Red eye

Ultimamente sto in fissa con Rachel McAdams.

RachelMcAdams

Le belle attrici mi tirano, l’ho detto più volte, ma sono poche quelle per cui vado in fissa: la musa Rachel Weisz, la dea Anne Hathaway e ora la ninfa Rachel McAdams.

Se chiudo gli occhi me la immagino mentre danza sulle acque di un piccolo stagno vestita solo di foglie e con la testa cinta da una corona di rose, oppure la sogno mentre dondola su un’altalena di eriche appesa al ramo di un olmo con le gambe ciondolanti mentre il vento che le scivola tra i capelli, oppure la figuro vestita di un abito di seta bianca mentre si rotola in un prato verde smeraldo con i fili d’erba e le margherite che si impigliano tra i capelli. E sempre immagino il suo sorriso sfidare la luminosità del sole.

Ma se smetto di sognare e apro gli occhi, allora vedo un suo film. DEVO vedere un suo film. Non ne va della salvezza dell’umanità, ma solo della mia sanità mentale perchè ho come l’impressione che se i miei occhi non potessero godere della sue grazie allora il mio cervello smetterebbe di funzionare mentre il cuore esalerebbe l’ultimo battito. Per farvi capire bene come sto messo: sono arrivato a vedere un film in FRANCESE e sottotitolato in INGLESE perchè lei era la protagonista. E’ grave, lo so, ma non mi voglio curare. E siccome Rachel McAdams non è solo bella di una bellezza semplice e delicata ma anche un’attrice brava e poliedrica, in questo innamorato saltellare da un suo film all’altro spesso mi imbatto in autentici gioiellini.

Come Red eye.

redeye1

Il film è datato (del 2005) ma il suo autore è una autentica garanzia, perchè se c’è una cosa che Wes Craven ha sempre saputo fare meglio di quasi tutti i suoi colleghi registi è tenere chi guarda incollato alla sedia per poi farlo saltare quando meno se lo aspetta.

Il thriller – come ho già spiegato in passato – è il film più difficile perchè deve fare tante cose e tutte insieme e solo se sa farle bene può raggiungere il fine ultimo: avvincere. E Red eye sembra quasi una sfida che il Maestro Craven decide di fare a se stesso, ovvero realizzare un thriller avvincente riducendo all’osso tutto quanto e avvalendosi di tre semplici elementi: un aereo in volo, la bella e il cattivo.

La sfida, questa raffinata ricerca dello zero assoluto del thrilling, ovviamente è vinta. Merito di Craven e della sua narrazione dal ritmo sempre serrato che tramuta il film in una scarica di adrenalina sparata in vena, ma anche della mia Rachel McAdams che oltre ai begli occhioni grandi – ma così grandi che ti sembra di poterci cascare dentro – ci mette anche un’insospettabile grinta. E poi c’è Cillian Murphy che, ormai è acclarato, nonostante il bel faccino esprime il meglio di sè quando gioca il ruolo del cattivo.

Pertanto avete numerosi motivi per vedere Red eye: lei è bellissima, la storia regge e Wes Craven è una garanzia. Cosa fate ancora lì, dunque? Forza, andate a recuperare Red Eye!

Dal canto mio devo trovare presto un altro film con la Rachel prima di impazzire. Ammesso e non concesso che già non sia troppo tardi…

Voto: 7

 

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90 pensieri su “Red eye

  1. In effetti Rachel McAdams fa la sua porca figura. Non apprezzo molto Anne, ma Rachel Weisz ha il mio plauso (sono riuscito a vedermi quella porcheria della Mummia solo per lei… e la faccia da demente dell’altro, il protagonista di cui mi sono scordato il nome… e non ho voglia di interpellare S.Google da Wikipedia).
    Il film non l’ho visto.
    Devo dire una cosa: in True Detective 2 era l’unica credibile.

    1. La MacAdams è un’attrice molto poliedrica, passa con grande naturalezza dalla poliziotta sfattona di True Detective alla femme fatale di Passion (un thriller di De Palma introvabile in Italia, io me lo son dovuto vedere in francese e sottotitolato…). Per non parlare delle sue interpretazioni nei romanticoni-moccoloni (le pagine della nostra vita mi sa che non l’hai visto eheheheh) ma anche in commedie romantiche e divertenti come About Time (film cheho recensito e che ti STRACONSIGLIO) o Il buongiorno del mattino (che tra l’altro è l’unico film degli ultimi 10 anni in cui Harrison Ford faccia una decente figura).
      Poi è esageratamente bella, il che per me è la rovina assoluta 😀

      1. Ehehehehe. In effetti ho capito la tua passione per lei.
        No, non ho visto Le Pagine della nostra vita.
        Un film con Harrison Ford che ho visto è 42 (?)… sul baseball. Anche in quel caso, pur essendo un vecchio ormai, fa una buona figura.

      2. Quesot “42 qualcosa” me lo devo recuperare allora.
        Ah, e tra le altre cose, la Rachel è una afecionata delle trasposizioni dei romanzi di Sparks, dal momento cheha recitato anche nè “La memoria del cuore” 😀

      3. Non è malaccio. 42 è stato il primo giocatore nero di baseball bella Major League.
        Ford fa il proprietario della squadra.
        Non ho mai visto i film tratti dai romanzi di Sparks… ehehe

      4. Mi sa che sto film ho capito qual è, vedrai che l’ho pure scaricato ma siccome non mi ispirava molto è sicuramente finito in qualche cartella secondaria del PC.
        Ci vuole che lo recupero a sto punto, grazie per la dritta 🙂

      5. Figurati. Un piacere.
        Sai quanti film che ho accantonato dicendo: “certo lo vedrò!” ??
        Eheheheheh
        Una valanga.

  2. On & Off (che è un po’ come In & Out, ma anche no)

    On Topic 1Rachel McAdams

    La adoro (j’adore): ella è una delle mie muse (va bene anche ninfa, se non fosse che farebbe di me un para-ninfo e questo non è bello…) ed è da sempre nel mio cuore, inoltre è entrata l’anno scorso anche nel mio personalissimo pantheon delle Top 20 Actress , dopo l’interpretazione meravigliosa nei panni della detective Bezzerides (come scrissi nel mio post dedicato alla fiction True Detective 2° season, lei era uno dei plus che meritavano la visione)!
    La McAdams è cresciuto in modo esponenziale ed alla sua bellezza si è aggiunta una grinta ed una capacità recitativa che l’hanno resa una vera diva, senza se e senza ma.
    Quindi, ode alla McAdams ed a te, per gusti che ti fanno onore…

    On Topic 2Red Eye

    E’ un gran film, che mi piacque moltissimo a suo tempo, che avevo snobbato al cinema e che recuperai su Sky (tra l’altro è ancora, penso, nella sezione on-demand, ma dovrei controllare…): apprezzo Wes Craven come regista, perché fu un grande innovatore, specialmente nel genere horror, a cui ha sempre aggiunto una nota sociale (dal suo esordio di tipo exploitation) ma che soprattutto gioca sulle atmosfere e molto meno sugli effetti speciali; in questo film, l’azione è fisica ed anche molto credibile (quando la Adams corre con la mazza da hockey è donna da sposare!) e tutto il film è molto, come dire, umano ed abbastanza persino realistico (okay, la tracheotomia con immediata guarigione è un po’ forte, ma è roba da ridere in confronto a gente che vola dagli aerei come se fosse sui tappeti elastici di Mirabilandia o che salta dalle macchine in corsa o che spara ad un elicottero e lo tira giù in un colpo…).
    Quindi mi associo: gran film e grandi attori.

    A metà tra On Topic ed Off TopicIl terrore scorre nell’aereo

    Quanti thriller ambientati negli aerei? Con quel che di claustrofobico e di delitto dalla camera chiusa che affascina gli scrittori ed un popolo (quello americano) che vola moltissimo?
    Quanti attori di pregio anche sprecati… Penso alla immensa Jodie Foster del modesto Flightplan (un po’ ci si diverte ma poi scende la catena) o al grande Liam Neeson in Non Stop (c’è un bel sodalizio tra il ostro divo e questo regista spagnolo, ma il film, con ottime premesse, alla fine non è questo gran che…) e questo solo per limitarmi ad alcune pellicole, ma l’elenco è lungo, anche tagliando fuori quelle in cui le sequenze girate dentro l’areo sono solo una parte e non la quasi totalità (come nel film di Craven, dove comunque anche quelle fuori dell’aereo sono belle e credibili…).
    Che ne pensi? Che titoli ti vengono in mente?

    Off Topic 1Rachel Weisz

    So della tua passione (venerazione?) per la Weisz, ma non ti ho mai sentito parlare di Youth di Sorrentino: io non amo (anzi, quasi lo detesto) questo regista, ma quel film in particolare l’ho apprezzato (non quanto la critica e con tantissimi distinguo) e soprattutto penso che la Weisz non sia mai stata fotografata nella sua bellezza (oggi matura ma sempre altissima) così bene come in questa pellicola, estetizzante ma interessante, autoreferenziante ma da vedere, antipatica ma si soprassiede anche a questo…
    Tu la DEVI vedere: se non lo farai, ti perderai una parte della Weisz essenziale ed il rimorso per questa mancanza ti inseguirà nelle notti insonni, come un fantasma dei film passati…

    Off Topic 2Supergirl

    Quanto è bello il trailer della bionda d’acciaio che mostra la t-shirt con scritto CW per la sua nuova serie in mano al caro Bellanti?

    1. Weisz in Youth, secondo me, meritava l’oscar.

      quel monologo di 5 minuti, mentre è sdraiata sul lettino e la scena quando si spaventa…ti fa capire che la perfezione esiste….e lei è stata perfetta.

      1. Che bellissima citazione, AleRandy, che bellissima scena… !
        Perdonami, ma non conoscevo il tuo blog che sto spiando proprio ora… dove vedo al volo recensioni su film che ho adorato… non ho visto link ad ad una pagine di info o di contatti o una mission, quindi sembri molto riservato/riservata, ok, no problem, mi fiondo quindi sulla recensione di un film che ho amato più degli altri che vedo nella home-page molto glamour e visivamente impattante…

      2. Ti ringrazio per i complimenti.

        Sono uno abbastanza tranquillo, non uso nessun link ecc.

        Allora faccio un bel giro anche io sul tuo blog, prevedo fuochi d’artificio 😁.

    2. On Topic 1Rachel McAdams
      La McAdams è entrata nel mio empireo da poco (diciamo che galeotto fu About Time, tra l’altro una delle mie recensioni cui sono più affezionato di tutte). Ovviamente discutere sulla bellezza è pleonastico: chi infatti non la ritenesse tale sarebbe o in malafede o folle e con i faziosi e i pazzi è meglio non discutere (si corre sempre il rischio di diventare come loro).
      Di lei, mi sento di consigliarti un film: The Lucky Ones. E’ una pellicola strana, azzardata, di nicchia ma non troppo, con un cast della miseria e delle prove attoriali superbe). Dovrebbe essere una commedia on the road, ma in realtà è molto molto di più. E lei brilla d’immensità, non tanto per la sua bellezza (anche se fa venire la pelle d’oca pure vestita in jeans e maglietta) quanto per la sua bravura. QUindi, se non l’hai già fatto, recuperalo.

      A metà tra On Topic ed Off TopicIl terrore scorre nell’aereo

      A me il film NON STOP con Liam era piaciuto: niente di innovativo o geniale, però scorre bene e intriga il giusto. Se gli manca un po’ d’appeal, secondo me è solo per il regista (a me sto Jaume Collet-Serra non dice niente). Ci fosse stato dietro la cinepresa qualcuno di talento puro (tipo il compianto Tony Scott) questo film sarebbe decollato in tutti i sensi.
      Altri titolo sul tema aerei? Stranamente me ne vengono in mente solo di pessimissimi:
      – Passengers, con Anne Hathaway. A parte lei e il suo sorriso, è un pianto.
      – Left Behind – La profezia, con Nicholas. Un film no solo brutto: addirittura insulso. Di più: un insulto all’intelligenza di chi lo guarda.

      Off Topic 1aRachel Weisz
      Ho visto Youth e, come te, l’ho apprezzato ma non troppo. Il problema è che Sorrentino (come da lui stesso ammesso) considera la storia un’accessoria inutile del film mentre per me è l’esatto contrario. Di qui la nostra inconciliabilità e la mia tendenza a vedere i suoi film come una più o meno lunga teoria di aforismi magari belli ma quasi sempre scollegati gli uni dagli altri.
      Ovviamente la Weisz qui è incredibile, sia per bellezza (paradossalmente mi tira di più ora che ha superato gli anta che ai tempi de La Mummia…) che per bravura. Bravura per altro palpabile in tutto il cast: da Caine a Keitel, passando per Dano (qui gigantesco) e per il cameo della Fonda.

      Off Topic 1bRachel Weisz
      Sempre della Rachel ho appena visto (ma mi manca un pezzo perchè stamattina mia figlia si è svegliata una mezz’oretta prima del solito) The Whisteblower, film di 6 anni fa tratto da una storia vera. NOn ti anticipo niente perchè ho già una mezza idea di recensirlo.
      (Starai pensando giustamente: ma il povero Lap quante cose ha fatto stamattina? Ha scritto la recensione di Supergirl, ha visto Whistleblower e poi pure la figlia… Il problema, caro amico, è che alla mia proverbiale insonnia si è aggiunto un fastidioso mal di schiena ma che tira fuori dal letto ancor prima dell’alba… e ora albeggia prima delle 5. Ora hai tutto il diritto di commiserarmi)

      Off Topic 1cRachel WeiszE ieri, con sommo gaudio, ho finalmente scoperto che è stato distribuito (anche se solo in home video) un film che la mia Rachel fece qualche anno fa con Bill Nighy: Page Eight, scritto e diretto da quel David Hare che dobbiamo ringraziare per il capolavoro intitolato The Reader (con la per l’occascione oscarizzata Kate Winslet).
      Tu dirai: che me frega? Niente, lo capisco, però dovevo pur condividere questa gioia con qualcuno!!!!

      Off Topic 2Supergirl
      Dal momento che son fermo all’episodio 8, ancora non ho visto il trailer… ma da come lo desrivi è semplicemente geniale.
      Berlanti Rules!!!!!
      PS: ma perchè lo scrivi sempre BELLANTI, con la doppia L? Te l’ho visto fare troppo spesso per pensare che sia un semplice refuso…

      1. Aaaah!
        Dopo l’ordine didascalico del commento di prima (da te elegantemente rispettato), adesso faccio del caos…
        oh, oh, oh, come la risata del Babbo Natale da cartolina, che pioi viene ripresa con carta e penna da John McClane, quando scrive il foglietto che attacca al cadavere del loro compagno e spedisce il tutto con l’ascensore al piano dove stanno i criminali finto-terroristi…
        Ok, restiamo sul pezzo… aspetta… un’ultima citazione che mi è rimasta nella scrapa da Die Hard 1, sempre di McClane… “Yippee-ki-yay, motherfucker!”…
        “The Lucky Ones”… scherzi? Un grandissimo film, che sono andato a recuperarmi l’estate scorsa proprio dopo aver visto la grandezza della McAdams in True Detective… un film grandioso e probabilmente quello che ha segnato l’ingresso della nostra amata nell’empireo delle atrici bravissime… una storia che a suo modo vede l’ottimismo della prostituzione come cura per la sindrome post-traumatica degli ex-combattenti e poi i casinò, i saloon, la gente di chiesa fuori di testa e tutto l’on the road che piace a me…
        Fighissimo… Come lo era la trama del film che quello spagnolo del piffero (inconcludente) non ha saputo concludere, perché hai ragione da vendere a pensare che con un direttore di scena come Scott si sarebeb data vita ad un’alchimia che invece manca.
        Passengers e Left Behind non li ho visti, ma da come parli sto bene così.
        Sai che pensavo di fare un post sui set ambientati nei luoghi chiusi in movimento (treni, aerei, navi)?
        Identità spaziale e temprale ed in più il fascino di accadimenti che restano circoscritti (dagli enigmi, agli amori, ai tradimenti)… in fondo anche Titanic è del gruppo, il che è tutto dire, perché trovargli delle somiglianze con film “Moon” ci vuole dell’incoscienza, ma anche i classici degli anni ’70 come “Cassandra Crossing” o degli anni ’80 come “Runaway Train – A 30 secondi dalla fine” (quello di Andrej Končalovskij e scritto da Kurosawa) o di un passato più recente come “Source Code” (ma che filmone è? Boia…)… mah, vedremo, argomento non per oggi, ma per le tue mattine di epifania e mal di schiena, quelle che hanno in bocca oro ed anti-dolorifici e qualche brutto pensiero, ma tant’è…
        In compenso mi dai una gioia (si!!) perché hai visto la Weisz fotografata da Sorrentino e fa paura e concordo sulla bellezza anche superiore della sua maturità…
        The Whisteblower mi manca e non pensavo nemmeno di dargli alcuna possibilità se non en avessi parlato tu… ora lo cerco, se merita come dici…
        Bellanti… amo giocare con le parole (guarda solo con quanti nomignoli appello Pizza Dog…): tutto è iniziato da un refuso vero (mi sono proprio sbagliato la prima volta a digitare) e poi ci ho giocato… il Bellantiverse e così via, ma per un ermenauta non va bene… si torna all’origine: da oggi il buon Greg sarà di nuovo il bel Berlanti… (poi adesso vedremo cosa fa con Supergirl e poi magari torna Bellanti o Ballantine…).

      2. Ma quanto scrivete?? Anche nei commenti sembra di leggere una recensione (ovviamente è un complimento, si vede che né capite di cinema).

        La McAdams mi toglie il fiato, in About Time la trovo così genuina e radiosa, da togliere il fiato.

        Anche in un film semplice, che io ho trovato davvero carino, Il cielo sotto le Hawaii, regala una performance sublime, anche in, Ritorno alla vita, La spia e State of Play è magnifica, infatti per me, questi film che ho citato si salvano grazie a lei, il resto non mi è piaciuto niente.

        L’unica nota negativa, non per colpa sua…ma per colpa di quei decelebrati che lavorano agli Oscar, la nomination per Spotlight, (film sopravvalutato, che odio! doveva vincere MAD MAX, ma lasciamo perdere…Senó spacco tutto) non la meritava, non perché non se la meritasse, ma solamente dal fatto che la sua è stata un’ottima performance, ma non da Oscar…la meritava di più la Weisz.

        Detto questo, sono curioso di vederla nel Cinecomics “Doctor Strange” che dal trailer sembra interessante.

      3. Eh, eh, in realtà siamo più logorroici che intenditori… anzi, ringrazia che sto scrivendo con uno smartphone che è la metà della mia mano destra e quindi non riesco a spararti un pistolotto lungo tanto… 🙂

      4. About time è un film meraviglioso.
        Come dicevo a kasabake, gli ho dedicato una delle recensioni cui sono più affezionato in assoluto.
        Ti confesso che gli altri film che hai citato tu (Cielo sotto le hawaii, ritorno alla vita, la spia e state of play) li ho tutti abbastanza schifati a parte l’ultimo e comunque hai ragione che lei è sempre radiosa in tutti questi film: talvolta addirittura più brava che bella, il che è tutto dire.

        Non ho visto Spotlight, quindi non mi pronuncio, anche se il sospetto che a vincere sia stato più il tema trattato che non il film in sè è abbastanza forte perchè spesso Hollywood e la sua smania di politically-correct si sono piegati a queste logiche.
        Avendo visto e adorato Mad Max non posso che convenire con il tuo disappunto per la mancata vittoria: anche per me questo è stato il film più bello del 2016.

      5. Caro Kasabake,
        tu fai confusione ed io dovrei rispettarla… quindi lo faccio e con piacere, perchè sono di natura un caciarone.

        Innanzitutto mi cospargo il capo di cenere perchè dovevo supporre che un cinefilo onnivoro come te avesse già visto il gioiellino The Lucky Ones. Mea culpa, quindi.

        La tua digressione sui luoghi chiusi è interessante, molto interessante. Citi Moon (filmone) ed io te ne cito uno in parallelo che è carino, niente di trascendentale ma carino. E poi ha il merito di aver portato il nostro amico Lupo su queste sponde giacchè il suo primo commento qui lo fece proprio nella recensione che, ormai 3 anni fa, dedicai a Pandorum, bel thriller fantascienteifico con Dennis Quaid, Ben Foster e quella gnocca teutonica niente male che si chiama Antje Traue e che sicuramente avrai visto in Man Of Steel (anche se lì trucco, parrucco e costumi non rendevano giustizia). Ti dicevo: il film non è memorabile, ha tutto per andare male però poi va bene. Mescola tanto, ma lo fa con intelligenza, il che per me è sempre un plus.

        Mi ero ben guardato di esprimere giudizi su The Whistleblower eppure tu, non so come, sei riuscito a intuire il mio gradimento. Mi leggi forse nel pensiero?

      6. Non riesco a focalizzare il pin del tuo bancomat… mi concentro da ore e vedo solo una miscellanea di cose che non posso ripetere in pubblico, mescolate ad immagini di grande tenerezza ed affettività…fortuna che non esiste la pre-crimine perché se no io e te eravamo dentro da un pezzo con svariate accuse…

        Pandorum è bello, non bellissimo , ma bello e soprattutto ONESTO: mantiene ciò che promette da subito…

      7. questa sera sul mio bancomat troveresti ben poco (per fortuna che domani è il 27…). Tuttavia sono altri i tesori della mia vita e non li baratterei con null’altro.
        Sul fatto che io te non andremo dentro con svariate accuse, per altro, non ci giurerei: come ormai appurato il CEO di WP ci studia da tempo, ma noi siamo temerari e ce ne infischiamo bellamente.

      8. Ora farò leggere questo post a mia moglie come riprova che in questo emisfero esiste qualcuno che riesce a darmi ragione senza essere inghiottito dalle fauci dell’Inferno.
        (Spero mi Perdonerai se ti sfrutto per perorare le mie cause domestiche)

      9. Madame Pennesi deve essere davvero donna straordinaria, non solo perché lo percepisco tra le righe di ogni tuo discorso e frase di tono familiare: laddove un complimento smaccato da parte tua sarebbe stato un palese indice di sciatteria emozionale, tu hai sempre preferito il silenzio pieno di significati e quell’aggettivazione delicata che usi ogni volta è indice evidente del coniuge sodale all’altro e non del volgare piazzista di felicità coniugale; senza citarla in modo aperto, la tua famiglia è così importante in ogni tuo scritto da parlare in tua vece come una rivelatrice macchia di Rorschach che sembra non dirci nulla, ma dice tutto, anche in quello che sceglie di non dire, perché i silenzi mentono quanto le bugie urlate a squarciagola.
        Quando il destino ce ne darà modo, sarò onorato di fare la conoscenza della tua consorte.

      10. Madame Pennesi suona terribilmente bene… sarei dovuto nascere in Francia 😀

        PS: stamane ho visto il primo episodio di Mr. Robot: notevole e, informaticamente parlando, più che accettabile. Domani andrò avanti: la serie mi intriga 😀

      11. Un commento stranamente ermetico il tuo o forse sono io che sono stanco e non riesco a cogliere le sfumature…
        Mr. Robot NON E’ UNA SERIE GRADEVOLE e questo la rende ancora più bella, quando pensi di capire, ti rimetti in discussione, quando pensi di aver capito di nuovo, sei di nuovo punto a capo, quando pensi che accelererà, è la volta che rallenta quasi a fermarsi, per poi ripartire così di getto che resti indietro… sa essere spaventosamente odiosa (la puntata quattro l’ho odiata al punto che pensavo di interrompere la visione, che invece mi ha stupito ogni volta), per poi farsi perdonare quando non è ovvia… è una serie che divide ed inquieta… Una cosa è certa: come in un romanzo, ogni puntata non ha una sua unità capitolare e come in un blues ha vari refrain che si svolgono con toni diversi.

      12. ermetico è una crasi di ermenautico e non devo aggiungere altro
        o meglio, potrei, ma su madame Pennesi ho già detto tutto nel corsivo sul post dedicato a Sparks e dubito che potrei scrivere di meglio.

        In quanto a Mr. Robot. ho visto un solo episodio quindi non posso sbilanciarmi troppo sul giudizio. Si vede che una serie concettuale ed intellettuale (nel senso buono) ma la piega che prenderà ancora non so intuirla (il che è un bene).
        Non vedo l’ora di proseguire, forse già domattina, bimba permettendo: sta acceleratissima per la casetta in giardino (avrai visto immagino il post su FB) e ho il timore che domattina sarà lei a svegliare me… e considerando che una vertebra malandata mi tirerebbe comunque giù dal letto al massimo fra 6 ore, la cosa suona abbastanza preoccupante 😀

      13. Eh, eh, eh, bei tempi… Hai notato il cambio drastico di ritmo tra le seconda e la prima puntata di Mr. Robot? Ti hanno portato sulla vetta, ti hanno fatto credere delle cose, hai pensato di aver intuito chissà qyuale verità, poi, sbadabam! Per terra, con calma, a ricostruire un’altra rincorsa… stranissimo… l’opposto di un procedural, l’opposto, poi… vedrai… Auguri per tutto… Oggi inizia per me un week-end fatto di scatoloni da imballo, così, tanto per offtopiccare… ci si riaggiorna tra ore (ok, la sintassi è definitivamente defunta.. R.I.P.)

      14. Ho visto tre episodi stamane (il mal di schiena é inflessibile, e paradossalmente mi fa male soloa letto, una volta in piedi passa subito…)
        Ep 4 lentissimo, vero, ma la storia un fascino suo ancorché costruita su cliché triti e ritriti…
        Per ora il giudizio é positivo ma vi sonoi crismi perché diventi ottimo

        PS: in bocca al lupo per il trasloco. Se non sono indiscreto: cambi solo casa o anche CITTÀ?

      15. Resto in provincia, ma mi sposto da San Lazzaro (che praticamente è oggi la propaggine di Bologna lungo la via Emilia in direzione del mare, quindi lungo la linea ferroviaria Milano-Lecce, quindi Imola, Forlì, Rimini, Pesaro…) a Bologna città, ma non in centro (dio mene scampi! Valido solo per un single o una coppia giovane senza figli), sempre in periferia, ma questa volta in direzione Ferrara…

      16. In vita mia ho effettuato un unico trasloco, quando mi sono sposato, e l’idea di farne un’altro mi paralizza…
        Quindi spero solo che questo cambiamento non sia sconvolgente come lo sarebbe per me e, soprattutto, che sia per te gradito e foriero di nuove fortune

      17. Amo i traslochi come concetto (lo spostarsi, il ricominciare, il sasso che rotola e che non da modo al muschio di depositarsi…), ma ovviamente sono infastidito dagli aspetti stancanti… pur tuttavia ogni nuovo stancante ha in sé quella bizzarra scoperta che hai ogni volta che entri in una camera d’albergo e ti guardi attorno cercando pregi e difetti, ma con l’animo solipsistico e scadente di un topo da TripAdvisor (i peggiori quelli che vanno ad elemosinare cene e pranzi con quelle minchiette di coupon scaricati dal web, pretendendo di essere serviti parimenti ad un cliente pagante e poi sparano a zero… tu sogni, piccolo uomo triste…), ma con la consapevolezza che in questa vita comunque breve (se paragonata da una galassia, ad una nebulosa e persino ad una sequoia nord-anericana) ogni nuova esperienza ci arricchisce.. detto questo, adesso, non trovo più il mio libro preferito, quello su cui volevo costruire uno dei miei prossimi post e…lo so, è in uno dei fottuti scatoloni, porco boia…

      18. Quanto ti capisco, kasabake: anche per me il trasloco fu un incubo.
        Come sai, sono un appassionato di fumetti, e in quanto collezionista li voglio mantenere in condizioni sempre perfette. Ecco, prova a pensare quanto sia devastante il trasloco per una persona così: non poter leggere i fumetti perché sono tutti nelle scatole, e non osare aprire le scatole per paura di trovare tutti i fumetti rovinati dallo sballottamento… privazioni e timori che non augurerei al mio peggior nemico.
        Quella è stata una delle poche volte in cui sono stato tentato di passare ai fumetti in versione digitale. Tentazione rapidamente accantonata: i dettagli di una vignetta sono impossibile da cogliere su un pc o su un kindle, anche se hai lo schermo grande. E poi, vuoi mettere la soddisfazione di tenere un fumetto in mano, sentire l’odore della carta stampata, e sapere che su un dato scaffale conservi il dato fumetto raro e introvabile?

      19. Absolutely (eh, eh, uso questo avverbio apposta perché ci legge Lapinsu… storia lunga…)!

        Vivo in una città dove ha sede una grandissima fumetteria (forse la più grande d’Italia), da sempre specializzata sui comics d’importazione, che riceve gli spillati che escono negli store statunitensi, con spedizioni via aerea ogni settimana dalla Diamond UK che li riceve a sua volta dalla Diamond USA (i due più grossi distributori di fumetti in lingua originale inglese, proprietari del famoso catalogo Previews): essendo stata Bologna la sede della Marvel Italia per tanti anni e successivamente, quando la Marvel fu assorbita dalla Panini di Modena, continuò comunque ad essere la città dove vivevano e vivono tutt’ora la maggioranza degli editor dei comics Marvel  (primo fra tutti il capo indiscusso Marco Marcello Lupoi), è normale che qui esista uno speciale mercato.

        Perciò, quando vidi sul web le immagini del nuovo Captain America, con tutto il polverone che stava suscitando con le sue rivelazioni sul passato doppiogiochista di Steve Rogers, non potei continuare a leggere le tavole dal PC… dovevo avere quegli albi, sfogliarli, annusarli e quindi metterli in una busta di PVC per evitare che polvere ed altri agenti li rovinassero e mi sono rivolto subito al negozio!!

      20. Anch’io leggo gli spillati statunitensi: ad alcune serie sono troppo affezionato per aspettare che vengano tradotte in italiano. Allo stato attuale gli spillati statunitensi a cui sono abbonato sono:

        Freccia Verde (DC)
        Superman/Wonder Woman (DC)
        Carnage (Marvel)

        Te li ho citati in ordine decrescente di qualità. Infatti Freccia Verde è su ottimi livelli da diverso tempo; Superman/Wonder Woman lo era, ma gli ultimi 2 numeri erano un insulto all’intelligenza umana; Carnage è stato pessimo fin dal primo numero, ma amo talmente tanto il personaggio che continuo a seguirlo a prescindere.
        Riguardo a Marco Marcello Lupoi, lo conosco personalmente da molti anni, e posso dirti che è una persona squisita. Tuttavia, non ho con lui una di quelle amicizie basate su una frequentazione regolare: ci incontriamo soltanto una volta l’anno, a Lucca, e in quell’occasione ci aggiorniamo su ciò che ci è capitato durante l’anno. Se ti capita di andare a Lucca, avvicinalo anche tu: non dirà mai a nessuno “Scusami, ho troppo da fare.”

      21. Diavolo d’un Kasabake…
        Sarei quasi tentato di ammorbarvi con un pippone tremendamente ermenautico sull’etimologia dell’avverbio “absolutely”, sulla origine latina “ab solutus”, etc etc etc.
        Ma per stavolta ve lo risparmio: più urgenti e gravi incombenze richiedono la mia attenzione: c’è un tizio dall’avatar un tempo argenteo e ora canuto il quale ha pubblicato un post che non posso perdermi. Absolutely.

      22. Eh, eh, eh… perché tu, in realtà, non sai quale scherzo ti ho combinato notte tempo… tramando alle tue spalle… o mio amico ermenauta… A breve ti arriverà una notifica…

      23. Se abbino quel nuovo avatar che hai preso alla frase “tramare alle mie spalle”, un brivido gelido mi scorre lungo la schiena.
        Mannaggia a te.
        Anzi, mannaggia a me… 😀

      24. oh yeah
        Piaciuto, ma non troppo: il buon JJ ha osato, ha osato bene, ma avrei gradito un ritmo un po’ diverso…
        Ma tutto questo, ovviamente, mi sa che non c’entra con la tua domanda.

      25. ohohoh, troppo gentile, come sempre, ma avevo intuito l’evoluzione dell’avatar e tra l’altro, se la memoria non mi inganna, parlasti anche di una approvazinoe di Lupokattivo che, a quanto ne so, è l’ultimo Jedi ancora vivente.
        Quindi direi che stai in una botte di ferro 😀

      26. Dimenticavo che mi stavo rivolgendo al collega “fondatore” dell’Ermenàutica, tra l’altro nata quest’ultima proprio durante una sessione di commentografia, come gli storici riportano in tutte le cronache…

      27. E’ un po’ di giorni che mi assilla un pensiero: ho la testa piena di ricordi inutili (alcuni dell’infanzia, altri più recenti) e mi mette a disagio sapere che non andranno mai via, che mi accompagneranno fino alla fine dei miei giorni, pervicaci, impedendo ad altri ricordi – magari più utili o forse addirittura più belli – di trovare spazio nella mia memoria. E cosi invidio Holmes, che può bellamente dimenticare la teoria copernicana perchè non gli è utile.
        Tu pensa se sapessi fare la stessa cosa, quanti inutili ricordi potrei cancellare per trovare spazio alle nostre divertenti commentografie e sollazzarci i miei nipotini quando sarò vecchio e siederenno sulle mie ginocchia?????

      28. Quanto hai ragione, amico, quanto hai ragione… io trovo un certo giovamento in questo senso quando metto per iscritto ceeti ricordi… come se rendendoli concreti e dimensionali nella narrazione li “reificassi”, come le fotografie che i nativi americani si racconta temevano potessero portare via loro l’anima… chissà… è tutto così esotico ed anche ermenautico…

        Off Topic Challenge Moment
        Ho visto anche Apolcalypse!
        Grande spasso!!! Incipit egizio da panico, Pietro che fa un altro pezzo in stile Time in a bottle, finalone emozionante e molto “civico” e “liberal” e poi c’è la Munn… che è davvero davvero tantissima roba…

      29. Proverò il tuo consiglio: visto mai che funzioni e riesca a liberare spazio nel mio HMI (Hard Mental Drive 😀 )
        PS: purtroppo X-Men me lo son perso (come civil war prima di lui). Purtroppo ultimamente (come ti dissi) ho avuto un po’ di trambusti domestici ho dovuto mettere da parte alcuni desiderata cinematografici. Ma il dvd non me lo permetterò: quello proprio no 😀

      30. In pochi possono capirti quanto me… io, per motivi che mi angoscia ricordare ed ora in parte superati, persi al cinema Mr. Holmes ed attesi l’uscita in Blu-Ray perché mi rifiutavo di vederlo in altro modo, ma non voglio parlarne, non a te, perché ‘ troppo importante per essere liquidato in uno spazio angusto… Sappi solo che è nel mio cuore, per sempre e questo aldilà dei meriti o dei demeriti cinematografici, appunto in una zona “altra” molto intima… Ma come dicevo non ne parlo ora, ma ne parlerò a tempo debito…

      31. Sappi che la curiosità e l’ardore con cui aspetto di leggere un tuo post su Mr. Holmes è pari solo a quella con cui mi avvicinerei alla lettura del Secondo Libro della Poetica di Aristotele, quello stesso immaginario (forse) volume di cui favoleggia Eco nel libro che è inutile nominare.

      32. Dimenticavo… ho cominciato a scrivere Ermenàutica, accentando la “a”… ed incredibilmente in questo modo è come se fosse sempre esistita… un paradosso che sarebbe piaciuto ad uno dei Navigatore della Gilda del Dune di Lynch, che piegavano lo spazio-tempo per viaggiare…

      33. Detto che è molto elegante (tra l’altro l’accento cade anche nella lettera centrale della parola), ma perchè quando la pronunciavi la accentavi in un altro posto?

      34. No, ovviamente, e proprio questa ridondante precisazione di una pronuncia altresì ovvia che le dona un tocco arcaico… ma tutto a tempo debito… eh, eh, eh!

      35. Commento off topic: ieri ho visto Colonia, e posso dirti che è veramente un FILMONE.
        Parla della dittatura cilena di Pinochet, ma è anche e soprattutto un bellissimo inno alla libertà in tutte le sue forme. Te lo consiglio caldamente.

      36. Era già in watchlist e nutrivo forti aspettative.
        Il tuo commento ultrapositivo mi fa venire l’acquolina in bocca: non vedo l’ora di vederlo 😀

  3. Ricordo d’aver visto questo film una sera su Italia 1. E mi ero stupito, possibile che Wes potesse fare una porcheria del genere? Salvo solo quel pazzo di Cillian Murphy (quanto è bravo? vedere alla voce Peaky Blinders).
    L’ultimo film che ho visto con la McAdams è To the wonder, mmmhhh.

    1. De gustibus… quindi capisco il tuo punto di vista su Red eye.
      Su Murphy sono stra d’accordo: è molto bravo, paradossalmente lo è di più se fa il cattivo.
      Sulla McAdams sono di parte, ma io un’altra chance gliela darei se fossi in te: Malick può avvilire e distruggere qualsiasi attore…

      1. Certo certo de gustibus, ma da Wes mi aspetto altro visto il curriculum, XD
        No, no il commento non era su Rachel ma sul film, Malick non è facile da digerire. Un film in cui mi era piaciuta, ma di cui ricordo davvero poco, è State of Play. Dovrei rivederlo!

      2. State of play è carino.
        Ma se vuoi vederti un film veramente bello (ma bello bello) con la McAdams, allora guardati About time.
        E’ un film pazzesco, dello stesso regista\autore di I love radio rock.
        Per me è un capolavaro.

      3. Gleeson figlio, altro attore da tenere d’occhio (il che è poi praticamente impossibile, dato che ultimamente sta OVUNQUE, da Star Wars fino a The Revenant…)

      4. Si si il rosso junior, quello di Ex Machina. L’ultimo Guerre Stellari e il “film con l’orso” mi mancano!

      5. Dai, questo è proprio lo spunto che mi serviva per iniziare quella serie! Grande, grazie! Poi la presenza di Peggy è un incentivo in più!! 😀

      6. Black Mirror è una serie della madonna.
        Scusa la volgarità, ma è una serie fenomenale. Peccato ne abbiano fatti solo 10 episodi: si era parlato di un itneressamente di Netflix per realizzarne una nuova stagione, ma poi non ho sentito più niente. Incrociamo le dita.

  4. Questo film non mi ha mai ispirato, proverò comunque a guardarlo. Wes Craven è un genio poi. Per me Scream è geniale, la miglior cosa che abbia fatto, peccato la gente lo consideri un filmetto.

    1. Il poco credito di Scream è dovuto al fatto che il genere (il thriller con venature horror o, viceversa, l’horror con venature thriller, che poi è la stessa cosa) è considerato un genere di serie b, buono per teen movie o stupidate da liceali.
      E’ un po’ lo stesso pregiudizio che per anni ha gravato sui cinecomics, poi è arrivato Nolan con Batman e tutti hanno capito che anche i cinecomics potevano essere capolavori…

  5. In effetti Rachel McAdams è la bellezza angelica per eccellenza, e infatti le pacifiche e bucoliche immagini che hai creato per lei le calzano a pennello, oltre che essere molto belle.
    Ti dirò che apprezzo sia questo modello di donna che la sua antitesi, ovvero la femmina che ha il sesso addosso, e te lo trasmette anche quando non sta facendo niente di provocante. Lizzy Caplan è un esempio perfetto di questo tipo di donna.
    Comunque, secondo me sei stato troppo severo a dire che negli ultimi 10 anni Harrison Ford ha azzeccato solo un film. Tra quelli che ha fatto nell’ultima decade a me è piaciuto tanto proprio in un film in cui recitava anche la Caplan, Crossing Over.
    La McAdams invece l’ho vista soltanto in un film, Il caso Spotlight. Era un film costruito per strizzare l’occhio ai giurati dell’Academy, e infatti tra le tante nomination che ha raccolto ce n’era una anche per la McAdams. A mio giudizio immeritata: il suo ruolo lo poteva interpretare chiunque, e lei l’ha interpretato come un’attrice qualunque. Se invece l’Oscar si basasse su parametri estetici, allora la McAdams dovrebbe vincerlo tutti gli anni. 🙂
    Parlando un po’ anche di Red Eye, escludo di vederlo, perché i film ambientati quasi tutti in interni non mi piacciono. Si salvano soltanto quelli in cui l’interno è così caratteristico da diventare in pratica esso stesso un personaggio della storia. Penso ad esempio a “Dietro la porta chiusa”: la casa in cui è ambientato riflette pienamente la follia del suo protagonista, e quindi non avrebbe avuto senso “spostare” la trama anche in altre location.
    Tra l’altro, pur non apprezzandoli molto, quest’anno ne ho visti addirittura 2 di film ambientati “in interno”: uno è proprio Il caso Spotlight, l’altro è La grande scommessa. Il primo come sai non mi è piaciuto, il secondo invece sì: e non soltanto perché grazie a Dio ogni tanto l’azione si spostava fuori dalle banche, ma anche perché la comicità di quel film è ESATTAMENTE il mio tipo di comicità. 🙂

  6. Onestamente neanche io saprei scegliere tra la bellezza eterea di una McAdams e quella più lussuriosa di una Caplan: probabilmente dipende dalla serata (e da quante birre ho bevuto prima).
    Tra le altre cose, devi avermi letto nel pensiero, perchè proprio mentre tu scrivevi questo commento, io ne lasciavo uno sul blog di Kasabake dove gli confessavo di aver messo in Watchlist Masters of sex solo per la presenza della conturbantissima e concupiscentissima Lizzy 😀
    Ah, tra l’altro, avevo dimenticato Crossing Over: gran bel film ed effettivamente, seppur di genere molto diverso rispetto a Il buongiorno del mattino, è stata un’altra buona prova del caro Harrison.

    Per quanto riguarda Red Eye, effettivamente è ambientato nell’aereo per quasi la totalità della durata, tuttavia le poche scene in esterno sono tutte mirabili e hanno una tale dinamicità da compensare la staticità della fusoliera dell’aeroplano. Un mix intelligente, secondo me.

    Ti confesso infine, con non poca vergogna, che ho dovuto googlare Dietro la porta chiusa, perchè non avevo la minima idea di cosa fosse, di chi lo interpretasse e chi fosse il regista. Dal Cast e da come lo hai citato, deduco che siamo in zona capolavoro, tuttavia ha una tale età che dubito riuscirei a guardarlo (ho una sorta di idiosincrasia verso i film in b\n).

    Ultima nota su La grande scommessa: l’ho visto e, pur apprezzandola e dandogli un voto tra 6 e 7, non mi ha entusiasmato e poco coinvolto. La narrazione è troppo frammentata, nessun personaggio genera empatia e poi c’è troppa parola, una verbosità sconfinata che in alcuni tratti mi ha profondamento annoiato. Pensavo qualcosa più in stile “The wolf of wall street”, ma evidentemente Adam McKay non è Scorsese…

    1. Sul fatto che nessun personaggio generi empatia hai perfettamente ragione. Forse il problema si sarebbe potuto risolvere dando più spazio al personaggio di Brad Pitt, che è un po’ l’eroe del film. Ma evidentemente Brad aveva troppo da fare con Angelina Jolie e la loro tribù di bambini. 🙂
      Giusta anche la critica sulla verbosità sconfinata, ma va tenuto di conto che questo film è stato fatto per spiegare come è nata la crisi economica che tuttora ci attanaglia: e per spiegare, te lo dico da professore, usare un fiume di parole è spesso indispensabile. Hai voglia a usare schemi, mappe concettuali e slides: questi strumenti possono facilitare la comprensione, ma alla base deve comunque esserci un discorso lungo e articolato, perché se liquidi un argomento in 3 parole chi ti ascolta non ci capisce nulla.
      Diciamo che La grande scommessa preso come lezione sull’economia è eccezionale, preso come film di intrattenimento invece ammetto che può risultare pesante.
      Riguardo a Masters of sex, non lo conoscevo, ma aver messo la Kaplan in un telefilm con questo titolo è una scelta di casting semplicemente perfetta. Evidentemente non sono l’unico ad essermi accorto del suo straripante sex appeal. 🙂
      Riguardo alle birre, proprio la settimana scorsa ho scoperto una cosa curiosa: qua in Liguria genoani e sampdoriani sono così fieramente nemici che ciascuna delle due tifoserie ha la propria birra di elezione. Il genoano beve Ceres, il sampdoriano beve Beck’s. Ad informarmi di questo è stato un collega appassionato di birre, che però non beve nessuna delle due: a suo giudizio, il vero nettare degli dei è la Carlsberg. 🙂

      1. Effettivamente il persoanggio di Brad Pitt è quello più intrigante de La grande scommessa (oddio, avrebbe potuto esserlo anche quello di Will Ferrell, ma aver dato a lui quella parte ha affossato il character).
        Concordo anche sulla tua digressione sulle parole e sulle slide: sono un ferro sostenitore del catoniano “rem tene verba sequentur” e penso che l’uso delle slide abbia fatto più danni della grandine (e di questo dobbiamo dire grazie a Steve Jobs, il primo a usare in modo esasperato le slide, peccato che lui le usasse per VENDERE e non per SPIEGARE).

        E’ molto curiosa poi questa tua rivelazione sul derby della lanterna quando si tratta di birre.
        Personalmente, nel corso degli anni ho variato tantissimo i miei gusti in fatto di birre. Ora, per esempio, sto in fissa con una birra olandese che ho scoperto per caso nel mio supermercato di fiducia:

        E’ un qualità di birra prodotta dalla Bavaria, un po’ forte effettivamente, ma dal sapore ottimo. se ti capita, provala
        (per una volta spero mi perdonerai, ti ho dato un consiglio alcolico anzichè cinematografico :-D)

      2. Consiglio graditissimo! La porterò a casa del mio collega la prossima volta che faremo un “collegio docenti” a casa sua: organizza delle serate tra scapoli coi fiocchi. 🙂
        Se cambi idea su Dietro la porta chiusa, ecco dove puoi guardarlo:

        Buone visioni, e buone bevute! 🙂

  7. Non ho visto “Red Eye”, ma proprio ieri ho recuperato “Il Caso Spotlight” (bello), quindi questo post su Rachel McAdams casca a fagiuolo!

    Ma sono l’unico che se la ricorda in “My name is Tanino” di Virzì? Credo che la McAdams fosse all’esordio o giù di lì…

      1. Mi è piaciuto! Vabbè che io adoro Rachel, qualsiasi personaggio le diano da interpretare.
        Meno male che l’ho visto a quest’ora che se lo avessi visto di sera tutta la scena finale in casa del padre di lei non l’avrei tanto retta, o comunque mi avrebbe messo addosso molta più ansia.
        Bello. Il finale poi perfetto. Quella signora insopportabile io l’avrei mandata a quel paese già alla prima frase 😛
        Mchan

      2. la scena finale, sorvolando sull’improbabilità che Cillian Murphy potesse essere sopravvissuto dopo quella ferita al collo…, è effettivamente di grande suspence!!!!!
        Non avevo dubbi che ti sarebbe piaciuto 🙂

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