La vanità: il mio peccato preferito

Non l’ho mai fatto in passato. Un po’ per pudore, un po’ perchè non ne sentivo l’esigenza, un po’ perchè lo ritenevo barocco, un po’ perchè temevo di apparire vanesio. Però poi, spulciando le statistiche 2016 del mio blog mi sono imbattuto in un dato che mi ha lasciato di sasso: 1979 commenti. E questo numero, con le riflessioni correlate, mi ha spinto a scrivere un (breve) post autocelebrativo.

Vanity, definitely my favorite sin

vanita-al-pacino

Chiunque scriva lo fa animato da almeno un pizzico di vanità: il piacere di condividere le proprie idee non può disgiungersi dal piacere generato dal fatto che tali idee vengano apprezzate. Tuttavia c’è un piacere ulteriore, forse più nobile ma sicuramente più ermenàuta, come direbbe il mio amico Kasabake, ovvero quello generato dalla realizzazione di essere stati stimolanti. E sapere che i miei lettori siano stati stimolati 1979 volte a scrivere qualcosa su questo infinitesimale angolo di web mi ha fatto drizzare i peli della schiena. Considerando che se entro in un bar e proclamo uno dei miei sproloqui difficilmente otterrei qualche risposta diversa da un “mavvaffanculovaa..”, sapere che ogni mio post ha suscitato non uno, ma addirittura 63 commenti di media mi ha fatto sorridere e un po’ inorgoglire.

Come recita la descrizione del profilo nei social network, io mi professo “babbo a tempo pieno e blogger a tempo perso“. Tuttavia prendo sempre sul serio il mio essere blogger e il 2016 è iniziato con un proposito: alzare l’asticella. Meno post, più qualità. Che poi la mia “qualità” è sui generis: sono per natura pecoreccio, frivolo e ilare, tuttavia posso sopportare l’etichetta di “volgare” ma non sopravviverei un minuto se fossi definito BANALE.

Speravo di non esserlo stato e i 1979 commenti ne sono una solida prova.

Quindi il mio grazie sincero e affettuoso va a tutti quei pazzi che hanno commentato su Lapinsù nel 2016, perchè tutti, in qualche modo, hanno arricchito e impreziosito la mia esistenza.

Che il 2017 porti a tutti voi serenità e gioia.

(ritengo doveroso precisare che scrivo sotto i fumi dell’alcol di capodanno, beatamente trascorso in casa causa influenza della figlia)

 

 

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65 pensieri su “La vanità: il mio peccato preferito

  1. Anche per il mio blog il 2016 è stato un anno senza precedenti. I numeri parlano chiaro:

    2011: 104 visualizzazioni
    2012: 941 visualizzazioni
    2013: 5.711 visualizzazioni
    2014: 22.820 visualizzazioni
    2015: 26.988 visualizzazioni
    2016: 35.380 visualizzazioni

    Tuttavia, dal punto di vista creativo questo non è stato il mio miglior anno: gli ho preferito il 2014, anno in cui mi veniva l’ispirazione per un post quasi tutte le settimane. Nel 2015 e nel 2016 invece tutti i mesi mi sono dovuto spremere le meningi per tirar fuori il mio post mensile, e in più occasioni ce l’ho fatta per il rotto della cuffia.
    Comunque, quei pochi articoli che sono riuscito a partorire quest’anno hanno avuto generalmente un ottimo riscontro: 4 di loro sono finiti nella Top 10 dei post più commentati di sempre del mio blog, piazzandosi tra l’altro in delle ottime posizioni (secondo, terzo, ottavo e decimo posto). Insomma, pochi ma buoni.
    Ti capisco benissimo quando scrivi che per te è una vera soddisfazione ricevere così tanti commenti. Se dopo 8 anni e passa sono ancora qui a scrivere sul mio blog (anche nei periodi più impegnati e/o di più scarsa ispirazione), è proprio per i piacevolissimi dibattiti che nascono quando pubblico un nuovo post. E ciò che più adoro di questi dibattiti è proprio ciò che molti bloggers inspiegabilmente odiano: il fatto che la conversazione prenda spesso una direzione totalmente diversa da quella dell’articolo, toccando mille argomenti che con esso c’entrano come il cavolo a merenda. Per fortuna questo succede anche qui: penso ad esempio al tuo ultimo post, in cui abbiamo parlato di Westworld, di Dolph Lundgren, di Nicholas Sparks e dell’immancabile patata.
    Per te è stato un ottimo anno non solo dal punto di vista WordPressiano, ma anche sotto l’aspetto sportivo: dopo 5 anni infatti il Milan è tornato a vincere un trofeo, l’ha fatto contro la squadra più forte e soprattutto ha trionfato nel mondo più emozionante. Ma non serviva questa conferma per capire che Montella è stata un’ottima scelta: bravo con i giovani, bravo nel dare un gioco anche alle squadre scarse, bravo a far rendere al massimo anche i giocatori meno dotati (tranne quelli proprio irrecuperabili, come Niang). L’allenatore perfetto per questo Milan ridimensionato, in attesa che i cinesi lo facciano tornare a livelli da Champions”.
    Spero che questo 2016 sia stato un buon anno per te anche per quanto riguarda la vita privata, e ovviamente ti auguro un 2017 ancora migliore. 🙂

    1. Effettivamente, col tempo anche io ho molto ridotto la produzione di post: Nei primi 2 anni ho sempre viaggiato sopra i 100 post, poi nel 2015 un calo fino a 69 e nel 2016 appena 31 (32 col post “vanitoso” di ieri sera).
      In realtà la diminuita produzione non è figlia di minore ispirazione: anzi, credo che dagli esordi come blogger sia molto migliorato nell’usare lo strumento (confesso che rileggendo alcuni primissimi post, provo profondo imbarazzo per la banalità e lo stile sciatto con cui sono scritti), per cui oggi mi è facile realizzare post. Tuttavia ho voluto “scrivere meno per scrivere meglio” e i risultati sembrano confemrare la bontà della mia sceltà.
      Tu in realtà scrivi anche meno di me però i tuoi post sono molto più “coraggiosi” perchè tratti sempre di argomenti poco noti. E questo tuo essere alfiere di film o libri spesso ignoti al grande pubblico è premiato dai tanti commenti che ricevi. E’ facile strappare un commento dedicando un post all’ultimo film degli Avengers, lo è molto di più parlando di una chicca come “Noi due ai confini del mondo”, consiglio letterario per il quale ti sono senz’altro debitore.

      Chiudo con una piccola divagazione sul Milan: come Ermenauti abbiamo il diritto\dovere di andare OT in ogni commento.
      Effettivamente il 2016 si è chiuso in bellezza e spero che cob l’imminente cambio di proprietà le cose vadano ancora meglio. Per il momento mi consolo con il fatto che, dopo anni, siamo tornati una squadra normale. In fondo è bastato poco: che il presidente non rompesse più le palle con dichiarazioni senza senso, che l’amministratore delegato (visto l’imminente dismissione di Fininvest) la smettesse di imporre all’allenatore i giocatori titolari per far contenti gli amici procuratori, che in panchina fosse nominato un lavoratore serio e preparato, che magari non sarà Guardiola o Mourinho, però almeno è un allenatore normale.
      Spostando l’obiettivo sulla Fiorentina, non ho ben capito cosa stia capitando alla tua squadra: i della valle non hanno chiaramente più ambizioni a costruire una squadra da zona champions, tuttavia affidare nuovamente le redini del settore sportivo a un personaggio arruffone e inconcludente come Corvino mi sembra proprio autolesionistico.

      1. I fattori che hai elencato sono stati decisivi per la rinascita del Milan. Io ne aggiungo un altro: la fortuna. Perché questa stagione a voi rossoneri dice talmente bene che, anche quando vi capita una iattura, ne esce comunque fuori qualcosa di positivo. Penso ad esempio al crociato rotto di Montolivo: nell’anno di Inzaghi l’assenza di un playmaker (per quanto mediocre come lui) fece scendere la squadra a metà classifica, quest’anno invece l’ennesimo infortunio di Riccardino ha permesso a Locatelli di esplodere, e quindi voi rossoneri ci avete perfino guadagnato. Sono i dettagli come questo che ti fanno capire quando una stagione è benedetta.
        Tra l’altro a me Locatelli riempie il cuore. Vederlo piangere come un bambino ogni volta che la squadra fa qualcosa di buono mi fa capire che un giocatore come lui è il sogno di ogni tifoso: giovane, forte tecnicamente e attaccato alla maglia come nessuno.
        Riguardo a noi viola, il problema di Corvino è che dopo tanti anni continua a non capire dove sta lavorando. Lui vuole costruire una società modello Udinese, con tanti stranieri di belle speranze da far crescere in vista di una futura plusvalenza: il problema è che la piazza di Udine è tranquilla e quindi i giovani crescono senza problemi, qua a Firenze invece i tifosi sono esigenti, e mettono alla squadra una pressione difficile da sopportare per un giovane. Noi siamo quel genere di tifosi che quando arrivano in Europa League non dicono “Bene, faremo le coppe”, dicono “Abbiamo fatto schifo, dovevamo andare in Champions’ League.”
        In questo momento poi c’è anche il problema Paulo Sousa. In una conferenza stampa di qualche mese fa, volendo lodare Bernardeschi, disse che era destinato a giocare un giorno in squadre più importanti della Fiorentina: in pratica ha detto che la nostra non è una squadra importante. Questo ha colpito nell’orgoglio i tifosi viola, che come sai tendono ad essere molto pieni di se stessi, e a considerarsi giusto un gradino sotto Real Madrid e Barcellona. Di conseguenza, adesso a Firenze Paulo Sousa è il nemico pubblico numero 1. Non vedevo un odio così profondo nei confronti di un allenatore dai tempi di Mazzarri all’Inter.
        Riguardo alla faccenda dei vecchi post, anch’io provo un certo imbarazzo quando leggo quelli del 2008. Di più: arrossisco anche solo quando vedo che quegli articoli racimolano qualche visualizzazione, perché vuol dire che qualcuno se li è letti. Ma non li cancellerò mai, perché mi aiutano a ricordare da dove sono partito e quanti progressi ho fatto da allora.

      2. Hai ragionissima: quest’anno ci dicono tutte bene. Non è una cosa nuova nel calcio: ci sono stagioni in cui gira tutto storto ed altre in cui i risultati arrivano senza nemmeno una ragione.
        Ricordo che nel 99 vincemmo un incredibile scudetto ai danni proprio della tua Fiorentina e della Lazio che erano nettmaente più forti di noi.

        Ti confesso che Locatelli mi fa impazzire: non solo per le giuste ragioni che tu hai enumerato, ma anche per la facilità con cui si è inserito in un contesto difficile (un conto è esordire di fianco a Iniesta, un conto farlo accanto a Kucka o Bertolacci). Paradossalmente, mi sembra un mediano più difensivo che offensivo e spero che continui nel suo percorso di crescita.

        Su Corvino hai assolutamente ragione: è inadatto a una città come Firenze. Dovreste scambiarlo con Marino, che secondo me avendo già lavorato in una piazza calda come Napoli, saprebbe gestire bene i sanguigni tifosi viola
        Sousa mi sembra arrivato al capolinea della sua esperienza viola: quella dichiarazione (che ricordavo bene anche io) gli sta facendo terra bruciata intorno. Ed è un peccato, perchè si tratta di un ottimo allenatore.

      3. Il mio terrore è che si riformi il trio Della Valle – Corvino – Prandelli: quest’ultimo ha avuto dei comportamenti vomitevoli nei confronti della Fiorentina e non solo, quindi non lo rivorrei sulla panchina viola nemmeno se il suo stipendio fosse devoluto in beneficenza (e visto il suo finto buonismo, sarebbe capacissimo di farlo). Insomma, io spero che i Della Valle rimangano fermi sul proposito iniziale di prendere Di Francesco, senza farsi abbagliare dall’effetto nostalgia (come hanno fatto quando hanno sciaguratamente deciso di prendere Corvino). Incrociamo le dita! 🙂

      4. Purtroppo le recenti dimissioni di Prandelli possono alimentare le tue paure.
        Effettivamente anche io – un tempo estimatore di Prandelli – ormai non lo sopporto più molto e credo che la sua carriera abbia già iniziato la parabola discendente.

        Di Francesco mi sembra un ottimo tecnico e Fireze potrebbe essere la piazza giusta per imporsi e dimostrare di saper gestire anche una pizza esigente (Sassuolo non può far testo, chè tanto se perdi non gliene frega niente a nessuno, forse manco al presidente 😀 )

      5. Ah, questo è poco ma sicuro: Squinzi è rossonero nell’anima, e del Sassuolo gli importa molto meno. Ricordo che nel suo primo anno di Serie A, quando rischiava seriamente la retrocessione, meditava di sostituire Di Francesco con Inzaghi, allora totalmente privo di esperienza: lì capii quanto fosse totalmente accecato dalla sua passione calcistica.
        Ho notato dai tuoi voti qui a fianco che hai visto Manhattan Night, con Adrien Brody: il film non mi è piaciuto granché, ma sarebbe valsa la pena di vederlo solo per la scena in cui la Strahovski mostra il culo ad Adrien Brody… 🙂

      6. La Strafikowsky è uno scherzo della natura: troppo bella, troppo bona. Non avrei mai creduto che si lasciasse andare in scene di nudo: evidentemente la sua carriera comincia a zoppicare. Buon per i nostri occhi ehehehe

        A me il film è piaciuto: ha ritmi del noir e una trama da classico thriller con poche pretese: Brody è un manico di scopa, la Straficosky è più bella che brava. Quindi, starai pensando, perchè gli ha dato 7? Perchè di certi film mi piace l’ambientazione, il profumo, il ritmo. Vedere Manhattan Night è come stare a guardare il paesaggio fuori dalla finestra mentre imperversa un temporale: ci si può struggere di malinconia anche guardando qualcosa di oggettivamente brutto.

        Tra le altre cose, ieri ho anche visto Sweetwater,film che mi consigliasti tu.
        Come al solito hai fatto centro.
        Non fosse stato per il modo frettoloso e sciagurato con cui è concluso (si percepiscono echi dei fratelli Cohen…) Sweetwater si sarebbe meritato un rotondossimo 7.5 (7 per il film più mezzo punto per la Jones, stratopassera a livelli iperuranici, soprattutto in questa versione coi capelli scuri anzichè biondi).

      7. Mi fa molto piacere che tu abbia deciso di inaugurare il tuo 2017 cinematografico con un film da me consigliato. E soprattutto, mi fa molto piacere che anche tu l’abbia apprezzato.
        La Jones è una bellezza da infarto, e qui si dimostra anche molto carismatica. Hai ragione sul fatto che il film si concluda sbrigativamente, ma quante scene da antologia ci sono prima di allora: quella in cui Ed Harris rovina il tavolo di legno pregiato, quella in cui porta i cadaveri in casa del predicatore, quella in cui January Jones spara al pedofilo nel buco del culo, quella in cui lei spara senza battere ciglio alle inquietantissime donne del predicatore… CHE FILM STREPITOSO!!! 🙂

      8. Si, dal momento in cui la Jones indossa il vestito viola il film prende una piega bellissima.
        Tra l’altro il personaggio di Ed Harris, a metà tra il pazzo e il criminale, è veramente brillante.
        Tra l’altro c’è anche un brevissio topless della Jones: non avrei creduto che si sarebbe prestata a una scena del genere (di solito è sempre molto pudica nei film). Evidentemente vale per lei lo stesso discorso fatto per la Strafikovsky: quando la bellezza non è accompagnata da un solido talento artistico si rischia sempre id fare questa fine…

      9. La Strahovski ha 34 anni, e la Jones 38. Quando arrivi a quell’età, se non hai un talento strepitoso rischi seriamente di venire sorpassata da attrici con 10 anni di meno. A quel punto, cosa ti inventi per restare sulla cresta dell’onda? Il nudo. E infatti la Strahovski ha mostrato il culo, la Jones le tette.
        Le migliori sono quelle attrici (da Heather Graham a Rosario Dawson) che il nudo lo fanno da sempre, non soltanto quando le offerte di lavoro cominciano a scarseggiare. Non vinceranno mai un Oscar, ma per noi spettatori pecorecci sono meglio di Meryl Streep! 🙂

      10. Mi permetto di aggiungere alla lista Eva Green: ha recitato nuda praticamente in tutti i film che ha fatto, praticamente fa notizia quando recita vestita 😀

        Sulla Graham, tra l’altro, ho notato che ultimamente è finita nel dimenticatoio. Dopo il successo del primo Hangover mi sembra sia uscita dal mirino: non mi capita di vederla in un nuovo film da tempo immemorabile.
        Un vero peccato, perchè anche ora che ha superato gli anta da un pezzo, rimane di una bellezza sconvolgente.

      11. Dal collo in giù Eva Green è strepitosa. Anche il viso non sarebbe male, ma ha un che di luciferino che mi fa drizzare i peli sulla nuca. E’ la versione francese della lupa di Verga. Insomma, preferisco una bionda dall’aria angelica come Heather Graham, January Jones o Imogen Poots. Ma si sa che con me le bionde hanno una corsia preferenziale… 🙂

      12. Effettivamente la Green ha un viso spigoloso e non a caso interpreta quasi sempre femme fatale o cattive e sanguinarie. Tuttavia credo che ormai la sua fama la preceda e i truccatori accentuino dei caratteri del suo viso: in Casino Royale, infatti, o in The Dreamers non si ravvisano queste peculiarità estetiche.

      13. Non ho visto nessuno dei due film. Anzi, ti confesso con un certo imbarazzo che non ho mai visto nessun film di James Bond: lo spionaggio m’ha sempre annoiato come genere. Mi consigli un titolo “JamesBondiano” apprezzabile anche da un profano come me?

      14. Se non ti piace il genere spionaggio, di sicuro tutta la filmografia di Bond corre il rischio di restarti indigesta, anche se tutti i Bond (nelle varie manifestazioni, da Connery a Moore o Brosnan) sono una categoria di spionaggio a parte, sui generis e difficilmente etichettabile.

        Il mio consiglio è quello di focalizzarti sul Bond di Craig: i film con lui protagonista sono molto più “action” e ruvidi rispetto al passato e il suo stesso Bond è molto cambiato: meno charme e più cazzotti

        Per ora ha interpretato Bond 4 volte che in ordine cronologico sono le seguenti:
        – Casino Royale: film molto bello a mio parere, tuttavia in alcuni passaggi può risultare un po’ troppo lento
        – Quantum of solace: il più moscio del quartetto, tuttavia dotato della Bond-Girl migliore (olga kurilenko, una bellezza imbattibile). Il film scivola via senza troppe pretese. Ci fosse stato il tuo amato Lundgren al posto di Craig non avresti notato la differenza
        – Skyfall: sicuramente il più bello del quartetto. Ispirato, profondo, duro e con un villain tosto (tra l’altro a questo film dedicai la prima o seconda rece in assoluto di Lapinsù)
        – Spectre: bello è bello, ma dopo Skyfall mi aspettavo qualcosa di più (anche per questo film ho scritto una rece su Lapinsù)

        Se hai bisogno di qualche altra dritta, chiedi pure 🙂

      15. Quantum of Solace e Skyfall sono quelli che mi ispirano di più. Se mi capiteranno sotto gli occhi sarai il primo a saperlo! A presto, e grazie per le dritte! 🙂

      1. kasabake, se eri pure appassionato di calcio, sarei salito tutte le domeniche a Bologna per vedere una partita insieme a te!!!

      2. Ho visto che più sotto hai rievocato il film che ci fece conoscere, Noi siamo infinito: pensa che lo guardai per puro caso, solo perché volevo vedere un film su SKY e quello era l’unico che non era già iniziato… ma forse non era una casualità, bensì un eloquentissimo segno del destino.
        Comunque non hai idea di quanti film meravigliosi ho beccato su SKY grazie a questo criterio: se hai la parabola provaci anche tu, a forza di andare a caso qualcosa di buono lo becchi di sicuro. Buon anno anche a te! 🙂

      3. Io invece, mai e poi lascio o lascerei che la scelta del film che vedo o della musica che ascolto sia affidato al caso.
        Sono stato abbonato al cinema di sky per circa 2 anni e in quell’arco di tempo ho visto la miseria di 3 film (che per altro avevo già addocchiato nella rubrica).
        Anche in macchina è la stessa cosa: non ascolto MAI la radio, sempre la musica archiviata nella mia usbpen.

        riconosco l’integralismo del mio comportamente ma agire diversamente sarebbe per me una violenza: non riesco a tollerare di vedere o ascoltare qualcosa al di fuori della mia volontà, anche se così si perde di improvvisazione e sorpresa.

      4. Non c’è cosa più triste di chi perde spontaneità solo per aderire ai consigli altrui e questa sarebbe la vera perdita d’improvvisazione…
        Se una persona degnissima come te, che si trova normalmente a proprio agio (e quindi esprimendo benissimo il suo essere) guardando film e fiction o ascoltando musica solo attraverso una sua propria programmazione, dovesse invece forzarsi ad un’esperienza di visione ed ascolto differenti, allora non esprimerebbe più il vero se stesso, ma una copia falsa…
        Quindi, per il bene tuo e nostro, è giusto che tu possa continuare come hai empre fatto.
        Tanto poi i consigli ce li scambiamo lo stesso, no?
        Se tutti facessimo le stesse cose, dove sarebbero le scoperte?

        P.S. Ti ricordi cosa pensavo delle persone che scelgono i ristoranti a caso? Statisticamente pescano male nella maggioranza dei casi…

      5. c’era un aneddoto informatico che avrebbe calzato alla perfezione su questa discussione.
        purtroppo il comune amico toscano poco più sopra di qui mi ha trascinato (con poco sforzo, però, va detto) in una discussione incentrata sulle grazie di Yvonne Straficosky e January Jones. Pertanto, le mie meningi faticano a rimettersi in modo e la memoria vacilla.
        Pertanto tale paradigmatico e risolutivo aneddoto informatico non mi sovviene ed in maniera deliziosamente ermenàutica ti chiedo cosa ne pensi della serie tv Lethal Weapon (il mio giudizio te l’ho già espresso e non ho capito se il tuo seguente silenzio sulla questione sia dipeso da una totale divergenza di opinioni, dal sostanziale disinteresse per la questione, o da semplice disattenzione).

      6. Diciamo più “pigrizia”… siccome non l’ho ancora vista (speravo che in quanto prodotto Fox andasse su Sky ed invece è andata sulla schifida Italia 1), pur essendo già in scaricamento (grazie alle tue dritte, ho i link easybytez per la versione video blu-ray ed audio ita/ing), non so quando riuscirò a vederla e quindi volevo solo aspettare di vedere per dire… you know, poco tempo, tante cose…

        The Americans 4 è un miracolo! Non capisco come sia possibile che abbia mantenuto così alto il livello di qaulità raggiunto nelle tre serie precedenti… questa 4° è sublime!

        Una curosità egositica: che serie sta guardando la signora Jarvis di Bones?

      7. Dopo una full-immersion su Unforgettable (serie veramente disgustosa che però ha generato il suo apprezzamento), la signora Jarvis ha spazzolato la undecima stagione di Bones in appena una settimana.
        Poi mi ha cannato Shades of blue dopo un solo episodio. Strano, a me è piaciuto e le dritte di wwayne sul crescendo finale mi facevano ben sperare.

        Ieri sera ho introdotto lei (ma anche me, perchè non l’avevo mai vista) nel mondo di Orange is the new black: non ha approvato il primo episodio, ma neppure lo ha cassato. Vedremo cosa succederà con la puntata 2.

        Purtroppo, caro amico, la signora Jarvis ha gusti telefilmici abbastanza discutibili (ti narrai con quale ingiustificabile frettolosità tranciò The Good Wife). Figurati che la scorsa sera ho meditato un gesto estremo, quando ho trovato salvato nel mysky non solo 1 ma addirittura 2 puntate di #Riccanza. Avrei preferito trovarci un porno con neri superdotati, non scherzo.
        Ormai la tv generalista è divetnata l’apoteosi dell’obnubilmaento del pensiero. Se fossi minuto di smart-tv avrei già mandato affanculo parabola e antenna per sottoscrivere un bell’abbonamento netflix e amazon
        (lo sai che si trova in formato hd tutta la serie The man in the high castle, prodotta per l’appunto da Amazon per la sua piattaforma? Io l’ho già recuperata ed è in coda di visione pure quella…

        Vabbè, comunque è pur sempre la signora Jarvis e questi inciampi meritano di essere perdonati.

      8. È chiaro, noblesse oblige… i famosi link di cui sopra mi hanno già apparecchiato tutte le cose meritevoli di Amazon, tra cui la serie tratta dal romanzo di Dick, sulla cui valutazione complessiva, tuttavia, concordo con Swan Station…

      9. Lui l’ha seguita in originale sin dalla prima apparizione e diciamo che il suo è un giudizio legato all’inevitabile tradimento del romanzo di partenza… inevitabile se l’emtittente voleva una serie che partisse dal plot di Dick e poi scrivesse cose nuove (secondo me anche idea giusta).
        Tecnicamente ed artisticamente comunue da lui come da tutti promossa a pieni voti…
        Ma ora debbo confidarti che cinque minuti fa sul telefono mi è arrivata la notifica di Netflix con cui mi si avvisa che posso da desso guardare The Six Teachers!!! Il primo episodio della quarta di Sherlock!!!
        Siccome ora sono al lavoro, ma siccome soprattutto la visione di Sherlock è da sempre condivisa con Leo e Sandra (figlio e moglie), non vedo l’ora di arrivare a a questa sera, ora di cena, per spararmi l’ora e 28 minuti del puntatone!!!

      10. Ho letto solo 1 anni fa il libro di Dick (tradotto in italiano nel fuorviante “La svastica sul sole”) e mentre lo leggevo (sapendo del progetto di Amazon) mi chiedevo che piega e taglio avessero voluto dare a questa storia, giacchè è molto “filosofica” (passami il termine) e pur essendo ricca di spunti e materiali e di difficile traduzione.
        Da sempre sostengo che i libri non vadano TRASPOSTI bensì TRADOTTI in film, poichè al variare del medium deve variare non solo il linguaggio ma anche le strutture e il ritmo. Per cui, il fatto che il plot della serie diverga da quello del libro non è un male di per sè, ma solo nella misura in cui avesse tradito lo spirito dell’opera di Dick. Quando vedrò, ti farò sapere il mio parere.

        Per quanto riguada Sherlock, spero di trovare già in serata i link per scaricare la nuova puntata giacchè, come te, sono in fibrillazione.
        Tra l’altro, queste tue parole mi ricordano che la signora Jarvis ancora deve recuprare l’Abominevole Sposa (io la vidi l’anno scorso sub-ita, ma poi lei non l’ha mai vista nella versione italiana passata qualche mese fa su paramount channel).
        Alla luce di tutto ciò ho già il programma definito sia per stasera (The abominable bride) che per domani (The six thatchers). Io già ho l’acquolina in bocca al solo titolo: questa abilità assurda di mescolare antico e moderno, sacro e profano, colto e triviale, è la cosa più bella del sodalizio artistico tra Moffat e Gatiss.

      11. In una sola frase hai riassunto tutta la peculiarità dello Sherlock della BBC e non poteva essere diversamente…

        Essendo un utente Netflix, mi fa ovviamente piacere che su questa piattaforma venga trasmessa in alta definizione la serie IV, ma sono ugualmente particolarmente infastidito dal fatto che a metà del mese, in Inghilterra, l’ultimo episodio della quarta serie verrà trasmessa al cinema, con delle parti aggiuntive realizzate solo per quell’occasione… oltretutto quell’episodio dovrebbe essere anche l’addio definitivo dei due protagonisti e dei due sceneggiatori al mondo televisivo e per il loro addio hanno scelto come titolo (ma non so come storia ovviamente) quello di un racconto già di per sé iconico di Conan Doyle ovvero The Final Problem…
        Tutto questo mi sta mettendo una grande ansia…

        Ora ti saluto, ti lascio e torno al lavoro così dimentico questa questione!

      12. Il non poter godere subito di queste scene aggiuntive cui fai riferimento (e di cui ignoravo l’esistenza fino a due minuti fa) rattrista un po’ anche me. Tuttavia confido poi che, quando usciranno le versioni homevideo, saranno presenti anche queste scene inizialmente assenti nella “versione netflix” (passami il termine) che poi sarebbe nè più nè meno che la “versione bbc”.

        Sul discorso circa la fine o meno del sodalizio artistico che ha prodotto questa perla incredibile chiamata Sherlock, non ho molto da dire.
        In una canzone di Bruce che amo molto (Atlantic city) il Boss riassume perfettamente le dinamiche della vita umana quando dice
        Everything dies baby that’s a fact
        Ma poi subito aggiunge:
        But maybe everything that dies someday comes back
        Insomma, prima o poi Sherlock finirà (anche perchè mi spiacerebbe vedere questa serie ingobbirsi sotto il peso degli anni, ripetendo pedissequamente degli schemi che suonano vuoti anche ai personaggi), tuttavia non sarei così sicuro che l’episodio 4×03 sia effettivamente l’ultimo. Magari torneranno tutti insieme tra qualche anno (5,10,15 chi lo sà): in fondo anche l’episodio The Final Problem del baronetto Conan Doyle non fu poi l’ultimo della serie e la sua penna ne sfornò molti altri ancora, forse addirittura più belli.
        Insomma, gustiamoci questa quarta stagione senza troppe pippe mentali, amico mio: il piacere che ne ricaveremo sarà sicuramente superiore alla malinconia di non poter avere più nuovi episodi.

  2. Buon anno Lapinsù!!
    Il discorso che fai lo capisco perfettamente. Ma questo post conferma che anche quando scrivi di getto e sei addirittura alticcio, scrivi comunque meglio di tutti.
    Sei un grande e son felice di aver contribuito a riempire i tuoi post di commenti (sono alticcio pure io 😉 ).

    1. Ciao Zack, ti ringrazio per le belle parole che spendi per me e per i contributi sempre brillanti che hai scelto di condividere qui
      (non potrò mai descriverti bene quando si diverti mia moglie leggendo il commento che lasciasti nel post-burla che scrissi questa estate fingendo di essere lei 😀 )

      Inoltre, spero abbia trascorso un gioioso capodanno, Zack, e che questo nuovo anno ti regali quanto desideri per te e per i tuoi cari.

  3. Meriti tutto questo, ma soprattutto meriti molto di più: nessuno mi ha mai pagato né in denaro, né in favori per aver frequentato il tuo blog e nemmeno in accondiscendenza (perché da tempo non cerco like extra e penso lo si desuma bene dai miei post, praticamente scritti solo per una cerchia ristretta di amici), né ancora ho avuto bisogno di conferme con il mo ingresso in WordPress (non sono più oramai da tante decadi un adolescente che ha bisogno di continue iniezioni di autostima per vivere serenamente e superare le difficoltà) o gratificazioni da un blogger esperto quale tu sei, insomma davvero nulla mi spingerebbe a frequentare il tuo blog ed a scrivere commenti anche sotto articoli con oggetti per me a volte scarsissimo interesse (sul Calcio, ad esempio, ci separa un muro di così obnubilante altezza ed impossibilità ad essere abbattuto, che quasi non ha paragoni con alcun settore di interesse sociale) eppure è una delle cose che mi piace di più fare.
    Leggere ciò che scrivi è bello, semplicemente bello, ricchissimamente bello e lo sai, perché te lo dico sempre.

    Commentarti poi, significa entrare sul serio in un emiciclo di umana varietà, che ricorda a tratti il Senato della Repubblica dove si visse l’insediamento dell’Impero da parte di Palpatine, con blogger ed amici di ogni razza e colore ed è una goduria sentirsi incredibilmente liberi, sparando a qualsiasi altezza (anche allo stomaco) le proprie idee ed i propri pensieri.
    Il tuo blog è divenuto sempre di più una sorta di Agorà, di menti più o meno eccelse (ci sono anche dei perfetti cretini, come sempre, come ovunque), che si divertono (questa la chiave) a parlare e ridere e riflettere ed allora ti accorgi, da un commento all’altro, che c’è una sorta di istituzione peripatetica con cui di fatto accompagni il commentatore di passaggio fin dentro l’emiciclo (o se sgradito garbatamente all’uscita), tenendolo sotto braccio e continuando a parlargli, mentre cammini, come fa Amélie Poulain guidando il cieco per la strada e descrivendo suoni e colori di ciò in cui s’imbattano per strada assieme, nel sublime film di Jean-Pierre Jeunet.

    Si, perché il tuo blog non è mai una semplice stanza o un albergo fatto di tante stanze in sequenza, quanto piuttosto un complesso edificio che ricorda di più l’architettura impossibile eppur matematicamente logica (non in modo euclideo , chiaramente) dei quadri Escher e così ci si ritrova a braccetto con te a salire una scala alla rovescia, per arrivare ad una soffitta dove troviamo (non per caso) un tuo ricordo o un altro commento ancora e tu lasci sorridendo il tuo ospite a chiacchierare con un altro ospite, come un perfetto anfitrione che non lascia mai i suoi invitati con il bicchiere vuoto e nemmeno soli in un angolo a fare da tappezzeria (che è poi il significato profondo di un film, “The Perks of Being a Wallflower” che senza saperlo ci ha fatto unire, non incontrare, noi due ed il toscanaccio folle e bipolare di Wwayne e sto dicendo questo con un affetto immenso).

    Ogni volta che leggo un tuo post (quanto ha ragione Zack nel dire che anche quando sei alticcio scrivi bene lo stesso, ma lui non sa che c’è un motivo per tutto questo e si chiama “prepara il terreno prima dello scontro“) mi sento bene, in pace con il mondo e questo mi prepara alla dialettica ed allora, in modo ermenàutico, finisco sempre per rendermi da solo la vita complessa, cercando di andare oltre il percorso che hai preparato (perché tu lo prepari sempre, oh si, a volte con rincorse che stanno lì pronte da mesi e persino anni… come la meravigliosa citazione sulla Vanità di un film che sta al tuo spirito come sta a me quello di Jeunet prima citato) e mettermi persino, in modo impudico (ma tanto so che mi perdoneresti, come quei vecchi zii che se fanno una scoreggia sommessa a tavola, ricevono gli occhi sgranati dei giovani nipoti, che tu zittisci con un sorriso di bonomia, facendo loro capire che, dai, è fatto così, è un brav’uomo, non fa del male a nessuno e poi ci sono così tanti odori che una puzzetta non la si avverte nemmeno, solo il rumore… boom, allegria…) a straparlare di tutt’ altro.

    Buon inizio d’anno, Pennesi!
    Buon anno, amico!
    Buon anno, splendida Signora Jarvis e Buon anno alla vostra prole!!

    1. Ricordo che in un vecchio post, mentre la Forza Emrmenautica prendeva possesso di noi e i commenti fioccavano senza alcuna logica (per gli altri), ad un certo punto tu confessasti la tua tendenza ad abusare delle parentesi, fino a definirti come il Capitan Inciso (o qualcosa del genere) di un ipotetico universo supereroistico.

      Rileggere questo tuo splendido commento mi ha suscitato tale ricordo, perchè la ricchezza di incisi e rimandi che hai concentrato in così poche righe, è sensazionale.
      Probabilmente per via della mia ottusità, ho dovuto (voluto) rileggere il commento ben 4 volte, prima di sciscerarne tutti i significati e le implicazioni. Come uno studenti di fronte a una complessa equazione, ho dovuto scomporre e ricomporre, prima di scoprire il risultato finale e restarne abbacinato per la sua semplice bellezza.

      Caro amico, se non ci fossero gli scambi di commenti e pareri che da anni ci intrattengono, probabilmente avrei smesso addirittura di bloggare perchè stare qui senza queste occasioni sarebbe così tristemente vuoto.

      Auguri anche a te e alla tua famiglia e a tutti i tuoi cari!!!
      Che il 2017 ti porti tutte le emozioni e le gioie che desideri!!!!!

      1. Grazie amico ed ora vado a cucirmi il costume di Capitan Inciso, di cui mi ero scordato e che mi ha fatto tornare ala mente…
        Ovviamente, come avrai capito, il piacere di questi scambi di commenti è decisamente recicproco ed i posteri scriveranno che proprio da tali scambi nacque l’ermenàutica, come la conosceranno nel futuro (già immagino i nostri nipoti tornare da scuola con una A in “Ermenàutica Applicata”, rendendoci vecchietti orgogliosi…).

        P.S. Mi sa che mi sono perso per strada la risposta al tuo mncatao gradimento per la fiction “Expanse”, ma il divertimento per il comuneu disprezzo per il tizio con il cappello da coglionauta (termine che amo usare per descrivere coloro che nella vita si aggirano in ogni situazione facendo continue ed inutili smargiassate deprecabili…).

      2. Su Expanse hai colto il segno: il tipo col cappello sembra il classico sbruffone del liceo che cerca in ogni modo di fare il fico senza rendersi conto che si sta solo mettendo in ridicolo.

        Al di là di questo, tuttavia, non sono riuscito a proseguire la visione dopo il secondo episodio. Purtroppo in questo periodo ho troppissima carne al fuoco : devo recuperare un sacco di roba, da strangers things a the americans 4 passando per narcos e better call saul; in più da oggi si troverà il nuovo episodio di sherlock e, ultimo ma no nultimo, da stasera inizia la settimanale maratona Berlanti con flash arrow e supergirl. A proposito, considerato che ci sono continui crossover tra gli episodi delle 3 serie, per caso mi sapresti indicare in che ordini vanno visti? L’anno scorso c’era prima arrow e poi flash, ma quest’anno non so bene il nostro furfantello berlanti come si sia regolato ahahahha

  4. I numeri non sono nulla ma, dati alla mano, direi che tu meriti numeri molto ma molto più alti! 🙂
    Detto da me ovviamente vale poco [chi sono io in confronto al web? Potrei essere una scimmia che batte sulla tastiera e a culo riesce a beccare delle parole grammaticamente quasi sensate e nessuno lo saprebbe mai] ma il modo in cui scrivi e gestisci il tuo angolo di web è davvero unico, personale, sincero e soprattutto “colorato” [quando c’è da parlare di pelo so da chi andare XD].
    E guarda, per me non c’è neanche tanto bisogno di “migliorare la qualità”, i tuoi articoli sono gustosissimi così come sono, ogni volta che ne scrivi uno mi è praticamente impossibile passare a leggerti e lasciare un sincero commento.
    E quel 1979 credo ne sia la prova provata 😀

    Buon anno anche te e a tutta la tua famiglia amico Lap!
    Salud!

    1. Caro pizza
      (che poi mi manda sempre in tilt il fatto di usare un aggettivo al maschile abbinandolo ad un sostantivo al femminile 😀 ma in realtà è solo colpa mia che abbrevio il tuo nick…)
      le tue parole sono molto gentili e te ne ringrazio.
      Ti rivelo però che la loro presenza ha per me lo stesso significato di un’eventuale loro assenza (non fraintendermi però), poichè è per me un onore e un piacere poter scambiare idee conte, qui o sul tuo blog o su quelli degli altri nostri comuni amici, e l’onore e il piacere sono tali da non aver bisogno di complimenti per crescere e sostenersi 🙂
      Sei un grande, caro Pizza
      (aridaje…)
      ed auguro un felice 2017 anche a te e a tutta la tua famiglia, di qua e al di là dell’oceano (non puoi sapere quanto ho invidiato il tuo viaggio di poche settimane fa nel caldo sudamerica mentre io qua battevo i denti 😀 )

      PS: a proposito di pelo, poco sopra con lo stimatissimo ed esimio collega wwayne, abbiamo dato il meglio (il peggio) di noi!!!!

      😀

    1. I numeri sono importanti, ma le emozioni di più!
      E ritrovare nel tempo lo slancio sincero da parte di tanti nel discutere confrontarsi e passare 5 minuti, ecco quello lo è ancora di iù!!!

      Buon anno anche a te, Julian!!!!

  5. Diciamolo tanto per fare le pulci ai numeri di WP e certamente nn x sminuire il tuo blog, i likes a questo post 15, i commenti, incluse le tue risposte, 48.
    10 di wwayne, 11 ma da e poi tre 4 alla spicciolata.
    Quello che scrivi e come scrivi mi piace e mi interessa il mio problema caso mai sta nel perdermi nelle dotte articolate argomentazioni dei tuoi due commentatori commentatori di riferimento.
    Sheratantoxmaconmoltissimilikes

    1. Però col tuo like il totale è salito a 16 rimescolando tutti i complicati calcoli del tuo problema… E io in matematica sono frana…
      Vabbè però gli auguri di buon anno te li posso fare lo stesso,anche se un po’ rincoglionito 😀

      1. Ci mancherebbe shera stavo scherzando anche io, pensavo si fosse capito…
        Dei numeri che ci frega, quelli passano ma il piacere di confrontarsi resta!

      2. a proposito, Shera, proprio ieri ho iniziato Black Mirror 3 e ho visti i primi 3 episodi.

        Caspiterina che belli. Soprattutto il primo: veramente straniente.

      3. Stai zitto e balla della terza ma
        Come ti dissi per me Orso bianco della seconda serie .. È straniante il risvolto malato di ogni quotidianità anche la più banale.
        Ma per sorridere acido con battute al vetriolo senso dell umorismo altissimo( in lingua originale meglio)
        Devious maids ..4 cameriere nella Beverley Hill dei ricconi.
        Altro genere ma con un suo perché
        Sherafuorisolefreddodacorsetta

      4. Black Mirror l’ho vista sempre in italiano, son troppo pigro per seguire le serie coi sub… mea culpa.
        L’orso bianco è fenomenale. Di sicuro quella più attuale in questo periodo però è VOTA WALDO eheheheheh
        Le cameriere di cui parli un po’ le conosco (qualche spezzone su fox-life mi sa che l’ho beccato) ma mai seguite. Ora la signora mi sta costringendo a vedere la terza stagione di The Affair che, diciamocelo, rispetto alle prime due è una vera chiavica…

  6. Lapinsu, purtroppo per vari problemi personali sono sparito da wordpress, sia come “autore” che come lettore affezionato. Ho tanto da recuperare e prima o poi, quando risolverò un po’ di cose, tornerò attivo come prima, per adesso mi limito ad augurarti un felice 2017, anche se in ritardo. Auguri Lap!!!

    1. Ciao Davide, che piacere rileggerti qui!!!!
      Spero che le cause che ti hanno allontano da WP non siano spiacevoli e comunque, ricorda sempre, questo è un passatempo piacevole quanto si vuole ma pur sempre passatempo. Fuori dal PC e dal Tablet c’è una vita migliore che ha sempre la precedenza, quindi non ti sentire mai in debito verso questa realtà spicciola e sbrigativa!!
      Comunque auguro anche a te il meglio per il nuovo e speriamo di ribeccarci presto!!!!

      1. È un periodo un po’ complicato, ma passerà. Quando avrò sistemato un po’ di cose probabilmente mi tornerà anche la voglia di tornare in questa realtà “spicciola e sbrigativa”,come dici tu, che resta un luogo virtuale dove, però, mi sono sempre divertito a perdermi in discorsi interminabili ed interessanti con voi. Ci risentiamo presto Lap, alla prossima!

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