Exposed – Nell’ombra di un delitto

I brutti film hanno una relazione osmotica con il tempo: lo fanno rallentare.

Ricordo che quando mia moglie mi trascinò al cinema per vedere Il cacciatore di aquiloni (che tra le altre cose fu l’ultima volta in cui ebbe voce in capitolo sulla scelta del film), le due ore trascorse in sala equivalsero per me al tempo che impiega Marte a completare la sua orbita intorno al sole. Quando finalmente partirono i titoli di coda de Il Ritorno del Re ero sicuro che, alzandomi dalla poltrona, avrei scoperto che sul sedere erano comparse dolorosissime piaghe da decubito. Quando mi inflissi il supplizio di vedere Vi presento Joe Black vissi lo stesso senso di alienazione e straniamento che prova chi naufraga per 10 anni in un’isola sperduta.

Assumendo quindi le teorie einsteiniane sul tempo e lo spazio, possiamo affermare che il cinema è come la velocità della luce perchè, al pari di essa, ha la facoltà di far accelerare il tempo o soprattutto di farlo rallentare. Così afferma la logica e così sentenzia la scienza, entrambe confortate da rigorosissimi calcoli matematici e inappuntabili ragionamenti sillogistici.

Ma evidentemente la Logica e la Scienza come pure la Matematica e la Ragione non hanno mai avuto il privilegio di guardare Exposed – Nell’ombra di un delitto. Perchè vi giuro sulla foto di Baresi che tengo appesa sopra la testata del letto, che quando ho visto Exposed – Nell’ombra di un delitto il tempo si è arrestato, ha smesso di scorrere e si è fermato a contemplare sbalordito lo scempio impresso nella pellicola, quasi incapace di accettare la realtà.

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Una realtà fatta di idiozie, tempi morti, personaggi assurdi, trama risibile, stereotipi come ghiaccio al polo nord. E siccome il tutto non è mai la sola somma delle parti ma molto di più, Exposed ha la capacità di trascendere la propria bruttezza, diventando un paradosso e un paradigma al contempo, canone inverso della settima arte che si suicida per pudore.

A Keanu Reeves voglio bene da quando interpretò Kevin Lomax in L’avvocato del Diavolo e quindi gli perdono tutto e continuerò a farlo sempre. Ana de Armas è notevolissimamente gnocca, quindi non importa quel che dice o quel che fa, basta che ci sia (preferibilmente in minigonna). L’unica cosa che non mi spiego è perchè un attore nel gotha di Hollywood da decenni e un’attrice bella e lanciatissima nel firmamento cinematografico debbano lavorare in un film del genere: forse che sono stati costretti? Magari a lui hanno rapito il cane e a lei hanno rubato il pin del cellulare… O magari una sera sono usciti insieme a farsi una birra, ne hanno bevuta qualcuna di troppo e in preda all’euforia lui ha biascicato una cosa del tipo: Ana, facciamo una scommessa: vediamo se riusciamo a fare un film più brutto di Knock Knock. E lei, chiaramente sbronza, deve aver risposto: Si si si si si si. Facciamolo subito! Ed ecco così spiegata la genesi di Exposed.

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E dire che di cagate ne ho viste tante, centinaia e centinaia, quindi conosco benissimo il fenomeno della relativizzazione del tempo correlato a film di merda. Tuttavia mai mi era capitato di vedere le lancette dell’orologio fermarsi, il sole e le stelle restare immobili nel cielo, la realtà tutta cristallizzarsi in una smorfia di orrore.

Sarà pure un film di merda, ma se non altro Exposed è un prodigio della scienza.

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56 pensieri su “Exposed – Nell’ombra di un delitto

  1. In due righe hai sintetizzato tutti gli elementi che più fanno imbestialire gli spettatori: idiozie, tempi morti, personaggi assurdi, trama risibile, stereotipi come ghiaccio al polo nord. In effetti trovarli tutti in un unico film è stata una sfiga da antologia.
    Alcuni di questi elementi non mi fanno arrabbiare, anzi mi fanno ridere e quindi paradossalmente diventano un valore aggiunto: le idiozie, ad esempio, più ci sono e meglio è.
    Anche gli stereotipi, che tanti spettatori vedono come il fumo negli occhi, a me non fanno né caldo né freddo: puoi infarcire il tuo film di cose viste e riviste, puoi perfino copiarlo da capo a piedi, io ti giudicherò soltanto per la tua capacità di intrattenermi.
    Su uno solo di questi elementi non transigo: i tempi morti. Non li sopporto nemmeno nella vita reale: ad esempio, quando vado ad un ristorante lo valuto non soltanto in base alla qualità dei piatti, ma anche in base alla velocità con cui me li serve. Pensa che, quando di un ristorante divento cliente abituale, faccio l’ordinazione per telefono mentre lo sto raggiungendo: in questo modo quando ci arrivo il piatto sarà quasi pronto, e i tempi morti quasi azzerati.
    Ma torniamo al cinema. Non ho mai visto Vi presento Joe Black, nonostante presenti 3 nomi a me molto cari. Sono affezionato:

    – al regista Martin Brest per Scent of a Woman – Profumo di donna;
    – a Brad Pitt per In mezzo scorre il fiume;
    – ad Anthony Hopkins per Bobby e Quella sera dorata.

    Tra l’altro un mio amico è un super fan di Anthony Hopkins: pensa che una volta uscì un suo film (Premonitions) mentre il mio amico era in vacanza in Belgio, e lui smaniava così tanto dalla voglia di vederlo che, anziché aspettare il ritorno in Italia, preferì vederselo in lingua originale con i sottotitoli in fiammingo (in Belgio infatti non esiste il doppiaggio). Non ho mai visto Premonitions, ma lui mi ha detto che era fatto benissimo, al punto che si riusciva a seguire perfettamente la trama anche senza capire un singolo dialogo.
    Pur non essendo un fanatico quanto lui, al buon Hopkins voglio molto bene anch’io. E infatti sto già facendo il conto alla rovescia (- 18 giorni) per l’uscita di questo suo film:

    1. Effettivamente, nessuno di questi elementi (idiozie, tempi morti, personaggi assurdi, trama risibile, stereotipi) è negativo di per sè. Lo diventa solo quando viene usato in maniera indsicriminata e senza intelligenza. E, soprattutto, gli stereotipi sono un topos che può anche portare a meraviglie narrative, purchè sia usato in maniera brillantezza: tutti gli action movie con i nostri amati Sly e Swarzy sono costruiti sullo stereotipo dell’eroe solitario, burbero ma buono, con il cuore spezzato e con muscolatura direttamente proporzionale alla generosità…

      Ho già lungamento bistrattato Vi presento Joe Black nel post che dedicai ai film che piaccionoa tutti tranne me, quindi non ti annoierò oltre. Mi limito a ricordare che questo è il classico film dove un’idea genialissima è stata tramutata in una sceneggiatura orribile e noiosa.

      Antony Hopkins resta un titano, tuttavia nel nuovo secolo ha partecipato solo a cagate pazzesche. Gli unici due film decenti cui ha partecipato sono il già da te citato Bobby e, soprattutto, Hitchcock, film che ti consigliai tempo fa e che mi sento di caldeggiarti nuovamente.
      Il film che il tuo amico si è sorbito addirittura in fiammingo io me lo son visto e ti assicuro che rientra di diritto nella categorie delle cagate: un film così insulso da non lasciarmi manco la voglia di sputtanarlo con una recensione goliardica…

      1. Allora si vede che il mio amico è un fan di Hopkins così sfegatato che ormai si fa piacere qualsiasi film in cui reciti il suo beniamino.
        Ho dato un’occhiata ai film che ha fatto nel nuovo secolo, e oltre ai 3 titoli che abbiamo citato (Bobby, Quella sera dorata e Hitchcock) ne ho trovati altri 3 che mi sono piaciuti:

        – Tutti gli uomini del re;
        – Il caso Thomas Crawford;
        – Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni.

        Il primo è di gran lunga il mio preferito; il secondo è anch’esso un buon film, mentre il terzo è così profondamente “Alleniano” che mi sento di consigliarlo soltanto ai fan del regista. E’ la versione Alleniana di The Hateful Eight, per intenderci: un fan del regista se lo fa piacere, tutti gli altri spettatori assolutamente no.
        Tra l’altro ho notato che molti film recenti di Hopkins sono stati stroncati dalla critica: Alexander, Il rito, Noah, Conspiracy… è strano che un attore con la sua intelligenza sia così maldestro nella scelta dei copioni. O forse non è inettitudine, ma semplice bisogno di soldi. 🙂

      2. Ho visto il caso Thomas Crawford trovandolo estremamente noioso.
        Ho invce scaricato di recente Tutti gli uomini del re e il tuo giudizio positivo gli farà senz’altro scalare posizioni in watchlist 😉

        Sullo scadimento del suo curriculum credo che alla sua età, ormai gli freghi solo dei soldi e parteciperebbe anche a qualsiasi pellicola di merda purchè ben remunerata 😀

      3. Dai, perché?
        E’ un bel giallo, certo non un capolavoro, ma un divertissement che si riguarda anche volentieri… forse le parentesi sentimentali tra il vice procuratore distrettuale che indaga ed il suo futuro capo (per tanto in sordina, la nostra bionda Rosamund Pike, poi esplosa con il character della psicopatica di Gone Girl) sono un po’ leccate, ma i due attori maschili protagonisti Hopkins e Gosling recitano alla grande ed il meccanismo di suspence giudiziaria tribunalistica non è male…
        Sei stato cattivo… oggi niente cartoni animati, bimbo Lapinsu…

      4. Ricordo quel film con dolore quasi fisico, pensa un po’ te…
        Tra l’altro fu uno dei primi che vidi insieme a moglie dopo che ci eravamo sposati: forse è per questo che ne serbo un così cattivo ricordo ahahahaha 😀

      5. grazie a dio mia figlia non ha mai provato interesse per Peppa Pig. Dopo una breve parentesi Masha, siamo subito passati a Curious George (Cartone veramente interessante, prodotto, tra gli altri, da Ron “Richie Cunningham” Howard).
        Dopo circa un anno in cui mi sono rivisto all’infini i 40 episodi che le ho scaricato sul tablet, ora siamo entrati in fase Pinguini del Madagascar, con sporadiche e mai del tutto soddisfacenti scappattella nel Regno di Arendelle con Anna e Elsa.

        Devi capire che per me, sempre riottoso alla visione degli “animation” questa cosa sta diventando un’autentica tortura

    2. Senza nulla togliere all’originale italiano, con un sublime Gassman nella parte che è assegnata a Pacino nel remake, ricordo il bel film di Brest “Scent of woman” per il mervaigliso monologo alla folal di studenti, uno dei pezzi forti del cinema americano del dopoguerra…

      1. ammetto la mia ignoranza, ma non ho mai visto nessuna delle due pellicole, nè quella italiana nè il remake statunitense.
        E francamente mi avvilisce tutte le volte che discuto con te e con wwayne vedere quante lacune, soprattutto del cinema ante anni 80 😦

      2. Come dice il vecchio adagio, la vecchiaia non è bella, però è peggio non arrivarci.
        Sulla toscanità non posso farci niente: nemmeno dopo 40 anni a Firenze potrei essere scambiato per un autoctono, perchè la mia “calata marchigiana” nel parlare è tale che nemmeno l’Arno potrebbe lavarla via dalle mie corde vocali.
        Quindi non mi resta che recuperare pian piano le mie ignoranza 😀

      3. Quella è senza dubbio la scena più memorabile, ma Scent of a Woman è proprio un filmone nel suo complesso. Quasi quasi nel fine settimana me lo rivedo! 🙂

      4. guardate, facciamo una cosa: proprio l’altro ieri ho visto i link per scaricarlo su un forum che frequento: lo metto in download.
        CONTENTI?????
        😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀

    3. Da tempo, Wwayne, volevo raccontarti la triste esperienza che ho avuto con la visione di un film che aveva sulla carta per me tutta l’aria di diventare uno dei guilty pleasure preferiti e che invece è stato rovinato dalle mani inesperte di un regista cane e di uno sceneggiatore ancora peggiore!!

      Sto parlando di quella terribile occasione sprecata di Barely Lethal: me lo sono messo in hard disk con l’acquolina alla bocca, perché la trama era leggerissima ed accattivante (una bambina, cresciuta in isolamento in un centro di addestramento governativo per spie killer, da adolescente fugge per godersi la vita da teen-ager in un college americano), piena di bellissimi cliché (la studentessa inesperta che diventa una star, una killer spietata che finge di essere una ragazza normale, etc.), un cast femminile da urlo (il mio idolo Hailee Steinfeld che fa la collegiale e Jessica Alba che fa una spietata spia internazionale) e tra gli uomini un divertito Samuel Jackson che fa il capo-addestratore) ed infine l’ambientazione alla Mean Girls… insomma un cocktail divino… ma poi tutto va in vacca!

      Non parlo della trama stupida (che avrei tollerato ed anzi persino desiderato in un film così) ma proprio delle occasioni sprecate, dei tempi morti buttati a caso, delle scene prive di continuità che non servono nemmeno a divertirsi… che peccato, che dolore!

      Resta solo la delizia di vedere una Hailee Steinfeld che fa benissimo la parte della matricola, mentre scopre la gioia di prendere lo scuolabus o di andare alla mensa del campus… ma nulla più… sob!

      1. Ovviamente misi anche io questo film in watchlist. La presenza della Alba sarebbe da sè bastante, ma se poi la protagonista è quel cioccolatino ddella Steinfeld…
        E proprio come te non son riuscito a digerirlo, tanto che non ne ricordo affatto la seconda parte: probabilmente ho passato tutto il tempo a fare qualcos’altro mentre il film scorreva sullo schermo, incapace di attirare la mia attenzione.

        Sai una cosa, si potrebbe fare un decalogo di questi film potenzialmente ottimi poi andati in vacca per imperizia, fretta, mancanza di coraggio.

      2. La ricordo, non potrei farne a meno, anche perchè ormai su questo avverbio sono diventato peggio di una vecchia isterica e riprendo chiunque lo usi a sproposito.

      3. La Steinfeld resta un’attrice molto bella e molto brava, ma ho l’impressione che si stia montando un po’ la testa. Seguo da tempo il suo profilo Instagram: fino a pochi mesi fa pubblicava foto divertenti delle sue serate tra amici, ora posta soltanto foto di se stessa in pose del tipo “Visto quanto sono figa?”
        Peraltro il suo è un fisico acerbo, anche di viso non è tra le più belle del mondo, quindi se perde la simpatia che la caratterizzava agli esordi non resterà più nulla per cui valga la pena di tenerla d’occhio. Speriamo che si rimetta sulla buona strada… ri – sob!

  2. “I brutti film hanno una relazione osmotica con il tempo: lo fanno rallentare.”
    Verissimo!! Anche se, sorprendente, non per tutti alla stessa maniera.
    Il film in questione non l’ho visto (ma non è proprio il mio genere)…ma magari hai trovato una costante di questa strana legge fisica!

  3. Non smetto di sorridere….potresti scrivere di qualsiasi cosa e ne verrebbe fuori una lettura molto divertente ….in effetti a Keanu Reeves il cane non gli è stato rapito ma gli è stato ucciso un paio di anni orsono in “John Wick”, dove è diventato un supereroe e ha scatenato la sua ira per vendicarsi…Anche quel film, che molti hanno giudicato positivamente, mi è sembrato molto esagerato e sopra le righe,tuttavia certamente superiore a questo Exposed, che non sono riuscito a guardare sino alla fine perchè una vera boiata. Pensa che il prossimo anno uscirà pure il seguito di John Wick…..penso che il nostro Keanu ormai si sia abbonato ai filmetti insulsi, oltre a “Knock Knock” ci metterei anche “47 Ronin”. Nel corso del 2016 sono usciti ben tre film con Keanu come protagonista e non sono ancora riuscito a vederli, spero che risollevino un poco le sue qualità anche se temo che ormai sia improbabile, oltre alle trame insulse negli ultimi film l’ho trovato imbolsito e quasi incapace di recitare, con espressioni del viso stucchevoli , quasi fosse stato vittima di una paresi.

    1. Ciao Massimo, sei sempre troppo gentile con me e con le mie recensioni, più goliardiche che divertenti in verità…

      Su Keanu Reeves come non darti torto?? effettivamente negli ultimi 15 anni non si ricordano suoi film memorabili, che invece son tutti concentrati negli anni 90 (ovviamente matrix e l’avvocato del diavolo, ma anche Johnny Mnemonic, Il profumo del mosto selvatico, le Riserve, Point Break). E’ strano come abbia praticamente cannato tutte le scelte di copione, porbabilmente è rimasto troppo ancorato al personaggio iconico di Neo e non ha più saputo staccarsi da esso.

      A me John Wick è piaicuto ma onestamente non ho compreso il clamore che ha riscosso nè la scelta di fare un sequel… ma ormai si fanno solo sequel quindi non mi stupisco più di niente…

      1. Sono uno dei pochissimi ai quali matrix non ha dato scossoni emotivi anzi mi è sembrato un bel film ma nulla più (anche rivisto a distanza di anni) mentre in “l’avvocato del diavolo” e “Point Break” secondo mio modesto sono stati gli altri protagonisti ad emergere (Al Pacino e Patrick Swayze).
        Uno degli ultimi film che ho apprezzato Reeves come attore è “Constantine”, anche in questo caso si tratta però di un film certamente non indimenticabile, nonostante la frase ormai famosa del protagonista,Keanu Reeves / Constantine detective malato di cancro a causa del fumo chiedere a Lucifero il permesso di accendersi una sigaretta, il quale risponde: fai pure, sono un loro azionista !!

      2. L’Al Pacino de L’avvocato del Diavolo avrebbe rubato la scena a chiunque, anche a Marlon Brando. Tuttavia il personaggio di Reeves in quel film riusciì bene soprattutto grazie alla sua interpretazione.

        Matrix (come i due sequel) è un film tranciante: o lo ami o lo odi. Io il primo Matrix l’ho adorato trovandolo così squisitamente naif, innovativo e nostalgico al contempo, visivamente devastante, narrativamente spiazzante.
        I due sequel non ebbero nessuno dei pregi del primo film e di fanti li ho sempre massimamente disprezzato tanto che la trilogia di Matrix nemmeno fini nella mia classifica delle 20 migliori saghe cinematografiche 😉

        Constantine è un film godibile ma solo perchè c’è Rachel Weisz all’apice della sua bellezza: all’epoca avrebbe concupito tutti gli angeli del paradiso con un solo sguardo…

    1. Non sarebbe da biasimare il nostro Keanu.
      Se proprio volessi trovare il pelo nell’uovo, io alla bella Ana avrei comunque preferito l’altra protagonista di Knock Knock, Lorenza Izzo:

      1. come caschi, caschi in piedi.
        alla fine della fiera la soluzione migliore è quella adottata in Knock Knock: un bel panino e passa la paura.
        Magari con un epilogo un po’ diverso però 😀

  4. Gli stereotipi, se vengono utilizzati con una certa intelligenza, possono anche piacermi e non darmi fastidio. Poi dipende da chi ha scritto la sceneggiatura, certe volte mi sono trovato dei personaggi così prevedibili da farmi rabbrividire.

    1. Tieni conto che ad aver scritto e diretto questo scempio è stato un tale dal nome Gee Malik Linton .
      Questo immenso cineasta, prima di Exposed, aveva partecipato ad altri due film meravigliosi (The Departed e The Dark Knight Rises) in qualità di allenatore di Di Caprio e Anne Hathaway . E’ un po come se il cameriere di una trattoria decida di mettersi in proprio e fare lo chef pur non avendo mai saputo cucinare nemmeno un uovo al tegamino…
      Onestmaente non riesco a stupirmi del pessimo risultato…

  5. Keanu R. ormai mi è scaduto. Da troppo tempo tira dentro film di merda come fossero noccioline, secondo me ci sta prendendo gusto.
    O lo pagano talmente tanto che si tappa il naso e dice “chemmefregaammé”

    1. Per film come Exposed non credo che possa aver ricevuto un cachet con troppi zeri. Probabilmente c’ha il cervello in pappa e gli pare di far film della madonna…
      Oppure si bomba la Armas e ha partecipato solo per fare un piacere a lei (e in questo caso non me la sentirei di biasimarlo…)

      1. sta cosa dell’omosessualità di KR mi è sempre parsa più una leggenda che altro…
        Comunque sia, KR può andare a letto con chi vuole, a me basta che la smetta di fare ste ciofèche di film 😀

  6. Leggendo il tuo post e soprattutto confrontandolo con i due precedenti, mi è venuto in mente che tra le righe (non in modo diretto, difatti) sta i da qualche tempo enucleuando una tua ermenàutica fenomenologia della bruttezza che ad onor del vero sta lentamente coincidendo con la mia: il brutto come opposto del kantiano bello ovvero deprecabile quando è sbagliato in modo eticamente colpevole ovvero perché non si è stati in grado di farlo come si deve.

    Mi spiego: certe pellicole sono appositamente sbrigative, senza approfondimenti, puramente ridanciane o carnascialesche o goliardiche o truzze 0 deliranti, demenziali, divertenti, intrise di comicità coprologica da college oppure sono tutta azione, inseguimenti, sparatorie, scazzottate ma senza secondi fini o pensieri nascosti o tempi morti dedicati ad una riflessione che in realtà non esiste, insomma tutto questo non è cinema fatto male o disonesto ma cinema senza pretese e quindi va recuperato, non idolatrato, ma nemmeno biasimato; altre pellicole, invece, indipendentemente dai presupposti puramente divertenti o al contrario riflessivi e concettuali, sono fatte male e come tali sono da condannare!

    Quindi ben venga il cosiddetto cinema di genere se è ben fatto: un film ‘azione che si programmi solo ed esclusivamente di emozionare, che emozioni sul serio, così come un film comico che voglia solo far ridere e non riflettere, che faccia ridere sul serio!

    Questo ovviamene non esclude tutto il resto che non sia di genere e nemmeno le contaminazioni tra generi e certamente il capolavoro si raggiunge quando si raggiungono più obiettivi assieme (come i grandi film di Nolan o Spielberg, per fare esempi classici), ma certi casi, come quello da te citato questa volta, non rientrano in nessuna categoria salvabile: sono film che fanno cagare e basta!

    Con mia moglie ed i miei amici faccio sempre l’esempio di chi decide di usare parte del suo tempo per andare alle giostre, durante una gita a Parigi anziché a vedere un museo: i più intellettuali riterranno questa scelta sbagliata, perché il tempo dovrebbe essere speso con passatempi di qualità, ma sarebbe una considerazione parziale e limitata, perché anche il divertimento è essenziale; altresì, il cercare solo ed esclusivamente il divertimento facile, fine e se stesso, che non ci arricchisca minimamente ma si limiti a solleticare bassi istinti, è anch’esso ugualmente sbagliato, perché ci lascia allo stato brado di tubi digerenti senza cultura o esperienze complesse, ma solo consapevolezza appena accennata di atti ripetitivi.

    Chi ama la cultura, sa bene che un minimo di sforzo iniziale è necessario per costruire dentro di noi quegli strumenti che ci permetteranno poi con leggerezza di accogliere i grandi capolavori, mentre chi rifiuta qualsiasi istruzione resterà per sempre escluso dalla comprensione dei gioielli dell’umano ingegno, come chi si rifiuta di fare qualsiasi attività sportiva, preferendo solo sprofondare sul divano, non sa che un minimo sforzo iniziale ci regalerà più avanti la leggerezza con cui affrontare corse all’aria aperta e scalate e tant’altro che un corpo in forma riesce a fare ed uno abbandonato solo alla fiacca non sapranno mai; allo stesso modo, i cultori del fisico perfetto diventano sacerdoti di una religione in cui si fa passare la privazione come un obiettivo mentre nella vita c’è molto di più, compresa l’esagerazione e gli errori!

    P.S. Il film di Martin Brest non lo inserirei mai nella categoria dei film profondamente sbagliati, perché al suo interno ci sono delle perle che a mio avviso pareggiano gli errori: se ho trovato allora ed ancora oggi assolutamente insopportabile lo sguardo e l’atteggiamento sognatore dell’insulsa e stucchevole e monoespressiva Claire Forlani (personaggio idiota come non mai) e antipatico ed insopportabile un Brad Pitt che si preoccupava in quel film solo di essere un sogno sexy per donne di mezza età (taglierei e brucerei praticamente tutte le sequenze con i due innamorati, in particolare quella della piscina interna alla casa), d’altra parte sia il personaggio, sia le battute, sia la recitazione portate da Hopkins sono straordinarie… fantastica anche Marcia Gay Harden, nel difficile, ruolo di figlia non-prediletta ed infine grandissimo Jeffrey Tambor, caratterista che ho sempre amato e che dà uno spessore speciale al personaggio squallido di Quince… uno script che avrebbe funzionato penso molto meglio a  teatro, senza le scene d’amore così lunghe e tediose e più incentrato sui dialoghi, scritti benissimo.

    1. Leggendo questo tuo post (perchè non si tratta chiaramente di un commento, bensì di un autentico post che reputo sprecato resti confinato nei meandi di un mio becere articolo) non posso che ripetere quanto ho scritto nell’ultimo mio commento sul tuo blog: hai una capacità di spiegare illustrare e far comprendere unica. Questo dono è chiaramente innato ma tu ne fai un uso saggio e sempre generoso, il che ti rende massimamente onore.

      La tua dissertazione su cultura “bassa” e “alta” (perdona la semplificazione) è semplicemente perfetta non solo perchè le descrive in maniera sublime ma soprattutto perchè ha l’onestà intellettuale di non fare classifiche, di non anteporre l’una all’altra, di evitare toni snob. Il corpo non è solo carne, ma neppure solo intelletto: piacere e comprendere sono due bisogni umani, parimenti importanti.
      Mentre descrivevi il tuo esempio di Parigini mi sono tornato in mente io stesso nel mio ultimo viaggio a Milano, in occasione del concerto di Bruce a luglio.
      Arrivato con largo anticipo allo stadio, ho preso la Metro per andare in centro: ho passeggiato a piazza Duomo, ho ammirato la Galleria, sono rimasto affascinato dalla modestia quasi spartana del Teatro la Scala, umile scrigno che svela in realtà tesori di inestimabile bellezza ogni volta che apre le sue porte. Poi, tornato alla metro, prima di giungere di nuovo allo stadio non ho potuto resistere alla tentazione di fare una capatina al Portello per visitare la nuova sede del Milan…

      Non spreco invece ulteriori caratteri digitali per disprezzare Joe Black, film che no nriusciresti a farmi piacere nemmeno con la tue sillogistiche abilità da docente 😀
      Mi sento però in dovere di spezzare una lancia in favore di Claire Forlani, passera siderale nonchè mia conterranea (è originaria di PieveBovigliana, un paesino in provincia di MC famoso perchè vi ha sede la Varnelli, produttrice dell’omonimo e squisito Mistrà che tu credo conosca).
      Ho visto più di un film solo perchè c’era lei, non ultimo quel Generazione X di cui parlammo tempo fa.

      1. Difficile e forse anche inutile risponderti, perché sembreremmo due amici gigioni che si spalleggiano vicendevolmente dandosi ragione e pacche sulle spalle…
        quindi?
        Quindi lo faccio… mi piacciono i gigioni…

        Ho trovato il tuo esempio sulla gita a Milano per il concerto, assolutamente perfetto, meglio del mio, perché hai reso esattamente ciò che intendevo, così come la sintesi che hai usato “Il corpo non è solo carne, ma neppure solo intelletto: piacere e comprendere sono due bisogni umani, parimenti importanti” e questo direi che mette la parola fine all’argomento, anche se sono certo che ci torneremo, più avanti, perché invece il discorso sulla Fenomenologia della Bruttezza è tutto aperto… infatti, se già da sempre è opinabile definire il bello, il brutto segue a ruota…

        P.S. Quando cerca di apparire travolta dagli affetti, la Forlani (sulla cui bellezza non discuto, come per altro su quella di Pitt, fidandomi di quello che dicono le donne…) mi ricorda uno di quei meme che girano per il web, con gli occhi socchiusi come a contenere chissà quanta lacrimazione sul punto di esplodere… se fossimo a Filottrano, si beccherebbe un “vaffa”, in cui ogni “o” sarebbe vernacolamente sostituita da una “u” (vedi “culo” e “culu”); apprendo solo ora la marchigianità dell’attrice e si che il cognome simile a quello del politico della prima repubblica mi avrebbe dovuto far capire prima… ma pensa un po’!

        P.P.S. Varnelli è semplicemente il Mistrà per eccellenza! Number One!!

      2. Non sono un grande stimatore del Varnelli (di sicuro gli preferisco la Forlani, anche ora che ha abbondanemente sforato gli anta), tuttavia è uno dei pochi prodotti tipici marchigiani assurto a clamore nazionale, anche se resta comunque un prodotto di nicchia, praticamente introvabile oltre i confini regionali.

        Ti confesso che neppure io sapevo delle origini Maceratesi della Forlani, lo scoprii anni fa perchè venne a sposarsi proprio a PieveBovigliana e la cosa fece enorme scalpore nei quotidiani locali che, all’infuori di terremoti o vecchiette che persono il gatto, qui non hanno proprio nulla di cui scrivere.

        Comunque, questo nostro discettare sul bello, sul brutto e sulla Forlani, ha stimolato l’ermenauta che è in me spingendomi a buttare un fugace sguardo alla filmografia della bella mia conterranea.

        Scopro così che ha preso parte ad uno degli ultimi Scuola di Polizia, che vanta un cameo addirittura in The Rock (filmone cui avrei dato 10 oscar solo per la scena con Sir Sean Connery in capelli lunghi dietro le sbarre), il già citato Generazione X (bel film), Mistery Man (film che ho scaricato anni fa ma che non ho mai troavto il coraggio di vedere). Poi ci sono due filmacci tremendi, che comunque a me non sono dispiaciuti: SYNAPSE (cyberthriller con qualche spunto interessante) e Boys and Girls: attenzione il sesso cambia tutto (romanticone poco moccolone sulla strana relazione di due trombamici). Da lì in poi la nostra bella ha concluso veramente poco: tutti filmetti di bassa lega, anzi bassissima direi, di cui posso vantare di averne visto qualcuno (lo sai che mi piacciono le schifezze annunciate) e su tutti svetta l’infimo PRECIOUS CARGO, pellicola modestissima e degna di nota solo per l’ennesimo personaggio insulso di Bruce “mi servono soldi vi prego aiutatemi” Willis, classico tristissimo action movie che rientra di peso nella categoria già da te creata parlando di Barely Letal: premesse discreta, resa da latrina.
        Dovrebbe aver partecipato anche a qualche serie tv e in una di queste, se la memoria non mi inganna, dovrebbe anche aver cacciato le tette, ma per questi dettagli wikipedia non aiuta, quindi passo e chiuso
        😀

      3. Premessa discreta, resa da latrina“, applauso.
        Stavo pensando alla “classifica/decalogo dei film potenzialmente ottimi poi andati in vacca” di cui parlavi qualche commento or sono… ed in effetti potresti aver trovato un bellissimo titolo: LATRINE – Film andati in vacca da ottime idee di partenza

      4. per il momento ho in canna classifiche altre classifiche con cui ammorbart(v)i nelle prossime settimane, anche perchè, in effetti, è da tempo immemore che non ne pubblico una, credo addirittura da inizia anno. E dire che sono gli articoli che riscuotono maggior successo nel mio blog. Ho sempre pensato di essere un pessimo venditore di me stesso e questo ne è la riprova.

        A proposito, sono in debito con te di un particolare cui ti avevo accennato per e-mail, riguardante la pubblicazione di questo pezzo, Exposed.

        In realtà questa settimana avrei voluto pubblicare proprio una delle classifiche di cui ti ho parlato poc’anzi, il giorno x sarebbe stato ieri per l’esattezza. Sfortuna ha voluto che domenica mattina abbia terminato la scrittura di questo pezzo e, come faccio sempre, ne abbia programmato la pubblicazione per l’anno prossimo: in questo modo ho tutto il tempo per rivederlo, correggerlo, modificarlo, talvolta addirittura cestinarlo. Sfiga ha voluto che mi sia sbagliato a selezionare l’anno e abbia lasciato il 2016, così l’articolo è stato pubblicato il giorno stesso, che poi è domenica, giorno in cui non pubblico mai per principio.
        L’articolo era pieno di refusi che mi sono sbrigato a sistemare tuttavia, per onestà intellettuale, non ho apportato altre modifiche, nemmeno il voto ho inserito, cosa che metto sempre sotto ad ogni post…

        Vabbè, ok, cazzo me ne frega? starai certamente pensando. Tuttavia, e spero qui mi comprenderai, ci sono giorni in cui l’anima ermenautica è così potente e prepotente che devo dargli sfogo in qualche maniera, e il modo più semplice è sentire il rumore delle mie dita che battono sulla tastiera fiumi di parole inutili e, talvolta, addirittura senza senso.

        Buona serata amico!

      5. Argh!!! Ho finto il mio tempo e debbo correre via, ma sappi che ti comprendo benissimo, soprattutto per lo spirito ermenàutico che mi fa ticchettare pago di quel che scrivo e che dico!!!

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