Jack Reacher: Punto di non ritorno

I film con Tom Cruise hanno 4 imprescindibili capisaldi:

  1. Tom salva qualcuno o qualcosa o tutto (il mondo, la galassia, la patria, l’onore, la vita, la morosa, l’amico, il cane, il gatto, la casa, etc)
  2. Tom è sempre figo e splendente: mai spettinato, mai in disordine, sempre sul pezzo. Anche quando ha il viso segnato dalle ferite e dalla stanchezza, è sempre meraviglioso e capace delle imprese più mirabolanti
  3. Tom non invecchia. E’ come Dorian Gray. O forse è vero il contrario: Dorian Gray è come Tom Cruise
  4. Tom si spupazza la protagonista femminile. La tensione sessuale tra lui e la belloccia di turno si può declinare con sfumature diverse (dal sesso sfrenato al bacio romantico fino addirittura al rifiuto di lei perchè Tom è figo ma non è mica James Bond e quindi ogni tanto si becca qualche due di picche pure lui), purtuttavia è sempre ben evidente

E i primi cinque minuti di Jack Reacher: Punto di non ritorno sono un perfetto paradigma dei film tomcruisizzati: Tom veste subito i panni del buono per salvare l’onorabilità dell’esercito e, ammanettato, profetizza la capitolazione del nemico in perfetto stile Giustiziere della Notte, ma con lo sguardo languido che ha fatto capitolare femmine di clamorosa bellezza come Rebecca De Mornay, Mimi Rogers, Nicole Kidman, Penelope Cruz, Katie Holmes (ehi Tom, ogni tanto però mangiaci pure una fettina di pane, che sennò ti va di traverso…).

tomcruisejackreachernevergobackpuntodinonritorno

Sempre nei primi cinque minuti compare anche la bella di turno, Cobie Smulders, che come attrice lascia molto a desiderare e se provate a spostare lo sguardo dal di lei visino al cestino di pop-corn che tenete in mano, quest’ultimo risulterà più espressivo e “in parte”. Comunque Cobie è abbastanza gnocca per farsi perdonare l’inettitudine anche se ha la pessima abitudine di abbigliarsi come una devota mormona dello Utah (cambia guardaroba, Cobie, ne va della tua carriera! E te lo dice uno che sulla sinergia tra cinema e gnocchitudine è un’autorità). Tuttavia i due flirtano e il film sembra in discesa.

tomcruisecobiesmulders

Ma ad un tratto qualcosa s’inceppa e quando vedi Tom FARE L’AUTOSTOP ti viene il sospetto di aver sbagliato film. Il sospetto si trasforma in terrore quanto realizzi che Cobie Smulders, dal nulla, si è trasformata in un incrocio tra Sarah Connor e il Soldato Jane e la tensione sessuale va a farsi benedire. Certo, Tom salverà lei, la figlia, se stesso, l’esercito e un numero imprecisato di essere umani ed anche nel pieno di inseguimenti mozzafiato o combattimenti corpo a corpo luccicherà sempre come il David di Michelangelo, immortale ed immutabile. Ma nel fare tutto questo la protagonista femminile al suo fianco si vestirà come Rambo, parlerà come Clint Eastwood e sparerà come John Wayne: il cestino di pop-corn di cui sopra potrebbe ispirarvi senz’altro pensieri più lussuriosi.

Ed è così che il film ricade su stesso, si trascina stancamente e cerca di dare un senso a ciò che purtroppo non potrà mai averne. Perchè un tavolino per stare dritto ha bisogno di tutte e quattro le gambe: basta che una venga meno per rovinare tutto. E Cobie Smulders, insipida come una fetta di polenta fredda e senza condimento, rovina tutto.

ARIDATECE REBECCA FERGUSON!

rebecca ferguson mission impossible

Lei si che sa fare la Tomcruise Girl!

Voto: 5

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41 pensieri su “Jack Reacher: Punto di non ritorno

    1. il primo non era male, anche perchè aveva una ritmo psicologica che di solito i film con Tom Cruise non hanno.
      In questo secondo capitolo si è optato per un taglio più action (che ci sta) peccato solo per il casting femminile, la Smulders è veramente imbarazzante,

  1. Ho visto il primo, 2 volte…e non mi ricordo praticamente niente, sono quei film che non ti dicono nulla, li guardi principalmente per vedere un po’ di botte e la solita belloccia, in questo secondo capitolo sono presenti ambedue le cose, ma se si ha intenzione di vedere un BEL film meglio che se si vada da un’altra parte, bella recensione, mi hai aiutato a scampare dalla visione di un Tom che fa l’autostop!

    1. Tom che fa l’autostop non si può vedere… soprattutto in un film dove interpreta il classico eroe alla tom cruise.
      Sarebbe come vedere Rambo col fucile ad acqua invece che col mitragliatore…
      Per il resto, devo dire che il primo non mi era spiaciuto, anche perchè aveva un ritmo anomalo per i film con tom cruise, invece questo secondo è una toppata clamorosa a causa, come dicevo anche the butcher, di un imbarazzante casting femminile.

      1. uhm… strano. vado a controlllare tra lo spam, magari è finito li. comunque ti assicuro che io non ho cancellato nulla (non lo faccio manco quando mi insultano… figurati…)

      2. come già speriimentato con l’amico kasabake, l’unica spiegazione è un complotto ordito dal chief executive di WordPress!!!

      3. ovviamente il mio era un codice inverso per depistare i nostri controllori!!!!Dai pure libero sfogo al tuo eloquio finchè non ci bloccheranno del tutto!!!

      4. Io sto cercando di fregare i codici di WP… se vede messaggi contrastanti non capisce molto e forse mi lasciano in pace ahaha

  2. Probabilmente la tua recensione di Gods of Egypt rimarrà la migliore che tu abbia scritto quest’anno. Tuttavia, questa si candida per la medaglia d’argento: è meno ironica e divertente, ma è molto più lucida nell’analizzare il film (e più in generale la filmografia di Tom Cruise).
    Sono completamente d’accordo riguardo allo snaturamento dei ruoli femminili nei film d’azione. La necessità di prevenire eventuali accuse di sessismo (di cui abbiamo già parlato in passato) ha portato gli sceneggiatori degli action movies a creare dei personaggi femminili che non sono più soltanto delle damigelle in pericolo, ma che diventano a tutti gli effetti una spalla del protagonista maschile. Peccato che, come in questo caso, spesso la cosa non risulti minimamente credibile, e soprattutto fa nascere un interrogativo imbarazzante: se la damigella in pericolo è in grado di togliersi le castagne dal fuoco da sola… che bisogno c’è dell’eroe che la salva? 🙂
    Di tutti i personaggi femminili “troppo cazzuti” che ho visto nei film d’azione, una in particolare mi è sempre rimasta indigesta: la cinesina de I mercenari 2. Il bello di quella saga era proprio il cameratismo maschile che si creava all’interno del gruppo capitanato da Sylvester Stallone: se in un team di maschi alpha come quello ci piazzi una donna, chiaramente rovini tutta l’atmosfera. E infatti il secondo capitolo de I mercenari è di gran lunga il più debole dei 3. Anche nel terzo capitolo in verità c’è una donna – mercenario, ma ha un ruolo molto più piccolo e quindi non dà alcun fastidio.
    Tornando a Jack Reacher, lo vedrò di sicuro (probabilmente in dvd), perché Zwick è una garanzia assoluta. Non solo possiede un talento infinito, ma è anche eclettico: è capace di passare dai film delicati e profondi come Vento di passioni ai film “grintosi” come questo Jack Reacher. Quando è al massimo della forma poi riesce a fare entrambe le cose: penso ad esempio a Defiance, film con tanta azione ma anche tanta sostanza e profondità.
    Riguardo a Tom Cruise, non mi piace affatto come persona, e questo mi ha sempre impedito di apprezzare i suoi film. Spesso li evito anche quando la trama mi attira, proprio perché c’è lui di mezzo. Le poche volte in cui l’ho cagato è stato perché il regista usciva dallo stereotipo del “film con Tom Cruise” che hai citato all’inizio del tuo post, e gli affidava un ruolo da “casting against type.” Penso ad esempio allo psicopatico di Collateral, o all’imbonitore televisivo di Magnolia. Tra i suoi ruoli atipici mi manca Tropic Thunder, che ho in watchlist da tempo immemore. Magari, come è già successo in passato, il tuo post mi darà la spinta necessaria per vederlo. 🙂
    P.S.: Evidentemente non siamo gli unici ad esserci accorti della tendenza di Anthony Hopkins ad accettare qualsiasi ruolo purché ben remunerato (se scrolli un po’ trovi la vignetta):
    http://www.bestmovie.it/news/de-niro-hopkins-co-sul-viale-del-tramonto-zerocalare-dice-la-sua-su-best-movie-di-maggio/464213/

    1. Le gnocche nei film d’azione sono fondamentali e posso anche accettare un ruolo meno “fatale” e più “action” purchè la tizia ne abbia i requisiti e soprattutto non scimmiotti il macho di turno, bensì faccia “azione femminile”. L’esempio della Ferguson che ho portato con l’ultima foto è perfetto: vestito sexy, spacco vertiginoso, coscia in bella vista, fucile di precisione. Un mix perfetto.
      La Smulders non ha il phisique du role nè il talento recitativo per un ruolo del genere. E’ buona per una sitcom, potrebbe fare la fidanzatina gelosa in qualche commedia romantica di quelle che piacciono a me, ma qui non c’entra niente di niente.
      E poi si veste in maniera orrenda: mia madre (over 70) scegli gli abiti con più cura.

      Non conoscevo la filmografia di Zwick ma effettivamente è notevolissima oltre che eterogenea. Visto il suo talento indubbio, mi sa che il cast gli sia stato imposto da qualche produttore. Non ho dubbi.

      Riguardo Tom Cruise, io di solito guardo i suoi film: sono semplici, facili, immediati, rilassanti. E’ anche eclettico come attore, pur ovviamente prediligendo i film d’azione un po’ tamarri. Recupera appena puoi Tropic Thunder: lui ha un ruolo minore, ma divertentissimo. E poi il film fa spaccare dalle risate, è un po’ trash e tamarro, ma visto con l’occhio giusto è imperdibile.

      Concludo con la tua personale classifica circa i miei pezzi di quest’anno. Mi fa piacere che consideri Gods Of Egypt come la migliore rece annuale (a proposito, il film l’hai visto?). I pezzi che invece preferisco sono questi due:

      https://lapinsu.wordpress.com/2016/02/11/post-su-film-nicholas-sparks/
      https://lapinsu.wordpress.com/2016/04/12/batman-v-superman-dawn-of-justice/

      ma ovviamente il lettore ha sempre ragione, sempre se sei tu, il cui giudizio è per me sinonimo di certezza!

      1. Non ho visto Gods of Egypt per lo stesso motivo per cui non ho visto Jack Reacher: in questo periodo sono veramente troppo impegnato per guardare un film. A stento riesco a trovare un’ora a settimana per Westworld. Non a caso Novembre è già iniziato, e non ho ancora la più pallida idea di cosa recensire nel post di questo mese. Tutte le mie speranze sono riposte nel nuovo film di John Carney (il regista di Tutto può cambiare): esce la prossima settimana, ovviamente è un film musicale e ovviamente lo andrò a vedere il giorno stesso dell’uscita. Se Sing Street dovesse deludermi, non saprei davvero dove sbattere la testa per il mio post di Novembre.
        Riguardo alla tua recensione di Batman vs Superman, effettivamente è molto ben riuscita, perché è un post su più livelli: hai intrecciato la recensione del film, la satira nei confronti degli spettatori con la puzza sotto il naso e addirittura la fiaba di Cappuccetto Rosso… è tipico di noi ermenauti unire argomenti totalmente diversi tra loro, e lì hai dato pieno sfoggio di questo tuo talento. Tuttavia, se l’ho apprezzata di meno rispetto alle recensioni di Gods of Egypt e Jack Reacher è perché Batman vs Superman è a mio giudizio un cesso indifendibile. Cerco di spiegarti perché.
        Avevo adorato (non apprezzato, ADORATO!!!) perfino Batman & Robin, quindi ero convinto che anche quest’ultimo Bat – movie lo avrei guardato con il sorriso dall’inizio alla fine. Al contrario, ne sono rimasto così disgustato da spegnere la tv dopo pochi minuti. Avevo pagato anche 10 euro per il dvd, ma era comunque la cosa migliore da fare: interrompendo subito perdevo soltanto quei soldi, andando avanti perdevo anche due ore della mia esistenza.
        Ero incredulo nel vedere la messa in scena dilettantesca di quel film (incredibile per un regista esperto come Snyder), e soprattutto nell’accorgermi che la sceneggiatura non trovava di meglio da fare che rimasticare per la centesima volta le origini di Bruce Wayne. Inguardabile, semplicemente inguardabile. Come ho letto in una splendida recensione del film (https://nisi89blog.wordpress.com/2016/03/30/recensione-batman-v-superman-dawn-of-justice-di-zack-snyder/), Batman vs Superman fa concorrenza ai peggiori film della Asylum.
        Poi certo, ci sta che il fatto di avere poco tempo libero mi abbia reso più intollerante nei confronti dei film: prima se un film partiva male restavo a guardarlo lo stesso, adesso lo spengo e faccio altro. Una domanda che ti ho già posto per Sicario: avrei dovuto avere più pazienza con Batman vs Superman?

      2. BvS è un film particolare: va visto con il giusto occhio perchè, a livello sintattico, è una evoluzione che conferma quanto già visto in Man of steel, ovvero la ricerca di un stile DC per affrontare i cinecomic, non fosse infantile superficiale ma gradevole come quello della Marvel sotto l’egida Disney, nè epico e grandioso come quello di Nolan.
        La ricerca di questa “terza via” è senz’altro un azzardo grosso che può piacere (come nel mio caso) oppure no (come nel tuo e nella maggior parte degli spettatori).
        Tuttavia ti invito lo stesso a ripensare alla tua decisione e rivedere il film nella sua interezza anche perchè, e su questo sono stati d’accordo anche molti detrattori del film, il Batman messo in scena da Snyder e interpretato da Affleck è molto ben riuscito, e questo complimento vale doppio perchè tutti erano pronti a ostracizzarlo un po’ perchè Affleck sta sul cazzo a tutti un po’ perchè il paragone con l’uomo pipistrello firmato Nolan-Bale rischiava di diventare impietoso.
        Poi certo, la sceneggiatura non è perfetta e il film ha i suoi difetti, tuttavia se vista con il giusto spirito non solo può piacere, ma addirittura entusiasmare.
        Io l’ho già rivisto una volta e probabilmente farò tris e ti dico una cosa: i cinecomic di Snyder hanno sempre qualcosa di nuovo da dire quando li rivedi, cosa che invece non accade nei film dell’universo Marvel. E questo perchè hanno una complessità narrativa decisamente maggiore che li rende più complessi e godibili. Ovviamente è il mio pensiero, quindi vale poco, visto che i più l’hanno affossato.

        Passando a Sicario: il genere è diverso, lo è anche il regista. Villeneuve è un vero maestro della cinenpresa, riesce a coniugare la sua natura autorale (quasi intellettuale) con i principi del blockbuster in un modo che solo Nolan e Spielberg hanno saputo fare nel recente passato (perdonami il paragone forse eccessivo OGGI, ma che spero non sia più tale tra qualche anno e qualche altro film).

      3. Non è la prima volta che pronostichi un futuro radioso ad un giovane regista: l’hai già fatto in passato con Gavin O’Connor, e il successo di The Accountant sembra darti ragione (ha già incassato il doppio di quanto è costato, e ha un’ottima media voto su imdb).
        Certo, per O’Connor c’è stato anche il flop di Jane got a gun, ma quel film ha avuto mille problemi già prima dell’uscita, e quindi era condannato in partenza. Il bello è che a me non frega niente di The Accountant, e aspetto a gloria l’uscita italiana di Jane got a gun. 🙂
        Su Villeneuve invece non mi esprimo: devo ancora riprendere Sicario da dove l’ho interrotto prima di tirare le somme su questo regista. Se riuscirò ad arrivare in fondo a questo film, sarai il primo a saperlo! 🙂

      4. Su villeneuve c’è poco da pronisticare…
        Se non l’hai già fatto , recupera PRisoners,film più canonico,comunque molto bello.
        C’è anche Enemy, dove riprende un racconto di Saramago, ma si tratta di un film molto autorale che può no npiacere.
        E poi è stato ingaggiato dallo stesso Ridley Scott per dirigere Blade Runner 2…

      5. Blade Runner 2 è un film a grandissimo rischio flop: tutti gli spettatori faranno il confronto con il primo capitolo, ed è un paragone che pochissimi film saprebbero reggere. Vale lo stesso discorso per Top Gun 2.
        Naturalmente andrò a vedere il sequel di Blade Runner, ma so già che probabilmente storcerò il naso, perché ci sono già due scelte di casting che più sbagliate non si può: Ryan Gosling e Dave Bautista.
        Il primo è un attore senza particolare bellezza né talento, dall’aria tra l’altro insopportabilmente saccente, che per motivi a me sconosciuti fa venire gli occhi a cuoricino sia alle spettatrici che ai critici. Ho letto in un articolo (http://www.theitalianreve.com/oscar-buzz-2017-film-e-protagonisti/?lang=it) che potrebbe perfino venire nominato all’Oscar… no comment.
        Bautista invece è la tamarraggine fatta persona, e quindi in un film tamarro ci sta come il cacio sui maccheroni, ma in Blade Runner 2 è più fuori contesto che mai.
        Comunque, mi fido di Ridley Scott (mi è piaciuto anche nei suoi film più criticati, come The Counselor), e quindi se lui li ha reputati adatti probabilmente avrà visto in loro qualcosa che ai miei occhi sfugge. 🙂

      6. Per quanto riguarda Gosling,anche io lo sopportavo poco, poi ho visto the nice guys e l’ho rivalutato.
        The nice guys è un film imperdibile per gli amanti di buddy movie come noi. Ne ho anche scritto una accorata recensione che pubblicherò prossiamente. Sono certo che lo gradirai e che, visto quel film, rivaluterai anche Gosling.

        Bautista non è un attore, è un tamarro imprestato al cinema. Tuttavia ha una qualità che pochi hanno: presenza scenica.
        Guardalo in Spectre: è perfetto. Ovviamente non può fare di tutto, ma per determinati ruoli secondo me è perfetto. Son quindi curioso di scoprire cosa gli faranno fare su Blade Runner 2

        Hai ragione, è un film rischiosissimo, la cagata è probabile se non addirittura certa. ù
        Tuttavia se Ridley Scott ha deciso di rimettere mano al suo capolavoro e se un regista acclamato e in crescita come Villeneuve ha accettato, qualche speranza di vedere un film godibile pur non essendo al pari del primo e inarrivabile, ebbene ce l’ho.

      7. Il tuo consiglio cinematografico casca a fagiolo: infatti da quando ho scritto il pezzo per il Gathering mi è venuta una gran voglia di recensire un buddy movie. Ho già in mente il titolo del post: “Due come noi.” Mi mancava però il buddy movie da recensire: strano che non mi fosse venuto in mente prima The Nice Guys, che è un film molto recente.
        Poi certo, se questo buddy movie non dovesse piacermi a quel punto dovrei ripiegare su un altro film, ma da quello che scrivi mi pare che questo rischio sia molto remoto. Grazie per avermi ispirato! 🙂

      8. E a proposito di buddy movies… sono saltato sulla sedia quando ho saputo che ci sarebbe stato un Escape Plan 2, ma l’entusiasmo è scemato subito appena ho letto che Arnold non sarà della partita. Il punto di forza di Escape Plan era proprio l’idea geniale di riunire lui e Sly in un unico film: se uno dei due viene a mancare, il sequel non ha più ragione di esistere. Speriamo che Arnold riesca a trovare un buco libero.
        http://www.sceglilfilm.it/news/escape-plan-sylvester-stallone-pronto-per-il-sequel-senza-schwarzenegger/

      9. Escape plan è un flm riuscitissimo!!!!
        Spiacerebbe se Swarzy non potesse partecipare, ma io avrei già pronta la soluzione di casting per uscire dal pantano: prendere di peso Bruce Willis dalla pubblicità vodafone e riportarlo a fare un film come dio comanda. Ecco, un bell’action \ buddy-movie con lui e Sly potrebbe farmi saltare dalla sedia!!!

      10. Non ci avevo pensato, ma hai ragione: lui sarebbe un rimpiazzo coi fiocchi. So che sono di parte, ma io vedrei benissimo anche il mio amato DOLPH LUNDGREN: dopo tutti i cazzotti che sono volati tra Rocky e Ivan Drago, sarebbe bello vederli fare gioco di squadra nel sequel di Escape Plan! 🙂

      11. Lundgren sarebbe un’ottima spalla, ma la migliore sarebbe Bruce Willis, non ci sono dubbi.
        La cosa più difficile sarebbe troavare una sceneggiatura all’altezza di cotanto cast, cosa per altro riuscita con il primo Escape Plan.

  3. Divertentissimo come al solito. Tom è fatto così, megalomane ma in fondo simpatico eroe dei nostri giorni. Lo ammetto: sono un suo fan e gli ho dedicato solo qualche giorno fa un breve omaggio (http://www.thecinemacompany.it/tom-cruise/). A mio parere comunque questo sequel è un buon film action, a tratti molto divertente. E prosegue sulla linea del primo capitolo e di Edge of Tomorrow, vale a dire ironizzando sulla sua figura di “eroe figo della galassia”.

    Comunque Cobie Smulders non ha fatto breccia nel cuore di Cruise, stessa sorte toccata a colei che aveva abbindolato Affleck, vale a dire la Pike. L’amore è rimandato ancora, ma a suon di autostop vedrai che anche il solitario Tom si accaserà in un prossimo film

    1. Cruise piace anche a me.
      Di film brutti non ne fa mai, magari modesti (come questo) ma non brutti.
      In tutta sincerità non ho notato venature divertenti alla Edge of tomorrow (quello si un film veramente fatto bene con un TOM in palla e una belloccia tanto bello quanto brava), però so punti di vista, ci può stare.

      A me, invece, il primo Jack Reacher aveva convinto molto di più, pur non essendo un filmone. Innanzitutto il ritmo, meno gasato e più psicologico, e poi anche personaggio di Reacher, che in quel film era meno action-hero del solito per gli standard di Cruise. E poi c’era la belloccia e bravoccia bionda fatale di Gone Girl (Rosamund Pike) il cui flirting con Tom innervava tutta la pellicola, anche perchè lei non giocava a scimmiottare Terminator ma si limitava a giocare il ruolo sempre verde della bionda in pericolo.

      Ad ognuno il suo , baby!

      PS: corro a leggere il tuo pezzo!!!!

  4. Quello che io pensavo fosse un articolo interlocutorio si è rivelato invece un contributo essenziale… Delle volte, la vita che scherzi che fa…

    La Prima Eccezione

    Di per sé, una recensione su un film della serie di Jack Reacher (esiste una serie! E già, perché le serie sono quelle cose che gli americani hanno il vizio di fare più spesso di ogni altra cosa, con quella specie di morbo da XMS, Xerox Machine Syndrome, di cui sono affetti come popolo) sarebbe il nulla o pochissimo più del nulla, uno sbadiglio annoiato, un sorriso falso o persino una mano alzata per salutare un tizio dall’altra parte della strada che ci sta salutando e che vogliamo ricambiare anche se non abbiamo la più pallida idea di chi sia.
    In sintesi, almeno nel mio caso, semplicemente un articolo che non leggerei mai… tranne nel caso in cui lo abbia scritto Lapinsu e questa è appunto la Prima Eccezione e tale non perché ce ne sia una seconda ma perché qui “prima” è aggettivo che esplica valenza di prototipo e campione.

    La Sorpresa

    Quindi ho cominciato a leggere questa eccezione al grande nulla, certo che avrei trovato un gradevole divertissement, una prosa in cui il trucco ed il prestigio del calembour si sarebbero mescolati alla feroce stroncatura, con guizzi da avanspettacolo giornalistico circense e tanto folklore… ed invece no, era davvero una recensione ed era tutta incentrata sul film!
    Che bella sorpresa, già, proprio perché tale (le sorprese sono quasi sempre belle ed anche quando sono sgradire ci riscuotono dal torpore e dal grigiore della quotidianità ripetitiva) ed anche perché ci sono rimasto invischiato dentro, con mille pensieri…

    L’effetto Peyote

    Uso spesso questo sostantivo, facendo riferimento non solo all’allucinogeno, quanto al potere evocativo di demoni e spiriti che per i nativi americani si sprigionava fumandolo (terribile eppure anche interessante, in tal senso, il pessimo ma anche curioso film “Blueberry“, che il regista francese Jan Kounen trasse nel 2004 dall’omonimo fumetto di culto ed in cui, con orrore dei fan, si assiste a continue allucinazioni da parte dell’eroico cowboy), perché certe parole, come certi pensieri sono per me uno stimolante cerebrale e queste mi accade quasi sempre quando leggo Lapinsu e così questa volta, di nuovo, partendo attraverso un ritratto FENOMENALE fatto dal nostro amato blogger sul divoratore di placenta ed inossidabile attore stuntmanproof, uno sciorinare di categorizzazioni che nel post sono vera poesia, bravissimo! Poi c’è Cobie Smulders.

    Cobie Smulders

    No, non sto per fare una banale sottolineatura pecoreccia, ma un volo pindarico di lode ad un altro apparente sembiante del grande “nulla”, perché tale appare quella che sembra (appare… sembra… non-ripetizioni ma echi) una non-attrice ed invece ha una cifra di eroismo come donna, anche nella sua insulsaggine recitativa.
    Quasi parafrasando il bellissimo film di Muccino (una perla rara, specie se confrontata con la desolazione del resto della sua filmografia), la carriera della Smulders è una raccolta di 3 grandi anime: la prima, di cui m’innamorai in modo naif ed adolescenziale, l’anima della bella canadese protagonista della stupida situation comedy di culto “How I Met Your Mother“; la seconda l’anima da vendicatore, con la sua figura statuaria e così spaventosamente forte e femminile nella sua tuta di pelle del film Avenegers e della sua legacy in Agents of Shield e Cap Civil War; infine la terza anima, quella che più mi ha colpito, ovvero quella della donna che a 33 ani di età ha voluto posare nuda per la rivista Women’s Health, con foto a corredo di un’intervista in cui raccontava il suo calvario nella lotta di un tumore devastante, che l’ha costretta  a continui interventi chirurgici, alternando il lavoro sul set alle visite ospedaliere.
    Hollywood è un frullatore che tutto trita e digerisce e trasforma, ma certo Lapinsu ha ragione da vendere a definire la Smulders di oggi una nullità come Cruise Girl (con la stessa imbarazzantemente fragile presenza scenica che ebbe in Ant-Man persino una ex-bellissima come Evangeline Lilly, eroina quasi caricaturale o come accade oramai sempre più spesso alla botox woman CameronDiaz, anch’ella pallida ombra di una carriera giocata su una pelle non più elastica).

    La Smolders, un’attrice che mi piace ricordare solo ed esclusivamente così:

    1. Ormai la mia fama di cazzaro mi precede e nemmeno i miei amici blogger più cari e generosi come te, kasabake, si aspettano che pubblichi una recensione più o meno “normale”. Paradossalmente sono diventato vittima della mia continua ricerca di prospettive strane, spesso aliene, a volte addirittura strambe, attraverso cui raccontare quella centrifuga di emozioni che per me è il cinema.
      Il tuo incipit sulla “prima eccezione” e sulla “sorpresa” ha alimentato la mia curiosità e sono tornato a scorrere i miei ultimi pezzi fino a trovare l’ultima recensione “normale”, dove per normale si intende “filmocentrica”, ovvero con il film al centro della discussione. In tutto il 2016 l’unico altro post di questo tipo è God’s of Egypt, che tra l’altro ha natura altamente provocatoria (visto che osanna ciò che i più hanno schifato).

      A me Cruise piace. Nell’Olimpo delle divinità Hollywodiane non può figurare tra gli dei più potenti ed importanti, tuttavia è attore dalla presenza scenica UNICA, buca lo schermo con una potenza che pochi altri attori (anche molto più bravi di lui) sanno palesare ed ha l’indubbia capacità di saper scegliere bene i copioni. Così a memoria non mi sovviene un suo film da catalogare alla voce CAGATA, magari qualche pellicola poco riuscita (come questa) ma film brutti brutti, quelli mai. E poi è attore eclettico e con lui hanno lavorato i maggiori registi delle ultimi decadi, perfino quel Kubrick sulla cui infallibilità i cinefili hanno più certezze di quante ne nutrano i cattolici sull’infallibilità papale.

      Chiudo con la Smulders: ignoravo che avesse avuto una così grave e seria malattia. Episodi come questi devono servire da testimonianza e speranza per chi è malato. Ma non sono un bigotto e non posso far condizionare il mio giudizio sull’attrice dall’empatia sorta da questa scoperta. Perchè l’attrice Smulders, a differenza della donna e madre sopravvissuta alla Grande C, non ha nulla oltre il bel visino che Madre Natura le ha donato. E se il ruolo di “How met etc etc” sembrava ritagliato su di lei, nè quello dell’agentessa SHIELD nè soprattutto questo le si confanno. Onestamente, con quell’aria da “sono così gracile che se mi guardi con troppa intensità rischio di spezzarmi” non può ricoprire ruoli action, soprattutto quando sono centrali come in questo caso. Vederla in scena PERENNEMENTE con la t-shirt verde militare identica a quella che indossava Clint in Gunny (film capolavoro, a mio modo di vedere) mi ha fatto lacrimare sangue.
      Ebbe un ruolo marginale in un film di Nicholas Sparks (sai quel tipo schifoso che tu repelli e di cui io divoro i film…) e lì non era disprezzabile… ma questo rischia di non essere proprio un bel complimento!!!

      1. Il cinema è pieno di non attrici che calcano la scena solo grazie alle loro mirabili fattezze.
        E non mi vergogno affatto nell’esultare per la cosa!!!!
        La Smulders, tra l’altro, è fortunata perchè pur essendo inetta, non ha mai dovuto mostrare le sue grazie per lavorare!

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