sia stato “I passi dell’amore”, poi “Le pagine della nostra vita” (in lingua originale con sottotitoli in inglese, ma è stato spassoso e bello uguale), “Le parole che non ti ho detto” (ma ho due attenuanti: non sapevo fosse suo e l’ho visto solo perché lo stava vedendo mia madre in tv), “Come un uragano” (idem come sopra), “Dear John” (ci sono Tatum e la Seyfried, potevo perdermelo? 😛 ), “Ho cercato il tuo nome”, “Vicino a te non ho paura” (non sapevo fosse suo).
        Mi piacerebbe vedere sia “The best of me” e “La risposta è nelle stelle”, il primo lo dovevano mandare in onda a novembre mi sembra ma poi hanno cambiato idea (a tipo due giorni dalla data prefissata…).
        Di libri però ne ho letti solamente tre: “I passi dell’amore”, “Le pagine della nostra vita” e “Ho cercato il tuo nome”.
        Mchan

      2. Pensa te che quando guardai… pardon, il cugino del fratello del cognato di un mio amico gaurdò The best of me (con Michelle Monaghan e James Marsden) pensai: ma guarda, questo pare proprio un film tartto da un romanzo di Nicholas Sparks…. andai a controllare su imdb e taaaaaccccc era proprio suo.
        insomma, ero arrivato al punto di riconoscere che erano suoi solo gaurdandoli eheheheheh

  3. I romanzi di chi?!! 😀
    Non so se sentirmi miserabile oppure fortunato da questa mia mancanza [dalla tua reazione direi fortunato].
    Non mi sento comunque di giudicare nessuno per i [pessimi] gusti in fatti di letteratura o film dato che io per primo venero vaccate di ogni genere [per dire, a me è piaciuto il film romantiscemo degli Nsync quindi non sono proprio nella posizioe di dettare giudizi XD].
    Quindi puoi stare tranquillo….cioè non tu tu…parlo del fratello del cugino del cognato del tuo mio amico ovviamente! Eh!

    1. Meno male che è qualcuno è chiara sta cosa che io questi film NON LI HO MAI VISTI NE’ MAI LI VEDREi, ma che semplicemente stavo parlando del fratelleo del cugino del cognato di un mio amico 😀

  4. Gianni, sai anche se il fratellastro del cugino acquisito dello zio di un tuo amico è riuscito a prendere i biglietti per Bruce?

    Beato lui. Se penso che aspettando l’inizio del concerto ammazzerà il tempo leggendo certi libercoli…

    1. Ciao Fre, quel tizio dalla sconfinata parentela ha avuto un culo non indifferente e ha trovato posto al secondo anello verde, sulla curva delle merde, ma mi sa che per questa voltà non si dolerà anche se siede nel lato sbagliato di sansiro…
      e tu invece? Li hai trovati i biglietti?

  5. Non ho la minima idea di chi sia questo Sparks ma intuisco che questo è un bene per me stesso.
    L’indagine è stata entusiasmante, ma quel cugino dell’amico allaviacosì sembra in grave crisi romantica. Sicuro non sia contagiosa?

  6. C’è qualcosa di assolutamente demoniaco in te, amico e collega Lapinsù!

    All’inizio pensavo che la tua fosse solo superficialità, ma spazzasti via questa idea malsana al secondo tuo post che lessi: mi era bastato sorpassare tutti quelli dedicati al calcio (un tempo ne scrivevi di più e questo mi permetteva di leggerti di meno, dato il mio totale disinteresse per l’argomento, come ben sai) e buttarmi in una qualsiasi delle tue recensioni ed immediatamente mi fu chiara la tua indubbia capacità retorica.

    Ma allora perché un simile pittore perde tempo a dipingere delle scrofe?
    Forse questa domanda se la posero anche i contemporanei dell’immenso Caravaggio, quando videro l’enorme culo del cavallo messo in primo piano, ma la lezione che arrivò da quel momento del rinascimento italiano fu proprio che il soggetto di un’opera d’arte non ne determina il valore, che invece si contabilizza sul come il soggetto viene trattato.

    Bene, spalancate dunque le porte al relativismo etico ed all’indeterminismo filosofico, quasi tutto era possibile, ma nel tuo caso la domanda rimaneva, insistente: cosa ti spinge, episodicamente, a scrivere degli articoli la cui bellezza è inversamente proporzionata al valore dell’oggetto?

    Non ho usato questa definizione a caso, perché con il passare dei mesi si è andato delineando una sorta di doppelganger di Lapinsù, non un dottor Jekyll e mister Hyde, ma qualcosa più tipo il rapporto tra i due personaggi kinghiani del suo “La metà oscura”, un giornalista brillante da un lato ed una specie di creatura primitiva dall’altro, mossa da puro istinto ma anche geniale, che massacrava la bellezza e si pasceva del sangue della cultura ferita.

    Non ricordo un tuo post recente che superi questo tuo ultimo (paragonabili, si, ce ne sono molti, ma che lo superino no) per bellezza, teatralità, dialoghi sincopati, cambi di macchina rapidissimi, con un decoupage che ricorda i primissimi piani che Chris Columbus si sparava nelle gag zoomando sulla facciotta spaventata ed imbarazzata di Macaulay Culkin nei due “Home Alone”.
    Davvero un portento di post, ma altrettanto (il discorso sull’inversamente proporzionale) pericolosamente diseducativo e scorretto!

    Ecco, il tassello che mi mancava per comprendere la verità e smascherare il demone che si annida nel tuo doppelganger, quella sorta di divinità ctona, quel generale pluristellato di qualche armata infernale alla conquista di anime pure!
    Usando l’arma della seduzione retorica (impossibile non leggerti!) spingi inermi ed innocenti lettori (come agnellini al pascolo… The Silence of the Lambs…) anche solo a considerare di perdere frammenti preziosi del loro tempo per leggere l’illeggibile!!

    Arriviamo infatti a Sparks…
    Sparks, quello Sparks!
    Il titano di tutti i guilty pleasure in letteratura, narratore spaventosamente prevedibile che in 19 romanzi dal 1996 al 2015 sembra riproporre la medesima formula, come riassunto dai blogger di Cracked.com quando elencano le regole per produrre un best-seller alla Sparks:

    Start with two pretty white people…
    (comincia la storia con due bianchi abbastanza carini)
    Include an Obstacle that makes Love between them seem impossible…
    (aggiungi un ostacolo che aparentemente sembra rendere il loro amore impossibile)
    They fall in love anyway…
    (I due si innamorano in ogni caso)
    Throw in a completely-out-of-left-field, Exploitative, Awful disaster that only serve to jerk tears and turn an otherwise forgettable romance into a tragedy…
    (getta I due in un disastro terribile, decisamente già sfruttato ed assolutamente imprevedibile, utile solo a spremere lacrime, che trasforma una altrimenti dimenticabilissima storia d’amore in una tragedia)
    Go to the only Poster Designer You Know…
    (rivolgiti quindi all’unico realizzatore di poster cinematografici che conosci)
    Count your money…
    (infine conta i tuoi soldi)”

    Ad un certo punto, mi era persino venuto il dubbio che Lapinsù fosse in realtà una sigla, una sorta di setta segreta, dove dei writer si alternavano nel ruolo di scrittori, come le due sorelle di Quantico… una spectre sottotraccia, un’accolita di demoni capaci di abbindolarti con racconti di cultura storica (uno di loro è preparatissimo sull’antica Roma), con aneddoti sportivi, persino con la mitologia del rock on the road del Boss… ma poi arrivavano anche gli altri, gli angeli cattivi, quelli che ti sorridono prima di mostrarti il ghigno demooniaco (come i fantasmi che si librano dall’arca nel finale del primo film del ciclo di Indy), che ti parlano dei film romanticoni e lo fanno non bene, ma benissimo! Con dovizia di spettacolarità ed afflato empatico e sembrano dirti “vai sul bordo del parapetto, senti che bella l’aria sotto i tuoi piedi… lo sai che puoi volare? Buttati e non cadrai, ma volerai”… (King ti avrebbe messo in un tombino di un fogna a dire “Quaggiù tutti volano…”).

    Quindi?
    Ho finito di dire le mie stronzate?
    Okay, ho fatto il mio spettacolino non richiesto, perché mi sarebbe bastato dire “non leggerò mai un libro di Sparks e non vedrò mai un film tratto da uno dei suoi libri, perché la vita è breve, troppo breve e le cose belle da vedere e da fare sono troppe e tra queste c’è sicuramente leggere il blog di Lapinsù, sempre

    1. Questo tuo meraviglioso commento, Kasabake, mi lusinga oltremodo (quando scrivi “portento di post” il mio ego si gonfia come un gatto in primavera) ma soprattutto è altamente stimolante.

      La mia natura onnivora e bulimica in fatto di pensieri, riflessioni e fantasia fa si che io cerchi sempre persone che stimolino il mio pensare e coccolino la mia fantasia. E i tuoi post, i tuoi commenti, la tua parafrasi e le tue arguzie sono la quintessenza di mia personale ostinata e pervicace ricerca.

      il tuo bel (bellissimo) commento mi ha fatto sovvenire una serie sconfina di riflessioni che ti risparmio per pietà della tua bontà e della tua pazienza perchè già so che le leggeresti togliendo tempo e attenzione a fattori più meritevoli.

      Tuttavia, se un blogger lontano qualche centinaia di chilomentri, semplicemente vergando un commento, mi fa sovvenire in mente due parole così belle, così copmlicate, così filosifiche, così pregne di metasignificati e argute riflessioni, allora tale amico blogger merita non solo stima ma anche affetto.

      Perchè se tu sei così brillante da evocare al mio cervello i termini
      METEMPSTICOSI
      PSICOPOMPO
      allora non sei solo un blogger, sei qualcosa di più, qualcosa di simile a una costellazione nella blogalassia, che con la sua luminosità non solo schiarisce le cose, ma anche le definisce perchè la gravità assume valori e posizioni altrimenti ignote.

      Tutto questo “spapier” ha il solo compito di ringraziarti per quello che evochi nei miei pensieri e nelle riflessioni. Come ti ho detto in più di un’occasione il mio essere blogger in questo modo e in questi termini è anche grazie a te e al lieve ma pur sempre efficace pungolare dei tuoi commenti.

      Ma siccome ho deciso di battere il record di commento più lunog mai visto da WP, allora proseguo imperterrito nel mio digitare sulla tastiera, sperando che il vaneggiamento non scivoli nello sproloquio…

      Hai fatto delle domande specifiche, amico Kasabake, e meriti risposte. Quindi te le darò con tutta la sincerità che mi è possibile alle 22.11 di sera e dopo un bicchiere di Lacrima di Morro d’Alba in più del dovuto.

      Ma allora perché un simile pittore perde tempo a dipingere delle scrofe?
      Io ho un problema, Kasa: sono innamorato di mia moglie. E questo sentimento è una forza potente che condiziona e anima i miei sentimenti. Senza di lei avrei sicuramente schifato tutto un universo cinematografico (quello dei romanticoni) ma lei c’è, è una forza potente che non posso ignorare e inevitabilmente condiziona il mio essere e il mio vivere. Sono le emozioni che lei mi dà a rendere attuali e cocreti i film romanticoni, anche qulli più beceri tratti dai romanzi di Sparks.

      C’è qualcosa di assolutamente demoniaco in te, amico e collega Lapinsù!
      Generalmente il termoine “demone” ha un’accezione negativa ma io – come te – ho una base culturale classica e so leggere tra le righe. In grego “daimon” indicava l’essere a metà strada tra l’umano e il divino e credo che non si possa far complimento più efficace a chi scrive qualcosa….

      Mi citi King, mi citi It, mi citi La metà oscura.
      Ed io impallidisco, e sai perchè, perchè quando lessi per la prima volta La metà oscura misi da parte per più di un anno la macchina da scrivere Olivetti 32 su cui avevo imparato da autodidatta la dattilografia (sto parlando del lontano 1995…) ed iniziai a scrivere a mano con la matita i miei racconti adolescenziali (tra cui quei 2-3 racconti apocrifi di Holmes cui feci riferimento qui : https://lapinsu.wordpress.com/2015/11/19/elementare-lapinsu/).
      E non posso fare a meno di pensare che le concidenze non esiscono….

      Vabbè, ormai il record l’ho battutto, quindi posso anche salutarti e ringraziarti, amico Kasabake!!!!!

      PS: la prossima volta in cui capiterai nella Marche dobbiamo incontrarci: lo considero un punto d’onore mio e tuo!!!!!

      1. Leggerei un tuo commento anche e stessi precipitando da un palazzo altissimo, con in mano uno smartphone che incredibilmente avrebbe campo ugualmente durante la caduta: mentre cerco di pensare ad una soluzione per la mia contingenza apparentemente senza speranza, andrei con il pollice alla visualizzazione della tua risposta e magari cercherei anche di rispondere…

        Figurarsi quindi se non l’ho fatto in questa circostanza!

        Un tuo commento lungo, poi, per me è un invito a cui non so resistere, come l’odore di pane appena sfornato per un uomo affamato o la fragranza della pizza con le cipolle alle 10 del mattino che si sprigiona dal forno sotto la finestra del tuo ufficio o un bicchiere di acqua fresca con tutta la rugiada che bagna il vetro dopo una corsa che ti ha stremato o un ritornello che conosci a memoria e che devi terminare se lasciato in sospeso o un barattolo fermo in mezzo alla strada come in attesa della coincidenza cosmica del calcio che devi sferrargli o il naso che ti cola e ti fa prurito per il potente raffreddore che ti spinge a soffiarti il prima possibile e svuotarti le narici con qualsiasi fazzoletto o surrogato utile allo scopo…

        Questo scambio di commenti tra di noi ha sempre la caratteristica di comunicare sempre tanto altro, una specie di bombardamento sensoriale (visivo, olfattivo, tattile, uditivo…) che mi ricorda ogni volta la meravigliosa sequenza con cui Jean-Pierre Jeunet racconta di come Amélie prende sotto braccio il cieco al bordo della strada e gli fa percorrere la strada fino alla stazione del metrò con una marcia da bersagliere, piena di colori e fascinazioni che egli non potrebbe vedere che ugualmente gli arrivano al cervello ed al cuore:

        Mi citi l’etimo greco del demone ed il richiamo al daimon mi evoca a sua volta le creature animali che non casualmente sono le manifestazioni fisiche dell’anima dei protagonisti del ciclo fantasy “Queste oscure maetrie” di Philip Pullman (lettura imperdibile, tra l’altro), chiamati dallo scrittore per l’appunto in questo modo.
        Molti non sanno, tra l’altro, che nella mitologia giapponese dei demoni e degli spiriti, persino la figura di Gesù è tra i demoni ed ovviamente non con accezione negativa.

        Tuttavia non è così per te.
        Perché oramai che ho scoperto che siete almeno in quattro o cinque scrittori sotto la medesima sigla, non mi fregata più!
        Hai presente il Mel Gibson complottista e paranoico nel film di Donner?
        Ecco oramai, dopo la mia scoperta, vivo così, in attesa che il tuo piano si compia e che tu arrivi fino a Bologna in groppa ad uno dei cavalli apocalittici sottratti a Guerra o Morte o Carestia…

        Ovviamente, nessuna forma di serietà potrà distoglierci dal continuare questa sorta di teatrino, di cui spero che gli altri lettori si avvedano della goliardi di fondo, perché in primo piano c’è ovviamente solo massima stima e simpatia amicale.

      2. Ormai smacherata l’entità una e eptima di Lapinsù (prima o poi lancerò un constest sul significato di LAPINSU’, facendo fumare cos le meningi anche ai pià esperti enigmisti), la mia attenzione si focalizza su un parola, esattamente come il meraviglios piano sequenza con cui Mendes in “American Beauty” ci propone per un paio di minuti un sacchetto di plastica roteante nel vento (so che tu non stimi Mendes, ma quella scena non puoi amarla).

        E per un strana concidenza mi torna in mente un personaggio che la parola DAIMON l’aveva per nome, l’amico di Nato Date, alias TIGER MAN, che fedele al suo fianco combatte la Tana delle Tigri finchè, nel penultimo episodio del cartone, no perderà la vita sacrificandosi per il suo amico.
        L’Uomo Tigre è uno dei pochi cartoni che ho visto fino in fondo, di cui so raccontare l’epilogo quasi col cuore in gola. E per ironia della sorte ricordo tutto così bene proprio perchè quel personaggio ha quel nome così comlicato, perchè il DEMONE è una cos potente, con cui bisogna scendere a patti, nel bene e nel male.
        DEMONE…
        e poi mi viene in mente
        DINAMO, come quella delle biciclette…
        Che associazioni di idee assurde… però l’etimoligia è quella e se ci rifletti bene le cose in comune sono tante….

        E in questa pindarica altalena mi viene in mente GUCCINI (non chiedermi perchè, non saprei darti risposta) perchè la leggenda narra che quando trascorre la serata con un amico, lui si limiti a dire: “dimmi una parola e io ti ci farò discorrere una serata intera”.
        Ho sempre sperato essere quel tipo d’uomo, che con una parola sa raccontare l’infinito. E discettare con te, per un breve istante, mi dà l’illusione di esserci riuscito 😀

  7. Continua il roteare delle idee e delle fascinazioni, assieme al nostro discettare e mi bevo, anzi, tracanno (termine antecedente all’ora molto più in voga necklace) i tuoi collegamenti con Tiger Mask (la cui conoscenza e visione sappi che ti fa onore, perché sia il manga che l’anime di Ikki Kajiwara è un’opera di fiction di rara drammaticità e pessimismo, con un eroe che ha il sapore quasi metafisico di un Don Chisciotte messicano ed il senso dell’onore dei samurai giapponesi ed io stesso lo citerò nel mio quarto capitolo della saga sulla lealtà nel cinema giapponese ed americano) e le dinamo delle biciclette e persino di Guccini (con cui continua il rimando all’eroe di Cervantes…), del quale tu saresti compagno di bevute in osteria infinitamente superiore ed eclettico e profondo.

    Su Mendes, come ebbi a dire, confermo il mio giudizio altalenante, perché possiede un grandissimo mestiere ma non ha la purezza di cuore di un Inarritu e questo gli fa produrre film modesti alternati a capolavori, soprattutto in base a chi gli scrive il copione: il suo “American Beauty” è un film enorme, con una sceneggiatura di Alan Ball meravigliosa ed una regia in stato di grazia, miracolo che si è ripetuto solo con “Skyfall” , mentre ho schifato il ruffiano e retorico ed inutile “ Revolutionary Road”; la sequenza che tu citi del sacchetto di carta è assolutamente magnifica e con un significante di pura lirica… geniale!

    Tra l’altro Mendes è autore di uno dei piani sequenza più belli del cinema del dopo guerra e non ho mai inserita quella pur bellissima scena in alcuno dei miei Kasa Shots, solo perché all’interno di un film altrimenti modesto: “Road to Perdition”.

    Ora debbo andare ma ti lascio, con la carezza dei nostri meravigliosi Out Topic, con uno splendido video, per uno splendido commento musicale ad una selezione di scene di uno dei film più belli della storia del cinema e che non ho timore di inserire tra i 20 più belli mai realizzati dall’uomo:

    Buona notte, amico!

    1. Che poi scusami l’OT dell’OT, ma mi son ricordato che nel primo commento citavi Quantico.
      Dimmi, Kasabake, riesci a seguirla????? Io francamente ho mollato dopo pochi episodi.
      Intendiamoci: l’idea della storia è GENIALE ma come caspita l’hanno sviluppata? E poi, che attori hanno scelto? Che sceneggiatori hanno ingaggiato? Sembra il remake italiano di una serie svedese… percaritadiddio….
      Insomma, è talmente brutta che nonostante la superfantagnoccaprotagonista son riuscito ad andare avanti….

      1. Guarda, come hai detto tu, malgrado la fantagnocca indiana (che ha tutto il mio sostegno ed il mio appoggio, qualsiasi cosa una mente perversa potrebbe dedurre da queste parole…) e malgrado mi ritrovassi la serie praticamente servita su un vassoio d’argento in “simil HD” sul mio abbobnamento Sky, la risposta è no, non riesco a seguirla, perché, tanto per usare un francesismo è una stronzata mega-galattica… quanto le sceneggiature delle recenti puntate di Arrow, ad onor del vero, ma là (in Arrow) c’è un discorso di tutto il bellantiverse, per il quale sto seguendo con piacere colpevole tutto il mucchio (compresa l’altra stronzata cosmica di Supergirl, confesso…).
        Quindi no, non la seguo, ma l’ho seguita per un po’ ed è anche una serie molto chiacchierata, spaventosamente pompata dagli uffici marketing ed incredibilmente pretestuosa… se non ci fosse Priyanka Chopra non si guarderebbe nemmeno…

      2. La deriva cazzona di Arrow effettivamente mi sta spaventando.
        L’evoluzione dei personaggi è patetica:
        – speedy che con 6 mesi è diventata più letale di nikita
        – laurel che in 3 mesi è diventata più letale della letalissima sorella
        – sara che muore e resuscita
        – il signor lance che è diventato un super poliziotto

        Per non parlare delle vaccate di sceneggiatura, a partire dall’abuso della figura di Ras Al Ghul nella serie 3 e culmimato con la resurezzione di Sara Lance in questa 4: vabbè che la Loitz c’ha un culo che è patrimonio unesco, però certe vaccate Bellanti potrebbe risparmiarsele.

        E’ un vero peccato questa caduta di stile perchè le prime 2 stagioni di Arrow erano veramente cazzute: fosche, violente, drammatiche, eppure sempre dignitosamente leggere.
        Insomma, è l’ennesimo buon telefilm mandato a puttane da produzioni che hanno il simbolo del $ tatuato sulla corteccia cerebrale.

        Come ti dissi ho snobbato Supergirl, mentre sto guardando con gusto la stagione 2 di Flash, che continua ad avere un suo stile e un suo ritmo, meno innovativi di Arrow ma per il momento buoni. Sono curioso poi di vedere LoT.

        Chiudendo su Quantico: effettivamente il battage pubblicitario è sproporzionato al valore ed al livello della serie: forse le tematiche spio-terroristiche hanno un impatto diverso sul pubblico d’oltreoceano…

        PS: sarebbe carino se la fantagnocca protagonista istituisse un contest: chiunque sappia scrivere per esteso il suo nome e cognome senza bisogno di googlare, automaticamente vincerà una cena galante insieme a lei.
        Io, per non sbagliarmi, coomincio subito ad esercitarmi 😀

      3. Ti ricordi cosa disse Wwayne a proposito del googlare i nomi delle gnocche?…
        Una lezione mai dimenticata…

        Comunque per il contest, immaginando che “cena galante” sia uno splendido eufemismo usum delfini, non hai idea di cosa sarebbe la gente capace di imparare in poco tempo con uno stimolo simile (me compreso): il suo nome alla rovescia e scritto in fretta con gli occhi bendati e con la mano non usa a scrivere (potrei attrezzarmi anche con i piedi…)…

        Su Arrow tutto vero… purtroppo… e seguendo un po’ gli spoiler d’oltre oceano e la pagina FB di Amell, sembra che non ci sia limite al peggio

        Supergirl…
        Beh, Supergirl, a differenza di Arrow è bionda, vola e si diverte e sotto il costume ha Mellissa Benoist anzichè Amell, quindi ha già un suo perché…
        Quando cazzeggia come nella scena di allenamento con Martian è adorabile…

        poi sulla qualità nopn abbiamo pretese… Non è certo PoI…

      4. Caro Kasabake mi trovi in fallo. In tutta onestà non ricordo cosa disse il saggio wayne in merito al googlare i nomi delle gnocche… E dire che di solito la mia memoria elefantiaca, sopratutto quando si parla di gnocche… Ti chiedo quindi cortesemente se puoi rinfrescarmi i ricordi 🙂

        D’altro canto, vedo che hai colto immediatamente la natura eufemistica del mio “cena elegante” (d’altronde l’ultimo personaggio ad usare questa perifrasi sappiamo benissimo che non si limitava a mangiare in un contesto lussuoso….). C’è da dire che la Chopra è indubbiamente notevolissima e l’unica cosa che non so spiegarmi è come mai sia trasmigrata da Bollywood agli States solo alla soglia dei 33 anni…

        Vabbè….

        Per quanto riguarda Arrow: giusto stamattina ho visto la puntata in cui hanno introdotto Cosntantine per ridare l’anima a Sara Lance. Mamma mia. Il ridicolo sta prendendo piede in maniera preoccupante…

        La qualità, questa sconosciuta… ho appena cominciato The Americans sperando di trovarla: i presupposti ci sono ma ormai temo la svaccata…

        PS: diavolo di un tentatore, e basta a ricordarmi che sotto il succinto costumino di supergirl c’è quell’incanto della Benoist. NON MI PERSUADERAI. No NO e NO!!!!! 😀

      5. Quella “The Americans“? Quella trasmessa su Sky sin dalla prima stagione? Con i due agenti russi infiltrati negli USA all’epoca dell’amministrazione Reagan?
        Whaoo, roba finissima (come direbbe LupoKattivo…)… La sto seguendo in italiano, in polleggio, sui canali Fox da quando è cominciata e non ha perso un filo di mordente o di acume o di qualità recitativa… mai banale, mai ovvia, mai storicamente revisionista, mai “telefonata”, con interpreti eccellenti ed una tensione drammatica che non ha quasi eguali in Tv… Una delle fiction più belle mai trasmesse e prodotte negli USA… una rara perla che fai arci-bene a recuperare!!

        Supergirl è sul versante opposto, anzi proprio in un altro universo, dove le bionde volano, sorridono, si provano il costume allo specchio e come delle adolescenti da college si congratulano che i proiettili non solo non bucano il loro corpo ma nemmeno il vestito…

        Da un lato la serietà di rilievi morali complessi, di conflitti tra amore genitoriale e patriottismo (vero comune denominatore delle varie stagioni), dall’altro la spensieratezza dei comics supereoistici degli anni ’90…
        Tieni… dai un morso a questa bella mela rossa… è buona e croccante….

      6. Si, QUELLA The Americans. Il tuo commento entusiasta mi conforta. Il Pilot mi è piaciuto e voglio riuscire a dedicargli quella full-immersione che, a questo punto, sono certo meriti.
        Una curiosità: nel pilot, appunto, ho notato che si fa spesso ricorso al gioco del flash-back che per raccontare cosa facevano i protagonisti PRIMA così da capire meglio perchè ADESSO si comportano in un certo modo (in questo, Lost e JJ Abrams hanno fatto scuola). Lo strumento narrativo è ricorrente come nel Pilot? O più sporadico?
        (te lo chiedo perchè, negli anni, questo strumento mi è andato un po’ sulle palle perchè taluni – JJ, per l’appunto – sanno usarlo alla perfezione, ma in troppi ne abusano e fanno solo danni).

        Per quando riguarda il resto,
        VADE RETRO KASATANA!!!!!!!!

      7. Il meccanismo è perfettamente funzionale alla narrazione di alcuni segmenti di storia ed ha il suo apice nel raccontare la formazione di alcuni personaggi: non diventa mai una costante nelle stagioni ed anzi in moltissime puntate è assente…
        Ho presente benissimo il meccanismo di cui parli, ancora oggi abusato (penso ad una delle fiction più ipocrite e ruffiane del dopo guerra, l’orrida “How to Get Away with Murder“, in cui ogni puntata è calibrata con flashback e forward solo per raccontare una vicenda che narrata in modo lineare sarebbe banale) e ti garantisco che in “The Americans” la presenza dei flashback sfuma con il passare delle puntate, mano a mano che lo spettatore s’impadronisce dei personaggi oppure passa da character a character, ma anche qui sempre e solo finalizzata alla narrazione, in modo equilibrato ed affatto sensazionalistico (tieni conto che, oltretutto, nelle prime puntate, il flashback avevo anche lo scopo di omaggiare in modo bizzarro la serie culto dei primi anni ’70 “The Persuaders – Attenti a quei due!“, di cui viene citata in modo sfacciato la sigla con lo splitscreen…

        Va come si diverte la Benoist ad allenarsi e poi salva una nave ed i pompieri le fanno l’applauso… che tenera… si torna bambini…

        Adesso la smetto, giuro…

      8. Sai ho sempre trovato “scorretto” e “troppo comodo” abusare di artifici narrativi come il flash back oppure far uscire dal cilindro un personaggio nuovo per “far capire” o “spiegare”.
        La altrimenti sempre ottima tensione narrativa de I Soprano, ad esempio, ha avuto per me un brutto scadimento in una sola occasione, quando viene introdotto il personaggio di Steve Buscemi, cugino di Tony Soprano, durante la quarta stagione.
        Mi fa piacere sapere che, al contrario, la tensione narrativa di The Americans resta alta senza il bisogno di artifici e trucchetti di dubbio gusto: la credibilità e la correttezza del processo narrativo sono elementi imprescindibili, secondo me.

        Per quanto riguarda le tue tentazioni in gonnellina rossa e mantello, sappi che per quanto mi riguarda puoi proseguire all’infinito: IO NON CEDERo’ !
        (non credere nemmeno per un attimo che il mio spirito sia così fermo e risoluto da resistere alle tentazioni: molto semplicemente ho finito il traffico dati sul telefono e non riesco a visualizzare i video di youtube mostranti le grazie della Benoist 😀 )

      9. Eh, eh, eh!
        Ah! Mi stavo quasi dimenticando dlela tua domanda…

        Nei commenti al tuo articolo Jack Ryan – L’iniziazione, il 19 ottobre 2015 alle 14:51 , rivolgendoti a me e Wwayne, scrivevi:

        Ma come fate a scrivere tutte le volte il cognome di Emily in maniera perfetta? Ditemi che fate sempre copiaincolla da google? Vi prego…

        Al che Wwayne, lapidario, il 19 ottobre 2015 alle 14:51 ti risponde:

        È facile: digito “fregna”, Google mi dice “Forse cercavi: Emily Ratajkowski”, e a quel punto faccio copia&incolla. 🙂

        Un uomo, un mito.

      10. ahgahahhahahah, favolosa battuta!!!!
        me la devo segnare ehehehehe

        Che poi, tra le altre cose, pensavo che l’utilizzo del termine “fregna” fosse proprio solo delle zone più buzzurre del centro italia (Marche, Lazio, Umbria), ma il fatto che il dotto wayne utilizzi normalmente la parola, mi fa supporre che FREGNA sia stata in precedenza sciacquata in Arno e quindi diventata patrimonio del vocabolario nazionale.
        Ottima cosa.

      11. Effettivamente è italiana volgare (codice basso) ma non dialettale: “fregna”, come “cazzo” e “fica” hanno sempre quella valenza dispregiativa e rozza che non hanno invece i corrispettivi in codice alto di “vulva”, “vagina” e “pene”.
        Il Dott. Wwayne è persona di peso…

      12. E con l’esegesi etimologica della FREGNA sia sul versante del significato che sulla sponda del significante, abbiamo raggiunto il top.

        Non ci batte nessuno eheheheheh 😀

      13. Si, perché il Top della Topa fa entare in zona Disney e da là direttamente fuori di testa… Direi di chiuderla qui, per evitare ulteriori derive…

    1. No, non ho inserito nessun filtro.
      Ho però notato che – spesso – WP richieda l’approvazione dei commenti di utenti in genere “sbloccati” quando all’interno del commento stesso sono presenti molti link.
      Effettivamente è una cosa plausibile: la presenza di molti link può essere interpretata come spam.

      Oppure, molto più probabilmente, l’Architetto nascosto tra le matrici di WordPress si è stufato dei miei e dei tuoi sproloqui sui commenti e così ci boicotta nascondendo i nostri vaneggiamenti tra le pieghe dei bug del sistema.

      Caro mio Architetto, sei un povero illuso. Ti abbiamo subito sgmato e già preso provvedimenti. Tant’è che il post di Kasabake è già stato approvato ed ha già ricevuto una al solito offtopicissima risposta.
      Alla faccia tua, Caro Architetto, e di WordPress, che se non fosse per noi già sarebbe bello che sepolto 😀

      1. dai, un film con una battata “voi non ci fermerete mai” o qualcosa di simile.
        ce l’ho sulla punta della lingua ma non mi sovviene porcamiseriaccia… minimo stanotte non ci dormo mannaggia a me…

      2. Il bello, per modo di dire, è che adesso mi hai messo un tralo anche a me che non riesco a scacciare… ho pensato ad una serie di titoli, per lo più commedie con coppie di comici, in stile anni ’80 come quelle con Richard Pryor e Gene Wilder oppre di contro film drammatici in cui la battuta citata aveva il tono dell disperazione… Maledetto, ora torno dalla Benoist ad alleggerirmi la testa…

        P.S. Considerando che il tuo blog è pubblico ed i commenti non sono una chat privata, sentiti libero di “purgare” lo spazio cancellando il mio commento se per qualsiasi motivo lo trovassi inopportuno (non per te, lo so, ma per altri che potrebbero offendersi, come genitori, parenti, amiche o altri non-Wwayne): quando scriviamo non dobbiamo, infatti sperare che nessuno ci veda, ma anzi pensare che chiunque potrebbe leggerci… cosa che io non ho fatto e di cui chiedo venia…

      3. Perchè mai dovrei censurare questo goliardico e divertentissimo scambio di opinioni? Come diciamo sempre, sono proprio queste derive nei commenti a rendere ancora più gustoso partecipare alla blogosfera, sia come autori che come semplici commentatori.

        Ti dirò di più: questo nostro ciarlare ciarlare senza meta spaziando tra gli argomenti e spesso scadendo nel becero, nasconde una scintilla di geniale genuinità che mi piacerebbe un giorno riuscire a intrappolare in un post comune\condiviso, il cui tono sarebbe molto diverso da quello che progettammo tempo fa, ma cio nondimeno interessante. Sarebbe un po’ come se una jazz-band cercasse di riprodurre in studio una improvvisata jam-session: impresa ardua, ma stimolante e potenzialmente devastante.

        Vabbè, ora ti lascio che ho delirato a sufficienza. E poi devo riuscire a ricordare quel caxxo di film… non so perchè ma mi viene sempre in mente I Goonies, anche se sono certo che non sia quello il film…
        Vado a meditare 🙂

      4. Idea splendida… se avessimo abbastanza spazio web si potrebbe fare persino una diretta streaming in futuro… siamo solo agli inizi…

      5. Diretta streaming, podcast, live-tweet… gli strumenti si sprecano 🙂

        PS: comunque il titolo su cui mi arrovellavo ieri non mi è tornato in mente… shame on me 😦

      6. Niente, solo l’associazione di idee con i Goonies, che però non centrano niente… forse solo perchè i protagonisti erano giovani…
        Comunque ho il sospetto che sia una di quelle ciofèche che guardo io, quei film che su imdb hanno il voto oscillante tra 4.2 e 5.1, che però c’hanno la protagonista gnocca e allora io mi faccio abbindolare…
        Ormai ho imboccato il sentiero della rassegnazione.

        PS: adoro viaggiare in treno, lo trovo estremamente rilassante. Per cui: BUON VIAGGIO

  8. Hallo!
    Ho avuto la conferma piena: Mediaset (o meglio il suo programmatore) ce l’ha con me!
    Stasera mandano in onda The best of me. Stasera.
    Dopo che è da domenica che mi sorbisco programmi tanto per passare la serata (lo streaming di sera va uno schifìo), proprio stasera.
    Stasera, mercoledì che devo sempre fare la conta tra Giallo e TopCrime…
    Eh, niente. Me lo perderò.
    Mchan
    Ps: ma quanto è divertente (ed anche fonte di conoscenza) leggere i botta&risposta tra te e Kasabake??? Mi raccomando non censurarli MAI!!! 😉

    1. Tolto l’eccessivamente melenso Le parole che non ti ho detto, The Best of me è l’unico film di Sprarks che mi ha convinto molto poco. Il finale non è il massimo e il romanticismo troppo affettato e di maniera, oltre che molto meno verosimile e affascinante rispetto a pellicole più fortunate: non voglio scomodare per forza Le pagine della nostra vita (sicuramente l’adattamento meglio riuscito) , ma mi basta pensare al riuscitissimo Le parole che non ti ho detto, dove lei (Britt Robertson) è veramente deliziosa mentre lui (il figlio di Clint Eastwood) dimostra di avere un briciolo (ma proprio un briciolo) del talento paterno, ma per fare un film del genere basta e avanza.

      Tra l’altro scopro che ti piacciono Giallo e TopCrime, esattamente come mia moglie che adora ste robe mentre io, devo ametterlo, le repello proprio.

      PS: ma allora c’è qualcuno che legge gli sproloqui miei e di Kasa… caspita… pensavo nessuno fosse così pazzo eheheheheheheheh. A questo punto non so se vergognarmi oppure no 😀

      1. Conosco la trama, non ho potuto fare a meno di andarmela a spoilerare da sola su wiki, però c’è Marsden…
        Giallo e TopCrime sono diventati la mia droga da un paio di anni a questa parte. Le tv generaliste non le guardo quasi più, tranne in pochissimi casi (Arrow o The Flash o Castle), ma appunto mi ci guardo le serie tv straniere e quei pochissimi film che per miracolo mandano in onda. E poi la bellezza di questi canali (Giallo e TopCrime) è che alle h23 puoi già andare a nanna 😉
        Mchan
        Ps: io li adoro i vostri sproloqui!!! Devo considerarmi pazza??? Sì, ok, tanto “normale” non sono, ma non diciamolo in giro! 😛
        Pps: sempre più stima per tua moglie 😉

      2. Marsden è belloccio però non pensavo fosse uno che “tirasse”. Voglio dire: ci sono centinaia di attori più belli di lui…
        Ma d’altronde ho rinunciato a capire la psiche femminile lustri fa, quindi non mi stupisco più di nulla.

        Tu non guardi più la tv generalista, io praticamente non guardo proprio più la tv (fatta eccezione per le partite di calcio).

        Anche le serie che danno su Sky tendo sempre a registrarle sul myske e guardarle con comodita e senza la scocciatura della pubblicità. E comunque, la maggior parte di quel che vedo l’ho scaricato sul mio hdd esterno (film, serie tv, documentari).

        Qualche sera fa ero a cena da parenti e stavano guardando Striscia la notizia: erano anni che non lo guardavo ed ho avuto una pessima impressione. Mi sembrava di guardare un programma per cerebrolesi prodotti da saltimbanchi. Qualunquismo, bigottismo e faciloneria tracimavano da ogni battuta. Una roba rivoltante.

      3. Marsden è carino ed oltre a ricordarmi di viso una delle mie prime cotte reali ha anche interpretato una delle mie prime cotte televisive…
        Se avessi una buona connessione anch’io mollerei la tv in generale dato che ci sono un sacco di serie e film che vorrei vedere e che non mandano… Però mi sarei di sicuro persa una perla come la prima stagione di Broadchurch e sicuramente non avrei mai cominciato a vedere Law&Order, per cui…
        Striscia è così da un 4-5 anni purtroppo… Da quando Ricci si crede il padreeterno ed è diventata ripetitiva, assillante per certi aspetti ed ipocrita per altri, oltre agli aggettivi che hai già detto tu. Per non parlare del fatto del cane in studio, che le prime due volte poteva anche essere carino e simpatico ma al quindicesimo ha anche stufato. Purtroppo ogni tanto capita di dover vedere qualcosa su canale 5 e si beccano gli ultimi 20 minuti che i programmi non iniziano mai alle 21.10 sui canali principali. E’ anche per questo che adoro Giallo e TopCrime.
        Mchan

      4. Ci scherzo spesso con mia moglie che, se non potessi più trovare “per altre vie” film e serie tv potrei anche mettere un quadro al posto del televisore eheheheheheh.
        Purtroppo la TV generalista, dacchè ne capisco io, è molto peggiorata negli ultimi anni, polarizzandosi sempre più sul segmento trash-morboso-delirante. Poi è ovvio che qualche chicca ancora ci sia, ma sono sempre meno. La cosa più triste è che anche le pay-tv stanno subendo questo processo di imbarbarimento: sono abbonato sky da molti anni e ho notato, progressivamente, il peggiorare della qualità e il tentativo di offrire contenuti più volgari per catturare più ascolti. Non fosse per lo sport, probabilmente avrei già disdettato (e visto come va il mio Milan l’ipotesi non è poi così remota).

        L’unica cosa che non capisco (che poi fior di sociologi e scienziati non sono riusciti a dirimere la questione, quindi figurati se posso farlo io…) è se la TV propone contenuti di così basso livello perchè il pubblico è, per lo più, ignorante o se, viceversa, il pubblico è sempre più barbaro e volgare perchè vede certe cose alla TV. Insomma: se è venuto prima l’uovo o la gallina.
        Forse alla fine son vere entrambe le realtà, vacci tu a capir qualcosa.
        Io nel frattempo, per non sbagliarmi, non la guardo più 😀

        Tornando al tuo amato Marsden, ti confesso che a me risulta sostanzialmente indifferente fin dai tempi in cui faceva Cyclope sui primi x-men.
        Tuttavia, il suo nome è per me legato a una divertentissima commedia dove lui interpreta il fidanzato di Zoe Saldana e ne combina di tutte i colori. Il film si intitola “Il funerale è servito” ed è veramente veramente divertente. Ce ne sono due versioni: l’originale è una produzione britannica con protagonista Matthew Macfadyen (il Darcy di Orgoglio e pregiudizio del 2005), poi il bravissimo Chris Rock volle farne un remake negli USA, quello con Marsden.
        Se ti capita, guardalo, non ne resterai delusa. Ti passo anche il link wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Il_funerale_%C3%A8_servito

      5. Grazie!
        Marsden al momento è indifferente anche a me, nel senso che non è che mi vado (o sono mai andata) a cercare ogni minima cosa che abbia fatto(infatti il film da te consigliato non lo conosco), però lo rivedo con piacere se capita. Tipo in questo periodo è nelle repliche della serie Ally McBeal.
        Sulla questione televisione: anch’io mi faccio spesso la stessa domanda, soprattutto leggendo l’audience di certi programmi…
        Penso che la verità stia nel mezzo. L’impoverimento culturale non è solo colpa della tv, anche se questa invece di cercare di fare qualcosa segue la scia della mediocrità. La gente vuole svagarsi, oppure la accende tanto per compagnia ed alla fine si ritrova a scegliere programmi con alto contenuto di trash. Molte persone non vanno oltre il tasto 6 del telecomando, altre hanno magari sky ma lo usano principalmente per vedere lo sport o per i canali per i bambini (tipo mio fratello). In più i costi dei programmi sono diventati stratosferici. Leggevo giusto l’altro giorno il cachet di un ospite sanremese a caso: Nicole Kidman, circa 300mila euro per quanto? 10minuti di nulla cosmico? (non l’ho visto, ma più o meno è questo ciò che accade con un ospite straniero). In più le devi pure pagare l’interprete. Con tutti i soldi che hanno speso per questa edizione del festival ci risollevavano le sorti della Grecia…
        Si dovrebbe rivalutare un attimino lo stipendio medio di un vip qualunque. Ma purtroppo vedo che più si va avanti e peggio stiamo messi…
        Povere generazioni future…
        Sì, è un po’ un discorso da vecchia, ma è così. I giovani che crescono in questo clima poi da grandi col cavolo che vogliono fare dei lavori più umili, utili e sottopagati, per i quali bisogna anche studiare sodo.
        Mchan
        Ps: uno dei pochi bei programmi culturali di rai uno, Super Quark, lo mandano in piena estate… In inverno, con le scuole aperte ed i ragazzi dentro casa, resiste ancora solamente Ulisse-il piacere della scoperta su rai tre. Neanche la tv pubblica fa più il suo dovere.

      6. Quello che tu dici sui programmi culturali è sicuramente vero: sono troppo pochi e trasmessi nei periodi sbagliati.

        Però credo che il discorso sia più complesso: sarebbe ingeneroso chiedere alla TV di svolgere SOLO una missione culturale ed educativa ed è SACROSANTO che fornisca anche contenuti leggeri che permettano alle persone di svagarsi un po’. I problemi diventano quindi 2:
        1) c’è sproporzione tra “svago” e “riflessività” a tutto svantaggio della seconda
        2) lo svago scivola sempre più sul trash ed è privo di contenuti. Pensa a tutti i reality show o i talent show: offrono uno svago vuoto, fine a se stesso, privo di qualunque spessore umanistico o intellettivo. E come se questo non bastasse sono diseducativi nel senso che “partecipare a quei programmi” diventa una misssione di vita. Pensa a tutti i ragazzi che perdono tempo (talvolta addirittura ANNI) per fare i provini del Grande Fratello o di Amici di Maria de Filippi. Ad esempio: Crozza fornisce svago ma è uno svago di spessore. Come anche alcune fiction (in verità poche) tipo Montalbano.
        Tu sei più giovane di me e forse non ricorderai i vecchi show che raiuno trasmetteva il sabato sera, i cosiddetti VARIETA’, che poi è bellissima parola perchè indica che ci sono tante cose diverse fuse tutte insieme. Questo tipo di show aveva una struttura tradizionale: un conduttore (poteva essere standard, tipo pippo baudo, o più alternativo come Montesano o Celentano), un corpo di ballo e poi una serie di artisti che si alternavano sul palco: attori, comici, cantanti, cabarettisti, musicisti. Ma mica andavano lì per sproloquiare come ha fatto Ramazzotti a San Remo. No, andavano li a fare quel che sapevano fare e basta, quindi cantavano, ballavano o recitavano uno sketch. Punto. Lo spettacolo offriva svago, ma era uno svago di spessore, non le puttanate con cui intortano oggi gli spettatori.
        Vabbè, ora me la pianto sennò divento noioso e verboso 🙂

      7. Esatto!
        Infatti l’esempio di Super Quark è che è mandato in un periodo davvero pessimo mentre in pieno inverno mandano solamente fiction (più o meno belle) o programmi di puro svago e basta.
        Io ricordo che da piccola guardavo spesso quei programmi con documentari per conoscere qualcosa in più.
        Non parlarmi di Grande Fratello o De Filippi che hanno rovinato almeno un paio di generazioni…
        Mchan

  9. Alla fine non l’hanno trasmesso mercoledì The Best of me. E’ già la seconda volta che lo annunciano e poi lo ritirano… A questo punto spero di ritrovarmelo il lunedì su La5, serata che la rete dedica a questi film un po’ romantici un po’ commedia, molto spesso prime visioni 🙂
    Mchan

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