Ghostbusters

I folletti che governano la sezione del mio cervello adibita al “cinema” devono essere alcolizzati.

Altrimenti non si spiegherebbe il magno gradimento con cui ho visto Ghostbusters. Non quello favoloso del 1984, bensì quello schifato da tutti nel 2016.

E’ vero che le critiche negative sono benzina per la mia curiosità, è vero che non sono uno spettatore dal palato troppo fine o esigente, tuttavia le ragioni del mio apprezzamento per questa deprecabile pellicola sono incomprensibili.

La stratopassera non c’è: Melissa McCarthy è simpatica, forse brava, ma sta alla gnocca come io sto al Bosone di Higgs; per Kate McKinnon vale lo stesso discorso; Leslie Jones non è nemmeno brava mentre Kristen Wiig rientra per il rotto della cuffia nella categoria “trombabili“.

ghostbusters-kristen-wiig

Il resto del cast è veramente risibile, pure Chris Hemsworth che gioca a fare la parodia di se stesso.

La narrazione è stanca e il ritmo è assente, come nei peggiori film della saga Rosamund Pilcher. L’azione è telefonata, gli effetti speciali sono niente di che e la comicità il più delle volte è stucchevole e nemmeno fa ridere. Il film non brilla neppure per originalità: in fondo è pur sempre il triste remake di un film (quello sì geniale) di oltre trent’anni fa.

Eppure mi è piaciuto.

Tanto.

Non m’ha fatto ridere, non m’ha fatto piangere, non m’ha fatto saltare sulla sedia, non m’ha fatto partire l’applauso e neppure m’ha fatto scattare l’ormone.

Allora, benedettiddio, perchè questo filmaccio m’è piaciuto?

Ho consultato uno psicologo e mi ha consigliato vivamente di andare dallo psichiatra.

Lo psichiatra mi ha prescritto Lexotan in quantità industriale e mi ha detto che non ho speranza.

Sotto effetto del Lexotan sono andato dal neurochirurgo e mi ha diagnosticato che neppure un trapianto di sinapsi potrebbe salvarmi.

Allora mi sono rivolto ad una cartomante ed è uscita la Luna Nera.

Dopo l’inevitabile grattatina, chenonsisamai…, sono andato da un prete e questo mi ha mandato dall’esorcista.

L’esorcista ha evocato i suoi dei e i suoi demoni, ha salmodiato e bestemmiato, si è genuflesso e ha brandito il crocefisso come una spada ma alla fine ha dovuto arrendersi: io non sono guarito.

Non mi restava che l’elettrochoc e l’ho provato.

elettroschock

Con l’impegnativa del medico mi sono presentato al più vicino manicomio e uno zelante dottore mi ha piazzato due elettrodi sulle tempie mentre una infermiera dall’espressione sorniona che mi ricordava mia moglie (sarà stata forse proprio lei???) spostava la leva del macchinario fino ai 3000 volts. Ma niente, Ghostbusters continuava a piacermi.

Non mi restava che il Vaticano. Ho pregato sulla tomba di Pietro, ho pianto innanzi alla Pietà di Michelangelo, ho chiesto perdono a Signore Nostro Gesù Cristo davanti alla porta del Giubileo. Ho addirittura ottenuto udienza dal Papa, ma Sua Santità, appena mi ha corto, ha scosso il capo e si è portato le mani al visto in un gesto di disperazione.

papafrancesco

Nessuno può salvarti, figliolo. Non solo guardi i film di merda, ma talvolta ti piacciono addirittura. E neppure l’onniscenza di Nostro Signore – sempre sia lodato – può discernere questa follia. Pregherò per te, Fratello Lapinsù, ma sappi che nulla può salvarti, neppure l’oblio.

Voto: 7

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52 pensieri su “Ghostbusters

    1. Non sai che ti perdi!!!!
      Non dar retta a critica bacchettona e trailer: il film ha il suo perchè, basta dimenticare per 120 minuti che si tratta di un remake è il godimento è assicurato.

      1. L’originale aveva un suo perché, questo no, è stato una mera operazione di marketing girata sulla nostalgia, ma senza una costruzione seria, sinceramente

      2. Come scrivevo a Zack qui sotto, per giudicare correttamente un remake bisogna sempre superare sia il pregiudizio secondo il quale “remake = cagata” sia il paragone con l’originale.
        Tolti questi due fattori, il film verrà fuori per quel che è realmente.
        Nel caso di Ghostbusters siamo effettivamente anni luce dall’originale, tuttavia il film ha il suo perchè: è brillante e intrattiene, anche se in maniera molto diversa dal primo Ghostbusters.
        Guarda di remake ne ho visti tanti (Robocop, Atto di forza, etc) e di solito sono schifezze assurde. Stavolta però mi sento di salvare a pieni voti la pellicola e ti consiglio di non farti abbindolare dalla critica o da chi ha fornito giudizi superficiali 😉

  1. A me è piaciuto! Mi ha fatto molto ridere (soprattutto Chris Hemsworth, ma a tratti anche le nuove acchiappafantasmi) e mi ha sorpreso per l’eleganza con cui ha smontato qualsiasi critica aprioristica data al film da chi manco lo ha visto (poveri loro che non sanno neanche di essere stati trattati a dovere). Trovo difficile definirlo un brutto film. Semmai è più una commedia che un film d’avventura con elementi fantastici com’era l’originale. Magari non è perfetta, non è eccezionale e può benissimo non piacere, per carità! Ma non scherziamo, i film BRUTTI sono tutt’altri.
    Poi è ovvio che quel Ghostbusters originale era un’altra cosa in tutti i sensi (un capolavoro, nonché un film seminale e che ha segnato un epoca), ma il fatto che questa nuova versione non ne sia all’altezza non nuoce a quel film in alcun modo. E soprattutto non nuoce ai nostri ricordi d’infanzia. Quelli stanno ancora lì, al sicuro in fondo al nostro cuore, e mai nessun remake, per quanto orribile possa essere, potrà rovinarli.
    A me questo nuovo Ghostbusters è piaciuto, non mi ha fatto impazzire, ma se gli dovessi dare un voto gli darei più o meno lo stesso che gli hai dato tu.

    1. I problemi dei remake, oggigiorno, sono due:
      1. sono troppi, quindi ormai c’è il pregiudizio generalizzato remake = ciofèca
      2. il paragone con l’originale è spesso impietoso

      Superare questi due pregiudizi è l’unico modo per fornire un giudizio equilibrato sul film. Ci sono quindi remake fallimentari (come Robocop o The Amazing Spiderman) o remake più onesti che intrattengono con piacere (come questo Ghostbusters).

      L’unica cosa che mi lascia perplesso, caro Zack, è che i nostri giudizi siano stati divisi da Emilia Clarke ma uniti da Chris Hemsworth…

      1. effettivamente è questo che mi ha un po’ lasciato basito…
        e dire che sui film che tirano più di un carro di buoi ho preso pure un dottorato…

        che stia invecchando? o peggio ancora: GUARENDO?

  2. Io l’ho visto ben due volte… una volta al cinema e una a casa. Non posso fare recensioni pubbliche perché se no mi arriva l’attacco con i carri armati, ma qua posso dirlo: il film non mi è dispiaciuto.
    Non mi è dispiaciuto se tenuto distante da quello originale. Ok, è un remake, ma c’è altro e allora tanto vale prenderlo come film nuovo. E come film nuovo, beh, c’è merdazza peggiore in giro.
    Ormai sto diventando onnivoro. Non riesco più a stupirmi del mio cattivo gusto nelle cose.

    1. Il fatto che tu abbia ti senta libero di confessare i tuoi gusti proibiti in questo blog-bettola mi riempie di orgolio.
      E come un oste panzuto e avezzo a sentire le confessioni più torbide e nefande, non posso che annuire alle tue parole, perchè di “merdazza” ce n’è tanta.
      E ricorda, che il cattivo gusto è spesso indice di curiosità e intelligenza (o almeno così mi piace credere…)

      1. Ma certo che confesso queste cose. Ormai, come tu ben sai, ho settato nuovi parametri (in basso) per il buon gusto. E non mi vergogno certo di cosa ho visto o di cosa voglio guardare.
        Anche io penso così… ma forse perché il possessore del cattivo gusto sono io 😀

  3. Dopo il mio guilty pleasure di ieri, ecco che tu ne confessi uno ben più clamoroso! 🙂 Comunque riesco ad individuare almeno 2 ragioni per cui Ghostbusters può esserti piaciuto:
    L’EFFETTO NOSTALGIA. Quando un produttore decide di rimasticare un cult (scelta purtroppo sempre più frequente), gli spettatori reagiranno senza mezze misure: o lo ameranno o lo odieranno. E spesso questo dipende non soltanto dalla qualità del remake, ma anche dallo spettatore stesso: se vede il vecchio film come un totem intoccabile, allora si approccerà al remake con un occhio ipercritico; se invece ricorda il vecchio film con tiepido affetto, allora probabilmente apprezzerà il remake con tutti i suoi difetti, per il solo fatto che gli ha permesso di fare una passeggiata sul viale dei ricordi. Magari tu ricordavi Ghostbusters con affetto tiepido e non viscerale, e da lì il tuo gradimento.
    L’EFFETTO ROSA NEL DESERTO. Questa ipotesi è più complicata: cerco di spiegartela.
    Ad ogni cinefilo capita un periodo in cui becca soltanto film di merda. Talvolta è una merdina piccola e quasi inodore, talvolta è proprio una merdona sciolta, fumante e puzzolente. Ma sempre film di merda sono.
    In periodi come questo basta che ti capiti un film appena decente, e subito ti sembra di aver beccato un capolavoro, o comunque il tuo giudizio risulta molto, ma molto più benevolo di quanto non sarebbe stato se tu l’avessi visto in un altro periodo. Ecco, magari Ghostbusters l’hai visto in un periodo costellato da film traboccanti merda, e quindi l’hai gradito ben oltre i suoi meriti.

    1. L’effetto Rosa nel Deserto (che per altro ho sperimentato spesse volte, come tutti i cinefili) non credo si possa applicare nel caso specifico, giacchè nel periodo in cui vidi G. non era molto puzzoso in fatto di film.
      Proabilmente rientro più nel caso dell’Effetto Nostalgia, anche se ti dirò che non non mi sono mai strappato i capelli per il primo G. (pur riconoscendone la genialiatà).
      Di solito i remake li guardo tutti (sono la fortuna di tutti i produttori di marketing che rispolverano vecchi titoli per avere una fetta di pubblico sicura…) e cerco di guardarli sempre senza farmi condizionare dal passato o dalle onnipresenti critiche negative (ERA MEGLIO L’ORIGINALE… e grazie al cazzo, dico io……).
      Questo G è un film divertente, niente di memorbaile nè da rivedere, tuttavia diverte. Ha la profondità di F&F ma questo per me non è difetto: se guardo un film del genere non mi aspetto senz’altro pelle d’oca o riflessioni copernicane…
      Volevo divertirmi e Ghostbusers mi ha accontentato.
      Non potevo chiedere di più 😉

      1. E qua hai citato un altro elemento fondamentale nel determinare il gradimento di un film: le aspettative. Se da un film ti aspetti 0 e ti rende 1, sei già soddisfatto; se invece ti aspetti 10 e ti rende 9, nonostante la sua qualità un po’ di amaro in bocca ti resta comunque. Perdonami l’ignoranza, ma… cos’è F&F? 🙂

      2. scusami usando il cellulare vado per abbrevazioni…

        F&F = Fast and Furious, intesa come saga 😉

        Ho visto che è uscito il trailer (ma ancora non l’ho visto).

        A proposito di Trailer, l’hai per caso visto quello di Baywatch? Io sono andato in brodo di giuggiole 😀

      3. A me invece ha fatto incazzare come una biscia. Io volevo guardare quel film per una sola, unica e validissima ragione: LA TETTONICA DELLA DADDARIO. E loro invece cosa fanno? Gliela coprono tutta con un costume a collo alto!!! Ma si può essere più idioti? Il costume rosso scollato di Pamela Anderson è PERFETTO per la Daddario, è la sua erede NATURALE (in tutti i sensi)! Se non glielo fanno mettere in almeno 5 scene, chiederò il rimborso del biglietto. 🙂

      4. Mi auguro che i costumi (e più in genere le mise) della Daddario siano molto più succinte nel film. E la scena in cui Efron non riesce a guardarla in faccia gli fissa le tette mi fa ben sperare!!!
        Incrociamo le dita e comunque, nel peggiore dei casi, seguirò il tuo stesso proposito e chiederò il rimborso del biglietto 😀

  4. Maldido, maledetto…

    Il tuo post va letto, perché è scritto da te (che sei un amico ed un collega ermenàuta), perché è scritto non bene ma benissimo (molte tue frasi si assaporano come caramelle Rossana, facendosele passare da sinistra a destra dentro la bocca), perché il cromatismo con cui crei le scale di significato nel tuo periodare è retorico ed avvincente (hai elencato tutti i motivi per cui il film non dovrebbe piacere e nemmeno uno del perché ti avrebbe divertito), ma questo film è da evitare, a meno che non si abbia tempo da perdere oppure il bisogno di accompagnare al cinema un microcefalo o condividere una serata di Home Theatre con qualcuno di cui non si conoscano i gusti…

    Oppure solo per parlarne… ma qui siamo davvero in zona delirio ed è per questo che io il film l’ho visto (la zona delirio, appunto, dove ho un divano ed una lampada a stelo), ma non lo rivedrò, nemmeno nei passaggi gratuiti in Tv.

    Maldido…

    Più volte io e te ci siamo trovati d’accordo sul rifiuto dei giudizi critici aprioristici, per i quali un sequel (sia esso allotropicamente inteso come reboot, prequel o altro) sia per definizione una cagata e quindi entrambi riteniamo che un film debba essere giudicato per ciò che è (senza guardare al suo status) ma non possiamo nemmeno fingere che il passato non esista e che se alcune buone idee sono già state usate da altri il nostro giudizio critico deve necessariamente modificarsi: se do il voto ad un bel tema di un alunno e poi scopro che questi l’ha copiato da un compagno o da wikipedia, ho il dovere morale come professore di abbassarlo o annullarlo!

    Il tuo voto, maldido…

    Insomma, ogni anno escono tonnellate di libri e film importanti e serie tv ed anche centinaia di film cosiddetti indie (tali non perché fighetti, ma perché prodotti al di fuori delle major e che come tali faticano a trovare una distribuzione) ed un appassionato di cinema e tv (quali siamo entrambi io e te) non può avere il tempo per guardare tutto (quante volte ci siamo ritrovati nei commenti entrambi a dire “non riesco a vedere tutto ciò che vorrei”?) e deve quindi fare delle scelte (tranne chi è pagato per guardare e criticare) ed un film con i difetti che tu stesso hai didascalicamente elencate non può essere consigliato: lo spettatore ignaro deve sapere che 120 minuti saranno persi per sempre, nei quali in un lontano futuro avrebbe potuto dire alla donna che fu compagna di vita quanto davvero l’abbia amata o rivelare un segreto incoffessabile o semplicemente restare a guardare la luce filtrare dai vetri…

    Ecco che ci ritroviamo al nocciolo della questione: il tempo perso ed il tempo di qualità…

    Maldido…

    Quando ascoltiamo musica, quando guardiamo film, quando scegliamo di seguire una serie Tv, quando ci prepariamo da mangiare o scegliamo un posto dove mangiare fuori, che criterio dovremmo usare?

    Io odio i fast food, odio il loro cibo di merda e la truffa alimentare con cui mi spacciano cibo spazzatura, ma mi capita talvolta di recarmici: la scelta però è consapevole, ovvero ci vado sapendo che mangerò merda e mi sta bene per tutta una serie di motivi, così come se ascolto un brano pop creato a tavolino dagli algoritmi di ricerca e le sonorità di un produttore pilotato dal marketing, lo faccio perché in quel momento altro di più importante occupa la mia mente, ma di certo non uso del tempo di qualità per ascoltare sozzerie, perché la vita è troppo breve e se devo andare su un isola deserta o in missione su Marte ed ho solo 4 libri da portare con me e forse saranno gli ultimi che potrei leggere, certo non porto Faletti o JoJo Moyes…

    Probabilmente mi sto incartando nelle mie stesse parole, ma penso che la tua arguzia abbia compreso il concetto dove voglio portarti: non posso seriamente dire al mondo ed a me stesso di non avere il tempo per guardare una serie come Penny Dreadful o The Walking Dead o Westworld e poi trovare il tempo per guardare il reboot di Ghostbusters: se accade è per disgrazia ma non per scelta!

    Ho detto di averlo visto questo film, infatti, ma non mi sono divertito, né per le battute, davvero di basso profilo, né per le interpreti, che erano a mio avviso un po’ troppo spente…

    Insomma, rimanendo nel genere cagata, un film come “Spy” (stesso regista e stessa protagonista femminile) fu per me molto (molto) più divertente ed arriverei persino a consigliarlo a chi volesse passare un paio d’ore di distrazione, così come “The Heat” (quello con la Bullock), di nuovo stesso regista e stessa co-protagonista, dove, a differenza di Ghostbusters, ho riso a crepapelle ed anche se il film è davvero solo un filmino, almeno mi ha fatto divertire e soprattutto non mi sono sentito complice di una baracconata costosa e perculante!

    Seriamente, si potrà sempre discutere se un filmone come Sucide Squad abbia raggiunto il suo scopo, se abbia soddisfatto il comicdom più nerd, se è stato per noi una rivoluzione o solo un collage di clichè, ma è un film che va visto, senza dubbio, perché attori ed autori hanno lavorato per raggiungere (o provare a raggiungere) un obiettivo onorevole, sia commercialmente che artisticamente, ma non possiamo davvero spendere tempo a parlare di una commedia (come l’hai giustamente definita tu) come questa, in cui le battute sono scarse e stupide e l’unica originalità in confronto alle pellicole di stampo simile sono solo le parti rubate al predecessore…

    Ed ecco infine i perché di questo maldido che vado ripetendo…

    Tu hai dato 7 ad un film così, ma l’universo ti è testimone dei titoli a cui sempre tu hai dato 6 in altri post ed io me ne ricordo (oh, si, che mi ricordo, maldido…)…

    Non hai idea di quante fatine siano stramazzate al suolo quando tu hai deciso di premiare questo film, dandogli, nota bene, molto più che la sufficienza… come se uscito da un King Burger (il Mac nemneno lo nomino…) tu avessi conferito ad un cheesburger scongelato e riscaldato lo stesso voto che avresti dato ad un panino con la porchetta non perfetto (magari con troppo finocchio selvatico o poco ripieno, che so…).

    Ora ti saluto e ti abbraccio, perché sappi che tutto questo è amore e nulla potrà mai impedirmi di leggerti ed anche se un calo di vista temporaneo mi impedisse temporaneamente questo, mi farei declamare ad alta voce i tuoi post, maledetto, maledetto…

    1. La lunghezza dei tuoi commenti è sempre direttamente proporzionale al piacere che mi genera leggerli.
      Piacere che si declina sempre su due crinali: il primo estetico, perchè le tue parole scorrono sempre musicali nelle mie orecchie. Il secondo sostanziale, perchè offrono sempre infiniti spunti di riflessione, confronto, dialogo.
      Insomma, i tuoi commenti sono come una donna non solo bella ma addirittura intelligente 🙂

      Detto questo potrei anche spendere altre parole sul film ma credo di avergliene dedicate già troppe, rubando tempo a me stesso e agli impavidi che hanno avuto l’ardire di leggere questi deliri. Con un film del genere la direttrice del piacere segiue sempre percorsi strani, strettamente legati alla contingenza. Ad esempio, i due film da te citati (Spy e The Heat) li ho ovviamente visti entrambi (come un esperto gabbiano io mi pascio della ‘mmonnezza) eppure nessuno di questi mi ha suscitato piacere come Ghostbusters. Evidentemente il momento in cui lo vidi ero particolarmente su di giri o gasato o impazzito… vacci tu a capire qualcosa.

      Comunque, come al solito, ho fatto mia una delle figure retoriche che preferisco (la preterizione) finendo col dire quello che avevo annunciato di non dire più…

      maldido sono…

      L’ermenautica che è in me fatica a restare intrappolata… e quindi un po’ devo divagare…

      Ho sempre adorato imparare parole nuove e invidio massimamente i bambini perchè i loro cervelli spugnosi sono in grado di imparare fino a 40 nuove parole al giorno, mentre ahimè il mio ha iniziato da tempo ad avvizzire e fatica a digerirne anche solo una…
      Ai tempi del liceo , in preda ad un prolungato tempo di follia, lessi TUTTO il vocabolario Zanichelli. Ogni sera prima di coricarmi mandavo giù una manciata di pagine e l’indomani appuntavo su un quaderno le parole nuove che avevo imparato, utilissime allucozioni come “imperocchè” oppure vanagloriosi aggettivi come “sesquipedale” o “pleonastico”. Quando confessai la cosa a mia moglie, scosse il capo e rimase in silenzio per oltre un’ora: non so se compatissse me oppure se stessa.
      Credo sia anche per questa folle attività che mi capita raramente di leggere o ascoltare parole di cui ignoro il significato. In quelle rare occasioni mi assale la curiosità e comincio a fantasticare sul reale significato prima di andare a ricercarlo, un po’ come un giocatore di poker che spizzica le carte piano piano, gustandosi lentamnete il piacere della scoperta. Così quando ho letto il tuo MALDIDO sono andato in brodo di giuggiole perchè non conoscevo la parola e desideravo scoprirne il significato. Non puoi capire il disappunto quando, dopo voli pindarici ed estreme fantasie, ho scoperto che non è propriamente una parola italiana in quanto è spagnola…

      maldido te, dunque, fratello ermenauta!!!!!

      1. Sono esattamente questi i momenti che preferisco della mia vita di mortale… quelli in cui, nel mezzo di un marasma di quotidianità (lavorativa, familiare, politica, meccanica…), nel clou della discussione, laddove il fragore del rumore di fondo sale sempre più fino a rendere le singole voci indistinte e dove la sopportazione del nostro super-io si fa sempre più labile, un amico ti prende per un braccio e con calma ma anche inesorabilmente ti porta fuori dalla calca, apre le porte dell’emiciclo (fisico o mentale che sia, non importa) e ti fa uscire, con lui, all’aperto e ti guarda sorridendo mentre tira una boccata lunga d’aria (si spera anche non ricca di smog, ma tant’è… ci si accontenta di ciò che si ha, eh!) e poi ti parla d’altro… della vita, dei massimi sistemi, dei micro-accadimenti di un micro-mondo che si sostanzia in significato assoluto ed allora ascolti quelle parole (o le leggi, come nel mio caso con le tue) e cominci sul serio a respirare e come un personaggio di un videogame survival-action, lontano dai colpi del nemico virtuale, vedi la barra della tua vita/forza che si ricarica… così il cervello, che si riempie nuovamente di nozioni, ricordi, calcoli ed elucubrazioni (quello fa, senza mai dormire, nemmeno negli ebeti…).

        Maldido, si è spagnolo ed appartiene alle tante mie locuzioni, che uso quando parlo o scrivo con gli amici (come il classico invito “mi casa es su casa“) e questo chiaramente non perché io sia più latino di altri (anzi, con una mamma marchigiana ed un papà triestino, direi che sto tra l’apolide ed il mitteleuropeo…), rubando qui e là, con una sorta di slang urbano fatto di sentiti dire: una delle frasi che uso di più ad esempio è “quien sabe” (cosa o chi ne sa qualcosa), con cui rispondo a chi mi fa domande di cui non solo io ma quasi nessuno conosce risposta e pur essendo una frase messicana, io l’ho di fatto rubata al cartoonist Carl Barks, che la mise in bocca ad un collezionista di punte di selce indiane, in una storia di Zio Paperone e Qui, Quo, Qua di tanti anni fa (“Uncle Scrooge and the Seven Cities of Cibola”, dove c’è la famosa scena che Lucas e Spielberg rubarono in senso affettuoso per fare il rotolamento del pietrone nel primo Indy)…

        Buona giornata amico carissimo…

        P.S. Hai visto poi “The Abominable Bride“?

      2. tu vai di spagnolismi… io invece adoro i latinorum…
        ubi maior minor cessat…
        do ut des…
        mutatis mutandi…
        ne dispendo a profusione beccandomi sempre occhiatacce, soprattutto dai colleghi da lavoro ma anche dalla signora Lapinsù.
        Ma il mio aforisma preferito in assoluto, anche se difficile utilizzo, è greco: γίνωσκε δ’ οἷος ῥυσμός ἀνθρώπους ἔχει.
        Vabbè, dopo questa sbruffonata passiamo al nocciolo della questione, che ovviamente per noi ermenauti è sempre il post scriptum

        Ovviamente ho visto il L’abominevole sposa, ormai quasi un anno fa, sottotitolata. Infatti Sherlock è ormai l’unica serie tv per cui non aspetto mail a versione italiana (uscita ahimè solo poche settimane fa). Ovviamente ne restai incantato: il garbo e l’arguzia con Moffat e Gatiss trattano il nostro amato Sherlock Holmes e gli scritti di Sir Arthur restano veramente impareggiabili mentre credo sia inutile continuare a spendere parole sulle meravigliose interpretazioni fornite da Cumberbatch e Freeman, due attori veramente sopra la media.
        In vista della imminente (e forse ultima) stagione 4, ho in canna il rewatch dell’opera, stavolta in italiano. Il momento fatidico tarda però perchè vuole vederla anche la signora Lapinsù, che però ora è impantanata col recuperone delle 11esima stagione di Bones (ne è diventata un’adepta, sta leggendo pure i libri della Reichs: se solo sapesse che deve questa passione a un tuo post di tanto tempo fa dove cantavi le lodi della serie e del crossover con sleepy hollow…).
        A proposito di recuperoni: ho quasi ultimato Legends of tomorrow, season 1.
        Come ben sai l’ardore con cui attendevo questa seria era tutto celato tra le perfette curve dei fianchi di White “Caity Lotz” Canary. In realtà devo ammettere che il telefilm è anche molto di più, merito di un casto eterogeneo eppure funzionale e di uno showrunner che, gli va dato atto, ultimamente nons baglia un colpo. BERLANTI FOR PRESIDENT

        Visto che ci siamo spostati in orbita serie tv, ti annuncio che sono arrivato mestamente agli ultimi due epidosidi un’altra serie meravigliosa: Person Of Interest. Ho quasi paura di vederli, perchè poi so che finirà e mi mancherà. L’ultima serie è deliziosa, così bella (almeno per me) che sto pensando di dedicargli un’ode, ovvero un post.
        chissà…

      3. Citare aforismi in greco antico è davvero da ermenàuti all’ultimo stadio… nemmeno io, che ho un ego smisurato, l’ho mai fatto, mentre il latino lo butto qui e là in continuazione anch’io, insieme alle locuzioni spagnoleggianti e a qualche spruzzata di francese… in fondo tutto è legato a cià che si legge e che si vede e da onnivoro butto giù di tutto, dalla Sora Assunta (dajie de tacco, dajie de punta…), passando per Cicerone (Quo usque tandem…), Oscar Wilde, il Commissario Monnezza, alcuni miei amici marchigiani (uno parente anche dell’attuale presidente del Consiglio, stessa famiglia nobiliare filottranese, mentre un altro guru di antica data, con i suoi motti “Cristo, padrone delle fascine, è morto dal freddo” oppure “La lepre sta ‘ndo nun se pensa“), un po’ di poeti che non fanno mai male (Uno dei più citati da me è il Saroyan de “La miglior risposta alla tomba di un bambino è sdraiarsi accanto e giocare a fare il morto“), qualche artista pop americano, un paio di cantanti e così via… in un continuo frullatore…

        Da ermenàuta, m’inchino comunque di fronte ai potenti versi del poeta Archiloco, che non ho mai usato come aforisma, ma che effettivamente, nel parlare della condizione umana con le sue metafore di natura bellica e guerriera, ben si presta!

      4. La tua diagnosi di
        “ermenauta all’ultimo stadio”
        mi lusinga notevolissimamente!

        Mi sento un po’ come Luke Skywalker al cospetto di Yoda, quando sta per completare il suo percorso di addestramento e di recupero della consapevolezza della proprio Forza.

        Già ti vedo, invecchiato ma arzillo, appoggiato ad un bastone solo per diletto (non per necessità) borbottare
        potente in lui l’ermenàutica scorre! mentre io mi allontano con lo zainetto in spalla…

      5. Il tuo animo molto diviso tra patata e arte ancora è…
        ma giovane sei tu ed il cammino lungo per te sarà…
        una famiglia ed una compagna di vita equilibrio nel tuo modo portato hanno, ma poco ancora…
        e tu lotti contro i tuoi stessi spettri e temi il giudizio della tua coscienza ancora di più che degli altri…
        ma l’Ermenàutica che comprende ogni cosa scorre potente in te , così forte che la si può sentire anche in mezzo alla confusione…
        ad ogni bivio, forze contrarie spingerti sembrano in direzioni opposte, ma l’ago della tua bussola farti prendere la decisione giusta saprà…
        perché il tuo spirito conosce amicizia, amore e rispetto…
        il resto verrà da sè…
        Ora vado a mangiare radici nella mia tenda, mentre EasyBitez mi ha finito di scaricare altri film ed altri mondi…

      6. vabbè… fossi JJ ti scritturerei come sceneggiatore per fare il paroliere di Yoda… dai un modo per resuscitarlo lo trova e poii Jedi non muoiono mai completamente…

  5. Caro Lap, la pazzia è contagiosa e a quanto pare il virus è riuscito a raggiungermi anche oltre oceano XD
    Ho visto durante il mio lungo viaggio in aereo quest’ultimo Ghostbusters e devo ammettere che neppure io l’ho trovato così pessimo come mi aspettavo!
    Non è in assoluto il film più divertente dell’anno [anzi, in ambito risate è proprio scarso], non è il lavoro migliore di Paul Feig ne delle quattro protagoniste [specialmente della McCarthy] eppure boh, non mi ha fatto così vomitare come invece mi preannunciavano praticamente tutti in rete.
    Probabilmente non lo rivedrò mai più e col tempo finirà nel dimenticatoio, ma questo è uno di quei casi in cui la “pubblicità” negativa invece che allontanarmi dal film non ha fatto altro che preparare il terreno facendomi aspettare qualcosa di talmente brutto che di fatto non può esistere e facendo di GB un semplice innocuo filmetto.
    PS: ok, credo siamo tutti d’accordo che di “figa” non c’è ne in questo film [probabilmente è anche voluta la cosa] ma tra le quattro veramente trovi la Wiig meglio della McKinnon?
    Scusa per questo OT da gentiluomini ma sono rimasto un attimo basito 😀

    1. Da pochi giorni ho creato il mio account instagram e solo oggi ho scoperto l’account di Emily Ratajovsky (o come cavolo si scrive).
      Dopo aver seccato le mie ghiandole salivari scorrendo le sue foto, converrai con me che parlare della gnocchitudine della McKinnon e della Wiig è come entrare in un fast food dopo essere stati a cene dalla nonna.
      Tuttavia siamo ermenauti e dobbiamo saper affrontare questi balzi spaziologicotemporali…

      Conosco poco la McKinnon, nel senso che ho scoperto la sua esistenza soltanto guardando questo film. Dove, di questo gliene do atto, costumista e parrucchiera non lavorano certo a suo favore.
      Conosco invece bene la Wiig sia nella versione mora

      sia nella versione bionda

      e pur restando fuori dal perimetro del mio ideale di bellezza debbo riconoscere che non è da buttar via.

      Tuttavia ti confesso anche di più: che se dovessi scegliere tra una serata e una di queste due o entrambe e una serata con un amico canide e blogger, nonchè coke-free ma amante della birra (come testimonia il tuo avatar) non tentennerei neppure un istante nello scegliere l’amico blogger.
      Sappi però, che se chiama la Ratafikovsky.. allora bè, tanti saluti a te e alla birra…

      ubi maior, minor cessat…

      1. Non so se è più bello questo commento o quello che hai appena lasciato nell’ultimo post dello stesso pizzaDog. Eravamo partiti a parlare di Ghostbusters, ma nei commenti tra la Daddario e la Ratajkowski questo post si è trasformato in un convegno nazionale sulla tettonica… e allora do anch’io il mio contributo:

        😘😚

        A post shared by Bianca 🇳🇬 (@bianhuman) on

        Questa ragazza argentina è così maldestra che non riesce neanche a caricare le foto dritte, ma in quest’immagine individuo due ottimi motivi per perdonarle la sua inettitudine… 😉

      2. Ah già, mi ero scordato di “Walter Mitty”, ammetto che in quel film a un certo punto mi son detto “cavolo, la Wiig è proprio una bella donna”. Ma non so, forse era il contesto o il modo in cui veniva illuminata…
        La McKinnon neppure io la conoscevo, l’ho rivista da poco in “La Festa Prima delle Feste” e anche lì non è che trucco e parrucco siano stati clementi [deve stare parecchio sul cazzo a costumisti e truccatori].
        Ma continuare questi discorsi e altre possibili ciance sarebbe come gettare sale in mezzo all’oceano dal momento in cui hai nominato l’idolo antropologico di genere femminile che porta il nome di Emily Ratahasksghsgosky!
        Non ce più nulla di cui abbia senso parlare, per me la giornata può anche finire qui XD

  6. Ok, la citazione alla Luna Nera mi ha fatto sganasciare dalle risate (e pensare che è una cosa che ho recuperato recentemente grazie a Shiki visto che non avevo idea di cosa fosse. Santa donna!).
    Ho un rapporto difficile con questo film. Ma non per il film in generale ma per tutto il caos che si è sviluppato per la sua uscita. Gente impazzita che non ha provato neanche a dargli una mezza occasione per valutarlo, gente che lo denigrava mesi prima della sua uscita nelle sale e piccole bestie che uscivano dalle loro caverne per diffondere messaggi misogini a tutto andare.
    Quello è stato un periodo in cui ho perso la fiducia nel mondo (ma diciamo che questa fiducia va e viene di tanto in tanto).

    Il film non è un gran film, ha parecchi difetti e alcuni personaggi potevano essere trattati meglio o scritti meglio (del quartetto mi sono piaciute molto Jillian e Patty), ma per certi versi è stato gradevole. E, cosa più importante, si riconosceva l’impronta di Paul Feige, l’impronta di un regista, cosa che in queste produzione capita molto raramente.

    1. Il peccato mortale di questo film è stato quello di toccare un mito assoluto e imperituro, quello degli acchiappafantasmi. Avesse cercato di fare un sequel a 30 anni di distanza con gli stessi attori, forse un minimo di credito l’avrebbe avuto sia tra la critica che tra il pubblico, ma l’idea di rifare tutto da capo per giunta con un cast totalmente stravolto e femminile, ha suscitato uno sdegno collettivo che, come te, fatico a comprendere.
      Il film non è chissà che, però è meno peggio di tanta monnezza spacciata per intrattenimento, quindi non solo ha meritato una chance di visione, ma tutto sommato mi par di capire che chi è riuscito a vederlo alla fine l’abbia anche apprezzato un po’.

      PS: non so che intendi tu per LUNA NERA, io intendo il tarocco estratto dalla Zingara in un programma di Pippo Baudo che imperversava in TV quand’ero ragazzino

      1. Con questo posso dire che molte persone non sanno cos’è la monnezza vera (per esempio Quarantena… ancora tremo al pensiero).
        P.S. Per Luna Nera intendo proprio il tarocco della Zingara. Mi ha fatto vedere qualcosa Shiki proprio in questo periodo. Cosa mi sono perso!

      2. i remake americani di solito sono “lammerda” anche se si ravvisano rare eccezioni (penso al Brother con McGuire, Portmam e Gyllenahl, remake di un film scandinavo).

      3. ci sarebbe anche
        STANNO TUTTI BENE
        remake dell’omonimo film di Tornatore
        Bello l’originale (con Mastroianni protagonista) ma bello pure il remake a stelle e strisce (con De Niro)

  7. A volte dei film assurdi ci piacciono per motivi reconditi che non saremo mai in grado di spiegare, così come altri film considerati dei cult non ci fanno nemmeno alzare un sopracciglio di composta curiosità alla Dr. Spock. A me, ad esempio, il Ghostbuster originale non ha mai detto niente di che. I miei, di folletti, devono essere un po’ schizzinosi. Oppure non hanno il senso dell’umorismo 🙂

    1. Per apprezzare pienamente il primo ghostbuster bisognerebbe essere nati nei primi anni o prima. Chi è nato dopo (come me e credo te) ha visto il film “col senno di poi”, quando ormai aveva già fatto scuola, quando già tanti topos erano stati modificato o creati ex novo, quando il cinema fantastico degli anni 80 (quello che va da ET a Back to the future, passando per meraviglie come Ghostbusters o Cocoon o I Goonies) era già passato di moda…
      NOi lo abbiamo potuto apprezzare in maniera incompleta: siamo in difetto, probabilmente, ma non è colpa nostra.

      1. Veramente nell’84 avevo 13 anni, ma i film che citi li ho visti tutti diverso tempo dopo (alcuni li ho apprezzati comunque, altri no) e credo tu abbia ragione: l’effetto retrospettiva deforma quella che avrebbe potuto essere la percezione originale.
        Ma ora che mi hai messo la pulce nell’orecchio, e neanche a farlo apposta, proprio stamattina, il Ghostbusters di 30 anni fa è apparso fra le novità sull’on demand di Sky, credo proprio che lo scaricherò e me lo riguarderò, magari a Natale 🙂

      2. caspita, ti facevo più giovane 😀

        Comunque, se lo hai visto solo anni dopo l’uscita, l’effetto è lo stesso: ogni film è figlio del suo tempo e, in qualche modo, visto anni doppo cambia di significato.

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