Il Tredicesimo Piano

Dopo tutto questo paragona la nostra natura, in rapporto all’educazione e alla mancanza di educazione, a una condizione di questo tipo. Immagina dunque degli uomini in una dimora sotterranea a forma di caverna, con un’entrata spalancata alla luce e larga quanto l’intera caverna; qui stanno fin da bambini, con le gambe e il collo incatenati così da dover restare fermi e da poter guardare solo in avanti, giacché la catena impedisce loro di girare la testa; fa loro luce un fuoco acceso alle loro spalle, in alto e lontano; tra il fuoco e i prigionieri passa in alto una strada, e immagina che lungo di essa sia stato costruito un muretto, simile ai parapetti che i burattinai pongono davanti agli uomini che manovrano le marionette mostrandole, sopra di essi, al pubblico. Vedi allora che dietro questo muretto degli uomini portano, facendoli sporgere dal muro stesso, oggetti d’ogni genere e statuette di uomini e di altri animali di pietra, di legno, foggiate nei modi più vari; com’è naturale alcuni dei portatori parlano, altri tacciono. […] Pensa innanzitutto che essi (gli uomini incatenati, ndr) abbiano visto, di se stessi e dei loro compagni, qualcos’altro se non le ombre proiettate dal fuoco sulla parete della caverna che sta loro di fronte.[…] Se dunque fossero in grado di discutere fra loro, non pensi che essi chiamerebbero oggetti reali le ombre che vedono?

Platone, Repubblica, libro VII

 

La realtà è come una manciata d’acqua che ci sfugge scivolando tra le dita. E l’essenza inafferrabile della realtà determina il suo essere inintellegibile, talvolta insondabile, spesso impalpabile, sempre incomprensibile. Nessuno di noi può conoscere la realtà, bensì può esperirne solo una pallida copia condizionata dai pregiudizi e dalla limitatezza dei cinque sensi. L’essere è e non può che essere, ma in questa inestinguibile necessità di esistenza risulta estraneo ai nostri sensi, come un’ombra indistinta che inganna senza mai completamente svelarsi. Quello umano quindi, più che un cammino per avvicinarsi alla luce, sembra un tribolato peregrinare per allontanarsi dall’oscurità, ossia quell’ostile ambiente dove le ombre trovano fertile terreno per proliferare ed ingannare, concupire e difettare, deridere e talvolta perfino uccidere l’umana natura.

Parlare di filosofia in un film è una pessima mossa, se quindi si vuol tradurre col linguaggio cinematografico il Mito della Caverna di Platone senza essere scolastici o diventare noiosi ci sono due possibilità: favoleggiare su maligne entità che impediscono all’uomo di vedere la Realtà e quindi la Verità, romanzando il tutto e utilizzando elementi pop abbinati ad emozioni che si declinano acquisendo una forma riconoscibile. In alternativa si può badare alla sostanza, quel nucleo pulsante di originalità e saggezza che palpita all’interno di ogni teoria filosofica, per descrivere la limitata e imperfetta sensibilità umana che permette di percepire solo quello che si può capire e spiegare, ignorando tutto il resto.

E’ questa la differenza che passa tra Matrix e Il Tredicesimo Piano, due film imparentati strettamente per i loro rimandi al Mito della Caverna di Platone e tuttavia distanti per attitudini e scopi, come due fratelli partoriti da uno stesso utero ma destinati a percorsi di vita diametralmente opposti.

Il Tredicesimo Piano è un film lento, tenebroso, riflessivo, filosofico. Mutua la atmosfere di Dark City, le innerva con una narrazione inzuppata nel mistero e solo nel finale si rivela per quello che è in realtà: un trattato di filosofia platoniana tradotto in 24 fotogrammi al secondo. Perchè ogni immagine, ogni espressione, ogni carattere, ogni dialogo di questo film sono tesi alla riconciliazione tra l’essere umano e la sua perfettibilità.

Il Tredicesimo Piano è un film che sa di non sapere e proprio per questa sfacciata sincerità narrativa e sintattica, riesce a trasmettere un sentimento di pienezza e verità che raramente si può apprezzare in un’opera cinematografica. Perchè, a differenza di Matrix, Il Tredicesimo Piano non ci mette in guardia contro fantomatici mostri che vogliono ingannarci, ma al contrario ci ricorda che il peggior nemico dell’uomo è l’uomo stesso a causa della limitatezza dei sensi e dell’esistenza che si trasformano così in vincolo e limite alla completa espressione della nostra umanità.

Voto: 8++

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66 pensieri su “Il Tredicesimo Piano

      1. Si anch’io l’ho scoperto quasi per caso ormai una quindicina di anni fa quando all’università giravano i primi Divx e fu così che lo guardai per la prima volta!

      2. …. e invece hai convinto molto bene anche me che dovevo mettermi in mantinentemente in pari anche se in questo ultimo periodo ho poco tempo epoca testa .

        Sherabientotgrazie 🌷

      3. Lieto di averti persuaso!
        il tempo si può sempre recuperare… ma quando la testa va per la tangente son cavoli amari… e telo dice uno che l’ha persa tanto tempo fa senza più ritrovarla 😀

      4. Io spero di ritrovarla e soprattutto ritrovare la serenità e la faccina mi fa sperare che la tua sia una forma metaforica sorridente.
        Sheraconuninchino

      5. Si, shera, avevo intuito che ti riferivi a qualcosa di più complesso e profondo e ho buttato là una battuta per sdrammatizzare.
        Spero di non aver urtato la tua sensibilità, nel qual caso mi scuso con te 🙂

      6. Meglio così!!!
        Essere fraintesi quando si scrive on line è talmente facile che spesso ce ne dimentichiamo, io per primo !!!!!!

    1. Non è un film scevro di difetto: gli attori lasciano a desiderare, alcuni passaggi pure di più.
      Però è un film così garbatamente colto e delicatamente filosofico che mi ha fatto girare la testa. E’ la versione seria di Matrix, imho. Meno emotivo, meno empatico, ma più solido.
      Te lo consiglio stra-caldamente!!!!!

    1. Il film è un po’ di serie B, sia come cast che come realizzazione. Però ha tante cose da dire e, al netto degl inevitabili difetti di produzione, le racconta con un tale slancio e una tale compiutezza da far ignorare tutto il resto.
      Sono certo che il tuo “palato fine” di cinefilo saprà apprezzarlo fino in fondo!!!

  1. Non è il tuo post migliore, ma ci è andato vicinissimo, fermandosi troppo presto! Mentre lo stavo leggendo (divorando, dovrei dire) mi sentivo ringiovanire, come se stessi osservando i miei appunti delle meravigliose lezioni di letteratura e filosofia che teneva, in modo magnificamente teatrale, il mio mentore e sensei prof. Ezio Raimondi… la tua prosa, amico e fratello, mi ha cullato, avvinghiato e trasportato, inebriandomi con le tue sottigliezze ed infine emozionandomi per il tuo coraggio nel proporre su WordPress simili pagine di gnoseologia al limite dei confini della stessa fisica…
    Poi, come una femme fatale che, dopo essersi cominciata a spogliare un indumento alla volta con lenta voluttà, prende la porta ed esce di colpo, così tu mi hai portato ad un passo dall’estasi per chiudermi l’articolo in faccia!
    Perché non hai fatto che questo post divenisse il numero 1? Perché hai bloccato la sua corsa imperiosa verso la gloria sempiterna?
    Stavi per vincere il banco ed ai miei occhi stavi per raggiungere quello stato di consapevolezza illuminato, quasi miracolistico, in cui la tua cultura classica e la tua indole ermenàutica si fondevano all’amore per il cinema…e ti sei fermato, firmando comunque uno dei tuoi pezzi più belli, nonché una delle cose più affascinanti ed intriganti che si possano trovare sul web, ma per paura di scrivere troppo (“Non c’è troppo lungo ma solo troppo brutto o molto bello e troppo corto” Yoda dice).
    Avrei voluto leggere di più, almeno il doppio, ma anche di più ed ancora, ancora…

    1. Pensavo di essermi giocato il bonus con la (lunga) citazione iniziale tratta dal Repubblica di Platone (fino all’ultimo sono stato tentato di eliminarla, ma poi il post avrebbe avuto un pilastro in meno e pur guadagnandone in leggibilità ne avrebbe perso in compiutezza, quindi l’ho lasciata pur consapevole che avrebbe fatto fuggire molti lettori), ma tu (da impavido amico e intellettuale quale tu sei) hai saputo andare oltre, non solo fondendo critica e lode ma addirittura generandole dalle stesse cause.

      Non so se ho scritto troppo poco. Ti confesso anche che mentre redigevo questo post non mi sono posto il problema della lunghezza, virtù che questo post condivide con un’altra manciata di pezzi (tra i circa 350 scritti).

      Purtroppo approccio il cinema con la pancia, talvolta con il cuore, mai col cervello. Analogamente, le mie competenze filosofiche sono “a macchia di leopardo” e per di più incartapecorite dai tanti lustri che mi separano dagli studi liceali.
      Ho dovuto ristudiare daccapo il Mito della Caverna per scrivere questo post… tuttavia non mi sono sentito capace di andare oltre. Mi considero un po’ come un dilettante allo sbaraglio che mentre contempla gli affreschi di Michelangelo nella cappella Sistina prova a buttar là qualche considerazione, qualche riflessione, qualche collegamento, ma sempre in punta di piedi perchè, come diceva sempre mio nonno, è bene aprire la bocca solo quando si ha qualcosa da dire e (questo pezzo l’ho aggiunto io) farlo con cognizione di causa.

      La mia cognizione si ferma alla bellezza di questo film, alla sua capacità di tradurre la filosofia platoniana in fotogrammi e renderla fruibile a tutti, anche a chi è digiuno di studi classici.
      Come dice Guccini in una canzone che amo alla follia: “Sono solo un povero cadetto di Guascogna…”

      Ad maiora, amico mio, e grazie, sempre, per le belle parole che spendi per me.

      1. Non insisto molto, ma hai davvero superato te stesso in questo post, ma ti giuro che potevi osare anche di più: se non avessi visto l’apertura alare che domini, non ti spingerei mai giù da un podio… se lo faccio è perché so che voleresti splendidamente…

      2. Argomenti come la filosofia sono di solito banditi in cinematografia come nell’universo WEB: complessità, riflessione e cultura sono tre caratteristiche che mal si sposano con le forme comunicative di entrambi questi mezzi di espressione e comunicazione.

        Scrivere un post che parla di filosofia e la mescola alla cinematografia è stata una scommessa azzardatissima e probabilmente hai ragione tu, avrei potuto osare ancora di più.
        Ma tant’è. E l’importante è non averla persa, questa benedetta scommessa!!!!!

      3. Il fatto che perfino tu, strano caso di maschio italico per nulla amante il calcio, ti senta in diritto di potermi sfottere per le triste sorti della mia squadra del cuore, mi fa capire in quale baratro sia precipitato il mio amato Milan.
        Non posso che incassare il colpo, perchè me lo sono meritato, mentre nel frattempo maledico di cuore quegli 11 smidollati in mutande che ieri hanno disonorato la gloriosa maglia rossonera.

        PS: per gioco, una volta, potrei perfino cercare di adattare qualche stramba teoria filosofica al gioco del calcio. Magari ne verrebbe fuori un post più assurdo di questo qui 😀

      4. Perdonami, amico mio, ma non ho resistito allo sfottò…
        Continuo ad essere lontano dal calcio ed il mio unico contatto con esso sono i goal che mi vengono propinati alla fine del TG SKY del mattino, laddove in pochi secondi vedo solo le azioni più spettacolari…
        Per altro l’umorismo e l’ironia che aleggia intorno al calcio permea tutto il web… ripenso ancora alla bellissima finta news fornita dal periodico satirico fiorentino “RuttoSport“, ilo quale, l’indomani della nota proposta di legge sulla legittima difesa, titolava “Si potrà sparare a chi ruba di notte. Stop ai posticipi per la Juventus“…
        Come non ridere, no?

      5. Nel mio ufficio ci sono 7 uomini, tutti tifosi accaniti ed amanti del calcio come me.
        Ahimè son tutti juventini, il che è un punto di demerito a loro sfavore, tuttavia debbo ammettere che, nonostante la loro fede calcistica folle che si ritrovano, sono abbastanza sportivi e sinceramente gentili dal momento che in questi anni tormentati non hanno infierito nei miei confronti come la situazione del Milan avrebbe meritato.
        Negli inevitabili dibattiti che sfogano il lunedi mattina, nel corso degli anni, ho avuto modo di esporre loro una mia personalissima teoria:
        DIFFIDATE DAGLI UOMINI CHE NON TIFANO, NON SEGUONO E SONO TOTALMENTE AVULSI DAL CALCIO
        Difatti, da quando ho memoria, gli uomini che ho conosciuto e che non si curavano minimamente del calcio erano uomini eccentrici nel migliore dei casi, pericolosi nel peggiore.
        La mia esperienza diretta mi ha insegnato, nel corso di lunghi anni, che gli uomini che schifano il calcio sono persone strane di cui, tendenzialmente diffidare.
        E tu, caro amico, rientri di diritto in questa categoria: perchè la tua follia intellettuale, la tua verve goliardica, la tua energia ermenautica e la tua cultura distopica mi spingerebbero a dissuadere qualunque mio conoscente dalla tua frequentazione. Che tu sia pericoloso e la tua frequentazione negativa è una verità talmente lapalissiana che anche i sassi la conoscono ed io stesso sono la prova provata che chi va con lo zoppo (ovvero tu) comincia a zoppicare: prima di conoscerti scrivevo post anonimi e spesso banali, che diluiti nell’infinità dell’Etere svanivano nel nulla. Dopo averti conosciuto, mi ritrovo a dover gestire oltre 500 follower, scrivere post che parlano delle commistioni tra cinema e filosofia, scrivere racconti favolistici di oltre 7k parole per il Gathering.
        Decisamente, la vita di chicchessia sarebbe migliore senza la tua frequentazione 😀

        PS: nel caso sia evidente il tono ironico e la velata preterizione del commento, lo specifico qui. Purtroppo le parole scritte non hanno le stesse sfumature di quelle pronunciate 😀

      6. Ho particolarmente apprezzato questo tuo delizioso, divertente e divertito commento e non solo ovviamente per l’implicita adulazione nei miei confronti e per i complimenti condotti con quella modalità solo apparentemente contraddittoria per ossimori (che fu di Shakespeare nel monologo che fa pronunciare a Marcantonio nella scena delle esequie funebri a Giulio Cesare), ma soprattutto per la prosa e l’incidere parabolostico, che mi ha ricordato quella squisita forma di narrazione che talvolta è l’aneddotica, come nei racconti di vita vissuta ai limiti del surreale che furono di Red Reddington (da me infinite volte citato) e che, senza la pesantezza di una morale non richiesta da alcuno, stanno da tempo diventando i tuoi racconti pseudo-biografici…

      7. Mi permetto di rilevare un gravissimo errore nel tuo commento, caro amico, errore che spero tu condivida con il Vate Inglese (purtroppo non ho mai letto il Giulio Cesare di Shakespeare), in quel caso saresti soltanto reo di non aver verificato le parole usate da lui e dal suo traduttore.

        Utilizzare la dicitura “marcantonio” per nominare il famoso luogotenente di Giulio Cesare noto ai più per le gesta amatorie con Cleopatra, è infatti errato in quanto egli si chiamava “Marco Antonio”, discendente della famiglia patrizia degli Antonii.
        La dicitura “marcantonio”, invece è accettata universalmente come aggettivo in riferimento a una persona grande e grossa, alta e muscolosa, come effettivamente era Marco Antonio (la leggenda narra che fosse molto dotato anche nelle pudenda e che fosse solito sfoggiare in pubblico i propri generosi attributi, tuttavia non ho mai rintracciato conferma ufficiale a questa storia). Tale aggettivazione, per altro, sta lentamente cadendo in disuso tant’è che in diverse circostanze mi è capitato di usarla ed essere frainteso dal mio interlocutore.

        Tutto questo pippone l’ho scritto per la precisione e perchè sono ermenauta e me lo posso permettere, mentre tu lo leggerai perchè sei altrettanto ermenauta e lo puoi altrettanto permettere.

      8. Il mio errore è marchiano e grave ed a nulla può valere che sia stato commesso dettando al telefono il commento, perché avrei dovuto controllare!
        Oltretutto è talmente ovvio lo sbaglio da sembrare anche a me impossibile da averlo commesso… Cospargo il capo di cenere e mi bacchetto le dita da solo…

      9. Esimio collega e fratello ermenauta, la tua sincerità non può che allietare l’animo mio e di tutti gli altri confratelli.
        Tuttavia, cenere e bacchetta potrebbero non essere pene sufficienti per espiare la colpa di cui ti sei macchiato. Ti consiglio di individuare una punizione più congrua al peccato di cui ti sei macchiato: mi permetto di consigliarti la visione ininterrotta di almeno 6 episodi de La Casa Nella Prateria.

      10. Punizione che per altro rappresenterebbe per me un’assoluta new entry, giacché della fiction in questione non penso di aver mai visto più di due minuti… ma se questo è il fio della mia colpa, allora così sarà!

        P.S. hai poi dato un’occhiata al blog degli erminauti? È ancora allo stato embrionale, tuttavia è roba nostra!

      11. La Casa Nella Prateria è per me la quintessenza della noia telefilmica. Quand’ero bambino c’erano tre appuntamenti che mio nonno non perdeva mai, cascasse il mondo:
        -Le previsioni del tempo (solitamente precedute dall’Intervallo)
        -Le puntate dell’Ispettore Derrick
        -Le puntate de La Casa Nella Prateria.

        Sopportavo il Meteo (durava pochi minuti), tutto sommato gustavo Derrick (ero piccolo, ma Derrick era un procedural fatto bene) ma La CAsa Nella Prateria proprio no, non l’ho mai digerita. Attori sfigati, ambientazione da mormoni, puah.
        Se devo frantumare i coglioni altrui con un video, non ho dubbi sullo scegliere questo scempio 😀

        Per quanto riguarda il blog ermenautico, certo che l’ho visto!!!
        Ovviamente ho colto subito la citazione alla dissertazione che avemmo tempo fa sull’abuso di ASSOLUTAMENTE nella lingua italiana che hai fatto in uno dei articoli scritti.
        Per altro, ho riso di brutto (un riso compiaciuto, devo ammetterlo) alle pagine che hai creato. Unire la cultura e l’ironia non è roba da tutti!!!!!
        Mi piacerebbe poterlo arricchire con qualche contributo ma:
        a)ho un editor aguzzino che mi ha fatto riscrivere un paio di passaggi del Chronicle
        b)ho alcuni post su cui sto lavorando e che fremono per vedere la luce
        c)le novità familiari che tu sai

        Conto però di dar seguito quanto prima al mio ruolo di Fondatore della Scienza Ermenautica!!!!!

        PS: che poi, sta cazzo di parola, dove me la sono inventata? Quando? Lo sai che non mi ricordo più in che occasione la tirai fuori? Sto invecchiando male mi sa….

      12. Ah!
        La genesi del sublime termine arrivò come un lampo a ciel sereno, durante quella che più tardi tu definirai “commentografia” ovvero lo scambio intellettualmente elevato ed inutile assieme che entrambi coltivavamo sin dall’inizio della nostra presenza su WordPress e che pervicacemente continuiamo tutt’ora, divagando, spaziando, dissertando ed anche altri “-ando”!
        Preciso, per chi si fosse messo in ascolto solo ora, che la mia definizione di “inutile” non ha accezioni negative e per quanto strano possa suonare, porta per me un valore aggiunto, ma questa è un’altra storia…

        Sta di fatto, che il 15 Marzo del 2016 (data che probabilmente nel nuovo blog verrà indicata come festività obbligatoria), in risposta ad una mia dissertazione della sera precedente sull’ermeneutica quale esegesi degli antcihi testi, tu proponesti di istituire la “Setta degli Ermenàuti”, cito “[…] temerari avventurieri della parola che si addentrano nei misteri dei loro stessi scritti […].
        Galeotto fu il mio post “Eroe ed Onore nel Cinema Americano e Giapponese – Capitolo 5” ed il commento in questione te lo metto qui in link.

        Tutto ciò entrerà nella storia, amico mio.

      13. Che l’ermenautica abbia visto la luce il giorno in cui cadono le Idi di Marzo, ovvero una delle date più famose della storia dato che proprio il 15/03 del 44 a.C. fu ucciso Giulio Cesare, non può essere solo un caso.
        L’importanza intrinseca della data a livello storico si unisce al valore simbolico che ha per me, essendo un grande cultore e studioso della Roma Antica in generale e della vita di Giulio Cesare in particolare.
        Il cerchio si chiude, amico mio, e gli dei hanno scelto noi come strumenti per le loro trame!!!!!

      14. Non avevo riflettuto sulla coincidenza con l’assassinio di Giulio Cesare e la cosa acquista uno squisito valore per l’appunto ermenàutico… perché è proprio di simili incroci di circostanze che la nostra scienza vive (o avrei dovuto filosofia? O forse ancora ontologia? Financo religione e condotta di vita…).
        Tu coniasti il termine ed io lo avvallai ed il dado fu tratto…
        Stiamo scrivendo la storia…

      15. Che poi, tra le altre cose, questo rimando alle idi di marzo e Giulio Cesare chiude il cerchio con quella dotta disquisizione sulla differenza tra Marco Antonio e Marcantoni di cui abbiamo parlato poco sopra.
        Siamo troppo avanti, amico mio, o forse anche troppo indietro. Che poi per noi sarebbe la stessa identica meravigliosa cosa

      16. Noi galleggiamo in una polla d’acqua che gira in cerchio ed il secchio che la contiene è l’Ermenàutica: a volte cogliamo dei significati, altre volte li vediamo solo con la coda degli occhi ed altre volte ancora chiudiamo ai sensi ad essi, ma l’acqua continua girare e le increspature ad allargarsi e rimbalzando ad intersecarsi.
        Marco Antonio, Tu, Io, Roma, Giulio Cesare, le spirali di Giambattista Vico, l’oracolo di Matrix, il gioco del labirinto di Westworld, le rimembranze, il Kharma, i viaggiatori della Gilda Spaziale di Dune, il tesseratto di Interstellar, le rimembranze, le coincidenze, la signora Jarvis, il tutto, il nulla e di nuovo Tu ed Io ed il secchio dai bordi infiniti ma pur sempre chiusi.
        Ora mi azzittisco.

      17. Non devi, siamo ermenàuti…
        Già ti vedo, con indosso la toga senatoria, bianca ed austera, senza orpelli, salire le gradinate dell’emiciclo e sederti, in attesa…
        Sto arrivando anch’io!
        Perché, anche se il tempo lineare mi darebbe torto (essendo tu uomo di questo secolo), ho comunque l’impressione che i primi vagiti l’ermenàutica li abbia espressi proprio in epoca romana classica: tu eri là, in qualche modo… non v’è altra spiegazione (se non l’alcol ovviamente… :))

      18. Chissà, magari la linearità del tempo è solo una convenzione o, peggio (meglio) ancora un nostro limite sensoriale che ci impedisce di percepire il tempo in maniera diversa (magari circolare, come gli alieni di Arrival), e comunque sia la fallacia insita in ogni percezione sensoriale comprometterebbe il senso stesso del tempo comunque.
        Magari il tempo non esiste neppure, è un’illusione dell’illusione proiettati dai nostri sensi imperfetti.
        La capacità di pensiero dimostra la nostra esistenza (o per lo meno così credeva Cartesio) ma il fatto che noi esistiamo non implica il fatto che possiamo comprendere qualcosa.
        E se quindi, alla fine di tutto, il tempo non fosse altro che una menzogna con cui ci illudiamo di ordinare le nostre esistenze, chi ci vieta di credere che, in questo preciso istante, noi siamo seduti fianco a fianco in quell’emiciclo, con le toghe candide che si sfiorano, mentre ascoltiamo una intemerata di Catone il Censore, mentre fuori il sole è alto e Roma splende di marmi e drappi e il vociare del popolo della Suburra sale fino ai sette colli come un brusio piccante, che ci pizzica l’udito e ci ricorda che il nostro essere ermenauti è un dono meraviglioso perchè non c’è più utile e superfluo, nocivo e benefico, lento e veloce, alto e basso. C’è solo meraviglia.

      19. Olà! Questa è prosa, questa è ROMA, questa è ermenàutica e follia e gioia e candore e c’è anche in tutto questo la voglia (di entrambi) di trovare significati ALTRI in ciò che lo sguardo comune vede solo normalità…
        Allora rileggo quanto hai scritto sul tempo e sul relativismo del punto di vista di noi umani e ripenso al finale dei primi due MIB, dove il nostro macrocosmo diventa microcosmo dentro il cosmo altrui ed ancora una volta sono le cose che pensano al posto nostro…

        Bisognerà far crescere il nostro blog (l’ALTRO blog).
        Con calma.
        Lavoro, famiglia, altro…
        Chissà…

      20. Per citare un altro classico film che so per certo (l’ho sentito dire direttamente dalla tua voce) essere un film fondante per te, “Il padre che diventa figlio e il figlio diventa padre”…
        Il che crea una circolarità temporale e spaziale, una sorta di Eterno Ritorno, che trovo così squisitamente ermenautica. Liberati dalle catene e dalla fissità, possiamo ormai osservare il tutto nell’uno e l’uno nel tutto.
        Ecco, trovare e comprendere la possibilità che esista un Aleph della cultura e della conoscenza potrebbe essere l’impresa che renderà immortale la gloria della scienza ermenautica 🙂

      21. Malgrado la giornata uggiosa, sia metereologicamente sia lavorativamente, leggere questi tuoi deliziosi elzeviri mi allieta moltissimo!
        Detta in soldoni, siamo troppo avanti, amico!

      22. Mi hai fatto tornare in mente un vecchio spot della Heineken, in cui un uomo entrava in un bar apposta per vedere una partita: poi però trova una ragazza da rimorchiare, comincia a chiacchierare con lei e si scorda totalmente del match. Ad un certo punto lei gli dice qualcosa del tipo “Ma non eri qui per la partita?” Lui risponde “Nah, non mi interessa lo sport”, e poi fa l’occhiolino alla telecamera. Non sono riuscito a ritrovarlo, ma è uno degli spot più belli che abbia mai visto! 🙂

      23. caspita non lo ricordo questo spot!!!!!
        a latere della questione, visto che il buon Kasabake ha fatto virare la discussione sull’argomento calcio, ti volevo mettere a parte di una notizia che da qualche giorno circola con sempre maggiore insistenza nei siti di informazione rossonera.
        Sembra che per l’attacco il Milan stia pensando a Kalinic.
        Ricordo ancora le tue intemerate contro di lui e me ne sono fatto un’idea non troppo lusinghiera: giocatore volitivo e generoso epperò modesto nella tecnica e nel fiuto del gol. Un Lapadula un po’ più forte insomma.
        Considerando che quest’anno abbiamo giocato sempre senza centravanti visto il rendimento nullo di Bacca, mi starebbe bene pure un Kalinic nonostante i suoi mille difetti, a patto però che alle sue spalle arrivi almeno un terzetto di centrocampisti dai piedi educati in grado di impedire perfino a lui di sbagliare i gol.
        Le squadre forti si costruiscono sempre dal centrocampo: la mia speranza è quindi che il grosso degl investimenti fatti dalla nuova proprietà sia nella zona nevralgica del campo.

      24. Bacca e Kalinic sono due giocatori totalmente diversi.
        Bacca è il classico attaccante che si piazza in area a non far nulla, in attesa che gli arrivi una mezza occasione di far gol: ma basta che in area capiti una palla vagante, un cross sporcato, un rimpallo favorevole, e lui lo trasformerà in gol nel 100% dei casi. Tocca pochissimi palloni, ma quei pochi finiscono tutti in porta.
        Kalinic invece di palloni ne tocca tanti, ma spesso manco ci prova a fare gol: sa di non essere bravo in quello, e quindi preferisce fare una spizzata, un assist, se è defilato anche un tiro – cross. Tutto fuorché i gol, che segnava col contagocce perfino quando giocava in Croazia.
        A mio giudizio un attaccante deve fare gol, e quindi invece di sostituire l’uno con l’altro mi terrei Bacca tutta la vita. Non dico che Kalinic sia inutile, anzi apprezzo il gran mazzo che si fa, ma per me un bravo attaccante deve saper fare sia il gioco per i compagni che i gol individuali: se è bravo soltanto in una delle due cose, allora non è un centravanti completo. E quindi non è da Milan.

      25. Sono d’accordo su tutta la linea. Il centravanti deve segnare e deve saper giocare per la squadra purtroppo ho mai Bacca ail Milan non è più presentabile : il rapporto con i tifosi è logorato e lui stesso credo che ormai abbia voglia di cambiare squadra.
        Il mio sogno sarebbe quello ottima costa troppo. A questo punto preferisco ripiegare su un attaccante di sostanza perché il centrocampo vengono fatti investimenti più importanti.
        Per ora la nuova dirigenza sembra potersi muovere bene, speriamo che non falliscono gli obiettivi che si sono prefissati.
        Piuttosto, ci sono novità per la panchina della Fiorentina? È stato già individuato il sostituto di Paulo Sousa?

      26. Stamani ho letto su un giornale locale che al 70% Pioli sarà il nuovo allenatore. Non mi ha mai entusiasmato, ma fino a un mese fa l’idea di averlo come allenatore non mi dispiaceva del tutto: adesso invece sì, perché lo sbraco totale dell’Inter nelle ultime partite dimostra che Pioli non sa gestire i momenti negativi. E in una piazza calda come Firenze dei momenti come questi capitano di continuo. Insomma, spero che quel 70% sia un’invenzione giornalistica, e che i Della Valle siano sempre rimasti fermi sull’idea iniziale di prendere Di Francesco. E soprattutto, spero che il nome salti fuori a breve: se rimaniamo con la panchina libera fino a Luglio, Corvino sarà costretto a iniziare il mercato facendo di testa propria, con il rischio che poi i nuovi acquisti siano inutili per il progetto tecnico del nuovo allenatore. Speriamo bene! 🙂

      27. Visto l’esonero, Pioli si sta sicuramente avvicinato a voi.
        Onestamente vi auguro che riusciate a ingaggiare un allenatore diverso: Pioli è un “normale”, sa far rendere i giocatori per quello che sono senza saper fornire alla squadra nessun valore aggiunto.
        Considerato che già avete una rosa modesta e per di più la proprietà non sembra intenzionata ad investire per rinforzarla, l’unica alternativa per fare un campionato spettacolare è quella di ingaggiare un tecnico di grande spirito e carisma, che sappia tirar fuori il sangue dalle rape e dare un’identità di gioco e di spirito al gruppo.
        Pioli non mi sembra proprio il tipo.
        Di Francesco è un po’ meglio, se non altro sotto il profilo tattico e tecnico, tuttavia è un piangina in pieno stile Mazzarri e in una pizza come Firenze potrebbe bruciarsi dopo le prime sconfitte.
        Fossi nei Della Valle e in Corvino opterei per una scelta più esotica, sicuramente azzardata, ma tanto che avete da perdere? Arrivare ottavi o arrivare dodicesimi alla fine cambia poco la vita e un tentativo lo farei:
        A me piace molto come gioca la SPAL e credo che Leonardo Semplici sarebbe un ottimo tecnico per la vostra piazza.

      28. Prima della SPAL Semplici allenava la nostra Primavera, quindi il suo nome ha circolato a lungo. Poi negli ultimi tempi più Pioli peggiorava e più le voci sul suo trasferimento in viola si facevano insistenti. Fino alla situazione attuale, in cui sembra aver definitivamente sbaragliato la concorrenza.
        Ultimamente non sono andato allo stadio (la Fiorentina non gioca in casa dal 22 Aprile), quindi non so cosa pensano i tifosi di quest’eventualità. Temo che la cosa gli stia bene: Pioli è stato un nostro calciatore, e quindi risveglia quella vena romantica che molti tifosi viola possiedono. Una vena romantica che talvolta ci porta a farci del male da soli, chiedendo alla società di fare delle mosse di un’idiozia infinita: ad esempio, quando Prandelli venne esonerato dal Valencia un gruppetto di curvaroli cominciò a invocare a gran voce un suo ritorno sulla panchina viola. E scommetto che molti di noi accoglierebbero a braccia aperte anche gente come Roberto Baggio o Batistuta, fregandosene allegramente del fatto che abbiano zero esperienza in panchina. Insomma, il tifoso viola è fatto così: esigente, sognatore, ironico e romantico oltre ogni dire. Ma la mia curva non la cambierei con nessun’altra al mondo. 🙂

      29. Quando leggo i tuoi racconti sulla forma mentis dei tifosi viola e dell’atteggiamento della curva fiesole mi assale sempre la nostalgia: a Firenze avete ancora un modo genuino e spontaneo di vivere il calcio, un modo che mal si sposa con i tempi moderni. ù
        Vi auguro solo di non prendere Pioli: sarà pure una scelta romantica, ma sarebbe soprattutto una scelta sciagurata.
        Piuttosto potreste ingaggiare Donadoni: un altro “senza palle” ma almeno è più competente.

  2. Post immenso amico Lap, IMMENSO!
    Mi unisco al Maestro Kasa nel dire di essermi sentito un po’ abbandonato quando ho visto la brevità del pezzo, un coito interrotto proprio nel clou dell’amplesso. Con questo non voglio certo criticare le tue scelte, è solo un modo per farti capire quanto mi sia piaciuto veramente il tuo pezzo e quanto potenziale nascondeva [magari visto in dimensione più ampia rispetto al solo singolo film in questione].

    Detto questo non nascondo il mio apprezzamento per Il Tredicesimo Piano [uno dei primi DVD che mio padre abbia comprato…il film lo assocerò per sempre al periodo di diffusione dei DVD come inserti di Panorama 😀 ] ma non mi trovo molto d’accordo sulla sua superiorità sul Matrix dei Wachowski.
    O meglio: son d’accordo quando dici che The 13th Floor è più concentrato sui concetti filosofici di cui tratta al contrario di Matrix che, a una certa, si appoggia ai classici standard da film d’azione con l’eroe, il cattivo e le botte per la salvezza di qualcosa/qualcuno. Questo però non credo precluda una buona argomentazione sul tema.
    Anzi, il conflitto con un “male” con tutte le conseguenze del caso [come Cypher che tradisce Morpheus alleandosi con gli Agenti per motivi così profondi da meritare un discorso a parte] permettono l’esame di atri concetti filosofici.
    Oltre al mito della caverna di Platone ci sono molti richiami alla dottrina di Socrate [il “sapere di non sapere”, il “conosci te stesso” o “temet nosce” come riporta la targa nell’appartamento dell’Oracolo], il concetto di libero arbitrio oltre a nozioni di filosofia [o religione] orientale come il Karma [concetto di causa-effetto] o il Samsara.

    La forza di Matrix sta sicuramente nel reparto visivo, nell’azione, nelle icone e negli effetti speciali [come film è di fatto storia del cinema, ma quando lo si tira in ballo non si può fare a meno di pensare a tizi vestiti in pelle nera, a Neo che schiva pallottole a rallentatore, a Hugo Weaving come agente Smith, ecc], ma al suo interno c’è un mondo, un universo che obbiettivamente pesca e “ruba” da mille fonti diverse [sia dal lato filosofico che dal lato visivo] compreso forse lo stesso “Il Tredicesimo Piano”, ma il tutto è incastrato perfettamente come in un puzzle e si presta egregiamente sia chi è alla ricerca di azione, sia chi è affamato di qualche concetto più profondo.

    PS: scusa il papiro di roba che ho scritto, ma Matrix è una saga che mi sta molto a cuore, ho letto e visto tutto ciò che è legato al franchise [comprese le ore e ore di contenuti speciali presenti nel cofanettone] e appena ne ho l’occasione mi lancio a parlarne senza tregua 😀

      1. Eh si, non si riesce a stargli dietro… ora sono Lana e Lilly… roba che ho dovuto correggere anche il mio elenco registi sul mio blog…

      2. spero che abbiano genitori abbastanza progressiti, altrimenti non vorrei essere nei loro panni alla prossima rimpatriata di famiglia…

    1. Ho fatto scatenare il pizzadog!!!!!
      Che bello, che figata: non vedevo l’ora!!!

      Mettiamo subito in chiaro due cose:
      1. mi piace quello che hai scritto, le riflessioni che hai portato sono un contributo interessante ed è un piacere confrontarsi su questo tema.
      2. anche io preferisco Matrix a Il tredicesimo piano. Da un lato c’è un film meraviglioso, un universo affascinante, una messa in scena sensazionale, una narrazione fantastica, dei personaggi che sono diventati icone. Dall’altra parte c’è un film modesto, con attori modesti, una trama modesta, una messa in scena modesta. Per cui se mi chiedessi di scegliere tra i due io scegliere sempre Matrix. Su un punto però Il tredicesimo piano vince e su quel piccolo minuscolo punto ci ho costruito questa recensione, ovvero nel fatto che ribalta la prospettiva di Matrix focalizzando l’attenzione su un fatto che per me è centrale nel modo di rapportarci al mondo e considerarlo: siamo esseri imperfetti, vediamo e capiamo solo quello che i nostri limiti ci permettono di capire e dovremmo smetterla di puntare il dito contro “chi ci impedisce di sapere e capire” perchè quel dito, in realtà, dovremmo puntarlo contro noi stessi anzichè contro gli altri. Il vezzo di “trovare il nemico a tutti i costi” è molto “moderno”, molto “social”, perchè la semplificazione e l’appiattimento della riflessione moderna hanno bisogno di punti cardinali con cui orizzontarsi e identificare il nemico, indipendentemente dal fatto che lo sia o meno, aiuta in questo senso.

      Ora io non mi scuserò con te con questo pippone che ho scritto, un pippone tra l’altro innervato dalla mia “vecchiaia digitale”, per cui – te ne prego – non ti scusare mai più con me per le riflessioni che deciderai di condividere con me (qui o altrove) perchè sappi che è sempre un piacere confrontarsi con persone dalla mente brillante come la tua!!!!

      1. Il piacere è reciproco caro Lap! 🙂
        Sappi che d’ora in poi sotto ai tuoi post mi lascerò andare senza limitazione a lunghi sproloqui, come se non ci fosse un domani 😀

      2. E dal momento che del doman non v’è certezza, leggerò con piacere i tuoi sproloqui, qui o altrove.
        Tra l’altro mi è giunta notifica di un tuo nuovo post, corro a verificare se rientra nella categoria dai leggibili (poichè non parla di film che devo vedere) o degli illeggibili (nel caso ti fossi dimenticato della promessa fattami tempo fa con la quale ti impegnavi a recensire solo opere del fu cinema muto 😀 )

      3. ho visto la notifica e-mail, trattandosi di OJ Simpson (vicenda che ricordo bene, anche se ero piccolo) e ad avendo interesse 0 (ZERO) per la serie in questione, mi butto a capofitto nella lettura del tuo post che, come minimo, avrà il merito di aver nobilitato una prodotto televisivo che mai e poi mai vedrei 😀

    1. Spero solo di non aver alimentato aspettative esagerate: il film in sè hai i suoi bei difetti (resta pur sempre una produzione di serie b) tuttavia ha degli spunti interessanti e innovativi che ho sintetizzato nella risposta a Pizzadog, qui sopra.

      Sono certo che lo apprezzerai!

  3. Bene troppo curiosa mi sono messa in pari e grazie a Cineblog ho appena finito di vedere il film .
    Ammetto che non ho letto tutti i lunghissimi commenti successivi però vorrei vorrei dire che a me ha richiamato più che mai, oggi, la serie una delle mie preferite ovvero Westworld basata niente popò di meno che sul film Il mondo dei robot scritto e diretto da Michael Crichton.
    “Ho notato qualcosa di strano non c’era movimento non c’era vita tutto era
    jmmobile in totale silenzio e quello che ho visto mi ha fatto rabbrividire ….era vero ! Era tutta una funzione, tutto falso …

  4. Bene troppo curiosa mi sono messa in pari e grazie a Cineblog ho appena finito di vedere il film .
    Ammetto che non ho letto tutti i lunghissimi commenti successivi però vorrei vorrei dire che a me ha richiamato più che mai, oggi, la serie una delle mie preferite ovvero Westworld basata niente popò di meno che sul film Il mondo dei robot scritto e diretto da Michael Crichton.
    “Ho notato qualcosa di strano non c’era movimento non c’era vita tutto era
    jmmobile in totale silenzio e quello che ho visto mi ha fatto rabbrividire ….era vero ! Era tutta una funzione, tutto falso … spazio della simulazione limitato”
    Adesso ci penso ancora un po’ e comunque grazie grazie di avermi fatto passare due ore di totale nullafacentismo ora devo recuperare calando mi nella cruda realtà…
    ” che si mangia stasera?”

    Sheracenasera

    1. Mi hai fatto quasi commuovere.
      Che una mia recensione balbettante ti abbia indotto, a stretto giro di posta, a recuperare il film e sparartelo il streaming, te lo confesso, un po’ mi ha fatto anche inorgoglire.

      E il parallelo che hai fatto poi, con la serie WESTWORLD (serie tv che ho amato esponenzialmente pure io) è assolutamente calzante: la realtà melliflua, incapace di rivelarsi e rivelarci la sua natura.

      Nei miei deliri, a volte mi capita di pensare che la realtà, in fondo, non può esistere veramente per il semplice fatto che ognuno di noi ne vive una diversa e, dal momento che non possono coesistere tante realtà, ciò significa che la realtà è una chimera.
      Ma sto delirando… meglio che vada a rassettare la cucina prima che la signora mi sgridi: stasera tocca a me ed è meglio che mi dia una mossa…

      PS: che ti sei mangiata alla fine? io sono andato di ricotta e insalata, oggi è stata una giornata calda,ci voleva qualcosa di fresco!!!!

      1. Su Rai3 in questi giorni intorno alle 20:20 Pif presenta dei brevi filmati che si concludono con un messaggio a un ipotetico marziano.
        Io stessa a volte mi sento un marziano e mi trovo a disagio valutando realtà diverse per ognuno di noi e qui mi riallaccio al tuo discorso.
        Grazie.
        Sheranienteriassetonepiattistasera

        Ps. Rotolo di pasta brisè ripiena di zucchine ripassate in padella e mozzarella.
        Anche a Roma caldo e dunque il primo prosciutto e melone abbastanza saporito 😊😊😊

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