Ritorno alla vita

La morte è un pensiero orrendo.

E’ una paura che ci minaccia, è un’ombra che ci insegue, è un’idea che ci sfiora e scacciamo come una zanzara fastidiosa. La morte è un istante distante ma mai troppo lontano, è un momento che noi rifuggiamo con tutte le nostre forze, ferocemente attaccati alla vita o a quei brandelli che ci restano in mano. Ma talvolta, anzichè evitarlo, ci troviamo ad andare volontariamente incontro a quel baratro nero dove il buio l’abisso e il vuoto creano l’infernale trinità dell’assenza. Perchè quando il dolore è grande ma il suo ricordo lo è ancora di più, allora la morte può apparire non già come il problema, bensì come la più rapida delle soluzioni.

Quando l’infelicità sembra non offrire più via d’uscita.

Quando il dolore è un peso opprimente che stritola il cuore e lo spirito.

Quando nulla più sa stuzzicare i nostri sensi.

Quando la paura ci attanaglia.

Quando il vuoto riempie i nostri sentimenti.

Quando vediamo un film orribile come Ritorno alla vita.

everythingwillbefine

 

Perchè io vi giuro sulla lapide che ho già prenotato per me stesso giunto al minuto 30 di visione, che il titolo di questo film è sfacciatamente un controsenso e chiunque lo vedrà avrà un solo desiderio: il suicidio.

Quindi se proprio volete infliggervi questa pena fate pure, ma almeno abbiate il buon senso di prepararvi in anticipo: intrecciate una corda con spinosi rami di rosa per impiccarvi, togliete la sicura alla rivoltella, sistemate la katana a portata di mano, date una bella spolverata di cicuta al cestino dei pop-corn o, se siete credenti, fatevi dare una spalmatina di olio santo. E se desiderate una lapide con la scritta personalizzata posso darvi il numero del mio becchino di fiducia: nella mia gli ho fatto incidere in elegantissimi caratteri gotici

Qui giace Lapinsù
cinefilo perverso e masochista
che seppe sopravvivere all’antropomorfotrichezzazione di Tusk
ma nulla potè contro l’antropoannientamento di Ritorno alla vita

Ritorno alla vita crea una nuova dimensione del Nichilismo nella quale il vuoto diventa un potentissimo buco nero che assorbe e distrugge tutto, lasciandovi intontiti ad osservare voi stessi mentre vi smaterializzate diventando parte del nulla. Sia Nietsche che Leopardi fanno una sontuosissima pippa allo sceneggiatore di questa colossale cagata: sua maestà degli sfigati Bjørn Olaf Johannessen.

Quindi non vi resta che portare a lavare il vestito buono, redigere testamento e salutare per l’ultima volta i vostri cari. Perchè tanto un giorno dovrete morire.

E se vedrete Ritorno alla vita quel giorno sarà domani.

Voto: 3

PS: Per la lapide potete fare un gruppo d’acquisto, il mio becchino di fiducia ha già confermato che se siete almeno in 10 vi farebbe un ottimo sconto. Potete usare l’area commenti per mettervi d’accordo e formalizzare i dettagli.

 

Ritorno alla vita - James Franco

Annunci

30 pensieri su “Ritorno alla vita

  1. Mi stavo preoccupando leggendo il primo paragrafo… Poi finalmente ho capito che stavi parlando di un film ed ho tirato un sospiro di sollievo :-p
    Non ne avevo mai sentito parlare di questo film, ma di sicuro non mi avrebbe attratto avendo un’avversione a pelle per Franco.
    Mi dispiace non avere nessun film da consigliarti per riprenderti da questa visione 😦
    Rimettiti presto! 😉
    Mchan
    Ps: un buon rimedio potrebbe essere guardare la tua piccina che balla sulla musica del Boss 😉

    1. eehhehehe, ho voluto giocare un po’ 😀
      Neanche io avevo sentito parlare di Ritorno alla vita, credo che al cinema nemmeno lo abbiano distribuito ma il cast è di tutto rispetto (oltre a Franco ci sono la McAdams e la Gainsburg, due bravissime attrici imho) e quindi confidavo potesse essere un buon dramma. Mai previsione fu altrettanto sbagliata…
      Raramente ho visto un film così annichilente come questo. Forse solo Chinese Box che comunque nel genere rimane imbattibile: il film più palloso che abbia mai visto.
      Ora però mi hai incuriosito: come mai ti sta antipatico James Franco? Essendo un bel ragazzo pensavo che fosse mediamente apprezzato dal pubblico femminile

      PS: ormai Chiara si è fissata con BORN IN THE USA. Ogni volta che sale in macchina mi fa: “Babbo, puoi mettere quella che fa BORN?”. Ed io ovviamente la metto subito. Pensa che l’altra sera giocavano con le costruizioni di Masha e Orso, le ho costruito una macchinina per Orso, lei ce lo ha messo dentro e poi mi ha detto: “Dai babbo, metti a Dobè per Orso”.
      Ehehehehehe, ormai è irrecuperabile 😀

      1. Ma che tenera!!!! ❤
        Anche lei in fissa con Masha&Orso? Anche mio nipote piccolo. Purtroppo con la musica ancora non riesco a fargli sentire nulla, manco la radio. Appena la accendo in auto mi dice: "Spegni zia" 😦
        C'è anche la McAdams? Mi è proprio sfuggito questo film…
        Franco non lo trovo bello, né affascinante sinceramente, ma penso che il motivo principale per cui non mi sta molto simpatico sia il suo atteggiamento e svariate esternazioni un po' snob che ha rilasciato nelle interviste. Si tratta di un bel po' di anni fa, quindi non ricordo benissimo cosa (come sai la mia memoria è abbastanza difettosa), ma ricordo bene che mi avevano infastidito. E comunque penso di non aver mai visto un film con lui come interprete (non ne sono sicurissima sempre per il difetto di memoria).
        Mchan

      2. In realtà Chiara ha già superato la fase “Masha&Orso” e ormai è totalmente presa da Curious George

        In realtà questo cartone è per bambini un po’ più grandi ma lei è completamente innamorata della scimmietta (figurati che ormai in luogo di “si” spesso risponde “uh ah ah” che è il verso della scimmietta…).
        Quindi ormai Masha ce la risparmiamo a vantaggio di George, che tra l’altro è anche molto più educativo, il che non mi spiace.

        Su James Franco hai tristemente ragione: non ricordo di averlo mai visto protagonista in un film veramente bello. Però lo ricordo con piacere in SpiderMan (quello con Tobey McGuire) quindi non mi sta proprio antipatico (ovviamente non conosco queste dichiarazioni cui fai riferimento).

      3. George! Ma quanto è simpatica quella scimmietta!!! Lo vedeva il mio nipote grande quando aveva l’età di quello piccolo. Quest’ultimo come cartoni educativi si guarda Dora & Friends (e l’inglese lo sa meglio del fratello che fa la terza elementare, stendiamo un velo pietoso sulle maestre…) ed uno sulle macchine con le ruote grosse (tipiche da show americano) che quindi parla spesso di roba fisica e meccanica.
        Non esistono più i cartoni di una volta… Quando ero piccola io il massimo dell’educazione me lo dava Dodò e l’albero azzurro…
        Spiderman, ecco! Allora un film con Franco l’ho visto anch’io 😛
        Mchan

  2. La recensione del film davvero una scusa, per permetterti di regalarci un pezzo di grande prosa: il tuo periodare sulla morte è vergato con grazie e ritmica davvero esemplari e non insisto sulla tua necessità di non abbandonare la via della letteratura perché c’era una promessa che ti feci tempo fa e che non intendo infrangere (non almeno in ,modo evidente… :)… raramente comunque si leggono su wordpress, testi così elaborati sintatticamente ed accurati pur nella loro essenzialità.

    Tuttavia c’è qualcosa che mi perplime in questo artifizio da te creato per scrivere l’articolo: cosa ti ha attirato davvero a guardare l’ultimo film di Wenders, regista che mi sembra abbastanza lontano dalle tue corde (a meno che tu non abbia amato la lentezza indescrivibile dall’animo country di “Paris, Texas” o il noir destrutturato de “L’amico americano“)?
    Sei andato a cercare un film che era stato annunciato a Berlino come un’opera sperimentale sull’uso artistico del 3D (che è poi uno dei motivi per cui io l’ho cassato in partenza, non avendo il 3D in casa e sapendo che guardarsi in 2D un film che è stato concepito appositamente per il 3D con effetto emotivamente alienante sarebbe stato come guardare in mono Star Wars o in bianco e nero il film di Carlos Saura sulla vita di Goya fotografato da Storaro)…

    Insomma, sei un coraggioso esploratore di nuovi confini che ritorna a casa infreddolito e disgustato dal mare artico oppure uno spettatore malcapitato che pensava di vedere tutt’altro?
    Sei un contemplatore di mali costumi artistici oppure un demoniaco carnivoro che si lamenta della mancanza di carne dopo aver prenoto la cena in un ristorante per soli vegani?

    O è colpa infine della McAdams?

    Narraci o folle oratore…

    1. Ieri sera ho risposto ad un commento di Lupo dicendo che ormai per lui sono un libro aperto.
      Stessa risposta debbo dare pure a te, perchè hai colto subito la ragione ultima che mi ha spinto a guardare Ritorno alla vita: Rachel McAdams.
      (tra l’altro su di lei ho già pronto un post dedicato che pubblicherò prossimamente).

      Ma torniamo a Ritorno alla vita: mi sono imbattuto in questo titolo (tra l’altro è molto più bella l’originale inglese “Every thing will be fine”), ho scorso nel cast la McAdams e si è accesa la mia attenzione. Wenders è un autore complicato che conoscevo poco o niente e ho concluso che fosse il caso di dargli una chance, se non altro per poter affermare che è palloso con cognizione di causa e non solo per intuizione.
      In fondo, tanti anni fa, mi trovai in una analoga situazione quando decisi di leggere un classicone russo: sapevo che non mi sarebbe piaciuto, sapevo che tutto quel genere letterario che va da Tolstoj a Dostoevskij non fa per me, però per poter esprimere un giudizio anzichè un pregiudizio dovevo leggerlo. Così lessi Delitto e Castigo e ne rimasi schifato, esattamente come quando ho visto Ritorno alla vita.
      Però, onestamente, non pensavo che potesse essere COSI’ orrendo. Palloso si, brutto pure, ma addirittura orribile… quello no.
      Tra l’altro non sapevo tutta sta storia sperimentale del 3d, che francamente in un dramma psicologico come questo l’aspetto visivo è veramente marginale…
      Non mi deprimo, comunque. Di schifezze ne ho viste tante, una in più non fa differenza 😀

      PS: grazie per le belle parole. Sei sempre gentile, anche troppo 🙂

      1. Dovrai aspettare un po’…
        “Purtroppo” ho del materiale che mi preme di più e che voglio pubblicare prima 😉

  3. La parte in cui parlavi della morte era veramente poetica e anche ben scritta, ma volevo sapere il perché di questo post così “profondo”.
    E poi scopro che tutta questa riflessione è stata causata dalla visione di un film.
    Deve averti sconvolto parecchio.
    Mi terrò a debita distanza dalla sua visione (d’altronde ne avevo già sentito parlare).

    1. Ovviamente tutta l’introduzione è molto iperbolica, ho calcato un po’ la mano per esprimere meglio il disgusto causato da questo film.
      Comunque in rete ne ho letto abbastanza bene, ma per lo più si tratta di espertoni con la puzza sotto al naso mentre io sono l’esatto opposto ehehehehehe

  4. Immagino che tu abbia deciso di vedere Ritorno alla vita per la McAdams, e quindi che questo sia film sia da aggiungere alla lista https://lapinsu.wordpress.com/2015/06/04/tira-piu-un-pelo-nel-film-che-un-carro-di-buoi/.
    Tra l’altro la McAdams, forse per voglia di arraffare l’Oscar, sta recitando sempre più spesso in questi film fortemente drammatici: To the wonder, Ritorno alla vita, Il caso Spotlight…
    Quest’ultimo tra l’altro l’ho visto, perché ero incuriosito dal suo trionfo agli Oscar. Non è mai noioso nonostante i molti dialoghi e l’ambientazione quasi tutta in interni, ma nel complesso devo dire che non mi ha soddisfatto: la storia è raccontata con un tono troppo asciutto, e quindi non fa nascere nello spettatore un grande coinvolgimento emotivo. Bastava poco per crearlo: la musica giusta nei momenti topici, un’interpretazione più energica da parte degli attori… invece tutto il film è impostato su un tono volutamente dimesso.
    Purtroppo questo evitare a tutti i costi i toni epici sta diventando una moda: prima Il discorso del re, poi The Imitation Game, adesso Il caso Spotlight… tutti film dalla narrazione fredda, quasi da documentario. Soprattutto l’ultimo. Non mi piace, proprio non mi piace.

    1. Rispondo con grave ritardo al tuo commento perchè non mi è stato minimamente notificato da WP. Ormai questa cosa sta diventando veramente fastidiosa.
      Comunque si, il motivo ultimo per cui ho recuperato questo film è la presenza della McAdams: come scrivevo sopra in risposta a Kasabake ho già pronto un pezzo di lei che pubblicherò prossimamente. Ed effettivamente, come hai giustamente ricordato, questo orrido film meriterebbe un posto d’onore nella classifica dei film visti solo perchè mi tira la protagonista.

      La McAdams è indubbiamente brava (oltre che bella) tuttavia ancora non ha saputo beccare il film “giusto” per arrivare all’oscar. Si sta cimentando in pellicole impegnate (come quelle da te enumerate) che però forse sono troppo impegnate per ambire all’oscar. Probabilmente sta aggiustando il tiro, difatti con la sua partecipazione a Spotlight si è guadagnata la prima nomination.

      Purtroppo ancora non ho visto Spotlight, comunque la tua disamina un po’ mi preoccupa. Pensavo di vedere un film un po’ emotivo visto il tema trattato, o almeno aggressivo, invece neppure questo. La preoccupante moda che sta dilagando va arrestata il prima possibile, ma il fatto che questi film ricevano sempre più premi, mi preoccupa notevolmente.

      Forse questo week-end andrò a vedere Room con mia moglie: se anche un film del genere sarà trattato alla stessa stregua, allora si che comincerò veramente a preccuparmi sul serio 😦

      1. Su Room ti consiglio di occhieggiare alla rece di Terdite alla quale mi inchino.
        A me Franco piace stropicciato, supponente, spiazzante se ne frega.
        Sheradiehard

      2. Leggerò.
        Tuttavia la scelta di Room è farina della moglie e quindi immodificabile: di solito si rimette alle mie competenze cinefile, ma quando propone un titolo lei (evento raro) bisogna assecondare, capisciamme…

  5. Io la McAdams proprio non la reggo con quella sua monoespressione sempre svampita a metà tra la Gerini e la Parodi. Però c’è Charlotte Gainsbourg che mi piace un sacco. E anche James Franco non è male se ben diretto…e poi Wim Wenders lo apprezzo…e poi mi imbatto nella tua recensione e mi ritrovo nel più cupo sconforto. Me lo pregustavo sperando che fosse una cosa interessante. Ora lo vedrò comunque, ma continuerò a pensare alla lapide 😛

    1. Tieni conto che io:
      – amo la McAdams
      – schifo Wenders
      – la Gainsburg e Franco mi resano abbastanza indifferenti.

      Somma poi che da un lato i film troppo psicologici e metaforici mi restano sullo stomaco, mentre dall’altro i ritmi narrativi troppo lenti e ambigui mi fanno venire l’orticaria.

      Va da sè che un film del genere non poteva piacermi.

      Probabilmente a te che Wenders piace farà un’impressione tutta diversa 🙂

  6. Ahahahahaha mi sto ancora sbellicando!!!! Epico…. Solo che c hai l effetto collaterale della curiosità mista masochismo che…..insommma…. Quasi quasi mi vien voglia di vederlo 😀

    1. Lupo qui siamo su territori nei quali nemmeno la tua indulgenza verso le schifezze potrebbe salvarti…
      Sto film è un esplosione di grigi che farebbe fare cilecca pure a Rocco Siffredi… vedi un po’ te…

  7. Come invogliare una persona a vedere questo film. Dopo aver letto il tuo post, come si fa a bypassarne la visione ? 😉
    Di Wenders, nel passato, ho apprezzato Alice nella città e ho adorato Il cielo sopra Berlino e Paris Texas.
    Pare che dagli anni ’90 in poi, però, i suoi film siano peggiorati…;-)

    1. Ciao ljac48.
      Ti confesso che io Wenders lo conoscevo proprio poco poco poco: qualche spezzone qua e là, mai un suo film per intero. Ovviamente la sua fame è tale che non mi era del tutto ignoto, così mi sono buttato convinto su questo film, restandone però mortalmente deluso.
      Credi che valga la pensa recuperare i suoi film più vecchi? Sono veramente così belli? Tieni conto che comincio a credere che il suo stile non sia troppo nelle mie corde…

  8. Guarda, Alice nella città lo vidi ad un Cineforum…( erano i tempi in cui noi giovani di allora bazzicavamo spesso questi incontri). Ricordo che mi piacque abbastanza, ma non chiedermi altro.
    Gli altri due, invece, li ho visti successivamente e per me vale COMUNQUE la pena di vederli.
    Mal che vada, ci farai ….un bel post, come questo!!! 😉

    1. Hai ragione.
      Nel migliore dei casi mi vedo 3 bei film, nel peggiore me ne vedo 3 brutti che però non potranno essere nè più brutti di questo (Ritorno alla vita) nè peggiori di tante schifezzo che mi vedo di continuo 😀

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...