The Nice Guys

Viaggiare indietro nel tempo è possibile.

Non servono Delorean che raggiungano le fatidiche 88 miglia orarie, nè strani marchingegni muniti di leve, bottoni e complicati display. Non è neppure necessario raggiungere la velocità della luce o studiare complicate equazioni einsteiniane. Basta acquistare un dvd e metterlo nel piatto.

Il dvd di The Nice Guys.

theniceguys

Quand’ero bambino c’era Bim Bum Bam, le linguette delle lattine si staccavano, se ti beccavi il raffreddore la mamma ti applicava un po’ di Vics Vaporub sul petto e al supermercato vendevano porzioni monodose di Nutella da spalmare direttamente sul pane con coltellino di plastica.

Ma soprattutto, quand’io ero un bambino il cinema viveva l’età dell’oro dei Buddy-Movie.

Bud Spencer e Terence Hill erano l’equivalente moderno di Batman e Superman, qualunque Ducato per strada poteva essere il furgone dell’A-Team, ogni divo di Hollywood cercava un amico che diventasse la spalla su cui far crescere la dimensione immortale della propria celebrità.

Nei buddy-movie si celebrava la favola del mondo capovolto in un immaginario carnevale di divertimento: l’importante diventa frivolo, la gravità si trasforma in mezzo per spiccare il volo, le lacrime aprono le porte del sorriso, il Male è liquidato come inevitabile ma poco significativa controparte del Bene. E’ quindi grazie a questa fantasticissima magia che sgominare traffici di droga, inchiodare assassini e risolvere astrusi enigmi diventano attività di poco conto, semplici collanti che si alternano con il solo scopo di dar maggiore risalto ai momenti topici del film: le gag tra gli amici-protagonisti.

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Potrei cantare per ore le odi di questo genere cinematografico, come un moderno aedo che imbraccia la tastiera del PC anzichè la più elegante arpa, perchè i buddy-movie sono belli, punto e basta. E poi ho imparato a conoscerli quando i miei occhi erano quelli di un bambino e quegli occhi sanno declinare tutte le prospettive della meraviglia con una passione che poi, da adulti, perderanno senza possibilità di appello.

Negli anni ho visto tanti goffi tentativi di replicare quella magia tipica degli anni 80, ma il risultato è sempre stato modesto: nel migliore dei casi pallide imitazioni plastificate della gloria che fu, ma più spesso tristi immagini senza linfa nè anima.

Finchè non ho visto The Nice Guys.

E mentre lo guardavo il mondo cambiava intorno a me: sofisticate carte da parati comparivano dal nulla sovrapponendosi all’intonaco, il lettore dvd si trasformava in un rumorosissimo registratore VHS, lo schermo del televisore mutava forma passando a 4:3 incurvandosi nel frattempo sotto il peso del tubo catodico, anche il divano diventava più duro e di pelle lisa, come quello che c’era in casa quand’ero bambino. E come allora, d’incanto, potevo dondolare i piedi nel vuoto perchè le mie gambe non toccavano più il pavimento.

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Ed è stato a quel punto che la meraviglia si è di nuovo impadronita di me, della mia fantasia e dei miei occhi.

La meraviglia di due amici per sbaglio, due amici per caso e contro voglia. La meraviglia di una storia grottesca, quasi ridicola, dove alla resa dei conti l’obiettivo di tutti è recuperare la pellicola di un film porno. La meraviglia di gag azzeccate che anzichè strappare un sorriso hanno l’ardore e la vitalità per farlo germogliare come un girasole quando il caldo di giugno pervade l’aria e il cielo. La meraviglia di due attori – Russel Crowe e Ryan Gosling – assolutamente inadatti per ruoli del genere e quindi, proprio per questo, semplicemente perfetti.

La meraviglia di un adulto che, anche se solo per un paio d’ore, ha avuto la fortuna di tornare bambino.

Voto: 8+

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46 pensieri su “The Nice Guys

  1. Ottima descrizione. Mi è piaciuto questo filmetto.
    Nella serie Buddy-Movie ci metterei anche Cani Sciolti… solo che loro (Wahlberg e Washington) ci credevano molto al loro ruolo. Erano dentro.
    Crowe e Gosling, invece, sanno che stanno recitando a braccio e si divertono… soprattutto Crowe che, a quanto vedo, ha messo il buon Steven Seagal nel mirino e vuole diventare il nuovo “panzone” del cinema.
    Lo stimo.

    1. Cani sciolti non era male, ma secondo me personaggi e protagonisti erano troppo convinti… e alla fine mi sembrava tutto troppo artefatto, poco spontaneo. E la spontaneita e un caposaldo dei buddy movie.

      E cmq su Crowe hai ragione che non disdegna la panza, e poi apprezzo questa sua capacita di lasciarsi andare anche a filmetti cosi, senza per forza fare sempre l attore super impegnato e oscarizzato

      1. Già, come detto, ci credevano. E quando ci credi, tutto cade.
        Crowe ci sta tentando a svaccare la sua immagine. Una bella panza, recitazione minima, faccioni ed espressioni da simpatia canaglia… ecco.

  2. Anch’io apprezzo il fatto che Russell Crowe non si faccia problemi ad interpretare qualche filmetto ogni tanto. Meglio lui di uno come Jeremy Irons, che (come dicevi nel post sugli insopportabili) a furia di interpretare sempre e solo drammoni ormai è identificato come l’attore triste per eccellenza. Quanto all’aria da beccamorto lo batte solo Billy Bob Thornton.
    Io spero che continui non soltanto a fare filmetti, ma anche a fare il regista. The Water Diviner è stato un esordio scintillante, e ha messo in luce che Russell Crowe è in grado di fare una cosa che riesce a pochissimi registi: creare un’atmosfera epica. Certo, il fatto di aver recitato ne Il gladiatore l’ha chiaramente aiutato.
    Riguardo a The Nice Guys, non l’ho ancora visto. Lo scorso week – end in verità il tempo l’avrei avuto, ma ho preferito dare la priorità a due film che avevo in watchlist da più tempo: Premonitions e Sing Street.
    Il primo l’ho visto perché, come ricorderai, avevo ricevuto due pareri opposti tra loro: tu l’avevi giudicato una cagata, il mio amico un filmone. Per carità, lui giudica così praticamente tutti i film di Anthony Hopkins, ma resta il fatto che questa netta divergenza mi aveva fatto nascere una gran curiosità.
    Ebbene, ti confesserò che Premonitions m’è piaciuto non poco. Sarà che quest’anno ho visto tanti film infinitamente peggiori (Joy, 1981: Indagine a New York, La pazza gioia eccetera), ma questo lo considero un film da 3 stelle convinte. Non ha tempi morti, ha la giusta dose di tensione per tutta la sua durata, e il lato paranormale (che per me è uno svantaggio) non è così forte da risultarmi indigesto.
    Certo, avessero evitato di smascherare il serial killer così presto sarebbe stato meglio, ma alla fine anche questo non è un handicap, perché dà origine ad uno dei temi più interessanti del film, lo scontro tra due personaggi (Hopkins e Farrell) che conoscono in anticipo le mosse l’uno dell’altro. Con in più delle riflessioni sul tema dell’eutanasia tutt’altro che banali, e soprattutto non di parte.
    Riguardo a Sing Street, ho già scritto tutto nel mio post di Sabato (https://wwayne.wordpress.com/2016/11/12/i-mitici-anni-80/).

    1. Aspettavo con trepidazione il tuo commento su questo post perchè ti considero l’unica persona che sappia apprezzare i buddy movie esattamente come me: al massimo.
      Va da sè che ti consiglio di recuperare il prima possibile questo film perchè è veramente imperdibile.
      Quando l’hanno presentato in Italia, Russel Crowe ha addirittura citato i film di Bud Spencer e Terence Hill: effettivamente le gag di lui e Gosling un po’ fanno il verso a quello della coppia che tanto amiamo.

      Ho letto il tuo post su Sing Street ma purtroppo sto periodo sono stato ultra incasinato e non ho potuto rispondere. Tuttavia hai avuto il merito (la colpa?!!!!) di farmi inserire in watchlist un film che altrimenti non avrei mai preso in considerazione, esattamente come due anni fa capitò con Qualcosa può cambiare: visto i tuoi gusti di solito eccelsi, conto che il risultato finale (cioè il mio gradimento) possa essere altrettanto ottimo.

      PS: mi fa piacere che anche tu abbia considerato 1981 indagine a nyc un pessimo film. Quando compilerò, tra un paio di mesi, la lista dei film più brutti del 2016 questo ha grosse probabilità di finire in classifica!!!!

      1. E io quel post lo aspetto a gloria: ancora ricordo quanto mi fece scompisciare il tuo commento su Jack Ryan: l’iniziazione, nella Flop List del 2014 (https://lapinsu.wordpress.com/2015/01/12/flop-film-2014-i-film-piu-brutti-e-deludenti-dellanno/).
        Ma torniamo ai buddy movies: citare Bud Spencer e Terence Hill era effettivamente inevitabile. Tra i loro film il mio preferito è Botte di Natale. Fu il loro canto del cigno, a quasi 10 anni dall’ultimo film che avevano fatto insieme: la critica ebbe quindi gioco facile nel dire che non erano più come ai vecchi tempi, e invece a mio giudizio quel film dimostra che erano invecchiati come il vino. Anzi, che non erano invecchiati affatto, né invecchieranno mai.

      2. sai che Botte di Natale non l’ho mai visto?
        lo confesso con un po’ di vergogna, lo ammetto, ma non ho mai avuto il coraggio di vederlo non già per le critiche negative (anzi, quelle id solito per me sono propellente alla visione) bensì per il fatto che avevo il terrore di vederli invecchiati recitare nei loro vecchi ruoli. Terence vecchietto che fa il prete va bene, Bud vecchietto che fa Big Man va bene, ma vederli invecchiati nei loro character tipici mi avrebbe fatto troppo male. Un po’ come rivedere dopo 20 anni la fiamma del liceo: magari è diventata una MILF stratosferica, ma è più probabile che sia diventata un cesso…

        PS: il mio preferito di Bud e Terence resta senz’altro Altrimenti ci Arraabbiamo seguito a ruouta da Pari e dispari (il primo film che abbia visto al cinema).
        Prima o poi dovrò fare un post su loro due e sul loro cinema.
        E’ inevitabile.

      3. Non sapevo che Bud Spencer e Terence Hill ti avessero introdotto alla magia del grande schermo: davvero non avresti potuto ricevere un battesimo migliore.
        Ti ringrazio per le belle parole che hai speso per me qui e da Kasabake, e ti auguro di superare presto la tempesta di impegni lavorativi: ti capisco benissimo, perché Novembre è stato un mese oberato di impegni anche per me. Nei prossimi 15 giorni sarò ancora pieno come un uovo, poi a Dicembre la cosa dovrebbe sgonfiarsi. A presto! 🙂

    1. Mai prima d’ora un film mi aveva ricordfato i fasti dei buddy movie con terence hill e bud spencer come invece ha saputo fare questo film.
      E i buddy filmc on bud e terence hanno segnato la mia infanzia: impossibile non tornare ad allora 😀

  3. Come per altri film, ma specificatamente per questo, c’erano e ci sono tutt’ora fondamentalmente 3 grandi modi per recensire degnamente questo film (più una serie di inutili varianti che non prenderemo minimamente in considerazione): descriverlo con l’abituale stile dei rotocalchi, evidenziando le performances dei due mattatori e la brillantezza del loro team-up recitativo, accennare alla trama, parlare del revival del genere buddy-movie e dell’ambientazione forzatamente anni ’70 (per un genere che è invece colonna portante del decennio reaganiano); oppure disquisirne dal punto di vista tecnico, sottolineando l’opera degli autori, del linguaggio cinematografico; infine, cosa assai rara, assumerlo come momento epifanico per un gioco di nostalgia che diviene rivelazione e confidenza, raccontato perciò con la prosa del narratore poetico, pieno di trasporto e pathos ed in cui ovviamente il lirismo sorvola su fatti, luoghi e nomi.
    Quale dei 3 modi poteva (doveva?) scegliere il nostro Lapinsu?
    Quale TU potevi se non il terzo, con l’abituale simpatico disprezzo per i tecnicismi che manifesti pur comprendendoli (non una posa, ma una scelta di stile, sia chiaro)?
    Così fu.

    Come sai, perché sei lettore assiduo del mio blog, anche durante le tempeste perfette, io vidi il film e lo apprezzai e stavo persino per farne una recensione (indovina con quale dei tre modi, eh, eh!), ma poi ho voluto in qualche modo trasformare un momento collettivo in personale ed usare il titolo per definire la coppia letteraria che vede il character del blogger Lapinsu duettare con quello di Wwayne e così preferii slittare su un generico omaggio al genere buddy-movie, nel mio ultimo post.

    Figurati il mio piacere quando ho letto da te che stavi per curare la recensione proprio del film in oggetto, post che ho atteso, davvero e che mi sono gustato lasciandomi trasportare dalla passione con cui hai narrato non tanto il film quanto le emozioni che ti ha procurato ed i ricordi evocati ed infine le suggestioni che da là partivano verso le tue mirabili tangenti.
    Spesso ami definirti, con un pizzico di civetteria mascherata da umile sincerità, un recensore di pancia, ma in realtà, lo sappiamo bene noi che ti amiamo, tu lo sei di tutto, ma non di pancia, piuttosto io ti ho sempre trovato un recensore di cuore e questo ti eleva anziché abbassarti, poiché senza perdere l’immediatezza del contatto con cui lo spettaore tuo prossimo percepisce le stesse emozioni, tu ti poni al suo servizio, declinando le stesse in modo encomiabile: leggere questo pezzo è infatti splendido anche se non si è visto il film, come provano i commenti dei tuoi followers.

    Ora entro a gamba tesa, dicendo ciò che non hai detto sulla pellicola perché non ti interessava (giusto così) ma che è per me invece essenziale (d’altronde il commento è il mio!): essa è un inno a Shane Black, l’uomo di cinema che ha regalato al mondo forse la più importante saga action-cop-buddy del cinema, ovvero Lethal Weapon, costruendo nel 1987 una coppia insuperabile (Mel Gibson/Martin Riggs e Danny Glover/Roger Murtaugh), a cui questo film rende omaggio in modo palese e sfacciato, uno scrittore che ha composto con Last Action hero un esempio di meta-cinema mainstream epocale, uno sceneggiatore ed un regista capace, dopo decenni, di riciclarsi in modo encomiabile all’interno del Marvel Cinematic Universe scrivendo e dirigendo forse il capitolo più complesso della saga di Iron Man (è risaputo come la Disney chiese ed ottenne una variazione meno trasgressiva del copione sulla figura del Mandarino e sulla presunta montatura di tanto terrorissmo in giro per il mondo) ed infine, a cinquant’anni suonati, ti sforna un film come questo splendido The Nice Guys, dove muove la sua cinepresa con apparente levità (non dimentichiamo mai la cattiveria celata di Shane Black, che riesce e far trapelare in modo quasi subliminale, come quando nell’incipit mostra l’evidente eccitazione di un adolescente che vede di fatto una playmate semi-nuda anche se morente), quasi senza che lo spettatore se ne accorga, come nel presentarci una notturna e fumosa Los Angeles, affacciandosi a volo di drone da dietro l’insegna di Hollywood e planando fin dentro l’azione.
    Un abbraccio.

    1. Qualche giorno fa mia moglie stava leggendo i commenti scritti nel post\gioco che dedicai a lei, al caldo e all’estate lo scorso luglio.
      Quando è arrivata al tuo, mi ha detto con stupore: “Questo “kasabake” ti ha descritto e definito in maniera perfetta! Sembra che l’abbia scritto Riccardo, il tuo migliore amico”.
      E’ rimasta soprattutto folgorata da una tua frase che, se me lo concederai, sarà per me un privilegio poter usare come motto del blog e della pagina FB:
      Un portale di giochi e sentimenti curato molto più di altre pagine professionali

      Questo incipit era doveroso, anche se non c’entra una mazza col commento, ma in fondo sono uno dei fratelli ermenauti fondatori, quindi me lo posso permettere 😀

      Sul film e sul genere invero non si può aggiungere di più. E’ uno dei miei preferiti, lo cito di continuo e gli ho dedicato molti post (una classifica, poi la rece di Arma Letale, ora questo e presto, chissà, magari qualcos’altro…)
      Sarei stato curioso di leggere la tua recensione di questo film, un po’ perchè l’assaggio nella chiusa (con le belle parole, tutte meritate, spese per quel geniaccio di Shane Black) mi ha molto intrigato un po’ perchè tu hai l’abilità di saper fondere indieme le 3 principali direttrici attraverso cui si possono recensire i film, ossia la patina superficiale (attori, trama, etc), l’humus tecnico che dà sostanza alla forma, le emozioni che sottosanno e vengono sprigionate dalla visione.
      Io mi fermo sempre e solo all’ultimo punto perchè è quello che so trattare meglio (l’unico…) e il solo cui sia veramente interessato. Tu invece li sai fondere splendidamente (risuonano ancora nelle mie orecchie le parole del tuo post sui “financial movies”, non so esiste il genere, semmai l’ho inventato io :D)
      E per questo sarebbe veramente bello leggerla 😉

      PS: quando leggerai la mia recensione su GHostbusters 2016 forse ti convincerai che nei miei gusti e nelle mie recensione il cuore c’entra poco e la pancia molto di più…
      PPS: e sapessi che è imminentissima la visione di The Choice, ultimo film tratto dai romanzi di Nicholas Sparks e che, forse, ne potrei trarre l’ennesima delirante recensione, allora forse potresti anche decidere di defollowarmi 😛

      1. Comunque non potrei mai defollowizzarmi da te…
        piuttosto farei in modo in maniera che qualche agente della SAG si recasse a Macerata in incognito per scoprire su quali elementi fare leva per convincere la signora Jarvis a modificare nottetempo i testi del tuo blog, approfittando della atavica sottovalutazione che noi uomini abbiamo delle nostre capacità mnemoniche, tanto che, quando le nostre compagne ci chiedono se davvero non ci ricordiamo di quello specifico fatto o affermazione che ci stanno riportando come nostri, in genere capitoliamo ed accettiamo come nostro ciò che in realtà non ricordiamo affatto di aver detto o pensato.

      2. Le tue riflessioni sulle capacità manipolatorie femminili in generale e delle mogli in particolare cascano proprio a fagiuolo.
        Da circa 1 ora vivo nello sgomento e nello sconforto:
        Finita la cena ho aperto, come sempre, il frigorifero per prendere il caffè e, mentre riponevo il contenitore, con la coda dell’occhio ho notato che sono terminati gli yougurt.
        Il che è, molto semplicemente, un dramma. Ed il perchè è elementare: come sai mi sveglio sempre prestissimo e fare una vera colazione alle 5.30 del mattino è altamente sconsigliabile perchè si rischia di voler fare pranzo intorno alle 11 se non prima… Sicchè da molto tempo appena sveglio mangio uno yougurt così da bloccare i morsi della fame e poi faccio la colazione vera e proprio 2 ore più tardi, insieme a mia figlia.
        Non sono molto esigente nè in fatto di gusti nè in fatto di marche, basta che sia uno yougurt non scaduto.
        L’altro ieri ho comprato 2 confezioni di yougurt Vipiteno alla nocciola (effettivamente tra i miei preferiti alla nocciola) che fanno un totale di 4 vasetti.
        COME CASPITA E’ POSSIBILE CHE IN FRIGO NON CI SIANO PIU’?
        Mia moglie non ne mangia o almeno così dice e quando le ho fatto notare la mancanza mi ha detto che li ho mangiati tutti io.
        MA IO NON ME LO RICORDO
        E il dubbio che mi stia prendendo per i fondelli è grande, grandissimo!!!

        E poi, oltre al danno c’è beffa perchè domattina non avrò il mio amato yougurt.
        Già mi sento più acido…

      3. Mentre leggevo il tuo commento a voce alta a mia moglie, mi godevo la liquida linearità del tuo divertentissimo spaccato di vita familiare e quello yogurt, diventato cifra drammatica, come nei monologhi dei migliori stand-up comedians, che ci ha accompagnato fino alla chiusa finale.
        Splendido. Sorrisi a tutto volto miei e di mia moglie.
        Tra l’altro c’era nelle tue parole una metrica cinematografica… lo sportello del frigo in cui ti affacci e da cui riemergi con il volto cortucciato, mentre la signora Jarvis con bonomia ti bacchetta per l’evidente ingordigia di cui l’intero universo ti condanna senza il ragionevole dubbio e ti ritrovi solo, come un cavaliere solitario, in lotta contro il complotto degli yogurt spariti…
        Troppo bello…
        Tra l’altro è stata la serata perfetta per leggere la tua “pillola” intimista, in taglio da sit-com, perché dopo il tuo post mi sono scaricato con easy-bitez (tra l’altro non ti ringrazierò abbastanza per avermi introdotto a questo mondo…) una bella versione da 16 giga in dts del filmone di Shane e ce lo siamo sparati a cena…
        Doppio spettacolo… grazie Lap!

  4. Due super piedi quasi piatti!
    Io sono fuori gioco in quanto a età ma innamorata dei buddy visti e rivisti attraverso gli occhi residenti e partecipativi di mio figlio di pari passo col primo Arma letale!
    Mi hai quasi convinto ma sono in arretrato con West word e Black mirror!
    Sherabuonasettimana

    1. non si è mai indietro per l’età!!!!
      Westworld mi sono rimesso in pari, però Black mirror ancora sono fermo al palo… mannaggia a tutte queste serie tv che ci ingolfano l’esistenza 😀

      1. Un punto a mio favore o … ;(
        Io sono una seriesfan da quando le posso seguire in streaming.
        Quali di Ieri The Bridge e True Detective; dell’altro ieri IN assoluto Spartacus Blood & Sand con il bravo bellss muscoloso ANDY WHITFIELD che tuttavia è morto così giovane di leucemia, credo. Di sempre Med Men ed oggi sicuramente Black Mirror che ti caldeggio: episodi tutti diversi collegati dai danni del connubio tecnica/applicazione della stessa 🙂
        sherabientot

      2. Mad men…
        Ho adorato le prime 3 stagioni… poi è diventata una palla… ripetitiva… sempre uguale… Resistetti un po’ solo perchè all’epoca stavo in fissa con January Jones che faceva la prima moglie del protagonista, poi ho mollato. Jon Hamm mi è piaciuto di più nell’episodio speciale natalizio di Black Mirror andato in onda l’anno scorso. L’hai visto? (mi sa che si trova solo sub ita…)

      3. Tu in fissa x la Jones ma Hamm(er) Che uomo tutto tutto..testosterone. ..
        E poi l America degli anni Sessanta è perfetta un concentrato nei suoi mutamenti politici e sociali.
        Io ci ho vissuto dai primi Settanta ho studiato al City College e forse questa la ragione del mio apprezzamento incondizionato.
        Certo il brodo allungato è il guaio delle serie che come molte donne nn sanno uscire di scena (ma anche uomini ormai) .
        Sherabye
        Ps le serie più ancora dei film le vedo x francese e inglese in lingua originale 😉

      4. CAspita shera, non sapevo avessi avuto un’esperienza così esaltante come aver vissuto e studiato negli States.
        woooowwwwww
        Su Hamm(er) non metto bocca, il giudizio femminile si ascolta e non si commenta. Devo però riconoscere che quell’aria da divo anni 30… non so perchè ma ogni volta che lo vedo mi viene in mente Liam Neeson in Shindler’s List 🙂

      5. se bazzicava il newjersey forse ti sei pure imbattuta nel mio Bruce e nei suoi concerti “before the fame” che già riscuotevano molto successo sulla east coast (in questo senso leggere la sua autobiografia è stato illuminante).

      6. Abitavamo a New City NJ subito attraversato l’ Hudson river nella villa del marito di mia madre ma al concerto del Boss nn c ero 😭😭😭

  5. In questo post ritrovo il medesimo pregio che apprezzo nelle recensioni di Wwayne: stimolarmi la forte curiosità di vedere un film che magari non avrei considerato, per giunta con una scrittura accattivante. Non è un caso, credo, che di dare una sbirciatina al tuo blog me l’abbia consigliato lui 🙂

      1. Come sempre, non c’è di che 😉
        Io di Westworld scarico la puntata in lingua originale dall’on-demand il lunedì mattina mentre faccio colazione, per poterla vedere subito dopo pranzo… che poi di sera c’è TWD!
        Ma a ‘sto giro ho avuto e avrò altro da fare, per cui le guarderò entrambe domani 😀

      2. Westworld è una serie cerebralissima e meravigliosa. Se posso avanzarle un appunto, è troppo poco empatica.
        Ma son quisquillie: resta un telefilm coi controcosi.
        Tra l’altro, in parallelo, sto guardando l’ultima stagione di Person of Interest e non c’è niente da fare: il connubio Nolan-JJ Abrams è veramente meraviglioso.

      3. Non ci crederai, ma in questo periodo perfino io, allergico alle serie tv come non mai, ne sto guardando due in contemporanea: da un lato Westworld, dall’altro Shades of Blue.
        E le due serie si compensano perfettamente, perché alla voluta freddezza di Westworld fa da contraltare l’atmosfera incantevole di Shades of Blue: i poliziotti di quella serie sono una grande famiglia, in cui ciascun membro è legato agli altri da un affetto profondissimo, ed è proprio questa perfetta alchimia tra i vari personaggi il punto di forza della serie. Ray Liotta poi nei panni del “capofamiglia” del distretto è semplicemente strepitoso, mai avrei creduto che fosse così bravo.

      4. shades of blue la stavo scaricando per mia moglie (adora la serie tv con protagoniste poliziotte) ma se me ne parli così bene mi sa che finirò per vederla pure io 😀

      5. Tua moglie ci si ritroverà moltissimo, perché il personaggio di Jennifer Lopez, oltre che una poliziotta, è anche una madre innamoratissima di sua figlia. Questa serie la adorerete entrambi, ne sono certo! 🙂

      6. caspita, se tu (sempre refrattario alle serie tv) ne parli così bene, shades of blue non solo la vedrò ma scalerà pure molte posizioni in watchlist !!!!

    1. ciao Julian, grazie per le belle parole e benvenuto nel mio modestissimo angolo web.
      Sono lieto che abbia apprezzato questo pezzo ma sono certo che apprezzerai ancora di più questo film quando avrai l’opportunità di vederlo: è una piccola chicca, una perla nascosta dentro un’ostrica che mai avresti creduto potesse racchiudere cotanta bellezza!!!

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