The Girlfriend Experience

Dopo un’attenta e ponderata analisi, dopo la meticolosa rivisitazione della cinematografia postmoderna, dopo la riflessiva e profonda esegesi della dialettica filmica, dopo aver consultato illustrissimi cinefili e competentissimi critici d’arte, dopo aver dato fondo a tutta la mia indulgenza per le schifezze, dopo aver trascorso un mese di sabbatica meditazione nel più inaccessibile dei monasteri buddhisti, ho raggiunto una incontrovertibile e insindacabile verità la cui lapalissiana chiarezza spazia dall’epistemologia all’ontologia, coinvolge la metafisica e sfiora le più estreme branche dela genetica molecolare, ma sempre suscitando consensi e trovando unanimi pareri concordi:

STEVEN SODERBERGH NON CAPISCE UN CAZZO

Se ritenete eccessiva questa affermazione o se ancora provate stima e rispetto per il cineasta statunitense, allora riflettete un istante su questo dato di fatto e poi ditemi se non ho ragione:

Che senso ha scritturare Sasha Grey per la parte di una escort di lusso e poi farla recitare tutto il tempo intabarrata come una controfigura di Maria Goretti?

Steven, ma che combini? Ma ti rendi conto di quale spreco ti sei macchiato? E’ come se avessi ingaggiato Messi per una partita a bigliardino; è come se avessi riesumato Newton per recitare la tabellina del “2”; è come se avessi portato a cena fuori Belèn per discutere della prospettiva in Piero della Francesca; è come se avessi comprato una ruspa per fare un castello di sabbia; è come se avessi scritturato una famosa pornostar e credere di poterla far recitare sul serio, per di più vestita.

Maddai…

Sasha Grey è brava, bravissimissima, ma le sue virtù sono note e sono altre…

sashagreybanana

Può fare tutto – proprio TUTTO – ma in nessun mondo e in nessun universo può fare la protagonista di un film psicologico. Darle poi il ruolo della prostituta suona anche un po’ come una presa in giro sia per lei che per chi guarda il film…

Talvolta basta poco per fare un film di merda e a The Girlfriend Experience è bastato pochissimo: un casting approssimativo. E comunque, anche sorvolando su questo aspetto, non resterebbe niente da salvare: ritmo lento, realismo barocco, personaggi secondari poco accattivanti, protagonista piatta e scialba.

Alla fine resta solo la spiacevole sensazione di qualcosa potenzialmente grosso che però è rimasto piccolo.

E, incredibile a dirsi, la colpa è di Sasha Grey.

Voto: 4

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51 pensieri su “The Girlfriend Experience

  1. In effetti ha ciccato di brutto.
    E fortuna che non hai messo le foto successive a quella che hai postato… Ma tu sei un blogger che sa. Tu hai un blog rispettabile.

    1. Kasa, ho letto e apprezzato la tua ultima e-mail e ti invito, se ancora ti va, di pubblicarla qui come commento: nè il tono nè il senso di quanto hai scritto trovano il mio disaccordo, anzi, le tue mi sembrano idee e riflessioni su cui imbastire il solito bel discorso che riusciamo a inventare in ogn commentografia.
      Insomma, per farla breve, se ancora ti va: SPARA
      🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂

    1. Il film è del 2009, ma è uscito in Italia direttamente in Home Video questo gennaio, per cui io l’ho visto solo pochi mesi fa.
      Casualmente, proprio da poco ne è stata tratta anche una serie tv (sempre di Soderbergh) con però una diversa protagonista femminile (l’escort è interpretata da Riley Keough, già vista in Fury Road nei panni di una delle Cinque Mogli).
      Io sono stato molto irriverente nei confronti del film, ma presumo che ad altri sia piaciuto: tieni sempre presente la profonda delusione che proverebbe qualsiasi maschio vedendo un film in cui Sasha Grey è vestita per tutto il tempo…

      1. Ma infatti capisco e condivido appieno il tuo sconforto nel scoprire che la Grey più famigerata del mondo interpreta una escort in un film in cui non le esce mai!
        Non esprimo neanche il mio disappunto perché ci hai pensato tu con numerose e azzeccatissime metafore….

        Che poi ora che ci penso Soderbergh ha fatto pure Magic Mike [me lo scordo sempre, non riesco proprio ad associarlo a quel film], com’è che spoglia Channing Tatum senza problemi e tiene incelofanata la povera Sasha Grey? 😦
        Non stai bene Steven…..

      2. Ecco, io a sta cosa che Sod spoglia Tatum e riveste la Grey non c’avevo manco pensato.
        E’ un aggravante.
        Che aggravante.
        Ormai il mio disprezzo tracima.

  2. Eeeeh! Quanta rabbia e quanta aggressività, per il povero Soderbergh!
    Però in effetti sembra che ce l’abbia con noi maschi: prima solletica le donne con il glamour ed il sex-apeal maschile dei vari Ocean’s ed adesso (insomma, “adesso” si fa per dire… il film è del 2009…) percula noi uomini sfottendoci quando paghiamo delle escort per passarci del tempo assieme, simulando un rapporto tra fidanzati (Girlfriend Experience è infatti la parafrasi dell’acronimo GFE, con cui molte escort di lusso siglano in modo pudico la pubblicità delle loro prestazioni di gioco di simulazione), anziché trombarle!

    Insomma, per farla breve, io stimo moltissimo un cineasta che riesce a giocare e sperimentare nuove tecniche e che non inganna il pubblico proponendo un film catastrofico e poi servendogli invece un film intimista o al contrario attirando un pubblico più predisposto ad un film riflessivo e servendogli al suo posto un action truzzo: mi sembra che Soderbergh abbia le idee molto chiare, tanto che quando realizza un film di ampio target lo fa in modo netto, con il giusto mood e la giusta campagna marketing, mentre quando vuole sperimentare nuove strade lo fa in modo non supponente, quasi timido e riservato.

    Sasha è brava, certo di più nel suo mestiere più famoso, ma si sta anche riclando un po’ nel cinema mainstream, ma soprattutto è una ATTRICE NON-PROFESSIONISTA consapevole di esserlo: Soderbergh, ogni tanto, si sa che si prende delle pause dalle produzioni di “serie A”, facendo film low budget,  con attori non-professionisti appunto e girati in digitale High Definition (come aveva già fatto con lo stranissimo Bubble, da me citato nella recensione di The Leftovers), in questo caso usando persino la sperimentale cinepresa Red One (non è banale questo utilizzo, perché non dimentichiamoci che Soderbergh è anche un tecnico, un direttore della fotografia ed un montatore, che sa apprezzare le innovazioni tecnologiche).

    Visto che sono riuscito a pontificare anche in un post come questo, dove dovrebbe invece albergare il sorriso denigratorio?

    Dai, perdona Soderbergh, che la Grey l’hai già perdonata, lo so, ma per altri meriti… maledetto!

    1. Credo tu abbia intuito lo spirito goliardico e iperbolico di questo post: al di là del gioco, infatti, Soderbergh mi piace sia quando si cimenta in scommesse sicure (come i vari Ocean’s, Erin Brockovich, Traffic ), sia quando azzarda ed esce fuori dai classici schemi (Contagion, Knockout, Magic Mike). E’ un artista poliedrico, mai banale, prolifico e intelligente: su questo non si può discutere.
      Però, al di là di tutto (sia le considerazioni più ormonali che hanno fatto da prodromo a questo post, sia dalle riflessioni che tu hai portato portando un tocco di classe all’altrimenti tono selvatico della discussione), a me questo film non è piaciuto.
      Il tema in sè è molto interessante anche perchè (e il “purtroppo” che sta per seguire è sincero, non un mero avverbio messo lì tanto per) PURTROPPO la questione sta prendendo i connotati del problema. Il mondo della prostituzione d’alto borgo sta dilagando anche in realtà piccole e provinciali come la mia città. Non ne faccio una questione etica o morale (non sono un filosofo e per come la vedo io ognuno può fare ciò che vuole coi propri soldi e col proprio corpo), bensì sociale.
      Innamorarsi della prostituta (per quanto sia essa bella e sofisticata) è un clichè buono per un film con Julia Roberts e Richard Gere, ma nella vita vera non funziona mai. E parimenti il pigro “darla via nell’attesa di…” è quanto mai avvilente.
      Insomma, un film sul fenomeno ci sta e mi garba assai, però in queste caso Steven l’ha fatta fuori dal vaso, sia perchè il ruolo della protagonista andava affidato a un’attrice carismatica, sia perchè i personaggi e le storie di contorno risultano insipide anche più della già scialba Sasha Grey. Credo che con qualche attore vero in più e una scenggiatura un po’ più graffiante, ne sarebbe potuto venir fuori qualcosa di interessante.
      Ed è forse per qeusta speranza che sto scaricando l’omonima serie (prodotta sempre da Steven Soderbegh) con protagonista Riley Cough.

  3. Potrei elencarti su due piedi almeno 10 pornostar più belle e più brave di Sasha Grey. Di conseguenza non ho mai capito perché, tra tutte quelle che avrebbero strameritato una chance nei film “normali”, l’unica ad averla avuta sia stata proprio lei. Probabilmente ha avuto la fortuna di venire presa sotto l’ala (anzi, sotto la scrivania…) 😉 da un pezzo grosso.
    Riguardo a Soderbergh, dei suoi film ho visto soltanto Traffic, e non mi colpì particolarmente. Sul genere poliziesco corale ci sono tanti film meno celebrati, ma molto più belli: penso ad esempio a Brooklyn’s Finest, o meglio ancora a Sin City.
    E proprio riguardo ai polizieschi corali, come sai non me ne perdo uno dai tempi di Cop Land, e quindi il mese scorso mi sono fiondato a vederne uno davvero carino: Codice 999. Se te lo sei perso, recuperalo e non te ne pentirai.
    Questo mese escono altri 2 film che mi intrigano molto: My father Jack e Colonia. Speriamo che almeno uno dei 2 mi ispiri un post, perché ultimamente sono un po’ a corto di ispirazione. 🙂

    1. Questa tua ferratezza circa la qualità di Sasha Grey e di numerose colleghe addirittura più dotate di lei mi lascia di sasso: la tua conoscenza spazia veramente in ogni dove 😀

      Soderbergh è un regista mai banale, poco patinato e per questo i suoi film sono spesso poco digeribili perchè mantengono sempre un certo distacco e raramente coinvolgono emotivamente lo spettatore. Ecco forse l’assenza quasi totale di pathos è uno dei suoi più grandi difetti quindi non mi stupisce che tu lo conosca poco e che non lo apprezzi molto dato che sei sempre molto attento (come me) all’aspetto emotivo dei film.

      Codice 999 è un film che avevo in watchlist e ne ho sentito parlare solo che bene, quindi a sto punto non vedo l’ora di vederlo.
      Per quanto riguarda gli altri due: My father Jack proprio non lo conosco mentre Colonia si ed è un film che mi intriga molto anche perchè, a quanto ho sentito, è stato stroncato dalla critica USA il che mi fa supporre che ci siano tutte le premesse per un buon film 😀

      1. Il fatto che sia stato stroncato dalla critica non mi scoraggia più di tanto: come sai, sono un palato poco esigente, quindi sono in grado di farmi piacere praticamente di tutto. Pensa che qualche giorno fa volevo recensire positivamente una gelateria su Tripadvisor, e mi sono accorto che si è piazzata 86esima su 86 gelaterie di Genova…
        Riguardo a My father Jack, anche io non l’avrei mai conosciuto, se non avessero proiettato il trailer proprio prima di Codice 999. E a proposito del trailer, credo che le immagini ti chiariranno perfettamente perché voglio vederlo a tutti i costi (vai a 0:16)… 🙂

        Riguardo alle Top 10 delle pornostar, te le voglio elencare per davvero:

        1) Katie Cummings
        2) Selena Castro
        3) Haley Cummings
        4) Jasmine Black
        5) Chavon Taylor
        6) Brooke Wylde
        7) Rayveness
        8) Alexia Rae
        9) Veronica Avluv
        10) Carmella Bing

        Questa è senza dubbio la classifica più trash mai apparsa su Lapinsù, me ne rendo conto. La mia preferita, come avrai intuito, è questa gentil donzella davanti alla quale la lingua divien tremando muta:

        🍰

        A post shared by KatieCummings🍕 (@captain_kc) on

        Niente male, eh?

      2. Molto sobria la signorina Cummings eheheheheeheh

        Per quanto riguarda le stroncature della critica per me sono quasi diventate uno stimolo a vedere un film, essendo io un cinefilo assolutamente ignorante che guarda i film con la pancia spesso mi trovo ad adorare film bocciati dalla critica.

        Già che ci siamo e ricordando che tu conosci molte delle opere di King, volevo chiederti se avevi letto 22.11.63: io l’ho iniziato da poco e lo sto letteralmente divorando (come per altro tutti i libri di King). Ero indeciso se seguire la serie su SKY ma poi ho preferito leggere prima il libro perchè altrimenti dopo non l’avrei fatto più.
        Son quindi curioso di conoscere il tuo parere sull’opera se, come penso, tu l’abbia letta 🙂

      3. Ho letto 22/11/’63, e senza dubbio lo metto sul podio dei miei romanzi preferiti di King. Gli altri 2 romanzi sono Buick 8 (medaglia d’oro) e The Dome (medaglia di bronzo).
        Riguardo alla serie tv, come sai non trovo il tempo nemmeno di guardare Daredevil, figuriamoci un telefilm basato su un libro che ho già letto… tra le serie tv in uscita mi interessa molto di più Westworld. Mi raccomando, come al solito fammi sapere cosa pensi del libro a lettura ultimata! 🙂

      4. Westworld ha un cast sensazionale e poi è ideata dal fratellino di Nolan, che di solito ci acchiappa (hai mai visto Person of Interest? veramente carina): non me la perderò.

        Mi raccomando però, come finiranno le scuole e avrai più tempo libero, mi raccomando: RECUPERA DAREDEVIL, non te ne pentirai 🙂

      5. ahm dimenticavo

        mi ha stupito leggere il podio dei tuoi libri preferiti di King dal momento che mancano praticamente tutti i suoi grandi classici, scritti negli anni settanta e ottanta (shining, it, misery deve morire, etc)

      6. Di Person of Interest ho visto una puntata, e non mi piacque per il ritmo narrativo troppo lento. E’ un difetto comune a molte serie tv, ma lì la cosa era proprio esasperata.
        Riguardo a King, di lui ho letto nell’ordine:

        Cell
        Joyland
        Christine la macchina infernale
        22/11/’63
        The Dome
        Ossessione
        Carrie
        Le notti di Salem
        Buick 8
        Doctor Sleep
        L’ ombra dello scorpione
        Duma Key

        Di questi, quello che è andato più vicino al podio è L’ombra dello scorpione. Molto bello anche Christine la macchina infernale.
        So che mi mancano molti classici di King, ma ho i miei validi motivi: per Shining e Misery mi frega il fatto di conoscere già la trama per via dei rispettivi film; IT non l’ho mai neanche considerato perché, da quando mi sono innamorato di King, non ho mai trovato un periodo con abbastanza tempo libero per leggere un libro di tale lunghezza. Ma è una di quelle cose da fare assolutamente nella vita, quindi probabilmente prima o poi mi ci metterò. 🙂

      7. La nostra rispettiva conoscenza dell’opera di King è praticamente complementare, dal momento che tu hai letto quasi tutti i suoi romanzi pubblicati nel nuovo millennio, mentre io ho letto quasi esclusivamente quelle pubblicati fino al 2000 😀

        Su IT ha ragione, va recuperato. Tieni poi conto che dovrebbe essere anche più breve dell’Ombra dello scorpione.
        E ti consiglio anche di recuperare Shining: pur avendo visto il film, il libro ti accattiverà lo stesso perchè è veramente meraviglioso.

        Ti confesso che, paradossalmente, il mio personalissimo podio dei libri di King è invece composto da libri che hanno poco o nulla a che spartire col genere che l’ha reso popolare, ossia l’horror:
        1) Le ali della libertà, racconto incluso nella raccolta “Stagioni diverse” da cui è tratto l’omonimo e bellissimo film
        2) Cuori in Atlantide, racconto presente nella raccolta omonima. C’è anche un film omonimo, ma il titolo è truffaldino perchè in realtà è la storia di un altro racconto presente nella raccolta, Uomini bassi in soprabito giallo
        3) Il gioco di Gerald (che beffa di un soffio Il Miglio verde)
        3)

      8. Il gioco di Gerald provai a leggerlo dopo Cell, e lo mollai dopo un centinaio di pagine. Posso sopportare (anche se con molta fatica) le trame lente, ma non quelle dove non succede nulla: lì succedeva meno di nulla, e quindi mi sono arreso.
        Non ho gradito per niente anche Duma Key: anzi, l’ho odiato così tanto che, a seguito della sua lettura, mi è venuta una nausea da romanzi kinghiani che dura da più di due anni. Tuttavia, Duma Key aveva un ritmo un filino più veloce rispetto a Il gioco di Gerald, e quindi almeno sono riuscito a finirlo.
        Vuoi un consiglio? Non leggere mai Duma Key: rischierebbe di far disamorare anche te. 🙂

      9. Grazie per la dritta: Duma Key lo fuggirò come la morte 🙂

        Effettivamente il Gioco di Gerald è un libro strano, lento, molto psicologico, molto distante dalle altre opere Kingiane. Tuttavia io l’ho apprezzato proprio per questo suo distaccarsi dalla classica produzione del Re.

  4. Per quanto riguarda king io ne ho letti una marea e devo dire che 22/11/63 è un ritorno alle origini e quindi veramente bello. La serie invece niente di che. Ho scritto anche un articolo sul mio blog. Comunque vi consiglio di leggere misery anche se avete visto il film perchè è un capolavoro e quando avrete tempo la serie della torre nera è d’obbligo per i fan.

    1. La serie della Torre nera la abbaondani tanti anni fa. Ho letto solo i primi 3 romanzi. Comunque mi sa proprio che prima esca la serie con Idris Elba la recupererò tutta!!!

      1. Purtroppo il quarto e il quinto libro sono difficili da digerire ma poi fidati che gli ultimi due sono il massimo e che finale ragazzi!!! Ce ne sarebbe anche un altro della serie volendo ma non è essenziale

  5. Di tutto il periodo precedente, è simile al quarto, però non male in realtà. Diciamo che parlarne è un pò troppo spoiler. Secondo me king aveva bisogno di parlarne ancora di Roland e quindi ha voluto fargli una sorta di omaggio con questo libro.

  6. Recensioni divertentissima, inoltre mi permetto di aggiungere che il film è davvero senza trama e senza perché…insomma una provocazione inutile di Soderbergh

    1. Speriamo sia meglio la serie tv che è nata come costola di questo film: se non altro la protagonista è un’attrice normale (e a mio parere anche più patata della Grey 😛 )

  7. Cerca di scrivere sempre così, quasi nessuno ci riesce…mi piacerebbe davvero avere questa dote sono sicuro che il mio sito sarebbe più seguito

    1. Non ti buttar giù: ognuno ha il suo stile ma non ne esiste uno “sbagliato” e uno “giusto”: l’importante è essere sempre onesti con se stessi e con chi legge 😉

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