Si trasforma in un razzo missile, con circuiti di mille valvole, tra le stelle sprinta e va

La famiglia Lapinsù si è allargata: da qualche mese iRobot Roomba è il nuovo cucciolo di casa.

Dopo pochi giorni ho preso a chiamarlo RAMBO perchè la prodigalità e la tenacia con cui pulisce tutta casa mi hanno lasciato letteralmente basito. Devo confessare che ha scavalcato mia moglie nelle gerarchie degli affetti familiari: pulisce meglio e soprattutto non rompe mai se mi trova stravaccato sul divano a vedere una partita o intento a scolare il terzo limoncino della serata.

Gli voglio già un bene dell’anima.

L’ho persino inserito tra i beneficiari nel mio testamento. A Rambo l’ho preso così a cuore che ho deciso di scaricargli qualche serie TV con cui passare il tempo quando, la sera, lo metto in carica. House of cards gli è rimasta un po’ indigesta (troppo cervellotica per i suoi gusti) mentre Supergirl gli è sembrata un po’ troppo frivola (anche se le battute del tizio smanettone coi computer lo facevano scompisciare). Per un po’ è andato in fissa con Mr. Robot (credo lo galvanizzasse il titolo) ma alla fine l’ha lasciato con l’amaro in bocca. Ora ha cominciato il recuperone de Il Trono di Spade, lo lascio fare ma io non lo seguo in questa impresa: finchè pulisce tutta casa può vedere quello che gli pare, anche Uomini e Donne.

Ormai è quasi come un figlio per me.

Che bravo ragazzo.

Gli voglio un bene dell’anima al mio Rambo.

Bravo Rambo, pulisci e detergi in mia vece: te ne sarò sempre grato.

Ma questa gratitudine che cresce cresce e cresce ancora regalando affetto al miglior alleato che io abbia mai avuto, mi fa ricordare che talvolta (spesso…) i suoi cugini e parenti robot sono stati dipinti dalla cinematografia come ostili e ferali nemici.

E’ così che mi è venuta l’idea di tratteggiare rapidamente un arcobaleno che immortali, dal più generoso al più trucido, i suoi fratelli robot e le intelligenze artificiali. Perchè nonostante il cinema ci abbia insegnato che i robot sono pericolosi, uccidono gli uomini, li sottomettono in schiavitù e li fanno soccombere vittime delle radiazioni termonucleari, mi piace credere che essi siano nostri amici.

Perchè i robot sono buoni.

Perhcè i robot possono fare solo quello che gli comandiamo noi umani

Perchè i robot passano l’aspirapolvere al posto nostro!

 

 

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10. R2-D2 (Star Wars)

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Scheda: http://www.imdb.com/title/tt0076759/

Da bambino ne avevo perfino la versione giocattolo… quando si ruppe del tutto volli seppellirlo nell’orto di nonno… Praticamente è la versione robotica di Fido, il miglior amico dell’uomo 🙂

 


9. TARS (Interstellar)

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Scheda: http://www.imdb.com/title/tt0816692/

Di TARS mi ha sempre intrigato la possibilità di regolare il senso dell’umorismo: non sarebbe bello poter far lo stesso con le persone? Regolarlo su tutti al 100% e vivere nell’ilarità e nel divertimento?

 


8. Samantha (Lei)

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Scheda: http://www.imdb.com/title/tt1798709/

Samantha è un’intelligenza artificiale, robot non lo è diventato mai… ma con quella voce così fa drizzare i peli sulla schiena di tutti i maschietti. Sia benedetta la Scarlett, lei si che è qualcosa di irreale…

 


7. David (Prometheus)

7-prometheus-fassbender

Scheda: http://www.imdb.com/title/tt1446714/

Il film l’ho schifato come pochi altri in vita mia, ma il David di Fassbender è qualcosa di straordinario: uno degli androidi più ambigui che siano mai stati rappresentati su schermo.

 


6. Ava / The Machine (The Machine)

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Scheda: http://www.imdb.com/title/tt2317225/

Ava presenzia in questa classifica solo perchè Caity Lotz le presta le sue fattezze. E il suo culo.
(Loro son robot, ma io sono un essere umano e gli ormoni non si controllano mica…)

 


5. Ultron (Avengers: Age of Ultron)

8-Ultron

Scheda: http://www.imdb.com/title/tt2395427/

E’ brutto è incazzato e mena duro. Praticamente è la versione psicopatica di Iron Man: come potevo tenerlo fuori?

 


4. Matrix

4-matrix

Scheda: http://www.imdb.com/title/tt0133093/

OK, Matrix non è un robot, è una Macchina o un’Intelligenza Artificiale. Tecnicamente neppure Mr. Smith è un robot in quanto solo una promanazione virtuale della Matrice. Però sono due entità così dannatamente geniali che se penso ai robot e alle intelligenze artificiali mi vengono sempre in mente!

 


3. Ava (Ex Machina)

2ex-machina

Scheda: http://www.imdb.com/title/tt0470752/

Ex Machina è uno dei film più intelligenti che abbia visto nell’ultimo decennio. Ha così tanti risvolti psicologici e filosofici che ci si potrebbe scrivere un libro, oppure una splendida riflessione come jackieiltrovatore. E soprattutto, Ex Machina ci presenta il robot più umano mai rappresentato.

 


2. Terminator

Scheda: http://www.imdb.com/title/tt0088247/

In tutte le sue versioni (T-800, T-1000 e TX) fa sempre una certa impressione. Ad inquietare però non è solo la violenza che sa esprimere, bensì soprattutto la risolutezza con cui persegue i suoi obiettivi assassini.

 


1. HAL 9000 (2001: Odissea nello spazio)

1-hal9000

Scheda: http://www.imdb.com/title/tt0062622/

Vabbè,  dai… Devo anche spiegarvi perchè HAL9000 occupa il primo posto? Maddai…..

 

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72 pensieri su “Si trasforma in un razzo missile, con circuiti di mille valvole, tra le stelle sprinta e va

      1. No ma mi piacerebbe ,
        Il mio entusiasmo e’ per la lista dei robot 😊 anche se io avrei incluso anche la “Maria-robot” di Metropolis. 😊

      2. Si si, un pilastro della cinematografia a detta di chi ne capisce.
        Tante volte mi son detto: DEVO RECUPERARLO ma poi non ho mai trovato la voglia (il coraggio) di affrontare una visione così impegnativa…
        Ma prima o poi… chissà!!!!!!

        PS: comunque se ti capita, ROOMBA vale tutti i soldi che costa 😉

  1. A Lap! Mi fai partire la settimana così a bomba? XD
    Ci sto!

    R2-D2 l’ho adorato come tutti fin dal primo sguardo e per tutta la vecchia trilogia! Ma averlo tra i piedi anche nella trilogia prequel e ritrovarmelo alla fine anche in ep.VII [e suppongo anche VIII e IX] ti devo confessare che in fondo in fondo ma proprio in fondo un poco comincia a stufarmi :/

    TARS mi ha suscitato tanto interesse quanto disappunto…come cazzo si fa a costruire un robot a forma di lapide? A livello cinematografico si usano un po’ di barbatrucchi per farlo muovere bene, ma nella vita reale una roba del genere sarebbe epicamente un fail.

    Samanta…no comment [sto ancora cercando di levarmela dalla testa…e allo stesso tempo sogno un mondo dove Scarlett mi parla all’orecchio e mi fa compagnia tutto il santo dì].

    A proposito di David [citazione involontaria]: hai visto Covenant?

    Ava [o Eva che dir si voglia], giusto ieri mi sono rivisto q

    1. [non sono morto mentre scrivevo il commento eh, mi è solo partito l’invio a tradimento].

      Dicevo, giusto ieri mi sono rivisto quel capolavorone di Ex Machina. Mi lascia con gli occhi lucidi ogni santa volta e ogni volta scopro qualche sfumatura in più *.*
      Avercene di film così!

      Ultron mi è piaciuto a tratti. Secondo me l’hanno fatto troppo umano troppo in fretta.
      In compenso ho adorato Visione, che inserirei volentieri in una mia classifica insieme ad altri suoi lontani parenti [per ruolo e carattere] come Sonny di “Io, Robot” e Andrew de “L’uomo bicentenario”.

      Poi inserirei anche Wall-e il suo antenato Numero 5 [Corto Circuito], Atom [Real Steel…silenzioso ma irresistibile] e il cugino Chappie [dal film da nioi intitolato “Humandroid”], Optimus Prime [Bumblebee no, è come R2, alla lunga mi asciuga] e per chiudere in bellezza, visto che ormai me l’hai fatta venire in mente, il Maggiore interpretato da Scarlett Johansson in “Ghost in the Shell”.
      Non è un robot, è un cyborg, ma hey…una così non la vorresti intorno?

      PS: non ho mai avuto un roomba ma ho sempre desiderato averne uno, fin da quando l’hanno inventato! Un giorno l’avrò, in un modo o nell’altro avrò un robottino che mi pulisce casa!

      1. Effettivamente avevo temuto il peggio… Ti fosse capitato qualcosa mentre commentavi un mio post, mi sarei sentito in colpa. Roba che per espiare avrei dovuto recensire episodio per episodio tutte le stagioni de La casa nella Prateria.

        Torniamo a bombam però, e rispondo per gradi alle tante questioni interessanti che hai messo sul fuoco:

        COVENANT: no, non l’ho visto. La saga ALIEN (come ebbi modo di spiegare in uno dei miei post più impopolari, https://lapinsu.wordpress.com/2015/02/06/i-20-film-che-piacciono-a-tutti-tranne-me/ ) mi è invisa, vidi Prometheus e rischiai la narcolessia, quindi non so… chissà… boh? A te è piaciuto?

        EX MACHINA: un filmone assoluto. E’ come un libro di Pirandello: ogni volta che lo rivedi ti dice qualcosa di nuovo, qualcosa di più profondo. Ti consiglio di leggere la recensione che ho linkato: il livello è un po’ alto per WP, ma ne vale la pena!!!!!

        Degli altri ROBOT che hai citato, confesso che alcuni mi mancano: Wall-e non l’ho mai visto e Humandroid l’ho scientificamente evitato (il regista è quel salamotto sopravvalutato di Blomkamp).
        Il robottone di Real Steel effettivamente me l’ero dimenticato per strada: avrebbe meritato!!!!!
        Quelli di Transformers invece li ho volutamente esclusi: il mio hype per la saga è tale che avrebbero monopolizzato la classifica 😀

        PS: sai che ancora non ho visto Ghost in the shell? Sto aspettando il dvd da mesi, ma niente… Ah, la Scarlettona nostra… non ci delude mai!!!!

      2. Covenant mi è piaciuto ma non mi ha fatto impazzire. Non che sia un brutto film [ha dei momenti di altissima caratura cinematografica], ma da una parte non regge il confronto con Alien 1 e 2 e dall’altra ha il fin troppo facile compito di superare Prometheus [che, invero, a me non era dispiaciuto così tanto].
        La mia domanda però era più indirizzata al personaggio di Fassbender. In Covenant supera se stesso [in tutti i sensi]. Se il personaggio ti era piaciuto e trovi la forza di guardare un altro film della saga, un’occhiata gliela darei, a conti fatti è lui il protagonista.

        Di Ghost in the Shell sto aspettando pure io l’uscita home video, perché per ora è un grande punto interrogativo. Devo rivederlo. Non mi ha entusiasmato come avrebbe dovuto [anzi, a tratti ho proprio fatto fatica a tenere gli occhi aperti] ma non mi ha lasciato quel amaro in bocca da dire ” non lo rivedrò mai più”. Sospetto sia colpa della presenza di Scarlett, ma una seconda visione gliela volevo dare [al film, non a Scarlett…lei la figuro sempre nei miei sogni 🙂 ].

      3. Fassbender è uno dei miei preferiti in assoluto: in quanto a eclettismo credo sia imbattibile. Praticamente è perfetto in ogni genere di ruolo: dramma, action, romantico, commedia. Passa dall’Amleto a Assassins Creed con la stessa semplicità con cui stappo una lattina di cocacola.
        Un gigante.
        Mi serviva un prestesto per vedere Covenant e tu me l’hai dato. Quando uscirà il DVD provvederò!!!!

        Di Ghost in the Shell ho letto praticamente solo giudizi pessimi. Da cinefilo navigato mi è venuto il sospetto che a questi pessimi giudizi andasse tolta una tara pesante: gli amanti del fumetto che si sono sentiti traditi e non hanno apprezzato la trasposizione. Considerato che: a)non ho letto il fumetto; b)Scarlettona in tuta aderente è una benedizione; c)mi piacciono i film di merda, le probabilità che possa gradirlo sono altissime!!! Piuttosto non mi spiego come mai non sia ancora uscito il DVD: il film usci nelle sale lo scorso inverno, caspita!!!

      4. Più o meno uscirà in blu-ray a fine mese, in linea con gli altri film di Marzo [Logan, Kong, Power Rangers, ecc], in DVD invece uscirà ad Agosto…mi spiace XD
        Comunque hai centrato il punto, Ghost in the Shell è proprio quel classico film che fa schifo a tutti ma che qualcuno finisce invece per adorare [giusto o ingiusto che sia]. Un classico Guilty Pleasure.
        Io devo ancora capire a che gruppo appartengo :/

      5. tu appartieni allo stesso gruppo mio:
        “noncenegregauncazzoguardiamoquellochecipareecipiacequellocheciparenonrompetegrazie”
        E siamo anche in piacevolissima compagnia!!!!

        Ora mi appunto le date, sperando di riuscire a scar.. ehm… comprarli appena escono 😀

      6. Ah, per quanto riguarda Fassbender, in Covenant è IMMENSO! Devi letteralmente prendere il suo talento, la sua presenza scenica e il suo ecletismo e moltiplicarlo per due 🙂
        C’è tutta la prima scena che è un’opera d’arte.

      7. mannaggia a te…
        mannaggia a te…
        quindi ora non solo vedrò Covenant (che francamente speravo di risparmiarmelo) ma addirittura è balzato ai primi posti della watchlist…
        mannaggia…. a te, pizza, e ai tuoi commenti 😀

  2. Ma noi italiani abbiamo una italianissima Caterina nel film di e con Alberto Sordi del 1980

    Niente di spettacolare come i film che hai elencato ma sicuramente una parodia molto divertente all’italiana

    Sherabientot

    1. ecco, ogni volta che faccio queste classifiche mi rendo conto di quanto sia ignorante in fatto di cinema…
      Non solo ci sono monumenti che non ho visto e sono consapevole della mia manchevolezza (come il Metropolis citato sopra da Liza) ma soprattutto ci sono film fondamentali di cui ignoro addirittura l’esistenza… E in questi casi, invariabilmente, mi sento come il fessacchiotto che scopre dopo AMEN la teoria eliocentrica…
      Quindi prendo appunti e cercherò di colmare il prima possibile tale lacuna.
      Ma prima di farlo, non posso che ringraziare te per la dritta (la mia conoscenza della filmografia sordiana è molto, molto limitata: oltre al Marchese del Grillo e Il medico della mutua, credo di non aver visto nulla)

      1. S suvvia non ti fustigare troppo perché nel frattempo accidenti a te che mi hai rallentato la tabella di marcia mi è venuto in mente un film molto bello struggente del 2013 forse è “Robot & Frank” che racconta la storia di un anziano e del suo robot badante. Frank malato di Alzheimer… dunque per i vecchi a venire non più le badanti ucraine ma il robot !!!
        Sheradessovolaviaaaa

      2. aahahhahaha, il robot badante è spettacolare. Mi incuriosisce questo film, mo’ mi tocca recuperarlo

        PS: non mi fustigo mica, per me riconoscere ignoranza è positivo perchè ho qualcosa di nuovo da scoprire. Pensa se avessimo finito di vedere quel che c’è da vedere o leggere quel che c’è da leggere: Sai che palle!!! 😀

      3. I tuoi consigli son sempre preziosi!!!!
        Tra l’altro devo ancora vedere The Lunchbox: ce l’ho lì, pronto pronto, ma ora io e signora stiamo finendo il recuperone della serie MASTERS OF SEX (siamo alla terza stagione), ma appena finiamo lo vedrò senz’altro e ti farò sapere!!!!!

      4. L’avevo iniziata con signora, ma decidemmo di interrompere al secondo episodio perchè correvamo il rischio di affogare negli sbadigli.
        Poi magari è il classico caso in cui i primi episodi son pallosi, ma poi la serie decolla…

      5. anche qui a MC si sfiorano i 40°
        Io mi sollazzo, la signora brontola: prima di sposarmi adoravo le estati torride, ma ormai sono invise pure a me perchè poi mi tocca sorbirmi i borbottii h24 di mia moglie che non tollera il caldo 😀

      6. Lo sai che questa è una delle canzoni di Bruce che più detesto in assoluto? Da quanto Tom Cruise la schiaffò a forza dentro Tobey McGuire…
        Comunque stavolta la scolto con piacere, trattasi sempre di premio consolatorio!!!!

  3. In uno dei temi di maturità di quest’anno si parlava proprio dei robot. Tra le fonti su cui i ragazzi dovevano basarsi per scrivere il tema, ce n’erano due che sostenevano delle tesi totalmente discordanti tra loro. Cerco di riassumerle.
    Secondo la prima fonte i robot sono destinati a diminuire di 2/3 il lavoro umano, e quindi creeranno delle tensioni sociali spaventose. La seconda fonte invece sosteneva che i robot potranno sostituire il lavoro umano soltanto nell’ambito della bassa manovalanza (dove non ci vuole particolare intelligenza né istruzione): di conseguenza i robot non diminuiranno il lavoro umano, ma lo faranno semplicemente spostare da chi ha un basso livello di istruzione a chi invece ha delle altissime competenze scientifiche, e le potrà sfruttare per costruire dei robot sempre più efficaci.
    Mi sono interrogato a lungo su quale delle due fonti avesse ragione, e alla fine mi sono convinto che la prima previsione ha più probabilità di realizzarsi. Il motivo è molto semplice: di operai ce ne sono tantissimi, di scienziati in grado di costruire un robot molti meno. Di conseguenza, se i robot continueranno a venire usati in modo sempre più esteso nel mondo del lavoro, quelli che ne beneficeranno saranno molti meno di quelli che a causa di questo progresso si ritroveranno sul lastrico. Per questo motivo, dato che prevenire è meglio che curare, ritengo che i governi mondiali dovrebbero fin da adesso limitare per legge il numero di robot utilizzabili nelle fabbriche. E limitarlo al minimo.
    Venendo alla tua classifica, mi ha stupito l’assenza di riferimenti a Westworld, perché sul tema delle intelligenze artificiali ha dato un contributo che a mio giudizio andrebbe studiato nelle scuole. Probabilmente hai scartato questa serie tv perché hai preferito focalizzarti unicamente sui robot cinematografici.
    Mi sono piaciute invece le citazioni di alcuni film che ho amato moltissimo: The Machine, Ex Machina, Terminator…
    E’ stata corretta anche la scelta di inserire il David di Prometheus, che ho avuto modo di apprezzare anch’io in Alien: Covenant. Michael Fassbender è senza dubbio uno dei migliori attori della sua generazione, e quando collabora con quel regista recita ancora meglio del solito. Per questo mi è dispiaciuto sapere che per il suo nuovo film Ridley Scott ha chiamato Mark Wahlberg (fonte: http://www.mymovies.it/film/2017/all-the-money-in-the-world/news/ridley-scott/): non capisco come mai gli venga affidata continuamente la parte dell’eroe, perché con la faccia da stronzo che si ritrova quest’attore può fare soltanto il cattivo. Ma ho grande fiducia in Ridley Scott, e quindi sono fiducioso che ci regalerà un’altra perla nonostante questa scelta di casting decisamente asinina.

    1. Il tuo ragionamento sui robot applicati al mondo del lavoro è interessante, non banale.
      E’ un quesito sul quale onestamente non ho strumenti a sufficienza per esprimere un opinione.
      Però, così a naso, mi sento di dire una cosa: pensare di limitare per legge una tecnologia è, dati storici alla mano, una scelta perdente. Pensa solo a tutti gli ostracismi che ebbero le prime automobili. Piuttosto, il governo di un paese serio dovrebbe promuovere progetti di ampio respiro volto a formare lavorati che possano adattarsi al mutato mercato del lavoro. Purtroppo però il nostro paese non è più serio e il governo attuale (ma anche quelli probabili che verranno) non è assolutamente in grado di fare ragionamenti di così ampio respiro e raggio. Pensa che mentre noi stiamo ancora a discutere di ius soli, in Francia si stabilisce per legge che entro il 2040 non potranno più circolare auto alimentate a benzina o gasolio…

      Passando alla classifica: hai visto giusto sulle ragioni che mi hanno fatto escludere Westworld, in quanto serie tv e non film.
      Non sapevo avessi visto The Machine: anni fa lo recensii addirittura sul sito di Lupokattivo (a proposito, è una vita che non lo vedo più da queste parti).
      Fassbender con Scott si esalta sempre, anche in pellicole minori nella sua filmografia, come The Counselor – Il procuratore.

      Mi ha fatto riflettere invece il tuo commento sarcastico su Walberg: effettivamente fa sempre la parte del buono e dell’eroe, ma paradossalmente due delle sue interpretazioni meglio riuscite sono quelle di Pain & Gain e The Gambler, dove ha la parte non proprio del cattivo ma quantomeno dell’antieroe.

      1. Per non parlare di The Departed, dove Scorsese gli ha affidato un ruolo che sembra cucito su misura per lui.
        Riguardo al mondo del lavoro, se la politica non può difenderci dai robot, a quel punto dobbiamo aiutarci da soli: dato che i robot possono sostituire l’uomo soltanto nei lavori che non richiedono particolare intelligenza né istruzione, i lavoratori del futuro dovranno cercare di ottenere dei titoli di studio più alti possibile. E non per mettersi in tasca un pezzo di carta, ma per acquisire delle competenze che o sono spendibili direttamente nel campo della robotica, o possono garantire loro un lavoro che i robot non potranno mai svolgere.
        Rimanendo in tema di robot, ho visto che con pizzaDog avete parlato di Ghost in the Shell: te l’avevo già consigliato, e adesso ribadisco il consiglio con maggior forza, perché a distanza di tempo l’ho apprezzato ancora di più. E’ un po’ lo stesso discorso che facevi per Ex Machina: Ghost in the Shell è uno di quei film che più ci pensi sopra, e più riesci a cogliere delle sfumature che in un primo momento ti erano sfuggite.

      2. Ricordavo le belle parole che avevi speso per Ghost in the Shell anche perchè sei il solo che me ne abbia parlato bene.
        Probabilmente essendo io digiuno del fumetto, potrò apprezzarlo meglio di altri.
        Non appena riuscirò a vederlo (purtroppo ancora non è uscito in edizione home video) ti farò sapere!!!!!!

        Colgo l’occasione per aggiornarti su due film che ho visto di recente durante la cui visione, per motivi diversi, ho pensato a te e al fatto che potessero piacerti.

        JOHN WICK 2= è addirittura meglio del primo. Azione senza sosta, personaggi azzeccati, tamarrate il giusto e un Reeves che quando non deve parlare troppo fa sempre la sua porca figura. Se non hai visto il primo, non importa: sono totalmente slegati e la visione dell’1 non è indispensabile.

        AFTERMATH: è la prima volta che vedo un film con Swarzy che interpreta un ruolo dramattico e che mi lascia soddisfatto. Il Nostro qui interpretat un carpentiere che perde moglie e figlia in un disastro aereo e, incredibile, il buon Swarzy riesce a dare spessore drammatico ed emotivo al personaggio. Il finale è un po’ così, ma per il resto è un film fatto bene. Se ti capita, recuperalo.

      3. Già in Contagious Schwarzy aveva provato a fare l’attore drammatico e intimista, con esiti disastrosi: mi fa piacere che al secondo tentativo gli sia andata meglio. Del resto Arnold va per i 70, e quindi è inevitabile che cerchi di deviare la sua carriera verso film come questi: presto non avrà più il physique du role per i film d’azione.
        Riguardo a John Wick 2, è curioso che tu me lo segnali, perché l’ultimo film che ho visto (Una doppia verità) aveva anch’esso Keanu Reeves come protagonista. Diciamo che mi è piaciuto, ma riconosco che è un po’ piatto, soprattutto nelle scene madri. Nonostante i colpi di scena, durante la visione del film non ho fatto nessuno scatto sulla sedia, non ho avuto quella sensazione di coinvolgimento estremo che sempre dovrebbe esserci in un legal thriller. Insomma, non ho dubbi che John Wick 2 mi piacerà di più: come sempre, quando lo vedrò sarai il primo a saperlo! 🙂

      4. Mi era venuto il sospetto che Una doppia verità fosse un film piatto quando ascoltai una pubblicità radiofonica in cui lo speaker, a più riprese, sottolineava che si trattava “del thriller dell’anno” riportando i commenti entusiasti di cineasti e quotidiani USA. Di solito, quando in fase di lancio pubblicitario si ricorrono a queste affermazioni, il rischio che si tratti di cagata pazzesca è altissimo…

    1. Sai che Corto Circuito non l’ho mai visto?????
      GIà dalla locandina (che ho appena ritrovato) so che l’avrei messo in classifica di sicuro!!!
      Prima o poi lo recupererò!!!!!

  4. Ma quanto sei intelligente, Lapinsu e non ti sto prendendo in giro!!
    In poche righe hai infatti creato una classifica impossibile (tale perché le ragioni di inclusione e posizionamento sono talmente pretestuose da essere sfacciate!), introdotta da un siparietto di vita quotidiana assolutamente delizioso (nonché paradossale ed ironico), composta infine con la sfrontatezza (geniale!) di aver voluto sommare il concetto di Intelligenza Artificiale a quello di Robot, cosa che io non avrei mai pensato di fare, separando invece il concetto visivo di androide umanoide da quello di calcolatore elettronico senziente, per poi alla fine arrivare anch’io, dopo un percorso estenuante, allo stesso traguardo concepito da te, che hai invece tagliato la strada, risparmiando tempo e noia, grazie ad una brillantissima sintesi…

    Non posso limitarmi a dire poche cose, perché devi sapere che da tempo giace fermo sul mio pc un personalissimo lungo post sulla figura del robot in letteratura e nel cinema, nel quale, oltretutto, pur dimostrando il debito evidentissimo della seconda forma d’arte nei confronti della prima (infatti tutti sanno che l’idea stessa di un meccanismo meccanico che, come uno schiavo silenzioso, sostituisca il lavoro di un servo umano, trovò la sua dimensione narrativa già nel 1920, dopo il lavoro teatrale “R.U.R.” del drammaturgo ceco Karel Čapek), ugualmente regalavo alla settima arte la divinazione dell’androide, poiché la rappresentazione cinematografica che Fritz Lang fece nel 1927 della figura dell’automa, in quel capolavoro immenso già citato nei commenti che fu “Metropolis, creò e fissò una precisa serie di topoi sul concetto di androide, che da allora hanno dominato sulla totalità della narrazione fantastica sia letteraria che cinematografica.

    In Metropolis, infatti, il robot viene descritto come servo che sostituisce un operaio (evitando agli industriali i costi economici, politici e sociali della classe lavoratrice umana), ma anche come schiavo sessuale da usare per intrattenere i lavoratori delle classi umili, descrivendo poi la città del futuro come una megalopoli divisa in uno o più livelli di sottosuolo proletario e in un unico splendido elysium di ricchi privilegiati, per comcludere con la ribellione della macchina quando essa prende coscienza di sé.
    Considerando questo primato, sarebbe stato ovvio che il robot “Maria” avrebbe dovuto dominare la tua classifica, ma perché questo fosse accaduto e soprattutto perché ti fosse venuto naturale il farlo, caro amico, avresti dovuto essere vecchio, come me, mentre invece sei giovane…

    Giovane si, ma anche incredibilmente perspicace e per questo hai tutto il mio plauso per altre presenze nella tua chart, assolutamente geniali, su cui mi permetto di dilungarmi…

    Se infatti nella narrativa di genere non c’è autore storicamente più importante di Isaac Asimov per la creazione del moderno concetto di robot senziente (l’ideazione delle tre leggi della robotica ed il loro superamento sarebbero già bastanti), dal punto di vista filmico l’Hal 9000 del film di Kubrick, il campione della tua classifica, fu senza dubbio alcuno il papà di una genia sterminata di successori, canonizzando il cliché dell’intelligenza artificiale che vede in certi casi la stessa umanità come un ostacolo al raggiungimento dell’obiettivo.

    Quanti computer, quanti cervelli positronici, quanti robot, quante coscienze sintetiche, dotate di aspetto antropomorfo o meno, hanno svolto al cinema il ruolo di nemici dell’uomo con la scusa di volerci salvare?
    Il numero dei film da elencare sarebbe enorme e tra di essi sono da ascrivere anche i due personaggi dell’ androide Ash del primo Alien, sia di David8 dei prequel Prometheus e Covenant, mossi dagli stessi stilemi di Hal 9000…

    Seconda menzione speciale è per la presenza nella tua classifica delle macchine della trilogia di “Matrix“, perché la visione imponente di un’intera civiltà di macchine senzienti, in grado di pianificare e realizzare un sistema antropologico di camuffamento, grazie al quale schiavizzare l’intera umanità al solo scopo di usare i loro corpi come energia, fu il regalo che le sorelle Wachowski fecero al mondo ed anche la summa di tutte le tantissime storie di ribellione e dominio della macchine, precedentemente viste al cinema, compresa anche la saga di “Terminator(onestamente persasi un po’ per strada, per colpa dell’ingarbugliamento in cui si è strozzata da sola con i paradossi temporali).

    Per quel che riguarda il resto, mi astengo dal giudicare seriamente il “Ghost in The Shell” di Rupert Sanders, perché è importante che tu sappia, amico mio, che tutto il mio immaginario fantascientifico visse a suo tempo una sorta di imprinting, una specie di illuminazione di Saulo sulla via per Damasco, quando nel 1995 prima e nel 2004 poi, il geniale regista giapponese Mamoru Oshii, con i suoi due film di animazione (Ghost in the Shell e Ghost in the Shell 2: Innocence), elevò a mito la già spaventosamente bella e creativa intuizione cyberpunk del mangaka Masamune Shirow: fu una folgorazione ed un innmaoramento, come raramente mi è capitato nella vita, qualcosa che mi aprì gli occhi e la mente, mentre in modo lisergico il concetto di una vita artificiale che prende coscienza del suo essere e del suo rapportarsi con gli uomini, di come rifletteva sulla vita e sulla morte e di come cercava persino di superare la rigidità sia del nostyro sistema evolutivo che quelli informatico, propagando errori e diversità, sacrificando partid el sistema per la prosecuzione della specie fino a sognare di fondersi con l’umano ed il cyborg per creare una nuova specie di vita (che è poi il gradino finale dell’evoluzione, così come la vide Arthur C.Clarke in “2001: A Space Odissey” e così come la vedeva Asimov nella conclusione del ciclo galattico delle Fondazioni.
    Quindi, assolutamente giustissimo includere il franchise di Ghost in The Shell in questa classifica, ma parlando solo dell’opera di Shirow e Oshi e lasciando il film con l’amata Scarlett al puro divertissement pseudo-filosofico, divertente senza dubbio, ma la storia l’hanno scritta altri…

    Nella tua chart sono stati banditi gli androidi delle serie televisive, altrimenti ti avrei detto che il mio numero uno sarebbe stato senza dubbio alcuno il comandante Data di Star Trek, icona del robot che per tutta la vita ha cercato di assomigliare all’uomo, finendo per diventare persino professore lucasiano di matematica ovvero titolare della prestigiosissima cattedra di Matematica all’Università di Cambridge che fu di Isaac Newton e recentemente di Stephen Hawking.

    Quello che invece inserirei subito, senza infragere alcun tabù è la declinazione spielberghianamente romantica del robot David, ideato da Kubrick nella sceneggiatura (più cinica in originale) del film mai da lui completato, ossia lo splendido e disturbante “A.I. Artificial Intelligence“.

    Ora mi fermo e ti saluto con tutto l’affetto possibile…

    1. Credo di trovarmi al cospetto del commento più lungo mai scritto su WP, nonchè nel rarissimo caso (perchè sicuramente in passato io e te riuscimmo a farlo)in cui il commento conta più parole (circa 1000) del post (circa 700).
      La cosa mi inorgoglisce anche più del complimento sfacciato, generoso e immeritato con cui hai esordito.

      Prima di passare alla disamina del tuo commento (che trasuda una passione e una competenza spaventosi) ti metto a parte di un aneddoto che mi ha fatto non poco sorridere nelle ultime 24h.
      Subito dopo la pubblicazione del post ho cominciato a ricevere messaggi da amiche, addirittura colleghe che venivano in pelligrinaggio da me, tutte con una sola domanda: “Ho letto l’ultimo post sul tuo blog” ed io gongolavo, e poi “Ma allora questo iRobot funziona veramente? Me lo consigli? Ed io che ingenuamente avevo pensato che venissero da me per complimentarsi per l’arguzia, la prosa o l’ironia… Vabbè, quando mi sarò stufato di scrivere post su WP, potrò sempre riciclarmi come recensore di piccoli elettrodomestici sul forum AlFemminile…

      Ma passiamo bomba, ora.
      Non so perchè, ma mentre leggevo le tue parole spaziare tra i capolavori della letteratura sci-fi o della cinematografia, mi sono reso conto di aver escluso dalla classifica il Roy Batty di Blade Runner, androide non dissimile dalla protagonista di Ex Machina (ma immensamente più brutto perchè, sia messo agli atti, Alicia Vikander è una bellezza spaziale). Tuttavia, pur col senno di poi, considero questa esclusione giusta anche se non voluta: nel circo di assurdità che ha governato la stesura della mia lista, infatti, c’era una discriminante precisa, ossia l’essere buono\cattivo. E, in tutta onestà, il Roy Batty di Hauer non riuscirei a classificarlo nè nella prima nè nella seconda categoria, e forse proprio per questo è il più vicino di tutti alla umanità più vera e profonda.

      Ma continuo a divagare, come mio solito, senza trovare il coraggio di affondare le mani nella matassa di brillante erudizione che impregna il tuo commento: Asimov, Kubrick, questo tale Karel Čapek che mi fa tristezza solo a scrivere il nome, il Metropolis di Lang, finanche il regista Mamoru Oshii che (tale è la mia ignoranza) potresti spacciarmi anche come portata di un ristorante di Sushi.
      Impallidisco, amico e sodale di mille commentari, perchè la tua preparazione è sempre ai miei occhi sconvolgente perchè pur essendo in possesso di una conoscenza così estesa non hai mai (nè tu nè le tue presentazioni) quella grigia noia che pervade qualsivoglia erudito, bensì dispensi il tutto alla luce di una fulgente dinamicità che sempre mi affascina.
      E’ per questo, quindi, che la pubblicazione del tuo post dedicato all’argomento sarà d’ora in poi per me una speranza cui anelare indefessamente.

      Non solo, c’è anche di più, perchè per qualche paradosso spaziotemporale, l’argomento dei robot applicati alla vita umana ha anche degli aspetti sociali che prima Wayne e poi tu avete saputo mirabilmente tratteggiare.
      Confesso che quando ho scritto questo post (l’anno scorso) e quando ho deciso di pubblicarlo (domenica sera) mai ho pensato a queste implicazioni ma, ora che siamo qui, sono quelle tra più stimolanti, perchè i cambiamenti in atto in questi anni sono tali da indurci a credere che tanti degli scenari favoleggiati nei libri e nei film di fantascienza stiano per avverarsi. Cosa avverrà allora? Cosa possiamo fare per gestire questo passaggio (perchè sicuramente un passaggio da gestire ci sarà)?
      Sono giovane, hai ragione, ma sono anche genitore, e dal momento in cui abbracciai mia figlia per la prima volta penso spesso in quale mondo si troverà a vivere Chiara quando sarà grande e cosa posso fare io, nel mio piccolo che sfiora l’infinitesimo, per renderlo migliore. Non troverà mai lavoro perchè ormai è tutto automatizzato? Sarà costretta a vivere nei bassifondi unti e paludosi che Scott tratteggia divinamente in Blade Runner? Oppure per lei ci sarà un Elysium, da qualche parte o in qualche tempo?
      Non lo so, amico mio, ma non puoi sapere cosa darei per scoprirlo….

      1. Il tuo commento contiene, ahimé, una doppia valenza, che mi rende davvero difficile il compito di replicare a mia volta: sa da un lato, infatti, debbo ringraziarti per il sollazzo che ha procurato sia a me che alla mia signora il leggere la reazione di tante tue amiche e colleghe all’aspetto introduttivo e paradossale da te scelto (il fatto che ti chiedessero lumi sul funzionamento del robot domestico pulisci-pavimenti anziché dissertare sulle scelte filmiche è meraviglioso e si presta ad una tonnellata di battute e di osservazioni anche di bassa lega!), dall’altro lato, hai gettato invece una vera e propria bomba sociologica ed antropologica, sulla quale è impossibile dare una risposta o un opinione veloce, a meno di non essere ermetici o peggio stupidamente massimalisti e semplificatori.

        La robotica, in senso ampio del termine, intesa come automazione e semplificazione di lavori manuali, ha accompagnato il progresso tecnologico, affiancando l’uomo dall’alba della civiltà nei lavori manuali e di fatto aiutandolo: stiamo parlando di un attrezzo, più o meno evoluto, che assolve in modo ripetitivo schemi lavorativi.

        Tutti abbiamo presente la tecnologia e l’automazione che hanno contraddistinto la seconda rivoluzione industriale (il motore a vapore, la catena di montaggio, i capannoni industriali, etc.) ed assieme l’impatto sulla popolazione, tale da creare una nuova classe sociale, quella operaia.

        Senza dilungarmi, penso che, fatte le dovute premesse ed i dovuti distinguo, l’impatto di una robotica sempre più evoluta vada comunque vista nei sui due aspetti essenziali: primo come come fenomeno industriale (con sottolineatura sulla riduzione della manodopera non specializzata, riduzione dei costi, dei rischi, degli errori) e secondo come fenomeno di marketing, spostando l’automazione sulla domotica, venduta alla middle-class come surrogato di uno standard di comodità (i veri ricchi hanno la servitù che fa loro la spesa, lava e stira i vestiti, apre la porta di casa, guida l’auto, cura il giardino, fa la toletta ai cani, pulisce la piscina, etc, etc.).

        Comprendendo bene che il fenomeno di marketing è soprattutto fuffa (buttata negli occhi di quella fetta di popolazione lavorativa più o meno annoiata, che scopre le novità scientifiche solo dalle pagine sponsorizzate nei social network) e quindi ininfluente su un discorso sociologico ed antropologico, ci si deve chiedere ora quanto la robotica, intesa come automazione appunto, influirà sull’offerta di lavoro, ma per rispondere bisogna evitare di pensare in modo europacentrico e peggio italiacentrico e vedere cosa accade nel resto del mondo, nei paesi in via di sviluppo, nel grande moloch cinese, in India, in Africa, dove miliardi di lavoratori di bassissimo profilo stanno affiancando un’industrializzazione selvaggia: il robot toglie il lavoro all’uomo o lo trasforma?

        In modo assai illuminato, tu, carissimo amico, hai impulsivamente iniziato il tuo post parlando del tuo primo vero robot, ossia l’iRobot Roomba, che è un robot, ma non è un androide, perché malgrado la romantica immagine che il concetto di umanoide sintetico porta con sé, oggi come oggi esso sarebbe inutile: usi come titolo la canzone italiana dell’anime Goldrake/Grendizer, che era invece un robot guerriero, ma parli della tua esperienza con una macchina che pulisce i pavimenti… La domanda a questo punto sarebbe “quante persone hanno perso il lavoro a casa tua o nel tuo vicinato per l’arrivo di Rambo?” ed ovviamente rispondo io: nessuna.

        Il tuo iRobot Roomba è un robot che aiuta nei lavori domestici, ma soprattutto aiuta gli industriali a vendere un nuovo oggetto a chi già possedeva un altro elettrodomestico simile e che a fatica avrebbe comprato una nuova aspirapolvere e quindi alla fine aiuta l’economia ed i lavoratori di quelle macchine (se la ditta è italiana aiuta il nostro paese, se asiatica aiuta l’economia orientale, con tutte le zone grigie di scambi intercontinentali che la moderna e complessa economia capitalistica comporta).

        Insomma, in conclusione, viviamo tutti in un’era dominata dalle grandi multinazionali che o governano il potere politico (USA e EUROPA) o scendono a patti con esso (CINA) e che regolano i flussi di migrazione e di occupazione in modo da massimizzare i profitti e la robotica, quella vera (non le chimere di androidi che portano a spasso il cane o giocano a basket per la gioia di uno sparuto di post-nerd già impiegati direttamente in una di quelle multinazionali di cui sopra o in un’azienda più piccola facente parte dell’indotto e delle economie di contorno), non sarà mai la causa principe né della disoccupazione né dell’abbassamento progressivo dei diritti minimi dei lavoratori, ma solo uno dei tanti attori di un processo continuo di rimaneggiamento del tessuto sociale, delle nostre abitudini, con corde che si tirano fino al limite della sopportazione sociale, per poi allentarsi nuovamente ed iniziare un altro ciclo.

        Chi si è fermato al primo film della trilogia di Matrix (cogliendo solo la parte della rivolta delle macchine e della creazione di un realtà virtuale in cui gli uomini credono di vivere mentre sono in realtà le batterie organiche con cui le stesse macchine dominatrici si nutrono) non ha potuto apprezzare e comprendere il messaggio metaforico che il secondo ed il terzo film esprimono: i dominatori (le macchine in questo caso, ma è evidente il gioco di specchi, simile a quello con cui Manzoni nei “Promessi Spagnoli” parlava del dominio spagnolo per indicare in realtà quello austriaco) creano le due figure dell’Architetto (che periodicamente lotta per distruggere la razza umana ribelle) e dell’Oracolo (che ha il compito invece di creare l’idea della speranza e permettere agli uomini di rinascere ogni volta e di ribellarsi persino all’autorità), apparentemente in conflitto ma in realtà pedine di un gioco più ampio di bastone e carota.

        Allo stesso modo, dando come postulato che non esisterà mai una vera robotizzazione di massa senza il denaro delle multinazionali, se ne desume che qualora questo avvenisse non potrebbe mai portare ad un impoverimento sistematico della popolazione tale da da eliminare di fatto l’unica vera classe sociale esistente oggi ossia quella dei consumatori che come tali devono avere un reddito per fare acquisti.

        La scienza vera si abbasserà sempre periodicamente alla creazione di soluzioni per la tecnologia consumer e queste cambieranno sempre più spesso il nostro stile di vita quotidiano, ma non la sostanza: lavoriamo, veniamo pagati, acquistiamo.

        Sono anche convinto che il futuro più lontano e luminoso della nostra civiltà umana vedrà il superamento di questa dialettica schiavizzante, in una Terra (questa o un’altra) dove lo sfruttamento consapevole delle risorse sarà operato per le necessità e non per l’accumulo, dove i robot aiuteranno nel risparmio energetico e dove il tempo libero sarà l’obiettivo e non la misera carota con cui farci lavorare.

      2. Quasi quotidianamente, per circa un’ora, mi alleno in casa sulla cyclette. Preferirei andare in bici all’aria aperta ma a)il tempo tiranno; b) una fastidiosa ernia cervicale fanno si che preferisca l’allenamento domestico.
        Quando mi alleno sudo sempre copiosamente e la doccia susseguente è un tale balsamo di freschezza e serenità da esser diventata, negli anni, uno dei momenti più belli della mia giornata.
        Sono poche le esperierenze paragonabili a quella sensazione e tra queste, senza dubbio alcuno, contemplo la lettura dei tuoi commenti, special modo quando ispirati come l’ultimo.
        Hai tratteggiato con linee sicure e decise il meccanismo del consumismo moderno con tale maestria che potrei ritagliare il tuo commento, incollarlo sopra un articolo de “L’internazionale” e nessuno noterebbe la differenza, perchè la tua maestria esplicativa e la tua saggezza hanno qui raggiunto vette elevatissime.
        VOTA KASABAKE, VOTA KASABAKE, VOTA KASABAKE , parafrasando una vecchia scena di Totò 😀

        Amico mio, sei imparaggiabile, la tua cultura mi affascina sempre di più.

        E poi, quando te ne esci con perle come questa uesta dialettica schiavizzante, in una Terra (questa o un’altra) dove mi mandi in brodo di giuggiole.

        QUESTA O UN’ALTRA

        Sei sempre troppo avanti.

        PS: ho visto Spiderman, filmone. Mi ha ispirato talmente tanto da pensare di scriverne….

      3. Bypassando i complimenti con cui mi ricopri sempre (e che mi fanno comunque piacere!), vado subito al Post Scriptum: non so se avevi avuto occasione di leggere il mio commento a caldo su “Spiderman: homecoming” che avevo pubblicato sul nostro gruppo di whatsapp del Gathering, ma anche il mio giudizio è entusiastico! Film quasi perfetto, con un villain semplicemente sublime, nettamente il migliore dei cattivi del MCU fino ad ora.

      4. Avevo letto il tuo commento su WA ma, come ti dissi, uso poco lo strumento e quindi non ero intervenuto.
        Tuttavia le tue parole avevano non poco stimolato il mio interesse spingendomi a saltare la visione di Trasformers e regalarmi Spiderman per la serata cinema (che come sai, per chi ha famiglia, è sempre un evento di difficile collocazione spazio-temporale).
        Ebbene la mia scelta è stata ampiamente ripagata, perchè Trasformers (benchè mi sarebbe piaciuto senz’altro) non mi avrebbe detto niente di nuovo mentre questo Spiderman è stato una vera sorpresa.
        Ma non aggiungo altro, perchè se riesco a liberarmi da un paio di impicci, nel weekend voglio scriverci sopra un post e perchè devo anche trovare il tempo per leggere un post(che so già essere meraviglios) scritto da un mio amico ermenauta.
        lo conosci?

      5. Si, ti piacerà anche Transformers, perché l’impegno che Bay ha profuso a livello registico è davvero pazzesco, ma Spider-Man è un altra cosa… è una colazione ricca e divertente con cioccolata Novi e non con Nutella, perché è frizzante e dolce senza essere nauseabondo o stomachevole, perché Michael Keaton è una leggenda che recita con la stessa classe e bravura in film strettamente supereroistici come il Batman di Burton ed in film autorali che denigrano lo stesso genere come il Birdman di Inarritu, perché infine Robert Downey Jr. come Tony Stark è il padre di cui l’arrampicamuri aveva bisogno per vivere il passaggio dall’immaturità adolescenziale da prodigio scolastico alla maturità da membro degli Avenegers.

        P.S. Nel mio post c’è una frase dedicata a te… vediamo se la scovi!

  5. Dopo esser passato a salutare l’amico Wwayne venire qui da te era pressoché d’obbligo, e ti ritrovo che mi citi Goldrake nel titolo e Asimov nel link del post, mi racconti la storia d’amore col tuo robottino scopaiolo (nel senso di sostituto intelligente e autonomo di scopa elettrica) e mi fai una carrellata di robot da paura.
    Io amo i robot. Sono cresciuto con i robot. Spero che ne avrò uno accanto a tenermi la mano quando mi toccherà compiere il grande salto nel buio (o immergermi nella radura in fondo al sentiero, per dirla con mastro King, diciamo grazie e sempre sia lodato).
    Dunque da oggi voglio un po’ più di bene anche a te 🙂
    Buona serata, a presto! (Che ho giusto, vedo, un po’ di arretrati da recuperare).

    1. Ciao Julian
      sono onorato di aver stuzzicato emozioni così positive nel tuo animo parlando di robot e A.I. in senso lato.
      Il mio post era a carattere ludico tuttavia, grazie al contributo dei blogger che sono intervenuti, la discussione ha saputo elevarsi e spaziare dalla cultura alla sociologia della robotica applicata all’esperienza umana.
      In più mi citi pure il Re ed io posso solo chinare il capo in segno di ossequioso.

      Anche io ho un bel po’ di arretrati da recuperare, ma ci darò sotto tra qualche giorno, che stasera comincia la festa della birra al mio paese e una bella Tennent’s gelata è il miglior antidoto contro questo caldo afoso!!!!!

  6. Hal9000 occuperà sempre la prima posizione in classifiche del genere. E’ troppo importante nella storia del cinema e tutt’oggi continua a essere una macchina dal fascino indescrivibile. David è uno degli androidi più belli che si siano visti negli ultimi anni e in Alien Covenant è stato reso ancor meglio. E sappi che purtroppo sono uno di quelli che Prometheus e Covenant li ha apprezzati parecchio (per la tematica della creazione, del senso di onnipotenza dell’uomo che in realtà è un essere sciocco ecc…)
    Io avrei messo nella classifica anche Chappie di Blomkamp.

    1. Hal9000 sta alla rappresentazione delle Intelligenze Artificiali come Sofocle ed Euripide stanno alla tragedia teatrale: un pilastro inarrivabile.
      Il David di Prometheus è mostruoso e in tanti mi hanno detto che in Covenant è ancora meglio: lo vedrò ma solo per questo motivo, promesso.

  7. Ciao Lap! Prima di tutto i complimenti per la fantasia e per la capacità di dipingere con le parole le emozioni; grazie alle tue immagini le riconosco e mi accorgo di viverle spesso come te! Eh eh eh ! 😀
    In secondo luogo ne approfitto per chiederti un piacere … sono anni che desideravo comprarmene uno ma avevo sempre il dubbio che non funzionasse davvero o rimanevo disorientato dalle decine di modelli disponibili.
    Tu che lo hai provato e ne sei entusiasta potresti indicarmi che modello di Roomba hai preso?
    Grazie Lap 😉

    1. Il modello preciso non lo ricordo (dovresti chiederlo a mia moglie….) Comunque è il modello che passa solo l’aspirapolvere, neppure dei più costosi della linea iRobot. Funziona alla grande, nn posso che consigliartene l’acquisto

    1. E’ sempre un piacere leggerti nei commenti!

      Di Ghost In the Shell non conosco il fumetto. Ho però visto di recente il film che, detto tra noi, è una vera palla. E nemmeno la tutinalatexultraderentissima sulle curve di Scarlett lo rende decente…

      1. Il fumetto è un’altra cosa. Ci si avvicina il film di animazione degli anni ’90 (che perlomeno rispetta la freddezza emotiva del Maggiore) e comunque è un vero viaggione per chi adora il concetto di connessione che fa perdere la propria identità a contatto di quelle degli altri.
        Se reperisci intanto l’anime movie, anche solo per la colonna sonora di Kenji Kawai (a lui la gloria) vale.
        Peccato la traduzione fatta da un burfalmacco che suona strana in italiano… Ma comunque val la pena
        Nel 1995 era al top dell’animazione Jappo.

      2. Son poco (praticamente per nulla) pratico di anime e fumetti… Però un filmetto lo recupero sempre volentieri!!!!
        Specie se ben consigliato 😉

      3. Guardando il film con la Scarlett: allora secondo me lei fa quello che può ma è fuori personaggio, del tutto. Non perché uno si debba immaginare un’orientale (di quasi un metro e ottanta nel dubbio) ma è che potevano usare chiunque tra le varie protagoniste di Millennium e simili, molto meglio.
        C’è anche da dire che il tema di Ghost in the Shell non è la cancellazione della memoria di un umano che dimentica eccetera eccetera, la famiglia a cui la pargoletta è stata tolta eccetera eccetera, ma esclusivamente il tema: “un cyborg resta umano?”, una AI troverà intelligenti gli umani?

      4. Effettivamente il film galleggia tra le solite tematiche delle AI applicate all’umanità senza portare nulla di originale, alternativo o almeno divertente.
        Scarlett è brava (in generale) ma non è mica la Streep… e se il personaggio vale poco lei gli va dietro

      5. Ah, riguardo la trama descritta poco sopra, è quella dell’anime, non del film 2017… Il film 2017 è più miagoloso che tecnicoso!! 🙂

      6. E qui termino… (per tua fortuna) c’è anche da dire che Ghost in the Shell ha indicato la via dei successivi 10 anni di film di fantascienza mondiali! E non scherzo! La connessione neurale, l’hackeraggio del cervello, i ricordi iniettati, … mica cotiche.
        Ma ora via, verso mille nuove avventure.

      7. Mi hai fatto venir voglia di rivedere Johnny Mnemnonic, che ad occhio e croce è coevo dell’anime di cui mi dicevi prima.
        Devo recuperarre questo Keanu d’annata, quando ancora sceglieva bene i film cui partecipava 😀

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